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L’ Autunno – Capitolo 6 – L’ora delle presentazioni

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La sera cenavano al ristorante del villaggio, dove vi era un’ampia possibilità di scelta, e andavano a dormire piuttosto presto. Claudia non aveva voglia di tirare tardi, nonostante al bar le danze e le feste si protraessero fino a tarda notte, la musica infatti giungeva fino al loro bungalow.
Mentre finiva di leggere le pagine di un libro, sdraiata sul letto della sua camera, Claudia di tanto in tanto gettava l’orecchio ai bassi della musica dance che come canti di sirene l’attraevano verso la discoteca ma poi, rituffandosi nelle pagine del libro, pensava a che cosa ci sarebbe andata a fare da sola. Almeno ci fosse Sara, si disse. Con lei sarebbe stato tutto diverso.
Così, distratta dai suoi pensieri strani e disordinati, finiva spesso per far scivolare la manina sulle sue mutandine. E,con un occhio vigile alla porta della camera, cominciava lentamente a sfiorarsi la fighetta allargando leggermente le cosce e ad accarezzarsi dolcemente il seno. Fatalmente i suoi pensieri, quelli che l’eccitavano maggiormente, non erano quelli rivolti al suo fidanzato Federico, bensì alle situazioni trasgressive che aveva vissuto negli ultimi mesi: con lo zio e Sara, con il padre del suo fidanzato, con il gestore del bar in montagna, col burbero professore. E, nonostante cercasse di scacciarli, erano immancabilmente quelli i ricordi sui cui si posava la sua mente, quelli con cui la fighetta le si bagnava più velocemente e facilmente nel riparo della sua stanzetta. Nonostante provasse con tutta la forza che aveva a mantenere viva l’immagine del suo fidanzato, il viso,il corpo, le dolci carezze e le parole gentili di Federico svanivano presto dal suo immaginario, sostituite da immagini e frasi ben più forti e potenti: lei che faceva sborrare il professore sulla sua manina, lo sconosciuto gestore del bar che l’invitava a segarlo ancora, il caro zio che le sborrava abbondantemente sul seno, il padre di Federico che le si strusciava eccitato sul sederino.
Segretamente inoltre visionava diversi video con il suo smartphone nella solitudine della sua stanza, ogni volta eccitandosi di più. Quando il suo livello di identificazione raggiungeva i livelli più alti, quando capiva che avrebbe desiderato trovarsi lei stessa nei panni dell’attrice di turno, spaventata e confusa spegneva all’improvviso il cellulare,cercando di scappare con tutta sé stessa da quel mondo e da quelle sensazioni che tanto l’attraevano ma a cui non sapeva dare un nome e, cercando conforto nell’abbraccio del cuscino, si abbandonava a un sonno tormentato.

Una sera ,proprio mentre stavano finendo di cenare nel ristorante del villaggio, Claudia notò un uomo giovanile, di bell’aspetto, curato e decisamente abbronzato che faceva il giro dei tavoli. Sembrava conoscere tutti, salutava ogni commensale con larghi sorrisi e Claudia fu colpita dai suoi modi eleganti e affascinanti.
Lo seguì curiosa con lo sguardo per qualche minuto finchè lo vide avvicinarsi proprio al loro tavolo.
Si fermò di fronte a loro e si presentò.
”Buongiorno. Le signore mi scuseranno se interrompo per un attimo la loro cena.” Disse facendo un elegante inchino.”Ma stavo facendo il giro dei tavoli per assicurarmi con ogni cliente che tutto stesse andando per il meglio”.
Claudia e mamma sorrisero all’uomo che continuò il discorso.
”Scusatemi, che maleducato, non mi sono presentato. Sono T**, il proprietario del villaggio”.
Papà si alzò in piedi.
”Piacere mio. E complimenti. Il posto è bellissimo e ben organizzato “ gli disse, stringendogli amichevolmente la mano.
Poi, girandosi verso la moglie e la figlia,le presentò.
”Mia moglie, Susanna”
”Piacere” disse mamma, anche lei affascinata da quell’uomo dai modi eleganti e gentili.
L’uomo le fece il baciamano, sorridendole.
Poi si girò verso Claudia.
”E questa bella signorina chi è?” le chiese.
”Sono la figlia, mi chiamo Claudia” disse all’uomo balzando in piedi.
L’uomo la guardò, rapito dalla gonnellina corta che le lasciava scoperte gran parte delle cosce e dai sandaletti col tacco che le slanciavano il fisico. Guardò con grande discrezione ed esperienza tra la scollatura del top aderente che la giovane indossava, notando il contorno delle due generose tette.
“E’ un vero piacere” le disse l’uomo guardandola negli occhi e prendendole la mano per rinnovare anche con lei il baciamano. Claudia arrossì e rimase in piedi imbambolata mentre l’uomo si informava col papà se tutto stesse andando per il meglio.
Ogni tanto lanciava discrete occhiate a quella giovane fanciulla. Era abituato a vedere turiste di ogni tipo e nazionalità, in quel villaggio transitavano migliaia di turisti ogni anno, e il suo occhio clinico gli faceva ormai subito capire con quali era subito doveroso lasciar perdere, per non perdere tempo prezioso.
Quella ragazza invece lo colpì, per lo sguardo timido ma assai curioso e vivace, e ovviamente per quel fisichino che si portava appresso. Pensò che valeva assolutamente la pena fare un tentativo…fu con questi pensieri in testa che salutò garbatamente la famigliola e si congedò.
Claudia lo guardò allontanarsi e intrattenere gli altri ospiti con modi spigliati e attraenti.
Si rese subito conto che era un uomo abituato a parlare con la gente, e il cui carisma faceva facilmente breccia nelle persone con cui aveva a che fare. Fu così con un pizzico di ingiustificata delusione che lo vide guadagnare l’uscita.

La giornata successiva passò veloce, tra bagni e tintarella fin quando,a pomeriggio inoltrato ,Claudia decise di andare bere qualcosa al bar. Il caldo di quel pomeriggio l’aveva sfiancata.
Si avvicinò al bancone e ordinò una coca ghiacciata guardandosi intorno.
Seduto su un divanetto in posizione un po’ defilata T*** riconobbe la giovane che aveva conosciuto solo la sera prima e ne potè osservare meglio il culetto rotondo messo in risalto dai calzoncini attillati e il seno che, di profilo, avrebbe attirato anche lo sguardo di un prete.
Ben presto si accorse che non era stato l’unico ad aver notato quella delizia.
Anche altri avventori infatti si erano girati più volte a guardare la ragazza. Decise di aspettare per vedere cosa sarebbe successo, erano scene a cui era ben abituato. E infatti non dovette attendere molto tempo, due uomini si avvicinarono al bancone e prontamente attaccarono discorso con la giovane.
La vide ridere un po’ intimidita mentre i due uomini si lanciavano delle occhiate, come per commentare complici quel bocconcino che credevano di aver preso all’amo. Parevano essere i classici lumaconi da vacanza, uomini che aspettavano tutto l’anno quei pochi giorni di svago con il chiaro intento di scoparsi qualsiasi donna gli capitasse a tiro.
Sorseggiando il suo bacardi ghiacciato, T*** notò con piacere e con un pizzico di sorpresa che la ragazza, seppur rimanendo sulle sue, non sembrava affatto dispiaciuta di quell’interesse. Rideva timidamente sorseggiando la sua coca cola mentre T*** immaginava, sicuramente con un basso margine di errore, le frasi di complimento che i due uomini le rivolgevano, quasi con la bava alla bocca. Frasi che aveva sentito centinaia e centinaia di volte in quei 10 anni di gestione del villaggio, avrebbe potuto scrivere un libro sull’argomento.
Pensò che alla giovane in fondo piaceva stuzzicare quei due soggetti. Lo capiva da come metteva in mostra il seno, a fatica contenuto da quello splendido bikini,che i due uomini guardavano di sottecchi, e da come muoveva il capo con fare innocente ma conturbante e sorrideva con un pizzico di malizia ad ogni loro battuta.
Generalmente questi approcci si risolvevano con qualche scambio di battute e con la ragazza di turno che, dopo pochi minuti, si allontanava un po’ infastidita. In quell’occasione invece la chiacchierata si protrasse per diversi minuti. Vide la ragazza annuire due-tre volte e i due uomini scambiarsi qualche occhiata e poi sorridere alla giovane ragazza. T*** aveva abbastanza esperienza per capire che,evidentemente, la ragazza pareva essere un po’ annoiata dai giorni trascorsi in compagnia dei suoi soli genitori e che quel diversivo la stava divertendo e incuriosendo.
Era giovane , piena di vita e sicuramente le attenzioni degli uomini la galvanizzavano e la incuriosivano.
All’uomo sembrò quasi che fosse arrossita in due-tre occasioni e la osservò giungere la manine dietro la schiena tirando avanti il petto, offrendo ancora di più il seno agli occhi dei due uomini. Vide poi uno degli uomini indicarle l’ombelico scoperto, appena sopra il bordino dei pantaloncini , e ridere assieme all’amico, e osservò la ragazza, dopo essersi guardata il pancino, arrossire e mettersi a ridere un po’ impacciata. T*** sentì un’intensa erezione raggiungerlo, osservare quella ragazza parlare con quei due uomini ed immaginare quali potessero essere gli argomenti del discorso lo eccitarono. Finì di sorseggiare il suo bacardi proprio mentre la ragazza si congedava dai due uomini , allontanandosi verso la spiaggia. Con la coda dell’occhio potè vedere i due seguire con lo sguardo quel piccolo e sodo sederino e poi guardarsi, soddisfatti di quell’incontro.
T*** si accese una sigaretta e si fermò a riflettere. Ordinò un altro bacardi a Josè, il barista. Avrebbe sicuramente tenuto d’occhio quella ragazza, qualcosa gli diceva che gli avrebbe riservato delle belle sorprese.

Questo racconto è opera di fantasia. Tutti i personaggi,gli episodi e le battute di dialogo sono da intendersi come del tutto immaginari. Niente di ciò che è narrato è da alludere a persone,cose o situazioni reali.
Per commenti o consigli scrivere a : psychedelicat1@yahoo.it

1 commento

  1. Salve avevo letto questo racconto molto tempo fa ed era molto intrigante per non dire eccitante spero che continua che avrai sempre un commento . Saluti Giovanni

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