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Il culone di Nadia è finalmente mio!

La vita procedeva con consueta tranquillità, lavoro, amici e ogni tanto una bella scopata con Nadia. La ragazza aveva messo da parte la sua vena più romantica
e si era concentrata sulla parte più trasgressiva che era sicuramente anche quella più repressa. Lei stessa mi aveva confessato che non immaginava affatto che
alcune pratiche sessuali le potessero piacere in maniera così devastante e si interrogava su cosa l’avessa spinta a non approfondire prima questi aspetti della
sua sessualità

Da parte mia provavo per lei un attrazione sempre crescente. Superato lo scoglio iniziale legato agli stereotipi fisici imposti dalla società avevo potuto
apprezzare la sensualità che Nadia esprimeva e continuava ad esprimere in maniera sempre più accesa.
Se inzialmente la parte inziale dei nostri incontri seguiva quasi sempre il copione della coppia di “amici” morigerata e tranquilla, col tempo notavo che Nadia
era sempre pià eccitata e faticava a trattenersi… accedenre la miccia era diventata una questione veramente banale: un parola in più, una carezza regalata e
la simpatica culona si bagnava come un fiume in piena.

La cosa non riguardava solamente gli incontri di persona ma anche le normali comunicazioni quotidiane via social: pensavo sarebbe stato complicato proporre a Nadia
di fare sexting ma mi sbagliavo. Non solo inizio lei ad inviarmi foto “intime” ma pretese anche di essere ricambiata. Il tutto condito con un linguaggio sempre più
esplicito che mai avrei pensato sentire da parte di Nadia. E presumo che neanche lei lo avesse mai immaginato possibile, come mi confesso in seguito.

Tutto partì con una foto piuttosto innocente delle cosce coperte da eleganti collant scattata da lei nella sua auto. Commentai la foto con i miei migliori complimenti,
aggiungendo qua e là dei velati inviti a mostrare in maniera più decisa il suo livello di desiderio. Ed eccomi accontentato: sempre lei seduta in auto sul sedile
ma con la gonna alzata sull’addome, le gambe allargate il più possibile, e le dita della mano sinistra che spostato un lembo di perizoma allargavano le labbra della
sua invitante vagina. Da notare che indice e annulare tenevano le labbra separate mentre il medio si tuffava all’interno della fica vogliosa. Il brilluccichio e
un sottile filamento trasparente che colava verso il sedile davano l’esatta idea del livello di eccitazione al quale la ragazza era sottoposta.
Sempre attento a complimentarmi e ad elogiare le sue grazie la aggiornavo suo mio desiderio di saggiare tanto bendidio perdendomi in particolari spinti e minunziosi
e inviando per contro una foto del mio cazzo in piena erezione, reazione evidentemente causata dalla foto inviata.
Persi in discorsi ad alto tasso sessuale non dovetti attendere tanto per ricevere una ulteriore foto che mi lascio esterrefatto per bellezza e sensualità: Nadia si era
girata con il volto verso lo schienale del sedile e appoggiata con le ginocchia aveva aperto leggermente le gambe e passato il cellulare in mezzo ad esse per propormi
uno scatto della sua attuale situazione intima vista da sotto. La gonne era sollevata sopra ai lombi, il perizoma non c’era più e nella ripresa vedevo distintamente
la fica aperta e bagnata che gocciolava abbondantemente. Ma questo era il meno: con il polso della mano sinistra bloccava la gonna perchè non cadesse sopra al morbido
culone e, sfruttando la leggera separazione delle natiche dovute alla posizione, infilava il dito medio fino alla seconda nocca nel suo voluttuoso ano.
Stavo impazzendo e volli farglielo sapere in maniera chiara e decisa in modo che riuscisse a comprendere quando stavo apprezzando la situazione.

Da questa prima volta in poi, ogni paio di giorni arrivavano foto del seno abbondante, o del corpo interamente nudo ad augurare il buongiorno (e devo dire che più
buongiorno di così non poteva essere). Impegni di lavoro di entrambi ci impedivano ogni incontro pertanto questa situazione perduro per un paio di settimane abbondanti
nelle quali ci sbizzarimmo a praticare sexting nella maniera più disinibita ed eccitante possibile.

Finalmente l’occassione per un incontro si fece reale: inutile dire che la tensione aveva nel frattempo raggiunto livelli inimmaginabili pertanto le possibili ipotesi
sullo svolgimento dell’incontro garantivano che nei giorni precedenti i discorsi via chat e la qualità delle foto scambiate fossero di livello ancora più bollente.

E venne finalmente il giorno: alle 15 di una assolata Domenica primaverile percorrevo le scale che mi portavano al piano del suo appartamento pronto a consumare l’eccitante
rapporto che la distanza e le lunghe chiaccherate via chat aveva reso desiderato più di ogni altra cosa.
Una sola foto di buongiorno quella mattina: “buongiorno, in attesa di averti tutto per me…” poi silenzio. Nella foto lei stesa nel letto a gambe raccolte al petto e divaricate
il più possibile, fica e buco del culo in bella vista e visibilmente bagnati … decisamente impossibile non concludere in giornata!
Bussai alla porta ed attesi febbrilmente che Nadia venisse ad aprire. Aperta la porta mi saluto, mi diede un bacio sulle labbra (piuttosto casto) e mi fece accomodare.
Riposi la mia giacca mentre lei mi offriva qualcosa da bere. La osservavo parlando del più e del meno: oggi niente leggins ma una lunga gonna colorata abbinata ad una
maglia smanicata leggera. I capezzoli in bella vista spuntavano sotto alla stoffa.. vero che essendo in primavera non faceva ancora caldo ma ero fermamente convito
non fosse il freddo la causa. Viso leggermente arrossato, espressione sognante e fare calmo. Sembrava uno dei nostri incontri tipici.

Stavo valutando le possibili mosse: ero ingrifato come un lupo e questa volta volevo agire con decisione abbandonando i miei modi calmi e accomodanti.
Mentre la nostra chiaccherata, fatta per lo più di convenevoli, proseguiva immaginavo quale fosse la mia mossa di apertura per i giochi.
Un bacio seducente accompagnato da carezze sulle abbondanti mammelle e sul culone morbido con destinazione finale la sua calda intimità?
Lo sbottonare veloce della mia patta con conseguente esibizione della mia inossidabile erezione seguita dall’invito ad deliziarmi con la sua boccuccia assettata?

Mentre i neuroni correvano veloci cercando di scegliere la chiaccherata continuava. Ad un certo punto fu Nadia a tagliare la testa al toro e lo fece in maniera decisamente
inaspettata per i suoi standard: interruppe una frase a metà ed esclamo “… la questione è in realtà che sono eccitata come non mai e voglio che tu mi lecchi immediatamente
la fica perchè sto per esplodere…” seguito da un veloce semigiravolta a darmi le spalle, sollevamento di gonna (sotto il nulla, come sperato), appoggio del ginocchio
sull’angolo del tavolo della cucina e chinamento in avanti per dare una panoramica complata del culone.
La posizione (una gamba distesa e una piegata con il ginocchio sopra la tavola) oltre ad eccitare ricordando scene viste in diversi film porno (e riviste porno consumate in gioventù)
faceva si che le natiche fossero leggermente separate e quindi sia l’ano e che la sottostante fica fossero bene esposti e accessibili.

Perfetto! mi chinai e appogiai subito la lingua di piatto a coprire il più possibile la fica che potei subito constatare essere effettivamente bagnatissima.
Muovendomi con foga inizia a passare la lingua dal clitoride fino al buco del culo ripetutamente mentre Nadia gemeva come non mai.
la stavo letteralmente “mangiando”! la mia lingua correva su e giù fermandosi talvolta per penetrare entrambi gli orifizzi oppure per consentirmi di mordicchiarle
le labbra carnose. Nadia gemeva senza ritegno colando ogni ben di dio di umori. Il clitoride era diventato duro come il marmo e mi divertivo a succhiarglielo
con forza causando ulteriori gemiti e gridolini imprevvisi.

Ad un certo punto mi staccai per riprendere fiato. Anche Nadia si rialzo ansimando in posizione eretta col viso sognante e le guance arrossate. Tolse subito la canottiera
esibendo il suo portentoso seno: i capezzoli erano duri e scurissimi, il seno gonfio ed invitante.
Guardandomi negli occhi con espressione maliziosa lasciò cadere a terra la gonna mentre io le accarezzavo le grosse mammelle.
Senza interropere lo sguardo si chinò ed inizio ad abbassarmi i pantaloni e i boxer esponendo il mio cazzo che rosso e paonazzo svettava verso la sua bocca.

Laddove alcuni mesi fa Nadia si sarebbe limitata ad imboccare chiudendo gli occhi ebbi la gioia di assistere ad una interessante variante: Nadia sporse completamente la lingua
e impugnando alla base il mio cazzo inizio a sbatterlo dolcemente sulla sua lingua guardandomi sempre negli occhi con fare malizioso.
Inutile dire che io stavo godendo come un pazzo ed ero completamente preso da questa nuova situazione.
Nadia prosegui quindi puntando la lingua sulla cappella proprio in punta per passare poi a giocare, sempre di punta, sul glande che stava umettando dalla base fino alla punta.
Il piacere era quasi insostenibile quando Nadia decise che era ora di cambiare ritmo e modo inserendo finalmente il cazzo in bocca ed iniziando a succhiare in maniera poderosa.
Io continuavo a godermi la situazione e abbassando leggermente le spalle riuscivo a stuzzicarle i capezzoli che pizzicavo senza ritegno mentre Nadia succhiava il cazzo estraendolo
talvolta per una rapida leccata alla cappella o più giù ai coglioni.

Non riuscivo più a resistere: dovevo assolutamente penetrarla! Approfittai del fatto che si staccasse dal cazzo per riprendere fiato e la feci alzare iniziando a baciarla in maniera
intensa. Lei continuava ad impugnare il mio cazzo e segava piano strusciando il pollice sulla cappella. Io, con le mani libere approffittavo con la sinistra per sditalinarla con foga
e con la destra per raggiugere da dietro il suo forellino anale che stavo già stuzzicando con la punta delle dita.

Dopo pochi minuti di questo trattamente feci stendere Nadia di schiena sopra al tavolo cercando di consentirle una posizione comoda. Con le cosce carnose a bordo tavolo approfittai
per chinarmi e dare un’altra robusta leccata al tutto partendo dal buchetto posteriore e arrivando fino a monte di venere. Nadia continuava a gocciolare come un fiume in piena
ma ormai non potevo più resistere pertando mi alzai e introdussi la cappella nella sua invitante fica. Subito la sensazione di caldo avvolse la mia cappella prima e il mio cervello poi.
Nadia riprese a gemere mentre io andavo avanti ed indietro, dapprima lentamente ma poi sempre più forte assestando colpi decisi che venivano attutiti dalle coscie carnose di Nadia.

Nadia intervallava gemeti continui a piccoli strilli mentre io continuavo a bombardarla di colpi senza pietà. Ad un certo punto decisi di staccarmi un secondo per prendere fiato.
Anche Nadia ne approfittò per alzarsi dal tavolo e, in bilico sul bordo con le gambe che penzolavano, mi guardava con fare languido. Decise quindi di scendere, venire verso di me
e baciarmi intensamente mentre le nostre mani correvano veloci sui rispettivi corpi cercando di darci piacere in tutti i modi possibili. Ad un certo punto Nadia si staccò da me e,
dandomi le spalle, appoggio le mani sul bordo del tavolo divaricando leggermente le gambe. Non persi tempo: mi avvicina e appoggiai la cappella sulla sua fica continuando a strofinare
dolcemente senza forzare. Dopo alcuni minuti di questo piacevole gioco Nadia flesse un po’ le ginocchia facendo si che la mia cappella poggiasse sull’ano: l’invito era chiaro e questa
volta non ci sarebbero state interruzioni o incomprensioni di sorta! Mi chinai ed iniziai a leccarglielo dolcemente mentre infilavo il pollice nella fica stimolandola anche da sotto.
Ritenendo fosse pronta mi alzai ed usai gli umori che colavano abbondanti dalla fica per umettare l’ano: appoggiai finalmente la cappella al buchetto spingendo.
Non fu semplice ma anche Nadia collaborò rilassando lo sfintere e dando leggere colpi verso il mio bacino in modo da agevolare l’iniziale penetrazione.

A mano a mano che la penetravo una intensa sensazione di calore avvolgeva il mio ventre; Nadia gemeva piano e lanciava qualche flebile lamento ma l’anello del suo sfintere stava lentamente
cedendo all’incedere spietato della mia cappella. Quando tutta la cappella fu abbonadamente dentro mi fermai un’attimo per consentire allo sfintere di adattarsi meglio.
Dopo un po’ ripresi a muovermi ed iniziai ad effettuare lenti movimenti completi avanti e dietro mentre lo stretto ano di Nadia avvolgeva il mio cazzo donandomi sensazioni paradisiache.
Anche Nadia sembrava gradire molto il trattamento, non si lamentava più anzi! ansimava senza ritegno e talvolta si lanciava in qualche “siiiiii….” prolungato.
Ci staccammo nuovamente per prendere fiato, osservando il culo di Nadia notai il buco arrossato e spalancato e la fica che colava oscenamente. Mi stesi un secondo sul divano
per prendere fiato ma giusto il tempo di posare la schiena che Nadia mi era già sopra pronta per un 69 di fuoco! Imboccò il mio cazzo succhi ando come mai aveva fatto prima mentre io le
leccavo la fica in maniera feroce ammirando il lavoro che avevo fatto poco prima al suo arrossatissimo ano.

Dopo alcuni minuti di questo trattamento eravamo pronti per altre variazioni. Nadia scese dalla mia faccia e si giro verso di me per sedersi sopra al mio cazzo appoggiando i piedi poco sotto
alle mie ascelle. Nel fare questo indirizzo subito il cazzo verso le retrovie impalandosi di culo sul mio cazzo. Inizio quindi a muoversi goffamente su e giù mentre il mio cazzo le limava l’ano
che, ormai abituato, al trattamento non le doleva più molto ma le donava anzi piacevolissime sensazioni di goduria.
Nadia lasciandosi andare si sporse ancora più indietro appoggiando le mani sulle mie cavaglie e lasciando andare la testa all’indietro.
Io mi godevo la vista : le cosce carnose aperte con il mio cazzo che entrava ed usciva ritmicamente dal suo ano, le labbra delle fica oscenamente aperte che gocciolavano copiese e le tettone che
sobbalzavano ad ogni rimbalzo. Allungai la mano e infilai velocemente tre dita nella sua fica iniziando a masturbarla velocemente… Nadia ululava di piacere.
Ad un certo punto rialzo la testa verso di me con lo sguardo fuori dalle orbite: sembrava posseduta! Non appena riapri gli occhi estrassi di colpo le dita dalla sua fica e gliele porsi
da succhiare. Lei completamente impazzita leccava la mia mano coperta dai suoi umori mentre il mio cazzo continuava a pompare nel suo ano arroventato.

Ci fermamo nuovamente ormai stremati dal piacere ma anche dall’intensa attività fisica. Ci dirigemmo quindi verso la cucina per sorseggiare un po’ d’acqua e rinfrescarci.
Finito di bere, appena poggia il bicchiere sul tavolo Nadia mi afferrà il cazzo e mi trascino nuovamente verso il divano. Arrivata davanti al divano si mise in ginocchio
porgendomi le spalle, i palmi delle mani e la fronte a terra alzando il culo e allargando leggermente le gambe. La vista delle sue intimità spalancate risvegliarono immediatamente
il mio cazzo che si era leggermente rilassato. Mi inginocchia anche io ed iniziai a leccarle l’ano da sopra penetrandolo per quanto possibile con la lingua mentre con tre dita
della mano destra la masturbavo in fica senza pietà. Dopo un po’, complice l’invitante posizione, mi alzai e posizionai il cazzo proprio sul buco del culo scendendo senza pietà e
penetrandola completamente. Da questa posizione io pompavo Nadia nel culo senza tregua mentre lei, con il viso schiacciato a terra, gemeva e gridava senza ritegno alcuno.
Non potevo durare oltre quindi ad un certo punto fui costretto ad estrarre la mazza dal culo di Nadia: lei fu lesta a girarsi e a spalancare la bocca con la lingua bene in fuori ed
io le venni direttamente sul viso comprendole il faccino di sperma.

Autore Pubblicato il: 23 Aprile 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Erotici, Sensazioni0 Commenti

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