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Sandra l’amica della mia fidanzata – di 1948

Sandra è una bella ragazza allegra, una bellezza con i fantastici attributi di un culo sporgente e un triangolo tra le gambe e due tette che aspettano solo di essere amati che è un peccato disturbare non importa quanto che lei sicuramente avrebbe gradito nell’averli disturbati molto nel farseli toccare.

Quando è in compagnia Sandra è sempre allegra e quando i loro occhi si incontrano è inevitabile un sorriso. Lei è molto più giovane, è una studentessa.

Vive in una città dove lei studia e Marco lavora in una fabbrica, a volte di notte.

In un’occasione sono stati invitati a un concerto di un gruppo musicale molto popolare che a loro piaceva moltissimo e tenevano parecchio a vederli dal vivo. Per realizzare il loro desiderio hanno comprato i biglietti ed il giorno del concerto sono arrivati in tempo, ma all’ingresso hanno trovato una folla incredibile a causa dei severi controlli all’ingresso e quindi l’andamento della fila andava piuttosto lentamente.

Si sono messi in fila e pensavano che ci fossero migliaia di persone con la voglia di essere tra i primi ad entrare.

Sandra e Marco erano in fila davanti a noi, la mia Ivana mi teneva per mano ed avanziamo lentamente.

Sandra mi dava le spalle stando in fila.

Indossava dei leggings leggeri in latex per l’estate che la fasciava e sopra un reggiseno a fascia in pizzo bianco che esponeva molto bene le sue tette.

Mi chiedevo se avesse le mutandine o meno perché i contorni di quell’indumento non erano visibili sui suoi glutei coperti dal latex. Questa osservazione l’ho fatta prima del concerto quando ci siamo fermati ad un bar per bere una birra, quindi l’ho potuta osservare molto da vicino.

Lei era di ottimo umore nell’attesa di poter sentire il concerto della sua band preferita e sembrava una vera bomba con belle gambe lunghe che sostenevano non solo quel bel pantalone.

All’ingresso del palazzetto eravamo ammassati e mentre ci muovevamo ho sentito il suo culo che premeva contro di me.

Non ho potuto che apprezzare la folla come in quel momento soprattutto quando hai una creatura così bella di fronte che ti fa eccitare.

Poiché sono un maschio a cui le voglie fanno addrizzare il cazzo, mentre il suo culo premeva contro di me, lui si è drizzato sotto i jeans. Non ho potuto far niente per far diminuire il rigonfiamento, e neanche la crescita in volume del cazzo, allora ho iniziato a pensare quale scusa fornire nel caso lei si fosse ribellata e scandalizzata per ciò che le appoggiavo tra le natiche.

Mi ha preso un raptus e mi sono lanciato senza imbarazzo e dicendomi “O la va o la spacca! Succeda quel che vuol succedere!”

Per di più avevo dei jeans attillati perché così piacevo alla mia donna e tutti quei ragazzi che lo hanno indossato sanno cosa significa drizzare il cazzo con quel tipo di jeans così attillato.

Per aggiustarlo dentro i pantaloni e nel boxer ho abbassato la mano afferrando, non casualmente, i suoi glutei sodi e caldi. Lei sentendo la mia mano e si è voltata per guardarmi ed un infinitesimo di secondo prima che Sandra aprisse la bocca sono stato preso dal terrore.

Ma lei ha sdrammatizzato “Mi sa che qui ci passiamo una vita. Quanto sono lenti questi controlli!”

Rilassato ho risposto “Dai, dobbiamo essere solo pazienti!”

Sandra replica “A me interessa entrare il più presto possibile perché voglio essere il più vicino possibile al palco” ed in quel momento ha stretto la mia mano tra i glutei evidentemente gradendo ciò che facevo.

Il cazzo era già pronto trovandosi a pochissimi centimetri dal solco dei glutei e lei lo aspettava.

Se fosse stato per me l’avrei scopata lì dove si trovava davanti a tutti.

Con la stessa mano con cui l’ho accarezzata ho abbassato la zip dei miei jeans, ho spostato il bordo dei boxer ed ho fatto sì che il glande sporgesse dai miei jeans ma lo copro con la maglietta e le metto di nuovo la mano sul sedere.

In quel momento sento muovere il suo braccio e temo che venga verso di me ad allontanarmi, invece va di proposito verso il suo Marco per dirgli qualcosa ed allo stesso tempo fa ruotare il sedere sfregandolo sul cazzo già gonfio facendolo aumentare ulteriormente di volume.

Era ovvio che le piacessero le mie carezze ed anche ciò che sentiva sul suo culo, quindi continuava a sfregarsi leggermente ed a momenti anche premere più forte. Mentre la fila avanzava sono riuscito in qualche modo a non staccarmi da Sandra e mettere la mia ragazza Ivana dietro di me e tenermi per i fianchi non sospettando minimante che mi stessi lavorando chi mi era davanti.

Sandra per rendere la situazione più vera possibile ma anche più erotica, si è rivolta a me per dirmi che si augurava che il concerto fosse bello e con canzoni classiche del gruppo ed anche soprattutto quelle nuove che lei sapeva essere molto belle.

Finalmente siamo arrivati all’interno del palazzetto e per superare il varco di sicurezza ho dovuto riassettarmi. All’interno l’illuminazione era scarsa e si sentiva della musica diffusa a basso volume.

Bene o male siamo arrivati vicini al palco e le due nostre fidanzate erano molto contente. Fin dall’inizio dell’esibizione, stando vicini al palco, eravamo stipati come sardine in scatola e siamo rimasti in quella condizione fino al termine del concerto.

Per tutta la durata del concerto abbiamo ondeggiato seguendo la musica ed ho fatto in modo che Sandra si ritrovasse di nuovo di fronte a me con Marco al suo fianco ed Ivana alla mia sinistra oppure dietro.

Per effetto della scena il parterre era buio salvo delle sciabolate di luce ma in basso, all’altezza della vita la luce non arrivava, ciò favoriva la ripetizione della situazione creatasi in coda fuori prima dell’ingresso in sala.

Ho abbracciato Sandra e lei ha spinto il culo verso di me.

Ho sentito di nuovo salire l’eccitazione ed indurirsi il cazzo.

Per cercare di distrarmi mi sono voltato verso Ivana ed abbiamo ballato insieme ma non è servito a niente. Inoltre lei si è accorta di qualcosa perché si è avvicinata al mio orecchio per dirmi a voce alta che si perdeva tra la musica ad alto volume “Che cosa hai? Hai un regalino per me?” ed ha allungato la mano per accarezzarmi sopra i jeans che sul davanti apparivano gonfi.

“Dai, lascialo!” le ho urlato.

“Non è normale!” mi ha urlato rispondendo ma con lei tutto è finito lì e si è concentrata sulla musica e lo spettacolo che avveniva sul palco.

Il sedere di Sandra era sempre lì a portata di mano ed allora ne ho approfittato prendendole una mano per portarla dentro i mei jeans tra la pelle della mia pancia ed il tessuto.

Lei sorpresa si è voltata ed ha esclamato “Sei Matto! Cosa stai facendo? É già bagnato!” ed intanto tenevo la mia mano sul suo culo ballando insieme a lei che premeva sul cazzo. È stato il momento in cui ho azzardato maggiorante: ho spostato la mia mano sul bordo dei suoi leggings in lattice e l’ho spinta dentro delicatamente a toccare il suo culo, per sentirla bene l’ho avvicinata a me e l’ho spinta ancora più forte contro il cazzo. L’effetto di quella mossa ha fatto sì che raggiungessi la sua figa ma non sono entrato tra le sue grandi labbra.

“Per favore, non farmi niente!” ha urlato. Senza che Ivana se ne accorgesse ed ho risposto “Sono eccitato. Sei la mia nuova fighetta”

La replica non c’è stata e mi ha levato la mano dai leggings e, guardandomi negli occhi, si ha leccato le dita umida per quelle piccole gocce che mi erano uscite dal glande.

“Vorrei che mi vedessi da solo quanto ho da darti” le ho urlato.

Sandra mi ha risposto “Perché no! Ma ora no”

Non ho seguito il suo desiderio ed ho continuato a premere il suo corpo su di me per cercare di arrivare a farle una sgrillettata.

Appena sono sceso tra i suoi glutei ho capito che c’era qualcosa di particolare e mi sono ricordato che non avevo visto segno di slip o mutandina, ho pensato che indossasse un perizoma con il filo ma poco dopo ho allungato un po’ le braccia per abbassare leggermente i leggings ed ho scoperto che sotto il suo vestito non aveva niente.

Per darmi conferma che le piaceva la mia mano nelle sue intimità Sandra ha stretto la mano tra le gambe tanto che a malapena sono riuscito a tirarla fuori.

Intanto lei con la sua mano messa dentro il mio boxer ha proseguito nella sega e così mi ha fatto quasi venire.

Quando pensavo di sborrare ho abbracciato Ivana la quale ignorava che tra me e Sandra ci fosse sesso.

“Che ti succede?” mi chiede e rispondo “Vado in bagno. Tu vieni?”

“No, ma penso che Sandra abbia necessità” risponde la mia ragazza.

“Wow, che fortuna!” dico a me steso ed Ivana si è rivolta all’amica urlando per superare il livello della musica “Se vuoi andare in bagno ti può accompagnare lui che ci sta andando”

“Oh, sì, grazie. Allora ci vediamo tra poco” fa Sandra rivolgendosi ad Ivana.

In qualche modo scivolando con difficoltà tra la folla ci siamo avviati verso i servizi igienici ed i bar. Eravamo io e Sandra che tenevo per mano come fosse la mia donna.

Il bar era affollato perché molte persone preferivano chiacchierare piuttosto che partecipare al canto o ballare ma preferivano soltanto ascoltare in sottofondo la musica e farsi una bevuta.

Noi due siamo andati direttamente bagno ma all’ingresso di quello delle donne c’era una lunga fila mentre quello degli uomini era più libero ma non completamente vuoto.

“Cosa vuoi fare?” ha chiesto Sandra.

“Mi sa che andiamo nel bagno degli uomini”

E la replica maliziosa e molto ammiccante è stata “Quindi immagino che dovrai fare una fila lunga tanto quanto dura il concerto! Sei sicuro che posso entrare nel bagno dei maschi?”

“Beh, qual è il tuo problema? Tu sei con me”

“No! ‘E che ho detto agli altri che sarei tornata il prima possibile”

Ma la nostra voglia era tanta e siamo corsi dentro entrando nel primo gabinetto libero anche se era piccolo per starci in due.

Ivana si è abbassata i leggings e si è inginocchiata per mandare un messaggio, il che mi ha eccitato ancora di più quando ho letto i messaggi di Ivana in arrivo.

Mentre scriveva e guardava il pavimento, ho sbottonato il jeans, mi sono tolto il boxer e ho lasciato libero il cazzo che appariva gonfio come se fosse stato cerchiato alla base ed ho dato due o tre colpi sulla fronte di Sandra, le ho sollevato la testa ed ho spinto il cazzo nella sua bocca.

Sandra lo ha accettato senza opporsi succhiando sempre più velocemente.

Per potermi spompinare meglio si è seduta sul water ed ha cercato di prenderlo per intero provando a farmi un pompino profondo.

Era la prima volta che una ragazza mi faceva un pompino profondo e debbo dire che ci è riuscita bene. Da come lo ha fatto ho intuito che non fosse la prima volta e che ne fosse esperta.

È stato bello e mi è piaciuto parecchio.

Mentre mi aveva in bocca ho chiuso gli occhi immaginando la sua goduria.

È stata fantastica.

Per dimostrarle quanto mi piacesse le ho afferrato la testa e l’ho spinta per far entrare il cazzo più a fondo possibile mentre lei mi accarezzava le palle.

Poi non so per qual motivo, con mio dispiacere, ha interrotto il pompino e si è sollevata ma mi ha consolato dicendomi “Dato che io e te siamo eccitati, vorrei che mi scopassi. So che non te lo aspetti ma è da tanto tempo che volevo farlo con te però non voglio portarti via da Ivana a meno che non lo voglia tu”

Le sue parole entrano in me dagli occhi e dalle orecchie. Mi ha parlato tenendo lo sguardo fisso sui miei occhi come fossero la porta che conduce direttamente al mio cervello.

Senza che le chieda niente si è girata verso il muro offrendomi il culo.

Tutto questo non me lo aspettavo e sarebbe stata una delizia se mi avesse permesso di scoparla nella figa già bagnata dove già poco erano entrate prima due e poi tre dita; se avessi continuato sarebbe entrata anche tutta la mano tanto era elastica la sua figa.

Vederla nuda ed offrirmi il culo mi ha infoiato parecchio ed allora l’ho afferrata ed ho spinto a me il culo, ma lei ha allungato la mano ed ha afferrato il cazzo per condurlo sulla sua figa calda in cui è affondato facilmente. Ho iniziato a montarla aiutata anche da lei che oscillava avanti ed indietro.

Non ci è voluto molto ed ho avuto la sensazione come se stessi per sborrare. L’ho tirato fuori e mi sono voltato verso una parete su cui indirizzare gli spruzzi di sborra per non venirle sui suoi indumenti.

Per la prima volta ho scopato Sandra appassionatamente e profondamente e non Ivana. Per me erano sensazioni totalmente nuove ed eccitanti.

“Hai visto che bello?” mi fa Sandra.

“Sì, bellissimo! Mi piacerebbe saperti sempre carica in questo modo. Pensi che per la prossima volta si possa fare senza causarti imbarazzo?”

Sandra mi ha guardato ancora negli occhi ma non mi ha risposto però mi ha chiesto di non lasciarla lì con la voglia repressa.

Stavolta a non rispondere sono io ma mi sono leccato di nuovo le dita e le ho infilate nella sua figa, erano a volte due, a volte tre.

Poi per farla godere di più mi sono inginocchiato ed ho infilato la lingua e il naso nella sua figa bagnata. Ho tenuto con le mani le natiche il più possibile larghe e l’ho leccata appassionatamente.

Lei mi ha ringraziato fin dall’inizio sospirando e mugolando.

Tutto filava liscio tra il frastuono della musica e delle voci esterne quando siamo stati interrotti da qualcuno che bussava alla porta “Hai finito amico? Qui c’è gente che aspetta!”

Non abbiamo dato retta all’invito di chi bussava ma ho smesso di leccare la figa che era già pronta, quindi mi sono sollevato. Sandra ha afferrò il cazzo e mi ha chiesto di scoparla nel culo.

Ho preso un preservativo dalla tasca, ho strappato la bustina, l’ho indossato ed ho spinto il cazzo nel buco. Era molto stretto ma lo stavo sfondando tra sospiri e lamenti di Sandra che diceva “Dai, dai, entra! Ti voglio in fondo, allargalo!”

L’ho spinto ma non così forte da farle del male e poi è iniziata la normale scopata in culo.

È stato ovviamente fantastico per lei perché stava spingendo i suoi glutei verso di me e stava facendo godere anche me.

Però il rompiballe di turno c’è sempre ed ha bussato di nuovo ciò ha causato un aumento del ritmo per affrettare l’arrivo della sborrata.

Per fare in modo che non forzassero la porta mi ci sono appoggiato sopra e con le mani libere ho afferrato le tette. Le ho tirato giù il reggiseno ed ho preso le mammelle tra le mani.

“Che bello! È duro. Mi piace così!” diceva Sandra “Continua così, ti prego! Aprimi bene, allargami fino in fondo! Riempimi di sborra!”

Come potevo interrompere? Non mi è sembrato proprio il caso ed ho continuato accelerando il ritmo fino allo spasimo tanto che io e Sandra siamo venuti quasi insieme.

Ci siamo rilassati di colpo ed ho preso dei fogli di carta per asciugarla tra le gambe ed anche il mio cazzo ma non è bastato perché la sborra era finita anche sul suo leggings di latex teso tra le gambe. Per pulirlo se lo ha levato e lo ha asciugato, ha riassettato il reggiseno ed a quel punto eravamo pronti per uscire.

Appena fuori dal gabinetto tutti i ragazzi ci hanno guardato ma li abbiamo ignorati andando a lavarci le mani.

“È stato grandioso!” ha detto Sandra “Non immaginavo nemmeno che potesse essere così bello farlo in un bagno pubblico!”

Io ho sorriso e siamo tornati a goderci la musica e la danza. Appena tornati dalla mia Ivana e lei dal suo Marco, ci siamo scambiati un’occhiata.

Ivana si è resa conto che qualcosa era successo ma non poteva e forse non ne voleva parlare.

Durante una pausa tra un brano musicale e l’altro mi ha chiesto “In bagno faceva caldo come qua?” ed ha accompagnato le parole con un occhiolino ridendo ed ha proseguito “Vi stavate rinfrescando, vero?”

Ed ha proseguito a cantare e ballare.

Il resto della notte è andata benissimo.

Dopo il concerto siamo andati in pizzeria e poi siamo tornati a casa dopo esserci salutati.

È stato in pizzeria che parlando tra di noi di vacanze è nata l’idea di andare insieme al mare in un paradiso tropicale oppure alle Isole Canarie o a Maiorca.

Era il sogno delle due ragazze ma a anche di noi due loro fidanzati.

Su una cosa siamo stati subito d’accordo: Saremmo stati noi quattro e non altri.

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