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La mamma era stata categorica a casa niente sesso se non lo diceva lei e non parlare con nessuno. mi aveva in pugno, avevo una gran paura di deludere la sua fiducia. il gioco mi piaceva e non volevo che finiva.
Quella sera cenammo tutti insieme..al solito mio fratello usci, io andai in camera e mia sorella rimase con mia madre a parlare del più e del meno. Ero sicuro che avevano un rapporto sincero e che la mamma gli raccontasse tutto ma non avevo prove.
Non facevo altro che pensare a tutto quello che mi succedeva. Ero sempre eccitato e anche quella sera, pur se ero venuto..ero di nuovo in tiro. Decisi di fare una doccia, era l unico posto dove potevo godermi un po di intimità.
Li sotto l’acqua cadente mi godetti un ennesima sega, ripensavo a mia madre, masturbata da un negraccio che sembrava un cavallo..alla sua faccia eccitata e ai suoi sguardi severi quando mi diceva cosa fare. Ero sul l orlo di venire quando mia sorella inizio a bussare che doveva pisciare. avevamo un altro bagno mi mi disse che la mamma l aveva gia occupato e che lei non si poteva trattenere. Alla fine mi aveva gia visto nudo, che poteva succedere?
Misi una tovaglia alla meglio alla vite e aprii..Lei era ferma dietro la porta con una tshirt aderente e lunga senza reggiseno sotto. i capezzoli turgidi ero molto evidenti. La fretta che sembrava avere all inizio si era eclissata e mi guardava, mi guadava eccitata mentre inizio a dimenare e strofinare fra loro le cosce. Sentii la musica provenire dallo studio…chiesi chi era e lei mi disse che era la mamma..
Io: ma non era in bagno?
lucia: ti dispiace che ti ho detto una cazzata per farti aprire?
io: no di certo ma la mamma non vuole che…
Lucia: che?cosa?che scopiamo?chi ti ha detto che voglio scopare?
io: scusa ma….
Lucia: ma cosa? dai fammi entrare..
Entro e chiuse la porta mi guardava. era in preda alla sua eccitazione…io facevo il tonto…avevo paura della reazione di mamma se ci beccava ma…ero eccitatissimo…lei mi fissava alla cinta e abbassando gli occhi capii perche…era duro…
Lucia: cazzo aspetti a togliere la tovaglia?poveretto stare soffrendo li dentro..
lascia cadere la tovaglia e lui svettò in tutta la sua bellezza…mia sorella non toglieva gli occhi da li..lo voleva..e anche io volevo che lo prendeva e che mi faceva godere.
Mi guardo negli occhi e mi disse: perche non continui quello che stavi facendo?
io: e che stavo facendo?
lucia: lo so che quando ti fai la doccia te lo meni…
io: e come lo sai?
Lucia: qualche volta ho sbirciato dal buco.
Io: che troia che sei..
Lucia: bando alle ciancie..
se voleva vederlo dal vivo, lo volevo pure io..questa forma di voyeurismo mi piaceva. entrai nella doccia e diedi il via alle danze, aprii l acqua e inizia lo show. lei mi guardava divertita e con le mani sfiorava il suo corpo ma non la sua patata. io ero molto preso e la pausa non mi aiuto molto anzi…venni poco dopo.
Cambio subito espressione mi disse: coglione, sprechi cosi la tua sborra?ero venuta qui per berla, volevo farti un bel pompino..
Rimasi come un coglione e andò via…avevo perso una bella occasione ma perche non parlava chiaro!!!
Uscii dal bagno sondando il territorio per vedere se qualcuno si era accorto di qualcosa ma fortunatamente era tutto tranquillo. Passai dallo studio e dissi a mia madre che stavo andando a dormire. Lei era li, con un bicchiere di rum, musica classica proveniente dal suo vecchio giradischi che adorava e tanti fogli davanti che preparava la sua lezione del giorno dopo, mi guardo da sopra i suoi occhiali, mi disse “va bene amore, buonanotte”..come la piu dolce delle madri…
Mi girai e stavo per chiudere la porta ma mi chiamo, mi girai e…
Mia madre: volevo chiederti se oggi ti era piaciuto o se eri gelosa di vedere che godo con altri…
visto che il disco si faceva intrigante, chiusi la porta..
Io: mamma, non hai visto che ho goduto?
Lei: si certo ma volevo capire che pensavi.
Io: per ora è tutto strano, tutto nuovo ma…ti adoro in questa nuova veste…e vederti oggi con quel nero che ti masturbava e che tu ricambiavi…mi ha fatto venire come un toro…anzi…non sapevo che squirtassi…era la prima volte che lo vedevo dal vivo, le ragazze con cui sono stato non lo hanno fatto mai..
Lei: mi capita a volte, quando la situazione mi pervade il cervello e l uomo sa toccare i tasti giusti. è incontrollabile. ma ti volevo chiedere un altra cosa.. un po piu forte..sai, a volte, per godere, godere bene e restare nell anonimato, sai per via della mia professione vado a delle feste fuori paese
io: che genere di feste?discoteca?
Lei: ma no sciocco, ti immagini a ballare e scopare con il primo che si struscia..alla mia età..magari becco un coglione di alunno con il telefonino e via alla carriera…no, ce un gruppo di persone, persone da bene, di alto livello sociale che, condividono questi piccoli segreti e ogni tanto ci riuniamo in qualche villa. l’ingresso per le donne è gratuito gli uomini invece sborsano un bel po di quattrini…ma è tutto pulito..gente seria..no come il negro di oggi…puzzava come un maiale.
Io: ma hai visto che verga che teneva
Lei: si ma, non mi sarei fatta toccare se non era che volevo capire la tua reazione.
mi mando in confusione, era tutto previsto, studiato per un fine ultimo. annui e gli dissi che comunque se voleva portarmi a quella festa ci sarei stato. Lei mi disse nuovamente “buonanotte” e si rituffo nei suoi compiti.
Lei: prima che dimentico, domani alle 17,00 devi andare da paola allo studio
Io: ma non ho appuntamento
Lei: si lho preso io, vai tranquillo, mamma ti vuole bene.
uscii e mi diressi nella mia stanza.
Paola era un amica della mamma, una sua coetanea, frequentava casa nostra da sempre e aveva un figlio della mia età mio compagno di scuola dall asilo alle medie…poi si separò con il marito e suo figlio per motivi di studio si trasferi con il padre. Paola era un estetista, andavo da lei di tanto in tanto per la pedicure. era molto brava. Una donna sui 50, cicciottella e bassa ma piacevole, sempre ben curata, profumata e sorridente. per me era come una zia, me la ricordo da bambino in ogni festa, ricorrenza, vacanze, mare o montagna, paola c era sempre. Non mi era chiaro cosa dovessi andare a fare ma che mamma aveva un piano per tutto mi inizio a muovere i primi sospetti.
Sospetti che mi tolsi il giorno dopo quando paola mi ricevette nel suo studio con un sorriso diverso dal solito e un po di rossore sulle guancie. Mi fece accomodare non nella solita stanza della pedicure ma in un altra e mi disse di spogliarmi e stendermi.
io gli spiegai che non sapevo nulla e lei sorridendo mi disse che la mamma voleva che mi facesse una depilazione dell inguine. io dissi: cosaaaa??? e lei ridendo mi disse: ho detto la stessa a tua madre ieri al telefono quando ha chiesto l appuntamento ma sai come è tua madre autoritaria nei suoi modi che non mi ha fatto nemmeno parlare, dai spogliati.
Io: ma tutto?
Paola: se sai come poterti depilare senza togliere tutto spiegamelo che mi puo tornare utile con certi uomini che vengono qui per altro..
Io: altro cosa?
paola: dai che non ho tutto il giorno, dopo ho un altro appuntamento e poi devo fare la spesa.
Beh, ormai ero in ballo e con non poca vergogna mi spogliai, prima girato e poi con le mani a coprire tutto
Paola rideva e mi toglieva le mani..accese un po di musica e mi disse di chiudere gli occhi se mi vergognavo e che lei non avesse parlato
appena tolsi le mani pero…
Paola: accidenti….sei messo bene….oh scusa….
io rosso come un peperone..inizio a trattare la zona. avevo paura che mi diventasse duro. inizia a pensare alla qualunque cosa. film, libri, incidenti che avevo assistito..tutto pur di non….
apri gli occhi e lui mi guardava, dritto e duro come non volevo..li chiusi subito. lei lo armeggiava con dei guanti in lattice. aveva le mani piccole e i guanti grandi. gli chiesi scusa ma lei mi disse “non me ne curo, se non diventava cosi, dicevo a tua madre che avevi dei problemi..è normalissimo che si sente toccato e ritoccato e poi a me non dispiace…non pensare male..potresti essere mio figlio…non mi spiace perche lavoro meglio sotto di lui…
mi rilassai molto a queste parole ma, inizio a massaggiare e strofinare, a tenerlo e guardarlo, a girarlo e tenerlo…a menarlo per metterlo di qua e di la e senza volerlo..stavo per venire…avevo una vergogna mortale a dirlo e pensai…faccio l indifferente ma..inizio a venirmi piccole convulsioni dell addome..per trattenermi e lei si fermo a guardarmi, capii e inizio a segarlo…
Paola: tranquillo succede a tutti, vieni con assoluta tranquillita.
una sega bellissima con le sue manine…per non farmi schizzare mise una mano davanti il glande, fermando la sborra e nel frattempo con grande maestria, mi masturbava spremendo nella risalita per far uscire tutto..
Paola: da bravo, finisci che ti pulisco e completiamo.
chiesi scusa ma mentre mi asciugava mi sorrideva e mi diceva che invece a lei no..
finito di pulirmi ricomincio ad armeggiarlo. io dopo la mia venuta ero molto meno teso e molto meno imbarazzato, alla fine…era normale, come diceva paola..certo, non so con che faccia l avrei guardata appena sarebbe tornata a casa ma…ormai….
non passarono altri 5 minuti che paola borbotto fra se e se “di nuovo?”…io chiesi se stavo venendo di nuovo ma lei mi disse: no ma ha ripreso a sussultare, non è rimasto contento della mia sega, strano..
Io un po piu spavaldo: ma dai è stato bellissimo.
Paola: porcellino, finiscila o mi distraggo.
io: no vero, ci sai fare, nel senso come estetista
scoppiamo a ridere di cuore.
ma dopo poco riprese a segarlo io guardai e lei mi disse “scusa ma ormai lo faccio rivenire o qui non ce ne usciamo..adesso vedi cosa so fare, no la mezza sega di prima ma non una parola con mamma”.
era la piu bella sega della mia vita. massaggiava le palle piene d’olio, passava il suo dito con il guanto oleato sul glande girandolo come na lingua ma schiacciandolo di piu..roteava la mano sapiente…a saperlo sarei venuto prima…ma, piu segava e piu non venivo. mi piaceva ma, ero venuto cosi tane volte negli ultimi giorni che li, in un freddo letto, steso nudo con tutte quelle luci, non riuscivo a concludere…
ad un tratto si alzo in piedi e mi disse “non sara lui il primo cazzo che non viene nelle mie mani”..
io sconvolto e gli dissi: dai non ti preoccupare, non fa niente..
ma in un attimo, si tolse il grembiule e armameggiando dietro, slaccio il reggiseno..mi butto fuori le tette piu grosse che avevo mai visto. immense..anche se lei era molto in carne non pensavo avesse due bombe del genere, grosse e piene e con due ciliegie al posto dei capezzoli…afferro di nuovo il cazzo a due mani e mi disse di toccarle pure che doveva riuscire se no sarebbe rimasta male. io li senza aprir bocca, gelato dalla situazione , mi alzai un po la schiena per arrivare meglio e iniziai a giocare con quelle meraviglie.
con quella foga e sopratutto con quello spettacolo davanti, con un rapido scatto scesi dal lettino..lei si fermo senza capire le mie intenzioni. abbassai il pantalone verde della sua divisa. usci un culone immenso e la chinai a pecora. lei si illumino di orgoglio e con le mani allargo quel grosso culo per agevolarmi. puntai il cazzo sulla figa. era tutta depilata e bagnata fradicia. una figa mostruosa. labbra cadute e rilassate e un clitoride che sembrava un piccolo cazzo. ma ormai non mi potevo tirare indietro e offenderla. iniziai a stantuffarla con tutta la forza che avevo, lei inizio a godere e buttarsi sempre piu sul lettino dove l avevo poggiata perdendo le forze e poco dopo gli regalia una colata di lava calda tra le cosce. gli venni dentro. alla sua età era sicuramente in menopausa. restai ancora qualche minuto cosi. lei sorridente e senza la minima forza, con il pantaloni ancora alle caviglie si alzo e rivesti, era la meta di me me mi tiro a se e diede un grosso bacio a stampo sulle labbra e mi disse grazie.
mi alzai i pantaloni, aveva fato un bel lavoro. sembrava ancora piu lungo e grosso cosi. la mamma sara stata felice. chiesi quando dovevo e lei ridendo mi disse: scherzi, mi hai fatto godere come non mai…spero che tornerai e con una bellissima risata se ne ando cantando.
mi sentivo un martire. avevo fatto felice quella donna.

roccoroccorocco@alice.it

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Autore Pubblicato il: 6 Settembre 2021Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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