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LO YACHT 2

Pochi minuti dopo, Alessandro vede il terzetto salire a bordo. Si precipita incontro alla figlia, la stringe per le spalle chiedendole dove sono state, perché hanno i vestiti stazzonati e sporchi di sabbia, i capelli sconvolti.

– Nulla papà, siamo state sulla spiaggia a ballare e poi, giocando a rincorrerci, siamo cadute. Non c’è nulla di cui preoccuparsi, mi sono divertita tantissimo fino a che Bibi è venuto a chiamarci –

Arianna riesce ad inventare una bugia su due piedi e la contentezza di vederla sana e salva dopo tanta preoccupazione rende Alessandro malleabile facendogli rimandare al giorno dopo il rimprovero che voleva farle.

Nella stanza di Natasha, dopo una doccia veloce ed essersi cambiate, le due ragazze sono stese sul letto con solo gli slip addosso. Parlano ricordando la serata, le emozioni vissute, la paura, l’eccitazione.

– Sei la mia migliore amica Ari, ti voglio bene. –

L’esperienza condivisa fa sentire a Natasha un impeto di affetto, ricambiato, per Arianna. Si addormentano abbracciate dopo un casto bacio a fior di labbra.

Il giorno seguente, si svegliano accorgendosi che sono in navigazione. Non sanno che Bibi ha parlato con Jacques, raccontandogli gli eventi, e questi ha concordato sul fatto che fosse meglio andarsene. Convincere Alessandro non è stato difficile, gli è bastato suggerire un’altra isola famosa per le sue spiagge candide. Vi giungono nel primo pomeriggio attraccando e subito visitando le poche case caratteristiche. Nella piccola piazza del paesino, seduti all’ombra del tendone di un bar per turisti, il gruppo si rilassa programmando ciò che fare.

– Mi piacerebbe andare alla spiaggia di XXXXX, ci si arriva solo dal mare e quindi non dovrebbe essere un carnaio come queste vicine. –

Alessandro suggerisce una meta, non gli piacciono le spiagge troppo affollate, e poi vuole approfondire la conoscenza di Natasha. Non riesce a non pensare a come lei, grazie a Sibylle, gli abbia concesso la propria verginità posteriore. Non si cura del fatto che abbia la stessa età di sua figlia, che anzi sia la sua migliore amica, sa solo che è una bella e giovane ragazza disposta anche a incontri a tre con la sua compagna. Il pensiero gli fa affluire sangue all’inguine, avverte distintamente un senso di calore che vince quello generale dell’afa. Si sforza di pensare ad altro e, insieme a Jacques, decide di salpare per ormeggiare davanti al luogo prescelto, e di farlo subito così da arrivare che è ancora giorno e passare la notte lì.

La Sophie è stata rifornita dai marinai e quindi possono ripartire subito giungendo in una mezz’oretta davanti alla spiaggia. Con disappunto vedono un gommone vicino alla riva, su questa due coppie di giovani che stanno giocando tra loro nell’acqua bassa. Col binocolo, Jacques e Alessandro vedono due belle ragazze in topless che si divincolano dalla stretta di due loro coetanei. Non sentono le risate gioiose ma sono facilmente intuibili.
Jacques getta l’ancora a 200 metri dal gommone e ordina a Bibi e Mino di preparare il gommone e la moto d’acqua. Alessandro riprende il binocolo per osservare ancora i quattro “intrusi” e li vede che ora sono distesi sulla sabbia, divisi a coppie, abbracciati, incuranti dello yacht che sicuramente hanno visto. Si sente un guardone a spiare le due coppie ma non riesce a staccare gli occhi dalla visione di una di loro, una biondina slavata, che spudoratamente tira fuori il cazzo del compagno e si piega per prenderlo in bocca. Li osserva per lunghi minuti notando come lei usi soprattutto la lingua, scorrendo lungo tutta l’asta rigida, fermandosi a tratti sulla borsa gonfia alla base. Sospira Alessandro sentendo ancora il calore al ventre. Cerca l’altra coppia e la trova a pochi metri dagli altri. Qui la ragazza è stesa sulla schiena, le gambe aperte, tra esse vede muoversi il sedere bianco del ragazzo.
Scuotendo la testa, Alessandro posa il binocolo e va verso la poppa. L’acquascooter è in mare e così il canotto, gli occupanti della barca sono pronti a sbarcare ma un minimo di pudore li induce ad attendere che gli altri vadano via. Per far passare il tempo, Alessandro decide di fare un giro con la moto d’acqua. Sale con Sibylle strettamente attaccata ai suoi fianchi ed accelera partendo a razzo. Si diverte per un poco facendo evoluzioni, spingendo alla massima velocità, sollevando ampi spruzzi e onde nelle curve. Quando si stanca, si avvicina alla riva vedendo che i quattro stanno ancora abbracciati sulla sabbia bianchissima.
Stizzito, decide di avvicinarsi.

– Chissà, se ci vedono arrivare magari se ne vanno –

– Lasciali fare Alessandro, tra poco andranno via comunque, non hanno zaini o tende con loro, presto se ne andranno, e comunque potremmo sempre sbarcare all’estremità della spiaggia, vicino a quelle rocce. Intanto possiamo passare il tempo così… –

Sibylle, acuta osservatrice, ha notato che i ragazzi hanno poca roba con loro, segno che non hanno intenzione di fermarsi a lungo. Per distrarre Alessandro allunga la mano sul davanti, infilandola nel costume e carezzandogli l’uccello che, in breve, si erge gonfiando il costume.
Così intenti, non si sono accorti che l’abbrivio dell’acquascooter li ha portati molto vicini alla riva. Alzando gli occhi vedono i quattro che, sentendoli e poi vedendoli avvicinarsi, si sono alzati interrompendo le piccole coccole che si stavano ancora scambiando. Alessandro si sbriga ad ostentare una sicurezza che non sente e li saluta gentilmente, Sibylle toglie la mano dal grembo di lui e, sentendo i quattro rispondere in tedesco, si affretta a parlare loro nella stessa lingua. E’ un breve scambio di parole di cui Alessandro non comprende nulla. Può basarsi solo sul tono di voce e quello della biondina a destra gli pare malizioso, specie dopo che la risposta di Sibylle, che accompagna un gesto che non vede, fa scoppiare i quattro in una risata allegra.

Ancora ridacchiando, salgono sul loro gommone e, agitando le mani per salutare, partono allontanandosi.

– Che aveva quella? Che ti ha detto? –

– Mi ha chiesto se ti eri eccitato guardandoli –

Abbassando gli occhi, Alessandro vede il suo costume con l’evidente gonfiore della sua erezione. Arrossisce.

– Accidenti, sono anche passato per guardone. E tu che gli hai detto? –

– Che… era merito mio –

Questa volta Alessandro vede il gesto di Sibylle che mima una masturbazione. Dapprima interdetto, poi scoppia anche lui in una risata scendendo dall’acquascooter e ancorandolo.

– Ah, merito tuo. Se vieni qui ti do conto di ogni merito… –

Sibylle scende a sua volta e si porta all’asciutto al suo fianco. Si baciano appassionatamente, le mani che corrono sui corpi accaldati. Dopo un minuto lei si stacca:

– Pazienta tesoro, ci vedono dallo yacht, avremo tempo stasera. –

A malincuore, Alessandro si stacca e fa cenno verso la Sophie per far capire che possono sbarcare. Poco dopo vengono raggiunti da tutti gli occupanti tranne Ciro che resta a bordo per ogni evenienza.

Il pomeriggio passa con tutti quanti che prendono il sole o giocano nell’acqua cristallina. Natasha non manca di stuzzicare gli uomini assumendo pose che ritiene sexy, strusciandosi un po’ con tutti mentre sono a mollo, Arianna si comporta più sobriamente, preferendo lasciare tutta l’attenzione all’amica, lanciando spesso sguardi a Carlos e Jacques i quali, vicino Alessandro, fanno finta di non vederli come fanno finta di non essersi accorti che anche Alessandro e Sibylle li hanno notati.
Manca poco alla sera e già stanno meditando su come cenare quando Ciro chiama col walkie-talkie informando che è arrivato un messaggio radio dal villaggio e che le autorità locali vogliono vedere Jacques urgentemente. Così, un pochino alterati per l’intoppo, risalgono tutti a bordo e tornano al villaggio. Il sole sta tramontando e Jacques approfitta per chiedere ad Alessandro una serata libera per l’equipaggio. Anche se a bordo hanno tutto quello di cui possono avere bisogno, incluso, pensano ma non dicono, le ragazze, tutti accettano con piacere la possibilità di fare bisboccia in qualche locale. Restano d’accordo che se le ragazze, ma anche Alessandro e Sibylle, vogliono poi raggiungerli nella piazzetta li troveranno lì insieme a Jacques,che nel frattempo avrà sentito cosa vogliono da lui.

Così a bordo restano in quattro. Alessandro e Sibylle si prendono l’onere di preparare qualcosa per cena e lasciano le due giovani libere di fare una doccia.

– Vieni da me, la facciamo insieme mentre parliamo –

Natasha invita l’amica, vuole parlarle perché è incerta su come comportarsi.
Sotto l’acqua fresca, le due si aiutano a vicenda insaponandosi la schiena e intanto parlano:

– Ari, il fatto è che non so cosa fare. Accidenti, questa vacanza sta andando ben oltre. Ero partita per godermi qualche bel ragazzo greco ed invece, a parte quello stronzo, mi sono passata tutti gli occupanti della barca, persino Sibylle. Mi mancate tu, Jacques e Carlos e poi ho fatto l’en plein. –

– Cioè non sai se vuoi fare l’en plein, come lo chiami, oppure no? –

Celia Arianna.

– No, no, mi sono spiegata male. E’ che… mi sono divertita con i ragazzi ma ora… con tuo padre… e con Sibylle. L’abbiamo fatto ancora in tre sai. –

Non c’era stato tempo per Natasha di raccontare di quella notte all’amica. Lo fa ora con dovizia di dettagli, compresa la penetrazione anale.

– Capisci, i ragazzi mi cercano: Mino non riesce a far star ferme le mani quando pensa che nessuno lo veda; Ciro mi guarda con quegli occhioni che…, Bibi è il più tranquillo ma quando mi sorride io…. E nello stesso tempo sono affascinata da Sibylle e tuo padre. Sentirmi leccare la patata mentre lui mi… me lo metteva dietro. Non so come ho fatto a non impazzire, non pensavo fosse così. Insomma, non so cosa fare, temo che se vado con tuo padre e lei gli altri possano risentirsi, e viceversa. –

Arianna ci pensa un po’ prima di rispondere.

. Penso che ai ragazzi non importi con chi altro vai purché lo faccia anche con loro, mentre per mio padre e Sibylle… beh, basta chiederlo no? Preferibilmente a lei, mi sembra andiate molto d’accordo. –

– Sì, come ti dissi mi sono subito sentita attratta da lei, e lei da me, l’ho capito dopo. Non ci pensavo affatto ed ora se non c’è… mi manca. Però se penso di stare solo con lei so che mi mancherebbe… “lui”. Ah ah. ah. Ari, come posso fare? Tu lo sai che mi è sempre piaciuto fare l’amore però in questi giorni… non lo so, sono sempre “calda”, pronta, mi basta che uno di loro mi sfiori, o anche solo a pensarci… Senti… –

La voce di Natasha si è fatta sognante. Prende la mano dell’amica e se la porta tra le cosce per farle sentire quanto il solo parlarne la ecciti. Arianna non riesce a sottrarsi al gesto, si ritrova la mano schiacciata sul pube dell’altra, il dito medio pressato sul taglio. Presa dal momento, trattenendo il fiato, lo arcua, lo spinge dentro sentendo la morbida intimità di lei. Intuisce che quel che sente non è solo acqua. Senza sapere bene perché muove il dito facendo gemere Natasha che le afferra il polso tenendola ferma, muovendo il bacino per farsi incontro alla mano. Gli occhi chiusi, mugolando, si masturba sulla mano di Arianna la quale tiene teso il dito medio e poi lo fa raggiungere dall’indice. Natasha raggiunge velocemente un orgasmo impalandosi sulle dita dell’amica, irrigidendosi, stringendo fino a farle male il polso di Arianna.

Questa è stupita ed affascinata assieme, sente sgorgare gli umori dell’altra subito portati via dall’acqua scrosciante, le vede il viso contrarsi in una smorfia di piacere. Il polso stretto le fa male eppure non fa nulla per staccarsi sentendosi eccitata a sua volta. E’ questo quello che succede tra ragazze? Se lo chiede emozionata dal vedere un aspetto dell’amica che non conosceva.
Presto Natasha si rilassa, abbandona il polso di Arianna che se lo massaggia, poi sorride e le depone un bacio sulle labbra:

– Sei un tesoro –

Dice, e la bacia ancora, spingendo con la lingua fino a farle aprire le labbra. Si baciano per un minuto e Arianna si sente sempre più coinvolta, restando delusa quando Natasha si allontana.

– Su, asciughiamoci, la cena deve essere quasi pronta. –

Ancora turbata, Arianna si asciuga in silenzio lanciando occhiate, ricambiate con un sorriso, all’amica. Quando escono dal bagno, entrambe lasciano cadere l’accappatoio per vestirsi. Nell’attimo in cui sono entrambe nude, come pure altre volte si sono viste, Natasha sente l’irresistibile impulso di abbracciare l’altra e baciarla ancora.
Arianna si lascia fare, accetta la mano dell’amica tra le gambe, le allarga per favorire il tocco delle dita sul ventre sentendo la micina inumidirsi. Non si nega quando Natasha la fa stendere sul letto in senso inverso al suo, esita solo quando vede la vulva a pochi centimetri dal suo naso. Non l’ha mai fatto, non sa come fare, sa solo che la lingua dell’altra è già sulle sue labbra intime dandole sensazioni e brividi. Si abbandona leccando a sua volta senza criterio, incerta se dedicarsi alla micina o al bottoncino che spunta come un piccolo pene, passando dall’una all’altro. Poi il desiderio la avvolge, la trascina in un turbinio di sensi in cui si fa guidare dai gemiti e dai fremiti dell’altra.

E’ così che le vede Alessandro.
Poiché tardavano e la cena fredda era già pronta, Sibylle è andata sottocoperta per chiamarle. Udendo i gemiti ha aperto piano la porta e le ha viste sul letto. Le ha osservate per un lungo minuto desiderando di potersi unire a loro, quindi ha fatto dietrofront. Ha raggiunto Alessandro e, senza rispondere allo sguardo interrogativo di lui, l’ha preso per mano e condotto con se davanti alla porta socchiusa.

La vista di sua figlia allacciata all’amica, la sua lingua immersa nelle pieghe intime, è stata una frustata per i suoi lombi. Incredulo, ha sentito l’uccello ergersi istintivamente. Confuso e indeciso tra il ritirarsi silenziosamente o godersi ancora lo spettacolo, sentendosi in colpa per provare eccitazione guardando sua figlia con l’amica, è rimasto immobile accorgendosi con un secondo di ritardo che Sibylle glielo aveva tirato fuori e, in ginocchio davanti a lui, lo stava imboccando. La donna, girando ogni tanto gli occhi per guardare dentro, lo spompina sentendolo diventare sempre più duro, iniziare a vibrare e infine sciogliersi schizzandole in gola densi getti di sperma caldo. Ingoia tutto con cura, ripulendo l’uccello da ogni residuo, alzandosi poi in piedi per baciarlo, attenta a non impedirgli la vista delle due ragazze che stanno godendo insieme.

Alla fine l’ha ripreso per mano e riportato di sopra, l’ha fatto sedere ed insieme, fissandosi negli occhi ed interrogandosi ognuno sui pensieri dell’altra, hanno atteso che le due ragazze li raggiungessero.

La cena è veloce, silenziosa, Le ragazze mangiano con appetito mostrando sorrisi felici, Alessandro ricambia sforzandosi, incupito da quel che ha visto e dalle sue reazioni. Sibylle è attenta ad ogni sua mossa.
Terminata la cena, le donne riassettano le poche stoviglie utilizzate e, soprattutto per insistenza delle due ragazze, tutti si recano nella piazzetta del villaggio per raggiungere l’equipaggio.
Li trovano seduti fuori da un bar da cui proviene musica. Sono intorno ad un tavolino, sorseggiando chi una birra fresca chi un liquore tipico, tranne Mino che intravvedono dentro il bar che sta cercando di agganciare una ragazza appoggiata al bancone.

– Allora Jacques, cosa c’era di tanto urgente? –

– Una stronzata. Problemi con la carta di credito per le tasse portuali. Ho pagato in contanti ed è tutto a posto. Ho anche verificato la carta, tutto ok, od era un problema momentaneo o hanno sbagliato qualcosa. Comunque tutto risolto.

– Bene, sulla Sophie ti rimborso –

– Tranquillo Alessandro, accomodatevi, ordino da bere per tutti. –

Gli uomini fanno a gara per far accomodare le tre donne, stringendosi intorno al tavolo ora troppo affollato e brindano tutti. Gli occhi di Ciro denotano che non è il primo bicchiere che beve, gli altri paiono reggere meglio l’alcool. Dopo cinque minuti li raggiunge Mino che si siede sbuffando.

– Allora Mino, ti è andata buca? –

Lo sfotte Carlos alzando il bicchiere verso di lui. Mino alza il bicchiere a sua volta, beve un sorso e poi risponde.

– E’ arrivato il fratello, o il cugino, o qualcosa del genere. Insomma, ho capito che non era aria e sono tornato. Peccato, ero a buon punto, l’avevo convinta a ballare e poi… amen. –

– A proposito di ballare, vieni Arianna –

Natasha si alza e tira con se l’amica verso l’ingresso del bar. Dentro c’è una pseudo pista nella quale si perdono presto in mezzo ai tanti giovani presenti.
Gli altri restano a chiacchierare, godendosi la lieve e fresca brezza che si è alzata. I soli Mino e Ciro li lasciano per andare a ballare a loro volta.

– I giovani – sentenzia Alessandro – Tu Bibi non vai con loro? –

– No, non mi va di sudare, casomai dopo –

– Perché, noi non siamo giovani? Avanti Alessandro, fammi ballare –

Sibylle si alza tendendo la mano verso il suo compagno, ricevendo un diniego.

– No Sibylle, voglio parlare un attimo con Jacques, vai tu che poi ti raggiungo. –

– Da sola? Nemmeno per idea. E allora… coraggio Bibi, ti faccio sudare io –

Il doppio senso evidente è accentuato dal sorriso della donna mentre tende la mano verso il nero il quale, dopo aver ricevuto un cenno di assenso da Alessandro, si alza e la segue dentro.
Nello spazio pretenziosamente chiamato pista ci sono un centinaio tra ragazzi e ragazze, anche qualche coppia più matura. Locali e turisti si confondono muovendosi al ritmo del reggaton. Sibylle si stringe a Bibi sentendone i muscoli sotto le mani. Si accosta ancora di più e ride apertamente vedendolo ritrarsi a “distanza di sicurezza”.

– Che c’è Bibi, ti faccio paura? –

Il nero sorride tranquillo e, francamente, risponde:

– Sei la donna di Alessandro, non sono in cerca di guai –

– Potresti mettertici anche facendo così, io so essere molto più “cattiva” di Alessandro –

– Non ne dubito. Beh, visto che nei guai ci finisco comunque… –

Gettando via ogni indugio, Bibi accosta il suo corpo a quello di Sibylle e la guida nei passi sensuali e scatenati della danza. Lei si lascia portare senza problemi, è brava e lo sa. Accentua ogni movimento attenta alle reazioni di lui e gli sorride, un sorriso contento ed ironico insieme, sentendo sul ventre la risposta spontanea del membro inturgidito.

– Allora non ti sono indifferente –

– Non lo sei affatto ma, come ti ho detto, non voglio guai. –

– Sei troppo serio Bibi… va beh, almeno lasciami “giocare” un po’. Guarda, ci osservano tutti. Dai, diamo spettacolo. –

E spettacolo lo danno veramente: le mosse estremamente sensuali dei due attirano l’attenzione di chi è in prossimità, comprese le due ragazze ed i due marinai. Mentre passa vicino a loro, Sibylle si blocca un istante per invitarle ad unirsi a loro insieme ai due marinai a cui fa cenno di avvicinarsi. Formate tre coppie, il gruppo riprende a ballare al ritmo sostenuto della musica. Ciro è il meno portato, e si vede; così pure Natasha, ma tutti accolgono l’esortazione successiva di Sibylle a “dimenarsi” a più non posso.

Così, poco dopo, a parte le coppie veramente brave a ballare o quelle che si sono isolate per conto loro ballando, tutto il locale ammira i sei che, anche cambiandosi partner, ballano al centro della pista mimando esplicitamente, a volte, l’atto sessuale. E’ un gioco che i sei fanno di gusto, divertendosi a vedere di sfuggita gli occhi pieni di desiderio o di invidia, a seconda delle persone, di quelli che fanno circolo intorno alla pista.

– Basta, mi è venuta sete. –

Con un gesto improvviso, portandosi la mano al petto come se le mancasse il respiro, Sibylle decide di lasciare il ballo subito imitata da tutti gli altri. Tornano al tavolo ridendo, allegri, felici e sudati, prendendo di slancio e con piacere le birre fresche davanti alle loro sedie.

– Ti sei divertita tesoro? –

– Sì Ale, Bibi balla benissimo, e poi avevamo la scorta. –

Ride indicando gli altri quattro che ridono a loro volta. Un secondo giro di birra viene ordinato e bevuto con evidente sete e poi è il momento di tornare alla barca.

A bordo, al momento di andare ognuno nella propria cabina, Natasha è incerta. Da un lato si aspetta di andare nella cabina di Sibylle ed Alessandro, dall’altro non vuole deludere gli sguardi ansiosi dei tre marinai a cui, ballando, ha, anche se non esplicitamente, fatto delle promesse. Mentre Arianna entra nella sua dicendo ad alta voce di voler fare una doccia; è Sibylle che toglie Natasha dall’imbarazzo:

– Vai da loro, questa sera ad Alessandro ci penso io, non è giusto che rimangano così arrapati. Ma è solo per stasera… ti voglio ancora nel mio letto. –

La frase è sussurrata all’orecchio della ragazza in tono complice e suadente, e seguito da un bacio a stampo che sorprende tutti gli astanti. Natasha è ancora confusa, è evidente che i tre marinai sono lì in attesa per lei, ma tutti insieme? Così smaccatamente? Vede Alessandro seguire Sibylle in camera con un sorrisetto amichevole, Mino che si sta fregando le mani, Bibi che le mostra la sua splendida dentatura ed anche Ciro, poco scostato, la guarda con desiderio. Entra nella sua cabina incapace di pensare razionalmente, e subito i tre sono dentro insieme a lei, chiudendo la porta. E’ Mino quello che le si accosta per primo per baciarla, e lei si lascia baciare ricambiando. In un attimo ha sei mani che le carezzano il corpo, la denudano. Le gira la testa, non riesce a pensare a nulla se non al calore di quella pelle a contatto con la sua.
Viene adagiata sul letto, la testa nera di Bibi sparisce tra le sue gambe, alla sua bocca viene offerto il membro di Mino e lei… lei si lascia andare, imboccandolo, afferrando con la mano quello di Ciro che le si è avvicinato a sua volta alla bocca. E poi sono solo sensazioni piacevoli per lei, non nuovissime ma ancora fresche della novità di avere tre maschi tutti per lei.

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