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268 – Francesca: Il caffè da Emilia

Per rimanere un po’ assieme senza altre presenze il caffè a volte è solo un pretesto per un incontro, per uno scambio di idee e anche per fare delle confidenze che in quel momento non si farebbero ad altri.

Quelle gocce scure dolci e amare sono capaci di mostrare molti aspetti del carattere delle persone.

A volte è proprio solo questo.

Con Emilia, uno degli avvocati dello studio con cui già aveva avuti un rapporto tempo fa, Francesca si è ritrovata proprio per un attimo davanti al distributore di bibite e si è sentita offrire proprio un caffè ma avendone già uno in mano ha rifiutato ed ha detto in tono formale “Magari me lo può offrire in un’altra occasione” a cui è seguito “Si, certamente. Dimmi quando ti va”

Era una risposta aperta che lasciava intendere che non necessariamente quel caffè doveva essere preso sul posto di lavoro.

La proposta era intrigante ed allo Francesca un sabato ha telefonato all’avvocatessa chiedendole: “Mi offri un caffè? “

Ora il tono era diverso non essendo in studio ed essendo anche una telefonata privata visto il precedente tra le due.

Alla risposta positiva hanno preso accordi per vedersi a casa di Emilia.

L’avvocatessa era una vera MILF con tanto di belle gambe, seno prorompente che mostrava generosamnte, capelli lunghi castano chiaro sempre in ordine e pettinati con una riga sul lato sinistro e la chioma che passa dietro e sopra a cadere sul lato destro. Gli abiti sempre molto belli che le davano un notevole glamour che si abbinava bene alle forme del suo corpo.

All’arrivo il cuore di Francesca pulsava oltre misura, era come la prima volta anche se ormai era esperta, un fremito acuto le percorreva i polsi, la saliva era aumentata, cercava di darsi il massimo di contegno, di esternare indifferenza.

Francesca sembrava una ragazzina al suo primo appuntamento.

Emilia le piaceva ed il rapporto lesbico che avevano avuto le era piaciuto tantissimo ma era stato solo un episodio, poi più niente e tra loro solo rapporti di lavoro e niente più dandosi nei dialoghi sempre del lei.

Francesca nel presentarsi alla casa di Emilia si comportava come se questa visita avesse una seria motivazione magari professionale.

Al suono del campanello subito il comando di apertura lo apri, lei ha aperto e chiuso il cancelletto che consentiva l’accesso al vialetto che conduceva alla porta d’ingresso della casa, è salita su quei pochi gradini che le si sono presentati fino ad un piccolo pianerottolo ed il portoncino si è aperto, anzi socchiuso e Francesca con complicità è entrata.

Emilia aveva la mano sulla maniglia e le sorrise.

Tra le due donne ci sono stati i saluti e reciprocamente si sono chieste come stessero. Erano domande banali e scontate ma servivano a mettere entrambe a loro agio.

Emilia subito ha chiesto se Francesca gradisse il caffè, prese le tazzine, la zuccheriera, i cucchiaini e li dispose in un angolo del tavolo in modo che le due potessero prenderlo restando abbastanza vicine senza però che lo fosse troppo.

Nel frattempo parlavano del più e del meno, con la sensazione condivisa, che entrambe cercassero un pretesto per avvicinarsi e darsi almeno un bacio.

Quando il caffè fu nelle tazzine lo presero continuando a parlare, poi Emilia si levò in piedi dalla sedia e portò le tazzine nel lavello della cucina.

A Francesca venne d’istinto levarsi anche lei e con la scusa di sistemare la zuccheriera si è avvicinata alle spalle appoggiando le labbra sulla sua spalla per un bacio amichevole.

Emilia ha reagito ma non ha detto nulla, si è voltata, ha preso una mano di Francesca e l’ha guardata senza dire una parola.

Lo sguardo di Francesca era fisso sugli occhi della padrona di casa che ricambiava ma non si avvicinava oltre.

Sempre tenendola per mano ha condotto Francesca verso uno dei divani del salotto dove si sono sedute.

Le due donne non parlavano più. C’era un silenzio di chiara complicità.

Emilia ha preso l’iniziativa ed ha iniziato quel che aveva già in mente da giorni. Era un desiderio condiviso anche da Francesca che le si è avvicinata e baciata sulla bocca facendo scivolare la lingua tra le labbra con Emilia che ha aperto i suoi denti per lasciare che la di una toccasse quella dell’altra.

Il bacio durò per tanto tempo ed al primo ne sono seguiti tanti altri per tanto tempo proprio come fano le lesbiche in un rapporto molto intenso.

Intanto, lentamente, Emilia l’abbracciava e dopo poco la mano di Francesca si è mossa a cercare le tette di Emilia salendo su un fianco fino a trovarne una. Allora ha chinato un po’ la testa per baciarla e toccare il seno sopra la maglietta.

Poi, quasi furtivamente, la stessa mano è scesa verso il basso fino al bordo inferiore della maglietta per infilarsi sotto e così poter risalire fino al seno.

Al contatto della pelle Francesca ha sentito Emilia reagire, rilassarsi e rendersi disponibile sporgendo il petto su cui l’avvocatessa aveva tralasciato di indossare il reggiseno. Il suo capezzolo era già dritto e turgido così da riempire lo spazio tra due dita che lo circondavano e lo titillavano. Francesca si è accorta subito che più che lo toccava più si induriva. Lentamente, le sue dita, accarezzando la pelle morbida e tesa delle mammelle della donna, sono andate all’altro capezzolo anch’esso già pronto a riceverne il tocco.

Ora era evidente che la donna arrapatissima e sedotta dalle carezze e l’alito sul collo di Francesca era pronta ad essere scoperta da quegli indumenti leggeri ed assai seducenti. Infatti dopo pochissimo la segretaria ha sollevato la leggerissima canottiera di Emilia per scoprirne il petto ma l’ha levata del tutto; l’ha portata ad arrotolarsi alzandola all’altezza delle ascelle.

Il viso di Francesca ha abbandonato le labbra e si è spostato a baciarle l’interno di un orecchio sentendo Emilia, che in ufficio era così distaccata ed altera, reagire, agitarsi, aderire al corpo giovane della sua partner e partecipare a questa nuova intrusione fatta alla luce del sole.

Quindi Francesca si è abbassata verso il seno e le ha baciato ripetutamente un capezzolo. Poi la sua lingua ha percorso tutta l’areola formando dei cerchi e delle spirali umide con una lentezza che Emilia in quei momenti voleva essere senza limite.

Sempre con la lingua mi spostai lentamente nel solco tra le mammelle e poi è risalita verso l’altro capezzolo. Alla consistenza non sembrava che Emilia avesse fatto ricorso alla chirurgia estetica gonfiandosi con protesi mammarie.

Nel frattempo l’altra mano libera scorreva lungo la sua schiena contando con l’unghia le vertebre ad una ad una mentre l’altra era tornata sulle sue gambe per ripartire da lì e risalire con molta calma verso l’alto, passando sul retro delle ginocchia ed indugiando con piccoli giri dietro la schiena per esplorarne la pelle.

La sua vestaglia indossata da Emilia era abbastanza ampia da non creare difficoltà.

I loro corpi erano appoggiati sullo schienale del divano ed erano vicini uno all’altro uniti come non mai.

Anche Emilia abbracciava Francesca e le sue dita tentavano di entrare tra l’abbottonatura della camicia per raggiungere le mammelle della giovane segretaria, poi andavano sui capelli ancora corti, ma non più tanto, dopo il taglio estivo ed infilava le dita tra di essi per andare fino all’orecchio attardandosi dietro.

Quando a Francesca sembrò di avere leccato i suoi capezzoli abbastanza per il momento ma sperava fortemente di ribaciarla ancora lì, la lingua cominciò a scendere e raggiunto l’ombelico si è attardata a leccare incuneandovi la lingua ricca di saliva.

Una delle mani di Emilia continuava ad accarezzarla tra i capelli. Di tanto in tanto raggiungeva il lobo delle orecchie, con un’unghia le aggirava per solleticarla dietro dove Francesca aveva un punto ad alta sensibilità erotica.

una mano, intanto, si era indirizzata verso le lunghe gambe, aveva raggiunto le cosce ed era molto vicina al perizoma, si sono incuneate sotto il leggerissimo tessuto di esigua superficie ed hanno consentito di apprezzare la peluria corta e morbida non molto estesa, segno che veniva data molta cura.

Ora quelle dita dovevano cercare quelle labbra e le trovarono subito essendo l’operazione molto facile e naturale.

Emilia ha allargato le gambe abbassandosi leggermente senza cambiare la sua posizione. Ciò ha consentito il ritrovamento così che fu facile toccare, apprezzare la morbidezza della sua figa, avvicinarsi al clitoride, farlo crescere e permettere che si sviluppasse ancora di più con movimenti regolari e senza fretta.

In quel momento a Francesca sembrava importante che in quella posa provasse il massimo che potesse avere e fosse consapevole che ero lì per lei e non per me.

La mia mano si muoveva sulla sua figa andando dal clitoride alle labbra, avanti ed indietro, ripetendo il movimento nonostante avesse gradito che la donna si liberasse del perizoma per così avere maggiore libertà.

Sembrava che Emilia l’avesse sentita. Con un movimento rapido ha lasciato i capelli, si ha sollevato la maglietta ed incrociando le braccia e sporgendo di molto le tette si è levata la maglietta.

Francesca ne ha approfittato per risalire a baciarla sui capezzoli, prima l’uno poi l’altro.

Emilia ora era nuda e si è scostata per piegarsi su Francesca e prima con una mano è andata sui pantaloni, nel cavallo, massaggiando con forza e poi, come prima operazione di spoglio di Francesca, ha cercato di abbassarle la zip. La donna non riuscendo nel suo intento ha eretto il busto, ha fatto appoggiare Francesca allo schienale del divano e con entrambe le mani ha slacciato prima il cinturino dei pantaloni, poi il bottone superiore ed infine ha abbassò del tutto la zip.

A quel punto Emilia poteva raggiungere il perizoma di Francesca cosa che ha fatto con una mano tastando il la fighetta attraverso il tessuto semitrasparente che la proteggeva che presentava di già una piccola macchia di umido.

Per Francesca era un invito a fare ciò che a lei piaceva tanto e che era anche lo scopo della sua visita, quindi si è spostata per poter far sfilare il pantalone dalle gambe pur restando seduta sul divano.

La mano è tornata su di lei andando ad intrufolarsi attraverso le guarnizioni elastiche del perizoma fino a raggiungere direttamente la fighetta cercando ancora una volta l’entrata ed il clito. Ma ciò non bastava; è andata a cercare con un dito della stessa mano anche il buchetto posteriore.

Nonostante la mano nel perizoma Francesca si è sollevata dal divano facendo cadere a terra il pantalone e si passò una mano tra i capelli. Il suo viso era illuminato di una luce strana, bella, piena di pace e di disponibilità ad avere un rapporto sessuale.

Gli occhi di Emilia sembravano appena velati nel guardarla.

Francesca ha completato l’opera levandosi tutto ed ora la fighetta era lì in bella vista e lei era felice di mostrarla ad Emilia la quale, a sua volta ha compiuto lo stesso gesto mostrando la sua figa tra dei peli radi che disegnavano un triangolo molto regolare tra le sue cosce e il basso ventre. Quel disegno la rendeva bellissima.

Poi Emilia si è riseduta sul divano e con la sua testa si è chinata verso Francesca allungando la lingua per portarla sul clitoride.

Era ciò che Francesca voleva. Lei sentiva la lingua che girava attorno clito, mentre le labbra lo succhiavano con un lento movimento in avanti ed indietro come fosse un cazzo, così che esso veniva prima a sparire tra le labbra e poi usciva per poi rientrare per un tempo indefinito.

Quando Emilia ha smesso ha sollevato la testa verso Francesca e le ha sorriso venendo ricambiata ampiamente. Francesca era felice e quando faceva sesso per lei tutto era bello ed assumeva un alone di felicità.

 Gli occhi di Emilia, invece, erano ancora più velati e dolci.

La donna ha chiesto a Francesca di sedersi sul tappeto e si è poi rialzata dal divano mettendosi di fronte alla ragazza, ha aperto le gambe e si è seduta cavalcioni alle gambe dell’altra incrociandole.

Inoltre si è avvicinata tantissimo a Francesca per far sì che potesse baciarla e poi ha aperto la sua figa per metterla a contatto con quella giovane e profumata di umori della ragazza. Un attimo dopo ha effettuato alcuni movimenti dall’alto al basso e dal basso all’alto sfregando i clitoridi come se avesse davanti un maschio e si stesse penetrando.

La zona tra le gambe era diventata sessualmente torrida, si era fatta umida e calda come se un ipotetico cazzo si stesse preparando ad entrare e forse Emilia era pronta ad accoglierlo

Il movimento è continuato andando un po’ verso l’alto un po’ verso il basso poi ha fatto delle rotazioni come se avesse un cazzo dentro.

Francesca assecondava i suoi movimenti e sentiva il clito, diventato grosso e sensibile, pulsare il più possibile. Emilia sapeva quali sensazioni provava Francesca e desiderava che godesse.

Forse stanca dopo i movimenti fatti si è fermata ed ha guardato la giovane segretaria di studio e le ha fatto un bel sorriso che era segno di felicità interna per ciò che liberamente stavano facendo.

Emilia sussurrò impercettibilmente “É bello sentirti”

Erano le prime parole che diceva da quando avevano iniziato a fare sesso sul divano.

Rimessasi dalle fatiche ha quindi ripreso i lenti movimenti verso l’alto e verso il basso alternandoli con movimenti circolari durante i quali si sentivano le natiche sfregarsi.

Intanto Francesca si dava da fare con la lingua sui capezzoli della donna matura e sul petto arrivando spesso a metterle anche la lingua in bocca. Erano baci rapidi, pieni di foga che venivano dati senza fermarsi molto nello stesso punto.

Infine Emilia si è sollevata sciogliendo l’incrocio delle gambe e lasciando le fighe all’aperto ed è andata a sedersi sul divano appoggiandosi sullo schienale.

Francesca gattonando sul tappeto si è diretta verso la sua figa per leccarla passando dal clitoride alle grandi labbra cercando qui di entrare con la lingua quanto più profondamente potesse per tornare poi sul clitoride per circondarlo con lenti movimenti circolari, lenti, ma progressivamente più veloci.

Ora si sentiva Emilia ansimare e le sue mani nervosamente scompigliavano i capelli di chi piacevolmente la torturava ed andavo a cercare i capezzoli per titillarli e spremerli. Per Francesca era una goduria immensa.

Mentre Francesca la leccava ha sentito Emilia fremere ed agitarsi.

La donna si stava comportando in modo da non lasciare perdere nulla ma allo stesso tempo sembrava ritrarsi, rendendo ancora più bello il loro gioco.

All’improvviso Emilia scostò Francesca e disse “Siediti!”

La giovane ha ubbidito e la donna matura si è avvicinata a lei per riprendere il cunnilinguo prima interrotto per dare una sequenza di sensazioni incredibili.

Francesca sembrava godesse più di quanto non provassi piacere Emilia, sembrava che le sensazioni si moltiplicassero in lei.

Ciò è proseguito fino a quando Francesca è venuta sussultando, vibrando, stringendo le gambe, ansimando, urlando, succhiandosi il braccio sinistro e spruzzando qualcosa che è uscito dalla fighetta che è finito sulle labbra di Emilia che lo ha subito preso in custodia nella sua bocca.

Emilia ha rallentato il ritmo ma non ha interrotto la sua azione linguale ed ha dato a Francesca una maggiore sensazione di benessere.

Vedendo le convulsioni della ragazza ed il suo comportamento che indicava il raggiungimento dell’orgasmo, l’avvocatessa ha chiesto “Ti ho fatto male? “ e Francesca ha risposto con un cenno del capo negativamente,  anzi ha sussurrato con un fil di voce “Continua, ti prego! È bellissimo”

Francesca è venuta ancora una volta, un po’ meno rispetto al primo orgasmo ed Emilia non ha lasciato il clito e terminato le leccate del culo e della vagina finché non ha visto Francesca rilassarsi e sentire meno le sensazioni. A quel punto la giovane donna ha anche allungato una mano per indicare ad Emilia di allontanarsi dalla sua figa bagnatissima.

Le due si sono guardate, hanno sorriso una all’altra, si sono baciate ed Emilia le ha mostrato le mani piene di umori e Francesca se le ha portate alla bocca per leccarle.

I baci che si hanno dato sono stati innumerevoli per tanto tempo.

Le due femmine si sono infine rilassate e separate ma si guardavano continuamente sorridendo. Erano sorrisi di complicità e da amanti lesbiche.

In una frazione di secondo Francesca, si è alzata nuda così come era e si è allontanata. Emilia l’ha guardata camminare ammirando le sue chiappe segnate da una abbronzatura leggera in cui non si notava traccia di slip o simili.

Aveva un culo meraviglioso e, forse, semplicemente sapeva che poneva in evidenza in tutta la sua bellezza camminando, quasi esibendolo, quasi a dire “É per te”

Francesca si era allontanata solo per prendere della carta da cucina perché potesse meglio asciugare il misto della saliva e degli umori. Finché lei si puliva Emilia ha indossato il perizoma, si è risistemata la maglietta, si è passata una mano tra i capelli con la mano ancora umida degli umori di Francesca e ha fatto cenno all’altra di rivestirsi guardandola intensamente mentre lo faceva. Infine ha sbottato “Siamo stati delle matte! Io mi fumo una sigaretta e tu?“

Francesca non fumava ed ha rifiutato l’invito ma Emilia si è seduta al suo fianco in modo da essere una vicina all’altra senza dirsi altre parole.

Finita la sigaretta Emilia le ha chiesto se volesse andare in bagno per sistemarsi, cosa che lei fece velocemente, inoltre le chiese se volesse altro e la risposta è stata negativa ed ha aggiunto anche che forse era il momento che lei andasse via.

Emilia le ha chiesto di restare ancora un attimo ed ha aggiunto “Ti va di vederci venerdì prossimo di sera ? Si va a casa di amici. Ti voglio presentare a loro. Sono delle persone per bene e sapranno accoglierti meravigliosamente”

“Si, vengo volentieri. Tu ci vai spesso da loro?”

“Vado da loro ogni due venerdì e mi trovo benissimo. Torno a casa molto felice”

“Allora ti saluto. Ci si vede domattina in studio e ti saluterò con aria professionale da avvocato”

Emilia un attimo dopo mezzo nuda così come si trovava ha accompagnato Francesca alla porta ed ha premuto il pulsante per il cancello esterno.

Prima di chiudere la porta d’ingresso Emilia l’ha guardata, l’ha abbracciata per un’ultima volta e Francesca ha ricambiato. Le loro lingue si sono ritrovate ancora ed hanno giocato tra loro in un bacio infinito, erotico che sembrava non aver fine.

Il loro incontro è finito con “Ciao. A domani”

“Si, ciao. e grazie” ha risposto Francesca sottovoce salutando agitando le dita.

In auto verso casa ha pensato tra se quanto era stato bello, libero, spontaneo quel rapporto e si chiedeva se fosse stato un episodio o l’inizio di un qualcosa di più duraturo.

In quel momento era presto per darsi una risposta ma presto Francesca l’avrebbe avuta.

Emilia chiusa la porta ha telefonato ad una persona e le ha detto “Venerdì la ragazza ci sta ad essere dei nostri. Ci divertiremo molto. È sufficientemente troietta per stare nel nostro gruppo”

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