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Ero giovane, gli ormoni a tremila, erano tempi diversi, le ragazze non disponibili come oggi, non c’erano social, un altro modo di pensare o forse io non all altezza. Il fatto è che mi facevo tantissime seghe.
Non c’era internet, non era facile procurarsi video o giornaletti, si lavorava di fantasia. Ed era difficile immaginare una donna senza averla mai vista. Inizia a spiare mia sorella. Da prima la notai in estate a mare, aveva due meloni al posto delle tette, un bel culone tondo e duro e…diamine, ora so come si chiama, il famoso zoccolo di cammello che me lo faceva venire duro da morire. Mi segavo e pensavo a lei. A poter toccarla, scoparla ad essere toccato, immaginavo scene, progettavo ma non mettevo mai niente a segno se no le mie seghe. Non riuscivo nemmeno a trovare discorsi da poter far capire le mie voglie. Poi il solo guardarla a mare non mi bastò più e cercavo di spiarla, quando si cambiava, quando faceva la doccia e pure quando andava in bagno. La fortuna che i miei lavoravano tutto il giorno e il pomeriggio eravamo soli in casa. Da prima la guardavo e mi andavo a menare nella mia camera, ma poi presi coraggio e iniziai a menarlo li, fuori dalla parto mentre abbassato la vedevo. Era stupenda, tettone gonfie e alte, con bei capezzoli grossi come ciliegie e aureole larghe che mi facevano rincoglionire, aveva una fitta peluria ma un paio di volte, la beccai a sgrilletarsi e potei notare quelle labbra gonfie e scure dentro quella folta foresta. Mia sorella era uno schianto. Il problema che se ne accorse, non so come ma ad un certo punto inizio a poggiare le tovaglie nelle maniglie e il mio spettacolo era finito. Non resistevo. le seghe non erano più le stesse. La mancanza di quei “filmetti porno casalinghi” portarono la mia fantasia a rubare i suoi slip usati dal cesto dei panni e il profumo della sua figa mi regalava ancora qualche bel momento di godimento. Le buttavo li sulla faccia sniffando quando più possibile, poi, non contento inizia a prendere anche 2 alla volta. Una al solito me la sniffavo e l’altra la arrotolavo sul cazzo per avere sensazioni nuove. La cosa andava avanti ormai da mesi quando un pomeriggio, intento al mio lavoro, chiuso nella mia cameretta, irruppe mia sorella senza preavviso. Entro così, come i carabinieri in una retata e mi trovo li. con i suoi slip in viso e sul cazzo. Io restai paralizzato, non sapevo cosa dire, come nascondermi, avrei voluto sprofondare.
Ma dopo il panico iniziale notai il suo viso mentre mi diceva “hai capito il porco che si fa le seghe con le mia mutandine, il fratellino è cresciuto e si è fatto un grosso depravato”..”Porco” continuava a chiamarmi. Io ancora li con una mano ad alzare gli spli e una ancora a tener l’altro paio sul cazzo iniziavo però a calmarmi e senza via di scampo mi buttai..
Scusami Fra ma l’odore che lasci nelle tue mutandine è come un afrodisiaco, non mi fa capire più nulla. Perdo ogni ragione devo venire.
Era la carta migliore che avevo trovato da giocarmi.
Con il suo sguardo beffardo dopo un minuto di suspance mi guardò dritto negli occhi e mi disse. Ok brutto porco, facciamo un patto, io non lo dico a mamma e ti faccio cacciare in collegio se tu continui e mi fai vedere lo spettacolo da vicino.
E che dovevo fare, senza nemmeno rispondere iniziai a menarlo, da prima piano, come per essere sicuro di quello che mi aveva chiesto ma poi, quando mi disse…”dai su, continua a odorare i miei slip, spalmali sulla faccia”…il segaiolo perverso dentro di me, si indiavolo e inizia come se non ci fosse un domani.
Con una foga mai avuta inizia a stantuffarmi e scappelarmi il cazzo come mai mentre stavo per far entrare quei slip dentro il mio naso per come lo tiravo su…
Lei li, seduta tra me e il muro sul mio letto a leccarsi le labbra guardando fra il mio volto e il mio cazzo senza sosta. Menalo menalo, non riuscivo a venire e il viso di mia sorella iniziava a scoraggiarsi… mi disse 2io voglio vedere gli schizzi, dai, quanto ti ci vuole?”…da li la mia risposta…”di solito avrei già fatto ma la strana situazione mi sta bloccando..non so….”
Lei mi guarda e dice “vuoi che provo io?”
Mi sembra di sognare.
Tolse la mutandina, liberandolo, senza fretta, senza perder di vista nulla. Lo guardava come un bambino il pacco sotto l’albero. Lo scartava con cura e prima di afferrarlo, lo ammirò in tutta la sua fierezza. Era Bello, turgido, caldo e pulsante, con tutte le vene che lo rendevano molto scuro, una cappella umida e grossa, scappellato. Lo cerco di chiudere nella sua mano ma come se avesse paura di romperlo, dolcemente, e inizio a pomparlo, piano, molto piano. Era fantastico, non aveva distolto gli occhi dal cazzo un solo secondo. Lo voleva da morire, si capiva. La sua mano era qualcosa di soave, piano piano il ritmo inizio ad aumentare, la mano e girare un po. Sapeva quel che faceva. Hai capito la sorellina che io pensavo innocente?
Mi disse solo..è proprio grosso…quindi lo paragonava ad altri che magari aveva segato. Era felice però di quello che stava facendo. La sega prosegui ma di venire ancora nulla. Ero al massimo dell’eccitazione. Ero in un altra dimensione ma non voleva uscire quel dannato sperma. Mi afferrò la mano e se la portò sui seni, ancora coperti da reggiseno e maglia. Cosi mentre mi stantiffava, con una mano portavo i suoi slip al naso e con l altra mungevo quei meloni che da anni sognavo di poterli toccare. La sega prese il giusto ritmo, lei si mise più comoda, in ginocchio e si sfilo maglia e reggiseno in un unica mossa. Stavo impazzendo, avevo quei meloni grossi e duri tutti per me. Gli tormentavo i capezzoli, mi alzai un po e gliene morsi pure uno e lei prese la corrente. Non mollava la presa e mi incitava “fottuto porto, sborra, dai, svuota questi coglioni grossi e pieni, dai, ho voglia della tua sborra, fammi felice brutto porco”…ma ancora non riuscivo, lei si dannava, massaggiava pure le palle, sputava nella cappella. La zoccola era proprio brava ma io niente. Ad un tratto ebbe il colpo di genio. “So io che ci vuole”…io curioso alzai gli slip dal viso e …..Si levo i leggiens e si tolse pure gli slip e me li tiro…”sniffa questi che sono inzuppati fresci”…..erano fradici…era tutta bagnata…li nuda fra le mie gambe a masturbarmi come una furia e io con i sui slip appena tolti…che cazzo avevo che mi bloccava??
Inizio a dare qualche timida leccata alla cappella mentre mi guardava “cosi ti piace figlio di buttana?dai..”
Ma chi era quella pompinara??
Dopo quella frase che fu per me come una botta di eccitazione in un contesto già esagerato, inizio a muovere la lingua a mulinello sul cazzo mentre ansimava e mi fissava, ma, cambiando la sua area disinteressata del mondo con uno sguardo pieno di lussuria, voglia di cazzo e malizia che mai avevo visto nei suoi occhi.
Non feci in tempo nemmeno a capirlo ed avvertirla che inizia a sparario fiotti bianchi di sperma densi come crema pasticcera. inbrattai le sue labbra, le tette, i capelli e tutto quello che venne a tiro mentre un urlo di gioia come allo stadio si levo dalla sua bocca mentre continuava a menarlo e far sparare sperma. Sembrava la gioia dei trivellatori quando fuori esce il petrolio. Lei li sotto quella pioggia bianca mentre stantuffava stringendo e mungendo ancora il cazzo.
Io ero distrutto.
Lei mi guardo soddisfatta dicendomi “me lhai fatta sudare ma ne è valsa la pena, ma quanto cazzo ne avevi??”
Mi sentivo un Dio mentre la vedevo pulirsi alla meno peggio, raccogliendo qualche schizzo e assaggiandolo emettendo la sua approvazione in un “mmmm”
Si giro andando via in tutta la sua bellezza e femminilità ancora nuda….ma si fermo sull’uscio e mi guardo di nuovo con i suoi occhi lussuriosi….”non pensare che sia finita qui, ti devo punire per il furto delle mie mutandine…so essere veramente cattiva se voglio e se tu lo vuoi”
Mi lascio sognando e sospirando aprendo una finestra nella mia mente che non conoscevo.

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Autore Pubblicato il: 24 Maggio 2022Categorie: Racconti erotici sull'Incesto2 Comments

2 Comments

  1. Kikk8 27 Maggio 2022 at 14:32

    Bel racconto

  2. sssalvo 30 Maggio 2022 at 09:06

    grazie, appena posso vi racconto cosa successe dopo.

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