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Il fine settimana con Marina abbiamo rispettato i nostri impegni con la religione che non abbiamo mai abbandonato e siamo andati in chiesa. Crediamo in Dio e andiamo a messa quasi ogni domenica. Alla domenica della terza settimana delle nostre scoperte erotiche, al termine della messa, mentre tornavamo a casa, vedendo un gruppetto di ragazzine di scuola media, ho detto a Marina che dovevamo andare a comprarle un paio di pantaloncini corti alla moda e delle canottiere da abbinare a loro. Della mia proposta ne è rimasta entusiasta ma ha detto che dovevamo andare a casa in modo che potesse cambiarsi con qualcosa che si potesse levare rapidamente in modo da poterli provare rapidamente. Anche io, che indossavo camicia e cravatta, ho detto che quelli che indossavo non erano di sicuro abiti pratici, così siamo andati a cambiarci. Io mi sono infilato un pantaloncino ed una maglietta e niente biancheria intima su richiesta di Marina, lei è uscita indossando uno dei prendisole più leggeri che aveva indossato senza reggiseno e senza mutandine durante la crociera di nozze.
Le ho detto che ero orgoglioso di lei per non aver indossato il reggiseno e per esprimere la mia felicità, le ho dato un bacio ed un abbraccio. Per farlo mi sono chinato e le ho afferrato il sedere, cosa che ultimamente le piace di più e che non mi avrebbe permesso di farlo quando uscivamo insieme le prime volte. Ad ogni modo ho notato quanto fosse liscia la pelle del suo sedere e poi mi ha colpito il fatto che fosse senza mutandine. Per la felicità le ho stretto forte i glutei e l’ho baciata cercando di metterle la lingua in bocca.
“Sei proprio una ragazza monella!” ho detto in tono scherzoso “Senza mutandine ti adoro. Però potresti essere un po’ audace con un vestito corto, non credi?”
“Se non stai zitto, vado a metterne uno” mi ha risposto con molta malizia sorridendo poiché aveva capito perfettamente che cosa volessi da lei “Sono già un po’ nervosa all’idea di metterne uno. Non sono mai stata senza mutandine con un vestito prima d’ora e sai che lo scorso fine settimana è stata la prima volta che sono stata in mezzo alla gente senza mutandine con grande imbarazzo. A dire il vero avanti ieri, quando tu eri fuori e stavi rientrando, mi è venuta l’idea di fare delle prove con un vestito e mi è particolarmente piaciuto perché l’ho immaginato senza sottoveste. Mi sa che oggi è la buona occasione per provarlo fuori casa anche se sono un po’ spaventata ma allo stesso tempo sono anche un po’ eccitata. Dai, sbrigati! Andiamo prima che cambi idea!”
Usciti da casa avevo un gran sorriso da un orecchio all’altro sul viso e il mio cazzo spingeva sperando di uscire da dentro i pantaloncini.
Speravo solo che non facesse capolino la sua testolina in modo troppo evidente all’interno del negozio. In auto, a metà strada circa, ho sentito la mano di Marina sulla mia gamba destra, lei mi guardava e sorrideva mentre afferrava la mia erezione e poi ha esclamato “Sembra che ti piaccia davvero sapere che sono nuda sotto questo vestito! Allora lascia che ti sveli un segreto: anche io sono eccitata, guarda!” ed ha sollevato un po’ il vestito, si è toccata infilandolo tra le grandi labbra, si è toccata il clitoride e mi ha mostrato il suo dito bagnato sorridendo e guardandomi con uno sguardo libidinoso che la diceva lunga sulla sua voglia “Vedi! Te l’ho detto che ero entusiasta di ciò che sto per fare. Il solo pensiero di essere quasi nuda in pubblico mi fa bagnare!”
Marina mi ha preso la mano e l’ha stretta forte mentre entravamo nel negozio per tentativo di trovarle dei graziosi pantaloncini corti e top all’americana che coprono solo le tette lasciando entrare l’aria da sotto mostrando la nudità della pancia.
Molto facilmente abbiamo trovato dei pantaloncini corti in jeans ed anche dei pantaloncini corti bianchi a vita bassa che le stavano benissimo per evidenziare la sua pancia piatta di cui molte ragazze sono sicuro erano invidiose. Poi abbiamo scelto un paio di top all’americana che le piacevano, una canottiera con collo sbilenco co disegni a****lier stampati da indossare con i suoi pantaloncini bianchi e una bianca molto scollata da indossare con i jeans per mostrare bene il solco tra le tette e valorizzare tantissimo le loro forme. Già nel provare quegli indumenti mi sono arrapato poiché è apparsa la mia Marina come fosse una ragazzina sfacciata che ha i pantaloncini corti e la maglietta al limite estremo della decenza lasciando niente all’immaginazione ma solo la realtà.
Nell’uscire dal negozio il nostro sguardo è andato contemporaneamente alla settore della lingerie e ho notato delle mutandine corte da ragazzo in finto denim ma di gran elasticità e comodità perché aderivano bene ai fianchi ed anche davanti. Quando le ho mostrate a Marina scherzosamente ho detto che avrebbero fatto la stessa figura di un paio di pantaloncini super corti molto sexy ed ho azzardato l’idea di qualche coraggioso che li avrebbe avuto il coraggio di indossarli in pubblico.
Come ha sentito le mie parole, gli occhi di Marina si sono ingranditi e poi ha sorriso dicendo che era un’ottima idea mentre ne prendeva un paio dallo scaffale per guardarli meglio, poi ha visto un completo di pizzo nero con scollo all’americana e pantaloncini da ragazza anch’essi in pizzo nero, ne ha la taglia e mi ha detto che era proprio la sua e che le sarebbero stati meravigliosamente bene. Per provarli siamo andati negli spogliatoi e pochi minuti dopo ho sentito la sua voce e sono entrato nella cabina.
Marina aveva indossato quei capi di intimo in pizzo nero e mi ha fatto vedere che si adattavano perfettamente alle sue forme e che stava anche pensando di indossare in casa quei capi.
Le ho detto che sembrava una buona idea ma che avevo fame e avevo programmato di andare da Speed Date dopo aver finito gli acquisti e che non sarebbe stata una buona idea indossarli per mangiare in quel locale. Lei ha confermato il mio pensiero dandomi ragione e sono uscito dallo spogliatoio.
Ho immaginato che quando non ci voglia molto a rivestirsi ma lei ha tardato. Quando le ho chiesto se le mancasse molto mi ha risposto che stava per uscire e che il quel preciso istante si stava rimettendo il vestito e mi ha invitato ad andare all’auto perché doveva pagare alla cassa gli abiti che aveva scelto.
Infatti è stato proprio così
Marina non ha mai menzionato la mancanza di biancheria intima sotto il suo vestito per il resto del pomeriggio finché non siamo tornati a casa.
Non appena ha chiuso la porta d’ingresso, si è levata il vestito, si è chinata sul bracciolo del divano e mi ha detto che aveva bisogno di essere scopata furiosamente. Era in calore come ormai la vedevo da alcune settimane.
Ho lasciato cadere i pantaloncini proprio dove mi sono alzato e mi sono avvicinato a lei per scoparla forte e veloce proprio come lei mi ha chiesto.
Dopo la sveltina molto soddisfacente sia per me che per lei , mi ha detto che sentiva un sottile piacere perverso nel non indossare le mutandine sotto il vestito e che se non mi dispiaceva lo avrebbe fatto regolarmente.
Per me è stato un piacere unico sentirle dire quelle parole. L’ho baciata e le ho detto che poteva indossare quello che voleva o non indossare quello che non voleva ogni volta che voleva, ma di stare molto attenta nel chinarsi perché avrebbe potuto mostrare a qualcuno qualcosa che avrebbe potuto metterla nei guai.
Lei ha sorriso e detto “Non preoccuparti tesoro! Non voglio mostrare a nessuno il mio culo nudo tranne che a te”
dopo quel giorno con qualunque cosa indossassimo tutti e due abbiamo praticamente smesso di indossare biancheria intima.
I suoi colleghi di lavoro hanno notato che vestiva senza reggiseno ma nessuno le ha detto qualcosa. Al lavoro Marina indossava top larghi di colore scuro ma dopo un mese indossava qualunque cosa tirasse fuori dal cassetto del comò o dall’armadio, l’importante è che mostrassero le punte dei suoi capezzoli sotto il tessuto teso in avanti dalle tette, poi lei aveva il segreto di essere senza mutandine il che le dava un sottile intenso piacere che le teneva costantemente umida la figa e ciò non le crea problemi e facilita lo spandimento degli ormoni di cui è molto carica nell’ambiente dove lavora.
Anche in chiesa Marina è andata un paio di volte senza niente sotto ai suoi abiti tradizionali. All’inizio ha detto che si sentiva una ragazza impertinente a non indossare biancheria intima in chiesa, ma mi ha riferito che già dalla prima volta si sentiva più a suo agio vestita in quel modo.
Da quando avevamo fatto quegli acquisti, Marina ha preferito indossare quei pantaloncini ultra corti di jeans per girare in casa, nell’aiutami nei lavori in giardino o per lavare le automobili. Per diversificare gli indumenti, si è tagliata un paio delle sue vecchie magliette colorate ed anche una vecchia maglietta bianca che le avevo dato per indossarla con i suoi pantaloncini. Tutti quei top li ha adattati in modo che fossero soltanto pochi centimetri sotto le sue tette, una era talmente corta che si vedeva la curvatura inferiore delle tette. Da Marina quando usa vestirsi in quel modo mi piace moltissimo così come mi piace tanto il modo in cui quei nuovi capi aderiscono per modellarsi al suo corpo.
Quando Marina non indossava il reggiseno stava benissimo, inoltre indossando quei top tagliati forniva un facile accesso alle sue tette e lei adorava che mi avvicinassi da dietro per afferrarle con le mani massaggiandole sotto la sua maglietta. In quei momenti lei spingeva sempre il sedere all’indietro contro di me e lo dimenava sfregandosi sul mio cazzo.
Un fine settimana ha indossato soltanto i pantaloncini ed una mia vecchia maglietta per lavare la mia auto. Avevo bagnato la macchina mentre lei usava una spugna per pulire il tettuccio e poiché aveva qualche difficoltà a passarla si era appoggiata all’auto macchiandosi la maglietta con acqua e sapone. Vedendola così conciata ho scherzato con lei e le ho chiesto se si stava preparando per una gara di magliette bagnate.
Alla mia domanda ha abbassato lo sguardo, ha riso e mi ha detto “Cosa? Non ti piace?”
Le ho risposto “No, no, lo adoro, ma sei bagnata ed hai la schiuma dappertutto”
Lei per guardarsi meglio si è irrigidita in verticale mettendosi sulle dita dei piedi ed ha spinto il petto in fuori.
“Bene! Poiché hai il tubo di gomma in mano, allora levami il sapone” ed io senza perdere altro tempo ho puntato la bocchetta sul suo petto inzuppando di acqua la maglietta mentre lei rideva felice in continuazione. Dietro di me c’era un uomo di mezza età che puliva la sua macchina con l’aspirapolvere e ci guardava mentre le bagnavo la maglietta. Lui non ha potuto fare a meno di dare un’occhiata a Marina con la sua canottiera bianca molto bagnata da cui si vedevano molto chiaramente le sue tette. Mi ha sorpreso con piacere che non le nascondesse alla vista sia di quell’uomo sia di chiunque altro.
Proseguendo il lavaggio ha anche continuato a sporcarsi di sapone ed io ho dovuto risciacquarla.
È stato un momento divertente e Marina non era mai stata così felice di mostrare il suo corpo come quel pomeriggio.
Poi le ho fatto notare che nel serbatoio non c’era benzina e ne abbiamo approfittato per farci aspirare la polvere al distributore carburanti dal ragazzo di servizio. Prima di muoverci di casa, le ho detto che non volevo che i suoi vestiti bagnati fradici fossero in auto. Lei mi ha lanciato un’occhiata di sorpresa mentre mi toglievo la maglietta e mi ha detto “Ecco, mettiti questa e togliti la maglietta bagnata!”
Lei invece aveva sia il pantaloncino sia la maglietta, entrambi bagnatissimi. Lo aveva fatto apposta volendo arrapare il ragazzo che passava l’aspirapolvere e che la guardava. Quel povero giovane doveva avere una vista laterale delle sue tette quando si è tolta il top.
Quando se li ha levati incurante degli sguardi del ragazzo inebetito, mi ha lanciato i suoi vestiti bagnati che ho strizzato e li ho messi in una busta. Non volevo perderli e volevo che li indossasse di nuovo in pubblico un giorno in un’altra occasione.
Marina e io ci divertiamo a cenare fuori, se possibile, una volta alla settimana, per quei casi a lei piace vestirsi con uno dei suoi vestitini tenendosi sempre nuda sotto il vestito. Un venerdì sera siamo andati in un ristorantino dal nome Gambero Rosso e lei ha indossato un nuovo vestito all’americana che aveva comprato i giorni precedenti. Era bianco con disegni di fiori viola, era più corto di tutti gli altri vestiti che possedeva ed era fatto con una garza leggera trasparente perciò ho scherzato su con lei sul fatto che mi mostrasse il suo culo nudo. Marina mi ha sorpreso dicendo che era una casualità e che, per quanto fosse a suo agio nel non indossare biancheria intima, si aspettava che un giorno accadesse e che da quel momento non si sentiva più in quella condizione.
Il locale era sulla spiaggia e dal mare proveniva una leggera brezza che soffiava anche sul parcheggio che quando siamo arrivati ed era affollato, quindi abbiamo finito per parcheggiare lontano dalla porta d’ingresso.
Ho notato Marina che abbassava il vestito quando il vento soffiando cercava di sollevarlo. Mentre ci godevamo la cena ho scherzato con Marina e le ho detto che l’avevo vista tenere il vestito abbassato mentre entrava e ho pensato che avesse detto che non era preoccupata di mostrare il suo culo nudo in giro. Lei mi ha risposto affermando che quel movimento, per abbassare la gonna del vestito, era solo un’abitudine che aveva sviluppato nel corso degli anni. L’ho guardata negli occhi e ho sorriso mentre l’ho sfidata a tenere le mani lontane dal vestito e lasciare che il vento si facesse strada con il suo vestito. Lei sorridendo ha detto “Ti piacerebbe, vero? Ti piacerebbe che il vento mi sollevasse il vestito esponendo il mio culo e la figa a chiunque, giusto? Beh, indovina un po’! Ci ho pensato e penso che lo farò. Potrebbe essere un’esperienza piacevole. In fondo non lo saprò mai se non ci provo almeno una volta, giusto?”
Quando stavamo per partire per tornare a casa, ho notato che il vento si era alzato notevolmente, il cielo si stava oscurando ed ho sentito in lontananza un tuono. Ho detto a Marina che poteva dimenticarsi la sfida e ci avrebbe riprovato con condizioni meteo migliori.
Lei mi ha dato un bacio per ringraziarmi comunque e mi ha detto che non vedeva l’ora che il vento le sollevasse il vestito aggiungendo che il pensiero di mostrarsi in pubblico la stava eccitando. Ha completato le sue parole aggiungendo che quando è andata in bagno, prima che uscissimo dal Gambero Rosso, ha notato che la sua figa era bagnata al pensiero di mostrare il suo culo e la sua figa e che voleva dimostrarlo a me in quel momento.
Io l’ho baciata e le ho detto “OK, allora facciamolo!”
Per uscire l’ho presa per mano e non avevamo fatto neanche più di cinque passi quando il vento fresco e umido con il suo soffio le ha sollevato il vestito fino alla vita.
Marina ha fatto un suono molto femminile simile ad uno squittio e non ha fatto nulla per abbassarlo.
Nel sollevarsi quel vestito deve aver fatto vedere di una volta lo spettacolo della natura di quel sedere nudo ad una dozzina di persone non lontane da noi più prima che arrivassimo alla macchina.
Ho dedotto che Marina era sicuramente eccitata dai sorrisi e dalle risatine che stava facendo. Quando ha aperto la porta dell’auto per sedersi, un’ultima raffica le ha fatto sollevare ancora sollevare, per l’ennesima volta, il vestito fino alla vita finendo per poggiare il suo sedere nudo sul tessuto del sedile dell’auto e non ha fatto alcun tentativo per abbassarlo.
A portiera chiusa mi ha detto che il vento che le aveva sollevato sul vestito era più eccitante di quanto pensasse e sollevando spudoratamente ancor di più il vestito mi ha detto sensualmente “Guarda com’è bagnata la mia figa!”
Non ho potuto fare a meno di allungare la mano destra constatando che la figa era veramente bagnata ed allora al primo dito ne ho aggiunto un altro ed entrambi li ho spinti facilmente dentro la sua intimità.
Lei ha reagito dicendo “Oh Dio!” e si è adagiata allo schienale già un po’ inclinato.
Ho continuato a toccarle la figa finché non è venuta senza che ci fossimo spostati dal parcheggio del gambero Rosso. Quando si è ripresa, mi ha guardato ed ha sussurrato “Grazie tesoro, ne avevo bisogno”
Mentre uscivamo dall’area di sosta le ho suggerito di denudarsi completamente poiché era già mezza nuda e che poteva anche levarsi il vestito per mostrarsi durante il tragitto e tornare a casa nuda.
Marina non ha detto nulla mentre si sollevava velocemente il vestito sopra la testa e lo gettava sul sedile posteriore, poi ha reclinato il sedile all’indietro, ha messo i piedi sul cruscotto ed ha allargato le gambe. È rimasta in quella posizione durante tutto il viaggio di trenta minuti fino a casa tranne e per non restare senza far niente si è sgrillettata mentre guidavo.
Era la seconda volta che la vedevo giocare con sé stessa da quando ci eravamo sposati tre anni prima. Quando siamo arrivati a casa era buio, ciò ha favorito il suo esibizionismo sorprendendomi quando è scesa dall’auto ed è andata alla porta d’ingresso nuda portando su un braccio il suo vestito.
Ogni volta che non dobbiamo andare da nessuna parte con Marina restiamo nudi in giro per casa e ho notato ultimamente lei non chiude più le tende di casa lasciandole giorno e notte aperte affinché dall’esterno sia visibile ciò che facciamo e di conseguenza anche i nostri corpi nudi.
La scorsa settimana sono tornato a casa a tarda notte ed ho notato tre adolescenti in piedi sul marciapiede vicino alla cassetta delle lettere mentre guardavano all’interno della nostra villetta unifamiliare.
Anche io insieme a loro vedevo Marina passare davanti alla finestra del soggiorno completamente nuda.
Allora mi sono allontanato da casa ed ho chiamato Marina vedendola mentre prendeva il telefono e mi salutava. Le ho detto che potevo vederla dalla finestra del soggiorno così come i tre ragazzi e che nuda com’era sembrava davvero sexy. Aveva un’aria sorpresa mentre guardava verso la finestra ma non si è coperta. Le ho detto che volevo che andasse alla porta principale ed uscisse nuda e dicesse ai ragazzi che avevano visto abbastanza e che se ne andassero e li salutasse.
Per accontentarmi lei lo ha fatto ed è stato divertente vedere quei ragazzi imbambolati inciampare l’uno sull’altro cercando di andar via il più velocemente possibile. Marina ha detto che era stato divertente e che, nello stare al gioco, anche lei si era divertita tanto.
Poiché ogni bel gioco dura poco, ho suggerito a Marina di lasciare chiuse le tende delle finestre del soggiorno da quel momento in poi perché, anche se era divertente sapere che altre persone potevano vederla nuda, di giorno oppure di notte una persona sbagliata avrebbe potuto vederla e irrompere in casa per violentarla ed, al peggio, ucciderla.
Capendo le mie preoccupazioni ha chiuso subito le tende senza fare obiezioni.
A fine agosto siamo andati in vacanza poiché l’azienda ci aveva quasi costretto a farlo.
Per una settimana siamo andati in un villaggio vacanze nel sud ovest della Sardegna dove ci sono grandi spiagge. Sia il resort che la spiaggia erano bellissimi.
Per quella vacanza Marina ha acquistato “vestiti per le vacanze” come li chiamava lei e ha spiegato che stava prendendo solo il minimo necessario. Io sono rimasto sorpreso che, per la quantità di abiti, avesse bisogno solo di un trolley seppur grande.
Quando ha aperto il trolley ho notato solo alcuni minuscoli succinti top, pantaloncini e dei perizomi tra i più piccoli che avessi mai visto, c’erano anche alcuni prendisole cortissimi, non sono stato sorpreso quando ho notato che non c’erano reggiseni o biancheria intima.
Tra i tanti ultra mini indumenti fatti per restare nudi, ho visto il vestito di pizzo nero che aveva comprato qualche mese prima e speravo che fosse disposta a indossarlo in pubblico.
Quanto al mio trolley ho visto che erano state fatte alcune modifiche ai miei vestiti. Prima di uscire per andare al lavoro, avevo messo in valigia un paio di slip adattissimi ai miei pantaloncini da surf che utilizzavo anche per nuotare, inoltre erano stati aggiunti un paio di pantaloncini da jogging leggeri.
Mi è venuto da chiedere a Marina dove fossero i miei pantaloncini da surf e lei ha detto che non le piacevano e che mi aveva messo in valigia qualcosa di meglio affinché le ragazze, ed anche lei, mi vedessero sotto. Il suo modo di fare mi ha insospettito ed allora ho tirato fuori dei pantaloncini da jogging neri, azzurri e bianchi e ho notato che l’interno la fodera era stata tagliata via, ho sollevato anche quelli bianchi e ho notato quanto erano leggeri e trasparenti ed ho detto a Marina che sarebbero stati trasparenti quando si sarebbero bagnati. Lei mi ha risposto “Lo spero! Ecco perché ho tagliato la fodera. Anche i miei costumi da bagno saranno trasparenti quando sono bagnati, quindi volevo che lo fosse anche il tuo che spero indosserai per me perché se non lo fai non indosserò il mio per farti contento!”
A quel punto ho voluto vedere quel che si sarebbe portata dietro per vestirsi e lei ha tirato fuori un paio di bikini con perizoma, erano uno bianco ed uno giallo entrambi trasparenti da asciutti, non osavo pensare da bagnati. Non vedevo l’ora di vederla indosso a lei su una spiaggia davanti ad altra gente ed anche come sarebbero stati visti da bagnati all’uscita dal mare.
Quanto a me, senza esitazione, ho accettato di indossare il mio davanti a lei fregandomene di chiunque a cui non piacesse quello che avrei indossato ed ho presupposto che non avrebbero notato comunque a causa di una donna praticamente nuda che camminava accanto a me.
Infine Marina mi ha mostrato un bikini che aveva un perizoma rosa ed ha detto che lo avrebbe indossato prima per avere la sensazione di andare in giro con il culo in mostra come in spiaggia e che anche io avrei dovuto indossare i miei pantaloncini neri tradizionali.
Al termine delle prove e della visione del contenuto dei trolley, Marina mi ha fatto notare che si stava facendo tardi e che aveva fame e voleva mangiare qualcosa. Si è subito levata la maglietta che indossava ed ha indossato una mezza maglia trasparente che copriva appena le sue tette, si è levata anche i pantaloncini di jeans ed ha indossato le mutandine per ragazzo in denim che sembravano un paio di pantaloncini super corti. Infine ha sorriso ed ha detto felice “Sono pronta! Che il divertimento abbia inizio!”
A quel punto la mia bella moglie era pronta per uscire e farsi vedere in pubblico praticamente nuda. A me è bastato dare una rapida occhiata a lei e pensare che indossava un corto copricostume sul costume da bagno che il cazzo stava già diventando duro e se avessi guardato le sue tette, avrei visto quei capezzoli spuntare come grossi chiodi dalla maglietta. Il motivo floreale stampato sul tessuto ha fatto un buon lavoro nel nasconderli ma guardando bene si vedevano, eccome!
Forse Marina non si era mai stata esposta così ed ero pronto a lasciarglielo fare.
Per immortalare la sua figura estremamente erotica, ho preso la mia nuova fotocamera digitale e le ho detto di uscire fuori casa.
Una volta fuori alla luce del sole le sue tette erano ancora più facili da vedere ed ho sperato che si lasciasse andare alla lussuria mostrando anche di più di quel che si vedeva.
Quando era sotto i raggi solari non si è lasciata prendere dal panico ed ha guardato in basso per un paio di secondi, ha smesso di camminare e guardandomi mi ha detto “Beh! Non immaginavo che questo top fosse più trasparente di quanto pensassi. Spero che a te non dispiaccia. Voglio continuare a indossarlo! In fondo è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho indossato la biancheria intima e poi ora vado in giro nuda sotto i vestiti facendomi sentire una bambina monella e sexy allo stesso tempo, giusto?”
Ero imbambolato e tutto ciò che sono stato in grado di dire è stato “Oh, sì, sì!” e mi ha incalzato chiedendomi di farle un paio di foto in modo che potessimo ricordare meglio quel momento.
“Buona idea” ho risposto sollevando la fotocamera eseguendo foto frontali, poi alle spalle e dei suoi fianchi.
Credevo di aver finito, invece mi ha chiesto di farne altre frontali poiché aveva sollevato la parte superiore del vestito mostrando le tette mentre la immortalavo.
In quei momenti, preso com’ero dalla figura splendida del suo corpo, non mi sono nemmeno guardato intorno per vedere se qualcun altro stesse vedendo lo show di Marina.
Per poter mettere qualcosa nello stomaco, siamo andati in uno snack bar sulla spiaggia dove c’erano già altre persone che indossavano i loro costumi da bagno e nessuno sembrava accorgersi o interessarsi di quello che indossava Marina.
La cameriera si è avvicinata a noi indossando un top corto e pantaloncini corti viola attillati ed aderenti. Appena si è fermata al mio fianco ho pensato che si aspettasse un ordine, invece ha esclamato “Ma che top carino! Vorrei comprarne uno così! Dove l’avete trovato?”
Marina le ha dato le indicazioni e poi la ragazza ha preso il nostro ordine allontanandosi.
Mentre aspettavamo i nostri piatti, ho messo la mia mano sulla gamba sinistra di Marina e l’ho fatta scivolare lentamente su e giù per la sua gamba ed ogni volta mi sono avvicinato alla sua figa, lei capendo il mio gioco, ha aperto le gambe sempre di ad ogni passaggio, alla fine mi ha detto “Se hai intenzione di giocare con la mia figa per favore fallo e smettila di prendermi in giro eccitandomi proprio qui dove non possiamo fare niente”
Ma le sue parole mi hanno stimolato maggiormente ed ho voluto sfidare la sorte prendendo, con una mano a forma coppa, l’inguine facendola mugolare mentre la stringevo. Mentre la toccavo mi sono guardato intorno ed ho notato due ragazzi che ci osservavano che ho fatto notare anche a Marina e lei, con mia grande sorpresa, mi ha detto che lo sapeva già e che le piaceva che la guardassero.
Per me è stato il via a toccarle la figa e titillare il suo clitoride mentre loro guardavano fino a quando ha stretto la mia mano tra le sue gambe emettendo un bel gemito pochi istanti prima che ci servissero i pasti.
Finito di mangiare siamo tornati in camera.
Per fortuna avevo ancora con me la macchina fotografica ed ho s**ttato qualche altra foto di Marina.
Mi è particolarmente piaciuta quella di lei di fronte a me sul marciapiede, con le gambe aperte mentre mi mostra di nuovo le tette.
Questa volta ero sicuro che altre persone l’avevano vista. C’era una giovane coppia proprio dietro di me che aspettava che s**ttassi la foto in modo che potessero passare e un’auto stava passando mentre fotografavo notando che davanti alla figa c’era una macchia. Infatti la sua figa bagnata aveva macchiato le sue mutandine creando una macchia scura e non c’era modo di nasconderla alla vista essendo la gonnellina molto molto corta.
Il tipo preferito di mutandine erano in raso, così setose, così lisce, così lucide ed anche così fantastiche. È veramente arrapante vederle indosso alle donne. Il solo pensiero di vederla infilare un paio di mutandine di raso mi ha fatto fa venire i brividi in tutto il corpo, inoltre l’ha fatta bagnare ed a me far stare in cazzo sull’attenti. Vedere una macchia di bagnato sulle mutandine di raso di Marina da delle sensazioni particolari dovute al modo in cui il tessuto setoso appare quando è bagnato se poi si aggiunge il contorno di un rigonfiamento della figa sulle le mutandine di raso, allora il tutto è stato così delizioso da farmi leccare le labbra.
Anche io ho indossato le mutandine di raso ed entrambi ci siamo sentiti molto bene fin da subito. Ci è piaciuto parecchio la sensazione dovuta ai due tessuti che si sfregano. Infatti la mutandina di raso contro un’altra dello stesso tessuto è così fantastica e così scivolosa che mi ha dato il senso della figa ed a lei quello del cazzo ancor prima di essere a contatto fisico.
Con Marina ho fatto sesso con le mutandine di raso ed è stato molto bello. Lo abbiamo fatto sia indossandole e poi abbassandole, sia tirandole di lato. Infatti abbiamo scoperto che farlo con quegli indumenti di raso rende il sesso molto più intenso. Quando mia moglie mi ha fatto sborrare sulle sue mutandine di raso, la sborra aveva anche un aspetto fantastico, inoltre mi ha affascinato il modo con cui si spande sopra il tessuto setoso prima di essere assorbita lentamente scurendo il tessuto. Marina mi ha detto che leccare le mutandine di raso rende le leccate perfette poiché lo sperma si accumula semplicemente sul setoso tessuto.
Da quando le abbiamo provate adoriamo tutti le varie fogge delle mutandine di quel tessuto siano esse tanga, perizomi, brasiliane oppure tradizionali. Tutte quelle che abbiamo provato ci hanno dato sensazioni intensissime ma niente come quel raso ben teso e stretto contro un bel sedere oppure anche marcare la fessura della figa, oppure anche il tessuto setoso che preme così stretto contro un rigonfiamento duro che ti permette di vedere il contorno della testa e dell’asta del cazzo.
Sia a me che a Marina piace vedere uomini e donne che indossano mutandine di raso poiché sono proprio eccitanti.
Da quando le abbiamo indossate abbiamo scoperto che ci davano tanto piacere ed allora mi sono fatto seghe con mutandine di raso, abbiamo scopato con indosso entrambe mutandine di quel tessuto. Per noi è il top usare le mutandine di raso per darci piacere a vicenda e adoriamo vedere gli altri usarle per darsi piacere.
In una riflessione che mi ha fatto ammutolire per qualche secondo mi chiedevo se Marina sapesse quanto si stesse mettendo in mostra soprattutto con le mutandine di raso.
Quando le ho mostrato la foto lei ha pensato che fosse divertente.
Quella sera con indosso quel tipo di mutandina, ho fatto molte foto.
Alcune le ho fatte sul balcone della stanza dove lei si è messa in posa nuda. Poiché ormai era molto sfacciata ed anche coraggiosa, ha camminato nuda per il corridoio del resort con i suoi perizomi trasparenti, asciutti e bagnati sotto la doccia sia che fossero di raso o di altro tessuto.
Certo che si poteva pensare che fosse nuda sulla spiaggia li aveva indosso bagnati all’uscita dal mare.
La sua ossessione per la nudità in pubblico mi ha anche preoccupato ed ho sperato solo che non si fosse fatta arrestare.
Poiché nelle foto compariva solo Marina, ho impostato il timer sulla fotocamera impostata come telecamera, l’ho poi fatta inginocchiare davanti a me per succhiarmi il cazzo con entrambi nudi sul balcone. Subito dopo abbiamo provato anche altre posizioni da riprender con la fotocamera utilizzando il temporizzatore in modo da realizzare un filmato.

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