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Forica – weekend al mare

Era estate ed eravamo nuovamente innamorati.

Abbiamo pensato di trascorrere delle giornate al mare sulla costa orientale della Sardegna in un bel resort.

Arrivati lì di mattina verso le 9.30 dopo esserci sistemati in camera siamo andati in spiaggia.

Abbiamo passato una bella mattina di mare. Giornata luminosissima e mare calmo con colori da schianto.

Abbiamo fatto più di un bagno. Lo scopo era di vedere e mostrare agli altri la mia donna con i perizoma e reggiseno bianchi che bagnati facevano intravedere i capezzoli ed una striscetta di peli neri nel pube.

Distesi sulla sabbia ci siamo coccolati e l’ho stretta a me dandole un bacio “sei sempre bella amore mio e al pensiero che indossi perizoma e reggiseno bianchi, mi viene voglia di tornare alla svelta in stanza per spogliarti e fare l‘amore “

Tornati in camera, si è spogliata restando solo con l ‘intimo bianco ed io con il solito pantaloncino corto blu.

Alla sera siamo rimasti in camera. Non avevamo voglia di mischiarci agli altri abitanti il resort.

Abbiamo cenato come due innamorati imboccandoci l’un l’altro e baciandoci frequentemente. Dopo il caffè mi sono steso al fresco sulla veranda. Forica si è avvicinata per sedersi su di me “scusi signora, posso?“ dicendo queste parole le ho slacciato il reggiseno e sfilato il perizoma.

“Amore mio vestita di niente sei strepitosa, sei bella, mi piaci”

La conosco da tanti anni e mi sono accorto che nonostante la confidenza e l’assuefazione Forica era emozionata ma felice.

Si è stesa su di me. 

“Mi piaci, ti amo, sei la mia schiava preferita”

Lei ha riso divertita, perché l’ho detto in tono sarcastico, e si è inginocchiata accanto a me. Quelle parole le sono piaciute e si è sentita gratificata.

“Il mio padrone gradirebbe un bel pompino?”

“Il tuo padrone desidera fare un bellissimo 69 per farti bere il suo succo di frutta”

Ho sfilato il pantalone corto che indossavo e mi sono disteso sul letto.

Il cazzo era già eretto. Lei si è messa sopra di me allargando le gambe per offrire alla mia bocca, avvicinandola, la figa. Messa così ha allargato ulteriormente le gambe affinché potessi leccare bene la figa e anche il suo culetto. Con i piedi mi teneva la testa un po’ sollevata, questo faceva sì che la figa fosse aperta e disponibile alla leccata. La posizione consentiva di schiacciarmi la figa sulla bocca.

Il clito era già ben eretto. Lo vedevo al di fuori del suo cappuccetto pronto ad essere leccato. Forica si muoveva avvicinandolo e ritraendolo. Le labbra della figa erano rosee, aperte e bagnate; non volevano altro che essere leccate.

La sua vagina era davanti a me. La vedevo aprirsi e chiudersi con movimenti che simulavano il massaggio che faceva al cazzo quando ne veniva invasa.

I movimenti che Forica faceva portavano ad essere leccato, alternativamente, anche il suo culetto.

Le mie mani la carezzavano ed esploravano tutte le sue spalle fino al seno che stringevo facendole emettere dei suoni pieni di libidine.

Mentre le succhiavo la figa, con le mani le ho allargato i glutei e le ho baciato il buco del culo che appariva in tutta la sua rosea magnificenza. Quel 69 è stato lungo e piacevolissimo.

Lei ha tentato di stringere le natiche riallargandole subito dopo per gustarsi i passaggi della lingua. 

Le stavo torturando i suoi punti sessuali più sensibili.

Lei giocava con le mani e la bocca sul mio sesso.

Con la lingua passava sull’asta e poi proseguiva nell’inguine arrivando anche al mio buco posteriore. Lo stimolava con le dita e con la lingua.

Ciò mi eccitava parecchio.

Lasciando il cazzo per qualche istante mi ha sussurrato “È la prima volta che mi baci il buco del culo, è bellissimo”

Ho continuato con passione a leccarla e lei si ha gustato il mio cazzo, con altrettanta passione, con le labbra e con la bocca, finché siamo venuti quasi insieme gustandoci i succhi dell’altro. 

Poi Forica si è stesa supina, io al suo fianco a pancia sotto ammirandola.

Lei era molto felice.

“Ti è piaciuto così tanto?“ mi ha detto accarezzandomi dolcemente.

Ero stanchissimo. Mi aveva spremuto come un limone ed avevo goduto come non mi succedeva da tanto tempo. 

Ci baciammo e ci augurammo la buona notte.

Durante la notte la sentivo muoversi, girandosi e rigirandosi sul lenzuolo. Non riusciva a prendere sonno. 

Ho allungato una mano toccandole la figa “non riesci a dormire neanche tu?“

La luce proveniente dall’esterno che teneva in penombra la stanza mi consentiva di vederla.

Si leggeva in volto che aveva voglia di qualcos’altro. Ormai la conosco.

Le ho chiesto di salire su di me. L’ho stretta in un abbraccio. Le ho accarezzato le spalle e ho fatto scorrere le mani sui fianchi facendole sentire le unghie.

Sono iniziati i sospiri di piacere. Le scosse ogni volta che le unghie passavano nella zona prossima alle mammelle.

Proseguivo la piacevole tortura fino ai capezzoli ed ogni volta che li graffiavo Forica mugolava maggiormente.

“Dimmi che ne hai ancora voglia, che non ti ho soddisfatta!”

Mi ha dato un sensuale ed interminabile bacio mettendo la lingua in bocca.

“Come lo hai indovinato?”

Senza rispondere le ho accarezzato il buchetto del culo.

“Scommetto che hai un buchetto insoddisfatto?”

Allora si è quasi appiccicata su di me facendomi sentire i capezzoli turgidi.

“Se ce la fai, lo vorrei nel culetto. Vorrei essere inculata da te. Oggi mi hai viziato. Sarebbe bello chiudere una giornata così bella con un piacere totale”

Mi sono levato per prendere il gel lubrificante

“Dove vai amore? scappi?!“

Mi sono fermato inchinandomi su di lei per baciarla sulla bocca

“Vado a rendere il gel, non voglio farti male”

“Va bene anche se me lo baci ed insalivi bene. Se anche sentirò un pochino di male, il piacere che seguirà me lo farà dimenticare”

Dicendo queste parole si è messa in ginocchio esponendo il culetto.

Con le mani ha allargato le natiche tenendole bene aperte. Le ho baciato e slinguato il buco. Con due dita sono entrato un po’ per allargarlo sentendola smaniare sommessamente.

“Ti faccio male amore?”

“Nooohh! mi stai facendo godere. Vieni dentro. Ho voglia di sentirti e di essere allargata, ti desidero troppo”

Sono andato prendere il gel in modo tanto rapido che lei non ha avuto il tempo di muoversi da quella posizione così invitante.

Le ho spalmato il gel e già sentivo i sospiri di goduria. Ne ho messo sia fuori che dentro dopo lo sfintere.

Ne ho messo anche un po’ sul cazzo. Ho tenuto aperte bene le natiche puntando con decisione la cappella

“Mi vuoi dentro? sei pronta?”

“Si, entra! Vieni amore, entra dentro. Ti sto aspettando”

Cercando di tenere aperti bene i glutei ho spinto con decisione. La cappella è entrata facilmente.

Solo allora ho sentito un rantolo e le sue parole “Che bello essere inculata dal mio amore! Che piacere! Oh! come lo sento bene! Lo sento dentro. Mi stai allargando, mi stai aprendo. Sono la tua schiava, la tua troia”

Mi sono fermato per consentire a Forica di gustarselo e sentire le sensazioni dell’allargamento.

Il mio cazzo pulsava 

“Lo sento tanto, è una sensazione splendida!”

Ho, allora, infilato tutto il cazzo. È stato un attimo in cui lei ha sentito del dolore ma è passato altrettanto velocemente e non mi ha chiesto di uscire. Forica si è messa con il petto sul letto ed il culo sollevato.

La foga mi ha portato a penetrarla inizialmente piano per poi accelerare.

I coglioni battevano contro la sua figa.

Lei cercava di muoversi da sola.

“Ti piace amore mio? ti ho fatto male?”

“Nooo, sei magnifico! Che bello! Che piacere! Adesso inculami senza fermarti, voglio la tua sborra calda nell’intestino”

Ricordo di non avere mai inculato Forica con tanto piacere e passione.

Lei smaniava, si dimenava, arretrando da sola ed incitandomi a spingere forte dentro il mio cazzo.

“Dai amore! Dammelo tutto . Lo voglio sentire dentro tutto. Ti voglio tutto. Ahhh! Mi stai allargando! Spingi, amore, spingi! Siiii… tutto dentro, montami, sborrami, fammi godere!”

E’ stata un’inculata meravigliosa e sensuale. 

Forica ansimava, si agitava sbattendo il culo da tutte le parti.

“Siiii! Sei la mia troia personale. Fatti chiavare in culo. Che bello incularti!”

Cercavo di tenerla ferma con le mie braccia sui suoi fianchi inculandola con forza.

Lei si sgrillettava il clito. Sentivo la sua mano smanettare violentemente e sentivo anche le sue dita dentro la figa che cercavano di sentire il mio cazzo nel culo. Che bella sensazione!

Infine ho sentito la sborrata salire imperiosa

“Amore sto per venire. Dimmi che sei la mia troia”

Dopo queste parole Forica si è bloccata stando tutta indietro.

“Vengo amore mio, vengo! Sentilo sta allagando il tuo culoooooo!”

“Siiiii! amore mio la sento, che begli spruzzi caldi. Sborrami in culo, la sentooooo”

Ho sfilato il cazzo e mi sono adagiato a fianco a lei che si era messa a pancia in su.

Si toccava con le mani la figa ed il culo.

Ci siamo rilassati, baciati coccolandoci.

Forica aveva il volto del piacere e della lussuria; era sudata e l’ho asciugata delicatamente.

E’ poi salita su di me a cavalcioni “Grazie amore mio, ti amo “

Non ti sciacqui la figa ed il culo? 

Mi ha risposto ridendo felice “Per fare uscire la sborra e perderla? Hai avuto una bellissima idea a venire qui. Questi giorni me li ricorderò per molto tempo“

Poi finalmente ci siamo addormentati stanchi e felici

Il weekend era finito e nel tardo pomeriggio della domenica siamo partiti per tornare ognuno a casa propria.

Prima lasciare il resort, Forica mi ha abbracciato, baciato e accarezzato dicendomi “Che bello amore mio! Grazie sei stato magnifico. Ti voglio sempre con me”

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