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Avevo cominciato un po’ per gioco e un po’ per curiosità a mostrare il mio uccello al mio giovane cugino.
Lui mi mandava a quel paese, ma restava però a guardarlo.
Mentre studiava o guardavamo la TV, lo tiravo fuori e lasciavo che lo guardasse.
Questo gioco mi divertiva e lui aveva smesso di mandarmi a quel paese e io lo lasciavo fuori per più tempo.
Cominciai a farglielo vedere mentre mi veniva duro, Il suo sguardo era non più solo curioso, aveva assunto caratteristiche più peccaminoso.
Da li’ capii che a breve, lo avrei convinto a farmi fare delle sborrate. Per un paio di volte non mi “esibii” davanti a lui, anche se a lui cadeva l’occhio sul mio pacco, volevo che l’attesa lo portasse a maggiore desiderio.
Nella occasione successiva, lo tirai fuori e fatto diventare duro, lo scappellai davanti ai suoi occhi, con fare deciso e senza inibizione.
Erano quattro giorni che non sborravo mi ero interstardito che sarebbe stato mio cugino a farmi fare la prossima sborrata.
“Hai un cazzo gigante” Mi disse ” vorrei avere io un arnese del genere…ma quanto è lungo?”
“E’ un pezzo che non lo misuro” Risposi e cogliendo l’occasione gli porsi un righello che era sul suo tavolo “Misuramelo tu…”
Lui mi guardo’ un po’ imbarazzato ma timidamente prese in mano il righello.
Lo incoraggiai “Avanti poggia la riga e guarda quanti centimetri e'”
Lui con le guance arrossate e le mani un po’ tremanti si appresto’ timidamente poggiando la riga sul pube, ma aveva quasi timore di toccare il mio uccello.
“Appoggiati, misuralo bene” Guidai le sue mani che si appoggiarono tremanti e timide sulla mia asta in tiro.
Il suo viso si avvicino’ per vedere i numeri sulla riga.
“Cccavolo 19 e mezzo, quasi venti” Disse dopo diversi secondi.
“Arrivavo a 20 l’ultima volta…stringilo tra le mani e riprova…ci voglio arrivare.”
Lui rimase fermo immobile come in tranche, gli accompagnai la sua mano sul mio uccello e le dita si chiusero finalmente attorno al mio cazzo.
Mossi il bacino avanti indietro diverse volte portando il mio uccello a scappellarsi, mentre la mano di mio cugino restava ferma.
Con una leggera pressione guidai la sua mano nel fare il movimento giusto guidandola facendola andare su e giù.
Lasciai libera la sua mano che continuo’ il suo movimento ritmico muovendosi bene sul mio uccello iniziando a darmi piacere. Entrambi in piedi con lui al mio fianco destro e che masturbandomi con la mano destra aveva assunto una posizione un po’ china.
Gli cinsi il fianco e cominciai a far scorrere le mani sulla sua pelle sotto la maglietta.
Ero andato a cercare sotto l’elastico della tuta dei suoi pantaloni, ritrovandomi a raggiungere le sue natiche cicciotte.
La sua mano ritmicamente scappellava la mia cappella paonazza.
Gliele accarezzai e con il dorso delle mani gli abbassai i pantaloni scoprendo quelle grosse natiche, calde e lisce.
Lui si irrigidi’ ma riuscii a renderlo subito disponibile ora pero’ i miei movimenti erano più decisi ed insistenti.
Mi trattenni perché il movimento della sua mano mi stava portando rapidamente alla goduta.
Mi insalivai copiosamente le dita della mano, mi bagnai la cappella e ripetei operazione portandole tra le chiappe burrose di mio cugino.
Ci fu’ un suo sussulto quando il mio dito umido si poggio’ sul suo buchetto.
Basto’ un po’ di fermezza e qualche parola dolce.
Gli scappò poi un mugolino delicato mentre la mia falange entrava.
Io seguivo con il mio dito il ritmo delicato e lento della sua mano sul mio uccello.
Il suo movimento dopo un po’ improvvisamente aumento di intensità così come il mio dito che reso bagnato dalle mie insalivate scivolava veloce, deciso e fino in fondo. Quel buchetto stimolato pulsava e accoglieva il mio dito senza resistenza.
Impulso di venire non riuscivo ad arrestarlo, mi venne una fantasia porca. Interruppi la sua sega e staccandomi di poco da lui ripresi il mio uccello in mano.
Gli poggiai una mano decisa sulla schiena, abbassandogli le spalle e messomi dietro di lui direzionai 7, 8 copiosi getti verso il culo di mio cugino.
Restai a guardare il mio sperma che colava tra le sue chiappe, mio cugino chiese di continuare.
Iniziai a raccogliere con le dita il mio sperma e cominciai a penetrare con le dita lubrificate dal mio godimento.
Il mio uccello per un attimo si era ammosciato, ma il vedere le dita che entravano dentro mio cugino me lo aveva fatto diventare di nuovo duro.
Pensavo di farmi fare solo una sega…ora ho un culo goloso che ingoiera’ tutto

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Autore Pubblicato il: 27 Novembre 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti erotici sull'Incesto, Racconti Gay0 Commenti

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