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Questa fu la zia con cui ebbi meno rapporti. Era una donna alta, bionda, occhi azzurri, una 3 di tette è un culo normale. Non era una bella donna soprattutto in viso, e aveva la carnagione chiara e aveva intorno ai 53 anni. C’erano sempre state 2 voci in città, la prima era che il sindaco avesse il cazzo così duro da sembrare di marmo e la seconda era che mia zia, che lavorava con il sindaco, si scopasse proprio lui. Un giorno di estate dovevo portare dei fogli che la zia mi aveva chiesto di lasciare in comune. Ero arrivato ma non c’era nessuno. Salì al primo piano per cercare delle persone ma niente. Avevo pensato che essendo arrivato 1 ora prima rispetto all’orario intorno alla quale la zia mi aveva detto di lasciarlo in segreteria era normale non trovare nessuno. Ad un certo punto vidi un uomo seduto attraverso la porta socchiusa. Mi avvicinai e vidi una scena a chi non avevo mai potuto pensare. Il sindaco era seduto su una poltrona, che sembrava un trono, come un boss e inginocchiata tra le sue gambe che glielo succhiava c’era mia zia. Lui la guardava arrapato e lei mente saliva e scendeva con la bocca teneva un contatto fisso con lui. Mi ricordo che mi eccitai molto e feci un video di 20 secondi. Dopo averlo fatto continuai a godermi la scena. Durò per altri 5 minuti circa. Mia zia lo leccava e lo succhiava fino a quando il sindaco non le mise di scatto una mano sulla testa e staccando la schiena dallo schienale iniziò a gemere. Capì subito che era venuto. Rimasero in quella posizione per circa 20 secondi fin quando il sindaco non smise di sborrare nella bocca di mia zia e si staccò. Mia zia si alzò e asciugandosi la bocca con un fazzoletto salutò il sindaco che si stava alzando i pantaloni con un bacio. Scesi le scale velocemente per farmi trovare sotto senza farmi vedere. Appena mia zia scese e mi vide, mi accolse come se non fosse successo niente. Si avvicinò mi abbraccio e notai che il suo alito sapeva di cazzo. Forse accennai una smorfia, ma non ne sono sicuro, mi ricordo che lei fece come se lo avesse capito che mi ero accorto del suo alito e mi disse che si doveva sbrigare e mi salutò portando con se i fogli. Feci finta di andarmene e aspettai che lei risalisse per seguirla. Appena arrivati vidi che i due amanti si baciavano con molta enfasi. Pensai che la zia aveva un marito e due figli e realizzai che casualmente questo lavoro che la zia non si sarebbe mai sognata era arrivata così, puf. La zia si calò tra le gambe del sindaco che rimase in piedi a guardarla dall’alto mentre glielo succhiava. Sta volta dopo due minuti la zia si alzò e alzò anche le sue mutandine e iniziarono a scopare. Me ne andai è un giorno dovevo portare dei fogli a a casa della zia. Appena salito mi fece accomodare e mi offrì un caffè. Eravamo seduti sul divano che parlavamo quando le mostrai il video e le confessai ciò che sapevo. La sua espressione cambiò e non fiatò. Le dissi “zia se vuoi continuare la tua relazione con il sindaco dovrai soddisfare anche me” lei mi guardò sbalordita, era la mia zia di secondo grado, nemmeno di primo e questo lo evidenzia. Forse fu proprio questo discorso a convincerla. Sta di fatto che si alzò, si fece una coda veloce a si inginocchiò tra le mie gambe. Dopo avermi levato i jeans e i box il mio cazzo svetto a molla davanti la sua faccia. Lo ammirava ma senza accennare ad un sorriso, poi lo afferrò e lo lecco dalla base alla cappella, poi leccò le palle e le succhiò. Poi se lo mise in bocca e iniziò uno stupendo lavoro di bocca. Era incredibile come riusciva a farmi godere. Le dissi che le volevo riempire la bocca di sborra e lei aumentò l’andatura come se le piacesse e volesse vedere se dicevo veramente. Questo mi fece eccitare così tanto che le spinsi il cazzo in gola più in fondo possibile e mi fermai a sborrare lì in modo tale da farla affogare. Era il mio intento perché sapevo che avrei sborrato tanto come faccio sempre. Dopo aver finito mi staccai e lei era tutta rossa con le lacrime che le scendevano dagli occhi per lo sforzo e dei filamenti di saliva che univano ancora la sua bocca al mio glande. Afferrai il cazzo pieno di saliva e sperma e glielo spalmai sulla faccia. Poi mi alzai mi ricomposi e me ne andai senza salutarla. Dopo questo giorno accaddero solo altri due pompini che mi feci fare in periodi dell’adolescenza in cui non avevo ragazze ed ero solo

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