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Valeria e Massimo capitolo 6: la vacanza in Sardegna quarta parte gli ultimi 3 giorni ed il ritorno

By 18 Giugno 2026No Comments

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Valeria e Massimo capitolo 6: la vacanza in Sardegna terza ed ultima parte

Dopo aver fatto il bagno Gaspare, Aurelio ed Antonio si asciugarono e si ritrarono nelle loro stanze, le ragazze si offrirono di andare a fargli compagnia ma credo che fossero stanchi oltre ogni limite e rifiutarono ringraziando.
Restammo Michele Valeria e le 4 ragazze.
“Ti dispiace se mi godo ancora un po’ la tua ragazza? E’ veramente fantastica, sei un uomo fortunato, non devi chiedere nulla, non ha limiti e quasi sempre anticipa i miei desideri. Se potessi la sposerei ma so che è innamorata di te per cui mi devo accontentare di godere delle sue grazie. Fra poco ce ne andremo ma mi piacerebbe rivederla anche nel mondo civile anche se capisco che avete il vostro tran tran e questa è una vacanza. Vi lascerò comunque il mio contatto e vi pregherei di poter avere il vostro”.
“Grazie per le belle parole, mi è venuto tutto spontaneo, se ripenso alla Valeria di qualche mese fa, pre compleanno di Massimo, non avrei mai detto di essere così disinibita e calda, anzi diciamocelo pure molto vacca ma quello che ho fatto è stato per il piacere fisico mio e vostro e non lo rimpiango. Torneremo a casa a studiare e non ti posso promettere che ci rivedremo. Amo Massimo e mi rendo conto che è combattuto per cui se fosse necessario rinuncerei a tutti i cazzi del mondo per concedermi solo a lui e nelle modalità che preferisce, anche se devo dire che quanto fatto mi ha veramente reso una donna sessualmente appagata”.
Decisi di dire due parole pure io mentre le ragazze si erano sdraiate sui divanetti e la coca stava cominciando ad calare di effetto rendendole molto flosce.
“Michele tu sei arrivato dopo i nostri tre ospiti per cui, anche se sei andato oltre i limiti precedenti, non sei tu ad aver aperto il portone della libidine di Valeria. Le amo da impazzire e tutto quanto fatto cazzi compresi mi infastidisce ma mi eccita, mi rende orgoglioso che sia la mia ragazza e mi fa incazzare per la mentalità corrente per cui sono un cornuto. Però tutto quello che abbiamo fatto mi è piaciuto. Vederla piena in tutti i buchi e ripulirla poi dalle sborrate dei vari maschi che se la sono sbattuta mi ha più eccitato che infastidito per cui parleremo Valeria ed io e ti faremo avere una risposta”.
Presi Valeria per mano e andammo nella nostra stanza, facemmo una doccia colma di coccole e ci infilammo nel letto.
Michele intanto salì in auto con le ragazze e se ne andarono.
Dormimmo fino a mezzogiorno e fummo risvegliati da un profumo delizioso di pesce alla griglia.
I nostri anfitrioni erano andati in paese, recuperato pesce freschissimo acceso il barbecue e cotto quella meraviglia.
Mangiammo tutti insieme senza alcuna pulsione sessuale, la festa della sera prima era stata una specie di suggello a quanto avvenuto durante tutto il periodo trascorso lì.
Al pomeriggio sul tardi andammo al mare e facemmo aperitivo in un bel bar. La vacanza ci aveva stancato ed aver superato ogni limite senza prospettiva di andare oltre ci aveva un po’ emotivamente svuotato. Valeria si era messa al sole in topless con un micro perizoma eppure i tre uomini non la guardavano più con interesse ma solo come una cosa bella da ammirare. Trascorse allo stesso modo il giorno successivo ed arrivò il giorno della partenza, Stivammo tutto in auto ed andammo a prendere il traghetto. Il viaggio fu senza intoppi, si tornava alla solita vita fatta di impegni e di un clima fetente.
Ci salutammo a casa di Gaspare, Valeria ed io avevamo previsto di andare a casa dei nostri per una settimana e ci demmo appuntamento per l’inizio di settembre.
Feci una sorpresa a Valeria che, approfittando del fatto che i suoi avevano affittato una casa in Liguria, aveva allungato la vacanza pur portandosi appresso i libri per preparare un esame il cui appello era previsto per metà settembre. Fu molto felice di vedermi, c’era un divano letto ed i suoi mi accolsero con calore ma, ovviamente per il tempo, di dormire insieme non se ne parlava.
Le pile si erano ricaricate e la voglia tornata forte ma la logistica non aiutava per cui finimmo a scopare in spiaggia con la paura di essere scoperti. Sembrava di essere tornati indietro di parecchi mesi.
Valeria era calda ma nemmeno lontana parente dalla ninfomane scatenata della vacanza in Sardegna.
Approfittammo dei giorni in Liguria per capire cosa volevamo fare al rientro nella città dove studiavamo.
Economicamente, per poterci consentire un posto per noi, avremmo dovuto lavorare entrambi anche se l’anno trascorso in casa di Gaspare ci aveva fatto mettere da parte i soldi per pagare almeno i tre mesi di affitto iniziali. Decidemmo di restare da Gaspare e per quello che riguarda il sesso non prendemmo decisioni. Ormai mancava poco più di un anno alla laurea ed andare a vivere insieme per conto nostro ci sembrava una buna idea. Per entrambi le prospettive di lavoro erano nella vicina Milano dove una casa era sicuramente troppo cara per cui avremmo fatto i pendolari. Avremmo anche dovuto fare uno stage di un paio di giorni alla settimana e le occasioni più interessanti erano proprio a Milano per cui avremmo di fatto collaudato quella che sarebbe stata la nostra vita negli anni a venire.
Me ne andai salutandola e dando appuntamento a casa di Gaspare.
Io dal mare andai direttamente lì, il treno era molto comodo e mi ero portato le chiavi.
Arrivai che erano passate le 23, mi ero dimenticato di telefonare per avvisare per cui cercai di fare piano per non disturbare.
Quand aprii la porta sentii dei mugolii provenire dalla nostra stanza, entrai piano e trovai Gaspare che stava “scopando” una bambola di gomma con indosso i vestiti di Valeria. Non volevo metterlo in imbarazzo per cui piano piano me ne andai, avrei dovuto avvertire ma soprattutto stare fuori casa. Fortunatamente lì vicino abitava un amico e vidi la sua luce accesa, suonai e mi fece salire. Stava studiando per cui mi disse che potevo stare lì per la notte ma solo se non disturbavo. Il giorno successivo telefonai a Gaspare informandolo che sarei arrivato per mezzogiorno e puntuale mi presentai.
La nostra camera era perfettamente in ordine, Cerano i vestiti di Valeria stesi. Aveva fatto un bucato con buona parte del guardaroba della mia ragazza.
Cosa dovevo fare, informare Valeria per telefono in modo che fosse preparata o lasciare pensare a Gaspare che nessuno sapeva nulla? Optai per la seconda opzione, in fondo con quello che era successo in Sardegna il feticismo verso Valeria era una cosa innocente. Capii però che quando Valeria fosse rientrata probabilmente Gaspare avrebbe voluto di nuovo la sua parte e non ero più così sicuro che la cosa mi stesse bene. Erano una serie di pensieri molto complessi, la mia ragazza scopata in tutti i buchi da un super dotato anziano e dai suoi amici con lei che non solo tollerava ma anzi incoraggiava perché godeva come una ninfomane, Gaspare che poi ci aveva ospitato in vacanza pagando tutto e la aveva portata a farsi riempire da un sacco di cazzi ovunque, mi spaventavano di meno del feticismo applicato ad un manichino con degli abiti. Ero strano? Forse.
Finalmente arrivò Valeria, eravamo tutti e due sotto con gli studi ed i posti migliori per lo stage erano molto ricercati, oltre ai voti per i quali Valeria era fra i migliori, le ditte volevano fare colloqui per capire la disponibilità delle persone.
Andammo a fare colloqui in tre posti, uno in comune. Valeria fu presa in tutti e tre, io con voti simili ma sicuramente meno bella presenza (e l’esaminatore dei candidati sicuramente apprezzava la bella presenza) io invece solo in quello meno prestigioso.
Lo stage prevedeva presenza tre pomeriggi alla settimana dalle 14 alle 18. Avevamo il tempo per andare a lezione al mattino e poi prendere il treno ed andare a fare praticantato.
Una sera ci trovammo con comodo, Gaspare era fuori e così affrontai il punto che mi angosciava. Raccontai a Valeria del manichino, lei ci rise su rispondendo se era bravo come lei a fare le pompe.
Le dissi che avrei preferito, anche facendo sacrifici, andare a vivere insieme in un piccolo appartamento. Con lo stage in ballo, le lezioni e volendo mantenerci restava solo la sera per lavorare. I nostri ci passavano i soldi per il collegio e per un anno li avevamo messi via per cui avevamo margine per cominciare.
Trovammo entrambi lavoro come camerieri, lei in una birreria ed io in un ristorante pizzeria.
Iniziai a cercare il posto dove andare a stare, lo trovai dopo una ricerca. Quelli che costavano poco erano tutti tuguri poi un colpo di fortuna. Un amico ex compagno di corso aveva il fratello che stava per laurearsi ed avrebbe abbandonato l’appartamento che aveva un canone accettabile senza essere un cesso, un vero colpo di fortuna.
Lo prendemmo quindi andammo da Gaspare a comunicare che avevamo deciso di camminare con le nostre gambe. La cosa lo intristì ma disse che capiva e ci aiutò con la sua auto a fare il trasloco delle nostre case. Ci regalò anche una bottiglia di vino ed il frigorifero sottolavello visto che quello esistente si era rotto. Un vero signore.
Si raccomandò di farci sentire che avrebbe avuto piacere.
Iniziammo il nostro tran tran ma Valeria arrivava a sera distrutta, non scopavamo più si alzava presto per studiare, le lezioni, il treno mangiando un panino, lo stage ed in birreria finiva spesso oltre l’una di notte. Io invece ero un po’ più fortunato perché alle 11 avevo finito tutto. Le proposi di scambiarci ma il padrone della birreria mi fece notare che da quando c’era Valeria gli affari erano migliorati moltissimo. Le propose di darle la stessa paga tagliando un paio di ore e così fu.
Nonostante questo eravamo tutti e due sempre stanchi, il weekend lo passavamo a riposare e studiare, se andava bene scopavamo una volta alla settimana insomma non era più vita. Volevamo però tenere duro visto che la cosa sarebbe durata un solo anno. Poi avvenne quello che non mi aspettavo. Una sera che c’era il turno di riposo in birreria per Valeria, si fermò a fare straordinari. Sul treno che mi riportava a casa sentii due signori che tornavano dal lavoro che tessevano le doti di una tale Valeria, stagista nella loro ditta. Molto brava, figa e che era entrata nelle grazie del capo del personale. Secondo loro le avrebbero offerto un contratto di lavoro molto ben remunerato e che talvolta il capo del personale la tratteneva a fare straordinari. Valeria lavorava alle risorse umane e quindi capii subito che stavano parlando di lei. I due velatamente fecero insinuazioni sul fatto che oltre che brava fosse molto disponibile a fare gli straordinari.
Stetti zitto ma quando rincasai, dopo aver lavorato al ristorante, Valeria era già in casa sdraiata sul letto che ripassava per un esame che avrebbe avuto la settimana successiva.
Le dissi cosa avevo sentito lei mi guardò sgranando gli occhi ed incazzata mi disse: “non avrai creduto a quei due stronzi? Si mi fermo e si il capo del personale ha un debole per me. La ditta in cui sto facendo lo stage è molto buona lo sai. Non ti ho detto nulla (del capo del personale) perché siamo andati a vivere lontani da Gaspare per rasserenarti e non volevo ti preoccupassi. Abbiamo dato un taglio al passato, non mi credi?”
La abbracciai e baciai e facemmo l’amore ma dentro di me sentivo che qualcosa non andava, mancava qualche informazione.
Una sera al ristorante dove lavoravo arrivò Gaspare con i soliti due amici che si erano scopati Valeria in lungo ed in largo per tutte le vacanze. Li servii io e mi intrattenni a raccontare come stava andando. Gaspare, saputo che eravamo sempre molto stanchi, si offrì di aiutarci senza nulla in cambio. Un prestito che mi restituirete quando lavorerete, disse. Per educazione risposi che ne avrei parlato con Valeria e gli avremmo fatto sapere.
Appena ebbi tempo per parlare con comodo raccontai l’offerta a Valeria. Lei mi guardò e mi disse: “mi manca il cazzo di Gaspare ed in parte anche quello degli altri due, non voglio fare debiti se gli proponessi di darci i soldi in cambio di una scopata al mese come la prenderesti?”.
Restai di sasso ma il tarlo che mi rodeva dentro trovò la strada. Valeria amava il cazzo ed in dimensioni abbondanti. Quando non aveva avuto fattori che la stancavano ne aveva approfittato, in vacanza senza nulla da pensare si era comportata da ninfomane. Era inutile resistere, tenerla fedele fisicamente (di testa non mi aveva mai dato da dubitare) aveva senso? Non volevo fare il mantenuto grazie alle sue marchette. Dovevo trovare una soluzione.
Espressi i miei dubbi a Valeria e lei trovò la soluzione. “Ti amo ma questa vita non la reggo, mi sento una bestia da soma. Sono giovane mi voglio divertire, lavorare il giusto e, possibilmente scopare tanto perché mi piace proprio. Potremmo fare così, smetterò di lavorare la sera e Gaspare mi darà il corrispondente dello stipendio della birreria, tu continuerai a lavorare al ristorante così non sarai un mantenuto”.
Le dissi che ci avrei pensato, era una decisione strana. Valeria aveva già preso il cazzo di quello che sarebbe stato il suo cliente ma mai direttamente per soldi però la vacanza ce la avevano pagata quindi, di fatto, ero già stato il suo mantenuto. Il mattino dopo le comunicai che mi stava bene, mi baciò e mi ringraziò a lungo. Avevo voglia del cazzo super di Gaspare e non sapevo come dirtelo, meno male che è uscita questa occasione.

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