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Una ennesima litigata con la mia lei.
Veramente le palle che girano, veloce post su in sito di incontri ed eccomi tre ore dopo dentro un’auto, a segare un cazzo, a prenderlo in bocca, a pomparlo, a farmelo girare intorno la lingua, con il tipo che mi tiene la testa giù per infilarmelo il più possibile in gola e poi a sentire il seme che mi scivola sulla lingua mentre lo ingoio.
Torno a casa comunque non soddisfatto, quella voglia di cazzo resta.
Oltre a quella volta del plug mi è capitato solo una volta che il mio ano venisse violato.
Decisi che dovevo andare avanti, ma volevo evitare casini, sia con gente che si sarebbe rivleata magari incapace a inculare sia con un mio possibile nervosismo.
Non ci volle molto per trovare nei cassetti della mia lei una serie di cazzi finti, quando non c’era me ne servivo.
Piano piano mi aprivo il culo, mi abituavo alle sensazioni, cercavo di capire come fosse meglio mettermi.
Ovvio un cazzo di gomma non sostituisce mai uno vero, ma, in mancanza di meglio…
Migliorai la mia abilità a pulirmi prima, le prime volte assieme al cazzo usciva anche della merda, inutile negarlo, aggiustando un attimo la dieta e migliorando la tecnica mi ritrovavo praticamente sempre con gli intestini perfettamente puliti.
Ci voleva del tempo ma miglioravo.
Fino ad una sera di giugno, dopo qualche tira e molla, riuscimmo ad organizzare.
Era un piccolo appartamento, il tipo era sul divano, comodo, cazzo duro, io inginocchiato davanti a ingoiarlo ci eravamo già visti altre volte, aveva la tendenza ad essere un poco dominante, ma non avevo mai fatto nulla di più che succhiarlo e ingoiare il suo sperma.
Aveva decisamente un bel cazzo, deecisamente meglio dell’unico pezzo di carne che mi ero preso mesi prima.
Mi teneva la testa schaicciata contro di lui, la sua nerchia a riempirmi fino in fondo alla gola, quando lo tirò fuori era pieno di saliva, con fili di bava che andavano dalla mia bocca alla sua cappella, diverse volte quella sera aveva finito per muoversi come se mi fottesse la bocca, come se la mia bocca fosse una figa da sbattere o un culo da penetrare.
Bastò uno sguardo o poco più, mi trovai con le mutande calate, in ginocchio, la faccia appoggita ai cuscini del divano, il gel che mi scnedeva tra le chiappe, un veloce massaggio, il rumore di una confezione di profilattico che viene strappata, poco dopo mi sentii prendere per i fianch, la cappella che si appoggiava al muo foro e che iniziava a spingere.
Cedetti subito, era entrato, un poco di adattamento e poi iniziò a stantuffarmi.
Lo avevo già pompato e sapevo che era lungo ad arrivare, non era certo un tipo da due minuti di scopata.
E così fu, iniziò piano e leggero, entrava poco, poi, lentamente iniziò a spingere di più.
Mi sentivo l’orifizio che all’inizio dolorava abituarsi a quel avanti e indietro, a quel tirare e spingere.
Mi stava scopando di brutto, un paio di volte uscì completamente, quando lo fece gettò altro gel proprio dentro il buco aperto, la sensazione di caldo e freddo si mescolavano.
Dopo avere verificato che fossi bene lubrificato mi ripiantava la tega dentro e ricominciava a spingere, sarà andato avanti un bel po’, mi sentivo il culo indolenzito quando diede dei colpi violenti e mi trattenne a sè.
Sentivo il suo cazzo pulsare, non andava nè avanti nè indietro, cercava di stare più dentro di me possiblie, intuii la sua venuta, sentivo che le sue pulsazioni della nerchia volevano dire che stava sborrando, avrei voluto vederlo venire, o senire il suo seme entrarmi nell’intestino, ma, ovviamente, era meglio non correre rischi, beccarsi qualcosa da uno sconoscito ca cui ti sei fatto inculare non è proprio il massimo.
Quindi vabbé, mi accontentai di sentire il profilattico riempirsi, mi usciì da dietro lasciandomi aperto, il mio ano aveva le dimensioni del suo cazzo, mi ci sarebbe voluta qualche ora per richiudermi, ma nadva bene così.
E fu così che, se il cazzo che stavo pompando mi piaceva, andavo avanti. Il passaggio dai cazzi finti a quelli vere fu facile, alla fine.
A parte un poco di nervosismo le prime volte, farmi inculare divenne un piacevole intervallo.
La cosa divertente è che con la mia lei le cose migliorarono, fare pompini e prenderlo in culo mi faceva diventare un compagno migliore, le nostre scopate migliorarono in quantità e qualità, mentre le discussioni cessarono.
Fu lei stessa, una sera a chiedermi di metterglielo in culo, quella volta io capii cosa sentiva chi mi inculava, e insieme pensavo che lei, mentre pestavo nel suo intestino, aveva per la prima volta le sensazioni che io, oramai da mesi, provavo.

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Autore Pubblicato il: 27 Novembre 2021Categorie: Racconti Erotici, Racconti Gay0 Commenti

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