Nella camera del suo studio il dottor R aveva appena chiesto alla mia ragazza di togliersi il reggiseno, ed ora io guardavo mentre lui la palpava.
Indugiava sui suoi seni, cospargendole la pomata con tocchi insistenti, lenti e concentrici. Io guardavo quelle mani che la toccavano e poi il viso di Manuela, arrossato. Nella sala visite era un silenzio assoluto, se non per i gemiti soffocati che quei tocchi le provocavano. Quell’ansimare della mia fidanzata non era la sua unica reazione. Anche i suoi capezzoli erano diventati dritti e duri, non l’avevo mai vista così prima d’ora, quando il dottore li toccava sembravano rimbalzare, le areole mi apparivano sempre più grandi.
Cosa stava accadendo? Quella era ancora una visita medica, o ciò che il dottore faceva alla mia ragazza era sconfinato in una pratica sessuale? Io ed il mio piccolo cazzo in erezione non avevamo dubbi. Manuela era sempre piu’ arrendevole, il dottore piu’ audace, allettato da quell’implicito consenso di entrambe, mio e della mia ragazza.
Ad un tratto le posò il palmo delle mani a lato delle mammelle, passando poi con il pollice dall’attaccatura inferiore del seno fino alle areole. Bastarono due, massimo tre passaggi per farle sfuggire una specie di sospiro che Manuela tentò immediatamente di celare ma che non sfuggì certo all’attenzione mia e del dottore. A bassa voce, con un tono professionale ma nel contempo profondo, da maschio, lo sentii dire:
“Non preoccuparti, Manuela, va bene cosi’ …”.
Quelle parole mi fecero provare un’emozione particolare. Il medico stava dicendo alla mia ragazza di non turbarsi se si stava eccitando mentre si faceva sollecitare i seni da un bell’uomo maturo, e d’altro canto in maniera forse più subdola stava pure a rassicurarla che io, il suo fidanzato, ero sì presente, ma contavo poco.
Lo ammetto, avrei dovuto intervenire, magari anche solo facendo del rumore con un movimento, un colpo di tosse. Ma non dissi ne’ feci niente. L’unica cosa che sentivo era la mia gola secca e la mia erezione che spingeva più che mai nei bermuda, mentre il dottore continuava nella sua palpazione, sollecitando i seni di Manuela, passando con i pollici dal basso ai capezzoli.
Non so quanto sia durata, quella palpazione, ma ricordo che ad un tratto il dottor R staccò le mani dal seno, decretando:
“Ora controllo sotto. Togliti completamente il vestito e sdraiati… pancia in giù.”
I seni della mia ragazza, lasciati liberi, mi erano ora nuovamente visibili. Potevo riconoscere ed ammirare le sue areole e i suoi capezzoli inturgiditi e sensibili. A quel punto, forse per il timore di vedere la mia ragazza completamente nuda di fronte ad un altro uomo, e chiaramente eccitata, ebbi la mia prima, ed unica, reazione, il coraggio di dire: “ma non…”
La voce però mi si era subito rotta… Le cause erano due: Manuela, che all’ordine del dottore aveva subito risposto cominciando a sfilare l’abito, senza dare alcun peso al mio timido tentativo di porre un freno a ciò che stava accadendo. Era presto rimasta con le sole mutandine addosso, e si era sdraiata prona sul lettino, evidentemente presa ed eccitata da quella stimolante situazione che l’aveva sopraffatta, facendole provare un lato finora sconosciuto dei suoi desideri sessuali. E poi il dottor R, che con fare deciso si era rivolto a me dicendo qualcosa del tipo:
“Luca… rimani in silenzio ad assistere e non disturbare per favore… so io cosa fare…”
(Continua)



dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…
Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…
Un'ottima storia con un finale inaspettato accompagnata da una bella immagine, fantastico lavoro, Agavebet!
Ciao pensi di pubblicare il seguito?