Giulia, fantasmi del passato

Affondo nel sedile del treno con uno sbuffo e ripenso alla riunione, inutile, ai fiumi di  parole che non mi interessano. Chiudo gli occhi e metto il cervello in standby fino al primo movimento del locomotore. Apro gli occhi un istante,  davanti a me un ragazzo con le cuffiette e uno zaino pieno di libri sulle ginocchia. Richiudo gli occhi e ritorna quell'immagine che da venticinque anni satura ogni spazio lasciato vuoto nei miei pensieri. La schiena di Nicola si distende e si inarca, descrivendo per una attimo una esse prima di completare il suo movimento ritmico. Le sue mani [...]