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Lei e’ venuta da me.

Finalmente . Finalmente abbiamo trovato il coraggio di farlo. Lo desideravamo entrambe da mesi , da anni. Io e lei ne parlavamo spesso, entrambe ne avevamo voglia ma ogni volta ciascuna delle due trovava una scusa, un impegno , un imprevisto per non presentarsi all’ appuntamento. Oppure un paio di volte l’appuntamento era stato rispettato ma la serata era finita in risate, chiacchiere, stupidaggini perche’ nessuna aveva avuto il coraggio di fare cio’ che desideravamo tanto. Martedi’ sera invece e’ accaduto ‘ Al telefono l’avevo sentita decisa e anche io ero molto determinata. Avevo passato il pomeriggio a guardare filmati lesbo, ero carica ed eccitata all inverosimile e lei lo aveva capito. Entrambe avevamo intuito che quella sera sarebbe stata la sera giusta. Davvero. Ho dedicato il pomeriggio ai preparativi. Sempre piu’ eccitata dai filmati e dalla voglia pazzesca di godere , mi sono innanzitutto depilata perfettamente , ho lasciato solo il triangolino peloso sul pube. Ho accarezzato con il rasoio tutta la mia intimita’ fino a sentirla pulita,liscia e glabra come quella di una bimba. Dopo la doccia ho spalmato sul mio corpo nudo e gia’ fremente una abbondante dose di balsamo profumato. Poi, sapendo quanto le piaccia la biancheria intima, ho indossato autoreggenti nere, un piccolo perizoma ed un reggiseno in pizzo. Ho spento tutte le luci , lasciando solo qualche candela in giro . Ho acceso il dvd in camera da letto ed ho inserito un bel film lunghissimo intitolato ‘Pussy eating’ ovvero mangiatrici di fica. Mi sono sdraiata , nell attesa spasmodica del suono del campanello. Mi sono accarezzata e masturbata, sempre piu’ affamata di sesso e di voglia di godere. Ho sparpagliato sulle coperte i miei giochi, i piccoli vibro da clitoride, il grosso cazzo in lattice dalle misure abnormi e dalla realisticita’ impressionante. Finalmente ho sentito la sua auto e subito dopo i suoi passi sul vialetto, infine il campanello. Le ho aperto in reggiseno calze e perizoma. Lei indossava il cappotto , ma sotto non aveva altro che una guepiere nera , con reggicalze. Le sue grandi tette sono apparse subito ai miei occhi, grandi, bianche , rese impertinenti dai capezzoli grossi ed induriti forse dal freddo invernale, forse dalla voglia. Senza parlare l ho presa per mano e l ho guidata verso la camera da letto. Ci siamo sdraiate entrambe guardando l’una il corpo seminudo dell altra. Per nulla imbarazzata lei ha iniziato ad accarezzarmi e dolcemente mi ha slacciato il reggiseno . Subito ho percepito la sua bocca sul mio seno, con dolcezza mi ha leccato la pelle per poi fermarsi a succhiare i capezzoli , sempre meno dolcemente e con sempre piu’ decisione. I miei gemiti hanno cominciato a riempire la stanza. Presto e’ venuto il mio turno di succhiarle il seno. Ho sentito la sua voce in un gemito invitarmi a mordere.Ho giocato dolcissimamente con i suoi grossi bottoni violacei , presto ho preso ad usare i denti ed ho percepito i suoi fremiti di libidine ed i suoi gemiti di passione.La sua mano e’ scesa a frugare la mia intimita’ gia’ bagnata. Si e’ inumidita in bocca le dita per penetrarmi con facilita’ ed ha cominciato una lunga, appassionata danza dentro di me. A quel punto eravamo pronte a godere insieme, le barriere erano cadute e la voglia aumentava violentemente.In un attimo ci siamo denudate gettando per terra reggiseno,guepiere,mutandine. Perfettamente nuda , lei ha afferrato il cazzo in lattice chiedendomi di provarlo. Con un gesto estremamente lascivo lo ha preso in bocca e lo ha leccato guardandomi negli occhi , poi , da sola, si e’ penetrata. Subito ho preso l iniziativa e chinandomi nuovamente sui suoi capezzoli sodi ho tolto la sua mano per afferrare quel cazzo e spingerlo tutto dentro di lei con colpi ritmici, violenti e profondi. Ho smesso solo quando l’ho sentita gridare implorandomi di fermarmi. Subito dopo eccola sopra di me , con la bocca sui miei seni e la mano che guidava il cazzo dentro di me. Mi ha scopata divinamente spingendo con foga e senza fermarsi un solo istante. Ho goduto strigendole entrambi i capezzoli con violenza fra le dita. Dopo qualche breve istante di riposo ho preso di nuovo l iniziativa , mi sono avvicinata alla sua fica sferrando piccoli colpetti di lingua in direzione del clitoride. Sentendo i suoi gemiti ho preso coraggio e le sono salita sul corpo, nella classica posizione del 69 perche’ in quel momento desideravo piu’ di ogni cosa al mondo sentire la sua lingua dentro di me. Il gioco e’ andato avanti per un tempo indefinito. Io leccavo come una forsennata mentre mi godevo la sua lingua sul clitoride, a tratti dentro la fica, con piccoli colpetti decisi sembrava mi stesse scopando. Ho afferrato di nuovo il cazzo e l’ho penetrata mentre laccavo. L ho invitata a fare la stessa cosa. Ha preso il serpentone a doppia punta , dalle misure davvero notevoli e mi ha penetrata senza smettere di leccarmi il clitoride. Non posso raccontare le sensazioni di quel gioco. Occorre provare per capire cosa si provi a leccare una figa mentre si viene leccate e penetrate insieme’L ho sentita venire e sono venuta. Esausta mi sono sdraiata , ma lei si e’ insinuata fra le mie gambe infilamdo dentro se stessa e dentro di me il cazzo a doppia punta.Eravamo sdraiate alle estremita opposte del letto, le nostre gambe incrociate e le due fiche vicine, entrambe riempite da quel cazzone nero e lungo. Lei ha preso a muoversi con violenza, quasi fosse un maschio , nell’atto di scoparmi. Di nuovo siamo venute. Poi la porcella e’ scesa dal letto, ha frugato nella sua borsa e ne ha estratto uno strap on.Lo ha indossato guardandomi in viso son un sorriso provocatorio e provocante. Mi sono subito offerta a lei girandole le spalle e mettendomi a 4 zampe sul letto. La mia fica era zuppa di umori e non era necessario lubrificarla. La sua espertissima mano ha guidato il fallo all imbocco della mia micetta vogliosa . Il suo bacino ha spinto a fondo ed io ho urlato . Era di nuovo presa a scoparmi come un maschio infoiato. Spingeva con violenza strappandomi lamenti e gemiti e costringendomi , intanto, a succhiare un cazzo finto con la bocca. Sono venuta, di nuovo, in modo squassante. Ci siamo coccolate un poco, lei ha dato una occhiata all orologio, si e’ rivestita sorridendo e sorridendo se ne e’ andata. L ho sentita solo sussurrare’

Martedi’ prossimo lo facciamo ancora vero?

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Autore Pubblicato il: 23 Gennaio 2010Categorie: Racconti Erotici Lesbo0 Commenti

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