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Nadia, l’eccitante culona : capitolo 3

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Dopo l’ultimo incontro con Nadia avevo ormai maturato una solida convinzione: la mia visione del sesso legata puramente ai canoni formali imposti dalla società non solo era limitativa  ma probabilmente aveva anche fatto si che avessi perso chissa quante eccitanti occasioni con ragazze che avevo snobbato perchè non rientravano nelle mie aspettative.

Da lì a dire che ogni culona rappresenti il massimo in termini di eccitazione e appagamento sessuale ce ne passa però non è neanche corretto escluderlo a priori, e questo io lo avevo ben capito!

Le giornate procedevano come di consueto, il lavoro, gli amici, qualche messaggio di Nadia. Notavo che anche Nadia si stava lasciando andare alternando momenti più “coccolosi” a momenti di foia evidente dove si lasciava andare a commenti che probabilmente avrebbero stupito anche lei prima dei nostri ultimi incontri. Intendiamoci non che fosse diventata una porca sfrenata ma si notava che ci metteva impegno e che la cosa piaceva anche a lei, su questo non c’era dubbio.

Spesso mi scriveva per raccontarmi delle sensazioni che aveva provato l’ultima volta che ci eravamo visto e senza lesinare i particolari. Da parte mia le avevo confessato di essere rimasto piacevolmente colpito da come aveva gestito la situazione di “emergenza” e le avevo espresso la mia preferenza per le donne che sanno prendere in mano la situazioni.

Lei aveva notato le mie attenzioni e ne era orgogliosa, in particolare aveva capito che ero insanamente attratto del suo culo abbondante e dalle imponenti coscione. Senza scendere nelle mie motivazioni più intime avevo confermato tutto complimentandomi ancora per la sensualità che sapeva esprimere e per il suo corpo lussurioso. In particolare l’attenzione comune si era riversata sul culone che lei, nel mezzo di un discorso decisamente acceso, diceva di avere anche concensso in passato.

Sarà come diceva lei ma a me sembrava piuttosto improbabile. Vuoi per la sua indole piuttosto morigerata, vuoi perchè -ragazza mia-  pur non essendo io Rocco Siffredi, la differenza tra le dita che ti ho ficcato in culo ed il mio cazzo la sentirai.. eccome!  Al solito mi comportai da gentleman mantenendo per me certi pensieri e assecondando le sensazioni che mi esprimeva.

Certo che il suo culone era piacevolmente al centro dei miei pensieri e la voglia di sfondarlo come si deve cresceva di giorno in giorno (anche se con lei andavo tranquillo prendendo il discorso molto alla lontana). Solo pensare alle suo tornite chiappone, al buchetto roseo e alle cosce carnose aveva la capacità di suscitare in me una pronta erezione con il risultato di essere costretto a ricorrere alla masturbazione per sedare i miei appetiti.

Fu così che un giorno ricevetti l’invito per andare a trovarla nel nuovo appartamentino che aveva appena affittato. Il tempo di sistemare le ultime cose, mi aveva detto, e poi ci saremmo trovati per guardare assieme un film e fare quattro chiacchere. Sembrava si fosse momentaneamente raffreddata, nessun accenno ad altre tipologie di attività che mi stavano decisamente più a cuore. Come sempre decisi di assecondarla senza calcare la mano e fu così che una Domenica di Luglio mi trovai alla sua porta in attesa che mi facesse accomodare. L’appartamento era un mini al quarto piano di una palazzina di periferia, zona tranquilla ma ben frequentata. Era arredato in maniera spartana

(d’altra parte era appena un mese che ci abitatava) ma c’era tutto quello che serviva. Dopo aver riposto le bevande e la scatola di cioccolatini che le avevo portato per festeggiare la nuova casa mi aveva fatto fare una veloce ispezione dell’appartamento.

Ci eravamno infine spostati sul divano a chiaccherare e bere birra, Nadia era rilassata e sorridente. Vestiva un paio di pantaloni aderente di cotone e portava una maglia anch’essa aderente sotto la quale intuivo la mancanza di reggiseno. Non certo un abbigliamento elegante, anzi, che esaltava tutte le sue curve (anche quelle meno convenienti) ma devo dire che l’effetto su di me era comunque interessante visto che il mio cazzo, pur non essendo in piena erezione, era già pronto all’azione. Pensavo saremmo velocemente passati alle vie di fatto ma Nadia aveva deciso si prendersela con calma anche se aveva evidentemente notato che i miei jeans erano decisamente

tesi. Evidentemente la cos ala eccitava e si stava divertendo. Propose quindi la visione del film e si sposto sulla parete arredata che ospitava televisione e lettore dvd per inserite il disco del film. Nel fare questo si era chinata a 90 gradi proponendomi la visione completa del suo culone stretto nei pantaloncini aderenti.

Il cazzo sussulto all’istante e non solo lui, penso che mi stesse controllando tramite il riflesso del vetro di una delle ante della parete arredata, riflesso tramite il quale vidi anche che sogghignava felice. La visione del film continuava mentre le nostre manovre di avvicinamento sul divano procedevano anch’esse piuttosto spedite. Ad un certo punto eravamo abbracciati: lei accarezzava il mio cazzo da sopra i jeans lanciando occhiare lussuriose ed io massaggiavo le tettone. Evidentemente stavo facendo il mio porco lavoro perchè i capezzoli erano diventati dei proiettili.

Questo mi confermava che del reggiseno non c’era presenza e che Nadia si stava scaldando alla grande. Non si sa per quale intercessione divina ma riuscimmo ad arrivare alla fine del film contenendoci e senza cedere alle nostre evidenti voglie. Però non si poteva continua così a lungo.

Nadia si alzo per andare a prendere qualcos’altro da bere e probabilmente vide nel riflesso dell’ante di un mobile la mia espressione rapita: si fermo, scosse i fianchi, giro il viso verso  di me con aria lussiosa ed inizio a calare lentamente i pantaloni rivolgendomi la schiena. Io rimasi incantato a guardare il culone che si scopriva rimirando le sode chiappone separata dal filo sottile di un tanga rosso. Arrivata con i pantaloni alle caviglie Nadia, che mi dava sempre la schiena, mi guardava divertita chiedendo se avessi gradito lo spettacolo. Presala per i fianchi inizia a baciare le sue immense chiappe.. “Direi di si”, si rispose da sola.

La feci chinare in avanti mantenendo le gambe rigide e separai le sode chiappone con le mie mani. La vista che mi si propose era inebriante. Ebbi subito conferma che anche Nadia era ormai al limite: chiazze di liquido semitrasparente e leggermente schiumoso circondavano la sua ficona stretta. Non persi tempo: usando di piatto la lingua partii da sotto e arrivai fino al buchetto  posteriore. Il “siiiii…” semi sussurrato di Nadia mi lasciava intendere che il trattamento era di suo gradimento pertanto continuai a leccarla con foga. Ad un certo punto mi staccai per riprendere fiato. Si avvio verso la stanza da letto e mi fece cenno di seguirla. Mi attese seduta sul fianco del letto. Entrato nella stanza inizia a spogliarmi e poi mi avvicinai a lei. Con una mano prese a massaggiarmi le palle e subito inghiotti buona parte del cazzo alternando lente succhiate a sapienti leccate. Si, Nadia stava decisamente migliorando in quanto a pompini e un suo particolare servizietto effettuato in punta di lingua sulla mia cappella confermò questa mia ipotesi.

Mi staccai e mi stessi ai piedi del letto con la parte inferiore delle ginocchia fuori dal bordo. Nadia si avvicino con l’intento di salirmi sopra ma fui lesto a suggerirle di farlo al contrario in modo da iniziare un tanto desiderato 69. Nadia riprese in bocca il mio cazzo riprendendo il discorso appena interrotto mentre io ero perso in contemplazione dello spettacolo che mi si parava davanti.

Le cosce aperte e tornite che terminavano in chiappe sode e robuste a dispetto delle notevoli dimensioni. Tra le chiappe il segno netto delle grandi labbra leggermente aperte a lasciare intravedere l’interno roseo della sua fica. Un po’ più in alto il buchetto del culo, perfetto ed apparentemente inviolato. Partii immediatamente con la lingua a cono infilandola il più possibile all’interno della fica di Nadia. In poco tempo il mio viso era completamente bagnato dai sui succhi che colavano senza fine. Nadia a volte staccava la bocca dal mio cazzo e di lasciava andare in lunghi gemiti per poi rituffarsi nel lavoro appena interrotto. Pur in difficoltà coi movimenti (le coscione di Nadia imprigionavano la mia testa impedendo qualsiasi movimento) stavo iniziando ad interessarmi al buchetto del suo culone. Da prima inumidii la punta  di un dito e, continuando a leccare la fica di buona lena, cominciai ad introdurlo nel buchetto. Non era affatto largo ma piuttosto elastico e Nadia lo accolse inarcando di colpo la schiena e producendo ancora più liquido dalla fica (aveva squirtato?). Il mio lavoro sul suo buchetto al stava appassionando parecchio. Dimentica del mio cazzo gemeva sommessamente pronunciando dei lunghi “siii…”  sussurrati e carichi di tensione erotica. Il buchetto cedeva e si adattava alla perfezione al mio indice quindi, in previsione di qualcosa di più consistente, passai al pollice. Nadia inarco nuovamente la schiena e si lascio andare in un grido di piacere a voce ancor più alta mentre dalla fica un’improvvisa esplosione di liquido confermava che il trattamento era molto apprezzato.

Ci staccammo un’attimo per riprendere fiato: Nadia era uno splendore. Leggermente sudata per le contorsioni, le guance rosse, il fiatone e lo sguardo perso e sognante. “Mi stai facendo godere come non mai” fu la sola cosa che mi disse. La feci stendere bene sul letto, le alzai le gambe inserendo le mie braccia sotto le ginocchia e appoggia la cappella all’ingresso della sua fica palpitante. Mi godevo il calore della sua fica bagnata oltre ogni immaginazione muovendo la cappella avanti ed indietro senza penetrarla. Quando la cappella sbatteva sul suo clitoride dritto e duro Nadia gemeva e aspirava aria dalla bocca. “Ti prego, mi vuoi far morire? Fammelo sentire tutto …”. Di fronte ad un così accorato appello cosa potevo fare? Lo infilai tutto di colpo cominciando a bombardarla di colpi decisi. Nell’aria i gemiti di piacere di Nadia ed il rumore ritmico del mio bacino che sbatteva forte con il suo. Dopo un buon quarto d’ora di questo trattamento eravamo decisamente esausti pertanto mi staccai i mi stesi di fianco a lei per riprendere fiato. Ci baciavamo furiosamente mentre lei segava lento il mio cazzo ed io le stimolavo la fica ed il buchetto usando indice e pollice contemporaneamente.

“Devo andare un secondo in bagno” mi disse. “Prego, sicuramente mi troverai qua al tuo ritorno!” risposi. Una volta di ritorno si stese di fianco a me a pancia sotto con le gambe che sporgecano leggermente dal letto. Era ora di dare soddisfazione alla mia profonda attrazione per il suo culone: mi misi dietro di lei e la feci alzare mettendola carponi sopra il limite del letto. Messomi in ginocchio a terra, separai le chiappone con le mai e re-iniziai a leccare partendo dalla fica e arrivando al buchetto. Nadia aveva approfittato del bagno per darsi una sciacquatina quindi la pelle era morbida ed asciutta: furono sufficiente poche leccate bene assestate per riportare la giusta condizione di umidità. Tornai a violare il buchetto usando il pollice, la risposta fu ottima, il pollice calzava bene e Nadia gradiva decisamente.

Era il momento di passare al passo successivo: estrassi il pollice e cominciai a raccogliere l’abbondante succo che scendeva dalla sua fica per lubrificare il buchetto. Convinto di aver raggiunto il livello ideale di lubrificazione mi alza e poggiai la cappella sul buchetto e poi aspettati. Nadia girò la testa verso di me: un cenno mi informò che la cosa stava bene anche a Lei quindi iniziai. Dapprima mi limitai ad un leggero avanti indietro alternato a qualche spinta. Poi provai a violare il buchetto con la punta del cazzo. A metà cappella Nadia si irrigidiva e non c’era verso di proseguire. Ad un certo punto preso dalla foia provai a violarla con più forza ma non fui capace di penetrare e l’espressione che vedevo sul viso di Nadia era di dolore quindi decisi che per questa volta fosse abbastanza.

La feci girare e la baciai. Mi guardo imbarazzata adducendo qualche scusa. “Non so come mai, forse non sto bene..”. “L’ho già fatto altre volte e non ho avuto problemi”. “Forse è il tuo che è troppo grosso…”.

L’ultima affermazione mi fece quasi sbellicare dalle risate ma mi trattenni per non offendere il suo amore proprio. “Il mio cazzo è di dimensioni assolutamente standard ragazza, sei tu che vuoi giocare a fare la donna di mondo quando in realtà penso avrò il piacere di essere il primo a sfondarti il culetto!” pensai tra me e me.

La feci stendere sul letto, le salii sopra e posi il cazzo tra le immense tettone iniziando il dolce avanti-indietro che donava ad entrambi piacevoli sensazioni. Nadia era lesta a succhiare la cappella appena usciva dall’incavo dei sui seni e molto presto questo si tradusse in uno copioso schizzo che la colpi sulla fronte e che colò, seguito da altri schizzi più piccoli, sul suo visetto di culona eccitante.

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