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Non faccio la puttana, ma lo sono nell’anima, perché mi piace. Non è un problema di soldi, ma anche…
Con ciò intendo dire che sarebbe pura ipocrisia affermare che preferisco la catena di montaggio per un salario da fame, piuttosto delle migliaia di euro che possono scaturire da pompini e prestazioni particolari.
Stasera ci siamo incontrate, io e Lory, nel locale più trendy della città, quello che lei stessa, puttana almeno quanto me e che cornifica il marito a tutto spiano, preferisce e definisce “il bordello di lusso”.
Sono con Loredana, l’amica milf di cui ho parlato in “Samy, il sesso senza limiti 4” e ci stiamo scambiando effusioni, senza tener conto di chi ci guarda.
A noi piace divertirci e fare nuovi incontri insieme, per cui, quando lo vediamo, almeno io, gli rivolgo uno sguardo da maliarda.
Egli ci nota, si avvicina e ci dice che viene qui, perché le ragazze hanno due grosse qualità: sono belle e non ti appartengono, basta offrir loro una bottiglia di champagne, qualche sigaretta di quelle buone (Marlboro o erba?) e diventi il loro idolo. Ti passano la mano tra i capelli, ti infilano le unghie sotto la camicia, ti sfiorano la patta che si gonfia, e iniziano a sussurrarti oscenità nell’orecchio.
Raccogliendo la palla al balzo, gli dico:
“Sei troppo carino, posso farti un pompino?”
Egli sorride alla mia esplicita proposta ed io, rivolta a Loredana:
“Hai visto quant’è carino? Sono proprio curiosa di vedere che faccia fa mentre mi viene in bocca. Prendigli una mano e infilala nelle mie mutandine; fagli sentire quanto sono bagnata. Ho il clitoride che vibra… lo senti, con il dito, come pulsa?”
Lory non si è fatta ripetere la proposta: mi ha piantato un dito, il medio, nella vagina più che lubrificata; sembra ci fosse della crema scivolosa.
Mi piacciono le mani grandi del tizio e penso che, se tanto mi dà tanto, il suo cazzo sarà duro da succhiare e abbastanza lungo da prendere fino in fondo.
Lo sento rigido al tocco della mia mano e creo ulteriore momento di libidine, mordicchiando le labbra di Lory. Le lecco ed ingoio la saliva che ha il retrogusto della vodka appena bevuta, le insinuo la lingua in bocca e lei affonda la sua nella mia.
La mia lingua si è trasformata come un cazzo: la lecco e la penetro; gliela passo su guance, collo, occhi, sento che emette sospiri lievi, ed avverto il desiderio che sono riuscita ad instillarle. Allungo una mano sotto la sua gonna… sono certa che se lo aspetta: lo vuole il suo protendersi verso di me. Con l’indice le pratico alcuni giri sulle labbra della figa che sento vibrare e, nel contempo, la vedo socchiudere gli occhi e stringere il labbro inferiore, umido, tra i denti. Non c’è niente da fare: è proprio più puttana di me.
Il tizio guarda piuttosto stupito da tanta disinvoltura: allora decidiamo di far crescere ancor più la nostra eccitazione, prima di dedicarci completamente a lui.
Lory scosta le spalline del reggiseno. Il balconcino di pizzo lascia intravedere due capezzoli dritti e grossi come fragoloni. Io glieli stringo tra indice e pollice e, poi, a turno, tra le labbra, tra i denti. Le lecco l’incavo del collo; so che prova brividi, quando le affondo tutta la lingua nell’orecchio.
Il tizio ha il pacco che scoppia, ma deve soffrire ancora: vogliamo che gli tiri fino al dolore fisico.
La mia bocca ora scende sul ventre di Lory, le disegno piccoli cerchi nell’ombelico. Poi scendo decisa verso la sua figa, completamente depilata.

“Ti piace?” chiedo al lui, mentre gliela mostro e gli racconto che l’ho aiutata io, nel pomeriggio, a renderle la figa pulita e liscia come una pesca.
Abbiamo fatto il bagno assieme; le ho lavato energicamente le parti intime. Una volta uscite dalla vasca e, mentre stavamo vestendoci, ho avuto un’irrefrenabile voglia di passare la lingua tra le labbra della sua figa e, così, le ho strappato di dosso la gonna, che aveva già indossato con tanta cura. Lei, mostrando sorpresa, mi ha chiesto:
“Che intendi fare? Sei sempre la solita ninfomane”, diceva questo ridendo e, forse, già immaginando quello che avevo in testa, ed ha lasciato fare.
Aveva ancora addosso gli slip ed erano divenuti madidi di succhi vaginali.
Allora le dico:
“Tu, però, sei una zoccola di prima categoria. Ti bagneresti anche se fosse il postino a farti delle avances”, sbotto a dirle.
E lei, senza darmene avviso, mi sbatte sul divano, supina, e mi ha piazzato la figa sulla bocca, ancora coperta dagli slip. Avevo le braccia immobilizzate sotto le sue ginocchia. Potevo agire con la sola lingua; al terzo tentativo l’ho penetrata con almeno tre cm. di lingua. Pochi, direte, ma il clitoride era in fiamme e sentivo i suoi gemiti sotto i colpi che le assestavo. Mi ha inondato il viso di umori; speravo non venisse così in fretta, ma l’eccitazione era davvero tanta. Approfittando dei suoi spasimi, l’ho girata alla pecorina. L’ho leccata da dietro, ma era solo un pretesto per prepararla ad altro.
L’ho condotta nella cucina e lì, sul tavolo, senza che avesse modo di ribellarsi, le ho ostruito la figa con un cubetto di ghiaccio e, dato che si vanta di esser un’ottima cuoca, le ho proposto un dessert alla frutta per la nostra intima merenda.
“Deve sapere di te, dei tuoi odori e sapori – le ho detto – sei pronta?”
“Tu sei pazza… cosa vuoi fare?”
“Chiedi troppo e godi ancor più… che ne dici di una bella macedonia?”
Le infilo una banana senza buccia in quel foro di carne rossa e gonfia. Entrava ed usciva con la scioltezza di una guaina viscida.
“Non crederai di cavartela così, grande troia? Su, rispondi, cos’altro metteresti in questa macedonia? Uva, mele, pere, fragole, che altro? Ti è andata male, perché ho tutto questo in frigo”.
La mela aveva sortito l’effetto solletico: ruvida e fredda l’ha fatta gridare prima piano, poi più forte. Ma la vera stranezza sono stati gli acini d’uva che le infilavo e lei espelleva come proiettili.
“Vedi che, dopo, dovrai mangiarla…?!”
Avevo aggiunto della panna liquida sulle piccole labbra devastate, per poi leccarla in modo convulso, fino a farla venire una seconda volta, orgasmo che ha esternato con un urlo, che le ha squarciato la gola.

Il tizio, rivelatosi come Maurizio, ci ha detto:
“Credo che siate due lesbicone non male; che ne dite di spostarci a casa mia? Vi compenserò con 200 euro, 100 per ciascuna”, davvero poco, pensai tra me e me, ma l’importante era che ci aveva intrigato entrambe.
Appena a casa sua, Maury infila un dito nella figa di Lory, passandolo poi sulla sua lingua.
“Che brava e… dolce bambina che sei,proprio una brava puttanella !” dice, mentre succhia il dito intriso degli umori di lei. Intanto gli avevo sfilato i pantaloni e scopro il suo cazzo davvero imponente e mi viene da pensare: “Che bello…!” sento i crampi in vagina… aiuto… e, quindi, mi faccio largo tra le sue gambe con la bocca ed il naso. Aspiro il suo odore acre, di sesso. E’ un attimo: apro la bocca e comincio a leccare e succhiare. Lecco piano il prepuzio, turgido, che inizia ad emettere il precum, che vedo filare fra la cappella e la mia lingua.
Poi mi stacco e dico:
“Dai… fotti questa puttana della mia amica… non vedi che non aspetta altro?”
Non me lo fanno ripetere una seconda volta.
Lory, ormai completamente nuda, si sdraia sul letto a gambe aperte. Scorgo il luccichio dei suoi umori tra le labbra della figa, che sembra una bocca desiderosa di baci. Mi siedo accanto a loro e mi accarezzo adagio.
Pian piano vedo il palo di Maury affondare nella vagina e scomparire in essa, inghiottito.
“Guardaci fottere, Samy… guardaci fottere” ripete Lory con la voce tremante di libidine, per poi riprendere:
“Fatti un ditalino, guardando come fotto con Maury”.
La schiena del maschio si alza e si abbassa nel movimento decisamente osceno e le sue mani afferrano il culo di lei per sostenere dal disotto il galoppo della chiavata.
Allora mi fiondo a prendere, dalla borsa di Lory, il suo cellulare e chiamo il marito.
“Ciao, sono Samy, l’amica di Loredana… lo sai che hai una moglie grande “puttana”? In questo momento ti sta facendo “cornuto” con uno sconosciuto, che pagherà entrambe come due puttane. Sei contento? Ti piace? Allora segati, perché ti faccio sentire come gode quella che credi di conoscere come moglie, ma, in realtà, è una grande “Zoccola”.
Mi sposto con il cellulare e lo avvicino ai due chiavatori. In quel momento, ella dice: “Fotti, caro, fotti… chiavami tanto, mentre Samy ci guarda… fammi godere molto… oh sì, il dito nel culo?… sì così… INCULAMI…”.
Era quella la scena che si svolgeva sotto i miei occhi, ma era anche ciò che poteva agevolmente prefigurarsi il marito di Loredana, udendo, in viva voce, le parole che essa rivolgeva al suo chiavatore.
Il mio ditalino, allora, diventa sempre più frenetico perché sento Lory che sbatte la figa contro di lui come un’ossessa, mentre continua a parlare:
“Vengo… tra poco vengo, Maurizio… sto per venire tanto… chiava, caro…
fa vedere a Samy e sentire al cornuto di mio marito come mi rompi la figa.
Dai… ancora un po’… che vengo… godo… oh, Dio… godo… ancora più forte… GODOOOOOOO”.”La senti come gode la “zoccola”? – sottolineo al marito dell’amica – Evidentemente vuole dare il meglio di sé, perché lo sconosciuto ci ha pagato scambiandoci per puttane da strada”.
Al che lui: “Oh, Samy, non puoi immaginare il regalo che mi hai fatto chiamandomi e mettendomi a parte di una estemporanea chiavata di mia moglie. Lei, tra gli amici ed i conoscenti del quartiere, è considerata “puttana”, ma addirittura “da strada”, questa proprio mi mancava. >Ti prego, rimandamela a casa ben farcita, sia davanti che dietro, perché voglio ripulirla con la lingua”.
“Eh, no, amico mio. Adesso la ripulirò io, davanti e dietro;la mia amica puttanella, ti prometto che la prossima volta, potrai farlo tu. Contento Cornuto?”…..Dopo l’avventura avuta con Maurizio, questo è quanto Loredana mi racconta al suo rientro a casa:
Trovo mio marito Lucio che ancora si segava, dopo aver ascoltato le mie urla di godimento provato con Maurizio.
Mi afferra e mi sbatte sul divano e, senza nemmeno togliermi il perizoma, mi penetra. La sua ghianda, ingrossata al massimo, pesta, schiaccia ed opprime il grilletto con un movimento rotatorio, poi, la sento sbattere sulle pareti interne, stimolandomi un piacere infinito.
Onestamente non m’aspettavo tanta irruenza, così mi convinco definitivamente che è proprio vero che le “corna” hanno un effetto afrodisiaco.
Mi contorco: le mani, i piedi sono tesi, con i nervi contratti e devo avere proprio l’aspetto di una “puttana” se mio marito mi scopa, quasi senza rispetto, sebbene sono pur sempre la moglie. Ho il fiato bloccato in gola.
Il suo desiderio febbrile, a lungo frenato, si trasforma in delirio erotico.
Deve avere il cervello che gli fuma e trasmette quella sensazione anche a me
Non sa più dove sbattermi il cazzo: in bocca, tra i seni, tra le natiche, sotto le braccia, sul collo, mi sembra come se fosse dotato di tanti cazzi guizzanti che cercano di insinuarsi o conficcarsi in me, ricoprendo ogni lembo di pelle del suo succoso piacere.
“Piano, Lucio – gli dico – calmati”, ma il suo stato di eccitazione dev’esser tale che, in confronto, il supplizio di Tantalo sarà stato meno sofferto.
La sua bocca, il cazzo, la cappella reclamano il loro godimento.
Ormai non piò più resistere ed il suo ritardato godimento si manifesta emettendo uno sciroppo oleoso… zucchero e miele e, con esso, anch’io mi sento catapultata in un’atmosfera da estasi.
Che bello, Samy… ma per chi? Per loro, i maschi? No…, Samy, per noi femmine. Noi facciamo i nostri bravi calcoli su di loro e, anche se non vogliamo, siamo capaci di bramarne le loro attenzioni, le esigiamo, pretendiamo che ci soddisfino… “Ancora… ancora… più forte… più in fondo… che bello, voglio godere… tanto… godere e gioire… tanto”, finche esplodiamo nel nostro godimento. Siamo egoiste? Ma chi non lo è nel sesso?

Dopo i continui inviti da parte di Loredana, sono tranquilla: insieme siamo come mine vaganti, sprizzanti sesso da ogni poro.
Un giorno la porto con me in palestra; lì ci sono diversi giovani che si adoperano per scolpire i loro muscoli, e, chissà perché, mi viene da pensare che, forse, non sarebbe male farli applicare ad esercizi per sviluppare anche il pene.
Siamo nello spogliatoio e vedo Lory che si spoglia per indossare la tuta ginnica: è eccitata, lo si vede benissimo e notando far capolino dalla sua borsa una spazzola per capelli, con un manico che può andar bene, la prendo in mano e gliela infilo tra le cosce.
Lei mi confida: “Non sono una dissoluta e non amo le maniere abituali… comunque, vada per questo… certo che l’idea non è malvagia, la terrò presente per momenti… di solitudine”.
Per facilitarne l’entrata, ella si porta col culo più vicino al bordo della panca.
Allarga di più le gambe e… pensate… la posseggo con il manico della sua spazzola per capelli? Un buon manico, liscio, e troppo duro?
Non troppo velocemente, la mia mano fa scorrere la spazzola avanti e indietro, permettendo al manico di entrare ed uscire, mentre lei mi titilla il clitoride che, a sua volta, pretende attenzioni.
Noto sul suo viso, un ghigno di piacere che mi avverte che è prossima all’orgasmo; accentuo la velocità, lei comincia a fremere, mi incita e, due o tre colpi ancora ed eccola venire. Vorrei godere anch’io con lei, ma resto indietro con il ditalino, così le chiedo di leccarmi e lei acconsente con vero entusiasmo: “Ma sì, cara, volentieri!”
Mi applica la bocca sulla figa e sugge, lecca, lecca e sugge, fino a che scoppio a mia volta, irrorandole la bocca con spuzzi lunghi e ripetuti.
E Lory: “Non sapevo che fossi anche munita del “dono”, lo squirt, che tanti maschi adorano nelle donne; come si fa, allora, a non considerarti degna Vestale di Eros?”
Siamo pronte per uscire dallo spogliatoio ed apriamo la porta; in quel preciso istante ci troviamo, faccia a faccia, con Agnese, un’altra atleta della palestra che, evidentemente, era lì ad origliare.Agnese non ha un fisico eccezionale, ma, su di lei, gira voce che le piace il vizio, è depravata ed è dedita all’amore lesbico.
Una volta, infatti, fece scalpore il fatto che intrigava Maria Pia, altra atleta della palestra e questo è quello che era emerso.
Maria Pia era fidanzata ed il suo lui, venuto a conoscenza, evidentemente dalla stessa ragazza, della tresca che Agnese stava imbastendo, una volta, a chiusura della palestra, si presentò e le beccò mentre si scambiavano tenerezze.
Egli, con atteggiamento da maschio borioso, non avanzò proteste e/o rimproveri, ma si spogliò a sua volta, si distese su una panca dello spogliatoio e si fece cavalcare da Maria Pia, tenendola rivolta di spalle a sé, ma con vista a favore di Agnese, che, quindi, poteva ammirare la desiderata figa penetrata dal cazzo del fidanzato.
Quella posizione era stata scelta di proposito per significare che Maria Pia amava il cazzo, però non disdegnava attenzioni lesbo. Infatti potevano, tra loro, proseguire ad abbracciarsi, baciarsi e, soprattutto, offrire quella figa alla lingua di Agnese, mentre era penetrata e godeva del cazzo del suo uomo, con ciò evidenziando l’appartenenza a lui, piuttosto che a lei.
Tutto era chiaro. Maria Pia faceva l’amore con il fidanzato, ma desiderava anche far capire ad Agnese che non intendeva eliminarla dalle sue attenzioni.
Infatti, gemendo e tra sospiri di piacere, sussurrava:
“Mi piace il tuo strap-on che fissi davanti, per penetrarmi, ma, mia cara, non è la stessa cosa rispetto a questo… è di gran lunga più bello e caldo… dovresti provarlo”.
In un movimento un po’ più brusco, a Maria Pia fuoruscì il pistone dal suo cilindro, e, subito, Agnese provvide a reinserirlo nel fodero dell’amica.
“Oh, Agnese, amor mio, inginocchiati a masturbare il mio bottoncino… mi piace tanto… lo sai, vero?… sapessi come godo di questo cazzo, molto di più del tuo strap-on, ma, con questo, non pensare che non ti ami più… sono sempre tua”.
Questo il pettegolezzo che girava sul conto di Agnese, grande viziosa e, certamente, priva di inibizioni.
Io e Lory entriamo nella sala attrezzi della palestra e lì erano al lavoro tre baldi giovanottoni, che si allenavano con pesi ed attrezzi vari.
Noto subito, nell’atteggiamento di Lory, la sua sfrontatezza e civetteria: è chiaro che vuole farsi notare e, perché no, possibilmente, anche farsi scopare. Lory è sul tapis-roulant e si dimena con movenze flessuose e sensuali.
Subito mi assale un’idea: torno nello spogliatoio e, dal borsone dell’amica, estraggo il suo cellulare e chiamo il marito.
Egli risponde dicendo: “Ciao, amore, cosa vuoi dirmi?”
Era ovvio che rispondesse così, avendo visto da chi proveniva la chiamata.
“No, Lucio, sono Samy, l’amica di Lory: siamo nella palestra ****** di Via ***** e, se ti va, puoi valutare il potere “troiesco” di tua moglie, raggiungendoci. Sta tentando di sedurre ben tre maschietti muscolosi, che si allenano ai pesi”.
“Oh, Samy, sei tu? Che piacere… quindi vuoi avvisarmi che stavolta potrei esser io a leccare la figa di mia moglie farcita del seme di altri? Lei mi ha raccontato tutto della volta scorsa e, non ti nascondo, che sarei felice di poter assaporare anche la tua di figa”.
“Allora, non hai che darti una mossa e venire qui, al più presto possibile. Non vedo l’ora di averti qui di persona e farti inebriare dei miei odori e sapori”.
Chiudo la chiamata e torno nella sala attrezzi.
Lory, la svergognata, ora è sul sellino della bike, e pedala a tutto spiano, senza preoccuparsi che il suo cavallo, nei movimenti convulsi, ha scoperto il sesso che, ora, è alla vista allupata dei ragazzi.
Essi, infatti, le sono intorno e la esortano e incitano a far di più. Mi accosto anch’io e la avverto che il fiore è tutto esposto e sta procurando l’eccitazione generale.
Ella mi guarda meravigliata e mi dice:
“Perché, non era questo il nostro scopo? Non vedo l’ora che mi saltino addosso!”Siamo entrambe in delirio erotico, ma, in quel preciso momento, chi comanda è lei. Vuole provocarmi e provocare, è eccitatissima e mi sfida con l’arma più potente che la donna possiede: il sesso a vista, gonfio per l’eccitazione e grondante umori.
Le circondo le spalle e la bacio in bocca, mentre due dita della mia mano destra le penetrano la figa. Le ritraggo ricoperte della sua crema e le porto alla bocca. Mentre le lecco da perfetta sfrontata, sotto gli occhi increduli dei ragazzi, vedo Agnese, con accanto Momuba, la titolare mulatta della palestra e sua attuale amante, che da lontano mi fa cenno di avvicinarmi.
Lascio Lory al suo destino e vado verso di loro.
Mi informano che sono stata richiesta da un certo Lucio, che è al citofono.
Rispondo e lo invito ad entrare. Esse mi guardano tra l’incredulo ed il meravigliato e, appena Lucio accede nella palestra, provvedono a chiudere tutto, onde evitare che altre persone possano presentarsi indesiderate.
“Guarda, Lucio, guarda quella svergognata di tua moglie come si trastulla con i ragazzi della palestra. Non trovi sia una gran puttana?…”
Egli si affaccia nella sala e vede la moglie praticamente accerchiata dai tre maschi. Uno di essi le ha messo il suo cazzo in bocca, un altro le sta leccando la figa ed il terzo viene energicamente masturbato.
Lory, evidentemente avverte la presenza di persone estranee, ed apre gli occhi, tenuti chiusi mentre era abbandonata a gustarsi il piacere.
Vede il marito ed esclama:
“E tu… che ci fai qui? E’ certamente opera di quella stronza puttana della mia amica Samy! Come la scorsa volta ti ha informato ed ora goditi pure la scena di tua moglie che si lascia scopare in ogni buco da cazzi giovani e nerboruti. Sai, in fin dei conti, sono contenta che tu possa ammirare quanto mi piace scopare fuori dal talamo nuziale. Samy, la mia amica, è altrettanto “troia” e cornifica abbondantemente il suo compagno, perciò comincia proprio da lei e scopala a quel dio biondo”.
Poco discosto dal quartetto, per terra, c’è un “tatamy” e lì mi distendo, tirandomi addosso Lucio. Egli non perde tempo; mi strappa di dosso il costume olimpionico e, nuda, prende a leccarmi la fica.
Ero super eccitata per ciò che avevo organizzato e per come si stava svolgendo. Al mio fianco si sistemano anche Agnese e Momuba, che si aggrovigliano subito in un meraviglioso sessantanove.
Ecco questo non l’avevo immaginato, ma tutto sommato allargava ulteriormente il campo d’azione di ciascuno, secondo le proprie ispirazioni del momento.
Non devo aspettare molto per trovarmi in bocca il cazzo del ragazzo che Lory stava masturbando.
Ora anche Lory è completamente nuda e i due ragazzi la stanno scopando in doppia, uno in figa e l’altro nel culo, ed i suoi gemiti di godimento si fanno sentire per l’intera sala.
“Sì, scopatemi così… fate vedere a mio marito quanto sono “zoccola”; uno in figa ed uno in culo, cornuto mio, l’avresti mai pensato possibile da tua moglie?”.
Dopo un po’, Lucio smette di leccarmi la figa ed il suo posto lo prende il ragazzo, penetrandomi profondamente. Le mie urla di godimento si uniscono a quelle di Lory, ma, presto, vengo zittita perché Agnese mi piazza la sua figa sulla bocca. Non dura molto quella posizione, perché la vedo abbassarsi a leccare il cazzo che entra ed esce dalla figa. Ne approfitta Lucio che penetra Agnese da dietro, praticamente sulla mia faccia.
Momuba aveva, a sua volta, ricoperto la bocca di Lory con la sua figa.
“Cornuto… – riusciva a dire tra una leccata e l’altra – che splendido sapore ha la figa di questa qui… devi provarla”.
Intanto i due che la stavano chiavando in doppia erano pronti ad esplodere e Lory: “Sì, riempitemi tutta, davanti e dietro, che mio marito non vede l’ora di ripulirmi”.
Infatti Lucio se ne uscì dalla figa di Agnese e corse dalla sua Lory. I ragazzi avevano appena finito di riempirle ogni buco e da essi cominciava a far capolino la sborra di ciascuno. Momuba si tolse dalla bocca di Lory e prese a succhiare il cazzo di Lucio.
Io, tra la leccata di figa che facevo ad Agnese e la lunga chiavata che mi regala il ragazzo, ero giunta al limite, quando egli mi esplode dentro la sua calda sborra. Non fa in tempo a togliersi che Agnese si fionda a risucchiarmela. Intanto con il suo culo offerto alla vista, stimola uno dei due ragazzi, appena usciti da Lory, ad incularla e lo stesso succede a Momuba, che però è presa da davanti. Una volta che anch’essa viene inondata, Lucio corre a ripulirla e si gode, nel contempo, sia il sapore della figa della mulatta che quello della sborra del ragazzo.
Siamo quasi tutti sfiniti… ma non Lucio, che si riversa tra le gambe della moglie e prende a scoparla come un forsennato.
“Brava, moglie mia, che fortunato sono ad avere una troia come te; devi scopare sempre, e sono certo che l’amicizia con Samy ti permetterà di essere ancor più “puttana” di quanto tu non lo sia già”, e con queste parole se ne viene anche lui, chiudendo il cerchio.
Che incredibile e magnifica scopata!…………………………………commenti ……………….ciccina5551@gmail.com—-

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Autore Pubblicato il: 14 Luglio 2021Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici Lesbo, Tradimento0 Commenti

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