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Lo yacht 3

– Hai fatto bene, a tenere Natasha tutta per noi rischiavamo un ammutinamento –

Alessandro ride spogliandosi nella cabina insieme a Sibylle.

– Non sei geloso di lei? –

– No, assolutamente. E’ piacevole averla con noi, così come è stato bello sodomizzarla per primo ma gelosia…. No, per niente. E’ un piacevole complemento… e devo tutto a te… vieni qui. –

Alessandro è nudo, il pene già sulla via della piena erezione. Tende la mano verso Sibylle invitandola ad avvicinarsi e lei lo fa, accostandosi e appoggiando il seno sul petto di lui, la mano che scivola in basso a massaggiare delicatamente il membro virile.

– E non ti stuzzica l’idea che adesso lei sia sola con tutti e tre? –

– Tutti e tre? Sapevo che stava con qualcuno dalle battutine che ho colto, ma insieme…. Però, non me l’aspettavo –

Alessandro, stupito, sgrana gli occhi sentendo le parole dell’amante. Negli occhi gli si affaccia la visione del corpo della ragazza stretta nell’abbraccio dei tre marinai; il suo pene ha un sussulto immediatamente colto dalla mano di Sibylle.

– E’ bello quando una donna ha a disposizione più maschietti, come è stato per te avere me e Natasha? –

– Bello, te l’ho detto. –

– E hai mai pensato di… condividermi con qualche altro uomo? –

Alessandro tace guardandola fisso negli occhi, non si aspettava questa cosa e comincia a pensare che Sibylle abbia un’idea ben precisa in testa.

– Non parli ma il tuo cazzo è più sincero di te… si è indurito nella mia mano. –

Pesanti come macigni, le parole della donna entrano nelle orecchie di Alessandro.

– Accidenti a te Sibylle. Ti conosco, tu hai qualcosa in mente… –

– Rispondimi: ti piacerebbe vedermi fare l’amore con un altro? Dividermi con lui, voi due insieme? –

Mentre parla, la sua mano non ha smesso un istante di masturbarlo, e Alessandro cede all’incalzare della donna:
– Non lo so … veramente, non lo so. Io e te siamo liberi, ce lo siamo sempre detti, ma era quando eravamo lontani, non quando stiamo insieme… Però… sarebbe una novità, come con Natasha… hai qualcuno in mente? –

– Forse tesoro, forse… –

Poi Sibylle non può più parlare perché, contenta della vittoria ottenuta, è scivolata in ginocchio sostituendo la bocca alla mano sul cazzo eretto di lui.

Nella sua cabina, Arianna non sa nulla di quello che sta accadendo nelle altre. Come aveva detto, è andata sotto la doccia chiedendosi se Carlos abbia compreso l’invito del suo annuncio a voce alta. Ha un po’ di stanchezza addosso ma anche si sente desiderosa di carezze. Passano brevi minuti e medita di andare da Natasha, scartando subito l’idea perché non sa se la troverebbe e con chi. Sospirando, chiude il getto dell’acqua e allunga una mano verso l’accappatoio. Due forti braccia maschili ve la avvolgono strappandole un urletto di sorpresa.

– Carlos… –

Arianna sorride allo spagnolo, abbandonandosi al suo abbraccio, alle sue mani che le sfregano il corpo asciugandolo, stringendole i glutei in una stretta rude.

– Ciao piccolina, mi aspettavi? –

Senza rispondere, Arianna appoggia la testa sulla spalla di lui, attaccandosi col corpo ancora umido e bagnandogli la maglietta. Sospira ancora baciandogli il lembo di pelle del torace appena sopra la stoffa, poi prosegue sul collo, sul mento, aprendo le labbra quando lui china la testa per corrisponderle. Arianna si sente sicura tra quelle braccia robuste, vi si rannicchia come un cucciolo in cerca di protezione. Ad occhi chiusi gli consegna la bocca e la lingua, e Carlos la bacia con dolcezza, provando un misto di sensazioni verso quella ragazza così candida eppure così attraente. Affetto, tenerezza, istinto di protezione, eccitazione… sa solo che si metterebbe contro il mondo per difenderla, sa solo che l’uccello gli sta diventando duro al contatto con quel corpo morbido.

Si è interrogato a lungo Carlos sul suo rapporto con Arianna. E’ stato sincero quando ne parlava a Sibylle, sa che non è una storia che possa durare ma, senza imporsi, ha intenzione di goderne ogni istante per quel viaggio così pieno di sorprese per tutti. Stringendola per le spalle la stacca da se, la spinge verso la cabina e lì c’è Jacques, seduto sul letto, che li guarda sorridente. Anche lui si è interrogato, specie dopo quel rapporto a tre non preventivato ed alla domanda amara di Alessandro. Non si pone problemi, non ha intenzione di fare il bastardo, i suoi sentimenti non sono dissimili da quelli del suo amico Carlos. Li vede arrivare contento, guardando lei con affetto e desiderio, ed Arianna si china verso di lui, porgendogli le labbra, incurante dell’accappatoio che si apre mostrando le sue forme.

– Ancora… insieme…. –

Mormora pensando all’oscenità di quel rapporto che l’ha coinvolta.

– Solo se lo vuoi anche tu bambina, solo se lo vuoi… –

La risposta è nelle labbra che si poggiano sulle sue, nella lingua che si spinge in fuori mentre Carlos le toglie l’accappatoio e, da dietro, le prende in mano i seni accarezzandoli.

– OOOOHHHHHHHHH SSSSIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII –

L’urlo percorre la barca suscitando reazioni differenti.

– Accidenti, era Arianna allora. Ma con chi? Carlos o Jacques? –

Mino è steso sul letto, Natasha, in ginocchio, lo sta succhiando mentre Bibi la prende da dietro. Lei non si scompone, è concentrata sulla doppia sensazione di avere un cazzo nella vagina ed uno in bocca. Marginalmente pensa ad Arianna che si sta divertendo anche lei e questo la eccita ancora di più spingendola ad affondarsi l’uccello duro di Mino in gola.
Questi, sorpreso dall’urlo, lo commenta eccitato e curioso… e lo dimentica presto. Le labbra di Natasha e la sua lingua lo stanno portando verso un orgasmo anticipato a cui si sforza di resistere.

Nell’altra cabina Alessandro, steso sul letto e cavalcato da Sibylle, ode lo stesso urlo della notte sulla spiaggia. La sillaba successiva gli fa riconoscere immediatamente la voce di Arianna.. E’ la prima volta che la sente in quel modo, è chiaramente un urlo di piacere e non di dolore. Istintivamente fa per alzarsi. Sibylle lo spinge per le spalle giù sul letto.

– Ssssshhhhh, fermo. La tua bambina non è in pericolo, anzi…. –

Scosso, Alessandro si lascia ricadere giù. Cerca di concentrarsi su Sibylle che gli ha afferrato le mani portandosele ai seni. Sarebbe veramente sconvolto se potesse vedere che sua figlia, in quel preciso istante, si sta dimenando stretta tra i corpi dei due marinai, trafitta contemporaneamente in figa e culo dai loro cazzi, godendo come una pazza.

Solo Jacques e Carlos si svegliano presto il mattino seguente. Non hanno bisogno di poi tanto sonno nonostante le energie spese la notte. Silenziosamente attendono ai loro doveri preparando la Sophie per la partenza. Uno ad uno arrivano anche gli altri marinai e ad ognuno viene assegnato un incarico. Non ne parlano ma sanno che gli incontri notturni e le loro combinazioni non sono più un segreto. Si sorridono amichevolmente mentre lavorano e Ciro canticchia mentre prepara la colazione per tutti.

Così, quando Alessandro e Sibylle escono dalla loro cabina, trovano il tavolo già apparecchiato e tutto pronto. Mangiano di gusto, sorseggiando caffè all’americana lei e un forte espresso lui, oziando piacevolmente, senza fretta. Le due ragazze arrivano poco dopo e mangiano con voracità tutto quello che gli viene posto davanti.

– Uff… dovrò mettermi a dieta, rischio di tornare grassa come una balena, ma ho sempre fame –

Natasha si lamenta così, tanto per dire qualcosa, addentando un’ulteriore fetta biscottata con la marmellata. Sibylle non la lascia cadere nel vuoto:

– Normale… quando spendi tante energie di notte –

Un attimo di silenzio segue le sue parole. In quell’attimo succedono due cose contemporaneamente: Natasha quasi si strozza con la fetta biscottata portata alla bocca, Arianna scoppia a ridere afferrando velocemente il tovagliolo per asciugarsi il caffè che le è colato sul mento. Alessandro e Sibylle si uniscono alla risata guardando la scena delle due ragazze e l’ilarità diventa generale. Lo stesso Alessandro non sa trattenere la battuta:

– Mangia figliola… anche tu devi recuperare… –

Lo dice con tono semiserio, sorridendo, guardando la figlia dritto negli occhi. Arianna abbassa gli occhi un attimo, poi li rialza e ricambia lo sguardo con aria umile:

– papà… io… –

– No, non c’è problema Arianna, scherzavo. Permettimi di scherzare con la mia adorata bambina che è diventata una splendida donna. Sul serio Ari, non ho nulla da rimproverarti, sei tu che decidi della tua vita –

Alessandro ha pensato a sua figlia prima di addormentarsi, Sibylle già tra le braccia di morfeo che gli poggiava la testa sul petto.
Si è detto che Arianna oramai è cresciuta, non deve rendere conto a lui, specialmente del suo privato e quando non corre pericoli. Conosce Jacques più di Carlos ma sa che sono entrambi persone mature e responsabili, sua figlia poteva fare scelte peggiori. E’ un po’ sorpreso del fatto che lo facciano in tre ma, dopotutto, si scusa e si giustifica a sua volta: Natasha non lo fa con i tre marinai? Non lo ha fatto anche con lui e Sibylle? Così ha deciso di accettare lo status quo, quantomeno per la durata della vacanza.
Arianna guarda il padre e si rende conto che sta parlando seriamente, gli occhi pieni di affetto per lei. Si alza e lo abbraccia stretto.

– Ti voglio bene papà. –

– Anche io banbina mia, anche io… –

L’applauso corale di Sibylle e Natasha li fa staccare leggermente imbarazzati. Arianna torna a sedere e la colazione prosegue. I quattro al tavolo meditano sul fatto che ora ogni cosa è nota e accettata, non c’è bisogno di sotterfugi, magari è meglio evitare la platealità ma tutto o quasi è consentito.

Dopo colazione, la Sophie prende il largo per recarsi verso un’altra isola: Creta. L’idea è di visitare i siti archeologici, fare shopping, prendere dei ricordini, dei regali. Le tre donne si mettono sui lettini come sempre a crogiolarsi al sole allegramente tutte e tre in topless, offrendosi agli sguardi ammirati dei maschi a bordo. Dopo un’ora circa, Sibylle si annoia e si volge verso Arianna, nel lettino di destra mentre Natasha è in quello centrale, per fare conversazione. L’argomento che più le interessa è ovviamente l’avventura notturna. Con tono complice le rivolge la prima domanda pruriginosa.

– Arianna, sbaglio o anche stanotte…? –

Lo dice sorridendo, alzando la mano per mostrare due dita alzate come nel segno di vittoria. Arianna capisce al volo e risponde:

– Sì… non so perché ma con quei due va a finire sempre in quel modo –

Ridacchia anche lei sollevandosi su un gomito verso le altre. Sibylle prosegue:

– E tu Natasha? Ne avevi tre tutti per te… magari … –

Natasha si toglie gli occhiali da sole e alza il busto facendo la faccia inorridita:

– No, no…non ci penso nemmeno. Anzi sono stata contenta che nessuno di loro mi ha chiesto… dietro. –

– Vuoi dire che i tre ragazzi hanno trascurato il tuo bel culetto? Non ci posso credere. –

– Beh, in realtà Mino ha provato a mettermi un dito dentro mentre mi scopava, lui sotto e io sopra, ma mi è bastato muovere le anche per fargli perdere la presa, e non ci ha più provato –

– Non pensare di salvarlo la prossima volta che sei con me e Alessandro… questa notte mi sei mancata, sai? –

La “minaccia” di Sibylle si stempera nel tono addolcito con cui pronuncia l’ultima frase, accompagnandola con una mano che posa sulla pancia della ragazza facendola poi scivolare verso il basso in una carezza lenta. Sinuosamente, le dita si addentrano sotto la poca stoffa del costume, fermandosi a stuzzicare il clitoride. Natasha emette un verso strozzato al tocco sapiente delle dita di Sibylle, sporge in alto il bacino per andare incontro alla mano e in quel momento è il turno di Sibylle, sempre così sicura, di stupirsi. Arianna, dall’altra parte, la imita e le loro dita si incontrano sulla fessura che inizia a inumidirsi.

– Ma…? –

Sibylle rivolge uno sguardo attonito ad Arianna che ricambia con un sorriso. E’ un attimo, gli sguardi dicono più delle parole. Con un sogghigno, Sibylle lascia spazio alla mano di Arianna e scivola più in basso, un ditino curioso che si insinua nello spazio tra le natiche cercando e forzando lievemente il buchino grinzoso. Natasha emette un gemito roco sentendosi penetrare contemporaneamente, davanti, da due dita di Arianna. La schermaglia dura pochi istanti, poi Sibylle ritira la mano imitata da Arianna, costringendo Natasha a protestare:

– Nooohhhh, mi piaceva. –

Un sorriso beffardo accomuna le altre due donne.
Dall’alto della barca, Jacques e Alessandro hanno visto, indisturbati, tutta la scena. Sottovoce Alessandro commenta:

– Ma che cazzo ha questo sole greco? State tutti a pensare sempre a quello. –

Jacques lo prende in giro:

– Perché tu no? Ho sbagliato a capire… tu, Sibylle… la ragazza… ?-

Con un sospiro Alessandro si arrende.

– Hai ragione, non posso certo fare la paternale quando anche io… –

Vedere sua figlia giocare con l’amica non l’ha sorpreso più di tanto. Una volta abituato all’idea che vada a letto con il suo amico Jacques e con Carlos, insieme, non è certo un giochino saffico a sconvolgerlo.
Ignare di tutto questo, le tre donne continuano a scherzare tra di loro e abbronzarsi. Già sono tutte e tre di un bel colorito bronzeo che si sta scurendo sempre più, solo il filo spostato di un costume rivela quanta sia la differenza rispetto all’inizio.

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