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famigliaRacconti di DominazioneSensazioniVoyeur

La mia fidanzata alla visita medica (6)

By 4 Luglio 2026No Comments

Manuela era rimasta finalmente sola, nella camera della pensioncina della loro vacanza in Toscana.

Aveva temuto per un attimo che il suo ragazzo volesse rimanere lì con lei, ma che sollievo quando alla fine era riuscita a convincerlo ad uscire e trascorrere il resto della giornata al mare.

Manuela voleva riflettere da sola sul vortice di emozioni che l’aveva travolta quando si era ritrovata sul lettino del dottor R tutta nuda, alle sue mani forti e grandi sul suo corpo, al suo ragazzo che era rimasto a guardare…

Ne aveva bisogno, e quando finalmente il suo fidanzato se n’era andato Manuela si era sdraiata sul letto, indossando una camicia da notte corta, estiva. Aveva chiuso gli occhi, e nella sua mente erano cominciate a scorrere le immagini della visita. Il dottore, per cui aveva provato all’istante una naturale attrazione, che col trascorrere dei minuti si era trasformata in desiderio, in una voglia proibita, inconfessabile.

Manuela ripensava al fascino emanato da quell’uomo ben più maturo rispetto al suo ragazzo o ai suoi altri amici, tutti maschietti suoi coetanei. Era stata catturata da come aveva condotto la visita medica, dal modo in cui la guardava, il modo in cui le parlava, il modo in cui si era rivolto al suo ragazzo. La sua sicurezza, il suo aspetto molto maschio senza essere macho. Tutto ciò l’aveva portata ad uno strano stato di eccitazione in cui arrendevolezza e obbedienza erano un fattore erotico. Mentre la sua mente correva ai particolari della visita, una mano aveva slacciato i bottoni della camicia da notte e aveva iniziato ad accarezzarsi i seni, trovando i suoi giovani capezzoli induriti. L’altra mano era scesa giù, sollevando il bordo della camicia da notte, e scivolando sotto le mutandine.

Aveva trovato la sua micetta in fiamme.

E ben presto i pensieri erano “precipitati all’inferno”, ne aveva perso il controllo, di nuovo, come era successo nella clinica, in presenza del dottore. Cosa era successo? Quell’uomo era riuscita a sedurla, in quei pochi minuti? Perché aveva lasciato che facesse di lei tutto ciò che lui voleva? Avrebbe avuto la forza di volontà di resistere, se quell’uomo non si fosse fermato, e le avesse chiesto di spingersi oltre, di consumare quell’atto sessuale, nella sua clinica? Un brivido, fra le sue gambe…

Manuela immaginava il dottore che, dopo il primo tocco alla micetta che aveva causato un gemito incontrollato, sicuramente percepito anche dal suo fidanzato, continuava ad accarezzarla, incurante della presenza del suo ragazzo e incurante dei numerosi altri gemiti che lei non riusciva più a celare.

I pensieri di Manuela erano diventati più audaci: ora si immaginava di nuovo in quella clinica, una scena in cui il dottore la masturbava apertamente:

“Brava … così … apri bene le cosce Manuela… devo visitare la tua micetta … sei molto molto sensibile…”

Il suo ragazzo sempre immobile aveva tentato una reazione:

“… ma… dottore.. non so se….”.

Ma era una reazione così timida, subito zittita con autorità dal dottore:

“Cosa c’è, Luca?! … Non disturbare … non vedi che sto visitando? … Mi sembra che la tua ragazza non si stia lamentando, quindi stai in silenzio e fermo su quella sedia e non disturbarmi… anche perché da quel che vedo non hai proprio il diritto di opporti… vuoi forse che dico alla tua ragazza cosa vedo tra le tue gambe?… Vuoi che le dica della tua erezione, che stai cercando di nascondere, pateticamente?”

Luca si era zittito, imbarazzato. Il suo ragazzo era eccitato da ciò che vedeva, era eccitato a guardarla nuda, mentre il dottore la toccava, le infilava due dita nella sua micetta, che lei sentiva sempre più calda, un fuoco fra le cosce mai provato prima.

La scena era cambiata improvvisamente, ora era sesso, sfrenato. Il dottore l’aveva fatta mettere con il bacino al bordo del lettino, lei con le gambe sulle spalle del medico, e il dottore con il camice aperto, che la penetrava.

Il suo cazzo era diverso da quello del suo fidanzato, era il cazzo di un uomo maturo, una venatura lo rendeva particolare. E poi la penetrava, la penetrava a fondo e in maniera ritmata. E poi le sue parole:

“Lo vuoi vero? lo vuoi tutto…. tutto dentro, nella tua piccola fichetta… il cazzo del dottore ti cura… ti fa godere Manuela… davanti al tuo innocuo fidanzatino…. “.

Non poteva più opporre alcuna resistenza, non riusciva a controllarsi, gemeva ad ogni spinta di quell’uomo dentro di lei…. Pensando a quelle scene di sesso sfrenato Manuela si era accarezzata e masturbata due volte quella mattina, nella penombra della camera da letto. Si sentiva porcellina e eccitata, molto eccitata, ma nel contempo c’era qualche momento in cui si sentiva in colpa verso il fidanzato, provava un senso di vergogna. Ma proprio la presenza di Luca era un elemento di eccitazione. Tutto quello che era successo nella clinica non era rimasto nascosto, Luca l’aveva guardata in ogni momento, e non solo, anche lui si era eccitato, il cazzo del suo ragazzo era in erezione nel vederla nuda con un altro uomo… perché si era eccitato mentre un altro la toccava? cosa era successo ad entrambi, quella mattina? Che significato attribuirgli?

L’atteggiamento del suo fidanzato la incuriosiva, la sorprendeva. Luca non aveva praticamente reagito. Non aveva detto quasi nulla, né durante la visita, né dopo nel tornare a casa. E nel salutarlo, nello scambiarsi quel bacio prima di andare in spiaggia, le era sembrato eccitato. Lo conosceva bene e poteva giurarci. Manuela si era sentita in colpa per aver avuto un pensiero, quando si erano lasciati: si immaginava il giorno seguente, il mattino presto, svegliare il suo fidanzato …. “amore… non mi sento ancora molto bene… forse è meglio andare dal dottore …. potresti accompagnarmi per favore…?”

Certo, Manuela non aveva avuto in realtà il coraggio di chiedere quelle cose al fidanzato. Cosa sarebbe potuto accadere, se si fossero ripresentati assieme la mattina seguente, in clinica? Lei si sarebbe preparata con un trucco leggero, un vestitino ancora più corto, sarebbe bastato abbassare le spalline per farlo scivolare sul pavimento, sarebbe rimasta con il solo perizoma, perché lui potesse subito guardare il suo bel culetto tondo e così sensibile, su cui il dottore aveva già posato a lungo le mani forti e sensuali, il giorno precedente… si sarebbe fatta toccare di nuovo, con il suo ragazzo di nuovo in silenzio, fermo a guardare.

All’ordine del medico avrebbe sfilato anche le mutandine, abbassate alle caviglie. Lui le avrebbe detto di allargare le gambe, di appoggiare le mani al muro, lei avrebbe ubbidito, quell’uomo avrebbe nuovamente messo la mano fra le sue cosce, le avrebbe accarezzato la micetta, fatto scivolare dentro le dita, trovandola accogliente, bagnatissima, bollente… lui si sarebbe aperto i pantaloni, avrebbe tirato fuori il cazzo, l’avrebbe fatta piegare in avanti, il suo culetto e la fighetta aperti e a sua disposizione.

E finalmente l’avrebbe penetrata. Sì, era quello che in verità lei aveva desiderato. Voleva essere penetrata dal dottore, voleva sentire il suo cazzo dentro di lei…

Sì, così, spinga forte dottore, la prego …mhh… sì, mmmhh… mmmhhh… siii…. ooohhhhhh

Oddio, oddio… un altro orgasmo… l’ennesimo, quella mattina… cosa le stava succedendo?

Non poteva farsi trovare in quello stato dal suo fidanzatino, in caso fosse rientrato presto! Doveva farsi una doccia, subito! Magari quello l’avrebbe calmata, avrebbe raffreddato il calore che sentiva tra le cosce… si, una doccia era quello che le serviva, in quel momento.

Ma in seguito non avrebbe avuto il coraggio di chiedere a Luca ciò che davvero lei desiderava… No, purtroppo non l’aveva fatto…

Solo diversi mesi più tardi si sarebbero confidati, l’uno con l’altra.

(Continua… dueamanti@tutamail.com)

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