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Tua…(Capitolo 4)

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É lunedì mattina e tornare a lavoro per questi ultimi tre giorni di trasferta non è mai stato così noioso. Ho voglia di far tornare indietro il tempo, ho voglia di far tornare sabato notte. Abbiamo passato la notte intera a scopare, con Jay e Ay. Jay era assatanata. E anche io non ne avevo mai abbastanza. Mi ha continuato a ripetere di esser mia fino a quando non l’ho salutata, dopo aver ricevuto l’ennesimo pompino domenica ad ora di pranzo. Ci abbiamo dato dentro fino a tardi, troppo tardi per svegliarci presto. E la colazione di Jay è stata la mia sborra. Se ci penso, il cazzo mi vien duro di fronte al cliente. Cerco di scacciar via questi pensieri, ma la mia mente torna sempre a lei, a quella donna così speciale. Quando ci siamo salutati, ho chiesto a Jay se ci saremmo mai risentiti o rivisti, e lei mi ha risposto mordendomi le labbra. Nessuna parola. Solo un morso. Spero davvero di riuscire a risentirla, prima o poi.

Torno verso l’hotel, afflitto. La speranza di rivederla sulla metro è andata in fumo, e mi impongo di evitare di passare sotto casa loro. Mi butto sotto la doccia. Fredda! Devo calmarmi! Ma la mano inizia a muoversi da sola, la mente è fissa su Jay. Mi sto prosciugando i testicoli, per questa donna. Sento il telefono suonare. É un messaggio. No, non può esser lei. Mi ha sempre telefonato con l’anonimo. Continuo a segarmi sotto la doccia, pensando al suo culo stupendo, pensando a quanto è stato bello possederlo, scoparlo, riempirlo di me. Un altro messaggio. Chi se ne frega! É più bello pensare alle tette di Jay, a come diventano duri i suoi capezzoli piccolini ma così invitanti. Un terzo messaggio. E un quarto. Ok, chi sei? Finisco di lavarmi ed esco dalla doccia. Prendo il telefono. 4 messaggi su whatsapp da un numero che non è nella mia rubrica. Sarà davvero lei? Apro.

“Ciao Alex, sono Jay”. Mi viene un colpo al cuore. Ha deciso di farmi avere il suo numero di telefono! Continuo a leggere.

“So che sarai qui ancora per poco e quindi volevo almeno farti avere il mio numero per permetterti di contattarmi. Ma non ti scrivo solo per questo…”. Cazzo. Mi tremano le mani. Sono agitatissimo, eccitato.

“Volevo sapere fino a quando saresti restato qui. Se non ricordo male, avevi detto metà della prossima settimana”. Attenta, la ragazza! “Giusto?”. Si vuole informare. Perchè? Vuole incontrarmi ancora? Il mio cazzo esulta nell’accappatoio. Inizio a scrivere, vedendo che anche lei sta scrivendo. Inizio a digitare che si, lei ricorda benissimo, ma che mi incuiosisce la sua richiesta, ma mi blocco alla ricezione di una foto. “Ah, quasi dimenticavo. Ieri sono rimasta nuda tutto il giorno, ma oggi ho indossato queste e ora che le ho tolte sono così. Riconosci qualcosa di tuo?”. Questo è il suo commento alla foto delle sue mutandine. Le tiene in mano. Sono zuppe di sperma. Il mio sperma. Sabato notte le sono venuto dentro altre volte dopo la prima. Per provocarla, le continuavo a dire che lei era mia e che la sua figa avrebbe avuto solo il mio sperma, quella notte. E lei si è eccitata ogni volta che gliel’ho detto, al punto da venire sentendomi schizzare dentro di lei.

“Che succede? Sei svenuto? Non ti piacciono le mie mutandine, forse?”, scrive Jay. Vuole provocare. Ancora! Sorrido. “No, sono vivo. Ciao Jay”, le scrivo. “Ah, bene, perchè avevo visto che scrivevi e poi ti sei interrotto”, risponde. Continua a provocare!!! “Mi sono interrotto perchè sapere che ti sei tenuta dentro di te qualcosa di mio tutto questo tempo mi eccita e mi fa venir voglia di scoparti ancora”, le scrivo. Lei mi invia una faccia smorfiosa. “É stato bello sentirti gocciolar fuori durante il giorno”, aggiunge. Inizio a segarmi. Cazzo, così non le resisto. Mi fa impazzire anche con le parole. “Jay…”, è il mio commento. “Si?”, chiede lei, facendo seguire una faccina angelica. Le scatto una foto. So di essere volgare e poco delicato, ma non resisto alle sue provocazioni. Le mando la foto: la mia mano che stringe il cazzo duro. “É così da quando ci siamo salutati e se provochi in questo modo non riesco a resistere”, le scrivo. Altra faccina angelica. “Comunque si, ricordi bene”, aggiungo, prima che possa continuare a provocare.

“E lavorerai fino a mercoledì?”, chiede. “Si”, è la mia risposta. “Ah, peccato”, mi scrive. Che cosa ha in mente? “Perchè?”, le chiedo. “Nulla, nulla. Era solo una mia fantasia”, scrive lei. “Allora voglio saperla”, le scrivo. “Ma tanto è irrealizzabile”, mi risponde. “Se si tratta di te, posso provare a fare tutto il possibile”, le dico. La sua risposta si fa attendere. La vedo scrivere, scrivere, scrivere. Non riesco a distogliere lo sguardo dallo schermo. Mi metto seduto sul letto. Riguardo la foto. Ha tenuto quelle mutandine zuppe addosso. Lo ha fatto di proposito. Quella provocazione è sicuramente programmata, pensata. Ed ecco il messaggio. Scorro di corsa per leggere. “Perchè se potessi restare un giorno senza andare a lavorare, vorrei passare una giornata intera con te”. Resto di stucco. Una giornata intera! Valuto la situazione. Da giovedì sarò in ferie. Avevo accettato la trasferta con questa clausola: cominciare le ferie subito dopo la trasferta. Prendo il portatile. Mi serve sapere se riesco a trovare voli di ritorno. Mercoledì devo lavorare. E se passassi giovedì con Jay e Ay, allora dovrei partire venerdì.

“Sei libera giovedì?”, le chiedo. “Speravo mi chiedessi di quel giorno. Si, sono libera”, mi scrive. “Perchè speravi proprio quel giorno?”, le chiedo, mentre inizio a cercare i voli per venerdì. “Poi ti spiego. Ma quindi riesci a restare?”, mi risponde. Due voli, uno la mattina e uno la sera. La mattina no. Se dovessi passare anche la notte con loro, perderei sicuramente l’aereo. La sera. Due soli posti disponibili. Cazzo. A quest’ora non posso chiamare la segretaria in ufficio per chiederle di spostare il mio volo. Pazienza. Tanto la riunione di allineamento col mio capo sarà telefonica. Compro il volo. Costa il triplo di quanto l’azienda aveva pagato il volo di mercoledì sera, ma Jay non ha prezzo! “Ok, giovedì sarò qui. Partirò venerdì sera”, le scrivo. Mi risponde con una faccina che fa gli occhi a cuoricino. Poi comincia a scrivere. Prendo fiato. Butto il telefono sul letto e bevo un bicchiere d’acqua. Non riesco a crederci. Pochi giorni fa non la conoscevo nemmeno, ora mi chiede un appuntamento per passare la giornata assieme. Il telefono suona. Lo prendo e leggo: “Ok, ma ci sono delle condizioni. Da questo momento sarò solo io a scriverti. Voglio che tu tenga a mente tutti i commenti a ciò che leggerai e voglio sentirli dal vivo giovedì. Ti aspetto sotto casa giovedì mattina, alle 10. E non puoi toccarti. Ti voglio carico. L’altra notte ti sei svuotato su di me e dentro di me, non vorrai mica restare a secco?!”. Cazzo. Questa donna sa come far impazzire un uomo. Dovrò resistere alla tentazione di segarmi. “Ok, resisterò“, le scrivo. “Ah! Niente risposte. Sh!”, mi scrive. Sorrido. Ok, Jay, starò al tuo gioco. Sono proprio curioso di scoprire cosa hai in mente.

Non ricevo altri messaggi per tutta la serata e la mattinata seguente. E proprio mentre penso che sarebbe stato difficile non segarsi se Jay si fosse messa a provocare, eccola di nuovo. Una foto. Lei, nuda. Si vede il suo ventre, le sue tette, tenute dal braccio, che copre i capezzoli, i capelli che le cadono sulle spalle e le sue labbra. Quanto vorrei sentirmele addosso ora, quelle labbra. Subito dopo mi scrive: “Entro in doccia, mi vieni a lavare la schiena?”. Cazzo! Così non vale. Non posso risponderle. Non posso scriverle che più che lavargliela, la schiena, gliela schizzerei dopo essermela sbattuta sotto la doccia, scopandola con forza contro il muro. E non posso toccarmi! Men che meno ora, che sono dal cliente! Cerco di concentrarmi sul lavoro, ma passano pochi minuti e Jay mi scrive ancora. “Che sbadata, ti ho chiesto aiuto per la schiena senza fartela vedere”. Segue un’altra foto. Non so come ci sia riuscita, ma Jay ha fotografato allo specchio la sua schiena, i capelli bagnati che la coprono per metà, la sua pelle ancora bagnata dopo la doccia, il suo culo meraviglioso. Mi sta facendo impazzire. Torno a concentrarmi sul lavoro. É l’unico modo per riuscire a resistere. Poi di nuovo silenzio. Jay non si fa sentire per tutto il resto della giornata, fino a tarda sera, quando il telefono suona di nuovo. Questa volta le tette di Jay non sono coperte. É stesa sul letto, piena di sperma. “Vorrei tanto fosse il tuo”, è il suo commento. E io vorrei segarmi, almeno. O correre da lei a fotterla! Mi sta facendo impazzire, e lo sa, e ci si diverte! Chissà Ay quanto si starà divertendo! Butto il telefono sul comodino e cerco di dormire. Meglio dormire che restare a guardare le foto con la voglia di sborrare. Mi sveglio la mattina dopo e trovo un altro messaggio. Inviato alle 4 di notte. Jay con un babydoll nero addosso, totalmente trasparente. Ha in mano una bottiglia d’acqua, si vede lo sportello del frigo aperto, la luce che illumina Jay deve essere sicuramente quella del frigo. Si intravedono i capezzoli e la figa. Il suo commento è ancora più provocante. “Se ci fossi tu qui, mi disseterei dalla tua bocca”. Vuole farmi impazzire. Mi vesto. Vado a lavorare. Per fortuna manca poco. Domani la vedrò! E già mi pregusto il momento in cui la sbatterò per terra e la scoperò senza tregua. Durante pausa pranzo ricevo l’ennesima foto. Le dita di Jay. Sono bagnate, appiccicose. Capisco di cosa si tratta dal commento di Jay: “Ti vorrei far assaggiare quanto sono dolce tra le gambe in questo momento. Sono appena venuta pensandoti”. Credo che nessuna donna sia riuscita mai ad eccitarmi come ci sta riuscendo lei. Non ce la faccio più. Spero che arrivi presto domani.

E per fortuna, Jay mi da un po’ di tregua. La sera ricevo un solo messaggio. Niente foto, solo “Tra poche ore sarai MIO”. Quel MIO mi eccita un sacco, ma mi metto subito a dormire. Sono in ferie! E domani alle 10 devo stare a casa di Jay e Ay.

Non sono mai stato così contento di sentire la sveglia. Mi alzo, mi faccio una doccia, mi vesto. Finalmente posso stare comodo. Scendo giù in reception. Ne approfitto per regolare il conto anche con l’hotel, visto che farò due pernottamenti in più. Esco e mi dirigo di buon passo a casa dei miei nuovi amici. Jay non mi ha scritto nulla, e io ho rispettato ogni sua richiesta. In pochi minuti sono a destinazione. Suono il citofono e il portoncino mi viene aperto immediatamente. Salgo. Trovo la porta di casa aperta. Entro, senza bussare, richiudo la porta dietro di me. Silenzio. La tapparella della sala è quasi tutta abbassata. Nella stanza c’è una luce soffusa che crea un’atmosfera rilassata e piacevole. Faccio due passi in avanti, guardo in corridoio, ma non vedo nessuno. “Ay? Jay?”, chiamo. “Sono qui”, risponde Jay. La vedo sbucare dalla stanza da letto. E il cazzo sussulta già. Se non fosse per un perizoma rosa, sarebbe totalmente nuda. La fisso negli occhi. Sono infuocati. Mi viene incontro. Mi mette le mani al collo, si mette in punta di piedi e mi bacia, con passione. Mi sciolgo tra le sue braccia. Le metto le mani sui fianchi, la sollevo leggermente. Ricambio il bacio, poi lei si stacca da me e mi fissa sorridendo. “Buongiorno”, mi dice, con una voce calda e sensuale. “Che bella accoglienza”, le rispondo. “In quale altro modo potrei accogliere il mio uomo?”, mi dice. E io mi sciolgo di nuovo. “Il tuo uomo?”, chiedo. “Si. Oggi sei mio. E io sarò tua più tardi. Tua in ogni senso. Per ora, abbiamo già dei programmi, tu ed io”, mi dice. “Tu ed io? E Ay?”, le chiedo, incuriosito dalla sua espressione. Jay sorride. “Non sa nulla…”. Rimango basito. Senza parole. Jay batte le mani, in punta di piedi. Dondola i fianchi mentre mi si appiccica addosso e mi abbraccia di nuovo. “Sorpresa riuscita… Almeno la prima parte”, continua a dirmi. “Non capisco, Jay…”, sono le uniche parole che mi escono di bocca. “Non c’è nulla da capire. Volevo passare la giornata con te. É stato un puro caso, incontrarti, ma anche una gran fortuna. Sia io che Ay siamo molto contenti e ci siamo trovati benissimo con te. Con Ay abbiamo fatto l’amore ogni ora del giorno, da domenica. Lui continua a pensare a quando ti ho detto che ero tua. Averti incontrato ci ha fatto vivere alcuni dei momenti più eccitanti e belli mai vissuti. E visto che con te mi trovo benissimo, volevo approfondire questa conoscenza, questo rapporto.”, inizia a spiegarmi. “E quindi? Continuo a non capire, Jay”, le dico. Lei mi bacia. “Sh, tranquillo, Ay sarà contentissimo di vederci assieme stasera. Ti spiego. Noi siamo in ferie da lunedì, e Ay aveva programmato una giornata con amici per oggi. Quando l’ho saputo ho pensato subito che io, invece, potevo starmene con te. Passare una giornata con te, insieme, come se fossimo amanti, come se stessimo insieme.”, mi dice. Sto impazzendo. Voglio già sbattermela. Voglio scoparla senza ritegno. Le sue parole mi stanno eccitando sempre di più. “E Ay?”, le chiedo. “A lui ho detto che sarei stata con la mia migliore amica. Tornerà stasera, ma per allora spero che tu mi stia già scopando. Non immagini che voglia che ho, sono fradicia da ieri sera al solo pensiero”, mi sussurra in un orecchio. La prendo in braccio e la poggio sul bordo del tavolo. Lei si fa scappare un gridolino si sorpresa, poi scoppia a ridere e mi mette una mano sul petto. “No, no, aspetta. Alex, non possiamo fare tardi! Abbiamo degli orari. E poi… voglio che tu mi desideri talmente tanto che quando mi farai tua non riuscirai più a fermarti”, mi dice. Le mie mani, nel frattempo, viaggiano sul suo corpo. Le palpo il seno, le strizzo un capezzolo. “É difficile resisterti”, dico con un filo di voce. “Lo so. E mi piace avvertire la tua difficoltà. É difficile anche per me”, risponde lei, scendendo dal tavolo. Mi da un morso sul collo. Poi si toglie il perizoma. Lo butta sul tavolo e mi guarda. “Quello non serve, tanto la prima tappa è un negozio di intimo. Ho già visto un completino che mi piace ma lo prenderò solo se piacerà anche a te. E poi a te serve un costume da bagno!”, mi dice. “Costume da bagno?”, chiedo, sempre più nel pallone, sempre più inebriato dalla sensualità e dall’imprevedibilità di Jay. Lei va verso la camera da letto, sculettando. I miei occhi sono piantati sul suo culo. La seguo. “Si. A mezzogiorno abbiamo una prenotazione ad una spa. Lo so che in estate non è il massimo, ma un’ora e mezza di percorso benessere e mezz’ora di massaggio di coppia mi sembrava romantico ed eccitante. Una cosa che farebbe una coppia. E vorrei che per oggi fossimo una coppia”, mi dice. Più ripete quelle parole, e più mi mette addosso voglia di lei. Faccio ricorso a tutto il mio self control per non spingerla sul letto e farla mia, mentre lei si mette un vestito con manica corta, rosso, con la gonna abbastanza larga. Indossa dei sandaletti stringati con un po’ di tacco e poi si gira verso di me. Mi guarda, fa una piroetta. “Come sto?”, mi chiede. “Un incanto, Jay. Sei splendida.”, le rispondo. Lei mi da un bacio sulla guancia, prende la sua borsetta, mi prende per mano e usciamo di casa. É radiosa.

Prendiamo la metro e lei si comporta veramente come se fossimo una coppia. Mi tiene per mano, cammina molto vicino a me, mi bacia di tanto in tanto. Mi chiede di me, vuole conoscermi più approfonditamente, e mi parla di lei. E ritrovarsi a parlare di noi, sapendo che lei è totalmente nuda sotto il vestito, mi fa impazzire. Le sue tette sono ben strette dal vestito, che è aderente sul torace e sul seno. I capezzoli sono duri e si fanno notare benissimo. Noto più di qualche sguardo posarsi su di lei. E non posso biasimare nessuno. É una donna meravigliosa. Finalmente scendiamo dalla metro e in men che non si dica ci ritroviamo in un negozio Yamamay. Jay tira dritta verso un completino di un colore che fatico a decifrare. Di base sembra un rosa molto acceso, gli inserti in pizzo sono di un violetto, quasi color melanzana. Prende una brasiliana e un reggiseno, con le bretelle in pizzo che partono dalle coppe del reggiseno, e chiede alla commessa di poter provare il tutto. La commessa la invita a provare tutto quello che desidera e Jay si fionda nel camerino. “Lo provo e tu mi dici se ti piace, ok?”, mi dice. Faccio di si con la testa e lei chiude la tendina del camerino, facendo attenzione a lasciarla aperta il tanto che basta per potermi guardare dritto negli occhi dallo specchio. La vedo spogliarsi. Vedo il suo seno nudo, stupendo. Lei continua a fissarmi mentre indossa il reggiseno. Poi è il turno della brasiliana. Si gira. Apre la tendina, totalmente, ed esce dal camerino. Mi giro verso il resto del negozio. Un’altra coppia sta guardando dei completini. Guardo di scatto Jay. “Ti vedono”, le dico a bassa voce. Lei alza le spalle. “Tanto sto col mio uomo”, risponde. “Ti piace?”, mi chiede. Fa una piroetta, mi torna a fissare negli occhi. “Sei uno schianto”, le dico. Poi si avvicina al mio orecchio. “Mi farei scopare volentieri nel camerino, ora, se si potesse”, mi sussurra, e rientra nel camerino, ridacchiando. La vedo sfilarsi il completino e mi viene un’idea. Corro a prendere una sottoveste rossa, di raso, con inserti in pizzo. Torno da Jay e gliela porgo. “Provala. Servirà per stanotte”, le dico. Lei la indossa. Le sta alla perfezione. “Mi piace molto, Alex. Hai buon gusto. A te piace?”, fa lei. Le sorrido. Lei capisce la mia risposta, torna in camerino e si riveste. Appena esce, agguanto il completino e la sottoveste e vado in cassa. Jay mi raggiunge, senza obiettare. La commessa chiede se le misure andassero bene e io le rispondo di si. Prendo un costume blu, della mia taglia, lo faccio aggiungere al conto e pago. Usciamo dal negozio. Jay mi prende per mano. Mi da un bacio. “Non volevo spendessi soldi, però. Era una mia idea…”, mi dice. “Sono il tuo uomo, no? Mi piace comprare l’intimo alla mia donna”, le dico. Lei si morde il labbro. “A proposito. Sei ancora senza nulla sotto”, le ricordo. Lei sorride, si guarda attorno. C’è troppa gente. Alza le spalle. “Pazienza, metterò il tuo regalo quando avremo finito alla spa”, mi dice. E iniziamo a dirigerci proprio verso il centro benessere che ha scelto lei.

Una volta lì, scopro che ha prenotato a mio nome. Inizio a farmi idea di quanto Jay sia stata in grado di organizzare la giornata nei minimi dettagli. Mi vado a cambiare, indossando il costume comprato poco fa, ed entro nella zona relax. Mi ritrovo di fronte ad una grande piscina. Una signorina in camice bianco mi raggiunge e mi saluta, iniziando a spiegarmi il funzionamento della zona relax. “La piscina grande è a 26 gradi. Come vede, ci sono due punti in cui è possibile azionare l’idromassaggio. Lì per la zona cervicale. Da quella parte il getto è dal fondo della piscina. Nella piscina piccola, invece, l’acqua è a 34 gradi e le zone di idromassaggio sono ben 6. Vi potrete mettere seduti comodamente, c’è una sorta di panchina all’interno. Da questa parte troverete il bagno turco. Verrà un mio collega a chiamarvi tra circa un’ora e mezza per il massaggio di coppia. Da quest’altra parte, si entra nella zona del frigidarium. Per qualsiasi cosa, chiamatemi pure, tanto la reception è qui di fianco all’ingresso.”. La tizia è preparatissima. Temo che alla minima domanda, mi terrebbe qui a parlare per altri 10 minuti. Annuisco ad ogni sua parola. La ringrazio e lei esce dall’area relax. Oh, finalmente!

Butto l’accappatoio che mi hanno dato in dotazione su una delle sdraio e mi calo nella piscina grande. Iniziamo a rilassarci un po’, prima che arrivi Jay. Perchè poi, a quel punto, sarà impossibile rilassarsi. La temperatura dell’acqua è piacevolissima, pur essendo calda e pur essendo in estate. Faccio due bracciate verso la zona del getto cervicale. Aziono l’idromassaggio e mi godo il momento. Adoro questa sensazione che ti dona il getto d’acqua calda sulla nuca e sulle spalle. Ti aiuta a scrollarti di dosso ogni cosa. Finito il getto, faccio due bracciate, fino in fondo alla piscina. Mi giro a guardare l’orologio. Ma quanto ci mette Jay a prepararsi? Inizio a fare nuovamente l’intera piscina, quando sento la porta scorrevole aprirsi. Sarà sicuramente lei. Nuoto fino all’altro lato della vasca e mi fermo. Mi giro. Jay è in piedi di fianco alla piscina. Mi guarda divertita. Si toglie l’accappatoio, in silenzio, lentamente. Ha i capelli raccolti a coda, in alto. É bellissima coi capelli raccolti così. Indossa un costume nero, che sui fianchi è davvero molto sottile e il reggiseno la fascia in maniera tale da mettere bene in evidenza il suo fantastico seno. Non proferisco parola. Nuoto sul dorso, tornando in fondo alla vasca. Lei continua a guardarmi, mentre cammina verso la scaletta per entrare in piscina, che è dal lato opporto a quello dove sono diretto io. La vedo entrare in acqua, lentamente. Quando l’acqua le arriva a metà coscia, Jay sfiora l’acqua con le dita. É di una sensualità estrema. Si cala in acqua ed inizia a nuotare. Nuota lentamente verso di me, lasciando solo la testa fuori dall’acqua. Io sono poggiato coi gomiti sul bordo della piscina. Quando mi raggiunge, mi rimprovera: “L’acqua è calda per farti stare immerso, non per metterti in quel modo”. Rido. “É estate, fa caldo! E comunque, ci hai messo tanto a prepararti, eh?!”, le dico. “Vero. Ero al telefono con Ay. Gli ho detto che ho preso il completino e la vestaglia. Gli ho anche inviato una foto del completino, ha detto che non vede l’ora di strapparmelo di dosso. Ah, e gli ho detto che la mia amica ha commentato dicendo che sono uno schianto, con quello addosso. Lui si è messo a ridere. Chissà cosa penserà quando scoprirà la sorpresa. Allora, ti piacciono i trattamenti che ho scelto?”, mi chiede. “Molto. Anche se non so ancora che tipo di massaggio faremo”, le dico. “Oh, lo scoprirai”, risponde lei, facendomi l’occhiolino. Poi si gira e si rimette a notare. É a quel punto che noto che il pezzo inferiore del costume è in realtà un perizoma. Cazzo, Jay! Così mi farai morire! Vedo quel suo bel culo nuotarmi davanti. E ancora una volta devo controllarmi per resistere alla tentazione di raggiungerla e scoparla.

Jay va dritta verso il getto d’acqua cervicale. Lo aziona. Ne approfitto per dirigermi verso di lei. Ora tocca a me fare la sfilata. Esco dalla piscina. So che sarebbe stato più furbo far uscire prima lei, ma ho intenzione di gustarmi il suo culo con calma ed ho tutta la giornata per farlo. Cammino lentamente verso la piscina piccola. Mi rendo conto di quanto la mia erezione sia visibile. Ho il cazzo sfrontatamente duro. Non faccio nulla per coprirmi. Entro nella piscina piccola ed aziono l’idromassaggio. Mi metto seduto e mi godo la situazione, girandomi a guardare Jay. Lei attende la fine del massaggio cervicale per uscire dalla piscina grande e raggiungermi in quella piccola. Si mette seduta di fronte a me. Questo costume che ha addosso è fantastico, mette in risalto ogni sua curva. “Sarai felice che la spa sia deserta, visto l’effetto che ti fa nel costume”, mi stuzzica lei. “A dire il vero, sei tu a farmi quell’effetto”, le dico, cercando di restare serio. “Oh? Sono lusingata”, risponde lei, con aria di sfida, ma con una espressione molto compiaciuta. “Tu, piuttosto. Sarai contenta di non avere nessun vecchietto a fissarti quel bel fondoschiena, visto il costume che indossi”, le dico. Lei sorride. “Non fa differenza. Lo sguardo che mi interessa sentirmi addosso è quello del mio uomo”, mi risponde, fissandomi dritto negli occhi.

“Cos’altro hai programmato, per oggi?”, le chiedo. “Curiosone. E se te lo dicessi, che sorprese sarebbero?”, mi risponde. “Puoi sempre evitare di darmi dettagli”, le dico, sempre più curioso. “Beh, intanto da qui usciremo almeno per le 2, quindi andremo a mangiare. Ho già fame.”, mi dice. “Anche io. Di te”, ribatto io. Lei ridacchia, con una espressione sensuale e maliziosa. Si abbassa leggermente col bacino e allunga una gamba verso di me. Vedo il suo piede raggiungere le mie ginocchia. Posa la pianta del piede su di me e la usa per spostare una mia gamba. Mi ritrovo con le gambe divaricate, di fronte a lei, e col suo piede sulla mia coscia, che risale lentamente. Mi abbasso anche io, per favorire la situazione, avvicinando il mio bacino al suo piede. Lei mantiene la sua espressione eccitata e sensuale. Mi fissa. E lentamente, arriva a posare il piede sulla mia erezione. Immediatamente, si morde il labbro. Resto fermo, impassibile. Il suo piede inizia a massaggiarmi il cazzo. É incredibilmente eccitante, e l’idromassaggio rende tutto fenomenale. Lei chiude gli occhi e butta lentamente la testa all’indietro, come se volesse immaginare di andare oltre, di star seduta sul mio cazzo. Sospira. Poi solleva il piede dalla mia erezione, si rimette seduta. Si alza lentamente e si avvicina a me, posando le mani sul bordo della piscina e piegandosi verso di me. Mi ritrovo faccia a faccia con lei, con le sue tette a pochi centimetri dal mio corpo. “Forse è meglio spostarsi nel bagno turco”, mi dice. Poi abbassa il viso sul mio, avvicina le labbra alle mie e le sfiora. Sento il suo respiro su di me. Non mi bacia, nè mi morde. Ma mi stuzzica. E lo fa divinamente. Esce dalla piscina. Sento i suoi passi dirigersi verso la sdraio dove aveva lasciato l’accappatoio. Cazzo, potrei rischiare l’infarto, con questa donna!

Mi alzo anche io. Mi giro e vedo Jay dirigersi verso il bagno turco. Esco dalla piscina e prendo anche io l’accappatoio. Raggiungo Jay, che è già nella stanza. Lascio l’accappatoio all’entrata e valico la soglia. Un intenso profumo di menta ed eucalipto invade le mie vie respiratorie. L’aria satura di umidità crea una nebbia per tutta la stanza. Riesco appena a vedere i piedi di Jay, in fondo alla stanza. Si sarà messa seduta lì. Mi avvicino lentamente, ed inizio a vederla nella fitta nebbia. Lei ha ancora quella espressione sensuale di prima. Si morde il labbro e gioca con un dito nei capelli. Mi metto seduto di fianco a lei. Ogni movimento è lento e ben ponderato. L’estrema umidità della stanza rende pesante e difficile ogni cosa.

“Sai una cosa? In questi giorni in cui non ho potuto toccarmi ho pensato spesso a cosa mi attraesse di più di te”, le dico. “Ho capito che non sei solo bella. Sei intelligente, sei provocante. Intrigante. Ma forse la parola che più ti descrive è proprio conturbante. Riesci a farmi crescere il desiderio anche solo con uno sguardo. Forse anche più che concedendomi di vedere il tuo corpo.”, le dico. “Oh? I miei sguardi ti eccitano più del mio corpo? Il mio corpo potrebbe offendersi”, mi risponde. Le metto una mano sulla gamba. “Hai delle gambe bellissime. Una pelle che vorrei toccare, baciare, accarezzare ogni notte”.

Risalgo con la mano verso il fianco. “Amo i tuoi fianchi. Mi fanno impazzire. Hai un fondoschiena da urlo.”, le dico. Lei sorride, dondolando, per quel che po’, i fianchi. “Ecco. Amo quando dondoli i fianchi. Ma al tempo stesso odio quando lo fai. Lo amo perchè lo trovo un gesto sensualissimo. Lo odio, perchè ogni volta che lo fai mi fai venir voglia di metterti a 90 e prenderti da dietro. E sculacciarti”, le dico, senza pudore. Mi giro a guardarla. Ha gli occhi chiusi, la testa poggiata al muro. Si morde il labbro inferiore. “Odio quando ti mordi le labbra.”. Lei sorride, e continua a mordere il labbro. “E amo quando lo fai. Lo amo perchè quando lo fai hai un’aria maliziosa e ingenua allo stesso tempo. É un mix micidiale. Lo odio perchè vorrei essere io a morderti le labbra.”, le dico. Un sussulto, un leggero tremolio le attraversa il corpo. La sento trattenere il respiro per qualche istante. Porto la mia mano sempre più su, arrivando sul suo ventre e continuando, fino al seno. Le palpo le tette. Sono meravigliose. “Amo il tuo seno. Hai delle tette meravigliose. Perfette. Ogni volta che te le ho succhiate è stato difficilissimo fermarmi. I tuoi capezzoli sono così invitanti”, le confesso. Un altro sussulto. Jay stringe le gambe. Poi spalanca gli occhi. Si gira verso di me. Sorride. “Wow. Non avevo mai ricevuto una dichiarazione del genere”, mi dice. Ricambio il sorriso. Lei si alza. “Usciamo?”, mi chiede. La seguo.

Usciamo dal bagno turco e ci dirigiamo verso il frigidarium. Dò uno sguardo all’orologio. É già passata un’ora. Jay entra in acqua. Io la seguo a ruota. L’acqua è ben più fredda rispetto a quella delle prime due piscine, e il contrasto con la temperatura e l’umidità del bagno turco la rendono ancora più fredda alla nostra percezione. Rabbrividisco. “Shhh, fai trattenere il calore al corpo”, mi dice Jay, vedendo la mia difficoltà. Lei si è immersa. Faccio come lei, pur incontrando notevole difficoltà. La guardo. É veramente bella, coi capelli raccolti così. Mi avvicino a lei. Con un dito le sfioro il costume all’altezza del capezzolo destro. “E questo? L’acqua fredda o altro?”, le chiedo. “Le tue parole”, mi risponde lei. “Chiudi gli occhi”, aggiunge. Obbedisco. Chiudo gli occhi, e lei mi mette una mano sulla nuca. Poi sento il suo corpo avvicinarsi al mio, la sua pelle posarsi sulle mie labbra. Avverto il suo capezzolo duro sfiorare le labbra, cercando un mio bacio. Prendo il capezzolo, lo succhio, lo bacio, lentamente. Poi lei si allontana. “Puoi riaprire gli occhi”, mi dice. Li riapro. Si è nuovamente coperta. Mi sorride, mentre si accarezza il seno che ho appena baciato. Sono eccitato al massimo.

Sentiamo i passi di qualcuno. Usciamo dall’acqua e vediamo due signore attempate che entrano nella piscina grande. Ci mettiamo sulle sdraio a rilassarci un po’ e dopo qualche minuto ci si para di fronte un ragazzo. “I signori hanno una prenotazione per il massaggio di coppia?”, ci chiede. Gli diciamo di si, e il tipo ci fa strada. Entriamo nell’area privata dopo aver recuperato gli accappatoi. Il ragazzo ci accompagna in una stanza nell’area riservata ai massaggi. Entriamo e troviamo le sue colleghe ad attenderci. Ci salutano, si presentano e ci invitano a spogliarci, indossare il perizoma monouso e a metterci sui lettini. Escono dalla stanza.

Mi guardo attorno. La stanza è illuminata solo da candele. L’atmosfera è fantastica. La luce soffusa è romantica e stimolante. Poi guardo Jay. “Massaggio con la cera delle candele. Spero ti piaccia”, mi dice. “Wow. Bello! Molto interessante, magari te lo ripropongo stasera”, le dico. Sorride. “Potrebbe essere una situazione interessante”, mi dice. Mi tolgo il costume e metto il perizoma monouso. Spero non si rompa, visto che il mio cazzo è ancora duro. Guardo Jay. Lei, invece, non ha problemi col perizoma. Mi soffermo sul suo seno perfetto. Quanto vorrei andare lì e succhiare quelle tette. Si sdraia pancia in giù, mette l’asciugamani sul culo. Mi stendo anche io, coprendomi come ha fatto lei. Mi giro per guardarla. Mi sorride. E le tizie di prima rientrano. Senza proferire parola iniziano il massaggio. La ragazza che mi massaggia mi invita con un gesto a mettere la testa nell’apposito spazio. Eseguo. Vedo solo i piedi della ragazza, ora. Passano pochissimi istanti, ed avverto una sensazione di calore sulla nuca. Stupendo. La cera della candela è calda e molto viscosa. Il massaggio è molto rilassante, lento, profumato. Dovrò ringraziare a lungo Jay. Mi rilasso per qualche minuto. Provo ad immaginare cosa stia pensando Jay. Vorrei essere io a massaggiarla. Vorrei essere io a toccare la sua pelle. A farle cadere la cera addosso. A farla rilassare prima, ed eccitare fino all’orgasmo poi.

Sento che la ragazza che massaggia Jay invita lei a girarsi, ed opo pochi istanti anche a me viene detto di girarmi. E qui iniziano i problemi. Ho ancora una erezione notevole. Mi giro. Non so che fare. Resto in silenzio. Dò uno sguardo a Jay. É sdraiata supina, l’asciugamani la copre dal seno fino a poco sotto i fianchi. Mi sdraio anche io. Sento Jay scoppiare a ridere. “Mi scusi”, dice alla ragazza che la massaggia. E cerca di trattenere le risate. So che sta ridendo per me. Divento rossissimo. La tipa che mi massaggia non fa una piega. Continua col suo lavoro. Anche io sono coperto con l’asciugamani. Ma non riesco più a rilassarmi. La situazione è imbarazzante e, al tempo stesso, eccitante.

Il massaggio termina dopo qualche minuto. Le ragazze ci spiegano che la cera sarà appiccicosa, ma ci consigliano di tenerla addosso ancora qualche minuto e di fare una doccia solo dopo essere tornati in camera. Poi escono dalla stanza per permetterci di rivestirci. “Per quella risata meriti di essere sculacciata, Jay”, le dico. Lei ride. “Dai, era troppo comica come situazione. Quella si è vista il tuo coso in faccia. Avresti dovuto vedere la sua espressione”, mi dice lei. “Saranno abituate”, le dico. “Chissà. Io in ogni caso non sarei riuscita a mantenere la loro calma. E comunque, sulla sculacciata ci conto, ma non come la volta scorsa.”, dice lei. “Ah no?”, le chiedo. Cazzo, quanto sa provocare. “No. Quelle erano carezze.”, mi risponde. Mi avvicino, mentre lei allaccia il reggiseno del costume. Le do una pacca sul culo, forte. Lei trattiene il respiro, si morde il labbro. “Non ancora, Alex. Però così dovremmo esserci”, mi dice. Ci finiamo di rivestire. Usciamo dalla stanza e ci dirigiamo negli spogliatoi con gli accappatoi addosso. La saluto dandole appuntamento alla reception tra qualche minuto e corro a farmi una doccia. Ghiacciata. Ho così tanta voglia di lei che potrei venire anche solo se lei mi sfiorasse.

Esco dallo spogliatorio e trovo Jay già alla reception. Mi accoglie con un sorriso dolcissimo, mi prende per mano. Salutiamo le tizie del centro benessere ed usciamo. “Ecco, ora sei stata tu a pagare”, le dico. “Ma questa era preventivata. Non farti tanti pensieri, Alex. Goditi questa giornata insieme a me”, mi risponde lei. “Non vedo l’ora di godermi il tuo corpo, piuttosto! Comunque, dicevi sulla fame?”. Lei mi guarda. Maliziosamente. “Vuoi già tornare a casa?”, mi chiede. “Ah, ora sei tu ad avere fame di me?”, faccio io, stuzzicandola. “Non mi è mai passata” è la sua risposta. “Comunque intendevo dire che è venuta fame anche a me. Andiamo a mangiare qualcosa?”, le dico. Lei mi sorride. Poi torna il sorriso malizioso. Si guarda attorno. Siamo ancora nel cortile del centro benessere. Si solleva il vestito, facendomi vedere la brasiliana che le ho comprato. Sgrano gli occhi, ma lei riprende a camminare prima che io possa avvicinarmi. “Non si tocca. Non ancora. Anzi, non puoi toccare fino a quando non ti darò il permesso”, mi dice. “Comunque sono già bagnate…”, aggiunge. E non si ferma, continua a parlare. “Ah, e non è tutto. Questo è un mio regalo. Vediamo cosa sai fare”, mi dice, con aria di sfida, porgendomi un telecomando. Lo prendo, e capisco immediatamente di cosa si tratta. É il telecomando di uno di quegli ovetti vibranti comandati a distanza. Sorrido. Lo aziono immediatamente e Jay sembra avere una scossa, prima di iniziare a camminare sculettando molto più vistosamente del solito. Poi fermo la vibrazione. Controllo il telecomando, per scoprire tutte le sue funzionalità, mentre lei mi cammina davanti, senza fermarsi. É consapevole del mio sguardo. É consapevole di far aumentare il mio desiderio. Aziono di nuovo il telecomando, mettendo la vibrazione molto bassa, poi lentamente la accelero, e vedo Jay fermarsi, appoggiarsi al muro e stringere le gambe. Mi avvicino. La prendo per mano. “Tutto ok?”, le chiedo. Lei mi guarda, trattenendo il respiro. Sembra in difficoltà. Fermo la vibrazione e lei prende fiato. “Wow… É la prima volta che lo provo e non so quanto riuscirò a resistere. Sarei già potuta venire”, confessa. Decido di stuzzicarla e continuo ad azionare la vibrazione in continuazione, ma tenendola bassa, per non farla venire.

Decidiamo di fermarci a prendere un aperitivo in centro. Ci accomodiamo ad un tavolino e chiedo a Jay di occuparsi della prenotazione. Quando il cameriere ci raggiunge e chiede cosa può portarci, la vibrazione dell’ovetto è accesa e ne aumento la velocità. La voce di Jay, già sensuale di suo, diventa di colpo suadente, eccitante, lasciva. Jay mi lancia un’occhiataccia, ma capisco dalla posizione del suo corpo che sta provando piacere. Quando il cameriere si allontana, Jay mi rimprovera: “Così non vale!”, mi dice. Spengo la vibrazione e lei si lamenta: “Ora che posso godermi il momento, spegni?”. Sorrido. “Non mi pare ci fossero limiti sull’utilizzo, o sbaglio?”, le dico. Lei mi fissa. Uno sguardo profondo. Si morde il labbro. Ora sa che effetto mi fa. Dondola i fianchi, e capisco che lo sta facendo di proposito. “Ho voglia di fare l’amore con te”, mi dice. Sprofondo. No, così non posso resisterle. Per fortuna il cameriere è di ritorno, e ci porta da mangiare. Jay si mette a fotografare le portate, inviando tutte le foto ad Ay, scrivendogli che sta prendendo un aperitivo senza dirgli nulla altro. Lui crede che Jay sia in compagnia della sua amica. Nel frattempo io mi diverto col telecomando, e Jay sembra sempre più in preda al piacere. Le guance sono arrossate, gli occhi sempre più socchiusi. Consumiamo in fretta il nostro aperitivo e vado a pagare il conto. Non voglio farla ancora arrivare. Spengo la vibrazione e ci dirigiamo verso la metro. “Ay non tarderà a tornare, quindi meglio iniziare a tornare a casa, così da avere un po’ di tempo per noi, da soli”, mi dice lei. “Meglio, Jay. Non ti resisto più“, le dico. “Ricorda che non hai ancora il permesso, però. Voglio che tu mi desideri fino a farti impazzire”, mi risponde. “Sto già impazzendo dalla voglia!”, ribatto io, accendendo la vibrazione dell’ovetto. Lei stringe le gambe. Per sua fortuna, siamo già sulla piattaforma, in attesa della metro. La vedo respirare lentamente, la sento gemere. Mi prende per mano, la stringe forte. Poi arriva il treno, e spengo la vibrazione per permetterle di camminare. Jay mi afferra per un braccio e mi porta verso l’ultima carrozza. Saliamo. Vuota. Sarà per l’orario, o forse per il periodo di ferie, ma siamo strafortunati. Ci mettiamo seduti e Jay non attende nemmeno che il treno sia fuori dalla stazione: mi mette le mani sui pantaloni, li apre, mi tira fuori il cazzo, duro come il marmo. Inizia a succhiarmelo. Accendo la vibrazione e la porto al massimo. Sento la bocca di Jay serrarsi sul mio cazzo, succhiare più forte. E sento il suo respiro farsi affannoso. Gode. La bocca si stringe attorno al mio cazzo, lei geme, quasi urla. Poi si ferma, si solleva e mi guarda, continuando a segarmi con la mano. Mi da un bacio. Io spengo la vibrazione, mentre lei inizia a mettere il mio cazzo nei pantaloni. “Mi lasci così?”, le chiedo. “Già. Non è ancora il momento”, mi dice. No, cazzo. Non può farmi questo! Se mi lascia così, dopo durerò il tempo di entrarle dentro! Ma lei non mi permette di protestare. Continua a baciarmi, senza fermarsi, fino alla nostra fermata. Ci alziamo, usciamo dalla metro, sorridenti. Questa donna mi sta conquistando.

Corriamo verso casa. La voglio. Oh, se la voglio. Entriamo in ascensore e lei mi si butta al collo. Mi bacia, mi tocca il petto, il cazzo. Io le metto le mani sui fianchi ma lei mi blocca. “No, non ancora”, mi dice. E sia, Jay, starò anche a questo gioco, ma poi ne pagherai le conseguenze! Entriamo in casa e lei mi porta al divano. Mi fa mettere seduto dopo avermi spogliato. Poi si mette di fronte a me e si spoglia, lentamente. Solleva il vestito, lo sfila da sopra, lasciando le tette libere. Sono stupende. Perfette. Si avvicina. Mette l’indice sull’elastico della brasiliana e mi chiede di baciarla in quel punto. Eseguo. Poi sposta l’indice più in basso, come se volesse farmi arrivare sul suo clitoride con i baci. Dopo il terzo bacio, si allontana. Si sfila la brasiliana, restando con addosso i soli sandali. É irresistibile. Si avvicina di nuovo. Passa un dito tra le labbra della figa e lo porta alle mie labbra. Mi fa assaporare i suoi umori. “Cosa significa per te fare l’amore, Alex?”, mi chiede. Che? Dovrei concentrarmi in questo momento? Sono spiazzato. “Rispondimi. Per favore”, aggiunge lei. “É difficile rispondere ad una domanda del genere, soprattutto se fatta in questo momento. Però…penso che sia la complicità. Dar sfogo ai propri desideri sessuali, alle proprie voglie, ma farlo con le persone che sono oggetto di quel desiderio, e farlo in totale complicità, accettando ogni desiderio dell’altro.”, le dico. Lei chiude gli occhi. Sospira. Riapre gli occhi e mi salta addosso, spingendo il mio torace contro la spalliera del divano. Si dirige il mio cazzo tra le gambe e si penetra. É fradicia. Così bagnata che il mio cazzo le entra tutto dentro con poca difficoltà. Jay geme. Mi bacia. Mi mette le braccia attorno al collo e mi sorride. “Allora facciamo l’amore, Alex”, mi dice. “Voglio realizzare i tuoi desideri. E voglio che tu realizzi i miei”, aggiunge. “Jay così non ti resisto nemmeno due secondi”, la avviso. Lei prende le sue tette nelle mani, me le porge. “Succhia”, mi dice. “Jay, ti prego, non ti resisto”, continuo io. Mi mette una mano sulla testa e la tira verso di se. “Voglio sentire la tua bocca su di me”, mi dice. Mi attacco al suo capezzolo. Glielo succhio. Geme. Geme e inizia a muovere il bacino lentamente, sinuosamente. Sento la sua figa calda, accogliente, che tiene tutto il mio cazzo piantato dentro. Le mani di Jay accarezzano la mia testa. Le metto le mani sui fianchi. Le stringo, per farle capire che sono al limite, ma Jay spinge giù col bacino, accogliendomi ancora più a fondo. E vengo. Esplodo, riversandole nella figa tre giorni di astinenza. Sento la mia sborra inondare la cappella, addirittura colare giù, uscire fuori dalla fira di Jay. E Jay geme di piacere. “Uhm, Alex, si, sento i tuoi schizzi, così, bravo, fammi sentire come mi riempi”, continua a ripetermi. Poi mi accascio su di lei, contento, ma sfinito. Lei mi accarezza la testa, con il mio cazzo ancora dentro. “Non vorrai fermarti proprio ora? Sai, volevo quelle sculacciate che mi hai promesso”, mi dice.

Sorrido. “Dovrai farmi riprendere, allora”, le dico, e lei, senza farsi ripetere due volte l’invito, si mette in ginocchio tra le mie gambe dopo essersi alzata e inizia a leccare il mio cazzo. “Bene, allora mentre ti faccio riprendere, tu commenta le foto che hai ricevuto in questi giorni”, mi dice. “Oh…beh, ora che ci ripenso, immagino che le avrai fatte tutte ad insaputa di Ay. E questo mi fa venir voglia di scoparti senza ritegno. Che dire, alcune le ho ricevute mentre ero al lavoro, e sono dovuto restare alla scrivania per nascondere l’erezione. Quelle della doccia sono state una forte provocazione, ma quella della sborrata sul seno non era da meno. Ah…Jay, sei bravissima con la bocca…”, le dico, mentre lei ha preso il mio cazzo in bocca e lo succhia avidamente. “Però devo ammettere che quella delle dita è stata il colpo di grazia. É stata dura resistere alla tentazione di toccarmi, dopo averla vista”, continuo a dirle. Jay dondola i fianchi. Mi guarda, col mio cazzo tutto in bocca. Poi lo toglie e inizia a segarmi. “Hai capito perchè ti ho chiesto di non toccarti?”, mi chiede. Penso di averlo capito, ma voglio che sia lei a dirlo. “Dimmelo tu”. “Volevo che mi riempissi, di nuovo. Essere tua doveva significare anche questo”, mi dice. “E comunque…mi sembri pronto”, aggiunge, alzandosi e dondolando di nuovo i fianchi. Mi alzo di scatto. La sua bocca è sublime, è riuscita a farmi tornare il cazzo duro in pochissimo tempo. La prendo per mano e la porto in camera da letto. La faccio mettere in ginocchio sul letto, poi apro i cassetti e le ante dell’armadio in cerca di qualcosa per legarle le mani. Trovo una cravatta di Ay. La prendo. Torno da Jay che nel frattempo non si è mossa di un centimetro. Le prendo le mani e gliele lego dietro la schiena. Lei poggia il seno sul letto per restare nella posizione in cui l’avevo messa. Mi metto dietro di lei. Che culo che ha!

“Sai cosa sta per succedere, vero?”, le chiedo. “Si”, mi risponde. “Cosa?”. “Stai per sculacciarmi”, mi risponde. “E sai perchè lo faccio?”. “Perchè ti ho provocato fino a farti impazzire di piacere”, dice Jay. “Brava, proprio per questo motivo”, le dico io. E le do una sculacciata, forte, sulla natica destra. Lei cerca di guardarmi, posando la guancia sul letto e girando leggermente la testa all’indietro. Si sta mordendo il labbro. Sembra eccitatissima. “E quindi non devo farlo più?”, mi chiede. Sorrido, e le dò la seconda sculacciata. Lei geme. “So che continuerai a farlo, Jay”, le rispondo. Lei resta con la sua espressione di pura eccitazione. “Continuerai a farlo perchè ti piace da impazzire quello che sto facendo”, le dico, e le do una terza sculacciata. Lei chiude gli occhi. Le metto una mano tra le gambe. Il mio sperma unito ai suoi umori la rendono ancora più fradicia di prima. Mi metto dietro di lei e inizio a possederla. La scopo, con forza, spingendola contro il letto. Lei urla di piacere. Spingo, sempre di più. Mi piego in avanti per prenderla per i capelli, li tiro indietro, per farle tenere la testa leggermente alzata, e le libero le mani. Lei le poggia subito sul letto, per sollevarsi e permettermi di tirarle la testa ancora più indietro. Ormai è in preda all’orgasmo. Sento la sua figa pulsare, ma continuo a scoparla, e lei a urlare. Le stringo le tette tra le mani, pizzico i capezzoli, glieli tiro. E il mio cazzo continua a stantuffarla, senza sosta, fino a quando lei non viene una seconda volta da quando ho iniziato a scoparla. Mi fermo. Jay sembra sfatta. Esco dalla sua figa e mi abbasso sul suo culo. Glielo bacio. Lo mordo. Poi inizio a leccarle il buchino posteriore. Lei sussulta, sorpresa dalla mia lingua. Poi inarca la schiena, come per accogliermi, e mi lascia esplorarla con la lingua. Mi fermo, dopo averla leccata per un po’, e le punto il cazzo verso il culo. Lei gira la testa verso di me. La vedo portare una mano tra le gambe. Inizia a toccarsi. Le entro nel culo. Il mio cazzo è zuppo degli umori della figa di Jay e del mio sperma, e non fa fatica ad entrare in quel culo magnifico. Una volta dentro, riprendo a sculacciare Jay, che geme e urla. Le scopo il culo, quel culo fantastico, quel culo meraviglioso, fino a quando anche io sento di stare per venire. Esco, e mi metto di fronte a Jay, che resta immobile, in attesa. Mi sego di fronte al suo viso, mentre lei continua a toccarsi. Le esplodo in faccia, riempiendole le labbra del mio seme. Entrambi ci buttiamo sul letto, esausti.

Dopo esserci rinfrescati in bagno, ci spostiamo in cucina per prendere un bicchiere d’acqua. Jay prende il telefono, trovando una chiamata persa di Ay e un suo messaggio. “É Ay. Tra qualche minuto sarà a casa”, mi dice. “Bene, facciamoci trovare mentre siamo una cosa sola, allora”, le sussurro in un orecchio. Lei sembra sorpresa dalla mia frase. Mi sorride, mi bacia. Mi mette le mani al collo. La prendo e la metto seduta sul tavolo. Lei apre subito le gambe, permettendomi di entrarle dentro. Inizio a scoparla, mentre ci baciamo. Le mie mani le stringono il seno, sodo, pieno. E la porta di casa si apre. Ay ci guarda, sorpreso. Chiude la porta di casa dietro di lui e si avvicina a noi. “Ma quindi…era Alex l’amica con cui dovevi uscire oggi?”, chiede lui. Jay si gira verso Ay. Gli sorride, senza proferir parola. Si stende sul tavolo, allungando le mani verso Ay. In questa posizione, la sua testa esce dall’altro lato del tavolo. Ay le si avvicina. Lei gli sbottona i pantaloni, gli tira fuori il cazzo, già mezzo duro. “Goditi la sorpresa, amore”, gli dice con un filo di voce, prima di prendersi il suo cazzo in bocca.

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