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Avevamo quasi terminato la nostra stagione, a settembre avevamo assistito allo sbarco i nostri ultimi ospiti nel Principato di Monaco e dovevamo far rotta verso Ibiza. Lo yacht su cui lavoro misura una cinquantina di metri ed a bordo eravamo dieci persone di equipaggio, tra di noi c’era una hostess australiana che ha attirato la mia attenzione fin da quando sono arrivato. Mi sono detto che era una bella figa ma qualcuno mi ha sussurrato che il primo ufficiale le girava intorno e le faceva una corte serrata. Con il passare dei giorni mi sono subito reso conto che in segreto loro due erano molto intimi il che non ci ha impedito per tutta la stagione di parlarle e di ridere molto fin da quando ho messo piede sull’imbarcazione ripromettendomi di scoparla. A bordo purtroppo non è stato così essendo gli impegni numerosi e tali da non potermi concedere un momento di discussione per conoscerla meglio e di farle delle proposte. Qualche scambio l’ho avuto ma il tempo è stato pochissimo e tale da non approfondire le nostre reciproche conoscenze.
Lungo la rotta, di sera, eravamo all’ancora al largo di Antibes. A bordo non c’era più l’intero equipaggio poiché andavamo a far rimessaggio ad Ibiza. C’era il capo ingegnere, un marinaio, lei, ed io, il tenente.
Per festeggiare la fine della stagione di lavoro dalla cantina di bordo abbiamo preso una bottiglia di rosé per divertirci e rilassarci.
La Hostess con cui ormai un minimo di conoscenza c’era già avendo vissuto insieme quattro mesi a bordo, mi ha chiesto se volessi giocare a scacchi ed io ho acconsentito a quella proposta. Ci siamo sistemati in sala da pranzo ed a giocare eravamo soli.
Nella prima partita l’ho battuta con alcuni colpi. Al momento dello scacco matto ricordo di averla vista sorridere maliziosamente e chiedermi una rivincita ma già dal secondo movimento ho sentito i suoi piedi contro una delle mie caviglie. A quel suo gesto insistente ho fatto finta di non aver sentito niente e non ho reagito perché volevo vedere fino a che punto si sarebbe spinta. Ho proseguito a giocare ma la mia attenzione era rivolta alle sue mosse sotto il tavolino.
Ho fatto le mie mosse sulla scacchiera e nell’ultimo movimento avevo posato la mia pedina quando proprio in quel momento lei ha mosso un piede portandolo su per la gamba, ha superato il ginocchio e, scivolando sulla mia coscia e poi sull’altra, è arrivata a poggiarlo nel mezzo.
Forse era sua intenzione distrarmi e poter vincere la partita ma aveva trovato una persona che di partite di scacchi ne aveva fatte tante.
Lei ha continuato a giocare ed io, sentendo il piede premere sul cazzo completamente gonfio e turgido, ho perso tutta la concentrazione che si è spostata sui movimenti del piede che ha sfiorato il cazzo molte volte disorientandomi e facendomi concentrare su ciò che accadeva tra le mie gambe e sotto il tessuto dello slip.
La partita a scacchi ed anche tutto il resto è stato interrotto dalle nostre radio di bordo che ci hanno fatto lasciare tutto e correre ai nostri posti di manovra.
Il restante tragitto fino ad Ibiza si è svolto di notte ed era mio compito fare la sorveglianza notturna sul ponte. Anche lei era di turno ma da un’altra parte dell’imbarcazione.
Come di consueto ho mandato il marinaio di turno a fare giro dell’intera imbarcazione e sapevo che avrebbe impiegato almeno un’ora a fare l’ispezione. Inoltre sapevo che avrebbe mangiato, non avendo cenato precedentemente, ed avrebbe giocato al telefono restando nella mensa dell’equipaggio.
La navigazione stava avvenendo al buio ed era buio anche sul ponte come si fa durante i viaggi notturni poiché si ha una migliore visione delle luci di segnalazione e dei fari costieri in lontananza.
Ero al posto di comando al centro della plancia e davanti ai comandi del timone.
La ragazza ha fatto le scale per arrivare al mio posto di lavoro senza dire una parola fermandosi di fronte a me e subito mi ha dato un baciò appassionato con tanto di lingua in bocca che sembrava non finire più. Infatti ho lasciato i comandi al pilota automatico e l’ho presa per i fianchi con le mani aspettandomi un bacio infinito.
Lei mi ha accarezzato l’inguine ed ha iniziato ad accarezzarmi sopra i pantaloncini blu navy soffermandosi sulla mia già intensa erezione.
È rimasta lì per un lungo momento per rassicurarsi che il mio cazzo fosse effettivamente turgido ed eretto, poi ha fatto scorrere la mano sui miei pantaloncini prima di infilarla nella braga e scendere per afferrare il cazzo che ha accarezzato. Dopo avermi baciato mi ha abbassato la zip e lo ha estratto guardandolo ammirata. Sembrava che non ne avesse mai visto. Finita l’ammirazione ha stretto il cazzo con una mano e lentamente, forse per paura di tarmi mae, ha iniziato a scendere e salire andando avanti ed indietro stringendo sempre più forte.
Ho slacciato il primo bottone dei pantaloncini e lei ha lo ha abbassato sui piedi, boxer inclusi lasciando che il cazzo svettasse teso e puntasse le sue labbra.
Lei mi ha lanciato uno sguardo pieno di libidine e lo ha preso ancora una volta in mano indirizzandolo alla sua bocca dove lo aspettava una lingua esperta. Intanto nella parte rimasta fuori dalle labbra la mano ha continuato ad aumentare il ritmo.
Mentre lei mi divorava il cazzo la fissavo e la guardavo inarcando leggermente la schiena.
L’ho lasciata fare pettinandole all’indietro i capelli per continuare a vederla in volto mentre andava sempre più veloce, sempre più in profondità arrivando a metterlo fin quasi in fondo alla sua gola.
Al momento in cui lei è salita in coperta ero seduto sulla sedia girevole davanti al timone e dopo le prime fasi mi sono riseduto.
Ad un tratto ho sentito girare la seduta su cui mi trovavo, era il momento in cui inizia l’orgasmo di cui a lei importava poco.
Ho afferrato il sedile cercando di trattenere il rantolo che solitamente emetto alla sborrata.
Lei non si è impressionata di ciò che le avevo rilasciato in bocca ed è rimasta con le labbra strette godendosi tutto ciò che si era depositato sulla lingua.
A mio orgasmo avvenuto ha rallentato il ritmo continuando più lentamente come se volesse prolungare il momento e assaporare la borra prima di lasciarsi andare. Infine mi ha sorriso e di ha passato la lingua sul labbro inferiore facendomi capire che la mia sborra era stata anche ingoiata.
Prima che lei mi baciasse la guancia e mi chiedesse di raggiungerla alla fine del mio turno, ho sollevato i miei pantaloncini da marinaio.
Alla fine del mio turno di lavoro sono sceso sotto coperta per andare nella sua cabina sicuro che l’avrei trovata sola.
Lei doveva essere una donna molto calda ed anche multi orgasmica. Quest idea me l’ha data poiché arrivato a pochi passi dalla sua cabina ho sentito un continuo urlare e godere in maniera molto rumorosa.
L’uomo che era con lei era il primo ufficiale che doveva essere un bravissimo amante, molto resistente a giudicare da quel che stava accadendo.
La voce di lei si sentiva nitidamente ” Dio amore, mi stai spaccando. È enorme non resisto. Godoo godooooooo” e poi “É bellissimo, sì ancora dai, non fermarti ti prego! Inculami ancora, così dai, sto godendo, godo ancoraaaa, porco, porco, sono la tua puttana, ti prego riempimi, riempimi con la tua sborra”
Se quell’uomo aveva un’erezione incredibile, io non ero certo da meno, e ero eccitato come non accadeva da tempo.
Lui intanto era entrato in lei senza alcuna difficoltà ed ho pensato che lei fosse bagnatissima.
Io ho cominciato a toccarmi mentre lui la stava martellando con lei che cercava di seguire il ritmo del suo uomo. Mi sono segato pensando a come lei si stava dando a quell’uomo.
Poco dopo l’ho sentita distintamente godere ed anch’io ho avuto un orgasmo.
Da come l’avevo sentita urlare ho supposto che lui non fosse un uomo ma un trapano.
La mattina dopo ci siamo svegliati che eravamo ancora in navigazione.
Quando dopo la toilette siamo saliti in coperta ho trovato il primo ufficiale al timone e lei che stava preparando la colazione.
Lui si intuiva che era completamente nudo mentre lei era coperta solo da un grembiule. Notando la mia sorpresa per la loro nudità lui mi ha detto che la vita di mare andava vissuta in maniera naturale.
L’idea mi ha colto di sorpresa ed ho risposto che non c’era problema e che mi sarei adeguato e lui di rimando mi h invitato a fare colazione con loro due.
Al termine loro sono andati nella loro cabina e li ho sentiti discutere a basso volume del fatto che mi fossi che loro fossero nudi davanti a me. Ho capito bene che lei era furibonda.
Intanto lui ha dato ordine di fermare la navigazione e ci siamo fermati nel mare totalmente piatto in una giornata di sole meraviglioso.
Che cosa abbiano fatto in quella notte non so ma sicuramente hanno scopato perché lei era sfatta e molto stanca “Stanotte non ho dormito niente”
“Come mai?” ho chiesto.
“Non te lo immagini?” ha replicato lei.
“Monique sei davvero bellissima. É un vero delitto coprire tanto ben di dio!”
Stranamente le mie parole anziché infastidirla, lei le ha apprezzate e le ha intese come una lusinga.
Man mano che passava il tempo io mi sentivo sempre più a mio agio provando anche uno strano stato di agitazione ed eccitazione nello stare nudo.
Monique, questo era il nome della giovane australiana, era seduta davanti a me ed avevo davanti le sue belle tette che ad occhio sembravano una quarta.
Ripensando a ciò che avevo sentito da dietro la porta della loro non ho potuto fare a meno di pensare allo stato del suo culetto ed immediatamente dopo mi è venuto spontaneo pensare alla dotazione del suo amante che non ho tardato a vedere lasciandomi decisamente sorpreso. Infatti per puro caso mi sono trovato a pochissima distanza da quel cazzo che era davvero enorme, in quel momento moscio e penzolante che era almeno il doppio di quello mio in piena erezione. Davanti a quello spettacolo della natura non sono riuscito, mio malgrado, a distogliere lo sguardo sino a quando lui non si è girato dandoci le spalle. Solo allora mi sono reso conto che lei stava sorridendo e guardandomi ha sussurrato “Non passa certo inosservato, vero?”
Dopo aver terminato la colazione ad un certo punto lui l’ha chiamata chiedendole se provare a governare il timone ed ha acconsentito con entusiasmo. Lui da primo ufficiale ha dato l’ordine di riavviare i motori e riprendere la navigazione.
Per assistere Monique lui si è sistemato dietro di lei facendole sentire tra le chiappe il suo enorme bastone che si stava progressivamente allungando ed inturgidendo.
Ero inebetito nel vedere la scena di seduzione e di preparativi all’accoppiamento e non sapevo cosa fare. Da una parte avrei voluto scappare e dall’altra veder quel palo mastodontico vicino al suo nella speranza che entrasse in lei.
Mentre nei compiti di primo ufficiale, lui spiegava a Monique come accelerare, decelerare e leggere la bussola per seguire la rotta, io ascoltavo ma sentivo la mia prepotente erezione che mi ha portato a segarmi come poche volte mi era accaduto.
Lei si è arcuata in avanti offrendo il culetto poiché era evidente che desiderava essere penetrata anche se ero lì a guardarli. Era incredibile che fossi talmente eccitato ed ormai sentivo di essere prossimo all’orgasmo.
Inaspettatamente mi ha ceduto i comandi e rivolto a lei con tono imperioso “Guarda Monica come mi hai ridotto, svuotami!” e lei prontamente si è inginocchiata per fargli un pompino mentre lo segava.
Io non riuscivo a non guardarli e l’unico pensiero era che avrei tanto voluto essere al posto del mio comandante.
Poco dopo ho sentito dei rumori e voltandomi ho visto lei messa alla pecorina sul tavolino del con lui che da dietro la sbatteva in maniera a****lesca con dei colpi molto possenti facendo entrare ed uscire quell’enorme cazzo dalla sua figa.
Monique urlava tutto il suo piacere, io la guardavo e mi segavo tenendo il timone con una mano.
“Dai Monique sto già venendo, prendimelo in bocca così mi svuoto!”
Quelli erano ordini e lei ha ubbidito.
Quando lui poco è venuto, lei ha ingoiato tutto e subito dopo le ha ordinato di venire a darmi piacere.
Intanto il cazzo era riaffondato nel culo di Monique dopo essere stato lubrificato facendola godere senza soluzione di continuità.
Io ho fatto in tempo a venire due volte prima di vederla raggiungere l’orgasmo restando impalata. Lei si è inarcata ed ha squirtato con tutto il piacere che poteva esprimere. Quegli spruzzi sembrava non volessero finire mai.
Poco dopo lui è andato a farsi una doccia mentre io sono rimasto con Monique. Eravamo tutti e due silenziosi ed imbarazzatissimi, il primo a parlare sono stato io e le ho detto che mi era piaciuto e che forse avevo proprio bisogno di una botta di vita.
In quel preciso momento Il mio cazzo era ancora duro e Monique mi ha abbracciato dolcemente da dietro ed io le ho chiesto quanto le era piaciuto quel grosso cazzo che l’aveva scopata.
Lei mi rispose che lui era davvero un amante di primissima categoria, del resto li avevo potuti vedere “ e ti dirò che con la sua sensibilità ho provato solo poco dolore e poi un immenso piacere a cui non rinuncerei per niente al mondo”
Nel frattempo eravamo quasi arrivati alla nostra destinazione e pertanto era necessario coprirsi e questo fatto anziché sollevarmi mi rendeva un po’ triste. Confesso che mio malgrado mi piaceva e mi eccitava girare nudo e spesso mi perdevo a fantasticare su di lei alle prese con un maschio o meglio ed anche prendermi cura di quel grandissimo cazzo.
Anche gli altri membri dell’equipaggio erano scesi a terra o sbarcati, così siamo rimasti a bordo solo io, lei ed il primo ufficiale.
Lei già durante la navigazione si era sistemata nella suite padronale che ha un grande letto matrimoniale forse studiato apposta per poter scopare con chissà quali stupende ragazze magari anche escort di lusso.
Nella tarda mattina dell’arrivo sono entrato in quella grande cabina. l’ufficiale di bordo non c’era essendo andato in capitaneria per sbrigare pratiche varie. Ne ho approfittato per entrare in quella camera da letto nella speranza di trovare un gioiello sdraiato provocatoriamente in quel letto. Mi sono levato i vestiti e le ho coperto con una mano la bocca per evitare che urlasse di spavento ed ho giocato con la lingua sulle sue tette calde. La lancetta dei secondi si muoveva ed io cercavo la strada per la sua figa notando che era già gocciolante. Le mie dita hanno giocano sulla sua caverna bagnata di piacere. Ho accarezzato l’interno coscia e distribuito l’umidità sul clito facendole venire i brividi. Poi due mie dita si sono tuffate sempre più in profondità dentro di lei aumentando il ritmo man mano che affondavo in lei cercando anche il punto G per farla godere maggiormente.
Monique non ha reagito e con ogni movimento ho portato alla luce il succo della sua lussuria facendola gemere.
Ho levato la mano dalla sua bocca e sono passato a trastullarmi con le sue meravigliose tette.
Lei non fa niente per ostacolarmi e sento i suoi respiri e mugolii di piacere.
Mi siedo poi su di lei e stringo il mio cazzo gonfio tra le tette. Lei lo guarda ed ammira la cappella a pochi centimetri dalla sua bocca ed ha cercato di raggiungere il cazzo con la lingua. Ciò mi fa capire che è una sua preferenza averlo tra le labbra e lascio le tette per offrirlo alla sua bocca.
Monique con un rapido movimento lo ha fatto scomparire nella sua bocca e subito la lingua è andata a giocarci intorno. Il suo succhiare mi ha fatto impazzire e stavo per scoppiare.
Affinché anche lei potesse godere ed io potessi vedere la sua figa, mi sono girato realizzando un 69 e mi sono dedicato alla sua figa bagnata.
Ho giocato intorno al grilletto con la lingua godendomi avidamente i suoi umori che fuoriuscivano abbondanti ed ho anche aperto le labbra della figa con due dita penetrando in lei in profondità con la mia lingua.
A causa del piacere provato, Monique apre la bocca e si disinteressa del cazzo non facendomi un favore.
Le chiedo di mettersi alla pecorina e lei ubbidisce senza chiedere niente, forse se l’aspettava.
Appena posizionata non ho esitato ed ho spinto il cazzo dentro di lei fino a toccare l’utero.
“Ohhh che bello! Tiralo fuori e dammelo di nuovo. Ti prego!” mi fa lei.
Ad ogni movimento si sente uno schiocco dovuto al contatto violento tra la sua pelle dei glutei e della mia pancia.
Un grande specchio a tutta parete mostra uno scenario ad alto contenuto erotico con lei davanti a me, io sopra di lei che abbracciavo le tette mentre il cazzo continuava a sbatterla facendo schioccare rumorosamente anche le grandi labbra.
Infine un forte gemito ha annunciato il suo orgasmo ed ho sentito come racchiudere il mio cazzo sempre di più accompagnando il tutto con spasmi e contrazioni.
Ondata dopo ondata l’orgasmo è passato nel suo corpo, irrigidendolo.
Anche io sono venuto subito dopo e le ho detto che volevo venire dentro di lei. Ho sentito soltanto “Sì, riempimi. Voglio essere ingravidata da te!”
Ma quando la sborra stava per uscire mi ha bloccato ed io, meravigliatissimo, mi sono messo in piedi con il cazzo sporgente in avanti che guardavo la sua figa ancora bagnata e lucida.
Ero così eccitato che sarei potuto venire in qualsiasi momento.
Da sadica lei ha aperto le cosce presentandomi la sua intimità e si è subito data da fare per giocare con le dita, da sola e lentamente.
Era uno spettacolo che mi ha reso ancora più arrapato di quanto non fossi.
All’improvviso è saltata in piedi, si è inginocchiata davanti a me e si è messa a giocare con la mia cappella girando intorno con la lingua.
Ha così potuto notare quanto fossi eccitato e teso, quasi da scoppiare, poi si è scostata e mi ha mi ha guardato.
Io l’ho guardata implorando che facesse sborrare e lei, forse intuendo, ancora una volta si è distesa sul mio cazzo e, poiché mi è stato impossibile trattenermi, con diverse spinte ho sborrato sul suo viso, sulle sue tette.
Per me è stata una liberazione.
Prima che finissi gli spruzzi, mi ha preso il cazzo tra le mani muovendole come volesse segarmi, in realtà era forse più una mungitura. Infatti sono riuscito a tirare fuori l’ultimo spruzzo dopo un vigoroso massaggio proprio quando il glande è scomparso nella sua bocca per assaporare le ultime gocce.
Il suo viso era cosparso di sborra che lentamente stava colando verso le labbra che Monique ha aperto per raccoglierla con la lingua ed anche dirmi “Non me l’hai neanche fatta assaggiare!” ma le tracce di sborra agli angoli della bocca l’hanno tradita.
Monique era proprio golosa di sborra.
Con lei ci si rivede spesso. Ultimamente mi ha detto che l’ho messa incinta però non era sicura che fossi stato io, lo supponeva solamente da alcuni calcoli che lei si è fatta. L’esame del DNA stabilirà tutto.

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Autore Pubblicato il: 24 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici Etero, Trio, Voyeur0 Commenti

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