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– Vieni a casa da me alle nove in punto ok?
– Va bene, devo portare qualcosa?
– No’ci sarà tutto quel che occorre e vestiti da femmina per una volta
– Io vesto sempre con femminilità lo sai
– Ciao Marzia
– Ciao Luca

Marzia riaggancia e sorride, sarà una bella serata, si ripete dentro con allegria.
Doccia, tutte le sue creme passate con cura, il contorno occhi, un brufolino ucciso sul nascere, apre il suo armadio e guarda i suoi vestiti”Vestiti da femmina’ ripensa alle parole di Luca, gonna nera aderente di lunghezza al ginocchio alta in vita, con una camicetta di seta beige e scarpe nere di camoscio con un laccio alla caviglia ed un tacco generoso che ne valorizzava la lunghezza della coscia.
Due spruzzi di profumo nell’incavo dei seni e qualche smorfia davanti lo specchio che riflette la sua immagine avvolta nel fumo di una sigaretta dimenticata accesa sul davanzale della finestra.
Spostandosi va davanti allo specchio grande, posto sulla parete della camera da letto, riflette la figura intera ricontrolla il suo abbigliamento poi prende il cellulare e scatta una foto’
invia a: Luca
testo:
Vado bene?

Passano pochi secondi ed il bip della risposta la fa sorridere..
Sms in arrivo
Da: Luca
testo:
sei splendida, ti aspetto!

Mentre Marzia sale in macchina compie un gesto meccanico, mette l’auricolare e fa partire la chiamata
chiama: Luca

Il telefono squilla ma non ottiene risposta, allora alza il volume dell’autoradio ed inizia a canticchiare, non c’&egrave traffico, arriverà leggermente in anticipo non succede mai e la cosa la diverte, forse lo troverà ancora intento a prepararsi.

– Sono io Luca
– Vieni pure

Sale al terzo piano di uno stabile elegante nel centro di Milano, marmi rosa all’interno dell’ascensore che ha pareti di legno di noce scuro. La porta &egrave socchiusa, la spinge ed entra. Lui e nella grande sala subito dopo l’ingresso impeccabile nel suo completo grigio.

– Allora dove si va?

La domanda non ottiene risposta e Marzia rimane perplessa, lo sguardo di Luca &egrave serio su di lei mentre si aggiusta il nodo della cravatta.

– Ehi dove andiamo?
– Andiamo!
– Ma dove andiamo?
– Ho detto andiamo!

Il tono era serio, la voce bassa non ammetteva alcuna replica e Marzia pensò che doveva esserci stato un contrattempo, Luca era un uomo molto volitivo ma non le aveva mai lesinato ne un bacio ne un sorriso ed il suo comportamento apparve quanto meno anomalo.

– Sali in macchina
– Allora mi dici dove andiamo?
– Sali e lo vedrai, ho organizzato qualcosa apposta per te stasera.

Marzia non comprese ma entrò in macchina e si accese una sigaretta. Durante tutto il percorso Luca non aprì bocca e Marzia non disturbò quello che sembrava esserle un momento decisamente pesante.

Dopo circa mezzora arrivarono in un piccolo bosco nel quale si intravedeva un vialetto di ghiaia, il rumore delle ruote era piuttosto cupo e faceva il pari con la serata di pioggia che rendeva il luogo piuttosto scuro.

Luca aveva le chiavi della porta d’ingresso ed appena entrarono Marzia venne investita da una folata di calore, l’ambiente era piuttosto caldo.

– Vieni, ho una cosa da farti vedere
– Cos’&egrave?

La prese per una mano e con decisione la portò vicina al tavolo in cristallo che era posto al centro della sala. Una busta bianca formato A4′

– Aprila!

Marzia comprese che non era il momento di fare domande e con un po’ di apprensione apri la busta.
Con sua grande sorpresa la busta conteneva delle foto che la ritraevano in atteggiamenti da troia sul posto di lavoro con un suo collega’. il suo primo pensiero fu’. E adesso?

– Non chiederti come sono riuscito ad avere queste fotografie, chiediti piuttosto quanto sei troia ed &egrave così che verrai trattata stasera, se sarai brava avrai le tue foto e potrai distruggerle altrimenti tappezzerò il tuo quartiere con le tue immagini e tutti sapranno veramente che troia &egrave Marzia Darmiani’.Ora spogliati ed entra nuda in quella stanza c’&egrave un letto con sopra una benda, indossala, poi sdraiati a cosce aperte ed aspetta.

Marzia non rispose..non ne aveva la forza, ma capì che non aveva scelta, si spogliò e lentamente entrò. La benda era in tessuto elastico nero la prese tra le mani e se la mise sugli occhi poi, salì sul letto e si posizionò al centro con le spalle appoggiate alla spalliera in metallo argentato ‘si sistemò poi aprì le cosce come le aveva detto Luca.

Attese un tempo indefinito, diversi secondi o diversi minuti non facevano differenza, era in uno stato di soggiogazione talmente forte che la sua volontà era completamente annullata.

– Prego Signori entrate pure, lei &egrave Marzia, una troia di razza, una succhia cazzi, &egrave qui per soddisfare ogni vostro piacere, potete disporre di lei come preferite, culo, fica, mani lei saprà accontentarvi tutti’.le conviene. Marzia questi signori hanno pagato il giusto per averti a loro completa disposizione, dovrai compiacere tutti nessuno escluso o sai cosa ti aspetta. Bene Signori &egrave tutta vostra, se opporrà resistenza o non sarà brava potrete costringerla ma non credo che occorra.
– Davvero una gran troia Luca’
– Si proprio una vacca, complimenti’
– Ha la faccia proprio di una che il cazzo lo sa succhiare’

Sentì delle mani che iniziavano ad esplorare il suo corpo, la toccavano sulle labbra, sui capezzoli, la pancia, una mano si infilo sotto il suo culo ed iniziò a stringere una natica spremendola, un’altra le allargo la fica con due dita’

– Sei proprio una gran bella puttana, hai sentito Luca? Stasera devi farci godere tutti altrimenti lui avrà qualcosa da fare
– Ahahahahaha si notevole davvero, vediamo come se la cava se gli metto il cazzo in bocca’. Apri la bocca troia, ho qualcosa da farti succhiare’.

Si rese conto che la cappella moscia dell’uomo iniziò spingerle sulle labbra e le aprì iniziando a succhiarla piano per farlo crescere, mentre delle mani le tenevano le cosce spalancate ed un piccolo calore sulla fica le fece capire che qualcuno la stava annusando.

– Hai un profumo veramente da troia in calore Marzia, chissà quanti cazzi hai preso qui dentro! Ed il culo? sembra molto elastico farà un bel pompino al mio cazzo
– Bhe, io il mio gliel’ho infilato in bocca e sta facendo un buon lavoro, guarda come me l’ha fatto gonfiare’Adesso lecca un po’ l’asta troia e metti la lingua fuori dalla bocca così ci struscio meglio tutto il cazzo.

Marzia eseguì, era immobile sul letto con le cosce aperte ed un cazzo in bocca, doveva fare del suo meglio per mantenere la sua privacy.

– Prego signori non fatevi pregare usatela come meglio credete &egrave una gran troia, ve lo assicuro io, guardate come ingoia il cazzo, &egrave una vera pompinara.

La voce di Luca risuonò nella stanza mentre Marzia leccava lentamente con la lingua larga le palle dell’uomo.

– Ma questa troia &egrave davvero in calore, guardate come le si &egrave liquefatta la fica, sgorga umori come una fontana.
– Allora ti piace troia il cazzo in bocca eh? Succhialo! E mettilo bene in tiro perché dopo ho voglia di sborrarti nel culo’
– Visto che te lo fai succhiare, nel culo glielo spingo io a questa cagna, tanto ce l’ha così bagnato che non serve nemmeno il gel.

Marzia continuò a succhiare e leccare le palle dell’uomo avvertendo una cappella dura iniziare a forzare il culo, l’uomo era arrapato talmente tanto che tentò per due volte di spingerlo energicamente dentro ma il culo reso scivoloso dalla bava che le colava dalla fica fece in modo che il cazzo sbagliasse entrata infilandosi per due volte dentro il suo buco anteriore.

– Cazzo &egrave così bagnata dalla fica fino al culo che ci scivolo sopra, passami un fazzoletto che la voglio asciugare altrimenti non la sento nemmeno’.

Una mano le passò una salvietta forse di cotone tra le cosce, asciugando il lago dei suo umori ‘

– Adesso di allargo troia, stai ferma
– Si allargala bene che dopo ci passo io in quel culo aperto.

Questa volta l’uomo non andò tanto per il sottile e con una spinta forte le fece entrare quasi tutto il cazzo nel culo, tanto forte da farle uscire un lamento soffocato nella gola dal cazzo dell’altro.

– Gli hai dato una bella botta a questa troia, sono sicuro che le piaccia sta succhiando con forza, dagli qualche altro colpo come quello che poi sono pronto per infilarglielo nel culo.
– Hai sentito troia? Adesso esco aspetto che si richiude e poi te lo allargo di nuovo

Marzia era completamente indifesa ed in balìa di quei due cazzi quando sentì delle altre voci’.

– Dai spaccatela per bene che se lo merita
– Si fatele sentire il cazzo nel culo
– Sei una troia, una vera troia
– Sei una puttana da strada

Il cazzo si puntò nuovamente nel culo, ma questa volta le mani dell’uomo si infilarono sotto le natiche spingendole verso l’alto .

– Ecco adesso sei messa nella posizione giusta, pronta a prenderlo in culo quando deciderò di infilarcelo.

Il cazzo dell’uomo che sentiva appoggiato sulla cappella ebbe uno scatto in avanti e la penetrò per metà asta.

– Prendi troia, prendilo tutto fino alle palle
– Spingilo fino in fondo che io faccio lo stesso in gola, questa troia se lo merita davvero.

I due cazzi iniziarono a pomparla velocemente, sentiva i coglioni di uno dei due sbattere sulle natiche, mentre l’altro era sopra di lei e gli spingeva il cazzo in gola dandole il senso di soffocamento, Marzia comprese che doveva succhiare meglio, doveva roteare la lingua intorno la cappella doveva dargli il massimo piacere altrimenti lui non l’avrebbe lasciata respirare’.. Poi di colpo si tolsero’.contemporaneamente lasciandola con il culo e la bocca aperti’.

– Adesso voglio io il culo, tu prenditi la bocca che &egrave un vero pozzo’
– Si cambiamo che il culo mi ha stufato..

I due uomini invertono le loro posizioni’

– Sei davvero larga troia, ti ha fatto il culo per bene, io ho il cazzo più largo e farò di meglio ma ti voglio prendere a pecora..girati! Lo avrai preso tante volte a pecora

Marzia senza dire una parola si girò e si mise a pecora.

– Allarga bene le gambe e spingi dietro il culo che entro meglio troia!
– Dai infilaglielo in culo che come apre la bocca gli ci metto il mio di cazzo.
– Esegui bene quello che ti chiedono di fare altrimenti l’accordo salta Marzia, fatti inculare come desiderano.

La cappella dell’uomo era davvero più larga di quella precedente ma era esperto e la spingeva piano, con cura, facendosi strada nel culo già aperto di Marzia; dopo qualche colpo lento sfilò il cazzo ed osservò il buco del culo che si contraeva poi, di colpo glielo sbatté dentro appoggiandole le mano sulla schiena all’altezza dei reni per costringerla ad inarcarsi. Marzia emise un lamento ma la sua fica inizio a sgorgare umori argentati che ad ogni colpo dondolavano bagnandole l’interno delle cosce; l’altro uomo le aveva preso la testa tra le mani e le stava scopando velocemente la bocca andando avanti e dietro con il bacino.

– Tra un attimo ti sborro in bocca troia’..ti sborro in bocca

Il cazzo iniziò a pulsare e Marzia capì che l’eiaculazione era vicina, quindi per agevolarla iniziò a succhiare ancor più voracemente’l’uomo le venne in bocca riempiendola di sborra e spingendo con le mani la obbliga ad ingoiare, incitando l’altro a schizzarle nel culo.

– Dai schizzale nel culo che se lo merita.

Disse mentre la costringeva tenendole la testa ferma a succhiare il cazzo che si stava smosciando.
Quelle parole dette dall’uomo con il respiro corto dovuto all’orgasmo, fecero si che la fica completamente piena di umori iniziasse a contrarsi. Marzia intuì che stava suo malgrado per godere ed iniziò ad indietreggiare con il corpo per permettere al cazzo di incularla più profondamente; sentì le mani dell’uomo irrigidirsi ‘stava sborrandole in culo ed anche lei venne’.

– Ragazzi a questa troia non &egrave ancora bastato il lavoretto
– Spostati che il culo lo voglio anche io, ma &egrave troppo largo passami il vibratore che le riempio la fica così me lo stringe meglio

L’uomo la girò sulla schiena mettendola supina sul letto ed un vibratore acceso venne strusciato sul suo clitoride diventato turgido.

– Lo hai bagnato tutto troia, stai gocciolando come un rubinetto
– Dai inculatela
– Questa troia vale la somma che abbiamo pagato ed ha un culo insaziabile di cazzo

L’uomo si abbasso con il viso e le sputò sul buco del culo che si contrasse poi rialzatosi le afferrò le caviglie con una mano e le portò verso l’alto esponendo entrambi gli orifizi

– Troia allarga il culo con le tue mani

Marzia allungò le mani e con le dita allargò le natiche;

– Adesso va bene puttana, sei pronta per prenderlo in culo!

Spinse il suo cazzo nel culo ed il vibratore nella fica nello stesso istante, muovendoli contemporaneamente, lentamente per qualche colpo, poi pian piano resosi conto che entrambi i buchi si erano allargati accelerò; lo sciacquettio del cazzo finto nella fica era udibile distintamente per tutta la stanza; un’ altra cappella si posò trasversalmente sul viso di Marzia ed iniziò a schiaffeggiarle le guance, una mano le girava alternativamente la testa a destra e sinistra in modo tale che il cazzo potesse colpirla su entrambi i lati del viso, poi si posò sulle labbra.
Capì che era il momento di dischiuderle ed incominciando a succhiare la parte centrale dell’asta, riconobbe la voce di Luca…

– Questo &egrave quello che ti meriti brutta troia, hai soddisfatto questi cazzi, li hai succhiati e ti hanno inculata, ti hanno schizzato in culo ed in bocca, ed hai sborrato anche tu come prevedevo, perché sei una lurida troia. Adesso concludo l’opera sborrandoti in bocca anch’io, ho voglia di riempirti la gola, dovrai inghiottire tutto fino all’ultima goccia e mi pulirai per bene la cappella, poi ‘ avrai quelle fotografie.

Luca le infilò il cazzo in bocca fino alle palle e lo tenne fermo li costringendola a respirare con il naso, la bocca della donna tentava di succhiare, di muovere la lingua ma le era impedito dalla profondità raggiunta dalla cappella che le sbatteva sull’ugola.
Dopo un po’ Luca iniziò a spingerle il cazzo in gola, lentamente, dalla cappella alla radice, tenendole ferma la testa con le mani; la lentezza del movimento le faceva sentire le contrazioni di piacere provate dall’uomo.
La bocca di Marzia portò all’orgasmo Luca che le scaricò la sua sborra in gola’.bevve tutto come ordinato non senza difficoltà, mentre quello che la inculava le schizzava sulla pancia…..

Questo era il prezzo della sua privacy, del suo essere profondamente troia.
Marzia dopo quella sera passò un mese tranquillo, la sua vita era ripresa normalmente, il lavoro, la palestra, le cene con le amiche ma la storia con Luca era finita; aveva avuto le fotografie che la ritraevano in atteggiamenti inequivocabili con un collega di lavoro della società dove lavorava come segretaria.

Un venerdì sera le era stato comunicato dal direttore generale che per il successivo lunedì mattina avrebbe dovuto preparare la sala riunioni, ci sarebbe stato un incontro di alto livello per la firma di un contratto molto vantaggioso per la società. Marzia quella mattina si vestì scegliendo accuratamente l’abbinamento dei colori scelse una gonna nera al ginocchio plissettata ed una camicia di seta bianca, le calze erano velate autoreggenti con un pizzo molto discreto che le fasciava la parte alta delle cosce, un immancabile sandalo nero di pelle con il suo solito tacco 12.

Raggiunto l’ufficio, iniziò a posizionare la documentazione preparata nelle cartelle di pelle nera poste sul tavolo di cristallo fumé, alle 10 in punto, come le era stato precedentemente riferito, entrarono i convenuti; il suo direttore generale Carlo, un uomo brizzolato sulla cinquantina, alto 1 metro e 90, fisico asciutto, sempre impeccabile nel suo gessato blu, seguito da altri due uomini, entrambi coetanei del primo che portavano due voluminose valige di cuoio, probabilmente contenenti i progetti da controllare prima della sottoscrizione del contratto. Una volta seduti iniziarono la discussione sugli aspetti legali ed economico finanziari del contratto. Marzia si accorse che lo sguardo di uno dei due intervenuti (quello che sembrava avere una posizione superiore) si posava spesso sulle sue cosce e sui suoi seni ma non gli diede peso, era abituata ad esser guardata, era una bella donna.

Dopo circa un’ora di discussione Fabrizio, il responsabile della piccola delegazione chiese al suo collaboratore Cristiano di uscire per discutere di alcuni particolari molto riservati con Carlo. Appena uscito, Fabrizio rivolgendosi a Carlo disse:

– Dott. Saronno, come lei ben sa questo contratto risolverebbe molti dei problemi economici della sua azienda, pertanto vorrei inserire una clausola accessoria nel contratto, ovviamente con il suo benestare, a tal proposito vorrei farle visionare questo video che le renderà più agevole l’accettazione della condizione, cosa ne dice?
– Certo Dott. Levia, non ci sono problemi, abbiamo un ottimo proiettore in sala, Marzia oscuri pure le finestre ed inserisca il DVD nel lettore.

Marzia si spostò dall’angolo dal quale presenziava all’incontro e fece il giro della sala tirando le tende senza che gli occhi di Fabrizio le si staccassero mai di dosso, poi si piegò tentando di non evidenziare troppo le sue forme, premette il bottone di apertura del cassettino del lettore ed inserì il supporto ricevuto.

– Bene adesso venga pure qui vicino Marzia ‘ disse Fabrizio ‘ sarà interessante conoscere il suo punto di vista sulla proiezione, mi hanno riferito che lavora qui da diversi anni, sono sicuro che capirà che l’offerta che formulerò sarà piuttosto proficua.

La proposta la lusingava ed acconsentì mentre si sistemava la scollatura della camicia in seta bianca. Carlo diede il via al filmato con il telecomando e le prime immagini provocarono in lui una scarica adrenalinica’. Il video riproduceva la ‘famosa’ serata di Marzia con Luca ed i suoi amici. La donna era atterrita, le sembrava di esser stata catapultata in un incubo; era rimasta in piedi in mezzo ai due uomini con le braccia lungo il corpo senza aver la forza di dire una parola, era paralizzata’ mentre le riprese continuavano, sentiva le mani dei due uomini infilarsi sotto la gonna risalire verso il culo e la fica con risolutezza, una delle due, non capì quale, si soffermò sulle cosce all’attaccatura dell’inguine, l’altra puntò decisamente verso il culo, il tutto nel più assoluto silenzio da parte sua e tra le risa di approvazione ed i commenti spinti dei due uomini. Una mano allargò le labbra della fica, con due dita vi frugò dentro con calma poi ne uscì e le pizzicò il clitoride esponendolo fuori dal cappuccio ed iniziò a titillarlo con un dito. Fabrizio chiese un bicchiere d’acqua e Carlo chiese a Marzia di portarne due. La donna sentì le mani scivolare via dalla sua carne ed andò verso il frigorifero posto dall’altro lato della stanza, non riusciva a guardare lo schermo ma poteva ascoltarne l’audio. Prese due bottiglie di acqua e due bicchieri di cristallo presenti sul vassoio argentato, ritornò sui suoi passi e posizionò tutto sul tavolo, esattamente tra i due uomini, poi rimase ferma, a testa bassa.
La voce di Claudio risuonò secca:

– Marzia! Avrebbe dovuto versare l’acqua, non &egrave certo questo il modo di comportarsi davanti ad un ospite che sta offrendo un contratto che salverà anche il suo posto di lavoro, per questo verrà punita.

L’uomo si alzò dalla poltrona di pelle nera, si posizionò esattamente alle spalle della donna ed afferrandola con entrambe le mani la fece piegare fino a che non poggiò le mani sulla superficie fredda del tavolo; Claudio le alzò la gonna plissettata fin sopra le reni, guardò Fabrizio e con la mano destra colpi violentemente entrambe le natiche della donna che emise un suono gutturale di sorpresa mentre i suoi capelli neri seguirono l’andamento del corpo in avanti per il colpo ricevuto.

– Credo, anzi sono sicuro, che lei debba essere più cordiale e professionale nei miei confronti,soprattutto in presenza di altre persone. Mi scusi Fabrizio, spero non me ne vorrà se approfitto della situazione per educare la mia collaboratrice.

L’altro rise e continuò a guardare il video e contemporaneamente spostò il perizoma sul lato destro dell’inguine di Marzia’. Non si preoccupi Dott. Saronno, faccia quello che deve fare.

Carlo riprese a colpire il culo di Marzia con dei colpi cadenzati, ora su di un gluteo ora sull’altro, Fabrizio invece nello stesso momento, spingeva due dita all’interno della fica della donna, ruotandole prima a destra e poi a sinistra come per saggiarne la consistenza.
Le natiche della donna andavano via via arrossandosi, le sentiva bruciare ma non osava opporsi a quanto le stava accadendo, l’uomo continuava nella sua punizione a volte fermandosi e commentando le immagini

– Bene Dott. Saronno, questa &egrave la mia proposta’la sua azienda avrà il contratto, ma la sua segretaria sarà parte di esso, come ben vede &egrave una vera troia e verrà utilizzata come tale da me e da ogni mio collaboratore su mia autorizzazione, le immagini sono piuttosto esaustive e non credo che la sua collaboratrice abbia intenzione di non accondiscendere’sarebbe una cosa stupida oltre che pericolosa per la sua reputazione. Ora Marzia, per iniziare, mentre noi discutiamo dei dettagli dell’operazione lei s’inginocchi, vada sotto il tavolo e succhi bene i cazzi, vogliamo il massimo dalla sua bocca, inizi da quello del suo ex direttore, alternandosi tra i due.

Carlo rise divertito, riprese il proprio posto ed una volta seduto fece scorrere la zip dei pantaloni verso il basso estraendo il proprio cazzo duro non estremamente grande ma importante, con le vene gonfie ed una grossa cappella rosso scuro, la stessa cosa venne compiuta da Fabrizio che aveva un cazzo meno largo di quello di Carlo ma leggermente più lungo; Marzia lentamente scese sulle sue ginocchia si infilò sotto il tavolo vide i due cazzi già in tiro, Fabrizio lo menava lentamente con la mano, come ordinatole si girò verso quello di Carlo, scappellandolo con la mano destra ed iniziando a leccare la cappella con moto circolare della lingua tenuta morbida per dare il massimo piacere. La voce dell’uomo al quale stava succhiando il cazzo non tradiva alcuna emozione, continuava ad analizzare e discutere ogni punto del contratto, dopo alcuni minuti, con un gesto di una mano allontanò Marzia dal cazzo facendole capire che doveva dedicarsi al cazzo dell’altro, lei si stacco, colmo il poco spazio che la separava dall’altro ed una volta raggiunto lo prese in bocca cingendolo con le labbra e succhiando con forza la cappella, Fabrizio dopo qualche secondo le poggiò una mano sulla testa e mentre obiettava su di un’opzione fiscale del contratto, gliela spinse con forza facendoglielo ingoiare quasi fino alle palle’.

– E’ così che devi succhiarmelo Marzia, prendendolo in gola fino ai coglioni, devi tenerlo in bocca fino dove riesci ad arrivare succhiare e girare intorno con la lingua, non &egrave difficile’..devo proprio insegnargli tutto a questa troietta ‘ disse rivolgendosi a Claudio e continuando a tenere una mano sulla testa della donna.

La discussione andava avanti e la donna come le era stato detto si alternava tra i due cazzi, dopo circa 15 minuti di questo trattamento i due uomini raggiunto il completo accordo sottoscrissero il contratto, si diedero la mano Claudio alzandosi affermò che era giunto il momento di dedicarsi al piacere che sia lui che Fabrizio avevano moderato durante la discussione contrattuale.

– Io direi che &egrave arrivato l’ora di scoparci seriamente questa troia Fabrizio, ho il cazzo ben duro ed ho voglia di sbatterglielo dentro.
– Fai pure caro Claudio, &egrave il suo ultimo giorno di lavoro in questa società da domani si cambia, pertanto non ho problemi ,se vuoi fottertela accomodati pure.

I due uomini si alzarono, entrambi con i cazzi che svettavano verso il cielo, bagnati dalla saliva di Marzia, lei rimase sotto il tavolo a carponi, aveva il rossetto spalmato intorno la bocca tanto da sembrare un clown ed il rimmel era leggermente colato agli angoli degli occhi a causa dello sforzo prodotto per prendere in bocca tutto il cazzo di Fabrizio; venne invitata da Claudio a rialzarsi ed a sdraiarsi sul tavolo supina.

Lentamente la donna riapparse, si alzò, aveva la gonna stropicciata e sollevata, incastrata nel perizoma, tanto da lasciarle in bella vista il culo, appena fu eretta Claudio senza dir nulla la afferrò con decisione alle spalle spingendola sul tavolo e le divaricò le cosce ponendo le sue mani all’altezza delle ginocchia, con un gesto vigoroso le strappò via il perizoma e glielo introdusse in bocca non voleva che qualche suo collaboratore sentisse qualcosa, fece scivolare le mani dalle ginocchia alle natiche, le allargò..

– E’ l’ora di farti il culo Marzia!

Avvicinò il cazzo duro al culo con un movimento del bacino lo strofinò sulla fica e poi con un solo colpo le fu totalmente dentro facendo sbattere le grosse palle depilate sulle natiche, rimase fermo qualche secondo poi uscì replicando l’ingresso violento per una decina di volte. Compiaciuto, guardò il culo dilatato dai colpi del suo cazzo che pian piano si richiudeva, sogghignò attese fino a che non si era totalmente ristretto ed entrò di nuovo fino in fondo, la donna a causa delle mutande infilate in gola non emetteva nessun suono se non un qualcosa di gutturale incomprensibile. Claudio una volta piantatole tutto il cazzo nel culo prese a muoversi con decisione, Fabrizio si pose lateralmente alla faccia di Marzia, tolse le mutande infilate in bocca.

– Prendilo, &egrave meglio che metti questo in bocca invece che del volgare tessuto! Da oggi posso disporre come voglio di te nelle ore lavorative &egrave nel contratto, quindi se ci tieni al tuo sostanzioso stipendio ‘sono sicuro di esser stato chiaro.

La donna girò subito il viso in direzione dell’uccello prendendo in bocca soltanto la cappella, in quella posizione non poteva prenderne di più sebbene si stesse sforzando; l’uomo le mise una mano sulla testa schiacciandola verso il tavolo in modo tale che fosse ferma ed iniziò ad affondare il cazzo nella sua bocca fottendola esattamente come se le avesse riempito uno dei buchi sotto, dapprima lentamente poi aumentò, pompandola con vigore facendole sbattere la cappella contro la parte interna della guancia in modo tale che si vedesse anche dall’esterno il cambiamento imposto dalla pressione del membro.

Claudio sveltì lo stantuffare nel culo della donna sentiva che stava per sborrare, spostò le mani dalle caviglie della donna, le fece risalire fin quando non arrivò ad abbrancarle le tette che strinse tra le mani, quando fu sull’orlo dell’orgasmo lo tirò fuori eruttando tutta la sua crema bianca con dei lunghi schizzi che raggiunsero la pancia della donna imbrattandole la gonna e parte della camicia, poi lo rimise nuovamente nel culo fin quando iniziando ad ammosciarsi, le uscì lasciando un filo di sborra che collegava il culo alla cappella.

Fabrizio affrettò anche lui il movimento, sfilando il cazzo dalla bocca, con uno scatto salì sul tavolo e si pose dietro la testa di Marzia premendole le palle sulle labbra, la donna capì che doveva succhiarle ed aprì al massimo la bocca per prenderle entrambe senza riuscirci.

– Passaci la lingua

Iniziò subito a farlo con foga mentre lui si segava velocemente in cazzo poi si spostò indietro e mentre le teneva la faccia ferma iniziò a sbattere con forza il cazzo sul volto di lei colpendola sulle labbra sul naso e su entrambe le guance, in questo modo inusuale, le butto in faccia inaspettatamente tutta la sborra che aveva, spargendola su tutto il viso ed anche sui capelli, sporcandosi anche un po’ la mano, Marzia cercava di far si che le gocce le cadessero in bocca, invano, i colpi facevano colare la sborra in un ampio raggio. Quando terminò, l’uomo visibilmente contrariato disse

– Maledizione’.puliscimi bene, toglila tutta e pulisci anche il tavolo!

Ed avvicinò la mano alla bocca di Marzia. Lei mosse la lingua come una scopa raccogliendo tutto quello che era sulla mano per deglutirlo, poi si dedicò al tavolo.
I due uomini si ricomposero, lasciando Marzia immobile e sporca sul tavolo, Fabrizio tirò fuori dalla tasca interna della giacca il suo cellulare e chiamo il collaboratore che aveva fatto uscire in precedenza, chiedendogli di rientrare. Appena l’uomo entrò il suo sguardo si incrociò con quello di Fabrizio che scoppiò a ridere

– Visto Cristiano? Come ti avevo detto non ci &egrave voluto molto, Claudio &egrave una persona intelligente ed ha capito, ci siamo divertiti molto, lei invece &egrave la troia che tutti e tre sappiamo e da tale si &egrave comportata. Ora pisciale addosso e lavala.

Cristiano ridendo si avvicinò al corpo della donna, tolse il cazzo dai pantaloni ed iniziò a far zampillare la sua urina sui vestiti di lei, cercando di indirizzare il getto sulle parti macchiate di sborra, Marzia completamente soggiogata non aveva alcuna reazione, guardava il cazzo dell’uomo riversarle addosso i suoi liquidi mentre lui continuava a guardarla tra le cosce esposte, ed appena finito si rivolse al suo capo..

– Fabrizio, mi &egrave venuto duro posso usarla anch’io?

Ricevuto l’assenso si avvicinò alle cosce spalancate di Marzia, osservò il culo che appariva arrossato e dilatato:

– Le avete fatto proprio un bel lavoro, domani avrà ancora il culo largo, se non vi dispiace provo la fica mi sembra l’unico buco che non &egrave stato utilizzato’.
– Fai godere anche lui Marzia, comportati in modo che abbia la sua parte di piacere.

La donna non si mosse, il cazzo diventato completamente duro, penetrò come un coltello caldo nel burro che sgorgava dalla sua fica, Cristiano, conficcava velocemente il pisello nella passera bagnata di lei, i colpi facevano svolazzare i plissé della gonna, Claudio con il suo Iphone scattò delle foto, sarebbero entrate nel suo personalissimo album dei ricordi.

L’ultimo uomo non ci mise molto a raggiungere l’orgasmo a causa della velocità con la quale spingeva dentro di lei, spostò la mano destra dal tavolo e le infilò due dita nel culo, riempiendola totalmente; la posizione non era delle più comode ma disse che in quel modo sopperiva al fatto che Marzia essendo molto bagnata non gli avvolgeva perfettamente il cazzo e quindi scivolava troppo..dopo qualche minuto lo tirò fuori dalla fica, tolse le dita e lo spinse nel culo, poi colpi veloci e le sborrò dentro.
Finita l’inculata ripose il cazzo nei pantaloni, la sala puzzava di sesso, sigaro alla vaniglia ed ormoni, Claudio porse della carta scottex a Marzia per pulirsi..

– Tieni troia, ne hai bisogno, vai in toilette a sciacquarti e torna qui in modo decente.

La donna devastata nell’orgoglio e nella volontà, si sollevò dal tavolo e si diresse verso il bagno, richiudendo la porta dietro di se, Cristiano ebbe un sussulto, come per impedire la chiusura ma Fabrizio intervenne:

– Tranquillo, siamo solo all’inizio, ha molto da imparare, lasciale chiudere la porta ‘ poi si rivolse a Claudio- Dunque come pattuito Marzia viene assunta dalla nostra società, quando esce la mandi pure a casa, le dica che domani mattina alle 8 in punto ci sarà una macchina ad aspettarla davanti al portone e riceverà istruzioni.

I tre uomini, mentre Marzia era ancora in bagno, si salutarono con una stretta di mano e lasciarono la sala, quando lei uscì dal bagno trovò Sofia ( la segretaria del Vice Direttore) ad attenderla’.

– hai avuto il tuo battesimo’benvenuta!
La mattina successiva, Marzia scoprì che il suo nuovo impiego era in un grattacielo nel centro della città, il suo ufficio era all’ultimo piano e le era stato accordato un ottimo stipendio, dall’altro canto era stata assunta per essere la segretaria ‘tuttofare’ dell’amministratore delegato Fabrizio Levia.

Al termine della mattinata lavorativa Fabrizio la informò che come consuetudine della società, era stato organizzato un rinfresco pomeridiano per darle il benvenuto, al quale erano invitati numerosi collaboratori della azienda, l’appuntamento era per le 18 in un esclusivo locale della zona, dopo di ché la liberò e la mandò a casa.
All’orario prestabilito, Marzia entrò nel club e venne accolta da uno dei camerieri che dopo averle preso il soprabito la accompagnò all’interno della sala riservata; erano già tutti presenti, riconobbe la sua collega Fiorella ed altri collaboratori e dirigenti impiegati nel suo stesso piano, ovviamente c’era anche Fabrizio che le andò incontro.

Benvenuta Marzia
Buonasera Dott. Levia
Come vede ho dato disposizioni affinché al suo party di benvenuto partecipasse il fior fiore della società che dirigo; lei riveste un ruolo molto delicato all’interno dell’organigramma societario e quindi voglio che tutti la possano conoscere in un’ occasione extra lavorativa, per cementare l’unione necessaria affinché si raggiungano gli obiettivi. Non mi deluda
La ringrazio per la disponibilità Dott. Levia, farò del mio meglio.
Ne sono sicuro, quindi vada verso quel tavolo, quello dov’&egrave ora Fiorella, e la aiuti a servire da bere ai presenti.
Ma’.
Vada Marzia!

Fabrizio nella sua ultima frase aveva appena alzato il tono della voce, divenuto freddo e deciso, Marzia girò su se stessa e si diresse verso Fiorella. Appena raggiunta la collega, questa senza guardarla le porse un vassoio d’argento con sopra sei flute appena riempiti del miglior champagne francese il Cristal, Marzia tentennò non capiva ma la donna le appoggiò un bordo lungo del vassoio sui seni premendoglielo contro, per farle capire che doveva afferrarlo, Marzia in modo automatico alzò entrambe le mani, prese il vassoio e guardò in direzione di Fabrizio che le fece cenno di avvicinarsi.

Percorse la decina di metri che li separavano lentamente per non far cadere nessuna goccia della costosa bevanda non alzando mai gli occhi dai calici, Fabrizio le si avvicinò, ne prese uno e le diede le spalle lasciandola bloccata su quel largo riquadro di marmo nero, non sapeva cosa fare quando la voce di un collega la risvegliò dal torpore

– Su Marzia, datti da fare, servi i tuoi ospiti

La donna iniziò a circolare per la sala tra i presenti, nel suo camminare veniva pesantemente apostrofata ed invitata a riempire i bicchieri.

– Marzia non farci aspettare…..
– Marzia come cameriera non vali un cazzo, forse come troia varrai qualcosa.

Quella frase detta ad alta voce da Fabrizio diede il ‘la’ …. mentre ritornava con il vassoio vuoto verso il tavolo bar, diversi presenti iniziarono a palpeggiarla trattenendola ora per un braccio ora bloccandola per le spalle; Due uomini la tennero ferma facendole capire con chiarezza che non avrebbe dovuto muoversi… Le mani passavano dalle tette alle cosce al culo con una velocità tale che le fece perdere il conto di quante fossero le mani che la stavano toccando…era ferma al centro della sala mentre le giravano intorno una decina di uomini che a turno si dedicavano alle sue gambe ed ai seni, chi stringendole con forza chi accarezzandole più dolcemente..si era creato un tacito accordo tra gli uomini che non avrebbero toccato inizialmente fica e culo. Le tette erano state fatte uscire dalla scollatura del vestito ed i capezzoli venivano toccati leccati e morsi.

Si spensero tutte le luci ed un unico faretto rimasto acceso la illuminava nella totale oscurità della stanza, fu in quel momento che sentì due mani da dietro alzarle la gonna e subito due dita entrarle con decisione nella fica lateralmente dal perizoma roteare dentro per qualche secondo per poi essere ritratte immediatamente e mostrate ai presenti come un trofeo appena conquistato.

– Marzia prendi degli altri bicchieri, gli ospiti hanno sete

Capì che che avrebbe dovuto andare a prendere un altro vassoio passando tra i presenti, senza proferire una parola inizio a muoversi ricevendo dei palpeggiamenti sul culo scoperto, non aveva la possibilità di sistemarsi, uno dei tanti le si avvicinò da dietro ed afferrandole entrambi i seni li strizzò ridendo, passandole la lingua sul collo poi la girò e le mise il palmo della mano esattamente tra le cosce, premendo sulla fica, tenendola li ferma senza staccarle gli occhi di dosso per dei momenti che le sembrarono interminabili

– Hai la fica gonfia, sarà un piacere averti come vicina di scrivania, vai pure a servire da bere e portami due flute di champagne

Marzia, rossa in viso per il trattamento fin li ricevuto afferrò dalla base i due calici richiesti e ritornò verso chi li aveva ordinati, sempre illuminata dallo spot di luce fredda che qualcuno manovrava dall’altro lato della sala. Mentre era sul punto di porgerli a chi li aveva richiesti si trovò di fronte un altro uomo fino ad allora rimasto nell’ombra che le fece aprire le braccia verso l’esterno appoggiandole il cazzo duro sotto i pantaloni sulla pancia, spingendo per farle sentire la potenza dell’erezione che stava avendo, subito un altro le arrivò dietro anche lui con il cazzo in tiro che incastrò nello spacco tra le due natiche…era immobile in piedi con due maschi che le pressavano i loro bastoni pulsanti addosso.

– Questa troia può servire ad altro….&egrave arrivato il momento di scoparcela…..Ora Marzia farai godere chi vorrà usare i tuoi buchi

Era Fabrizio…fece cenno ai due uomini che la stringevano in sandwich e loro la presero per le cosce e le braccia, lei mollò la presa, facendo cadere i bicchieri che aveva in mano.

– Per questo verrai punita troia, non si spreca dell’ottimo champagne.

Si ritrovò appoggiata con la schiena sulla penisola presente in sala sgombrata dalle bottiglie, esattamente con la fica ed il culo sul bordo corto, le misero una benda di seta nera che le impediva di vedere le vennero sfilate le scarpe e fatte poggiare le piante dei piedi sugli angoli per essere in equilibrio ma sopratutto per esporre la larghezza intima a tutti.

Un primo uomo le si avvicinò sul lato destro della testa gliela girò e senza pensarci due volte le sbatt&egrave la cappella dura sulle labbra

– Inizia a succhiare questo…..le disse sorreggendole la testa in quella posizione anomala. Il cazzo, durissimo, le riempiva tutta la bocca viste le grandi dimensioni della cappella; l’uomo con la mano appoggiata sulla sua nuca le muoveva a proprio piacimento la testa facendola dondolare sul cazzo che spariva con voracità nella sua bocca, nello stesso momento le venivano messe due cavigliere di pelle con alle estremità dei moschettoni che vennero ancorati a due occhielli posti ai lati della penisola mentre una sbarra in ferro le era stata fissata all’altezza delle sue ginocchia divaricandole al massimo, praticamente le era impedito qualsiasi movimento di chiusura delle cosce. Appena bloccata un uomo iniziò a schiaffeggiarle la fica, ad ogni colpo della mano l’altro, quello che se lo stava facendo succhiare, affondava il colpo nella sua bocca. La situazione andò avanti per qualche minuto quindi l’uomo che le stava usando la bocca, le sfilò l’uccello dalle labbra…

– Adesso ci divertiamo con il tuo culo

Si spostò tra le sue cosce ed altri due si avvicinarono iniziando a toccarle le tette, uno dei due con la mano le abbrancava tutto il seno destro massaggiandolo dalla base alla punta del capezzolo, compiacendosi per quanto era sodo poi le infilò il pollice e l’indice della mano destra in bocca dicendole di insalivarle e con le dita zuppe iniziò a toccare il capezzolo, l’altro aveva estratto l’uccello dai pantaloni e glielo strusciava sulla tetta dalla sua parte a volte sbattendoglielo in faccia, infilandolo tra le labbra, ritraendolo mentre lei iniziava a succhiare facendole colare la saliva sulla guancia.

Il cazzo del primo le entrò nel culo sorprendendola, senza tentennamenti le si piantò dentro fino alla radice rimanendo fermo in quella posizione per qualche secondo, poi lo tirò fuori e lo spinse nuovamente dentro ancor più forte iniziando a pompare come un toro che monta la sua vacca…..pochi colpi e lo sfilò, spostandosi velocemente di lato iniziò a sborrare con dei fiotti copiosi che la colpivano sul viso mentre roteava la lingua sui coglioni dell’altro; la sborra cremosa le colava sull’angolo della bocca fin sul mento qualche goccia finì sulla sua lingua.
– Adesso tocca a me….. disse l’uomo che le infilava la cappella in bocca…mi prendo la fica perch&egrave il culo &egrave ancora largo, se si restringe vedremo…

La fica di Marzia venne allargata con le dita ed il cazzo puntò diretto all’apertura, non le entrò del tutto, questo era esperto, si lavorava solo la cappella, faceva entrare il cazzo tenendolo in mano ma non oltre la sua parte sensibile tirandolo fuori spesso per farlo sbattere come un frustino sul clitoride della donna per poi inzuppare nuovamente la cappella. Quello che le massaggiava il capezzolo le disse di segarlo, lei iniziò un su e giu veloce ma l’uomo voleva fosse più lento e le mollò un buffetto sul viso. Altri tre giovani ragazzi si misero in fila davanti alla sua bocca, erano molto giovani e si alternavano per farselo succhiare. Quello tra le cosce prese ad affondare il cazzo fino in fondo dicendo che voleva che lei li facesse venire prima che sborrasse anche lui, quindi doveva succhiarli aiutandosi con la mano libera per segarli. Marzia eseguì i primi due sborrarono velocemente il primo imbrattandole il viso mentre il secondo subito dopo diresse gli schizzi sul seno. A quel punto parti un applauso dei presenti che si complimentavano per quanto fosse troia ed ubbidiente. Il terzo durò più a lungo e mentre quello che la scopava cambiando repentinamente buco le entrò di botto nel culo iniziando a stantuffarla, le salì sopra la faccia facendosi leccare le palle dure e gonfie. Più i colpi erano veloci e profondi nel culo più doveva aumentare la stimolazione dei coglioni mentre lui se lo menava gustandosi il lavoro di lingua. Sborrarono all’unisono uno nel culo penetrandola nello stesso momento con due dita in fica l’altro si resse sulle braccia e diede infine due affondi in bocca per scaricarsi in gola rimanendo dentro fino all’ultima goccia.

Era rimasto l’ultimo quello che stava segando… le sganciò le cavigliere e la fece scendere dalla penisola la mise a novanta con la pancia appoggiata sul legno, si sfilò la cravatte e le legò i polsi dietro la schiena e prese a schiaffeggiarle il culo, aveva una mano importante e riusciva a prenderle entrambe le natiche ad ogni colpo arrossendola in poco tempo.

– Questo &egrave perch&egrave hai fatto cadere i due calici di Cristal brutta troietta!

La mano sinistra dell’uomo si abbatteva senza remore sulla carne di Marzia, mentre con l’altra le teneva fermi i polsi sulle reni spingendola contro il tavolo, di tanto in tanto le dita frugavano nella fica esposta di lei.
Dopo alcuni minuti si fermò, le guardò le natiche rosse e decise che era il momento di prenderla; era esperto, consapevole che i colpi avevano fatto affluire una notevole quantità di sangue gonfiandole la fica, scelse prima quella parte dando una decina di colpi veloci poi passò al culo anche qui con poche entrate profonde poi ritornò di nuovo nella fica

– Ormai troia sei talmente larga che entro come un coltello nel burro!

Le spinte nel culo diventarono più ravvicinate e forti, i coglioni le sbattevano sulle gradi labbra e le cosce le si schiacciavano sul bordo arrotondato della penisola lasciandole dei segni rossi giusto all’attaccatura dell’inguine. Pochi secondi e l’uomo le sborrò sulla schiena con dei potenti getti che le raggiunsero le mani insinuandosi tra le dita; si portò sul lato destro di Marzia e le ordinò di ripulire per bene il cazzo inghiottendo tutto.

La voce di Fabrizio risuonò nella stanza da un angolo buio, era stato li a godersi la scena messa in atto sulla sua troia segretaria…

– Mi raccomando Marzia domani alle 9 in ufficio…e sia precisa! Era accaldata, il sole d’agosto aveva reso la sua pelle appiccicosa, Marzia in quella camera d’albergo aveva necessità di una doccia. Fabrizio spedendola a Bologna le aveva le affidato un importante trattativa e voleva rinfrescarsi prima dell’incontro.
Marzia sei arrivata?
Si Fabrizio, fa un caldo terribile ho bisogno di una doccia, possiamo sentirci tra 15 minuti?
Certo non ci sono problemi
Si infilò velocemente dentro la spaziosa cabina doccia, Fabrizio aveva prenotato per lei una suite in un lussuosissimo albergo il Majestic. L’acqua volutamente tiepida le diede nuova vitalità, si infilò nell’accappatoio bianco e iniziò a frizionarsi i capelli con un asciugamano, quando squillò il telefono della camera.
Si?
Marzia sono io
Fabrizio aspettavo mi chiamassi sul cellulare’
Non importa dove ti chiamo, sto salendo da te.
Marzia sorpresa dalla visita, sapeva di avere pochi minuti per rendersi presentabile, si sbrigò ad indossare una gonna tralasciando l’intimo ed una camicia senza reggiseno poi sentì bussare ed aprì.
Fabrizio rimase fermo sulla porta e la guardò in ogni particolare
Hai preparato la relazione da presentare al Dott. Belli?
No Fabrizio avevo intenzione di buttar giù due righe prima di cena.
E’ un contratto importante ed a 4 ore dall’incontro non sai ancora come approcciare? Questo non va bene Marzia, non va assolutamente bene.
La donna abbassò lo sguardo, era stata rimproverata e sapeva di esser in difetto, non riuscì a replicare perché la conversazione venne interrotta dal suono del campanello della porta, Marzia trasalì non si era ricordata che salendo aveva ordinato alla cameriera al piano un caff&egrave doppio.
Scusa Fabrizio ho ordinato un caff&egrave.
Lui infastidito dall’interruzione si girò ed aprì la porta;
Buonasera Signori, ho portato il caff&egrave che avevate ordinato alla mia collega, perdonate se ci ho messo molto ma l’ascensore del personale &egrave fuori servizio ed ho dovuto fare 5 piani a piedi.
Fabrizio si girò immediatamente verso Marzia che istintivamente fece un passo indietro arrossendo
Hai sentito? Questo signore ha dovuto fare 5 piani a piedi per portarti il tuo stupido caff&egrave, ora sarai la sua mancia! E pretendo che sia adeguata. Puoi decidere se avverrà sotto il mio diretto controllo oppure se andare in bagno ed aspettarlo, in questo caso il signore avrà totale libertà di fare tutto quel che vuole anche usarti come cesso se crede.
Le parole di Fabrizio gelarono Marzia che trattenne il fiato e stupirono il cameriere che incredulo credeva di aver frainteso
Prego si accomodi, non si preoccupi, ha capito bene, le presento Marzia, disse indicandola, una troia che va riempita, la signora &egrave consapevole di essere una femmina da monta e come le ho detto, oggi sarà la sua ricompensa, l’unica condizione &egrave che lei potrà fare solo ciò che voglio io ma non si preoccupi la soddisferà. Lei ha bisogno di una doccia Signor?
Alessandro’. Ma non so se sia il caso, sto lavorando ‘ rispose l’uomo con la voce tremolante ancora incredulo di avere realmente a sua disposizione una donna così bella.
Vorrebbe perdere l’occasione di godere di una vera troia? Marzia il signor Alessandro non ha tempo da perdere, sei a sua completa disposizione, dovrai fare in modo che sia soddisfatto, vorrà divertirsi, spoglialo ed accompagnalo in toilette.
Il cameriere non &egrave sicuro, non comprende, &egrave imbarazzato ‘ la sua attenzione però &egrave catturata dai seni di Marzia, che benché non enormi sono evidenti senza il reggiseno, di conseguenza poggiò il vassoio sul tavolo senza staccarle gli occhi di dosso.
La guardi, la guardi pure, ‘ poi rivolgendo alla donna ‘. fatti guardare meglio prostituta, sii educata, presentati e saluta il signore.
La donna fino a quell’istante incapace di reagire era rimasta ferma immobile come una bambola, era rossa in volto, il suo respiro era accelerato, sapeva di non aver scelta e di dover eseguire il volere di Fabrizio senza tentennamenti per non subire le conseguenze di un eventuale rifiuto.
Buongiorno signor Alessandro, sono a sua disposizione per farla divertire
L’uomo guardava fisso le tette, era evidente il suo desiderio di voler qualcosa di più, Fabrizio se ne accorse, sogghignò compiaciuto.
Il signor Alessandro &egrave interessato alle tue tette’. tirale fuori e mostrale, anche se non sono un granché; vai verso di lui e mostrati per ciò che sei, una puttana ‘. disse ad alta voce dandole un colpo sul culo.
Marzia sbottonò la camicia ed estrasse le tette che compresse tra i lembi della camicia risultavano alla vista più consistenti e turgide quindi si mosse con lo sguardo basso andando verso il cameriere poco distante, era nuovamente nel vortice dell’umiliazione impostale dal suo Padrone, si fermò di fronte a lui, girò la testa guardando Fabrizio, sperando che cambiasse idea.
Signor Alessandro ho visto il suo interesse per quelle tette, vuole approfittare per tastarla? faccia pure, senza complimenti come può vedere le tette sono un po’ scese ed i buchi sotto ampi ed utilizzati; cagna inizia a spogliarlo.
Marzia inghiotti e diede inizio al suo compito, gli slacciò la giacca, scese con le mani sui pantaloni facendoli scivolare ai piedi dell’uomo, poi si inginocchiò per togliergli, quindi tolse anche i boxer e si trovò con la sua faccia era esattamente all’altezza del cazzo dell’uomo che iniziava a prendere vigore.
Bene troia ora accompagnalo sotto la doccia.
Prego Signor Alessandro mi segua
disse girandosi ed esponendo il suo culo nudo al cameriere. L’uomo sfruttando quanto appena detto da Fabrizio allungò le mani sulle tette passando tutte le dita sui capezzoli poi sul culo palpandolo prima con delicatezza e poi con più energia.
Alessandro vedo che ha capito con che troia ha a che fare, se vuole vedere meglio la faccia piegare in avanti e le allarghi le natiche avrà una visione migliore e potrà rendersi conto di quanto sia cagna e disponibile, vero cara?
Marzia non rispose totalmente inebetita per la condizione di degrado in cui versava, rimase ferma mentre l’uomo accolse l’invito, appoggiandole una mano sulla schiena la fece piegare in avanti e con i pollici divaricò le natiche aprendo bene anche le grandi labbra avvicinò la bocca al taglio dando qualche colpo di lingua sul clitoride che reagì immediatamente allo stimolo gonfiandosi.
Marzia venne sorpresa da quei colpi di lingua così precisi ed esperti e si lasciò sfuggire a bassa voce No; Alessandro incurante della volontà della donna continuò per qualche secondo raccogliendo con la punta della lingua alcune gocce di eccitazione che fuoriuscivano dalla figa.
La spalanchi bene, cosa ne pensa? Domandò Fabrizio’.
L’uomo ritrasse la faccia per osservarla meglio, con due dita faceva esporre totalmente il clitoride poi le spostò verso l’alto andando a premere sul buco del culo tastandone l’elasticità e sorrise soddisfatto guardando Fabrizio.
Si sembra piuttosto larga ed usata
Gliel’ho detto, questo dimostra la sua natura di troia
Alessandro, prendendola per le spalle la fece tornare in posizione eretta e stringendole con una mano le grandi labbra la spinse in avanti come se fosse tenuta per il guinzaglio verso la porta del bagno; avvicinando la faccia alla nuca della donna disse:
Andiamo vacca, ho il permesso di Fabrizio e mi divertirò con te.
Marzia ubbidì andando verso la doccia seguita subito da Alessandro che con il cazzo quasi pronto, glielo strofinava sulle chiappe, poi lui entrò nella cabina ed aprì il getto d’acqua; Marzia e Fabrizio erano fuori e lo guardavano mentre si apprestava a prendere il bagno schiuma. La donna sperava in un miracolo, un evento che la salvasse da quella condizione ma la voce del suo Padrone la riportò immediatamente a ciò che era considerata, un insieme di buchi!
Marzia che fai qui impalata? Entra con lui, devi essere disponibile e lavarlo usando le tette e le mani come spugna.
Marzia lentamente aprì la porta della cabina, ponendosi frontalmente all’uomo, si versò il bagno schiuma sulle mani e le insaponò producendo abbondantemente schiuma,
Spalmalo anche sulle tette pendenti, sembri una vecchia troia di un bordello thailandese, giusto Alessandro?
Non sbaglia, ho voglia di sentire il suo corpo che mi struscia addosso
Sentito cagna? Datti da fare, non farmi fare brutta figura
Marzia sapeva che non poteva sbagliare, cominciò a dedicarsi al suo compito, partendo dalle spalle, scese con le mani dietro la schiena, il movimento fece si che i suoi seni iniziassero a premere e strofinare contro il petto dell’uomo, questo le faceva sentire il cazzo duro spingere contro la sua pancia; per effetto della pressione e della rotazione i suoi capezzoli si indurirono provocandole fastidio ma sapeva di non potersi fermare. Inoltre l’uomo era stimolato sulle palle anche dal continuo strusciare delle grandi labbra ed era ormai completamente duro, si godeva il servizio appoggiato con gli occhi chiusi, Fabrizio da esperto direttore d’orchestra le si rivolse con tono secco e deciso
Adesso che &egrave in tiro lava bene cazzo e palle.
Il cameriere non credeva alle proprie orecchie stava ricevendo un piacere di prim’ordine da una troia navigata, le mani della donna si muovevano tra le sue cosce, con una prima alzò le palle passando l’altra sotto per lavare l’inguine ed il culo, poi impugnato alla base dell’asta lo scappellò roteando diverse volte con l’altra mano sulla cappella; l’uomo era talmente eccitato che Marzia con le mani poteva sentire le sue palle salire velocemente ed indurirsi; lui le toccò le tette stringendole alternativamente con una mano e con l’altra le tastava il culo facendo scivolare uno o due dita nel canale fino a raggiungere lo spacco della figa, penetrandola favorito dalla posizione a gambe aperte assunta dalla donna;
Come la trova Alessandro?
Larga e bagnata Fabrizio, aveva ragione &egrave proprio una vacca da un bordello
La situazione sebbene fosse di totale umiliazione e sottomissione aveva scaldato Marzia che sentendo le dita che le giravano dentro contrasse involontariamente la figa, cercando di spostare il bacino per impedire di essere penetrata in profondità, Alessandro la bloccò infilandole due dita in figa e piegandole ad uncino la tirò a se Stai ferma troia.
Vedo ancora del sapone, devi fare bene il tuo lavoro troia, inginocchiati e passagli la bocca sotto le palle per sciacquarlo meglio’. fu l’ordine di Fabrizio
La donna prese un lungo respiro si inginocchiò, infilò la faccia tra le cosce divaricate dell’uomo che si inarcò per permetterle un accesso migliore, gli mise le mani sulle cosce allargandole, cominciando a strusciare le labbra sia sulla base dell’asta che sulle palle indurite e gonfie, come le era stato ordinato usava le labbra come una spugna; il continuo stimolo faceva contrarre il cazzo duro che sussultava per ricadere sulla faccia di Marzia schiaffeggiandola. Le sollecitazioni ricevute stavano portando Alessandro velocemente alla sborrata ma Fabrizio voleva mantenere ancora a lungo Marzia nel suo stato di sottomissione ed umiliazione
Alessandro siamo solo all’inizio, non vorrà sborrare prima di aver assaggiato il resto no?
Certo che no Fabrizio, se posso vorrei approfittare di tutto
Hai ascoltato? Disse rivolgendosi a Marzia’Adesso basta cagna, Alessandro non vuole schizzare.
Ubbidì la dominazione di Fabrizio era totale, chiuse l’acqua, aprì lo sportello e fece indossare un accappatoio al cameriere mentre lei si passava l’asciugamano sulla pelle bagnata.
Perse di vista Fabrizio che le era scivolato alle spalle, lo vide dallo specchio, aveva in mano un rossetto di colore nero che tanto amava farle mettere durante le loro cene di lavoro, riteneva che le esaltasse le labbra, il Padrone le mise una mano sul collo per farla fermare
Ora ti marchio sul culo , disse scrivendo la parola TROIA, così Alessandro lo avrà sempre presente quando sarai a quattro zampe e si tratterà esattamente come meriti;
subito dopo le permise di riprendere ad asciugarsi e mentre si passava l’asciugamano su polpacci e piedi le diede diversi colpetti veloci con la mano centrandola esattamente in mezzo le cosce, sulle grandi labbra provocandole un rigonfiamento voluttuoso della figa che, suo malgrado, colò abbondantemente i suoi umori sulle dita di Fabrizio.
Visto Alessandro la nostra puttana com’&egrave godibile? E’ già un lago e devi ancora iniziare a sfondarla. Muovi il culo troia vai ad aspettarlo sul letto e mettiti come voglio, altrimenti ti lego e ti faccio inculare da tutto il personale dell’albergo
Marzia uscì dal bagno mentre sentiva i due uomini ridere e commentare il suo essere troia, salì sul letto e sapendo ciò che voleva Fabrizio si mise a pecora divaricando al massimo le gambe affondando con il viso in un cuscino per asciugare le lacrime della sua umiliazione.
Tra i due uomini si era creata una estemporanea intesa”
Guardala Alessandro, sa esattamente ciò che deve fare, di la verità non ti aspettavi che la cliente della stanza 380 fosse una troia così, disse ridendo’. Divertiti pure e dalle qualche pacca sul culo se le merita.
Magari avessi questo tipo di mancia tutti i giorni Fabrizio, si &egrave scelto proprio una gran vacca ‘. Rispose Alessandro e risero insieme di gusto mentre con entrambe le mani l’uomo le colpiva ripetutamente il culo.

I colpi dati in modo cadenzato anche alternando le mani, lo avevano arrossato, Marzia sentiva le natiche bruciare, per di più facevano spostare in avanti il suo corpo provocando un leggero dondolio; il movimento, facilitò la fuoriuscita di una bava argentata dalla sua figa oscenamente aperta ed esposta per la posizione, che le sporcava l’interno coscia. Fabrizio, posto lateralmente, con esperienza le stropicciava i seni ormai con i capezzoli del tutto turgidi, se ne accorse ed intervenì
E’ pronta per prenderlo, da quale buco vuoi iniziare?
Bhe io inizierei dalla bocca &egrave piuttosto carnosa che ne dici? Saprà spompinarmi bene?
Va benissimo, le conviene farlo bene e non ti fare scrupoli; Alessandro la tirò per le caviglie facendola scivolare ai piedi del letto, la mise in ginocchio e con dei colpi dei piedi sulle ginocchia le fece allargare al massimo le cosce, successivamente andò avanti con il bacino avvicinando la cappella davanti la bocca di Marzia che immobile la guardava
Avanti succhialo! le ordinò Fabrizio’. ma non usare le mani.
Marzia spalancando la bocca si buttò sul cazzo del cameriere iniziando un veloce andirivieni sulla cappella, Fabrizio la afferrò per i capelli facendola fermare’
Devi rimanere ferma con la bocca aperta e succhiare quello che ci viene spinto dentro &egrave lui ti deve scopare come preferisce cagna.
Il Padrone manteneva ferma la testa di Marzia, Alessandro chiuse gli occhi ed iniziò a muovere il cazzo nella bocca della donna che invitata da Fabrizio stringeva le labbra per procurare maggior piacere; l’asta quando riusciva, era bagnata dalla saliva che Marzia produceva per lubrificarlo e limitare l’attrito sulla sua lingua; l’uomo fece qualche affondo andando a sbattere con la cappella in fondo alla bocca della donna che temendo di soffocare impulsivamente alzò le mani spingendo sulle cosce dell’uomo con l’intento di fermarlo.
La puttana non ha ben capito quello che vogliamo, tienile la testa che io le blocco le mani’. Disse Fabrizio seccato dal gesto di Marzia, mollò la presa sui capelli, le afferrò i polsi e glieli tenne stretti e tirati verso l’alto, all’altezza delle spalle ‘. Questo &egrave quello che ci vuole per te!
Alessandro appoggiò una mano sulla testa di Marzia spingendola contro il cazzo e riprese a pompare con più vigore, il rumore del risucchio fatto dalla donna quando il cazzo si sfilava dalla bocca si udiva distintamente
Senti come ciuccia questa puttana, ti tirerà fuori l’anima’. disse Fabrizio
Non prima di averglielo spinto dentro dappertutto se posso’.rispose Alessandro che la guardava fisso in faccia mentre la montava in bocca
Non perdere tempo in quel cesso di bocca mettilo in figa..
Oh si, non aspetto altro..
Non avere remore, vai giù pesante, ce l’ha profonda e spaziosa, tranquillo che non la spacchi &egrave già stata allargata.
Alessandro tirò fuori dalla bocca il cazzo violaceo, la prese per i fianchi e la strattonò facendola alzare repentinamente, Marzia a causa dell’intorpidimento delle gambe stava per perdere l’equilibrio anche perché Fabrizio continuava a tenerle bloccate le mani, il Padrone l’afferrò per le caviglie, la sollevò ed insieme al cameriere con un movimento repentino la tirarono sul letto come se fosse un sacco d’immondizia.
A pecora troia, Alessandro vuole scoparti’. Fabrizio continuava ad impartile ordini, continuando a tenerla in condizione di sottomissione psicologica senza darle la minima possibilità di replica.
Alessandro puntò la cappella tra le grandi labbra di Marzia grondanti di bava e si rivolse a Fabrizio’.
Non ho voglia di sudare la troia può scoparsi da sola?
Ma certo’ Marzia? Prendi il cazzo e scopati
Marzia completamente svuotata da ogni pudore passò una mano sotto la pancia, facendola andare tra le cosce impugnò il cazzo di Alessandro e lo appoggiò tra le grandi labbra, poi indietreggiò lentamente con il culo facendolo entrare fino a metà asta, si fermò un attimo e mentre stava per far riuscire il cazzo nell’intento di non prenderlo tutto venne presa per la spalle da Fabrizio
Deve entrare tutto dentro! le disse, spingendola con forza verso il cazzo del cameriere; Marzia sorpresa non riuscì a rimanere in completo silenzio e dalla sua bocca usci un sommesso gemito, Fabrizio la redarguì immediatamente E’ inutile che ti lagni vacca si vede benissimo che sei fatta per questo, se ti risento, nel lago che hai tra le gambe ci faccio infilare tutti i clienti del 3′ piano; fortunatamente era molto bagnata ed il cazzo nonostante fosse sia in lunghezza che in larghezza oltre la media, scivolò dentro senza alcun problema, Fabrizio glielo aveva fatto prendere tutto fino alla radice, la teneva ferma, con quel paletto di carne piantato nel culo’ Muoviti! E spingi forte
Marzia chiuse gli occhi, eseguì la volontà del dominatore ed iniziò ad oscillare con il corpo facendo attenzione a non fare uscire completamente il cazzo dalla figa per non subire altri rimproveri, sentiva i coglioni di Alessandro sbatterle sulla figa e questo le provocava degli ulteriori brividi che si mischiavano al suo disagio senza soluzione. Fabrizio era di lato al letto con il cazzo duro in mano a poca distanza dalla sua faccia e se lo stava menando di gusto compiacendosi dell’aver ridotto in totale stato di sottomissione la donna, ridotta ad un oggetto da fottere senza ritegno; si avvicinò al bordo del letto prese i capelli della donna ed avvicinò la testa alla cappella turgida, la posizione di Marzia non era comoda ma lui le ordinò lo stesso di tirare fuori la lingua e di leccargliela, la cosa non fu semplice perché Fabrizio di manteneva ad una distanza tale che Marzia doveva tirare fuori tutta la lingua per raggiungere il cazzo, risultando se possibile ancor più oscena, mentre il cameriere di tanto in tanto andava incontro alla figa per dare delle botte più forti e profonde.
Non ne hai abbastanza della figa?
Si ed &egrave anche troppo bagnata ‘. rispose Alessandro’.
Sbattiglielo nel culo &egrave più stretto’. E diede una strattonata ai capelli di Marzia che si era fermata dal leccargli il cazzo per ascoltare il dialogo
Alessandro tirò fuori l’uccello pieno di umori ed iniziò a forzare l’entrata dietro, Marzia si irrigidì stringendo il culo e Fabrizio la colpì con il palmo della mano sulla figa centrandola, fece un cenno con la testa ad Alessandro che la impalò con un colpo profondo. Marzia si sentì dilatare spalancò la bocca e sgranò gli occhi ma ricordando ciò che le aveva detto Fabrizio non si lamentò, il suo padrone approfittò e le ficcò il cazzo in bocca trasversalmente andando a sbattere con la cappella sulla guancia, deformando il viso della sua puttana tenuta sempre ferma per i capelli.
Marzia sentiva il cazzo di Alessandro stantuffare le culo a ritmo veloce mentre Fabrizio le teneva il cazzo fermo in bocca menandoselo in una sega lentissima.
Il culo &egrave più stretto dell’altro buco ma non come vorrei fosse’disse Alessandro
Fabrizio conosceva bene il culo di Marzia lo aveva usato diverse volte in passato, si guardò intorno e vide sul comodino una spazzola per capelli con il manico di legno molto largo’.
Troia, prendi la spazzola e passala ad Alessandro, sei larga anche di culo e per stringerlo dovrai dire ad Alessandro di infilarti il manico in figa’. Marzia tentò di contrarre i muscoli del culo per evitare l’ennesima umiliazione ma era talmente allargata che non ebbe alcun effetto, allora pur non riuscendo a vederla, allungò una mano ed a tentoni la prese, Fabrizio le sfilò il cazzo dalla bocca per permetterle di parlare e glielo appoggiò sulla guancia poco sotto l’orecchio continuando a segarsi’
Signor Alessandro se vuole sentire il mio culo più stretto mi infili in figa il manico della spazzola’disse, mentre le sue lacrime di donna umiliata colavano sulla cappella di Fabrizio.
L’uomo che la inculava si fermò un attimo lasciando il cazzo dentro per metà, le mise tra le cosce due cuscini che avevano il compito di tenere la spazzola ferma e gliela piantò nella figa incastrandola in modo che non uscisse, poi riprese a trafiggerla a ritmo ancora più sostenuto. Sentirsi piena in tutti i buchi fece esplodere l’orgasmo di Marzia che riversò sul manico della spazzola una quantità enorme di umori che gocciolarono sui cuscini’ Fabrizio ridacchiò ma sapeva che il cameriere a quella cadenza non sarebbe durato molto però non voleva che godesse nel culo’.
Alessandro voglio che riempi la faccia della vacca di sborra’..
Il cameriere fece cenno di aver capito, diede ancora una decina di colpi poi si sfilò lasciando il culo di Marzia dilatato a dismisura, si sistemò accanto a Fabrizio ed anche lui iniziò a segarsi ma velocemente, la sborra arrivò in un attimo, il primo schizzo la colpì sulla fronte arrivando anche sui capelli, altri la colpirono sulle labbra e sul mento altri sulle tette’.era talmente pieno che sembrava non finisse mai di buttarla fuori..una volta finito era il momento di Fabrizio che prendendo una mano di Marzia le ordinò di continuare a segarlo lentamente lasciando il cazzo appoggiato al suo viso e di bere tutto appena avesse cominciato a sborrare, lasciandogli la possibilità di vedere la sborra scivolarle in gola tutta insieme.
Le lacrime di Marzia sgorgavano continue e rigavano il suo viso irriconoscibile di donna in carriera, la sborrata di Fabrizio fu improvvisa, velocemente aprì la bocca poggiandosi il cazzo sulla lingua raccogliendo i primi spruzzi che le rimbalzarono sul palato, teneva la sborra in bocca senza inghiottirla, anche Fabrizio era piuttosto carico’. non smise di segarlo fino a quando non finì poi aprì ancora di più la bocca e mostrò il contenuto al Padrone ‘adesso deglutisci cagna!
Fabrizio la lasciò a quattro zampe sul letto con la spazzola ancora piantata in figa, e la faccia sporca di sborra, salutò Alessandro che si rivestì velocemente ed uscì, dopo prese il telefono compose il numero del bar, guardò Marzia ” ed ordinò un the freddo per la troia della stanza 380′..

Marzia viene portata ad un’asta; queste sono le parole del proprietario del locale.

Sono il proprietario di una casa d’aste ed oggi voi ragazze siete la roba da affittare al miglior offerente.
Mentre la platea si riempie vi spiego come si svolgerà.

Sarete vestite solo con un reggiseno che sosterrà le tette, niente coppe, si devono vedere i capezzoli, per quelle che le hanno un po’ calanti abbiamo dei reggi seni particolari, lo slip avrà un’ apertura all’altezza della figa ed una all’altezza del culo, vi assegnerò un numero scrivendolo con un pennarello su una natica ed una tetta e vi farò sfilare una per volta; il palco &egrave fatto a forma di S i clienti saranno seduti ai bordi da una parte e dall’altra ed avranno in mano dei foglietti adesivi, ve li attaccheranno sulla parte che intendono affittare scrivendo il prezzo ed il tempo d’uso, sono sicuro che ci saranno più offerte per ogni pezzo di corpo in affitto, in questo caso io deciderò l’assegnazione al cliente in base all’offerta più conveniente per me, ovviamente per la mia esperienza vi dico che bocca e culo saranno i più richiesti, voglio li usiate a dovere.

Possono fare offerte per affittare una o più ragazze ed anche separatamente culo, figa, bocca, mani e tette o se hanno disponibilità economica prendere tutto ma non sono obbligati, quindi, alla fine dell’asta potreste ritrovarvi ad aver affittato il culo ad uno e la figa ad un altro su questo approfondisco dopo, soltanto io saprò chi avrà fatto l’offerta migliore ed ho anche il diritto di modificarla esempio se uno affitta un’ora di tette posso decidere di convertirla prendendo accordi con il cliente in 20 minuti di culo e 10 di bocca.

Non voglio delle problemi, dovrete farvi vedere bene, più offerte ci sono più guadagno, quindi camminate lentamente e mettete in mostra quello che avete, dovete sculettare e far ballare le tette; se quando passerete davanti ad un cliente lui accenderà la lampada del suo posto fermatevi, deve valutare quello che &egrave meglio; in questo caso vi inginocchiate di fronte e vi possono tastare dappertutto, quando sarete inginocchiate anche i vicini di posto, come avviene di solito, potranno usare le mani; in genere preferiscono capezzoli e clitoride, capitemi che non voglio ripeterlo, per me il cliente &egrave fonte di guadagno perciò ha sempre ragione e va soddisfatto per quello che paga, quindi, rimarrete ferme in ginocchio con le gambe aperte fino a che lui non spegnerà la luce, se vorrà potrà chiedervi di sdraiarvi a pancia in su e di allargare le labbra della figa per valutarla meglio o farvi mettere a pecora che quotare il culo, potrà vedere e toccare tutto ma non potrà infilare le dita dentro i buchi, io sarò dietro al cliente per controllare che non si allarghi .

Farete due passaggi per permettere più puntate, al termine, ognuna di voi verrà messa in una gabbia,e portata al tavolo &egrave li che il cliente potrà usare quello che ha pagato, le sbarre sono particolarmente larghe ma non permetteranno il suo ingresso, non vi potrà essere addosso, sarà in grado esclusivamente infilare le mani ed il cazzo per prendere la sua merce.

Nel caso siate state affittate da clienti diversi ognuno di loro potrà avere l’utilizzo simultaneamente agli altri, significa che potreste avere contemporaneamente un cazzo in figa o in culo, uno in bocca, due nelle mani mentre un altro vi tira i capezzoli oppure nel caso di uno che ha preso tutto sarete voi a girarvi per dargli quello che vuole, il servizio deve essere ottimale non pagano poco; potranno anche scambiare il credito tra di loro se quello che hanno preso non gli piace. Sullo scambio io prendo il 10% del valore quindi possono anche scambiarsi tutte le volte che vogliono.
Passiamo al momento in cui sborrano’.. la sborrata potranno effettuarla dove vogliono a prescindere da quello che hanno pagato &egrave una regola della casa, ma non voglio macchie sul pavimento se vi sborrano in bocca non vi azzardate a sputare anzi ingoiate, se lo fanno addosso raccogliete con le mani e le pulite con la bocca. I baci non sono ammessi, la bocca la userete solo per i pompini. Molti clienti sono giovani e normalmente sborrano prima che finisca il tempo a loro disposizione, questi mantengono il credito che potranno utilizzare quando si saranno ricaricati.

E’ possibile per il cliente prolungare il tempo d’uso pagando una maggiorazione sulla tariffa media oraria, come avete capito più sono contenti più rimangono e spendono, ed io ci faccio un fracco di soldi; il tempo &egrave solo un vincolo iniziale, pagando possono tenervi nella gabbia tutto il tempo che vogliono, qui non chiude mai.

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Autore Pubblicato il: 11 Maggio 2015Categorie: Orgia, Racconti di Dominazione, Racconti Erotici Etero0 Commenti

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