Leggi qui tutti i racconti erotici di: 1948

Francesca con Stefano era tornata dalle vacanze e subito si è presentata un’occasione imperdibile per lei di partecipare ad un aggiornamento professionale in una città lontana da dove abitava.
Il primo giorno dopo una mattina interessante di illustrazioni sulle nuove procedure di lavoro, è seguito un pomeriggio meno interessante ed anche noioso.
Erano quasi le 17 e dopo altri cinque minuti quel primo giorno di aggiornamento professionale sarebbe giunto al termine. Già da oltre 10 minuti Francesca aveva scoperto che il conferenziere di quel momento era logorroico. Lei era impaziente e non riusciva a trattenere la sua voglia a causa della grande eccitazione che si era affacciata irresistibilmente.
Non le era mai capitato di essere in quello stato ad un convegno o ad un corso ma quella persona chissà come, forse per la sua astinenza sessuale con Stefano o Francesca già da tre giorni, l’ha messa in quello stato. Inoltre l’avvicinarsi della serata la metteva in uno stato che la stupiva anche se per lei, giovane donna matura, era abituata ma solitamente in altre circostanze e non si riconosceva poiché i suoi pensieri erano erotizzati da desideri che pensava fossero solo fantasie ma che sicuramente si sarebbero avverati e che la preoccupavano deliziosamente.
Si chiedeva se i presenti nella sala con lei si fossero accorti dei profumi ormonali che stava spandendo abbondantemente.
Infatti ancora poche ore ed avrebbe conosciuto il limite della sua audacia. Avrebbe voluto andare via ma qualcosa la tratteneva anche perché sarebbe andata nella stanza dell’hotel a sgrillettarsi e pensare al suo Stefano ed in alternativa alla sua Manù. I pensieri che le venivano in mente e che la facevano distrarre dal discorso del docente del corso erano vari e libidinosi.
Da alcuni mesi lei aveva un colloquio epistolarmente fitto con un amante virtuale incontrato su un sito di scambi in cui aveva fatto un account solo per la curiosità di sapere come funzionano i siti di incontri in rete scoprendo, senza neanche tanta meraviglia, che la maggioranza degli iscritti erano sposati con diversi problemi familiari.
Anche coloro che erano presenti lì nella sala a quel corso potevano essere potenziali complici. In molti erano sposati o con una storia sessualmente pesante. Poiché si trovavano lì dove c’era l’assenza di una certa forma di tenerezza carnale, la loro complicità era diventata quotidiana e Francesca quando le si è offerta l’opportunità di questo incontro formativo, l’ha subito accettata avendo avuto in altre occasioni delle esperienze positive a lei graditissime.
Nonostante la lontananza dalla sede del corso, Stefano ha acconsentito che lei partecipasse a condizione di ottenere al ritorno delle dosi maggiori di sesso. Data la distanza della sede del corso della durata di tre giorni, Francesca ha fatto dei rapidi conti ed ha visto che sarebbe stata fuori casa per tre sere avendo deciso, per esperienza personale, di non partire fino al giorno dopo l’ultimo giorno.
Tentando di ascoltare quella voce noiosa del docente logorroico, Francesca era in trance, bagnata, non aveva mai conosciuto quello stato nemmeno da adolescente.
Con il suo amante fino ad allora virtuale non si erano mai visti di persona, c’erano state solo le parole ed i desideri fin dalle email iniziali, peraltro condivisi, l’avevano turbata, spesso isolandosi mentalmente mentre Stefano la scopava, a volte desiderando la lingua di Francesca ancora studentessa, sgrillettandosi frettolosamente calmandosi solamente pensando alle scopate tra il suo amore e la sua allieva.
Quel nuovo personaggio a cui lei si stava dedicando sapeva dei suoi pensieri e desideri, la capiva, la ispirava, la sosteneva nella sua audacia, la eccitava. Coltivava con piacere l’irrazionalità della sensualità e le piaceva essere, in quei momenti, nei pensieri di Francesca così viziosa che urtavano la pseudo moralità comune delle altre persone.
Mille domande tormentavano la pancia e la mente di Francesca che continuava ad accavallare le gambe ornate da calze velate nere trattenute dai gancetti delle fettucce del reggicalze.
Lei si chiedeva come si sarebbero riconosciuti, sarebbe stato lui oppure si sarebbe presentata un’altra persona? cosa avrebbe voluto? Avrebbe gradito andare in stanza nello stesso hotel dove lei risiedeva in quei tre giorni? L’avrebbe portata fuori e dove? Le avrebbe fatto fare la troia da strada come tante altre donne? Fino a che punto entrambe si sarebbero spinti?
Francesca sapeva di essere pronta a tutto e soprattutto voleva approfittare del colpo di fortuna di essere sola in un luogo dove nessuno la conosceva. Da persona abituata a decidere .aveva deciso che con quella persona sarebbe andata il più lontano possibile.
Durante quelle tre notti, voleva dimenticare coloro che erano stati gentili e sempre disponibili con lei ed essere diversa da colei che era stata amorevole con gli altri. Voleva che i suoi desideri audaci non fossero più fantasie ma torride realtà andando molto lontano nella sensualità ricercando nuovi brividi e voleva osare ed essere una troia che sia il suo amante, e soprattutto sé stessa, avrebbero ricordato perché sapeva quanto sarebbero stati fugaci quei momenti.
Per accondiscendere ai desideri che le sembravano perversi, aveva comprato il body che lui voleva che indossasse così come le calze a rete ed anche quelle con le cuciture che lui citava spesso nei suoi scritti sempre molto erotici. Ha fatto del suo meglio per nascondere tutto questo ad Stefano che si sarebbe stupito perché avrebbe sospettato che stesse ad un incontro erotico e forse sado-masochistico e non ad un corso di aggiornamento ed inoltre quegli indumenti intimi non le corrispondevano al suo carattere benché pronto a fare sesso ma solitamente nuda oppure con diverso tipo di intimo.
Lui, che fino a quella sera era l’amante virtuale, le aveva chiesto, tutte le sue misure e lei puntualmente le aveva date senza chiedersi il vero motivo ma pensando che servissero a creare una sua immagine erotica per far eccitare e far fare delle seghe a colui che ancora per poco sarebbe stato solo nei sogni.
Seduta nella sala con un sottile piacere, Francesca si è sbalordita di come abbia soddisfatto tutte le sue richieste come una buona sottomessa.
Con quell’uomo si era completamente esposta confessandogli tutti i suoi desideri più folli, tutte le sue debolezze e le sue prelibatezze e preferenze sessuali che non avrebbe mai pensato di vivere e tantomeno di dire ma era stata entusiasta di scriverle.
Lei sperava che tutto andasse oltre la sua immaginazione, diventasse cruda realtà tra un’ora o al massimo due e quel pensiero le faceva girare la testa. Pur essendo un po’ spaventata, in nessun caso si sarebbe tirata indietro.
Al termine della prima giornata Francesca ha salutato a malapena i suoi colleghi di tirocinio ed è andata alla reception per chiedere se ci fossero messaggi per lei e lì le è stato consegnato un pacco. Si è chiesta chi poteva averglielo inviato e cosa potesse contenere. Arrivata nella sua stanza ha atteso un attimo prima di aprirla. Stava tremando con tutto il suo essere perché gli effetti sedativi del corso di aggiornamento erano svaniti e si era appena resa conto che tutto ciò che stava vivendo non era più virtuale ma stava diventando reale, non stava più giocando ma, in un certo senso, sarebbe stata un giocattolo tra le mani di uno sconosciuto.
Ma la libidine non è facile da contrastare e l’eccitazione le dava delle ustioni sensuali che la inebriavano, non si sentiva più lei poiché la sensazione era forte e soprattutto pareva essere buona.
Francesca ha strappato l’involucro ed ha aperto il pacchetto che all’interno conteneva un vestito nero di una leggerezza indecente che eufemisticamente rendeva quel capo un vestito.
“Potremmo chiamarlo anche vestito” si è detta osservando quei i due pezzi di tessuto collegati da un anello che rivelavano più di quanto coprissero, erano un succinto perizoma ed un reggiseno s così lo si poteva chiamare tanto era minuscolo. C’erano anche scarpe con tacchi eroticamente strabilianti che completavano quelli che sembravano essere gli unici vestiti che le sarebbe stato permesso di indossare secondo il messaggio allegato al pacco in cui era scritto:
“Ciao Francesca,
Ci ritroveremo finalmente questa sera per concretizzare tutti i nostri scambi e sapere così se queste parole che ci hanno inebriato di desideri in questi ultimi mesi si trasformeranno in ebbrezze sensuali. Ti voglio MIA e poiché hai accettato il contratto indosserai questo vestito, queste scarpe e indosserai le calze che vuoi.
Adorna i tuoi occhi e nessun mettere altro make up. Ti voglio carnalmente. Confermami la tua disponibilità e attendi le mie proposte”
Dopo aver rispettato ogni istruzione, Francesca ha osservato per bene le calze con la cucitura posteriore che le avvolgevano le gambe rendendole sublimi ed ha aspettato febbrilmente le nuove direttive.
Indossando quel vestito che sembrava spogliarla più che vestirla, era inebriata da una sensazione erotica che corrispondeva a tutte le sensazioni erotiche di quel momento. Il formicolio nel basso ventre era di un’intensità quasi dolorosa ma che non voleva sedare poiché si era intestardita che quel bruciore doveva andare oltre e si stava facendo trovare pronta.
Attrae la sua attenzione lo squillo di un messaggio.
“C’è un taxi al piano di sotto. Ti condurrà dove ti aspetto. Sei pronta?”
Un docile “sì” è stata la sua risposta detta al vento perché nella stanza lei era sola.
Si sente un altro squillo sul telefono “Manda un messaggio ai tuoi amori dicendo loro che va tutto bene e che auguri loro una buona serata”
Francesca non si chiede più di tanto presa com’è e va davanti allo specchio per guardarsi e non trova niente che sia senza ritegno ma quando esce dall’albergo, si vergogna di essere vestita così, tanto le sembra indecente il suo vestito ma il momento è così simile a quello che voleva vivere e che aveva sognato tante volte.
Ovviamente sentiva tutti gli sguardi decisamente avidi degli uomini e di alcune donne che la incrociavano.
“Eccomi, signora!” ha esclamato il tassista a voce non alta.
Il cuore batte forte, le gambe fanno fatica a sostenerla ed il non indossare biancheria intima mette Francesca in uno stato che la incendia sensualmente soprattutto quando una leggera brezza le solleva i lati di questo fragile indumento. Le sue tette sono gonfie di piacere e non sente il dolore dovuto alla compressione del tessuto forse per la taglia esigua.
Francesca sente scorrere lungo le sue cosce un desiderio che non può e non vuole controllare. Lei è un fuoco e basta poco per trasformarla in un vulcano ed ha accettato il suo delirio voluttuoso poiché ha bisogno di conoscere i suoi possibili limiti.
All’arrivo la padrona di casa la accoglie e la guida direttamente al tavolo scelto dall’amante sconosciuto che lei ora vuole scoprire.
Francesca si chiede “Come fa questa donna a sapere …?” ma non riesce più a capire nulla poiché è tutto incredibilmente inebriante. Per lei non è più in un qualcosa di virtuale ma realtà che la travolge.
Viene condotta ad un tavolo contro il muro sistemato in una posizione discreta e nel passare nota che la sala è piena.
Un istante prima di sedersi si volta a guardare meglio la sala e si mette una mano sulla gola per nascondere un po’ la scollatura molto profonda dovuta al design molto raffinato del suo esiguo vestito.
Un cameriere viene a riempirle una flûte di champagne e sistema la bottiglia in un secchiello pieno di cubetti di ghiaccio poggiato su un tavolino vicino al suo.
Quel vino frizzante ingoiato a stomaco vuoto le fa girare la testa e per Francesca è come entrare in un mondo diverso, quasi un sogno.
Il suo petto con le tette costrette dal reggiseno fa male ma lei è piena di desideri, il guaio è che non può accarezzarlo eppure sarebbe così bello intanto incrocia ed accavalla e discavalca le cosce stringendole ogni volta più forte. Francesca è bagnata e vuole un cazzo dentro di lei sentendosi una donna da soddisfare.
Per cercare di ovviare e ritardare l’accoppiamento con il suo probabile amante, prende un cubetto dal secchiello e se lo passa lentamente sul viso mentre assapora il drink e chiude gli occhi sognando un letto ed un amante che la sta prendendo come una troia in calore.
Improvvisamente sente una presenza, è lui in piedi davanti a lei ma non lo vede perché gli occhi sono chiusi. Francesca aspetta di aprire gli occhi. Una mano si posa su di lei come a darle un effetto calmante, il brivido che segue, e che le percorre la pelle e le viscere, equivale a un orgasmo. Francesca non fantastica più, è avviata a vivere la sua storia con i suoi eccessi e vuole condividere con lui l’audacia.
Il sorriso dell’uomo è quello che sperava e lui sembra pensare lo stesso. Francesca non riesce a nascondere la sua eccitazione così i suoi capezzoli diventano duri e si ergono sollevandosi accentuando la leggerezza del tessuto che li trattiene.
Il pasto è gustoso e la loro discussione è inequivocabile. La loro ricerca è identica ed entrambi concordano di non avere appuntamenti e neanche incontri per le tre notti a venire.
Lei è terribilmente fradicia e l’attesa della fine del pasto diventa una vera tortura. Le sue cosce si bagnano per i suoi desideri e loro di conseguenza la fanno bagnare sempre di più, la figa chiede attenzioni ma lei la trascura in attesa di molto altro poiché l’ha già in mente.
L’uomo davanti a lei si chiede chi è la donna che ha i lineamenti di colei che h conosciuto virtualmente. I dubbi gli vengono perché la sua voce, anche se è più roca per i desideri che vanno oltre, pare non essere quella sentita al telefono e gli pare irragionevole però a lui non importa, in quel momento, le piace molto.
Il pasto è stato interrotto e lui le propone di spostarsi in una stanza e la bottiglia di champagne portata in una stanza più riservata del lussuoso edificio. I due, con Francesca che passa un braccio sulla schiena dell’uomo, camminano e scopre la parte alberghiera dello stabile dedicata ad una SPA.
Appena chiusa la porta il vestito è scivolato molto rapidamente a terra. La finestra era aperta ed entrava aria tiepida, la notte era sensualmente divina.
Tutte le parole scambiate in precedenza si sono trasformate in vere e proprie carezze.
I due si sentivano, si capivano, si respiravano, si godevano all’unisono. Tutto ciò che lei non osava immaginare, proponeva, ispirava, viveva, soffriva, ora riaffiorava per godere senza riserve ma lui pareva incerto.
Per stimolarlo Francesca indossando soltanto l’intimo è andata sul balcone sorridendo facendo oscillare il braccio con un braccialettino che tintinnava.
Francesca era fantastica, non sembrava essere terrena ma uscita da una pagina patinata di una rivista di lusso riservata solo ad una cerchia di persone facoltose.
Lei mostrava un triangolo di pizzo montato su un tessuto di voile molto sexy e un reggiseno anch’esso con lo stesso tessuto con pizzo e coppe a mezzaluna.
In quel momento si è ricordata di quando, vedendo in vetrina capi simili, aveva detto ad Stefano “Non metterò mai dell’intimo simile. È così volgare! Non vedi? É da puttana!“ ed aveva aggiunto, come a marcare la sua diversità da chi indossava quegli indumenti ”Io sono una signora e spero che tu non dica sul serio che me li vuoi vedere indossati”
Stefano le aveva detto che le sarebbero stati molto bene e l’ava anche informata che intendeva acquistarli e lei, arrendendosi, lo avrebbe indossato per lui nel privato della sua camera affermando che il suo corpo non aveva niente da invidiare a nessuna altra donna, specie a quelle signore a cui parlava lei si riferiva.
“ Ci mancherebbe altro” le aveva risposto Stefano.
Su quel ballatoio a lei è venuto da dire ”Non paragonarmi a una puttana se indosso questa lingerie. Ormai sono prossima ai quarant’anni, se non ricordi”
“Si!” ha risposto lui “Lo so! Ma sei sempre bella, hai un corpo eccitante e attraente“
“Piantala!” ha sussurrato imbarazzata, non gradendo evidentemente l’argomento della discussione intrapresa.
A lui che indossava uno smoking con camicia bianca e farfallina nera al collo, eccitava il discutere con lei in quel modo sulla lingerie e su quel tipo di donne poiché gli dava l’impressione di violare la moralità di Francesca
“Se compri altri capi di questo genere non li metterò mai!” ha affermata decisa am in cuor suo molto felice.
“Ma solo in privato per me, vero? È molto sexy” ha ribattuto lui.
“Altro che sexy … è solo volgare!” ha risposto lei.
“E se te lo chiedessi come prova d’amore?” ha chiesto lui sorridendo ”Lo metteresti per me in camera?”
Intanto lui si è avvicinato a Francesca e le ha preso la mano del braccio dove portava il braccialetto e le ha detto ”Molto bello. Ti piace?”
“Certamente non come te, madame! Però non è degno della tua bellezza, né di accarezzare la tua pelle. Per te ci vuole qualcosa di speciale che si intoni oltre che con il tuo fascino anche con il tuo animo”
Francesca imbarazzata lo ha ascoltato e lui ha aperto un cassetto estraendo un bracciale molto più bello e raffinato di quello che le aveva tolto. Era un bracciale di metallo dorato a due cerchi a spirale a forma di serpente che ha la testa rivolta in alto a formare una esse. Anche la coda del bracciale uscendo dai cerchi formava una piccola esse.
L’uomo virtuale rivelatosi un bell’uomo in carne ed ossa, le ha spiegato che poteva essere portato sia come braccialetto largo al polso o indossato come bracciale aderente a metà braccio.
Francesca lo ha osservato guardandolo con attenzione. Era bellissimo e quella testa di serpente rivolta in alto le è piaciuta molto.
Quell’amante ha aggiunto che quella forma era di buon auspicio e che poteva avere anche altri significati.
“Quali?” ha chiesto lei curiosa e interessata.
“Li scoprirà da sola portandolo al braccio”
Francesca ha guardato l’oggetto originale che aveva un’immagine inconsueta ed anche qualcosa di misterioso ed enigmatico, poi lo ha guardò nell’insieme ed ha ribadito “E’ molto bello! Mi piace!”
L’uomo lo ha infilato nella mano di Francesca e spingendolo all’insu, lo ha portato sul bicipite. L’oggetto è rimasto aderente alla pelle e le stava molto bene. Lui ha ribadito che era un ottimo ornamento per una bella e seducente donna come lei.
“Sai che somiglia ai bracciali che portavano le ancelle nell’antica Roma? Erano le schiave preferite dai padroni ed anche io ora potrei diventare un’ancella?“
”Chissà!“ ha risposto lui scherzosamente “Comunque sei più bella e sexy. Io sono già eccitato, guarda!“ e Francesca ha abbassato lo sguardo vedendo il gonfiore del cazzo che spingeva con forza dentro lo slip e poi, per invogliarla, provocatoriamente le ha detto “Non hai visto come ti guardavano giù in sala?”
“Quali persone?” ha risposto Francesca fingendo di non essersene accorta.
“Soprattutto quei due seduti nella poltrona, quei due abbronzati, ti stavano mangiando con gli occhi dalla testa ai piedi”
“Ah sì!!” ha replicato lei facendo finta di ricordare.
Sperando di eccitarla come lo era lui “Ti guardavano con insistenza e desiderio, ti spogliavano con gli occhi!” e si è avvicinato eccitato per baciarla ed infilarle la mano dentro lo quasi inesistente perizoma e raccogliere con le dita gli umori uscenti abbondantemente dalla figa e con l’altra i capezzoli turgidi.
“Sei eccitata anche tu!“ ha esclamato lui scherzando “Di chi è il merito? Del completino, di quei tipi sotto che ti ammiravano oppure del bracciale?”
“Nessuno di questi. Mi sono eccitata fin da quando ho pensato a te durante il corso”
Il nero evidenziava i colori del trucco e lo smalto rosso delle unghie dei piedi e delle mani. I capelli erano raccolti dietro la nuca trattenuti da un nastrino rosso acceso cosi le orecchie libere ed anche il collo che è così pronto per l’assalto di baci che stenta ad arrivare. I capelli lunghi li lascia sciolti a scendere sulla schiena. Niente piercing ai capezzoli però ha indossato orecchini lunghi dorati alla cui estremità c’è un anellino in pietra rosso fuoco.
Il trucco è leggero tranne la bocca sulle cui labbra ha messo rossetto rosso fuoco che evidenzia bene la carnosità.
Quella discussione non ha intaccato l’eccitazione ed ora attende le sue mani sul suo corpo, la bocca di lui nella speranza che le lecchi ogni centimetro.
Francesca ha una voglia incredibile di sesso al solo pensare a lui e non resisto alla voglia di avere la figa allargata.
Non resistendo comincio a toccarsi in mezzo alle gambe penetrando nella figa con due dita ma non le basta ed vorrebbe un cetriolo non grosso ma comunque per sentirlo dentro.
La sua figa è bagnatissima.
Lei allarga le gambe, non ha bisogno di sollevare la gonna perché è praticamente nuda.
Sentendosi libera di farsi vedere arrapata, scosta un po’ il perizoma e comincio a titillarsi il clito.
I brividi le percorrono tutto il corpo e non resistendo infila tre dita muovendole dentro e fuori prima lentamente. e poi più velocemente.
Aaahhh!!! mi sento morire dal piacere, sto per venire … mmmhhhhhh!!!! Aaahhh!!!! … fantastico!
Si mette un dito nella figa, tira fuori un po’ dei suoi umori profumati di sesso emessi e se lo passa sul collo depositando sulla pelle i suoi profumi intimi. L’intenzione è di provocarlo nella speranza che le salti addosso.
Davanti a lui ma anche sul balcone, spera che qualcuno o più persone la vedano e ciò è una cosa che la fa impazzire. A lei piacciono e la stimolano tutti quegli occhi puntati addosso, che la desiderano, che la vogliono. A lei piace essere bella, sensuale, desiderabile.
Il suo amante inevitabilmente ha sentito l’odore della figa che emana ormoni e che si è messa sul collo.
Francesca ha intuito il cazzo indurito sotto i pantaloni.
Lui si è allontanato per qualche istante e quando torna le offre un calice di vino bianco fresco e dopo il brindisi si siedono insieme sul divano e chiacchierano un po’ così lui la osserva attentamente mangiandola con gli occhi. Il suo sguardo è attratto dalle gambe inguainate, dalle tette che si intravvedono sotto il reggiseno trasparente, dalle labbra rosse della bocca e dalle unghie dei piedi rosse come le dita delle mani dipinte con lo smalto dello stesso colore delle labbra ed infine dai piedi dove ha calzato i sandali leggerissimi a tacco alto che lui le ha inviato in hotel.
Francesca legge negli occhi quello che le vorrebbe fare e non vede l’ora che lui lo faccia. Quell’uomo sta giocando al gatto con il topo.
Dopo il primo sorso di vino, lui si avvicina alla bocca fissandola, la annusa; il suo odore lo attrae lo fa eccitare moltissimo. È un chiaro invito a fare sesso.
Prosegue a baciarla ed a leccarle le labbra ed il collo, le mette una mano sulla gamba e l’accarezza salendo sempre più su per scoprire la figa appena coperta dal piccolissimo perizoma di pizzo.
Francesca sente le dita che scostano il tessuto leggero e che la fanno impazzire, entrano nella figa e poi escono per andare tra le natiche per saggiare la rosellina posteriore. Poi vanno più su per tirare giù il reggiseno scoprendole del tutto le tette che lui prende tra le mani.
É bagnatissima ed eccitata da morire. Vuole sentirlo tutto dentro di lei, vuole che la faccia godere ed impazzire di piacere.
Il suo amante continua a toccarla dappertutto senza staccare le labbra dalla sua bocca e dal suo collo.
Lui la spoglia e la denuda completamente; invece lui è ancora vestito e la prende in braccio ed ha modo di sentire i suoi muscoli sul suo corpo. La distende delicatamente sul letto continuando a baciarla e a toccarla.
La mano dell’uomo entra ed esce da lei facendola impazzire.
La lingua di lui scende dal collo e poi con le labbra prende in bocca le tette mordendole. Scende ancora arrivando sul ventre ed arriva alla figa che lecca, la penetra con la lingua e la bacia.
Quei gesti la fanno impazzire.
L’amante, diventato ora reale, prosegue scendendo alle gambe leccandole per risalire e si fermarsi ancora a leccarle la figa.
Francesca gode tanto e si sta sciogliendo e le sta venendo un raptus di libidine molto forte.
Per un attimo riesce a vedersi allo specchio, eppure illuminata dalla luce delle lampadine lasciate accese si vede molto bella con gli orecchini che si muovono e con il bracciale sul braccio che le dà l’impressione di essere una vera schiva sessuale eccitata e pensa che sia quello l’oggetto che quel maschio.
Francesca si mette un dito in bocca e vorrebbe il suo cazzo ma è disposta ad aspettare che lui lo avvicini alle labbra. Il cazzo è in tensione, vorrebbe prenderlo in bocca ma le mani di lui la spingono a voltarsi a pancia in giù. Lui si mette davanti a lei che afferra per le natiche e lo attira a sé. Lui ha la testa sollevata e il glande scivola da solo nella bocca della ragazza e nonostante lui tenti inizialmente di sottrarsi, lo tiene saldamente e riesce a farlo avanzare in bocca prendendolo tutto e dando inizio ad un lento pompino.
Voltata com’è a pancia in giù, lui la bacia e le lecca la schiena, le natiche, i glutei per finire ancora una volta sulla figa, poi si ferma e si spoglia fissandola e mangiandola con gli occhi. Dalla sua espressione si capisce chiaramente che è enorme il desiderio di scoparla.
Alla luce della camera lui appare completamente nudo e lei vede che ha quel corpo che ha sognato e che credeva fosse solo un sogno. Ciò che l’attira è il corpo splendido e quel pene meraviglioso, grande, durissimo che già mi ha fatto godere tante volte solo pensandolo.
A Francesca è spontaneo avvicinarsi a lui e prendere il cazzo tra le mani.
Lui la guarda eccitatissimo e lei si avvicina con la bocca per leccarlo, baciarlo ed anche prenderlo quasi tutto in bocca. le piace da morire il suo cazzo turgido e caldo e le carezze orali lo stanno facendo impazzire, è un vero grande piacere leccarlo ed averlo in bocca fino alla gola.
Con l’esperienza che Francesca ha gli fa passare la lingua tutt’intorno ed estraendolo lo prende ancora in mano, lo fa passare tra le mammelle e lo riprende in bocca. Si accorge che lui potrebbe venire ma è presto ed allora si ferma, non vuole che goda perché vuole che sborri dentro di lei e perché lui lo faccia si rimette inginocchiata sul letto offrendogli il sedere in cui passa soltanto il cordoncino del perizoma.
Francesca tiene ancora un po’ in bocca quel sesso e ci gioca con piacere ma con rammarico il membro esce dalla bocca e Davide si sposta in fondo al letto mettendosi fra le sue gambe che lui ha ulteriormente aperto. Lei trattiene il fiato nell’attesa di una penetrazione.
La ragazza si sente sua perché sa già che le piacerà tutto ciò che vorrà farle nello stesso modo come quello che le hanno fatto le persone con cui mi sono accoppiata e concessa.
Il loro accoppiamento avverrà con l’uomo che si mette sopra di lei.
Dal respiro si capisce che il viso è tra le natiche della ragazza ed un attimo dopo “Sì, sì, sììhhh!!! Oh! mi piace, mi piace!!!“ ed allora inarca le reni sollevandole offrendole la figa poiché ha voglia di lui dentro, sopra tutto ora che è stimolata dalla lingua che si muove sulla rosellina posteriore.
“Oh sì tesoro, ti voglio, lo voglio dentro, dammelo!!!”
“Sì, Francesca, si, eccomi. È tutto tuo!”
Le mani dell’uomo sono forti mentre le afferra i fianchi tenendo sollevato il bacino. Il cazzo trova da solo la strada della figa che è talmente bagnata che scivola fino in fondo già alla prima penetrazione.
Francesca pensava di riceverlo nel culo e si era preparata ad essere allargata ma nella figa immediatamente il piacere le invade il corpo ed allora punta le braccia sul letto per resistere ai colpi perché continua a martellarla con il cazzo che va e viene.
Appena lo sento dentro si sente già impazzire dal piacere.
“Sììììhhh!!!!”
Andando su e giù con quel pene durissimo dopo qualche secondo la giovane ragazza ha la testa che le gira, i brividi le pervadono il corpo, capisce ormai poco e sente il respiro maschile su di lei.
Lei vorrebbe godere ma si conserva ancora e, quando si accorge che lui sta per venire, si scioglie giusto in tempo per godere come matti tutti e due insieme e lei sente il suo sperma che la riempie. Nella sua mente si dice “Oh! Dio mio, è fantastico!”
Ma non le basta e lo vuole ancora ed anche lui. Il cazzo è ancora duro ad indicare che la sua eccitazione è grande come la sua voglia di proseguire.
Affinché lui continui, Francesca tira un po’ su il sedere, lui estrae il cazzo dalla figa e me lo mette dietro, la rosellina non è stata aperta ed è ancora stretta e per non farle male la bagna passando la lingua insalivata.
Francesca sente quel sesso appoggiarsi e lentamente ed anche delicatamente entrare piano un po’ alla volta per non far male.
Entra talmente piano che la femmina gode. E lei piace e vorrebbe che fosse sempre così bello. Lo sfintere si è dilatato e così sono accoppiati analmente.
Infine spinge a fondo il cazzo nell’intestino mettendolo tutto dentro.
Il piacere è unico ed immenso ed a lei piace da morire quando comincia a muoversi.
Sente le mani che le stringono i fianchi, sente il respiro e lei è preda della lussuria e della libidine.
Francesca vorrebbe che qualcuno le facesse delle foto con il cazzo dentro. Quell’idea la fa impazzire, si sente una vera troia ed ancora una volta lui va sul grilletto a sciogliere la grande libidine sciogliendola e facendola gridare mentre entrambe all’unisono godono.
Le ondate di piacere dell’orgasmo le fanno tremare il corpo per il piacere provato.
Quando si disaccoppia lui si distende accanto, le mette un braccio sopra il corpo, si guardano a lungo negli occhi e non c’è bisogno di parlare, bastano gli sguardi per dire che le piace accoppiarsi con lui.
Le prime parole sono “Perché ti piaccio? Tu lo sai che sono bisex, vero?”
“Sì, lo so. Non mi interessa. Mi piaci tantissimo. Perché non vieni a casa mia? Staremo molto più comodi su un letto grande!”
Francesca non si aspettava che quell’invito ma le intenzioni in quel momento sono altre.
Infatti lei non vedo l’ora di sentire ancora il suo peso.
Lui comincia a leccarle iniziando dai piedi succhiando le dita smalto di color rosso e dopo averle succhiate a lungo e strofinate sul suo viso con mille baci, scivola sulla fighetta depilatissima.
Francesca non resiste ed incolla la testa del suo amante fra le sue cosce, da bravo ragazzo lui comincia a leccarla ansimando per la libidine e la succhia annusando l’odore lascivo che si diffondeva dalla mia figa fradicia toccando a volte il grilletto gonfio.
Francesca urlava, gemeva tenendo la sua testa sulla sua intimità.
Mentre lui la lecca, con le mani lei si spreme i capezzoli turgidi e durissimi.
I glutei vibrano intorno la sua testa ed arriva quasi subito l’orgasmo godendo enormemente.
É cosi impaziente di accoppiarsi con lui che lo fa sdraiare sul letto e gli salta addosso. Il cazzo è pochi centimetri al di sotto di lei ed è impaziente, cosi comincia ad infilarlo piano piano fra le cosce e comincia ad agitarsi oscillando su quell’arnese per la gran libidine.
Lo sento tantissimo. È grosso, turgido e caldo. Lui la penetra dolcemente e lei è già sul pianeta della lussuria.
Francesca urla con tutta la forza “oohh..come duro tesoro mio…ohh sii scopami tesoro”
Nel frattempo è scopata nella figa e con le mani lui le stringe i glutei con forza infilando anche un dito nello sfintere fradicio dagli umori che emette dalla figa. Quel cazzo le dà una gioia infinita, una goduria al limite dell’insopportabile facendo uscire l’anima lasciva che l’ha invasa. Si muove sul cazzo e bacia il petto del suo uomo leccando la peluria e poi la sua bocca godendo sulle sue labbra muovendo i glutei sul cazzo s**tenata per la goduria.
Non era mai stata una ragazza per bene ed era felice di sentirsi assatanata dal sesso, era felice di sentirsi una giovane troia, una perversa, e sentiva di avere una figa pronta a ricevere cazzi fino all’eternità, contorce il corpo come un serpente sul cazzo del suo amante e, urlando e gemendo, passa da un orgasmo all’altro.
Il suo amante inizia a venire dentro di lei e lei sente la sborra che la riempie. Per farle capire che le piace, Francesca muove i muscoli delle cosce così lo fa succhiare direttamente dalla figa in fiamme.
Poiché se lo vuole gustare con la bocca, lo fa uscire dalla figa e lo lecca godendosi i sapori della sborra ancora freschissima con il condimento della figa sul quel cazzo. Era una miscela squisita. Poi appoggia la figa ancora bagnatissima sulle sue cosce, sulla sua gamba passa le dita dei piedi e comincia a sfregarsi sul copro del suo amante, accarezza con le mani il suo petto sudato e caldissimo ed il cazzo ancora appiccicoso.
I due si ritrovano agganciati uno all’altro sentendo il calore dei loro corpi nudi e umidi per effetto dei loro umori e del sudore.
Si stendono letteralmente sfatti uno a fianco all’altro ed il sonno della stanchezza li ha trovati abbracciati tenendosi per mano senza dar loro tempo di togliersi di dosso il sudore ed i residui dell’amore.
Al risveglio Francesca è contenta, è felice non soltanto perché lui è riuscito a farla godere come non mai facendomi sentire veramente troia, ma perché ha goduto in modo spensierato lontana dal finto perbenismo, facendole dimenticare Stefano e tutti coloro che l’hanno avuta per sesso.
Quel piacere è una sensazione che ogni donna dovrebbe provare almeno una volta nella propria vita.
La notte è passata troppo in fretta ed il giorno dopo, Francesca ha dovuto sorbirsi il secondo giorno di corso d’aggiornamento ma era già impaziente per la sera che veniva pensando a quale livello di lascivia si sarebbe abbandonata con il suo amante senza che il suo Stefano sapesse niente.

Autore Pubblicato il: 6 Dicembre 2022Categorie: Racconti Erotici, Racconti Erotici Etero0 Commenti

Lascia un commento