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Mio marito e i nigeriani

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Sono tre anni che sono sposata con Paolo, eravamo compagni di scuola alle superiori, ci siamo messi insieme a sedici anni e da allora non ci siamo più lasciati. Ultimamente il rapporto tra noi due si è un pò deteriorato, quelli che che un tempo erano lati del suo carattere che amavo ora li trovo quasi insopportabili. Paolo è un ragazzo esile, è appena più alto di me, che certo non sono una stangona, dai tratti delicati e gentili. Il suo carattere rispecchia perfettamente l’aspetto, mai una parola fuori posto, mai un gesto scortese, purtroppo anche a letto è sempre irreprensibile. Con gli anni sono diventata una donna con grandi curiosità e voglie di sperimentare nuove sensazioni che lui non può o non vuole soddisfare. Ho avuto molte occasioni di tradirlo, capisco da certe occhiate che gli uomini non apprezzano solo il mio viso grazioso da ragazzina, ho solo ventiquattro anni, ma anche il mio corpo, il sedere tondo e soprattutto il grande seno, porto la quarta, però ho sempre rifiutato ogni avance, anche femminile. Ieri notte c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, avevo iniziato a leccare il membro, che dopo minuti di grande impegno era ancora floscio, Paolo aveva borbottato che era stanco e si era girato. Ho passato la notte insonne architettando la vendetta. La mattina mi saluta, sarà via tutto il giorno e di non attenderlo a cena, arriverà sul tardi, è sabato ed io ne approfitto per un salto dall’estetista e dalla parrucchiera. Torno a casa tutta depilata, per la prima volta anche il pube, unghie rosso fiammanti e morbidi ricci biondo scuro, faccio una lunga doccia bollente ed è già ora di cena. Sono così eccitata che ho lo stomaco bloccato, indosso una microgonna inguinale, una camicetta legata in vita che mette in mostra tutto il petto senza reggiseno e un paio di scarpine tacco dodici. Sono abbastanza zoccola, penso. Duecento metri da casa c’è il bar ritrovo dei nigeriani del quartiere, la mia meta, non faccio in tempo ad entrare che un bellissimo ragazzo, una statua bronzea, ben vestito mi ferma e mi invita a bere qualcosa, ringrazio ma rifiuto, non è il mio obiettivo. Entro e seduto al bancone c’è il candidato ideale, mio siedo al suo fianco, è una montagna di muscoli, il viso segnato da qualche malattia della pelle, dalla maglietta capisco che è un facchino e deve avere staccato da poco senza farsi la doccia. Sorrido.

-Non mi offri una birra ?

-Vuoi grande ?

– Molto molto grande.

Beviamo e si presenta, si chiama Prince e ha quarant’anni, guarda le mie mani e nota la vera.

– Sì, sono sposata.

– Tuo uomo non dispiace dove vai sola ?

– Mio marito non è geloso, è un pò freddo.

– Anche picolo.- ride rumorosamente.

– Tu invece grosso.

-Molto groso.

Mi prende una mano e la porta sui suoi genitali, palpo e posso immaginare le dimensioni eccezionali, al pensiero un sottile filo di bava mi scende dall’ angolo della bocca, ma al tempo stesso resto interdetta. Prince comprende la mia espressione preoccupata e con insospettabile sensibilità domanda.

– Tu paura ? Mai provato ucello così ?

– Mai, ma c’è sempre la prima volta, stasera voglio provare tutto, anzi se hai anche un amico…

Chiama un uomo vicino e gli parla nella sua lingua, lui mi guarda ed annuisce entusiasta. E’ meno alto e  muscoloso con una grande pancia e un sorriso simpatico, si chiama Michael. Li invito a casa, Prince per pagare tira fuori una montagnola di monete, le mance spiega, lo obbligo di lasciare stare, e lascio una banconota da venti euro.

– Bela casa.

– Grazie. – Verso tre bicchierini di whiskey, ne ho veramente bisogno.

Prince cambia espressione, si avvicina e slaccia la camicetta, inizia a carezzarmi e a palpare tette e culo. Le sue grandi mani sembrano di carta vetrata ed è come raschiassero la mia morbida pelle, mi mordicchia e pizzica i capezzoli fino a quando diventano turgidi ed iniziano a dolere, allora inizia succhiare e fuoriesce un filo di liquido lattiginoso. Dopo un momento di esitazione si unisce anche Michael, che tortura dolcemente l’ altro capezzolo, si strusciano contro di me, tastando ogni centimetro del mio corpicino, sento i due grandi falli duri come il ferro che premono vogliosi. Il loro sudore acido si mischia al mio profumato di rosa, dall’iniziale fastidio ora sono esaltata ed inebriata da tutti quegli umori, mi inginocchio e per un attimo ammiro i due monumentali membri. Quello di Prince è lungo il doppio dell’uccelletto di Paolo, confesso che resto basita da tanta differenza, la cappella sembra un mezzo limone, l’ asta è tanto grande che riesco appena a chiuderlo nella mano, anche leggermente curva, attraversata da grandi vene e alcuni foruncoli che la rendono particolarmente irregolare. Michael è solo appena meno dotato e al contrario dell’ amico è curiosamente liscio. Inizio a succhiarli alternativamente, con Prince devo spalancare la bocca, tanto che la mandibola quasi si lussa, lui inizia leggermente a spingere la mia nuca fino a che il fallo entra in gola e arrivo a toccare il suo pube e fatico a respirare. Dopo alcuni minuti Prince viene nella mia bocca ed io ingoio tutto con sua grande soddisfazione, spiego che non ho cenato ed ho appetito, lui ride e con la sua forza erculea mi deposita carponi sul divano. Mentre continuo a lavorarmi il suo amico Prince infila il membro nella mia fica, con quel pezzo di carne in bocca posso solo mugolare, è tanto più grande che è come se fossi sverginata una seconda volta, però stavolta è solo godimento. Sento dentro di me il suo fallo scorrere con affondi così potenti che mi sollevano, con una mano massaggio l’addome e lo percepisco chiaramente che va e viene e tutte le imperfezioni. Mi pare di impazzire.

– Come è grossooo ! Non ti fermareee !

Dopo alcuni colpi di tanta violenza Prince lo sfila e sborra abbondantemente in contemporanea a Michael, il mio povero musetto è un grottesco miscuglio di seme, sudore e trucco, sembro una candela che si sta sciogliendo. Michael allora si stende sul divano, io mi siedo su di lui e e lo infilo nella vagina, dopo il gigante è proprio piacevole, dietro Prince inizia con le sue  nerborute dita ad esplorare l’ orifizio anale. Lo prego con voce da gattina.

– Prince, fa piano, lì sono ancora vergine.

– Tuo uomo mai chiesto ?

– Lui non ha mai voluto…aaah, sto già godendo.

Sento il buco già in fiamme e decisamente ammorbidito, inizia a premere con la sua enorme cappella, chiudo gli occhi e spingo con tutte le mie forze, Prince allarga i glutei con energia ma ancora non penetra.

– Non entra, non entra, non ce la faccio, è troppo grande.

Finalmente dopo uno sforzo inumano il glande entra, spalanco gli occhi e una smorfia di dolore mi deturpa il viso, il mio corpo sobbalza madido di sudore, non riesco neppure ad urlare, sbuffo soltanto come se mancasse ossigeno.

– Continua Prince, non fermarti !

In pochi secondi è dentro tutto, allora posso abbandonarmi ad un urlo disperato, stavolta non si interrompe e mi travolge con degli affondi violentissimi tanto che devo appoggiarmi con le mani per non essere sbalzata fuori, ansimo rumorosamente, le mie tette rimbalzano impazzite sino a quando Michael le blocca deciso, sembra mungermi, sì, mi sento proprio una vacca. In breve passo dal dolore al puro godimento nonostante Prince mi stringe tanto vigorosamente la vita che lascerà evidenti lividi nella pelle candida.

– Ancora ancora, Dio come sto godendo !

I minuti passano e gli orgasmi si moltiplicano, le cosce sono zuppe dei  miei umori, i due non si interrompono un attimo e lo hanno ancora marmoreo, mi ricordo di Paolo, che non è ancora rientrato, è già in ritardo e quella che doveva essere una veloce avventura si sta trasformando in una maratona estenuante, ma non mi interessa più, sono troppo infoiata. Dopo un quarto d’ora il mio culo inizia ad avere una sorta di rigetto per quella penetrazione innaturale, per fortuna i due vengono ed inondano le mie viscere di caldo seme. Mi abbandonano prona sul divano con l’orifizio dilatatissimo che si apre e si chiude senza che possa bloccare gli spasmi, provo a misurarlo con la mano, che entra tutta dentro, la sborra che ho sul volto si è quasi seccata, la bocca sembra stia ghignando, un grosso grumo si è rappreso sulle ciglia e chiude quasi tutto l’ occhio, i capelli, che un paio d’ore prima erano splendenti  e  profumati ora sono oleosi e puzzano di ogni umore maschile, ero una giovane ragazza affascinante in questo momento sembro una troia quarantenne.

– Sono distrutta ragazzi.

– Noi non finito.

Sospiro, ma in effetti ne voglio ancora, i due si cambiano di posto, ora è Michael a sodomizzarmi, sarà che ormai il buco è già sfondato o che le dimensioni sono meno importante ma le fitte di dolore finiscono quasi subito. Dopo il mio ennesimo orgasmo sento altre due mani che accarezzano la schiena, è Paolo, nudo, che mi sorride.

-Non pensavo avessi certe fantasie.

– Sono una donna…aaah…non una bambolina di ceramica.

– Anche tuo marito sembra donna.

Appena i due eiaculano per l’ultima volta dentro di me, Paolo con lo sguardo famelico si lancia ed inizia a spompinarli furiosamente, appena Prince torna ad avere il fallo bello duro chiede che lo pianti nel culo, lui penetra come un coltello caldo nel burro, in un attimo è tutto dentro, se penso ai miei sforzi. Pietro reagisce ansimando di piacere.

– Come donna, Prince non sbalia mai.

-Sbagliavo io, anni buttati in attesa di sesso selvaggio da parte di un gay…

Dei due l’ ingenua ero io, incredibile.

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