Leggi qui tutti i racconti erotici di: ivofosco

Per una migliore comprensione vi suggerisco la lettura della prima parte del racconto.

Stando dietro di lei il mandrillo del mio amico le accarezzava il seno con la mano sinistra mentre con la destra scivolava verso il basso ventre. Arrivato allo slip insinuò le dita sotto la mutandina fino ad arrivare alla sua morbida fica.
– Mmmmmhhh – fece Alessandra – preside cosa mi sta facendooo…
– Sto verificando se è vero quello che mi ha detto il bidello,…
– Che le ha detto il bidello,… mmmhhh?
– Che sei una troietta,… e che ti ha visto nello sgabuzzino delle scope intenta a spompinare il professore di matematica!
– Perché è proibito stare nel magazzino delle scope?
– No, è proibito prendere in bocca il cazzo del professore di matematica,… adesso fammi vedere se il professore ha fatto bene a rischiare il licenziamento per un pompino!
Paolo si mise seduto sul lettino e Alessandra, con tutta calma, prese il cazzo in mano tirandolo fuori dal costume ammirandolo in tutto il suo splendore!
– E’ enorme preside,… non so se riuscirò a prenderlo tutto in bocca!
– Tu provaci altrimenti ti prendi quindici giorni di sospensione!
Alessandra incominciò a deliziare con la sua lingua il cazzo di Paolo che, sdraiatosi sul lettino si gustava quel pompino. Come aveva fatto in precedenza con me gli massaggiava le palle e lo segava mentre con la lingua gli mulinava l’enorme cappella!
– E brava questa studentessa porcellina,… non so come vai nelle altre materie, ma meriti dieci per come fai i pompini,… ora mettiti sdraiata sul lettino che voglio interrogarti anche in tecnica della scopata.
Fece distendere Alessandra, le sfilò il costume e alzandole le gambe incominciò a leccarle la passera.
– Che bel fichino che hai, non è che hai ancora il velo intatto?
– Preside la mia verginità è volata via già da un bel po’!
– Bene, ti hanno già stappata – disse infilandole un dito dentro la fica.
Poi divaricandole le gambe la infilzò con la sua proboscide decisamente fuori dal normale!
– Ahhh,… piano preside la micetta è delicata e non abituata a questi calibri, entri dolcemente!
– Alessandra, la tua topina è veramente stretta – disse il commendatore finendo di recitare – si vede che il tuo ragazzo ha un cazzo decisamente più piccolo.
– Si era più piccolo, in più sono sei mesi che ci siamo lasciati e il mio nido è restato vuoto.
– Non ti preoccupare che il nido lo riempiamo subito.
Paolo con un colpo lo spinse tutto dentro andando a urtare con la cappella la cervice dell’utero.
– Mmmmmhhhh, che meraviglia! Mi sento riempita! Mi sta stirando le pareti della fica,… faccia piano però perché il suo è una clava non un cazzo!
– Visto che hai la passera fuori allenamento penso sia doveroso farle riprovare l’ebbrezza di una bella scopata.
– Si commendatore, ha proprio ragione!
Paolo, con foga, cominciò a scoparla in un andirivieni forsennato.
– Au!… Au!… Au!… mmmmhhhhhh,…ssiiiiiiii! – godeva Alessandra!
– Hai proprio una bella fichetta, stretta, morbida e umida,… mi sa che ti conviene farla provare anche al regista se vuoi la parte!
– Va bene commendatore, se è necessario…
Dopo aver scopato a lungo alla missionaria la mise a pecorina per poter ammirare il suo meraviglioso fondoschiena. In questa posizione le spingeva il cazzo ancora più a fondo.
– Ahia! Commendatore ma lei ha un ariete non un cazzo! Faccia piano che la micetta è carne tenera.
– Voglio proprio frollarla questa carne, così la rendo ancora più tenera!
– Si ma faccia pianoooo,… mmmmhhhhhhh!
Mentre la scopava con il dito iniziò a saggiare la resistenza del buchetto posteriore,…
– Che fa commendatore,… scopi per bene e non si faccia venire strane idee!
– Perché non ti sto forse scopando per bene?
– Si ma lasci in pace il mio sedere!
– Che fai, ti metti a fare la schizzinosa?
– Non faccio la schizzinosa, proprio non voglio.
– Vedi bambolina fino adesso non hai fatto niente di più di quello che proprio ieri ha fatto una tua collega. Offrimi qualcosa in più che mi convinca ad assegnarti una parte nel mio prossimo film.
– Commendatore lei vuole scoparmi il culo!
– Embè che c’è di strano non mi dire che non ti piace usare l’entrata posteriore?
– No, non mi piace, di solito faccio entrare solo dall’entrata prinipale!
– Peccato perchè io adoro entrare dalla porta di servizio! Mia cara per fare l’attrice bisogna essere disposte anche a fare qualche piccolo sacrificio.
– Commendatore lei vuole mettermi nel culo il suo cazzo asinino,… mi ucciderà,… altro che piccolo sacrificio!
– Ragazza mia se si morisse per un inculata la popolazione femminile sarebbe già estinta da un pezzo! Non mi dire che sei ancora vergine.
– No, non sono vergine! Il culo me lo ha già fatto chi mi ha sverginato la fica. Disse che mi avrebbe fatto il servizio completo e mi ha fatto un male boia. Non volevo ma lui mi ha preso con la forza facendomi urlare. Poi me lo ha fatto anche il mio ex fidanzato e, nonostante avesse un pisello decisamente più piccolo del suo, ogni volta che mi inculava mi faceva sempre piangere dal dolore.
– Peccato perché io adoro fare il culo e il tuo è un culetto delizioso e, stando a quello che dici, anche poco usato. Non vedo l’ora di provarlo per farmi stringere l’uccello dal tuo sfintere. Non capita tutti i giorni di poter scopare un sederino semivergine come il tuo. Di solito le attrici che inculo hanno tutte l’occhiello sfasciato a forza di prendere cazzi. Sei pure fortunata che abbiamo a disposizione questo burro di arachidi che sembra fatto a posta per lubrificare il tuo bel culetto.
Aveva intinto un dito nel vasetto del burro e glielo stava spalmando sull’ano.
– Che sta facendo commendatore, ho detto che non voglio – disse Alessandra rimanendo immobile.
– Stai buona vedrai che faremo in un attimo.
– Noooo,… non voglio,… perché devo soffrire!
Intanto tutto il buco era cosparso di burro e il dito stava forzando il pertugio cercando di entrare all’interno.
– Auuu!…Auuu!
– Buona che ti sto imburrando anche internamente così scivolerà dentro senza attrito.
– Ma è proprio necessario prenderlo nel culo? Le faccio un pompino con l’ingoio, non le piace?
– Certo che mi piace, e visto che sei così disponibile me lo farai dopo.
– Commendatore faccia il bravo e lasci stare il mio sedere! Torni a scopare la fica.
Il commendatore inserì il cazzo nella fica ma solo per lubrificarlo ulteriormente e farlo tornare bello rigido pronto per la sodomizzazione. Appena l’ebbe duro lo posizionò sulla rosetta della ragazza.
– No! Non voglio,… non ho nessuna intenzione di prenderlo nel culo! Mi farà un male boia il suo cazzo è troppo grosso!
– Va bene alzati pure è vattene via, non voglio fare niente contro la tua volontà!
La ragazza cominciò a piangere ma non si mosse. Rimase a pancia in giù sul lettino. Dopo un minuto di silenzio Paolo disse.
– Brava hai scelto di restare, la carriera della star richiede sacrifici e tu hai accettato di affrontarli! Tutte le attrici sanno che per prendere parte ai miei film devono prima prendere il mio cazzo nel sedere: le star ormai sono abituate, invece le debuttanti come te devono abituarsi alla procedura.
-Ma non è giusto, questo è un ricatto!
-Chiamalo come vuoi ma stai ferma e apri le chiappe.
Iniziò a premere con la cappella sull’ano facendolo introflettere sotto i lamenti di Alessandra.
– Au!…Au!…Au!… Piano per favore, ahi…ahiiiii
Paolo le bloccò le cosce contro il lettino per non farla scivolare in avanti.
– Su fai la brava, non stringere altrimenti peggiori la situazione! Cerca di rilassarti!
– E’ una parola fa un male cane!
– Più stringi e più sentirai dolore!
– Su fai un bel respiro -disse- mentre con le mani le afferrava le spalle per evitare che si sottraesse all’intrusione.
Mentre Alessandra inspirava profondamente, con una violenta spinta,…ZACC! Introdusse la cappella nel retto forzandole lo sfintere.
– AHIAA!… Porca troia che dolore allucinante! Fermo!
– Dai che il più è fatto! La parte più grossa è entrata, adesso il burro d’arachidi lo farà scivolare tutto dentro senza problemi.
– Mamma che dolore! È come essere sverginata per la seconda volta, ti prego fermati non lo mettere tutto dentro, mi distruggerai!
-Smettila di lamentarti e… TUMP… prendilo tutto!
-AHIOOOO…AUGHH!
I coglioni erano andati a sbattere contro la fica e la poveretta era stata completamente infilzata!
-Adesso che sono dentro vediamo di allargare un po’ questo sederino perché mi sa tanto che ti ha inculato la prima volta non ha certo fatto un bel lavoro!
– Non so che lavoro avrebbe dovuto fare so soltanto che come è entrato ha dato due botte tremende e è venuto subito.
– Adesso ci penso io a allargarti il buchetto – disse iniziando a muovere il cazzo.
– Ahia!…Ahia! Piano mi fa male!
– Su, smettila di fare storie! È ora che anche tu impari a usarlo! Cerca di rilassarti e prova a godere!
Paolo la stava inculando facendola strillare e piangere.
– Ahi!… Ahiaaaa!…Aauuuu!… Arghhh!…
– Hai proprio l’anello chiuso, per forza che ti fa male! Stringi i denti e masturbati che fra un po’, appena l’avrò allargato, il dolore passerà e inizierà il piacere!
Usci fuori completamente e spalmò di burro sia l’interno dello sfintere che il cazzo, poi con una botta decisa lo rinfilò di nuovo nel buchino della poveretta,…
– AHIAAA!… Che dolore porca troiaaaa!
– Dai che ti ho lubrificato e adesso scivolerà meglio!
– Tump!… Tump!… Tump!… Tump! …
Paolo le stava martellando l’ano! Alessandra piangeva e in cuor suo sperava che la sodomizzazione finisse al più presto.
Con la mano iniziò a sgrillettarle il clitoride e Alessandra finalmente si rilassò. Non che prenderlo nel culo le piacesse però Paolo si accorse che incominciavano a uscire umori dalla fica che gli bagnavano la mano.
– Ti sta incominciando a piacere?
– No! Fa un male bestia e mi sento strappare l’intestino: si sbrighi a venire che ho il culo che mi brucia!
– Ringraziami che te lo sto allargando! Devi sapere che se vuoi la parte, dovrai convincere anche i regista e lui, che ha un cazzo ancora più grosso del mio lo infila solo nell’entrata posteriore!
– Così dovrei pure ringraziarla per quello che mi sta facendo?
– Vedi tu! Adesso zitta che voglio farcirti il retto. Paolo incominciò a dare colpi sempre più forti facendo ricominciare a urlare la ragazza!
– Tump!… Tump!… Tump!… Tump!
– Ahi!… Ahiaaaa!…Aauuuu!… Arghhh!
Poi con un ultimo colpo venne,…
– Sssiiiiii,… vengooooo!
Non appena le uscì dal culo, si sdraiò sul lettino mentre lei corse in bagno tenendosi una mano in mezzo alle cosce per paura di perdere lo sperma per strada.
Appena tornò trovò Paolo che si stava massaggiando il pisello e con aria sorniona le disse:
– Bene se vuoi puoi leccarmi l’uccello! Eri tanto desiderosa di farlo prima!
– Si ma era solo per non prenderlo nel culo – rispose.
– Non vorrai certo privarmi della tua bocca…
– Alessandra capì l’antifona e si mise in bocca l’uccello incominciando il pompino. In pochi minuti il cazzo di Paolo era tornato in forma come l’albero di una barca a vela! Alessandra con la bocca sporca dei suoi umori si prodigò in un sensualissimo bacio e poi con la voce tremula disse.
– Ma tutte le attrici se vogliono lavorare devono sopportare questo? Sei stato stronzo e violento, mi hai distrutto il sedere, mi brucia tutto, ho la sensazione che ci sia ancora il tuo cazzo dentro mi sa che non potrò sedermi per una settimana.
– Sei tu che hai ancora poca dimestichezza con la sodomia! Le tue colleghe non hano problemi nell’aprire le chiappe e farsi inculare. Sdraiati a pancia sotto che voglio vedere come te l’ho conciato!
Alessandra si sdraio prona su lettino. Era talmente netto il segno del costume che sembrava indossasse una mutandina bianca. Paolo divaricandole le chiappe mise in evidenza l’occhiello che era rimasto aperto e rosso come un peperone.
– Splendido! Sembra proprio che te lo aperto per bene! E’ un po’ arrossato, adesso ti ci metto l’olio solare così ti darà refrigerio.
Paolo si mise a cavalcioni sulle gambe di Alessandra con il culo in bella mostra, poi versò un po’ di olio solare che in parte entrò nel retto della ragazza e con le dita massaggiò lentamente l’ano e il perineo. Il suo cazzo stava scoppiando. Si pulì le mani unte di olio sul cazzo e prese a scopare di nuova Alessandra.
– Mmmmhhhhh, …. sssiiii, … ma non ti stanchi mai? Con tutte le attrici che ti scopi ancora non sei sazio?
– La poveretta non sapeva che Paolo non era il produttore e che era da tempo che non si scopava una ragazzina come lei.
Quel bastardo scopava di santa ragione facendo godere Alessandra come non mai! La sua fica era piena di umori e la troietta rispondeva colpo su colpo ai suoi affondi. Fu durante questa violenta cavalcata che il cazzo uscì completamente fuori e nel rientrare, complice l’abbondanza di olio solare, prese la via del buchetto posteriore affondando fino all’elsa nel buco precedentemente martoriato.
– AAAHHIAAAAAAAA!… AAAUUU!… CHE CAZZO FAI!
Paolo con il cazzo completamente infilato nel culo cercava di rimanere in groppa visto i tentativi di scrollarselo di dosso di Alessandra!
– Scusa ho sbagliato,… a volte succede!
Alessandra scalpitava per cercare di sfilarsi quella mazza dal sedere.
– Sei uno stronzo,… l’hai fatto apposta!… AHIA!
– Visto che non credi alla mia buona fede non lo toglierò, anzi, visto che ormai è dentro, mi sembra doveroso incularti un altra volta!
Quando avrò finito di romperti il culo avrai lo sfintere definitivamente aperto e potrai farti sodomizzare dal regista senza soffrire.
Paolo prese a stantuffare nuovamente il culetto appena aperto. Alessandra stesa a pancia sotto, non potendo assolutamente muoversi soffriva tremendamente il cazzo che le dilatava il retto.
– Arghhh!…Ahi!… Ahiaaaa!…Aauuuu!… Maledetto violentatore!
– Su stai buona! Non volevo rifarti il culo ma si vede che era destino che oggi andasse così. Purtroppo la seconda scopata dura di più e mi dispiace per il tuo sederino che dovrà sopportare più a lungo il mio cazzo. Cerca di rilassarti.
– Che cazzo mi rilasso,… mi stai massacrando con questa trave!
– Ahi!… Ahiaaaa!
Alessandra strillava come un aquila. Dal punto in cui mi trovavo vedevo la scena e non ho potuto fare a meno di masturbarmi! Si vedeva Alessandra distesa sul lettino infilzata dal cazzo di Paolo che tenendola ferma per le spalle la cavalcava furiosamente incurante dei suoi lamenti. Sotto i colpi del cazzo il lettino si muoveva sul pavimento bagnato della piscina.
Alessandra si muoveva convulsamente e aveva perso la voce a forza di strillare. Paolo la teneva inchiodata al lettino con la sua spada ben infissa nel culo. La ragazza soffriva quell’enorme cazzo che le martoriava il sedere e faceva di tutto per cercare di sfilarselo dal retto.
Paolo però sembrava godere della sua sofferenza e incurante delle grida aumentava il ritmo dei colpi.
– AHI,…AUUU,…BASTA! TOGLILO!
Avrebbe voluto incularla ancora più a lungo ma l’eccitazione ebbe il sopravvento e con uno sprint finale venne di nuovo accasciandosi su di lei.
Non appena sfilò il pene dall’ano vide lo scempio che aveva fatto al suo culo. L’occhiello era rimasto aperto come se il cazzo non fosse mai uscito. Alessandra immobile si lamentava del bruciore che sentiva.
– AHI CHE DOLORE,…,BRUTTO BASTARDO MI HAI DISTRUTTO,…AHIAAAA!
A questo punto Paolo fece una bastardata che mi fece sborrare. Svitò una bottiglietta di Coca Cola e, approfittando che la puttanella non era in condizione di reagire, gliela infilò nel culo riversando all’interno la bevanda gassata.
– AHIAAAA!… Che cazzo sta facendo?
– Buona che adesso ti spengo l’incendio e ti pulisco gli intestini. Alessandra fece per alzarsi, ma paolo la tenne inchiodata a forza sul lettino aspettando che tutto il contenuto della bottiglietta si riversasse nel retto della sventurata.
– Porco maiale, che bestialità mi stai facendo?
– Zitta e non rompere i coglioni – disse Paolo – vedi di alzare il culo e mettiti a pecorina!
Lei ubbidendo non faceva che lamentarsi sia per il contenuto estremamente gassoso, sia per la dilatazione provocata dalla bottiglietta. Appena l’ultima goccia di coca scomparve nel culo della ragazza Paolo, sempre più figlio di mignotta, tolse la bottiglia e infilo nel culo gli slip del costume impedendo al liquido di uscire.
– Guai a te se fai uscire anche una sola goccia di coca. Mettiti pure comoda a pancia sopra e tieniti dentro questo clisterino rinfrescante.
Alessandra contorcendosi dai dolori si posizionò a pancia sopra lamentandosi e supplicando fra le lacrime:
– Mi faccia andare al bagno, non resisto, sto per esplodere.
– Guai a te se non trattieni, non lavorerai mai più ne in Italia ne all’estero.
Ora prendi in bocca il cazzo e puliscilo. Alessandra incominciò a leccare controvoglia l’uccello, ogni tanto si contorceva per uno spasmo dell’intestino. Quando vide che non ce la faceva più sfilò il cazzo dalla bocca dicendole.
– Brava ragazza! Si vede che hai carattere e sei decisa. Sono sicuro che prima o poi riuscirai a realizzare i tuoi sogni. Vedo che non ti sei tirata indietro. Adesso vedrò cosa posso fare per te. Vai pure in bagno e pulisciti. Cambiati il costume e lascia quello sporco in bagno. Rimani pure in piscina ad aspettare tuo cugino. Io devo andare via, chiamami pure quando vuoi. Stai attenta a non sporcare quando entri in casa. Alessandra premendo il costume con la mano cercava di non far uscire il liquido gassato che le gonfiava la pancia e, camminando lentamente a gambe larghe per il tremendo dolore al culo, si recò in bagno. Io e Paolo approfittammo della situazione per abbandonare la casa.
– Sei proprio un bastardo – dissi – le hai massacrato il culo!
– Duccio – disse – ha un culetto che sembra fatto apposta per prendere cazzi! Stringe che è un amore! La troietta era una demivierge, l’avevano già inculata ma senza troppa convinzione, due botte e via. A dire la verità la seconda volta non volevo sodomizzarla ma nella foga mi sono ritrovato con il cazzo piantato nel suo culo! Che dovevo fare?
– Inculartela di brutto come hai fatto! – Risposi – Comunque la prossima volta il produttore lo faccio io! Devo confessarti che mentre la scopavi mi stavo masturbando e quando le hai ficcato nel sedere la bottiglietta di Coca Cola sono pure venuto! Adesso però usciamo in silenzio che fra mezz’ora torno a prenderla e ti faccio sapere quello che mi dirà.
Usciti dalla villa, aspettai le sette di sera per tornare a prenderla. La trovai in cucina appoggiata al muro che guardava fuori dalla finestra. Stava fumando una sigaretta, guardandola le chiesi:
-Allora com’è andata?
– Ce l’hai una domanda di riserva – rispose -.
– Dov’è il commendatore – chiesi – in piscina non l’ho visto.
– Se ne è andato, aveva delle cose da fare e mi ha lasciato qui ad aspettarti.
– Ti vedo strana, è successo qualcosa?
– Non mi va di parlarne andiamo via.
Mentre tornavamo alla macchina vedevo che camminava lentamente e a gambe larghe, non volevo infierire e aspettavo che lei mi parlasse dell’accaduto. Poi non resistendo dissi sorridendo:
– Mi sa tanto che il Commendatore ha consumato un po’ della tua “fortuna”, cammini tutta sbilenca!
– E’ un maiale,… un vero porco schifoso!
– Prometti di non arrabbiarti se ti dico una cosa?
– Dimmi pure, tanto qualsiasi cosa non potrebbe farmi incazzare più di quanto lo sia già!
– Te l’avevo detto che finiva in questo modo…
– Guarda che non sono nata ieri, sapevo benissimo che il commendatore avrebbe voluto qualcosa in cambio, avevo già preventivato di dover utilizzare un po’ della mia “fortuna”, ma quel porco,…
Non riuscì a terminare la frase perché la rabbia l’aveva sopraffatta bloccandole le parole. Giunti alla macchina, con galanteria le aprii la portiera invitandola a salire. Appena si mise a sedere un lamento le uscì dalla bocca,…
– Ahiii!… Porca troia! – disse.
Sedendomi accanto a lei, con un sorriso, cercando di sdrammatizzare la situazione, le dissi:
– Mi sa tanto che il commendatore ha fatto girare la “fortuna” e ha utilizzato anche l’entrata di servizio! Per questo camminavi a gambe larghe! Non mi dire che avevi l’entrata di servizio chiusa perché non ci credo! Con un culo come il tuo chissà in quanti te l’avranno fatto!
Incazzata come una furia mi aggredì mettendo nelle sue parole tutto l’odio che non aveva manifestato contro il commendatore.
– Che cazzo di gusto ci trovate a sentire le nostre urla mentre, nonostante i nostri no, ci cacciate con forza il vostro cazzo nel sedere! Perché non scopate normalmente utilizzando la fica che è fatta apposta per quello.
Qualcuna ci proverà anche gusto a farsi inculare, ma se ti dico che non voglio non insistere! Quel bastardo mi ha ricattato! Se non mi fossi lasciata inculare non mi avrebbe fatto lavorare! Con quel cazzo che si ritrova mi ha spaccato il sedere aprendolo in due come una mela! Dopo avermi fatto il servizio, con la scusa di alleviarmi il dolore massaggiandomi l’ano con dell’olio, me lo ha rificcato di colpo nel culo sodomizzandomi per altri trenta minuti! Non ti dico il dolore che ho provato, era già infiammato, quando ha finito andava a fuoco. Il bastardo ha avuto anche il coraggio di spegnere l’incendio!
– Che ha fatto? – dissi io fingendo di non sapere del clistere di Coca Cola.
– Niente,… lascia perdere che è meglio! Mi vergogno solo a pensarci!
– Speriamo che aver sacrificato il tuo culo serva almeno a procurati una particina nel prossimo film, altrimenti sarebbe proprio una bella inculata, perdonami il giro di parole!
– Culo,… culo,… culo! Cosa mai ci troverete nel sodomizzarci!
– Potere mia cara,… potere!
– Che cazzo vuoi dire con il potere?
– Voglio dire il potere di dominarti, di averti sottomessa ai suoi voleri. Quando il tuo ragazzo ti chiede il buchino posteriore tu che dici?
– La maggior parte delle volte lo mando a cacare e gli dico che non voglio.
– Vedi, in questo caso, sei tu che hai la il potere di scegliere di darglielo o no. Lo concederai se e quando vorrai tu. Il commendatore, invece, ha imposto la sua volontà. Ha esercitato il suo potere obbligandoti a sottometterti e a prenderlo nel culo anche se non volevi! Eri padronissima di alzarti e mandarlo a cacare ma sei rimasta perché ti faceva comodo. Quando hai sentito l’ariete che si approntava a sfondarti, hai fatto una scelta! Se il suo cazzo non fosse entrato nel tuo culo, tu non saresti entrata nel mondo del cinema!
Tu non sei che una fra le tante aspiranti attrici che si offrono al produttore con la speranza che le inserisca nel cast del prossimo film! Oggi è stato il tuo primo provino e posso assicurarti che ce ne saranno molti altri ancora! Quindi mettiti pure il culo in pace e,… benvenuta nel meraviglioso mondo di Hoollywood!

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