Avevo provato a suggerire a Manuela di rimanere in camera assieme, rientrati in albergo dopo la visita medica, attenendoci alle indicazioni del dottore. Ma la mia fidanzata mi convinse che non sarebbe stato necessario, dicendomi che si sarebbe sentita in colpa, a trattenermi al chiuso in una giornata di sole come quella, e mi esortò a prepararmi e andare in spiaggia. Alla fine cedetti, e non continuai ad insistere.
Forse in fondo era meglio così, in quel momento avevamo bisogno tutti e due di un attimo di tranquillità, di rimanere un po’ da soli con i nostri pensieri, a riflettere.
Quando arrivai in spiaggia provai subito a distrarmi buttandomi in acqua. Nuotai fino al largo, dove rimasi a fare il “morto” per qualche minuto. Ma la mente non era libera, ed immediate tornarono le immagini dello studio medico, di Manuela nuda, delle mani del dottore sul suo corpo, dei gemiti soffocati della mia fidanzata, delle parole del dottore che la invitava a spogliarsi, e che a me diceva di rimanere in silenzio, di non disturbare… in un attimo mi ritrovai di nuovo con una notevole erezione…
Cosa era accaduto in quella stanza, nello studio del dottor R? Era evidente che dietro la pretesa della visita medica noi tre, in quella stanzetta, avevamo vissuto una relazione sessuale… Non solo seduzione ed erotismo, ma vero e proprio sesso, guidato dal dottore. Una situazione che forse inizialmente ci era stata imposta, ma che io e forse soprattutto la mia ragazza avevamo presto accettato, e poi incoraggiato, quasi richiesto in modo esplicito dalla mia ragazza, che si era spogliata, rivelandosi integralmente al dottore, si era lasciata toccare ovunque, aveva aperto le cosce per lui, mostrandogli arrendevole il suo frutto proibito, cercando e trovando il piacere. Fino a quel brivido finale, con le dita del dottore che molto probabilmente l’avevano penetrata, facendola sobbalzare.
Ed il tutto con me presente. Che avevo appena accennato una debole protesta, subito zittita con autorevolezza dal dottor R… ed ero rimasto a guardare, evidentemente eccitato, con anzi il desiderio di scoprire fino a che punto lui si sarebbe spinto con le sue avances sessuali, e cosa la mia ragazza avrebbe accettato… scoprendo che non si era tirata indietro a nulla, aveva acconsentito a tutto, ad ogni ordine del dottore, ad ogni carezza, ad ogni tocco, a rimanere totalmente nuda di fronte a lui.
Non era scontato che le cose andassero così, naturalmente. Il dottore poteva dirle di spogliarsi dietro ad una tendina, e di indossare un camice, sotto il quale avrebbe potuto visitarla. Si poteva limitare a dimostrare come mettere la crema, nei punti con arrossature più evidenti, lasciando istruzioni su come completare l’applicazione al resto del corpo. Poteva chiedermi di uscire, per lasciare un minimo di privacy alla tua ragazza, durante la visita. Tutti e tre eravamo ovviamente consapevoli di ciò, ma abbiamo fatto una scelta diversa, perché lo desideravamo. Il dottore attratto dal corpo e forse dal carattere della mia ragazza, dalla sua arrendevolezza, la sua disponibilità ad abbandonarsi a lui. Lei dalla personalità, dalla maturità, dall’autorità del dottore, e poi anche dalle sue mani, dai suoi tocchi, e dall’esperienza che stava vivendo. E pure io, non in semplice spettatore bensì complice, con un ruolo assolutamente necessario in quel triangolo. Il dottor R non si era limitato a sedurre la mia ragazza, l’aveva fatto con me presente, in un certo senso con il mio assenso… avrei potuto oppormi, avrei potuto e forse dovuto interrompere quella recita… ma l’avevo voluto davvero? Od invece avevo desiderato che lui continuasse, che proseguisse nella visita, che toccasse ancora la mia ragazza, le sue mani sulle sue parti intime, prima il seno, poi i glutei, ed infine fra le sue cosce, con le dita che chissà fino a dove si erano spinte, causando a Manuela quel gemito che non era più riuscita a trattenere?
E Manuela, appunto… non aveva dato in alcun momento avviso che preferisse fermarsi, che il dottore smettesse di toccarla, di procurarle piacere… anzi, tutti i segni, l’espressione del viso, il suo respiro accelerato, i sospiri ad ogni tocco, lasciavano intuire l’esatto contrario… il dottore le piaceva, e quello che aveva vissuto, ciò che lui aveva fatto, l’eccitazione procurata, il piacere, forse anche per un attimo l’aveva fatta anche godere…poi si era fermato… ma se avesse continuato, Manuela si sarebbe forse tirata indietro, arrivata a quella soglia del piacere? Ed io, avrei forse detto qualcosa? Le dita del dottore, dentro la mia fidanzata…
Mi scossi, cercando di interrompere il flusso dei pensieri. Provai a nuotare verso riva, un po’ impacciato, per l’erezione che non accennava a calmarsi… dovetti attendere ancora qualche minuto, per poter uscire dall’acqua senza farmi notare in quello stato eccitato.
Mi sdraiai al sole, coprendomi con un asciugamano sulla zona del costume, per evitare spiacevoli imbarazzi. Tornai subito a pensare al significato di ciò che era successo… era impossibile negare… sia a me che alla mia ragazza era piaciuto avere un altro uomo assieme a noi… ma non un ragazzo qualunque… non sarebbe potuto succedere con un nostro coetaneo, un amico comune… era ciò che rappresentava il dottore, ad avere innescato tutto… era sicuramente un uomo di bella presenza, elegante, un fisico in perfetta forma… ma erano stati la sua maturità, la sua autorevolezza, la sua esperienza, gli elementi decisivi, la calma e la naturalezza con cui aveva imposto la sua volontà. Ero sicuro che era quello in fattore decisivo per Manuela, e forse anche per me… che quell’uomo, per personalità, carattere, esperienza, età, posizione sociale, era di un altro livello rispetto a me. Io mi ero dimostrato impotente, nei suoi confronti, avevo lasciato che imponesse la sua autorità. Il mio atteggiamento aveva garantito un consenso implicito, aveva assicurato Manuela, l’aveva incoraggiata a concedersi agli approcci di quell’uomo, ad arrendersi a lui. Il fatto che io fossi lì, che assistessi a ciò che lei si lasciava fare.. io ne ero complice… non era un atto di tradimento, tutt’altro, tutto stava accadendo alla luce del sole, io ne ero consenziente, osservavo le mani di quell’uomo sui seni, fra le cosce della mia ragazza ma non dicevo niente, rimanevo a guardare…
Il cazzo ora mi era tornato durissimo, per fortuna avevo avuto l’accortezza di coprirmi con l’asciugamano…
Mi tirai su, sedendomi, abbracciando le gambe per nascondere la nuova erezione. Pensai a Manuela, da sola, nella camera d’albergo Cosa stava provando, lei, in quel momento? A cosa stava pensando? Eh, già, a che altro, se non a lui.. Al dottore… alle sue mani forti, adulte, le braccia grandi, atletiche… al suo tocco, sul suo corpo, sul seno, sui glutei, le gambe, fra le cosce… ecco…. Quell’incontro col dottore l’aveva sicuramente turbata, come e forse più di me… e se anche lei era ancora eccitata, come lo ero io in quel momento… pensai alla mia ragazza che si accarezzava il seno, i capezzoli, come aveva fatto il dottore, che si toccava… nel tentativo di riprovare lo stesso piacere che le aveva procurato la mano di quell’uomo… mi immaginai le sue dita che sfioravano la sua intimità, forse tutta umida, alle sue labbra che si aprivano… alla visione che aveva regalato al dottore, quando aveva aperto le cosce…
Manuela in quel momento si stava di nuovo eccitando, al pensiero del dottore? Stava fantasticando di tornare nuovamente da lui? Magari con una scusa, per farsi controllare il recedere dell’irritazione cutanea, o con il pretesto di un banale mal di pancia… “Luca, amore, non mi sento molto bene stamattina.. mi sento debole… pensi sarà aperto, lo studio del dottor R…? Amore, puoi accompagnarmi da lui?”
Dio mio, stavo impazzendo! Manuela non era la tipa da fare certe cose! O invece…? Forse c’era un lato della sua personalità che scoprivo solo quel giorno… conoscevo davvero la mia fidanzata? Potevo affermarlo, dopo ciò che era successo quel giorno?
Eppure dopo ciò che era accaduto, Manuela mi aveva ripetuto che mi amava. E ne sono sicuro, era stata del tutto sincera… ma ora c’era un elemento nuovo, o meglio qualcuno, che era parte del nostro rapporto, della nostra relazione.
Avevamo imparato che un terzo uomo completava ciò che eravamo.
(Continua. Per scriverci dueamanti@tutamail.com)



dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…
Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…
Un'ottima storia con un finale inaspettato accompagnata da una bella immagine, fantastico lavoro, Agavebet!
Ciao pensi di pubblicare il seguito?