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Francesca, giovanissima fanciulla, era molto bella; i lunghi capelli castani erano lucidi e leggermente mossi, il viso perfetto da bambola, il corpo slanciato con gambe ben tornite, sedere sodo, fianchi pieni, vita snella e seno abbondante, la pelle di porcellana.
Lei viveva con la propria famiglia in un paesino di campagna e le occasioni per socializzare con gli appartenenti all’altro sesso erano veramente ridotte al lumicino. Aiutando i genitori e i fratelli nei lavori agricoli non ne trovava nemmeno il tempo e quindi la sua personalità aveva subito delle conseguenze psicologiche e caratteriali piuttosto negative. Molto timida, introversa, con poca autostima, quando si guardava allo specchio vedeva le sue forme e le confrontava con quelle delle attrici o modelle che ammirava in televisione. Non si piaceva, quel seno, anche se era perfettamente sodo e alto, secondo lei era troppo voluminoso e anche i fianchi a lei parevano troppo pieni e abbondanti, pure la pelle le sembrava troppo chiara, e quello che più la faceva sentire brutta e inadatta alla vita che i media gli mostravano quotidianamente, era il viso, lo giudicava troppo fanciullesco, adolescenziale, ingenuo. Chi avrebbe mai voluto una ragazza appena maggiorenne con quel faccino da eterna bambina? Per di più lei aveva una paura terribile del sesso, perché le era totalmente sconosciuto, almeno quello tra gli umani di certo. Il sesso animale lo conosceva, aveva visto il cavallo e la cavalla, il toro e la mucca e più o meno aveva capito il meccanismo, ma la realtà vissuta sicuramente era una cosa diversa. Gli venne in mente in quel momento la prima volta che aveva visto il cavallo prendere la sua femmina, aveva guardato con la bocca spalancata dallo stupore, il gigantesco membro del maschio, era rimasta immobile, ammirata e soprattutto meravigliata che tutta quella massa di carne riuscisse a entrare totalmente nella vulva delle femmina, aveva notato altresì i pesanti testicoli e poi quando gli animali ebbero terminato l’accoppiamento, aveva osservato il pesante tronco sfilarsi dalla cavalla e sgocciolare a lungo del liquido bianco e spesso, pareva stesse facendo la pipì e invece gli spiegarono che si trattava di liquido seminale. Queste erano state le uniche nozioni di sesso che lei era riuscita a conoscere.
Ora a diciotto anni, il suo corpo le chiedeva qualcosa di più delle esperienze visive, gli ormoni circolavano in lei insistentemente e la rendevano nervosa e poco incline al dialogo, specie in famiglia. Quella estate, avvenne il miracolo, un suo cugino doveva venire in quella zona per motivi di studio e così pensò di chiedere ospitalità alla famiglia di Francesca. La sua famiglia per dovere di cortesia accettò e disse loro che l’avrebbero ospitato volentieri. Così, visto che non c’era un posto letto disponibile, telefonarono allo zio Mario che viveva in Romagna in una notissima cittadina di mare, chiedendogli se poteva accogliere Francesca in casa sua per un periodo di circa tre mesi. Lo zio e la zia accettarono volentieri di dare alloggio alla giovane nipote. Da sola, un po’ titubante e timorosa, affrontò il viaggio in treno e dopo alcune ore trascorse a guardare fuori il panorama che scorreva veloce sotto i suoi occhi, sentì l’altoparlante della stazione annunciare il nome della città di destinazione, così prese le sue valigie e scese dal treno, appena a terra, vide un uomo abbronzato sulla quarantina che si guardava in giro in cerca di qualcuno, poi la guardò e””

‘Sei Francesca?’

‘Si, sono io, tu sei lo zio Mario?’

‘Si, vieni qui fatti abbracciare!! Ma sei una donna, mamma mia, non ti vedevo dal giorno del battesimo e lì eri veramente piccolina’..’

‘Zio, è il primo viaggio che faccio fuori dal mio paese, in diciotto anni non sono mai andata da nessuna parte’.’

‘Ok, dai, andiamo che la zia Luisa ha preparato pranzo, ci sono le lasagne oggi, e altre cose’..’

Lei, indossava una maglietta e una gonna al ginocchio con uno spacco sul davanti, la sottana era appartenuta in anni passati a sua sorella più grande e si vedeva chiaramente che era un po’ demodé.
Durante il viaggio, lo zio, spesso e volentieri, mentre gli parlava, gli appoggiava distrattamente la mano destra sulla gamba coperta dalla gonna, ma con i polpastrelli delle dita sfiorava anche la pelle della coscia lasciata scoperta dallo spacco centrale. Questo contatto la turbava e la faceva arrossire in continuazione, forse era una dimostrazione di affetto tra uno zio e la nipotina, ma per lei, che di altri toccamenti non aveva esperienza alcuna, era un qualcosa che le dava delle strane sensazioni, che si ripercuotevano su altre parti del corpo. Zia Luisa la accolse con entusiasmo e si sperticò in complimenti riguardanti il suo splendido visino da bambola e il suo fantastico corpo. Lei arrossì fino alla cima dei capelli, riuscì timidamente a biascicare qualche parola di ringraziamento e contraccambiò i complimenti specie alla zia. La zia era una bella donna, piuttosto piena, non obesa, ma lievemente cicciotella, si capiva che era vissuta mangiando spesso e volentieri le lasagne con il ragù alla bolognese.
A pranzo arrivarono poi i figli di zio Mario e zia Luisa, Melissa che aveva compiuto i diciotto anni due mesi prima, poi Maurizio e Dario, due bellissimi gemelli di vent’anni. A tavola, lei osservò di sottecchi i due ragazzi e si accorse di non riuscire a togliergli gli occhi di dosso. Erano bellissimi, abbronzantissimi, avevano un fisico con delle belle spalle larghe, alti sul metro e novanta, capelli lunghi biondo scuro, occhi azzurri, un viso, nel complesso da attori di Beautiful. Li aveva visti, prima che si sedessero a tavola, essi portavano entrambi dei jeans azzurro chiaro scoloriti ad arte qua e là, anzi direi scoloriti quasi bianchi proprio là e Francesca aveva distolto a fatica lo sguardo dal pacco pieno che si evidenziava in quel punto!!!
Subito dopo pranzo, i due giovanotti la aiutarono a portare su i bagagli e la lasciarono in camera da sola a sistemarsi le sue cose. Dopo circa un ora, lo zio Mario, bussò alla porta e le chiese se voleva venire al mare con loro, lei era attratta da questo invito, ma si sentiva a disagio, per il vecchio costume che si era messa in valigia, anch’esso era fuori moda e non se la sentiva di mostrasi in quelle condizioni”’..

‘Zio Mario, non lo so, ecco, sono un po’ stanca e vorrei riposarmi un oretta’..’

‘Francesca, devi solo metterti il costume poi ti vesti e sali in macchina, poi tutto il resto lo facciamo noi’ Quando sei lì puoi dormire quanto vuoi, c’è l’ombrellone quindi non ci sono problemi ok???’

‘Emmm, si ok, va bene cinque minuti mi preparo poi scendo”’.’

Francesca rimase sotto l’ombrellone quasi tutto il giorno, per via del costume intero fuori moda e pure parecchio sgraziato, ma lo zio Mario, nonostante tutto non gli tolse mai gli occhi di dosso.
A metà pomeriggio lei decise di farsi un bagno, sarebbe stata la prima volta nella sua vita e presa dall’entusiasmo di questa nuova esperienza combattendo contro la innata timidezza si incamminò verso il bagnasciuga, lo zio la guardò mentre camminava sulla sabbia calda e ammirò estasiato le lunghissime gambe e il culetto sporgente e ben tornito. Francesca era la vera essenza della femminilità, nonostante le sue origini contadine, si muoveva come una modella, senza malizia sculettava in modo naturale e al suo passaggio attirò su di se molti sguardi sia maschili, sia femminili. Mario, si accorse della sua prepotente erezione e si affrettò a coprire il costume pieno e teso con il quotidiano che aveva letto fino a poco prima.
L’uomo, appena vide Francesca, che finito il bagno si avviava verso le cabine per andare a cambiarsi, come un automa si alzò dalla sdraio e la seguì scusandosi con la moglie’..

‘Vado un attimo in bagno”’

‘Ok”

Francesca entrò nella cabina di legno dello spogliatoio e fece per chiudere la porta, ma il gancio di chiusura era rotto e lei si limitò ad accostarla. Lo zio Mario, sapeva che lo spogliatoio era sprovvisto di serratura e quindi sicuro di sé si avvicinò alla cabina, si guardò attorno con circospezione, poi infilò due dita nella persiana della porta e rapidamente si infilò all’interno.
In quel preciso momento Francesca aveva appena abbassato la parte superiore del costume e quando lo vide, cercò di coprirsi il seno poi esclamò”

‘Zio, ma che stai facendo!!! Esci per favore, mi devo cambiare!!!’

‘Sssstttt, non ti preoccupare, sei così bella che volevo vederti nuda, tutto qui”

‘Zio per favore, esci, io sono timida e non riesco a cambiarmi se ci sei tu!!’

‘Se vuoi mi spoglio anch’io, lo hai mai visto un uomo nudo?’

‘No, zio non l’ho mai visto, ma mi vergogno, ti prego lasciami sola”.’

‘Guarda bella bambina, guarda cos’ha lo zietto tuo, sotto il costumino’..’

Così dicendo Mario fece scendere il costume fino alle caviglie liberando il grosso membro eretto’..

‘Ti piace? Lo sai, si chiama cazzo. Puoi toccarlo se vuoi, non ti morde sai!!??? Dammi la manina, ecco prendilo in mano. Sai cos’è una sega?’

‘Si lo so, la usa sempre papà per tagliare la legna’..’

‘No, Franceschina, non quella sega lì, ora ti faccio vedere, dammi di nuovo la mano, ecco stringilo così in pugno adesso muovi su e giù così, ecco, vedi? Lo senti come si gonfia nella tua dolce manina? Vuoi vederlo sborrare?’

‘Cosa vuole dire? ‘

‘Non sai cos’è la sborra???’

‘No zio, non lo so, giuro, non lo so’..’

‘Domani te la faccio vedere, se vorrai la potrai anche assaggiare sai?’

‘Assaggiare???…’

‘Si poi ti spiego, adesso non abbiamo tempo, ma domani prometto che te la faccio assaggiare’
Tu mi fai vedere la tua figa adesso? Lo sai che la tua cosina si chiama figa?’

‘No, non lo sapevo, sei bravo tu che mi spieghi per bene le cose. Vuoi che mi tiro giù anche il resto del costume?’

‘Si amore mio, sei proprio una dolcezza, si tiralo giù dai, fai vedere bene a zio. Io ti insegno e ti aiuto, lo faccio per il tuo bene bambina mia’..’

Francesca, percepiva delle sensazioni piacevoli di calore fra le gambe e gli sembrava di essere stranamente bagnata come quando da bambina si faceva un goccio di pipì addosso. Abbassò del tutto il costume e se lo sfilò dalle caviglie”’

‘Che meraviglia che sei, hai pochi peletti, si vede bene la tua fessurina, me la fai toccare? Io ti ho fatto toccare il mio, quindi tu”.’

‘Va bene zio, ma solo poco”’

Apri le gambe amore di zio, ancora un po’ non avere paura, non ti faccio male, ecco così brava, uummmhhhhh, che fighetta calda e bagnata che hai, questo vuol dire che ti sei eccitata, che toccarmi il cazzo ti è piaciuto”’

‘Si zio è vero è proprio un bel gioco questo”’

‘Abbiamo tre mesi di tempo, vedrai che lo zio ti farà giocare e tu imparerai tante cose con lui”’

‘Va bene zio, ma la zia lo sa che tu mi insegni questo gioco?’

‘No, no, la zia non lo deve sapere, è un segreto fra di noi, lei è gelosa e magari si offende se glielo diciamo, quindi noi non glielo diciamo e siamo apposto ok?’

‘Si zio, ok, va bene, un nostro segreto, anche io e mio fratello abbiamo dei nascondigli segreti quando giochiamo a nasconderci’..’

‘Ecco, si è la stessa cosa, come un nascondiglio segreto”’

‘Tu sai farti i ditalini?’

‘Ditalini???’

‘Si, ditalini, così senti se ti piace, con due dita, ecco così, sul grilletto”’

‘Mamma, quante parole che non conosco, grilletto, ma il grilletto non è quello per l’insalata?..’

‘Sei dolcissima, ingenua e dolcissima, no, comunque non c’entra niente l’insalata, domani ti insegno bene, adesso rivestiti, se no la zia ci viene a cercare e scopre il nostro segreto’.’

Così Francesca si rivestì indossando il reggiseno e le mutandine, che si era portata come cambio nello zainetto, poi si infilò la maglietta e la gonna e fece per uscire dalla cabina. Lo zio Mario si limitò a tirarsi su il costume e a sua volta fu pronto”..

‘Bambina, aspetta, adesso esco prima io, poi tu aspetti un paio di minuti ed esci pure tu”’

Dopo poco tempo, ritornarono i cugini, indossavano un costume giallo che segnava perfettamente la forma del loro membro e il gonfiore dei testicoli e ancora una volta lei rimase abbagliata da tanta sensualità e bellezza”.

‘Francesca, sei già vestita? Non ti è piaciuto il mare, la spiaggia e tutto il resto?’

‘No, no, anzi è stato bellissimo, sto imparando tante cose”..’

‘Ok andiamo a cambiarci, mamma, vieni con noi?’

‘No andate voi, io aspetto Melissa che dovrebbe arrivare a minuti”.’

‘In effetti. Dopo un po’ arrivò pure Melissa, bagnata fradicia, si asciugò rabbrividendo con un grosso telo mare e poi assieme alla mamma si avviò verso lo spogliatoio”.

‘Noi ci cambiamo, poi assieme ai ragazzi andiamo a bere qualcosa al bar, venite con noi?’

‘No, andate pure voi, io non ho sete””

Appena mamma e figlia si allontanarono”.

‘Piccina, siamo di nuovo soli, siediti qui vicino a me mentre aspettiamo che tornino tutti gli altri.’..’

‘Si zio, poi andiamo a casa vero?…’

‘Si, hai visto che ormai ci siamo solo più noi in spiaggia, la gente va via perché devono andare a cena. Siediti qui sulla sdraio, ecco così sul bordo, apri le gambe, tanto non ti vede nessuno, hai le mutandine nere, sono un po’ trasparenti sai?’

‘Si, lo so, me le ha prestate mia sorella, perché le mie erano un po’ da bambina”’

‘Aspetta, che avvicino la mia sdraio, ecco fatto, adesso siamo proprio vicini vicini, apri bene le cosce, posso toccartela la figa? ‘

‘Ho paura che ci vede qualcuno’..’

‘Ma scusa, guardati in giro, vedi qualcun altro oltre a noi?’

‘No zio, non c’è nessuno’..’

‘Quindi tranquilla, apri bene le gambine amore mio, ecco, bravissima così, adesso ti sposto un po’ le mutandine, anzi perché non te le togli del tutto?’

‘Ma poi andiamo via e io sono senza le mutandine!!!’

‘Beh, hai la gonna sopra, mica si vede che non le hai, anche questo sarà un nostro segreto, quando usciremo d’ora in poi tu non le metterai mai ok?’

‘Quanti bei giochi che mi insegni zio”’

‘Si, io te ne posso insegnare tanti te l’ho detto”’

Francesca, si alzò in piedi, si guardò ancora attorno, poi si infilò le mani sotto la gonna e tirò verso il basso le mutande”..

‘Ecco fatto’..’

‘Brava, fanciulla, ora siediti come prima’..’

‘Con le gambe aperte?’

‘Si certo, con le cosce aperte, uuummmhhh eccola la tua fighetta, prima nello spogliatoio non l’avevo vista così bene, ce l’hai proprio bella”’

‘Grazie zietto, sei proprio gentile”.’

‘Ma io ti voglio bene, adesso ci metto le dita in mezzo, wowwww, sei bagnata amore mio!!! Hai mai avuto un orgasmo???’

‘Scusa zio, ma spiegami cosa vuol dire questa parola”.’

‘Domani ti faccio vedere adesso ci dobbiamo fermare, stanno arrivando gli altri, mi raccomando tutti questi giochi sono nostri segreti, quindi silenzio con gli altri ok???’

‘Si, zio, tu mi insegni i giochi e io non ne parlo con nessuno’..’

‘Ok bimba, ok”’

Tornarono a casa e dopo cena, uscirono tutti assieme e passeggiarono sul lungo mare, per Francesca era tutto un mondo nuovo e quasi tutte le cose che vedeva erano per lei motivo di curiosità e di domande.
Il giorno dopo”””””..

Lo saprete la prossima puntata’..
Per ora, come di consueto, buon sesso a tutti dal vostro autore (preferito’)
Ombrachecammina
Per scrivermi commenti e-mail alexlaura2620@libero.it

Autore Pubblicato il: 28 Settembre 2013Categorie: Racconti Erotici Etero, Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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