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Arrivata la primavera, gli ormoni si erano svegliati, sessualmente era stata una settimana molto intensa (mi ero fatto molte più seghe del solito) ma la fame non mi passava.
Mi chiamò mia madre dicendomi che voleva andare ad arieggiare e dare una pulita alla casa a mare e siccome mio padre non poteva per lavoro se gli facevo compagnia. Avrei voluto restare a casa a vedere porno e spararmi seghe ma….mi prendeva male lasciarla sola..accettai
La mattina mi sveglio presto..no, prestissimo. erano tipo le 5.30…il primo autobus partiva alle 6 e distava circa una mezz’ora. Mamma non guidava ed io non avevo ancora la patente. Non potei fare a meno di notare che non era vestita da casalinga. Aveva un vestito molto leggero che lasciava poco alla fantasia e un paio di sandali alti che gli alzavano un bel po gamba e culo e, mia madre per culo, aveva una portaerea..non era un figurino ma una super cavallona tutte curve… quando l’accompagnavo diventavo rosso di rabbia, ad ogni cantiere si sentivano fischi e frasi oscene al suo passaggio. Lei sorrideva senza voltarsi e mi diceva “dai, non te la prendere, a modo suo era un complimento”..ma sentire che un bifolco chiamava “bambola” nelle migliori delle ipotesi oppure “porcona” tua madre, non penso che avrebbe fatto sorridere nessun figlio. Ma era la verita mamma era una porcona, nei modi, nei gesti, nell abbigliamento, nel viso…faceva trasudare una voglia di sesso che non so spiegare, saranno state le sue abbondanze nei punti giusti, le sue labbra molto molto carnone, i suoi capelli neri ricci molto voluminosi, il modo di vestire che metteva sempre in risalto tutto e il suo modo da svampita nell atteggiarsi ma…dio…mia mamma era proprio una porca.
Nell autobus trovammo subito posto ma alla prima fermata mia madre si alzò per far sedere un vecchietto. Aveva poco di vecchietto..io non avrei ceduto il mio posto. nelle fermata successiva l’autobus si riempi e notavo che un uomo si appoggiava a mia madre proprio sul culo, strofinando il suo pacco, notavo la faccia dell uomo in estasi ma, notai pure che alla mamma non dispiaceva, anzi…anche lei era felice e con piccoli ed impercettibili movimenti, si strofinava sull uomo…ero rosso di rabbia, tanto che alla fermata successiva, mi alzai e raggiunsi mia mamma mettendomi a fatica tra lei e quel uomo dando il culo a mia madre e il pacco a quel bruto. Il suo volto cambio subito espressione e mi disse “va da un altra parte stronzo, c ero io”…voleva farmi paura, era il doppio di me, ma con una rabbia che non vi dico, lo guardai e gli dissi..”è mia madre, togliti tu”…chiese scusa e si sposto subito, non feci caso dove ma se ne andò in fondo all autobus con la coda fra le gambe. Mi girai verso mamma e gli dissi “non ce la facevo più a vederlo” e lei con aria innocente mi fa “cosa amore??”…mi voleva far credere che non se ne era accorta…
Un altra fermata e giù 10 e su 20…eravamo sardine li sopra…tanto che per proteggere mia mamma mi attaccai a lei e…sarà stato l’ondulare della strada, o la rabbia che senza nemmeno rendermene conto, il cazzo di divento duro come il legno. Anche mamma lo notò, sembrava tastarlo con il culo…si gira e mi guarda incuriosita, si rigira e muoveva ancora il culo come per esser sicuro che era il mio cazzo. Ero in preda alla vergogna più assoluta, non so cosa mi stava capitando ma, più lei lo strusciava più lui gonfiava. Mi stava facendo male finche non lo mise proprio nel solco del culo e alzandosi un po sulle punte, si mise a cavallo. Ora ero io a non capire…ma strofina strofina, prima dell’ultima fermata, sborrai dentro i pantaloni. Ero di mille colori per la vergogna, speravo che non se ne fosse accorta e studiavo un piano per ripulirmi. Fortuna che la casa a mare era solo ad un paio di minuti dalla fermata. Camminavo con gli occhi a terra per la vergogna, non una parola..lei invece cercava il mio sguardo. Avevo paura di una ramanzina o peggio, che lo dicesse a mio padre…Poco prima di arrivare mi ferma e mi dice “niente mi devi dire?”…io volevo negare fino alla fine e risposi dicendo “no, su cosa? siamo arrivati!”…lei: “sul fatto che ti sei sborrato dentro le mutande”..non aveva mai usato questo linguaggio emi fece uno strano effetto, tra gli slip umidi e appiccicosi, si muoveva qualcosa…ma che cazzo avevo….
“Mamma, ma di cosa parli??”
“Pensi sia stupida, sono anni che gioco sopra gli autobus con centinaia di uomini, ormai capisco tutto, sento pure le vibrazioni della sborrata..è il mio gioco preferito ma, con te non l’avrei mai immaginato”
la frittata era fatta, decisi di prender al volo l’assist che mi aveva offerto per divincolarmi…”ma ti senti come parli??e come sei venuta vestita, e prima ti avevo visto con quello, mamma fai la troia e poi parli di me che sono stato vittima del tuo gioco”
“Senti bello (fa lei) non prender di sopra, non sono una santerellina, ok, ma il discorso non è nemmeno su quanto tu sia porcello a eccitarti con la mamma, il vero discorso e che con 2 minuti di strusciamenti, ti sei sborrato nelle mutande come una mezza sega, certo che cosi, le ragazze, scapperanno da te”
Mi sentivo frastornato, avevo ben capito quello che diceva??si giro ed entro dal cancello in casa…io con passo lento, con la mente confusa la seguivo a bocca aperta.
Appena entrati apri la finestra, prese da un cassetto un asciugamano e mi fa “vai a lavarti, dovrebbero esserci dei costumi di tuo padre in camera da letto, cosi ti togli quelle mutande piene di sperma, appena fatto torna qui che dobbiamo parlare”
Obedii senza far una piega, ero troppo destabilizzato per parlare. finito il bidè come mi disse andai a cercare i costumi di mio padre, ne trovai uno a slip, lo indossai, misi i pantaloncini e tornai da lei non sapendo cosa aspettarmi. Lei era li, sul tavolo della cucina, fumava stesa sul tavolo, non capivo le sue intenzioni ma andai di fronte a lei come un bambino e dissi a bassa voce “fatto”
Lei sorrise rassegnata e mi disse di sedere con un gesto della testa mentre buttava fumo con la sigaretta fra le sue labbrone carnose rosse rosse.
Diede altri due tiri alla sigaretta affumandomi tutto in faccia mentre io chiudevo gli occhi e spegnendo la sigaretta mi disse “ti parlo come un uomo, la tua mammina non è una santa, è una donna, le piace il cazzo, tuo padre aimè, ha la sue segretarie buttanelle, lo noti pure tu che le prende sempre belle, giovani e troie, secondo te perche sono brave??ce ne sono che non sanno nemmeno leggere ma sicuramente hanno altre doti.. torna a casa con quella puzza di troia di sopra che se ne accorge pure il cane abbaiandogli e scarico che non ha piu interesse nel cercarmi, secondo te a 45 anni che faccio??appendo la figa al chiodo?mi compro un vibratore??io voglio godere, voglio la carne calda che vibra dentro di me, voglio essere corteggiata, desiderata e voglio godere…mi dò da fare, in palestra non vado solo per restare tonica ma anche per avere i miei spazi, non faccio male a nessuno. io so di tuo padre e lui sa di me, non ne parliamo e cerchiamo di tenerlo velato ma…io scopo, scopo come una mula, mi piace farmi desiderare e cazzo, so il fatto mio…”
Io attonito con la bocca aperta.
..”veniamo a noi ora, il fatto che con 2 strusciate sei venuto è cattivo segno ma se vuoi, ti posso aiutare, sono una professoressa in questa, se ti fidi, se vuoi ma sopratutto se rimane un segreto e farai tutto quello che ti dico, posso far di te uno stallone da monta. Non avevo mai fatto caso fino ad oggi, ma da quello che ho sentito, li sei messo bene…tira giù i calzoni che la mamma è curiosa di vedere come ti ha fatto”.
Sempre più a bocca aperta non mi muovevo, mi sembrava di avere davanti una straniera che parlava un altra lingua e che io cercavo di tradurre…era mia madre??stava parlando di sesso?di lei?vuole vedere cosa??? questo pensavo.
Alzo il timbro della voce “dai cazzo, non perdiamo tempo”
Mi alzai come uno scolaro impreparato all’interrogazione a scuola…e fermo sul posto calai pantaloncini e costume. Era li, piccolo e moscio, non era un gran bel vedere..
Lei si avvicino per guardarlo meglio e se udii bene disse “menalo, lo voglio vedere duro”
La guardavo senza muovermi.
“dai menalo, sai come si fa no??”
iniziai ad abbozzare una sega ma, era piu forte di me, non era una situazione eccitante.
Lei li a fissarmi, si accese un altra sigaretta..giusto il tempo di dare due tiri, poggio la sigaretta al portacenere e mi fece un cenno nervoso come a dire, vieni qui!..
Camminai con i pantaloni alle caviglie fino ad arrivare dinanzi a lei, lo prese in mano, lo alzo per guardarlo bene, ci sputo sopra e inizio a menarlo per bene, lo scappellava con la sua mano curata e smaltata mentre con l altra mano maneggiava le palle ruotandole…cavolo se era brava, pure che ero confuso, in un attimo era dritto come un palo. lascio le mani e riprese la sigaretta, ci butto un po di fumo sopra ed esclamo “cazzo, hai una proboscide del genere in casa io non me ne sono mai accorta?”, lo scappello di nuovo lasciandolo cosi, con la stessa mano che teneva la sigaretta e si tuffo sopra di bocca…inizio a sbocchinarlo come una vera troia famelica, era la prima volta, chiusi gli occhi ma dopo un paio di pompate, sentii che usci il cazzo dalla bocca e iniziò a succhiare le palle mentre lo menava. La guardai ed era li, sotto di me, passando la sua lingua ruvida proprio fra i coglioni mentre lo menava, con la sua bocca super carnosa e il suo sguardo severo da cagna in calore, cercai di fermarla ma non feci in tempo e partirono 4 o 5 spruzzi a raffica, bianchi, pesanti, grossi che la oltrepassarono andando a finire da per tutto…si girò a vedere dove erano arrivati poi mi guardò un attimo “di nuovo?ma non abbiamo nemmeno iniziato! ma come si fa? appena ti tocco, sborri??”
“Scusa mamma, non mi sono controllato, quando mi masturbo non mi capita, ma vedendoti cosi, non ho resistito”
“ma che dici, sono pure ancora vestita, ma sei vergine??”
Con gli occhi bassi risposi…”si”..
“ma cosi non ci siamo amore mio”
penso un attimo e riprese “prometti che farai tutto quello che ti dirò?”
“si mamma, si tutto, tutto”
“Da oggi in poi, tu non ti masturbi più, quando ti chiamo vieni e fai quello che ti ordino senza replicare, di giorno, di notte, quando dico io ma se non lo dico io, tu non chiedi, supplici e soprattutto, ricorda bene, tu non ti meni piu..da oggi sono il la padrona di questo cazzo”
finendo la frase fece come per mordere il glande appoggiando i suoi denti su esso e io mi ritrassi con il bacino per paura…

si fece una fragorosa risata, si alzo e mi disse “ora esco, aspettami qui!” e chiuse la porta dietro di se.
Ero li tutto solo a rimuginare sull accaduto, e il cazzo si induri nuovamente. Ma mi aveva detto di non menarlo, ma la voglia era tanta anche dopo esser venuto 2 volte. Passò poco piu di un ora per il suo ritorno, apri la porta, mi squadro e ando verso il bagno, era sudata, io la segui con lo sguardo, entrò senza chiudere la porta e iniziò a spogliarsi…io sballai..a vederla denudare e prima che finiva ero li come un ebete a fissarla, dio, quanto ben di dio
mi guardò con aria maliziosa dicendo “si puoi guardarmi, entra ti racconto che ho fatto”
mi disse che si era molto eccitata da quella mezza sega, l’odore del cazzo, con quel piccolo pompino e si era bagnata tutte le mutande e andò a fare due passi, passando davanti un negozio di intimo, entrò per comprarne qualche paia di slip, c era un giovane commesso magro e alto, uno sfigato con la camicia abbottonata fino al collo e i pantaloni sopra la caviglia, sembrava una candela, appena arrivata alla cassa gli chiese se poteva usare il camerino per cambiarle perche le sue erano tutte zuppe. il commesso la guardo incredulo facendo segno con il dito verso i camerini…lei andò verso i camerini, si fermò guardandolo e gli disse “chiudi la porta a chiave e vieni a darmi un consiglio su come mi stanno”..non se lo fece dire due volte quel nerd e in un rapido scatto fu dietro mia madre, in maniera molto sconcia, tolse lo slip e lo tirò sul volto del commesso, erano veramente zuppe, lui le prese a respirare, sniffandole come cosa, finche mia madre si sedette a cosce oscenamente larghe dicendo “vuoi solo sentir l odore o ti interessa anche il sapore?” ..il commesso si buttò in ginocchio sopra mia madre leccandola per mezz’ora mentre mia madre lo teneva per i capelli facendone un suo schiavo, finito il lavoretto e avendo fatto godere mia madre più volte, mia madre gli tolse la maglietta, si asciugo la figa a mood asciugamano, si mise le mutandine nuove ed usci, lasciando il commesso ancora in ginocchio a guardare e senza pagare.
Tutto questo me lo raccontava mentre insaponava il suo corpo sotto la doccia, e io in catalessi senza capir piu un cazzo, avevo una mano sulla patta, la bocca aperta e scommetto uno sguardo poco intelligente ma vedere quelle tettone e quel culone tutto insaponato, o quei ricci neri in mezzo alle cosce che sovrastavano una figa mostruosamente grossa e rossa…mi facevano quasi paura….
Ad un tratto si fermo, immobile, un paio di secondi, con sguardo severo…”ti avevo detto che non ti potevi toccare se non te lo dicevo io!”
Io tolsi subito la mano dal pacco scusandomi e le porsi una asciugamano uscendo dalla doccia…mi chiese di asciugarla, giocavo con quei mammelloni…con quelle chiappone, come un bimbo con i lego…poi mi chiese di passarle la crema, spalmavo quel corpo giunonico e duro, quelle forme da paura sempre con l erezione nei pantaloni. si vesti, in modo sexy e provocatorio andando a preparare per cena, chiesi se restavamo li e mi chiese di avvertire mio padre che causa le condizioni pessime della casa saremo ritornati lunedi e se ce la faceva di raggiungerci. Mio padre rispose che non riusciva e chiuse. La mamma borbotto qualcosa quando glielo chiesi ma poi, girandosi con un sorriso mi disse, a tavola….
“mamma, io non ce la faccio, voglio fare l’amore con te!” gli dissi guardandola, stavo esplodendo
“amore, se farai il bravo e sarai bravo, avrai tutto da me, tutto!”
“pure il culo?” alzando la testa come a non crederci.
“Certo, sopratutto il culo, adoro il sesso anale, cosi ti potrai pure sbizzarrirti a venirmi dentro ma ripeto, dovrai far tutto quello che ti dico di fare!”
“si mamma, farò tutto, proprio tutto”

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Autore Pubblicato il: 3 Luglio 2022Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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