Questo racconto è frutto di una richiesta di un lettore di Milù che mi ha inviato la trama e molti particolari. Io ho semplicemente arricchito quanto descritto cambiando nomi ed in parte circostanze.
Se anchge voi volete che scriva la vostra storia contattatemi attraverso i messaggi e la mail presenti qui sul sito di Milù.
Mi chiamo Paolo, ho 55 anni e da una decina ho iniziato a scoprire che la mia indole è quella di cuckold.
A mia moglie, anche perché lei mai avrebbe acconsentito, non ho mai provato a chiedere di scopare con un altro uomo dicendole che io non avrei avuto nulla in contrario.
A me, come a tanti uomini, piacciono i look da troiona, vestiti corti e trasparenti, indumenti intimi ridottissimi o meglio assenti, tacchi alti impossibili. Mia moglie da giovane qualche minigonna la ha messa senza però mai concedermi qualcosa di più di una pompa in spiaggia quando non avevamo la possibilità di fare sesso in casa o in auto ed eravamo molto giovani. All’ultimo dell’anno qualche look che per lei era ardito per me era quanto mi poteva concedere, mini a mezza coscia, collant a rete e tacco alto ma ampio. Insomma nulla di particolarmente trasgressivo. Ho sempre però avuto molta fantasia e con l’andare del tempo e l’età lei è diventata sempre più ritrosa. Prima le emorroidi mi hanno precluso il suo culo (che mi diede prima della figa essendo vergine) poi anche il regalo di compleanno in cui, rigorosamente in casa, si travestiva da vacca per accondiscendere ai miei desideri, è diventato qualcosa di poco significativo sia per le mie attese sempre più elevate che per la sua voglia che con la menopausa si è praticamente estinta.
Io invece ho progredito, sempre nella mia mente ed in privato verso situazioni immaginate ogni volta un po’ più hard.
Mi sono comprato un set di plug anali, poi una gabbietta da cuck ed infine un “vestito” a rete super elastico ed un paio di scarpe senza zeppa ma con tacco d’acciaio da 12cm. Il risultato è stato che quando ero solo mi travestivo da cornuto checca e schiavo sottomesso e finivo con il masturbarmi con il culo sfondato.
L’ultimo acquisto, fatto su un sito cinese, è stato un mega fallo con vibrazione, movimento sussultorio avanti ed indietro di colore nero.
In pratica ho interpretato quello che avrei voluto mia moglie facesse prendendo cazzi a destra e manca. Nel corso degli anni qualche fallo lo avevamo anche preso ed usato ma è ormai molto tempo anni che giacciono in fondo ad un cassetto. Questo almeno per lei perché quando sono solo li ho rispolverati tutti e provati anche mettendomene due (i più piccoli) contemporaneamente nel culo. Sono ben rodato ed infatti l’ultimo arrivato dopo i cunei anali e le doppiette e con una buona lubrificazione di gel, entra e mi fa sentire molto troia.
Uno dei plus di questo fallo è che ha una base a ventosa che gli consente di stare appiccicato alle superfici lisce per cui me lo sono preso a spegnimoccolo ed a pecorina mentre spompinavo altri due falli. Era esattamente ciò che mi sarebbe piaciuto vedere fare a mia moglie Ada alla quale non ho mai avuto il coraggio di chiedere.
Va da se che per masturbarmi guardo principalmente film del genere cuck in cui il cornuto è anche schiavo, magari vestito da donna ed ancora meglio se bullizzato dalla moglie e dal toro o dai tori di turno e con la moglie che, dopo essersi ripassati dun paio di uccelloni, indossa uno strap on e finisce di sfondare il marito già bene aperto.
Il top è quando la donna ha più o meno l’età di mia moglie e la ricorda fisicamente, trovo che quella che si avvicina di più è Syren Demer che per la mia gioia ha anche realizzato alcuni film del mio genere favorito in cui il cornuto viene anche costretto a ripulire le sborrate sulle tette e nella figa fatte dai ragazzi ben più giovane di lei ma con grossi cazzi d’ebano.
Nella mia mente avrei pagato perché ciò succedesse e forse è stato proprio questo mio desiderio a tradirmi.
Una sera, saranno le 19 ritorno a casa dal lavoro, saluto mia moglie che sta cucinando e la sento dal saluto che è molto allegra. Ci conosciamo da più di 30 anni per cui le sfumature di entrambi non sfuggono. Entro in cucina e le chiedo cosa bolle in pentola fisicamente e metaforicamente, lei mi guarda con un sorriso smagliante e mi risponde: “lo scoprirai”.
Finito di fare la doccia mi asciugo, è estate fa abbastanza caldo e mi infilo una maglietta leggera ed un paio di boxer.
Quando entro in cucina resto di sasso, sul tavolo nel piatto c’è la gabbietta da cuck che uso e sulla mia sedia, incollato grazie alla potente ventosa, il cazzo di gomma nero con il telecomando.
Resto senza parole ovviamente, divento rosso come un peperone.
Mia moglie però non finisce di sorprendermi, gira il tablet che era a schermo in giù sul tavolo, fa ripartire il film ed è uno di quelli di Syren Demer in cui lei si fa sbatter da tre ragazzi di colore, indossa calze e tacchi altissimi e si fa riempire in tutti i buchi.
Sono ancora più ammutolito ed allora parla lei.
A. “Lo so che sono stata sessualmente assente negli ultimi anni ma non avevo capito che il tuo disagio fosse così marcato. Vorrei fare qualcosa per farti piacere, non ti allargare però”.
Deglutisco a fatica, il rossore inizia a sparire.
P. “Tesoro io ti amo sempre molto ma lo sai bene che i miei ritmi sessuali sono molto lontani dai tuoi ed una scopata al mese nel letto non mi soddisfa ma non ho mai desiderato farti le corna e mi sono arrangiato”.
A. “Sei andato molto avanti, vorrei vedere fino a dove, fai quello che faresti da solo ma davanti a me, credo che potrebbe essere un buon inizio. Lì dentro c’è tutto quello che ho trovato dopo che mi è capitata fra le mani la gabbietta”. Mentre lo dice spegne il gas sotto la padella.
Il cazzo mi è diventato di marmo e le dico che per iniziare dovrei rilassarmi per poter indossare la gabbietta di costrizione. Lei si avvicina, mi carezza e, senza alcun avvertimento, mi molla una botta nelle palle. Il cazzo si ammoscia.
A. “Ora te la puoi mettere”.
Mi spoglio nudo, mi siedo e prima di avere un’altra erezione mi metto la gabbietta, poi prendo uno dei plug anali dalla sacca dove Ada ha raccolto tutto, lo ungo abbondantemente e lo faccio scivolare nel culo.
Fa caldo e non mi va di mettermi il collant a rete aperto al cavallo. Faccio per mettermi le scarpe quando Ada mi ferma.
A. Ho detto di fare tutto quello che faresti se fossi solo. Se non lo hai capito intendo trattarti da schiavo e maltrattarti il più possibile per avermi tenuto nascosto tutto questo”. Mi porge il collant che mi metto prima di infilarmi anche il 44 rosso lucido con tacco 12.
A. “Che mignottone che sei. Fammi veder cosa sai fare con la bocca”. Nel dirlo mi mette una mano dietro la testa e la spinge verso la sedia dove il grosso fallo nero è attaccato con la ventosa.
Inizio a leccarlo partendo dalle palle per poi risalire mordicchiandolo. Noi uomini, rispetto alle donne, abbiamo il vantaggio d sapere esattamente cosa vorremo che facesse chi ci fa un pompino. Lei prima di arrivare a farmi delle pompe molto soddisfacenti ci aveva messo anni e comunque non era mai arrivata ad un livello da film porno. Inghiotto la cappella cercando di fare entrare più cazzo possibile in bocca. Lei mi mette di nuovo la mano dietro la testa e spinge per farmi ingoiare di più.
A. “Succhia e senti come ci si sente quando ti sfondano la gola spingendoti avanti”.
Non lo ho fatto molte volte ma in alcuni momenti di libidine devo ammettere che la ho quasi soffocata.
Quando si accorge che sto per strozzarmi molla la pressione sulla testa. Estraggo il cazzo ed inizio a usarlo per darmi dei colpi sulla faccia alternando questo movimento con leccate della cappella e ingoio della stessa.
A. Sei proprio un bravo frocetto pompinaro, mi piacerebbe vederti alle prese con un bel cazzone di carne, magari nero”.
Un brivido mi corre lungo la schiena, il cazzo ingabbiato non può crescere più di tanto, se fosse libero sarebbe ai massimi storici.
A. “Ora fammi vedere come prendi questo bel bastone nel culo”. Si avvicina e tira fuori con uno schiocco il plug dal culo. Il cazzone di gomma è lubrificato dalla mia saliva ma per entrare serve un po’ di gel.
Mi accingo a prendere il tubetto ma Ada mi ferma.
A. “Troppo facile così, sono certo che un po’ di sofferenza in più ti piacerà. Mettiti a 90°”.
Non capisco cosa abbia in mente, pensavo volesse che mi sedessi sul cazzone di gomma.
Nondimeno obbedisco. Lei si mette davanti a me e dopo aver estratto dalla borsa due dildi che avevamo usato insieme in passato. Li prende e li spompina con una maestria che non le ricordavo poi si sposta dietro, mi sputa sul culo, infila uno poi due poi tre dita e poi il dildo più grande. Infine mette un dito per far spazio fra la parete ed il dildo e ci infila l’altro. E’ doloroso e non trattengo un grido di dolore.
“Taci porco che poi mi ringrazierai, ti apro per bene così poi il cazzone nero lo potrai prendere tutto”.
Per 5 minuti muove i due dildi dentro di me. Un po’ di gel del cuneo anale aiuta la scivolosità e il dolore lascia posto al piacere psicologico.
Poi estrae i due falli e mi dicembre
A. “Lo voglio vedere entrare tutto, prende la vecchia macchina macchina fotografica digitale che non mi ero accorto aveva attivato e con la quale ha ripreso tutta la scena e si posiziona dietro di me. Il mio buco del culo è ben dilatato dal plug e dai due dildi. Mi calo sulla sedia indirizzando la cappella dul mio buco, scivola dentro senza colpo ferire. Mi fermo un attimo dopo l’ingresso della parte più grande. Ada riprende il tutto in primo piano.
A. “Allora finocchio rotto in culo mi fai vedere quanto cazzo riesci a prendere o è tutto qui quello che sai fare?”
Quando avevamo scopato con i dildi ed ancora lo prendeva in culo, era arrivata a pigliare tre cazzi oltre al mio, due in figa, un filo di perle di gomma nel culo ed il mio in bocca. Rimpiango quei momenti in cui il turpiloquio la faceva da padrone facendo eccitare entrambi al massimo. Le davo della troia e lei mi initava ad insultarla ancora di più e ribatteva che ero cornuto perchè si faceva sbattere dagli altri cazzi che, nella nostra fantasia, rappresentavano persone che conoscevamo in modo da rendere più eccitante il tutto. Non è perrciò una situazione nuova questa, solo è indirizzato diversamente. Anche finisse così sarei contento ma ho l’impressione che sia solo l’inizio.
Punto nel vivo scendo fino a che le palle del cazzone nero toccano le mie chiappe. La punta tocca la prostata dandomi una piacevole sensazione. Lo avevo preso già fino in fondo ma mai con questa decisione e in queste circostanze. Comincio ad andare su e giù con un buon ritmo ed a miagolare come una gattina in calore.
A. “La mia troietta ama avere il culo sfondato”. Posa la telecamera in modo che possa comunque riprendere la scena, si porta davanti e apre la gabbietta togliendo il fermo.
A. “Non smettere di sfondarti il culo”. Si inginoccha davanti a me ed inizia a succhiarmelo. E’ diventato di marmo, l’eccitazione è al massimo. Ada ha preso in mano il telecomando, è nuda solo con un paio di sabot dal tacco alto che non avevo ancora notato.
A. “Fermati con il cazzo nero tutto dentro”.
Obbedisco ovviamente e lei si fa scivolare il mio cazzo nella figa facendolo entrare tutto. Mi sbatte le sue tette in bocca ed inizio a leccarle e mordicchiarle cingendola con le mani e stringendole il sedere.
A. “Ti piace caro il mio maritino bisex?”
P. “Si da impazzire”.
A. Ada ha studiato e sento che il cazzone nero si sta allungando dentro di me grazie alle sue mosse sul telecomando. Lei invece inizia a scoparsi impalandosi sul mio cazzo. Prende un ritmo lento e costante. Non posso resistere a lungo al doppio stimolo.
Nel giro di tre minuti vengo. Credo che sia stata la miglior sborrata della mia vita.
A lei manca ancora un pochino ma il mio cazzo resta duro. Lei comincia a gemere sono ancora molto eccitato anche se il cazzo dietro comincia a darmi un po’ fastidio. Poi, liberatorio, parte un orgasmo anche per lei. Mi tira la testa sul seno che lecco come non ci fosse un domani tormentandole e pizzicandole i capezzoli.
Ha finito, si sfila, sposta la telecamera per un primo piano verso la sua sedia. Non so cosa abbia in mente.
A. “Non penserai di aver finito? Ho visto il film che ti piace tanto come va a finire. Ripuliscimi da tutta la sborra che mi hai spruzzato dentro. Per stavolta dei accontentarti della tua ma la prossima volta chissà potrebbe essere quella di un bel ragazzotto dal cazzo asinino e le palle gonfie come il figlio del custode.
La cosa mi eccita da morire il cazzo mi resta duro. Nei miei sogni la ho immaginata presa dal figlio del custode insieme al padre in una doppia davanti ai miei occhi con lei che mi mostra le corna mentre la sbattono come una cagna in calore.
La lecco fino all’ultima goccia. Lei ha capito benissimo dove andare a parare, mi conosce troppo bene.
Il film sul tablet è arrivato alla fine e non escono più gemiti che ci hanno accompagnato.
Il mio culo, orfano di tutti i dildi e plug, ha cominciato a restringersi ma è ancora bene aperto.
A. “Siediti”.
Obbedisco ma non sulla sedia dove c’è il cazzone nero ma su quella dove era seduta lei mentre la ripulivo dalla mia sborrata.
Lei si inginocchia ed inizia a farmi un pompino fotocopia di quello che ho fatto io al dildo nero.
A. “Va bene così?”.
P. “Sei perfetta”
Alterna leccate ingoi colpi del mio cazzo sulla faccia e dop 10 minuti vengo. Certo non copiosamente come nella sua figa ma le riempio il volto e le tette con tre spruzzi.
A. “Per oggi abbiamo quasi finito, mi fa alzare e si risiede quindi con il dito mi fa segno di avvicinarmi ed indica gli schizzi. Non c’è bisogno che parli, mi tuffo prima sul seno, lappo tutto poi il suo bel viso le guance il naso. Ci metto due minuti quindi lei mi ferma.
A. “Andiamo a farci una doccia, ce la siamo meritata e poi usciamo a cena non ho voglia di rimettermi a cucinare”.
Mi prende per mano ed andiamo in bagno entriamo nell’ampia doccia e ci insaponiamo a vicenda baciandoci in modo dolce e complice.
Ripenso a come ero rimasto entrando in cucina e fra me e me e ridacchio.
Ada mi guarda con fare interrogativo ed io le dico
P. “Ho proprio una moglie comprensiva”.
Ridiamo entrambi, andiamo in camera ci vestiamo ed usciamo a mangiare una pizza.
Che fantastica serata.



Ciao pensi di pubblicare il seguito?
grazie
Ciao Giulia, Pubblicherai anche i prossimi capitoli? La storia è interessante e mi piacerebbe vedere come si sviluppa.
Grazie mille!
Ottimo come sempre, egregio!