Leggi qui tutti i racconti erotici di: Alexhole

Quell’estate del 92 durante le vacanze estive decisi di lavorare nella raccolta frutta perché volevo comprare la mia prima moto.
Con il gruzzoletto racimolato, lessi una inserzione e comprai da un privato un modello che mi piaceva tanto.
Spesi tutto quello che avevo guadagnato in tre lunghi mesi caldi e afosi e comprai la moto, ammaliato come da un colpo di fulmine.
Dopo pochi giorni in cui mi sentivo entusiasta, la moto si guasto’ in modo molto grave.
Mario, Il meccanico del quartiere al quale mi rivolsi mi disse apertamente che avevo preso una fregatura e che per sistemarla mi ci sarebbe voluta una cifra quasi equivalente a quella che avevo appena speso.
Mario aveva sui 50 anni, sportivo, scapolo ma conosciuto come uno che ne aveva castigate parecchie di ragazze.
Il meccanico, forse impietosito o come vedremo meglio per interesse, venendo a sapere che non avevo soldi mi propose di lavorare per lui.
Aveva bisogno di un aiutante, di una persona che desse una mano a sistemare officina, che andasse a ritirare i pezzi di ricambio e che tenesse l’officina in ordine.
Concordammo paga oraria e costo lavoro sulla mia moto e ci accordammo affinché io lo aiutassi e la mia moto venisse sistemata.
Avrei dovuto lavorare per diversi mesi ma volevo avere quella moto.
Iniziai di lì a pochi giorni, era dura andare a scuola studiare e lavorare dopo una settimana ero già cotto.
Un pomeriggio Mario mi lasciò da solo, io cominciai quello che mi aveva chiesto di fare. Mi caddero gli occhi su diverse riviste porno e preso da un forte impulso e da una forte erezione mi iniziai a segare nascosto nello sgabuzzino.
Passarono credo due minuti e Mario, rientrato senza farsi sentire, apri’ lo sgabuzzino nel quale io mi stavo segando.
Rimasi pietrificato, lui mi disse “Aahh bene…vedo che ti piace farti le seghe….da oggi ti piacerà anche FARE delle seghe… o preferisci che dico in giro quello che fai qua in officina”
Io balbettai qualcosa che non ricordo poi Mario si abbasso’ pantaloni e mutande e io mi ritrovai rosso paonazzo.
Mario si scappello’ per alcuni secondi il suo arnese davanti a me, facendolo crescere.
Io feci per rivestirmi, lui mi intimo’ di restare nudo dalla cintura in giù.
“Ora mi scappelli e mi fai sborrare, non solo oggi ma ogni volta che ne ho voglia.”
Io avevo già fatto delle seghe, al mio vicino di casa trentenne con cui giocavo a volte in casa sua con i suoi videogiochi e che ringraziavo con almeno una sega ogni volta che andavo.

Andammo nel suo piccolo ufficio, lui con una espressione perversa si mise seduto a gambe aperte e mi fece inginocchiare davanti a lui.
Io mi ritrovai quel cazzo eretto e gigantesco davanti agli occhi.
Lui mi disse “Avanti scappellalo e fammi venire”
Iniziai a fare andare su e giù la pelle, lui con i polpacci fece pressione come per abbracciarmi fino a che la sua cappella arrivò ad una ventina di cm dal mio mento.
Si insalivo’ copiosamente un dito e lubrifico’ abilmente la cappella rendendola lucida rendendo la sega più scorrevole.
Dopo alcuni secondi mi leccai il dito della mano libera e lubrificai ancora meglio quell’uccello.
Mario mi disse “Bravo insalivalo per bene”
Ripetei più volte quel gesto, cominciandomi a sentire in bocca il sapore del cazzo di Mario.
Ero eccitato, iniziai a toccare anche il mio cazzo, Mario mi accarezzò una guancia, poi mi mise un dito davanti alle labbra.
Io iniziai a succhiarlo mentre lui con un ghigno perverso si godeva la scena.
Levo’ il dito dalla mia bocca e io preso dal mio istinto appoggiai la bocca e cercai di prendere in bocca quel cazzo gigantesco.
Cominciai a sbocchinarlo con difficoltà, ma trovata la angolazione giusta riuscii a sbocchinare per la prima volta.
Dopo pochi istanti sentii che quelluccello stava per godere, accellerai la sega sul mio uccello mentre tenevo tra le labbra il suo.
Venimmo insieme, sentii diversi fiotti di sperma esplodermi in bocca mentre il mio cazzo eiaculava copiosamente sul pavimento.
Scoprii che mi piaceva essere guidato e fare tutto quello che mi si chiedeva. Nei pomeriggi seguenti dopo svariati pompini fui coinvolto in un gioco a tre con un amico di Mario con cui cominciarono anche a farmi il culo.
Con l’autunno il lavoro in officina diminui’ e io mi trovavo a fare la troia per praticamente dei pomeriggi interi.
I lavori sulla mia moto erano molto indietro, ma il mio essere troia aveva fatto passi da gigante.

9
3
Autore Pubblicato il: 19 Giugno 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Gay0 Commenti

Lascia un commento

9
3