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Il giorno seguente mi svegliai tardi. Sull’onda dell’eccitazione mi ero masturbato e avevo giocato a lungo con il mio culetto, ovviamente senza trascurare la visione di film porno di ogni genere. Mi svegliai e vidi un messaggio di Enrico che non fece altro che rimettermi addosso un’incredibile voglia di scopare:

“Stasera ti voglio COMPLETAMENTE depilato. Voglio fare qualcosa di speciale. Più tardi ti mando il mio indirizzo. Ciao zoccoletta”.

Quello che mi eccitava in questo messaggio non era solo la “sorpresa” in arrivo per me, ma anche il fatto che mi chiamasse “zoccoletta”, come se fossi una femmina. In ogni caso, ricordo chiaramente di aver passato quella torrida giornata di agosto in una specie di bolla irreale. Con la testa pensavo già a cosa sarebbe potuto accadere quella sera, a quanto potessi realmente spingere in là nelle mie fantasie.

Verso sera, dopo che mi ero depilato come richiesto da Enrico, mi arrivò l’indirizzo dove avrei dovuto presentarmi verso le 21. Partii in netto anticipo per paura che un qualche imprevisto potesse farmi arrivare in ritardo; ovviamente non accadde nulla e arrivai nettamente prima del previsto. Avvertii Enrico e mi disse che potevo salire tranquillamente e che non c’era assolutamente problema.

Come indicato dal mio amico, presi l’ascensore fino all’ultimo piano e mi diressi verso l’unica porta aperta. L’uomo che mi stava per fare suo mi attendeva in boxer e infradito, mostrando un’erezione potente. Appena entrato, chiuse la porta e mi baciò in maniera appassionata iniziando a spogliarmi. Lo agevolai nelle manovre e in poco tempo rimasi nudo di fronte a lui.

Fu qui che Enrico mi prese per mano: “vieni”. Mi portò in camera, dove sul letto c’erano un paio di calze a rete.

“Prova a indossarle… poi dimmi come ti senti”.

La cosa mi incuriosiva. Non avevo mai pensato all’eventualità di indossare intimo femminile ma, non so come mai, non ebbi il minimo dubbio a provare. Appena vidi le mie cosce fasciate dalle calze, provai un’eccitazione assurda: era eccitante vedersi più “femmina” ed aumentava la voglia di concedersi ad un altro maschio.

“Come ti sembra?” mi chiese Enrico
“Fantastico… penso di non essere mai stato così eccitato”, risposi

Lui mi si avvicinò e mi accarezzò il cazzo in tiro, lo fece massaggiando il glande con le dita. Mi ritrassi d’istino perché stavo quasi per venire e mi inginocchiai di fronte ad Enrico. Gli tirai fuori il pene e lo presi in bocca, cercando di stimolare maggiormente la parte terminale. Il pompino proseguì per qualche minuto, con il mio maschio che mi indicava come migliorare la tecnica.

Enrico si sdraiò sul letto e mi invitò a leccare sempre più in basso, fino allo scroto. Poi mi disse di andare più giù fino ad infilare la lingua nel suo culo. Io non mi feci pregare e sentii ancora più eccitazione a fronte degli insulti del mio amico. In seguito si alzò e mi disse di aprire la bocca. Me lo fece inghiottire fino alla radice, poi iniziò a scoparmi la bocca. Ci furono dei momenti che mi sentii quasi soffocare e i miei occhi iniziarono a lacrimare. Nonostante la sofferenza ed il malessere per l’umiliazione che stavo subendo, il mio cazzo non smetteva di essere duro come il marmo.

“Devi abituarti alla violenza sessuale se vuoi essere un mio partner. Quando avremo finito, sarai una persona diversa”, mi disse Enrico.

Finita la tortura orale, Enrico mi prese e mi mise a 90 gradi sul letto. Dal comodino estrasse un barattolo di lubrificante anale. Iniziò un lungo massaggio del mio culetto che, seppur già allenato, stava per essere irreversibilmente sfondato.

Dopo avergli fatto acquisire la giusta elasticità, Enrico si mise dietro di me e appoggiò la sua cappella sul buchino.Entrò lentamente e, incurante delle mie grida, continuò a penetrare nella mia carne fino a sentire le sue palle contro le mie. Nel frattempo io mi ero sdraiato sul letto, schiacciato dalla potenza del mio partner, e avevo addentato le lenzuola. Enrico mi morse il collo sotto la nuca, come se fossi la sua preda, e poi iniziò, prima lentamente poi sempre più velocemente, a entrare e uscire.

Ad un certo punto, dopo i primi minuti di autentico dolore, iniziai a sentire come un gran calore, un piacere del tutto nuovo: il mio culo aveva definitivamente ceduto e la troia che era dentro di me era finalmente libera di godere. Dopo qualche minuto Enrico mi fece girare a pancia in su, mi fece spalancare le gambe in aria e iniziò a scoparmi da sopra.

In questa posizione potevo ammirare i movimenti sexy del suo addome, i suoi muscoli sudati e la sua pelle mulatta che tanto mi attraeva. Ad un certo punto ebbi l’impulso di toccarmi il cazzo e stavolta non fui in grado di contenere l’orgasmo: venni copiosamente sulla pancia, sul petto e persino in faccia.

Enrico non si fermò e continuò a scoparmi. Lo fece fino a che non esplose lui stesso in una venuta colossale dentro il mio culo. “Ti sto mettendo incinta”, mi disse scherzando. Poi mi toccò il cazzo (che solo a sentire le sue parole stava già tornando duro) e raccolse parte del mio sperma per poi assaggiarlo.

In definitiva è vero: ad eccezione del massaggio con lubrificante, avevo subito qualcosa di molto simile ad una violenza sessuale. Ma non avevo mai goduto così e, lo avrei capito presto, non avrei più potuto fare a meno di essere la troia di un maschio dotato.

(continua…)

PS: Mi spiace non aver scritto per molto tempo. Ancora grazie per le mail che mi mandate. Mi fa piacere leggere i vostri commenti e scambiare opinioni privatamente. Come già detto, mi fanno molto piacere anche le porcate che mi scrivete. Se volete, la mia mail è bisexualfeeling99@gmail.com

Autore Pubblicato il: 11 Giugno 2022Categorie: Racconti Gay0 Commenti

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