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La sera precedente avevamo fatto bagordi e all’indomani, quando mi sono svegliata, ero intontita e quello che vedevo intorno non sembrava fosse in casa mia. C’è voluto almeno un minuto per rendermi conto che mi ero risvegliata sul tappeto, ero lenta nel pensare, avevo mal di testa ed il corpo era dolorante.
Riesco però a sedermi sul divano e mi rendo conto di molti di dettagli ma del motivo che mi ha portato ad addormentarmi sul tappeto non ricordo niente.
Mi rendo a mala pena che sono mezza nuda. Ho solo indosso la mia minigonna bianca ma non associo niente al fatto che abbia dormito sul tappeto senz’altro sporco e polveroso. Non è che non lo pulisca, anzi, ma se anche lo sbatto una volta a settimana di certo non è il massimo dell’igiene.
Guardo intorno e vedo il soggiorno con le sedie in disordine, una è pure per terra. Il tavolo è affiancato alla credenza e lì sopra c’è una confusione terribile, un paio di bottiglie di vino, la grappa, il rhum, piattini pieni di avanzi di cibo, tovaglioli e un sacco di bicchieri.
Ho fatto festa con altre persone e nemmeno me lo ricordo.
Per terra ci sono un po’ di tovaglioli buttati a caso, la bottiglia del Martini e del succo di frutta ed il pensiero corre al frigo che deve essere vuoto.
Sempre più in me scopro anche che ciò che mi sembrava un fazzoletto in realtà era un preservativo usato. Mi rendo conto che ieri notte c’è stata un’orgia e riprendendo le forze mi sollevo e mi metto ad osservare con più attenzione il soggiorno.
Il divano è spostato dal muro e lì dietro, con orrore, vedo per terra la mia maglietta ed il reggiseno che raccolgo subito ed appoggio sulla spalliera del divano; poi ci ripenso e li tengo in mano perché dove stavo per appoggiarli dove ’era un altro preservativo.
Mi arrabbio un po’ con me stessa e mi chiedo chi fosse ad essersi accoppiato con me che nemmeno li aveva buttati nel cestino o messi dentro un fazzoletto.
Più mi guardavo attorno e più preservativi trovavo. In tutto ne ho visti sei oltre a molte forchette sporche sparse sul pavimento un po’ ovunque.
Una mia scarpa a tacco alto era finita sotto il divano e l’altra sotto un termosifone. I cuscini del divano invece non capivo perché erano finiti sulla porta che dà alla cucina mentre un piatto con un rimasuglio di un crostino e il coltello erano a fianco del divano.
Alla fine avevo capito quello ciò era accaduto la sera prima.
A quel punto, senza aver fatto ancora colazione, sentivo proprio che dovevo andare in bagno passando nel corridoio dove a terra vedo la mia felpa per terra e sotto la felpa le chiavi di casa. Passo davanti alla camera da letto ed ho la sorpresa. Il materasso è in parte per terra, le coperte e le lenzuola sono ovunque tranne, l’abatjour è per terra anziché sul comodino dove invece c’è una bottiglia di vino ed un altro preservativo.
Mentre metto a posto il materasso trovo un altro preservativo. Ciò che vince il premio di sorpresa più inaspettata è un reggiseno nero e rosa che non è sicuramente mio. Mentre lo osservo cedo po’sto alla rassegnazione.
Mi siedo sul letto e mentre mi guardo attorno, con un piede sposto un lenzuolo, i miei occhi cadono su una scatola di biscotti aperta e finita.
Allungo una mano per prendere il cuscino che stava quasi per cadere ed appena lo sposto trovo un altro preservativo che ha anche macchiato la federa del cuscino. I cassetti del mio armadio e del comodino sono tutti semi-aperti e ad una ispezione sommaria mi sembra che non manchi nulla anche se molte cose sono state spostate deducendone che qualcuno ci ha frugato.
A quel punto il mio pensiero va all’ultimo cassetto del comodino dove conservo il mio vibratore dentro un sacchetto di plastica; mi accorgo che è sparito.
Rassegnata vado in bagno ed ovviamente anche lì c’è il solito casino. Gli asciugamani sono a terra o gettati alla rinfusa sulla sedia e per evitarmi brutte sensazioni faccio scendere l’acqua nel water senza nemmeno guardare cosa può esserci dentro.
Sul pavimento c’è dell’acqua e suppongo che più di una persona si abbia fatto la doccia, infatti nella doccia ancora umida sono rimasti un flacone di sapone liquido e il mio vibratore. Nell’inchinarmi a raccoglierlo noto sul piatto doccia un po’ di capelli e peli quasi tutti neri ma c’è ne sono alcuni biondi.
Sono piuttosto stanca oramai e con questa sensazione vado a fare pipi.
Faccio per abbassarmi la minigonna e vedo che attaccato dentro c’è un altro preservativo tutto impiastricciato e semi incollato.
Sono ancora stanca ed arrabbiata. Abbasso la minigonna lasciandola per terra e finisco di fare pipi.
Quando mi rialzo tutta nuda mi guardo allo specchio del bagno e vedo una bella scena.
Sotto gli occhi ho un paio di lividi causati dal trucco ormai sfatto.
Mentre mi fisso allo specchio esaminando i danni della notte, noto dei graffi poco profondi sulle spalle, mi rigiro un po’ e li ho anche sulla schiena, comincio proprio a chiedermi con chi ho scopato quella notte.
Mi ripulisco rapidamente perché ne sento proprio il bisogno, poi quando mi spazzolo i capelli sento che ci sono un bel po’ di nodi e lo specchio mi rivela che quei nodi sulla frangia e dietro il collo sembrano piuttosto incollati.
Appoggio il pettine disgustata tentando di non pensare alla causa di quei nodi e alla fine decido di farmi una bella doccia per iniziare l’operazione di pulizia.
Quando esco dalla doccia mi guardo attorno per trovare qualcosa di ancora asciutto ma ovviamente non c’è ed il mio sguardo cade sul mio accappatoio che è stato appoggiato sullo sgabello e sembra asciutto. Nel sollevarlo cadono un paio di boxer ancora umidi.
Mi chiedo chi poteva essere quel cretino che se ne va via senza mutande. Ovviamente ributto sullo sgabello l’accappatoio e ritorno in camera da letto per prendere un paio di asciugamani dall’armadio. Mi asciugo e mi vesto rapidamente con una vecchia tuta.
Certo che il numero di preservativi trovati è grande. Mi chiedo quanti maschi erano e quante scopate si hanno fatto, oppure quante ragazze sono venute a casa mia senza che me ne sia accorta.
Mi metto le mani fra i capelli per la disperazione. In casa sembra sia passato un tornado.
Passati dieci minuti e sbollita la rabbia riprendo a riordinare casa e pulire i piatti.
Mi sveglia dai pensieri che affollano la mente il suono del campanello la ragazza con i capelli biondo platino che si aveva fatto la doccia nel mio bagno. Si chiama Luisa.
Sono incazzata come una belva, la faccio accomodare e intanto penso a come ‘torturarla’ per la sporcizia che ha lasciato. Lei mi spiega che era tornata per aiutarmi a pulire perché si vergognava di come avessero lasciato la casa la notte prima. Decido che punizione le avrei dato dopo avermi aiutato a pulire.
Le assegno gentilmente la pulizia del bagno, con gli asciugamani da stendere, il pavimento su cui passare lo straccio. Le chiedo anche chi avesse usato il mio vibratore e mi dice candidamente che lo avevano usato sia lei che la sua amica senza fare tanti complimenti.
Mentre puliamo mi faccio raccontare la storia a partire da dove io non la ricordavo.
Il racconto parte da quando ci siamo bevuti in meno di dieci minuti un paio di bottiglie di vino. Di ciò me lo ricordavo vagamente anche io ma non ricordavo quando siamo passati ai liquori.
Il vino aveva fatto effetto e si chiacchierava di cose divertenti oppure stupide, poi con i super alcolici, le patatine, pane e marmellata sono partiti i giochini stupidi come lanciarla il più lontano possibile una forchetta poggiata sul bordo del tavolo colpendola con un colpo di un dito oppure chi si scolava un bicchierino di Baleys senza difficoltà mentre gli altri facevano il solletico.
Fin lì nulla di speciale. Si trattava di cose già viste e fatte altre dozzine di volte in dozzine di posti diversi.
Poi Luisa mi ha detto che lei è andata in bagno con il suo ragazzo, quello che ha lasciato le tracce di capelli castani e che quando sono ritornati lei si era spogliata della camicetta rimanendo con il solo reggiseno e lui era senza maglietta e si sbaciucchiavano con molto piacere. Hanno selezionato un paio di canzoni da un cellulare e hanno fatto finta di ballare per un po’.
Luisa mi ha detto che anche io ballavo e saltavo salendo sul divano e le foto che avevo trovato erano state fatte in quel momento.
La mia esibizione a quanto pare dev’essere piaciuta perché gli altri due ragazzi con ancora addosso una maglietta se la sono tolti e me l’hanno lanciata. Io evidentemente euforica in piedi sul divano mi sono tolta le mutande e gli e le ho gettate di rimando.
Parrebbe che Luisa a quel punto sia venuta vicino a me tentando di farmi calmarmi un po’. Invece lei mi dice che devo aver confuso le sue intenzioni e, quando è avvicinata, l’ho baciata e lei confusa si è bloccata per un attimo. Proprio in quel momento mi dice che ne ho profittato facendola stendere sul divano per avvinghiarmi al suo corpo.
Da come me l’ha raccontata sembra che sia stato quello il là all’inizio dell’orgia che è vero che ne faccio ma non da ridurre me in catalessi e gli altri a distruggere la casa.
Continuando il racconto, Luisa non voleva che io facessi sesso con lei ma il suo ragazzo l’ha incitata a continuare per vedere fino a che punto mi volessi spingere.
Da quanto mi dice io ero sopra di lei ed ho iniziato a spogliarmi togliendomi la maglietta e il reggiseno lanciandoli dietro il divano.
Immagino proprio la faccia di quei ragazzi mentre mi esibivo in quella scena hard!
Poi anche lei si è tolta reggiseno e jeans ed in mutande ha incitato i ragazzi a spogliarsi anche loro.
L’invito è stato raccolto subito ed il suo ragazzo l’ha poi aiutata a svincolarsi dalla mia presa.
Mentre Luisa mi raccontava la storia non sapevo se mettermi a ridere o piangere, comunque mi sono fatta raccontare come era andata a finire. Non è che ci fosse molto da raccontare.
Lei e la sua amica se ne sono andate in camera da letto con il suo ragazzo mentre io sono rimasta con due ragazzoni sul divano.
Più tardi, dopo che Luisa e la sua amica erano state scopate dal ragazzo sul mio letto in modo furibondo, l’amica di Luisa è venuta a dare un’occhiata a quello che succedeva in soggiorno. Un po’ imbarazzata mi ha detto che la sua amica mi ha visto mentre facevo un pompino al suo ragazzo mentre un altro da dietro stava cercando di metterlo nel mio culo, poi è ritornata di là in camera da letto per essere scopata nuovamente ed a lesbicare.
Di tutti questi fatti raccontati non ho nessun ricordo e non sapevo bene come comportarmi con chi ha invitato tutta la gente a mia insaputa.

Il lavoro di quella mattina per ripulire casa mi aveva spossato ed avevo bisogno di rilassarmi.
Mia figlia era fuori per il weekend e sarebbe rientrata la sera verso le 18.
Il suono del girare la chiave nella toppa mi fa correre alla porta per vedere chi stesse entrando: era lei, mia figlia e la sua visione è stata per me un sollievo.
Dopo tutto quel lavoro di ripristino della casa il corpo era indolenzito ed un massaggio mi avrebbe fatto bene.
Ho dimenticato di dire che sono una donna giovane di quarant’anni. Ho divorziato pochi anni fa da mio marito e al momento convivo con mia figlia Susanna, ventenne. Nonostante l’età sono ancora in forma. Sono alta, capelli lisci e bionda, occhi marroni, un fisico leggermente in carne perché lavoro ad una scrivania ma le mie curve sono ancora apprezzabili. Fortunatamente molti miei coetanei, e non solo loro, mi fanno ancora i complimenti.
Mia figlia è esattamente la mia copia di quando ero giovane e ne sono molto orgogliosa. È una brava ragazza, molto attiva e dà sempre il massimo ciò che fa.
Al termine dell’intenso lavoro casalingo di riordino, nonostante l’aiuto di Luisa, sedendomi a riposare mi è venuto un forte mal di schiena. Ho pensato al lavoro ma poi riflettendo ho aggiunto che poteva essere anche la posizione scomoda della notte passata sul tappeto senz’altro al freddo per essere stata praticamente nuda lì sopra. Certo è che quando mi muovevo le fitte aumentavano.
Per cercare di alleviarlo mi sono sdraiata sul letto in intimo come solitamente faccio quando sono stanca.
Mia figlia Susanna vedendomi sdraiata e dolorante mi ha chiesto se avessi bisogno delle sue mani da massaggiatrice. Sul momento ho rifiutato pensando che e con le medicine sarebbe il dolore sarebbe passato ma prima di andare a dormire senza cena dovetti ricredermi: il dolore era aumentato e forse un massaggio avrebbe risolto la situazione.
Così l’ho chiamata e lei è venuta in camera. Non avevo mai provato i suoi massaggi e mi son detta che peggio sicuramente non sarei stata.
Susanna mi ha fatto sdraiare sul letto con le spalle verso di lei e verso l’alto. Con la sua delicatezza delle sue mani e un po’ di gel e mettendoci tanto impegno è riuscita ad alleviare i fastidi.
In questa occasione mi sono resa conto di quanto fosse brava. Era la prima volta che usufruivo dei suoi massaggi.
La notte ho dormito riposata e tranquilla svegliandomi la mattina seguente senza dolori sentendomi felice e rigenerata.
Mi sono levata dal letto molto carica perché mi sentivo veramente bene. Volevo farlo sapere a mia figlia e ringraziarla ma lei dormiva ancora beatamente perciò lasciai perdere e mi sono andata in cucina a fare colazione a base di latte e biscotti. Ero arrivata a bere quasi metà tazza quando due mani si sono posate leggere sulle mie spalle.
Non poteva che essere Susanna. Era entrata ed avvicinata a me senza farsi sentire con passi felpati indossando ai piedi calze corte bianche di cotone.
Ho posato la tazza e mi sono voltata.
Susanna mi ha dato il buongiorno sorridendo radiosamente aggiungendo un pizzico di maliziosa complicità ricambiato da me nello stesso modo.
Eravamo tutte e due silenziose ed ho ripreso la colazione da dove avevo interrotto. Susanna restando in piedi dietro di me ha iniziato a massaggiarmi lentamente e quei movimenti così piacevoli mi hanno fatto rilassare facendomi chiudere gli occhi e distendere anche se ero seduta su una sedia. Le sue dita sembravano magiche, coccolavano le mie spalle ed il piacere che ne avevo era così elevato da dover posare la tazza sul tavolo. Con gli occhi chiusi ho emesso il primo rantolo di piacere. Non mi sono resa conto che stavo provando anche piacere sessuale ma Susanna se ne è accorta e senza chiedermi il permesso è scesa sul petto quasi a toccarmi le tette dopodiché è risalita. Mi sono resa conto di ciò che stava per fare perché ho avvertito il calare delle spalline del reggiseno lungo le braccia fino ai gomiti.
Non so dove abbia imparato così bene ma dalla sensibilità e dolcezza con cui lo ha fatto suppongo che nel suo lavoro lo facesse spesso.
La sensazione di avere le tette denudate da lei mi ha portato alla realtà da cui ero fuggita per qualche minuto.
Il gesto che lei aveva fatto mi ha portato a voltarmi e lei mi ha levato le mani di dosso. Ho rimesso a posto le spalline e le ho chiesto per curiosità prettamente femminile il motivo di quel gesto. Lei mi ha risposto che lo faceva per potermi massaggiare meglio.
Ingenuamente le ho creduto, dopotutto che male c’era? Era mia figlia e quindi mi dovevo fidare.
Le ho chiesto di proseguire il massaggio e lei ha annuito rimettendo le mani sulle mie spalle.
Subito al contatto ho avvertito irradiarsi in me una forte sensazione di benessere e lei ha proseguito finché le mie difese e barriere morali non si sono abbassate ulteriormente.
Mi sentivo in balia delle sue mani e mi piaceva, ero vulnerabile e lei ne ha approfittato per scendere rapida verso il basso infilando la sua mano nelle mie mutandine pera massaggiarmi delicatamente la zona del piacere.
Non solo ero umida e me ne rendevo conto ma mi chiedevo anche come mai lo fossi.
Ai sui tocchi magici ho reagito con strani sussulti. Avrei voluto interrompere quello strano massaggio che sapeva tanto di gesto incestuoso ma mi sono ritrovata presto perduta tra nuvole di piacere incapace di tentare ogni mossa per sottrarmi.
Godevo, gemevo, sussultavo e l’orgasmo si faceva sempre più imminente.
Ad un tratto ho avvertito la sua lingua passarmi sul lobo dell’orecchio destro e baciarmi delicatamente l’interno, ho sentito uno schiocco rimbombarmi dentro e ciò mi ha acceso ulteriormente mentre quelle dita mi torturavano piacevolmente il grilletto.
Il piacere saliva, aumentava inesorabilmente. Ero ormai arrivata.
Il finale è arrivato inaspettato e possente, lasciandomi inerme, affannata e allibita.
Era la prima volta che godevo con una donna e per di più quella femmina era mia figlia.
Il fatto mi ha turbato ma non sono fuggita e tantomeno l’ho rimproverata. Mentre riprendevo fiato le ho detto in un orecchio che quella sarebbe stata la prima e ultima volta.
Susanna si è allontanata andando in camera sua lasciandomi sola con i miei pensieri, dubbi e rimorsi. Dentro di me però già sapevo che tra me e lei c’era stato probabilmente quello sarebbe si può definire l’inizio di un rapporto lussurioso.
Sono andata in camera mia, ho indossato dell’intimo leggero, una camicetta bianca e sopra un tailleur grigio composto da una giacca e una gonna che mi arrivava alle ginocchia.
Niente calze per velare le gambe, ai piedi ho messo dei tacchi non troppo alti e prendendo la borsa sono uscita volando per le scale.
Avevo fatto tardi e dovevo sbrigarmi avendo del lavoro da fare.
Ma restando lontana da casa i pensieri di quel rapporto con Susanna mi ossessionavano, sentivo la sua mancanza, avevo voglia di lei e tutto ciò mi distraeva dalle faccende che avrei dovuto svolgere.
Il ricordo di ciò che avevo provato e l’effetto delle mani fatate di Susanna che mi avevano fatto godere generava in me emozioni contrastanti in bilico fra peccato e piacere. Tra le gambe mi sentivo costantemente umida mentre la immaginavo in molte situazioni erotiche. L’immaginazione era così pressante che nel corso della giornata mi sono dovuta fermare più volte a respirare profondamente e tentare di calmare le voglie.
Guardavo l’orologio che sembrava non muoversi e sognavo di rientrare a casa ed aperta la porta la mia speranza era di trovarla lì pronta a farmi smaltire le mie voglia di sesso trasgressivo.
Il tempo passato al lavoro mi è sembrato infinito e non appena ebbi la possibilità di andare via corsi in auto a casa evitando al massimo le zone più trafficate di città.
Entrata in casa ho cercato Susanna ovunque e ne sono rimasta delusa per ché lei non c’era. Sarebbe stato troppo bello che lei fosse lì abbigliata con una vestaglietta e nuda sotto ad aspettarmi per unirmi a lei in un fantastico 69 incestuoso e lesbico.
Mi sono accontentata di pensare che fosse da qualche sua amica ma ciò mi ha lasciata con l’amaro in bocca.
Certo che se mi fosse sgrillettata sarei venuta urlando e contorcendomi come un serpente ma non l’ho fatto, ho resistito alla tentazione nella speranza che Susanna rientrasse e che mi facesse qualcosa massaggio nuovamente.
Appena entrata in casa mi sono levata la giacca posandola sul tavolino dell’ingresso ed ho aperto la camicetta con una certa foga rischiando di far saltare un paio di bottoni.
Poco prima di cena mi sono seduta sul divano, su cui si era svolta l’orgia e su cui ero stata scopata, mi sono levata le scarpe mettendo le gambe piegate sulla seduta, mi sono liberata della gonna e dell’intimo e mi sono guardata tra le cosce aperte trovandomi decisamente zuppa. Con indice e medio schiuso il mio sesso con l’intenzione di iniziare un ditalino e stavo per cominciare a farlo quando ho sentito infilare il rumore della chiave nella serratura e la porta di casa aprirsi facendomi sussultare.
Sul momento sono trasalita. Ho avuto un moto di vergogna ed avrei voluto coprirmi almeno la figa ma Susanna ha fatto prima di me a coprirmi e ad annunciare il suo arrivo
Vedendomi nuda in soggiorno mi ha fatto una smorfia decisamente maliziosa con un sorrisino ed un mugugno di gradimento. Subito ha poggiato la sua piccola borsetta sul tavolo e si è seduta accanto a me.
Le ho lanciato languidi sguardi mentre lei mi osservava impassibile capendo velocemente che avrei voluto nuovamente quei massaggi alla figa che mi aveva fatto il giorno prima. Sentivo nel suo sguardo grande voglia come se mi stesse assaporando con gli occhi ed ho lasciato che una sua mano mi accarezzasse dolcemente le cosce mentre mi si era fatta una deliziosa pelle d’oca.
Man mano che il tempo passava il suo tocco si è fatto sempre più insistente e ammaliante.
Alla fine Susanna si è decisa a fare ciò che desideravo dalla mattina e cioè di rivolgersi alla mia intimità.
Lei sapeva cosa fare. Ho visto da come si è avvicinata che non era la prima volta e che non era una principiante. Lei sapeva dove toccare e lo faceva bene, molto bene.
Prima di iniziare un vero rapporto lesbico Susanna ha poggiato le sue labbra sulle mie senza dirmi niente e senza che potessi dire una parola ed ho avuto un piacevole sussulto.
Erano labbra giovanissime e morbide. Le ho baciate senza alcuna inibizione e pochi attimi dopo ci siamo trovate ad intrecciare le nostre lingue nelle rispettive bocche. Intanto la sua mano mi toccava il clito e senza guardarlo sapeva dove passare per stimolarmi avvertendo così il piacere crescere sempre di più a ogni passaggio.
Ero arrapatissima e stavo già dimenandomi sotto quelle labbra sensualissime e quelle dita che esploravano la mia figa non certo giovane come la sua quando lei si è fermata lasciandomi sospesa e dicendo “Mamma” e quella parola mi ha fatto sorridere amorevolmente “che ne dici se ci spostassimo in camera sul tuo grande letto?”
Che potevo dire? Era lei che conduceva il gioco. Io non avevo mai fatto sesso con una lesbica e lei mi stava facendo la prima lezione, di conseguenza ho detto sì con un cenno di testa senza pensarci troppo.
Allora mia figlia mi ha preso per mano portandomi sul letto matrimoniale che fino a due anni prima condividevo con mio marito, mi sono adagiata sulle lenzuola.
Susanna è venuta anche lei sul letto dopo essersi spogliata completamente mettendo in mostra il suo corpo che ora vedevo sotto un’altra luce ed aspetto. La vedevo come femmina e come amante.
E’ stata bravissima, mi ha aperto le gambe e si è insinuata tra di esse. I suoi baci ora toccavano il mio interno coscia e la sua lingua si posata con estrema delicatezza sulla mia intimità per ritornare subito dopo a baciarmi in bocca mettendomi la sua lingua dentro.
Il bacio è stato lungo e non mi sarei mai staccata da lei che invece è ritornata ad assaporare la mia figa ed io mi sono lasciata trasportare dal piacere che montava irresistibilmente.
Ho mosso il bacino per facilitare la leccata di mia figlia e le sue attenzioni si sono fatte sempre più eccitanti.
Susanna era bravissima a baciare ed a titillare il mio bottoncino con la punta della lingua. L’orgasmo è arrivato improvvisamente così come lo desideravo senza lasciarmi possibilità di parola. Le potenti contrazioni mi hanno sorpreso in un lampo e mentre mi lasciavo andare ho stretto con le mani le lenzuola, ho piegato le gambe, mi sono messa per un attimo di fianco ed ho urlato il mio piacere.
Intanto Susanna mi ha forzatamente, ma con mio sommo piacere, riaperto le gambe e non si è fermata fino al mio ultimo gemito.
Si è poi buttata su di me e mi ha baciato chiedendo come affamata la mia lingua e le mie labbra. I nostri baci erano passionali mentre riprendevo contatto con la realtà finché lei. Mi ha lasciato sorridendomi quando è andata in camera sua.
Tra di noi non ci sono state parole ma ormai eravamo amanti lesbiche ed incestuose.
Era da tempo che non godevo così. Avevo vaghi ricordi di quando mio marito mi aveva scopato in auto pensando che qualcuno ci stesse guardando dai finestrini. In quella occasione avevo avuto un orgasmo fortissimo che credo di non averne mai avuto un altro.
Ora avevo un problema in più. Come avrei fatto con mio figlio che lavora all’estero? Se lui l’avesse saputo ci avrebbe di sicuro denunciato ed avrei avuto problemi di non poco conto con la giustizia. Susanna avrebbe sempre taciuto?
Ero veramente impaurita ma il piacere che ne avevo avuto era unico ed ineguagliabile.
Sicuramente avrei chiesto a Susanna altre lezione.
Le lezioni ci sono state ed ora sono una lesbica esperta anche io.
Spesso facciamo delle lezioni di aggiornamento con la felicità e la goduria di entrambe.

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Autore Pubblicato il: 20 Ottobre 2021Categorie: Orgia, Racconti Erotici Lesbo, Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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