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All’età di 53 anni mi scrissi in palestra, all’inizio cominciai a fare del cardiofitness, la palestra era frequentata da tanti giovani, c’era un ragazzo che faceva pesistica che aveva un corpo marmoreo, bello da guardare, era un ragazzo un po’ introverso, gli chiedevo di tanto in tanto qualche informazione sugli esercizi che faceva, dopo un mese di cardio fitness cominciai a fare anche io pesistica, spesso facevo gli esercizi con lui che mi indirizzava cosa fare e come fare, una sera dopo gli esercizi capitò che facemmo la doccia insieme, aveva un corpo stupendo modellato a misura, ogni muscolo aveva la tonicità proporzionata alla sua altezza che era 175 cm, ma quando lo sguardo mi andò sul suo cazzo vidi che era notevoli dimensioni anche se era moscio, per distogliere lo sguardo gli voltai le spalle facendomi scorrere l’acqua e insaponandomi, quando mi girai gli occhi mi andarono nuovamente sul cazzo era duro, scappellato, nodoso, grosso, era bello a vedere, veniva voglia di prenderlo in mano, giocarci e possibilmente baciarlo, mi fece un sorriso sornione, come se avesse apprezzato il fatto che gli avessi dato le spalle, poteva anche starci che si fosse eccitato guardando il mio corpo mentre mi insaponavo, finita la doccia gli proposi di andare a prendere qualcosa da bere, accettò ben volentieri, mi parlò di sé che voleva frequentare l’università ma non se lo poteva permettere, io di tanto in tanto gli chiedevo qualche consiglio per tonificare qualche muscolo particolare, poi parlando di muscoli gli dissi che col suo arnese ne doveva fare di furore, invece diventò paonazzo e abbassò lo sguardo, venne fuori la sua timidezza, gli proposi se voleva farmi da personal-trainer, ne fu entusiasta, dicendomi che mi avrebbe fatto fare esercizi particolari per il mio corpo, per renderlo più tonico e più efebico, gli sorrisi con complicità.
Seguivo le sue disposizioni con stimolo, dopo un mese cominciarono a vedersi i primi risultati, e la complicità tra me e lui era in piena ascesa, la stessa sera andammo a prenderci qualcosa essendo soddisfatto dei risultati gli volevo fare un regalo economico lui non voleva accettare ma poi grazie alle mie insistenze accettò, lui stesso mi chiese di comprare due birre e andare in un posto tranquillo, lontano da occhi indiscreti, la proposta fu stuzzicante, la mia controproposta fu che poteva portarmi al posto tranquillo e lontano da occhi indiscreti anche senza la birra, accettò gli diedi le chiavi della macchina salimmo e ci avviammo, si fermò in un posto isolato, mi parlò di se che non poteva frequentare fisiatria, e si sentiva demoralizzato, gli misi la mano sinistra sulla coscia per tirarlo su di morale, dicendogli che a tutto c’era rimedio, ci guardammo negli occhi, mettendogli la mano sulla patta, non disse nulla, si sbottonò i pantaloni abbassandoli, uscendo da quelle profondità una creatura eccelsa, maestosa, glielo presi in mano lo stringevo, lo palpavo, pulsava di vita, focoso, cominciai toccargli le palle e l’asta, era una sensazione gradevole, più lo palpavo e più diventava impetuoso, di una durezza marmorea pulsante, mi mise la mano in testa spingendola leggermente verso il suo cazzo, cercai di oppormi senza tanta convinzione, ma poi mi abbandonai lasciandomi guidare dalla sua mano mi ritrovai la faccia sul suo cazzo cominciai a baciarlo, leccarlo, il calore era più marcato, l’odore acre che emanava era il segno del desiderio che aveva, lo presi in bocca non senza difficoltà vista l’ampia voluminosità, succhiandogli con avidità la cappella lucente e grossa pulsava di vitalità, così cominciai la mia performance di bocchinaia, l’odore e il gusto presto si fusero diventando un tutt’uno, succhiavo con passione quell’asta maestosa carnosa, anche se la mandibola mi faceva male il cazzo entrava con una certa facilità, fino alla gola, sentire in bocca quel palo di carne era una bella sensazione, lui grugniva dal forte piace che gli davo, mi apostrofava per troia bagascia bocchinaia, e più mi insultava e più mi immedesimavo, venne fuori la troia che era in me, ci spogliammo, abbassai il sedile, mi mise a pecorina si mise dietro di me, sputò sul buco del culo poggiò il cazzo sul buco del culo, esercitò una piccola pressione sentivo le crespe del culo allargarsi e la cappella entrare piano piano facendosi strada, sentivo dolore, a piccoli colpi era entrata la testa, grugnivo dal dolore, lo supplicavo di fare piano, mi mancava l’aria facevo dei respiri profondi per alleviare il dolore anche affondava con delicatezza facendo su e giù in modo da fare abituare i muscoli, quando i muscoli si rilassavano era piacevole sentire quel pezzo di carne caldo e pulsante di desiderio, a piccoli affondi il cazzo piano piano scivolava dentro quando ne entrava una parte il dolore ritornava, cacciavo un grido, grugnendo, erano delle fitte lancinanti, ne rimaneva circa la metà, quando gli dissi di affondarlo tutto d’un colpo, mi afferrò per bene dai fianchi, con un colpo secco e deciso, affondò tutto il suo cazzo fino alle palle, gridai a squarciagola gli occhi mi uscirono dalle orbite, fitte lancinanti sentii all’interno del retto, mi sentii soffocare del tutto, mentre per istinto cercavo di liberarmi, da quella morsa, ma lui abilmente mi teneva ferma, finché divenni mansueta, il dolore piano piano svaniva e lui piano piano con dolcezza cominciava a muovere il cazzo su e giù, le mie grida di dolore si modificavano in gemiti di piacere e lui cominciò a scoparmi con ritmo, regolarità e veemenza, i suoi colpi squassavano il mio culo e scrollavano me, i miei grugniti di piacere lo incitavano, quel cazzo lo sentivo entrare e uscire dal mio culo, una sensazione di calore e formicolio cominciò ad invadermi avendo origine dal culo che piano piano si espandeva con devastazione in tutto il mio corpo dandomi un piacere voluttuoso, travolgente, incontrollabile, che mi rendeva indomabile, quel cazzo dentro le mie viscere causava tutto ciò, cominciai a grugnire e gridare come una troia bagascia a muovermi andando incontro ai suoi colpi di cazzo che mi affondava, lo incitavo e lui colpiva con tutta la sua forza e passione, apostrofandomi per troia e bagascia, dandomi anche qualche sculacciata meritata, mi teneva per i fianchi afferrandoli con forza, quel gesto leniva quella sensazione da cui ero invasa, lo imploravo di stringermi tutta volevo sentire tutto il calore del suo corpo, mi stringeva forte mi palpava il corpo, e affondava il suo cazzo sempre con veemenza e decisione, lo sentivo strofinare lungo il retto e la cappella che voleva entrare nel colon, gemevo e gridavo come una cagna e lui spronato da tutto ciò, affondava il suo cazzo con voglia e determinazione, sconquassandomi per bene, lo incitavo, “si sfondami il culo rompimelo per bene perché sono una troia,” accelerò il ritmo dei colpi gridando sborro sborro, sentii il suo cazzo diventare più caldo e grosso, mi strinse con tutta la sua forza emettendo un grugnito di piacere, riempendomi l’intestino della sua sborra calda, quando svuotò le sue palle dalla sborra allentò la stretta, rimase fermo con il cazzo ancora dentro, prendemmo respiro, i vetri erano appannati, tirò fuori il cazzo, sentii una sensazione di vuoto, mi toccai lo sfintere sentii che era largo, entrava quasi la mano, ci girammo il cazzo era fumante e lucido, glielo presi in bocca e cominciai a succhiarlo, con desiderio e avidità, lo facevo gemere come un porco, gli leccavo le palle l’asta e succhiavo la cappella, in 5 minuti di tale trattamento mi riempi la bocca di una forte e copiosa sborrata che io ingoiai volentieri, pulendo tutto il cazzo per bene, poi ci distendemmo aprimmo i finestrini per rigenerare l’aria e rinfrescare l’ambiente, gli proposi se voleva diventare il mio amante in cambio gli avrei pagato l’università, ma a patto e condizione che io e solo io dovevo essere la sua fidanzata troia, in privato avrebbe dovuto parlare con me come se ero una donna, doveva estrapolare la donna che era in me, ebbe un po’ di esitazione, ma poi accettò.
Stipulammo un patto formale con una specie di cerimonia nuziale questo era il mio desiderio e il mio gioco,
È da quasi due anni che abbiamo questa relazione celata, mi fa sentire la donna che ho voluto avere.

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Autore Pubblicato il: 2 Ottobre 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti erotici sull'Incesto, Racconti Gay0 Commenti

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