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Poiché era fine settembre e l’estate sembrava non finire Serena e Lucio hanno pensato di andare a passare dei giorni in campeggio. La ragazza stava iniziando a maturare fisicamente e stava sbocciando una giovane donna incredibilmente attraente, alta e snella, con lunghi capelli chiari ed un sorriso che rimaneva impresso in tutti come ricordo per sempre.
Lucio non poteva certo negare che aveva fantasticato su di lei perché era sempre più difficile ignorare il suo corpo che era diventato l’oggetto frequente delle sue fantasie di masturbazione ed anche di scopate. Lui aveva intuito che in lei c’era qualcosa di perverso che lo intrigava.
A loro si è aggregata Marina di cui Serena ignorava che fosse l’amante del suo ragazzo e che lui fosse felice di esserlo.
Il secondo giorno del loro campeggio, Marina ha deciso di fare shopping mentre lui è andato con la sua bella in spiaggia per fare delle lezioni di surf con un istruttore. Hanno trovato che vedere i ragazzi surfare era bello essere loro surfisti era divertente.
Quando sono arrivati sulla sabbia Serena si è spogliata immediatamente mettendo in mostra il suo bikini succinto ed ha sfilato con aria non tanto imbarazzata di fronte a lui come fosse una modella in erba.
Lucio le ha chiesto quando l’avesse comprato e la sua ragazza gli ha detto “L’ho comprato apposta per questa vacanza in campeggio, ti piace?” facendo le fusa come una ninfetta che inizia a capire che il sesso è qualcosa di innegabile e che la bellezza del corpo è qualcosa da non trascurare, era l’effetto delle lezioni di erotismo sottinteso di Rina che negli ultimi anni le aveva dimostrato toccandola ed avviandola all’esibizionismo.
Da qualche mese lui aveva notato che Serena , non solo si era accorta degli sguardi del suo ragazzo ma aveva anche iniziato a rendersi conto dell’effetto che creava attirando l’attenzione di altri giovani e l’invidia di qualche ragazza e probabilmente la concupiscenza di questa.
Serena deve aver anche notato una l’erezione di Lucio che nel vederla deve essere stata rapida ed ovvia.
“Stai benissimo!” ha sclamato lui e prima di farsi vedere con il cazzo grosso è corso a tuffarsi in mare tra le onde dando l’impressione di essere fisicamente valido, lei lo ha seguito ed insieme hanno nuotato e fatto bodysurf per circa mezz’ora con Lucio che le mostrava come si faceva. Dopo che un’onda particolarmente grande li ha scaricati a riva e li ha lavati ma anche riempiti di sabbia, nel guardarsi i due ragazzi si sono ritrovati a ridere nell’acqua bassa, poi entrambi si sono alzati in piedi restando nell’acqua fino alla vita.
Lucio l’ha guardata e nel vederla bagnata l’ha trovata ancora più attraente. Lei si è girata verso di lui e ha iniziato a dire quanto fosse bello stare in acqua ed anche quanto fosse piacevole stare soli oltre ad altre tante cose, ecc.
Nel girarsi verso Lucio, Serena non si è accorta che il suo piccolo reggiseno del succinto bikini era stato spostato da un lato rivelando uno splendido capezzolo ancora rosa e delle tette impertinenti le quali non hanno fatto altro che ingrossare ed indurire il cazzo come una roccia.
Lucio ha approfittato della apparente ingenuità di Serena per stare lì impalato a lasciarla parlare per tutto il tempo immaginando la lingua avvolta attorno a quel capezzolo di 19 anni. In quei minuti il mondo del figlio di Marina sembrava si fosse fermato.
Lei lo ha guardato dritto negli occhi, ha sorriso, ha lasciato il reggiseno com’era e si è tuffata in acqua. In quel momento Lucio avuto la sensazione che fosse stata lei stessa a spostarlo e che non fosse stata l’onda la causa del malfunzionamento di quel bikini.
Lucio si è reso conto che Serena stava giocando con lui e che voleva fare un gioco a due dove uno ero proprio lui.
Qualunque fosse il gioco desiderato da lei, il suo ragazzo l’ha seguita tra le onde ed immediatamente hanno iniziato a sguazzare ed a giocare nell’acqua dando inizio ad un gioco che poteva somigliare ad un incontro di wrestling.
Le mani di Lucio sono andate sul corpo di ragazzina sollevandola fuori dall’acqua e, giocando un po’, allo stesso tempo è stato in grado di palpare il suo culetto turgido avendo la sensazione della ben conosciuta turgidità ed avere una speciale unica sensazione dovuta alle sue piccole tette in via di sviluppo.
Quel gioco innocente fatto davanti ad altre persone stese al sole, è stato fantastico ed il meglio è avvenuto quando Serena ha sfiorato il cazzo duro che sul suo viso ha fatto apparire un’espressione di meraviglia, ma non imbarazzo, semplicemente strabiliante.
Sfortunatamente hanno dovuto terminare presto i giochi in spiaggia perché era arrivata l’ora di pranzo e Marina li voleva vedere seduti a tavola.
Più tardi quella sera, al campeggio, Marina ha avuto motivo di lasciarli di nuovo da soli. Dove lei dovesse andare non l’ha detto.
Questa volta Serena ha inventato la scusa di voler essere aiutata a riparare la sua torcia poiché si stava già facendo buio.
Nell’entrare nella sua tenda Lucio ha potuto vedere che era nelle intenzioni di Serena indossare il pigiama da adolescente composto da canottiera e mutandine.
Nel vederla il cazzo è cresciuto diventando duro in un nanosecondo.
Lei si è seduta a terra a gambe incrociate giocando con la torcia facendo finta di capire come funzionasse e come sostituire le batterie.
Lucio non guardava le mosse della sua ragazza ma la posizione assunta che lasciava vedere una parte della fighetta depilata e soprattutto i suoi capezzoli eretti e duri contro il cotone della sua canottiera, talmente belli che non riusciva a smettere di guardarli oltre all’inguine coperto da mutandine di cotone abbinate nel colore.
La mente del ragazzo è poi impazzita quando Serena gli ha chiesto direttamente senza preamboli “Com’è fare sesso in tenda?”
All’inizio lui non sapeva cosa dire ma ha raccolto velocemente i suoi pensieri ed ha risposto sarcasticamente “Beh, non ti sei mai toccata? Laggiù intendo” indicandole la fighetta.
Il riferimento velato alla masturbazione ed alle volte che la madre Rina l’ha eccitata e poi toccata, nonché alla volta che Serena lo aveva fatto davanti a lui, era chiaro.
La risposta è stata “Le altre ragazze e le mie amiche ne parlano ma ho l’impressione di fare qualcosa di sbagliato perché loro parlano di infilarci dentro le dita ma a me fa solo male quando ci provo. Non riesco a immaginare come sarebbe se dentro di me dovesse entrare con un pene grosso così come fanno le donne per essere gravide che ho visto nei film porno! Piuttosto, il tuo è grosso e chissà se mi allargherà abbastanza!”
“Beh, devi prenderlo con calma come hai sempre fatto. Prova a toccarti delicatamente gli indumenti intimi prima di farlo, vedrai che il tuo corpo risponderà alle carezze che ti darai”
Serena si è immediatamente guardata in basso ed ha smesso di respirare quando ha iniziato lentamente a strofinarsi la figa da sopra le mutandine davanti al suo ragazzo.
“Devo fare così? Con questo movimento? Dimmi se sto facendo bene” ha chiesto continuando a strofinarsi e accarezzarsi con gli occhi chiusi, ovviamente godendosi il piacere che stava avendo.
Lui le è stata vicino dandole, a voce bassa e sensuale, incoraggiamenti in continuazione per rassicurarla che ciò che stava facendo era corretto, poi le ha chiesto se potesse toccarle il grilletto e lei lo ha guardato dritto negli occhi chiedendo “Che cos’è? Puoi farmelo vedere?”
Non c’è stato bisogno che lo chiedesse due volte, Lucio si sono immediatamente spostato dietro di lei, ha allungato una mano sul davanti per toccarle la figa respirando pesantemente nel suo orecchio per farle sentire che era eccitato.
“Tesoro, non riesco a toccarlo correttamente senza levarti le mutandine. Comunque va tutto bene, vero?”
Lei ha annuito e le dita del ragazzo sono scese abilmente sulle mutandine andando a cercare, tra le pieghe bagnate delle grandi labbra, quella dura protuberanza che generava l’eccitazione di Serena. Guardandola da dietro le spalle, Lui ha visto che aveva il morbido cespuglietto di peli chiari già depilato ma non eliminato totalmente sul pube.
Lucio dopo tanta seduzione era in paradiso e le sue fantasie più sfrenate si stavano avverando proprio in quel momento. Se lei lo avesse toccato avrebbe sborrato con uno spruzzo decisamente fuori del normale.
Quando ha trovato il clitoride, l’ha sentita sussultare e ha iniziato a titillarlo lentamente e delicatamente prima di andare un po’ più in fondo verso l’apertura della sua dolce vagina che sembrava essere adolescenziale.
“Vedi quanto sei bagnata e sei diventata bella? Senti quanto è scivolosa la tua fighetta?”
Lui non ho avuto risposta alle domande e Serena si è limitata a gemere. Lucio ha colto l’occasione per far scivolare dentro un dito andando a cercare subito il punto G.
Serena ha sussultato ed allora lui ha fatto scivolare dentro un secondo e un terzo dito ad accompagnare il primo.
“È così che ci si sente ad avere un cazzo dentro di te. È così che ci si sente bene” le ha detto lui e tra un respiro profondo ed un altro di Serena, ha sentito la figa stringersi attorno alle dita e il respiro accelerare aprendo anche la bocca per lanciare un urlo soffocato dalle mani di Lucio quando ha raggiunto l’orgasmo. Quando la ragazza si è calmata, lui ha tolto la mano dalle mutandine e le ha baciata sulle labbra infilandole la lingua in fondo sapendo che Serena aveva fatto tutta quella sceneggiata solo per sedurlo.
Poiché lei aveva intenzione di lasciare in lui un segno che durasse almeno fino a tarda sera gli ha detto “Voglio che tu mi insegni tutto sul sesso. Voglio imparare i pompini e tutto il resto. Lascia che ti tocchi il cazzo. Cazzo, giusto?”.
“Domani, tesoro mio, domani. Oggi è già stato tanto. Se me lo avessi chiesto prima lo avrei fatto ma ora Marina mi sta aspettando” ha detto nell’uscire dalla tenda.
Pur essendosi accoppiata con Lucio lei aveva una sua tenda separata da quella di Lucio e Marina. La donna aveva voluto che fosse così affinché, conoscendo il figlio, non ingravidasse la ragazzina ed inoltre potesse scopare con il figlio come a casa seppure con qualche limitazione.
Quella notte Lui ha scopato Marina come una furia pensando a Serena ed al fatto che in quella settimana l’avrebbe chiavata dopo aver montato anche la madre a cui il mare aveva aumentato la produzione ormonale ed era sempre in calore.

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