So che dovrò scriverti non una, ma dieci volte prima che tu risponda
So che dovrò attendere non dieci, ma più di cento giorni
So che l’insensata passione consumerà notti e giorni, giorni e giorni
So che con pena proverò il morso crudele di delusa speranza
Allora e solo allora arriverà il dolce viatico, l’utile conforto
Nessuno sa quanto lunga sarà la tribolante attesa
Né tu né io, eppure solo a noi spetta tagliare il nodo o riannodarlo
Intanto continua Tesoro, a stringermi la mano, mentre io annego
nel mare che placido m’invade.



Ciao Giulia, Pubblicherai anche i prossimi capitoli? La storia è interessante e mi piacerebbe vedere come si sviluppa.
Grazie mille!
Ottimo come sempre, egregio!
continua???? bello sto racconto
a nessuno andrebbe di fare dei disegni illustrativi di questa serie?