;

Per Natale mio figlio ci porta a casa la sua ragazza (parte III)

6 0

Mi ero seduto poco distante, quando Maria si è avvicinata le ho ordinato di inginocchiarsi.

Lei tentennava e allora le ho preso i capelli alla nuca e lentamente l’ho fatta scendere. Dal gonfiore che si notava nei pantaloni aveva capito le mie intenzioni e ne rimase sgomenta. 

“Ricordati, cara, che mi basta schioccare le dita per metterti Andrea contro. Mi basterebbe mostrarmi deluso dalla sua scelta per fargli perdere tutto ciò che prova per te.” 

Seppure profondamente ferita nella dignità, Maria non accettava l’idea che mio figlio potesse lasciarla. E così ha invece accettato di sottomettersi.  

“Sbottonami i pantaloni. Guarda che bel cazzo duro mi hai fatto venire. Ora mi fai svuotare i coglioni, perché se mia moglie mi trova con una stanga così dovrò spiegarle che è per le tue tette che hai lasciato esposte, e per la tua fica che cola umori sfacciatamente. Saresti immediatamente cacciata da qui e io incolperei Andrea di averci portata una puttana in casa.” 

“Lei è un porco…” Fa in un moto di reazione. 

Il mio cazzo svettava duro, proprio davanti il viso di Maria. 

“Certo che sono un porco. Pensavi di offendermi? Se non fossi stato un porco non ti saresti ritrovata qui, inginocchiata fra le mie gambe, a succhiarmelo. Dai, ora inizia!” 

Nonostante la ritrosia e il visibile disgusto ha preso in mano il mio cazzo, io le ho avvicinato la faccia alla cappella, spingendole la testa, e lei l’ha ingoiata. Le ho tenuto ben stretta la testa con entrambe le mani. L’ho guidata facendola andare avanti e indietro. Non è stato affatto male quel pompino, me l’ha succhiato con fare diligente e con l’espressione rassegnata. 

“Tieni la mazza con entrambe le mani, voglio venirti in gola.” Così dicendo le ho premuto la testa fino a sentire la mia asta spingere sul suo palato. L’ho vista soffocare dei colpi di tosse mentre le ho scaricato una buona quantità di sborra. 

Le ho ordinato di non farne cadere neanche una goccia sul pavimento o gliela avrei fatta pulire con la lingua. Le ho detto che ero soddisfatto e, fatto cenno di andarsene, è corsa in bagno mentre nonostante si stesse tappando la bocca con entrambe le mani dei rivoli biancastri le colavano sul petto e i seni. 

Il dolce preparato da Maria è venuto perfetto. La madre di Andrea l’ha trovato buonissimo e ha avuto anche una ottima impressione della ragazza di suo figlio. Andrea ce lo ha raccontato la sera, a cena. Era felice di avere avuto l’approvazione della madre, mentre io pensavo che una nullità come la mia ex moglie non poteva che apprezzare una nullità come la mia futura nuora. 

“Ma ancor di più ci tengo alla tua approvazione, papà!” Ha detto Andrea sollevando un bicchiere di rosso. Io ho lasciato che cadesse il silenzio, mi sono limitato a bere. Maria, che fino ad allora era sembrata serena e felice, si è incupita e ha chinato il capo. 

Mi divertivo a tenere Maria sulla corda e allo stesso tempo mi eccitava quel torbido gioco attuato a sue spese. In quei giorni ci sarebbero state diverse occasioni dove sfogare le mie perversioni. E quando ho sollevato il bicchiere brindando, pensavo proprio a quello.

Continua…

Per commenti o proposte scrivete a: pensieriosceni@yahoo.it

Lascia un commento

I racconti erotici di Milù DEVI ESSERE MAGGIORENNE PER POTER ACCEDERE A QUESTO SITO.