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La telefonata di Michele mi raggiunge mentre mi sto inerpicando sul tram con i miei stiletto da dodici centimetri. “Che fai stasera?”
“Mmmh… nulla?”
“Ok, vieni a cena da noi allora!”
“Sono appena uscita dall’ufficio, Ti rendi conto?”
Ma imperterrito Michele “Ti aspettiamo alle nove” e chiude la comunicazione.
Francesca infila la mano con il telefono nella tasca foderata di pelliccia.
Fuori l’aria è fredda e pungente anche dentro il tram semivuoto. Riesce a trovare un posto sul tram e si siede su un tondo di legno lucido.
Dice sé stessa “Devo passare dall’enoteca sotto casa” mentre con la mente apre la porta della cabina armadio e inizia a passare in rassegna i vestiti che contiene.
Michele è un amico da lungo tempo, più o meno da quando mi è trasferita in città ed esattamente da quando ha iniziato a lavorare nello studio di Alberto.
Lui da qualche mese convive con Paul, un ragazzo francese decisamente più giovane di cui lei non sa bene ancora cosa pensare: è molto attraente, la classica bellezza francese con labbra carnose, i capelli ricci, chiari ma non biondi, e ribelli ma nel suo sguardo c’è qualcosa di ambiguo che attrae Francesca.
Lei ha la sensazione tutta femminile che approfitti della situazione e non riesce a far a meno di chiedersi con un pizzico di malizia sessuale dove lui abitasse prima di trasferirsi nel meraviglioso attico che Michele ha avuto la fortuna di acquistare da un suo cliente che aveva pochi soldi.
Francesca arriva alle 21 precise perché sa che il suo ospite ci tiene alla puntualità.
Appena in entrata, Paul la aiuta a liberarsi del cappotto, mentre Michele molto premuroso, le prende dalle mie mani la bottiglia di spumante speciale acquistata nell’enoteca sotto casa.
Di Michele lei sa poco ed in particolare non sa niente della sua vita privata. Sa che è un ottimo avvocato, ma fuori dalle stanze dell’ufficio niente, zero assoluto.
Francesca aveva visto Paul forse quattro volte in studio ma lui non ha mai dato adito a pettegolezzi e tantomeno c’era stato un outing però i loro gesti l’hanno sorpresa.
In quella bella casa Francesca ci sono grandi lampade basse sul tavolino del salotto illuminandolo fortemente lasciando il resto della stanza in una penombra luminosa.
Il tappo della bottiglia di spumante sbotta sul sottofondo di musica smooth jazz e c’è subito il brindisi alla serata e subito dopo, con i calici ancora pieni, si accomodano su sedie alte e scomode e danno inizio alla serata.
La cena è deliziosa ed è opera di Michele che oltre ad essere un ottimo avvocato, è anche un fotografo di successo ed ama esprimere la creatività anche ai fornelli.
Lui come cuoco è un genio degli accostamenti arditi, infatti mescola sapori diverse proponendo al palato abbinamenti non prevedibili.
Paul non è in grado di apprezzare prelibatezze come meriterebbero forse perché è ancora giovane di età. Infatti il suo aspetto gracile da adolescente non sembra essere un dono di natura. Lui mangia pochissimo e dedica al cibo un interesse minimo. Non ci sarebbe da meravigliarsi se lui fosse abituato a cibarsi con street food o nei fast food.
Mentre la conversazione, per altro interessanti, prosegue e Francesca tenta di capire il tipo di rapporto sentimentale che lega il suo amico a questo giovane straniero che ha labbra grandi in un corpo esile ed apparentemente tanto gracile da pensare ad una sua bulimia.
La luce della zona dove sono seduti evidenzia la bellezza delle linee del profilo di Paul manifestate non solo nella perfetta sproporzione dei suoi lineamenti, ma anche dai suoi gesti, ad esempio nel modo in cui piega la testa di lato quando guarda qualcuno con attenzione, oppure nella sua voce dal tono irrimediabilmente di giovane francese.
Michele è incantato dall’amico ed è evidente ed a Francesca sembra che lui goda dell’ammirazione che il più giovane gli riserva. Lei pensa che da buon avvocato Michele si deve sentire un po’ un Pigmalione con questo ragazzo potenzialmente pieno di energie e voglie di conoscere.
La cena sta per finire ed i tre stanno ridendo per effetto dell’alcol dello spumante e ridono così come il tono delle loro voci si alza.
I loro vestiti sono di classe e la loro conversazione è arguta.
Ciò che hanno mangiato è di alta qualità, anche se preparato da Michele, e questo è dovuto alla competenza di Michele e Francesca che già da un po’ di tempo, grazie al loro lavoro, se lo possono permettere ed anche perché hanno il palato fine e ne sanno riconoscere la qualità. Anche nel bere almeno due di loro sono abituati a vini e gusti adeguati ai cibi che mangiano.
I tre in quella casa così sofisticata e bella, si sentono così sicuri e potenti; in quel momento avrebbero potuto sconfiggere il mondo.
Michele si alza e prende per mano Francesca dicendo “Mettiamoci comodi” guidandola verso uno dei divani. Paul va a prendere un vassoio d’argento con sopra varie bottiglie di vini e alcolici.
“Che cosa ti posso offrire?” chiede Paul mentre Francesca si lascia cadere sul bassissimo divano sbandando e finendo quasi su Michele già seduto. È naturale che dopo quella goffa seduta i tre scoppino a ridere e si lascia andare sul suo corpo.
“Ho avuto un periodo di lavoro veramente brutto e non ho più tempo di niente; sono ormai più le sere in cui mi soddisfo con i miei giocattoli erotici di quelle in cui mi addormento accanto a un uomo” sbotta Francesca ed il contatto con il corpo caldo e solido di Michele è una piacevole sensazione anche perché lui alza un braccio ad accoglierla nella cavità della sua spalla e lei si adagia appoggiando una mano su una gamba. Con le dita percorre piccoli cerchi sulla rotondità del suo ginocchio, la testa le gira un po’ per effetto dello spumante, sente il calore delle sue cosce sul braccio ed avverte il suo sesso a contatto con il gomito. All’inizio sembra che lui non ci faccia caso, sembra che non si renda conto che Francesca lo stia toccando proprio lì, ma poi un guizzo nella sua asta le rivela l’eccitazione.
Poiché Paul era attento alle mosse della ragazza, lei si è trovata in imbarazzo e non ha fatto che sollevare uno sguardo sornione su Paul.
Francesca è attratta da Paul, se lo farebbe subito, anche lì in presenza di Michele perché trova quel ragazzo innegabilmente attraente con quella bocca imbronciata ed il corpo agile. In quel momento lei vorrebbe affondare le mie dita nei suoi capelli e baciare le sue labbra un po’ troppo grandi rispetto al normale. Quelle labbra le ricordano Mick Jagger.
Paul riempie il calice con altro spumante e con fare da esperto ma allo stesso tempo dando l’idea della noncuranza va a sedersi anche lui sul divano. Porge il bicchiere e nel momento esatto in cui lei lo afferro e lo porta alla bocca, infila le mani tra le cosce di Francesca che per la sorpresa le va di traverso il vino.
Lui in modo totalmente inaspettato si protende verso Michele e si baciano.
Francesca che si trova in mezzo, sente le mani di Paul accarezzarle le gambe e risalire verso l’alto.
Michele si stacca un attimo da lui e contempla la scena.
È evidente che ne sia colpito, lei lo conosce bene e sa che lui non ha mai provato la minima attrazione per una donna in vita sua e si domanda quanto possa essere possessivo.
A lei ora è chiaro tutto. Capisce perfettamente la sua indifferenza ed estrema riservatezza quando Michele è in studio. Le ritorna in mente il chiacchiericcio tra le colleghe a cui lui piaceva e che non venivano corrisposte notando l’indifferenza totale a qualunque stimolo. Inoltre a Francesca è chiaro il fascino perverso di Paul e quanto debba averlo intrigato per diventare suo compagno.
Ora che lei non conosce per niente è invece Paul, ma la situazione che creatasi è troppo eccitante e non vuole assolutamente modificarla pensando a quali sviluppi possa portare.
Per rispetto verso Michele che l’ha invitata, Francesca si chiede anche se ciò che sta causando il suo Paul sia di suo gradimento ed intanto, poiché lei è da tre settimane che non scopa, consente che Pual la accarezzi nella speranza di non essere la guasta feste.
Paul sorride a Michele, poi si piega su Francesca la quale finalmente sente il tocco di quelle grosse labbra sulle sue che trova morbide come velluto e delicatamente carnose.
Lui la bacia lentamente, le lecca con la lingua calda e le fa salire le scale del paradiso.
Francesca non pensa a niente, riesce solo a lasciarsi andare abbandonandosi completamente essendo il bacio di Paul diventato più insistente, più aggressivo e più profondo.
La mano del bel ragazzo francese era risalita tra le cosce e le ha afferra gli slip per poi trascinarli verso il basso con un gesto così veloce che ha l’idea che la stoffa le abbia bruciato la pelle.
In quel momento lei è ben conscia di essere nuda di fronte a Michele e per la prima volta si vergogna di essersi mostrata così impudica davanti ad un avvocato dello studio del suo fidanzato.
Con un barlume di razionalità Francesca respingo Paul con forza e si copre con il vestito. Si sente arrossire violentemente mentre fissa le gambe di Michele, che è ancora seduto di fianco a lei ma a lei pare, in un certo senso, più distaccato di prima.
Il respiro di Paul è vicinissimo, i suoi ricci le fanno il solletico sul collo e lui riappoggia la sua mano tra le gambe nude di lei accostando di nuovo il suo viso alle sue labbra.
Quella vicinanza è decisamente inebriante, il suo tocco è deciso e la perversione dovuta all’incongruenza di quel corpo è inevitabile con la conseguenza che il desiderio torna a offuscare la mente della ragazza ed a sciogliersi tra quelle braccia.
Ma questa volta Francesca non si ritrae e si lascia andare alle dita di Paul che risalgono alla ricerca della fighetta dove sente aprirsi la strada, divertito sorridendo, nonostante le gambe siano serrate ma non con forza.
Lei solleva lo sguardo, mentre Paul agisce, e fissa in volto Michele il quale è rimasto appoggiato all’angolo del divano con un braccio sollevato ad accoglierla ma sembra come pietrificato tanto è incantato a guardare l’operato dell’amico e tiene lo sguardo fisso davanti a sé.
Lei non sa cosa fare, come sbloccare la situazione, perché vuole lì e subito Paul le cui dita, nel frattempo, hanno raggiunto di nuovo la sua apertura bagnata di piacere e lei sa che non resisterà ancora a lungo prima di lasciarsi andare totalmente.
Il senso di colpa fa capolino in Francesca a causa del pensiero di aver involontariamente rotto il giocattolo più prezioso del suo migliore amico. Infatti, dopo averglielo strappato di mano solo per guardarlo più da vicino, lei mi sottrae a fatica alla carezza di Paul e circonda con le braccia il collo di Michele inerpicandosi su di lui.
A quel contatto, Michele sembra risvegliarsi da un lungo sogno e la osserva sorpreso l’avvicinarsi di Francesca lentamente alle sue labbra, mentre lei si appoggia sul suo membro muovendosi in piccoli cerchi. Lei non resistendo oltre, vuole vedere dal vivo il cazzo di Michele e per avere quella visione allunga una mano verso la cerniera del pantalone ed è a quel punto che sente Paul ridere vicino a loro due.
“Vieni, vieni da me” dice il francese con tono delicato a bassa voce quasi sussurrando.
Francesca non capisce se Paul si stesse rivolgendo a lei oppure a Michele. Paul era alle spalle di Francesca e gli viene facile massaggiare con le sue mani le tette mentre lei continua a baciare Michele che ricambia.
“Vieni da me” ripete Paul prendendola per la vita e tirandola verso di lui.
Francesca lo guarda e vede che si è denudato e quando si ferma un istante, incerta, Paul si allunga verso Michele il quale si allunga verso Paul peri baciarsi con passione.
Non c’è rancore né gelosia nei gesti di Michele e Francesca lo prende come un buon segno.
L’erezione di Michele, suo amante del momento, è troppo attraente per lei che al cazzo non sa resistere.
Subito lei si sposta sul divano accompagnata dalle mani di Paul che non l’hanno mai abbandonata e continuano a tirarla a lui nonostante la sua bocca continui ad essere unita a quella di Michele.
Francesca si mette a cavalcioni sulle gambe di Paul e si lascio scendere lentamente sulla sua erezione. Lui emette un mugolio di soddisfazione nella bocca di Michele.
La ragazza inizia a muoversi lentamente, sente le mani di Paul scivolare sul suo corpo abbandonando le tette per stringersi attorno alla rotondità del suo sedere ed in un istante capisce le sue intenzioni.
A lei quella intuizione piace ed allora si stringe ancora di più a lui mentre scariche di eccitazione le attraversano il corpo.
“Vieni, vieni da me” ripete lui e non c’è bisogno di vedere il braccio che si protende verso Michele per capire che si sta rivolgendo a lui.
Francesca avverte gli spostamenti di Michele mentre Paul continua a muoversi dentro di lei.
Francesca è troppo eccitata per poter ragionare ma capisce che stanno cercando una posizione che permetta di essere tutti e tre insieme in un trio memorabile. Perché ciò avvenga, docilmente lei si lascia muovere e spostare mentre Paul la bacia e le accarezza le spalle ed il collo dicendole “Brava, brava così! Bello, ohh sìì!” ed un istante dopo l’abbraccio di Michele la stringe a sé facendole sentire il suo sesso appoggiarsi a me da dietro. Francesca lo sente spingere e con estrema lentezza entrare in lei mentre Paul lo aiuta con le mani. Per un attimo restano tutti e tre immobili per dare a lei le belle sensazioni di avere due cazzi dentro, uno nel culo ed uno nella figa. A lei sembra impossibile che almeno i due si possano muovere.
Poi ha la sensazione che Michele si sia mosso di una frazione di millimetro, in effetti è così, in effetti è lui il primo a scivolare più a fondo in lei e poi lo sente estrare il cazzo ma non del tutto, solo un po’ fuori.
Paul resta immobile, ma lo sente nella figa più grosso che mai, ma è concentrata ad ascoltare i gesti di Michele dentro di lei nella pregando che quelle sensazioni non finiscano mai e che non compaia alcuna fitta di dolore ma solo percepire il piacere che sta salendo pian piano.
Michele le stringe le tette, le strizza i capezzoli mentre Paul si è riappropriato della bocca e ogni tanto si ferma per baciare Michele. Poi, quando ormai Francesca si è quasi scordata di lui, Paul ricomincia a muoversi dentro di lei e a quel punto il piacere diventa quasi intollerabile. Per placarlo si muove anche lei andando incontro al suo orgasmo. Francesca si muove ed i suoi gemiti riempiono le orecchie e le bocche dei suoi due amanti.
Michele la stringe a sé, lo sente sussultare e appoggiare una mano sul clitoride gonfio che titilla e poi sfrega le dita sempre più velocemente proprio come lei fa quando è da sola.
Gli orgasmi arrivano per tutti a distanza di pochi secondi uno dall’altro, praticamente insieme ed allora gridano all’unisono e si lasciano andare ad un orgasmo che sembra non finire mai.
L’ultimo a venire è Paul che è venuto dopo che Michele è uscito, rilasciando per la chiusura, lo sfintere di Francesca.
Il francesino l’ha adagiata sul divano e si è dedicato al suo amico Michele accarezzandolo facendolo godere su Francesca che ha avuto le tette imbiancate di sborra dei due.
Dopo quegli orgasmi i tre si sono assopiti per un po’, al risveglio si sono trasferiti nella doccia per proseguire con accoppiamenti acrobatici e sempre piacevoli per tutti. Francesca non ricorda quante volte sia stata presa dai due allo stesso tempo, si ricorda che l’hanno tenuta sospesa tra loro due con i loro cazzi nella figa e nel culo.
L’indomani sono tutti tornati al lavoro più seri che mai.
Ci sono stati altri inviti di quel genere da parte di Michele e Paul i quali sono rimasti insieme qualche mese ancora per poi lasciarsi in quanto lui era studente a Bordeaux.
Nei mesi successivi Paul è tornato in Italia ma Michele non ha più invitato Francesca a cena.

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Autore Pubblicato il: 28 Novembre 2021Categorie: Racconti Erotici Etero, Trio0 Commenti

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