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Poiché nelle foto compariva solo Marina, ho impostato il timer sulla fotocamera impostata come telecamera, l’ho poi fatta inginocchiare davanti a me per succhiarmi il cazzo con entrambi nudi sul balcone. Subito dopo abbiamo provato anche altre posizioni da riprender con la fotocamera utilizzando il temporizzatore in modo da realizzare un filmato.
Per fare la nostra prima esibizione abbiamo deciso di farci consegnare la colazione nella nostra camera. Marina doveva solo presentarsi come se fosse una casualità al cameriere che avrebbe fatto servizio in camera sia che fosse stato un ragazzo sia una ragazza. La finalità era di mostrarsi e vedere la loro espressione di sorpresa nel volto e da lì capire se fossimo davvero degli esibizionisti.
La colazione ci è stata portata da un cameriere. Marina si è preparata in bagno e, quando lo ha sentito bussare, è uscita indossando solo il perizoma rosa del bikini per dare con calma il buongiorno e poi, per allungare il tempo affinché lui la vedesse per bene, gli ha dato anche la mancia comportandosi proprio come era abituata a mostrare le tette agli estranei.
Il patto era che dovevo scoparla dopo che lui se ne fosse andato, cosa che è avvenuta come previsto. Nel frattempo la colazione si è raffreddata. Seduti attorno al tavolino, con tono scherzoso, le ho detto “La prossima volta aspetta a scopare dopo aver fatto colazione! Se poi lo richiami per sparecchiare potrai mostrarti di nuovo al cameriere!”
A queste mie battute lei ha riso immaginandosi l’espressione del ragazzo sia la prima che la seconda volta.
Soddisfatta la nostra fame corporale e sessuale, abbiamo guardato la spiaggia dal balcone mentre per prova Marina ha indossato mezza dozzina di perizomi. Infine ha detto di essere pronta dopo aver indossato la parte superiore del bikini che le ha coperto i capezzoli e non molto altro, io ho messo un ampio pantaloncino da jogging neri di tessuto leggero scelto da lei. Abbiamo preso i nostri asciugamani, bevande, crema solare, la chiave della camera e ci siamo diretti verso la spiaggia.
L’acqua del mare era perfetta e mi sentivo più a mio agio con i miei pantaloncini neri di quanto pensassi. Marina ha detto che anche lei si stava divertendo e ha detto che sentiva bene il sole sul suo sedere nudo.
Verso le 13 abbiamo sentito appetito e siamo andati in camera nostra per fare la doccia, rinfrescarci e cambiarci indossando qualcosa per andare a pranzo. Ho indossato una maglietta sopra i pantaloncini neri e Marina ha indossato soltanto il vestito di garza bianco e viola, quello che un paio di mesi prima l’aveva divertita così tanto quando il vento l’aveva sollevato.
Per pranzo ci siamo sistemati a bordo piscina ed abbiamo mangiato hamburger alla griglia.
L’unica cosa eccitante che è successa quel pomeriggio è stata quando, mangiando, ho notato un giovane uomo in piscina che guardava sotto il nostro tavolo. Poiché era un tavolo con piano in vetro, ero in grado di guardarlo attraverso il cristallo e vedere anche il vestito di Marina alto sulle cosce. Lei aveva le gambe incrociate e non potevo vedere nulla ma dato che il ragazzo nell’acqua era più in basso e dalla sua angolazione forse poteva vedere una parte della figa.
Mi sono avvicinato ad un orecchio di Marina e le ho parlato a bassa voce dicendole di non guardare nell’acqua perché mi sembrava che avesse un ammiratore che sembrava stesse cercando di guardare il suo vestito e le sue gambe. Lei non ha girato la testa ma ho visto che lo guardava di sbieco nascosta dagli occhiali da sole, poi mi ha sorriso e mi ha chiesto se doveva fargli uno spettacolo. Le ho chiesto se avesse già mostrato di proposito la figa e mi ha risposto che non l’aveva fatto ma aveva pensato di farlo un paio di volte ed era interessata a provarci.
Le ho detto che tutto dipendeva da lei ma se lo avesse fatto sarei stato disposto a scoparle il culo dopo subito dopo pranzo.
La sua risposta accompagnata da un sorriso ed uno sguardo malizioso è stata “L’idea mi pare deliziosa. Nel trolley c’è il lubrificante nel caso in cui avessi voglia di sodomizzarmi! Quindi caro mio, preparati a goderti lo spettacolo che ora farò!”
Subito ha lentamente disteso le gambe, allargato le ginocchia di circa trenta centimetri ed è rimasta immobile per circa un minuto dando l’ultimo morso al suo hamburger, poi ha bevuto guardandolo dritto negli occhi, gli ha sorriso ed ha allargato le gambe maggiormente scivolando verso il bordo anteriore della sedia, infine si è alzata lentamente e si è messa sul bordo della piscina proprio sopra di lui con le gambe aperte chiedendogli se ciò che vedeva gli piaceva.
Ho sentito dire al giovane uomo che era bellissimo e lei lo ha ringraziato girandosi e tornando a sedersi vicino a me, avvicinandosi ad un orecchio, poggiando una mano su una mia coscia, dicendo di portarla in camera e scoparle il culo.
Mentre era in piedi con le gambe aperte sopra di lui, le ho s**ttato una foto da dietro.
Marina era talmente arrapata dalla situazione in piscina che si è levata il leggero vestito nel corridoio e se lo gettato sulla spalla mentre camminava sinuosamente verso la stanza.
Le ho detto di fermarsi un secondo e le ho fatto una foto in quella posizione nella speranza che qualcuno aprisse una porta e la vedesse così, ma non ho avuto fortuna.
Appena aperta la porta della camera, ho cominciato a spogliarmi, ho fatto cadere i pantaloncini e il mio cazzo già duro è apparso dritto. Marina era andata in bagno per sciacquarsi anche la bocca e la figa ed è tornata portando il lubrificante in mano sorridendo.
“Quanto mi piace vederti così! Non credo che mi stancherò di vedere i tuoi bellissimi 18 centimetri duri che vedo lì avanti che mi fanno venire l’acquolina in bocca e bagnare la figa ogni volta che lo vedo dritto in quel modo! Ora metti un po’ di lubrificante su quella cosa e, per favore, mettimelo nel culo!”
Come potevo rifiutare una richiesta del genere?
Ero già disteso a letto nudo e le nostre labbra si sono unite. Ci siamo baciati con le lingue in bocca mentre facevo scivolare il suo perizoma alle caviglie. Quando le ho leccato una tetta, l’odore della figa è salito al mio naso, non era forte né cattivo ma ho capito che era bagnata e pronta per scopare. Mi piaceva l’aroma che dalla sua figa arrivava alle mie narici e mi sono reso conto che quel profumo sarebbe diventato più intenso se mi fossi preso cura del suo sesso.
Naturalmente il mio cazzo era duro come la pietra mentre ci baciavamo e ci accarezzavamo l’un l’altra.
Ho sfregato il cazzo contro le sue cosce mentre le nostre lingue continuavano ad incontrarsi con baci a bocca aperta.
Ho baciato Marina anche sul collo.
Ho scoperto che leccare, succhiare e lasciare che un po’ della mia saliva cadesse sul collo di una donna mi eccitava e provavo un particolare piacere che non le importava che lo facessi.
Sapevo che avrei potuto fare quasi tutto quello che avrei voluto con Marina.
Il suo corpo più abbronzato contro la mia pelle più chiara era un ulteriore elemento di eccitazione. Curiosamente il mio cazzo era più scuro della pelle del mio corpo d appariva anche più erotico.
Dopo un po’ ho premuto leggermente le sue spalle verso il basso per farle capire che volevo che mi succhiasse il cazzo.
Marina adorava il cazzo duro almeno quanto io la sua figa.
Per qualche motivo, prima di cominciare a succhiare, mi ha guardato per un secondo o due ed ho risposto con un ampio sorriso abbassando la testa ed iniziando a leccare la cappella, assaggiando il liquido preorgasmico che già cominciava ad apparire sulla punta.
Marina sapeva benissimo come fare un pompino e non ha esitato a prendere il cazzo in bocca leccandolo dappertutto e risucchiandolo in bocca.
Ero in estasi e mi ero dimenticato che avrei dovuto scoparla in culo.
Marina lo ha massaggiato tenendolo stretto alla base con due dita per farlo diventare più grosso e forte. Delicatamente ho spinto un po’ il cazzo nella sua bocca perché desideravo che ne prendesse di più ma, allo stesso tempo, non volevo dare l’impressione di essere troppo insistente e mi sono limitato a lasciarla fare.
Me lo leccava e bagnava con la saliva dappertutto, preparandolo per il suo caldo culo.
Poiché era stesa su un fianco mi era facile sgrillettarla facendola bagnare tantissimo. Non le ho infilato le dita dentro, più che altro ho titillato il clitoride e la zona circostante.
Per facilitare le mie mosse, Marina ha aperto al massimo la gamba sinistra come se volesse mostrarmi quanto potesse eccitarsi.
A lei piaceva moltissimo essere scopata ed essere usata. Una volta, mentre parlavamo di sesso, mi aveva chiesto di fare un’esperienza con me ed un altro uomo che la scopavano insieme, quindi con due cazzi che la scopavano nel buco del culo ed anche nella figa. Quando le risposi affermativamente, ci ha riso su pensandoci e se ne è uscita con “Se lo facessimo, mi farebbe sentire davvero una puttana!”
Quel pomeriggio di vacanza più mi succhiava e più mi chiedevo se avrei dovuto venire nella sua bocca oppure aspettare e godere dentro nel suo culo. Il mio dibattito interno è stato vinto dal culo.
L’ho fatta avvicinare alla mia bocca e l’ho baciata sulle labbra per poi passare alle tette, che posso dire essere ben sviluppate, e si è messa nella posizione del missionario affinché la scopassi.
Era la mia posizione preferita perché così posso avere il controllo e lavorare sia la figa che il culo.
Anche lei la pensava come me.
A lei piace che la figa venga scopata forte ed in profondità ed a me riesce meglio quando sto sopra.
A quel punto Marina era molto tranquilla e mi ha sussurrato che le piaceva quanto fosse grande e grosoo il mio cazzo. Infatti quando le ho infilato il cazzo dentro, sembrava che lei fosse una vergine alla prima esperienza. Con ciò intendo dire che le pareti della sua figa erano così strette che io non potevo letteralmente spingermi oltre eppure le grandi labbra della figa erano bagnate ma la sua figa la sentivo veramente stretta.
Però quando mi sono ritratto un po’ indietro, lei mi ha afferrato per i fianchi e mi ha tirato a sé facendosi penetrare ed io ero talmente arrapato e l’avevo così grosso che l’ho trovata ancora dannatamente stretta.
Quando le ho accarezzato il culo e le ho baciato di nuovo il collo e le spalle, lei si è girata stendendosi con la pancia in giù, io mi sono messo su di lei, ma questa volta con la sua schiena ed il sedere verso di me per continuare a baciarla sul collo e sulle guance. Il mio cazzo ora duro sfregava tra le sue natiche. Marina ha sollevato i fianchi spingendo all’indietro per offrirsi alla penetrazione anale.
“Sono pronta se lo sei tu”’ ha mormorato.
Allora ho premuto lentamente contro il suo sfintere ma questa volta è risultato essere più stretto della sua figa. L’ho vista afferrare le lenzuola del letto le mani mentre tentavo di allargare lo sfintere.
Alla fine si è rilassata ed ho pensato a lubrificare meglio sia il cazzo che il culo.
Poiché la sua voglia non era minore della mia, con una mano si ha passato il cazzo tra le natiche e lo ha posizionato al centro della rosellina dello sfintere.
Mentre premevo, lei ha afferrato le lenzuola ed ha spinto all’indietro per aiutarmi ad entrare.
Quando infine sono entrato dentro, entrambi sapevamo di essere in paradiso.
La sensazione del suo culo soffice che avvolgeva il mio cazzo era la migliore che avessi mai avuto nel fare sesso con lei. Anche se subito non potevo metterlo tutto dentro, mi sono goduto ogni minuto di quella prima apertura del culo.
Quando Marina si è sentita a suo agio a tenermi dentro, lei ha spinto indietro per prendermi più dentro di sé ed io ho affondato il cazzo fino ad arrivare alla radice non limitandosi a farsi scopare ma, per quanto era libidinosa, voleva a tutti i costi raggiungere il piacere così come lo volevo io.
Lei era bravissima nel muovere il culo, sapeva come aprire bene le gambe e muovere i fianchi per farsi scopare da un cazzo di cui ne andava matta.
Mi aveva detto che quando un ragazzo le piaceva poteva fare qualunque cosa lei volesse.
Di nuovo l’ho baciata sul collo, sulle guance, sulla bocca e l’ho scopata velocemente per circa mezzo minuto poi mi sono fermato per trattenere la sborrata.
Sembrava che più forte la scopavo, più le piacesse ma ero troppo esausto per durare a lungo ed allora le ho chiesto dove preferisse che sborrassi: nella figa, nella bocca o nel culo.
Marina non ha avuto esitazioni spingendo subito il culo all’indietro impalandosi con il cazzo e rispondendo “Ovviamente nel culo!”
H pensato che se le avessi fatto la stessa domanda stando nella figa, lei mi avrebbe detto “Nella figa!”
Quel primo pomeriggio stavamo entrambe molto bene. Mi sentivo molto forte e virile e lei si sentiva chiavata bene ed era felice di avermi accontentato.
Mentre la scopavo, lei ha detto “Scopami, dai, scopami, sfondami!” e si è aggrappata alle lenzuola aprendo le gambe per darmi un accesso ed un controllo completo. In quei momenti avrei voluto che quella scopata non finisse mai, ma ero anche conscio che sarebbe finita.
In un momento seguente, proseguendo a chiavarla, l’ho fatto velocemente e lei è venuta con le gambe che si agitavano nell’aria per il godimento.
A quel punto il mio cazzo era terribilmente duro poiché non ero riuscito a venire.
Da quando aveva iniziato a mostrare parti del suo corpo agli altri, Marina mi sempre ha fatto sentire un superuomo ed un amante potente.
Quando ho iniziato a venire l’ho inizialmente scopata più forte e poi dopo un mio urlo simile ad u grugnito, ho avuto l’orgasmo che le ha riempito l’intestino.
Lei sentendomi fermo ma con il cazzo al massimo della grossezza tutto dentro di lei, si è voltata e mi ha sorriso per ringraziarmi.
Il ritmo è diminuito ed entrambi abbiamo fatto un lungo respiro e lasciato che i nostri corpi sudati si riposassero.
Ho pensato che è proprio vero che le ragazze sanno quello che vogliono!
Mentre il mio cazzo si ammorbidiva, con riluttanza sono uscito dal suo culo baciandola.
Eravamo entrambi madidi di sudore. Le ho preso la mano ed abbiamo incrociato le dita.
La stanza era silenziosa e sembrava che avessimo scopato per ore.
”Marina, ti amo, davvero”
“Mmmmm!” ha fatto lei.
Durante l’inculata l’aroma della sua figa è diventato più intenso il che mi ha fatto eccitare ulteriormente.
Ho afferrato il suo culo con entrambe le mani in un modo da farle aprire ulteriormente le gambe che erano poggiate sulle mie spalle. Sapevo da altre fugaci e clandestine esperienze che quando afferravo il culo di una ragazza in quel modo, potevo penetrarla meglio.
Ho tirato a me Marina per scoparla più profondamente dicendole “Senti quello che mi stai facendo? Mi stai facendo godere un casino!”
“Mmmm, mi piace, mi piace proprio! Questo è quello di cui ho bisogno. Voglio sentirmi femmina e voglio che sia vista da tutti con qualcosa di bello e forte dentro di me. Come sarebbe bello se mi vedessero con il culo occupato e con te dentro!”
Ho interpretato le sue parole come un invito ad aprirla ancora di più e le ho risposto “Allora apriti per me, lasciami entrare tutto dentro”
Per un attimo mi sono sentito sposato con Marina e che lei fosse la madre dei miei figli, tanti figli, frutto delle numerose ed incessanti scopate.
Quel pomeriggio ci abbiamo dato veramente dentro. Più lei mi lasciava scopare, più forte lo facevo.
Avevo una resistenza incredibile che mi ha sorpreso. Riuscivo a controllare bene la fase pre orgasmica.
Dopo circa venti minuti sono venuto nel suo culo. Avrei voluto durare ancora di più ma la stanchezza si stava facendo sentire.
Dopo essere venuto sono rimasto dentro di lei per qualche minuto e le ho detto quanto era stato bello per me. Anche lei mi ha detto che era contenta che fossi venuta nel suo culo. Mentre la baciavo ancora l’ho informata che prima di finire la vacanza avrei voluto incularla ancora e lei ‘Lo sai che quel culo ha bisogno di scopato, purché tu ci vada piano, vero? E che ho bisogno di avere questo tuo cazzo sempre dentro di me?”
Mi ha guardato fissa amorevolmente negli occhi per capire la mia reazione.
Prima che diventasse troppo tardi, ho preso la mia macchina fotografica e le ho fatto alcune foto con le gambe aperte, un’altra con le grandi labbra aperte e poter vedere la figa aperta ed una con le sue labbra poggiate sul cazzo che mi stava tornando duro.
La mattina dopo siamo scesi a colazione con Marina che indossava solo una nera con spalline sottili e mostrava molto del suo seno ma non i capezzoli a meno che non si piegasse. La lunghezza della camicia da notte in seta scendeva a circa dieci centimetri sotto il suo sedere. Sono rimasto sorpreso che nessuno ci abbia detto nulla riguardo alla sua semi nudità.
Sulla via del ritorno nella stanza, appena prima di arrivare all’ascensore, ha lasciato scivolare una delle spalline lasciando uscire un’intera tetta ed è rimasta così quasi per tutto il tragitto fino alla stanza. A poca distanza dalla nostra camera ha fatto scivolare l’altra spallina lasciando che il vestito scivolasse lungo il suo corpo fino al pavimento.
“Ti dispiacerebbe raccoglierlo, caro? Sembra che mi sia scivolato ancora una volta. Mi sa che ultimamente ho dei problemi con i miei vestiti che indosso!”
Entrati in camera ed aver messo un po’ di ordine tra le lenzuola, avevamo deciso di andare in spiaggia ma abbiamo sentito un tuono. Guardando fuori dalle finestre ho visto il cielo diventare scuro e sollevarsi il vento. Le previsioni sullo smartphone indicavano pioggia tutto il giorno ed allora abbiamo deciso di tornare a letto.
Girandomi verso di lei per baciarla, l’ho vista tenere in mano il lubrificante usato il giorno prima e Marina mi ha sorpreso con “ieri mi sono divertita molto. Perché non lo facciamo di nuovo?”
Non me lo sono fatto ripetere ma non avevo più la forza e la voglia del pomeriggio del giorno prima. Comunque sono riuscito a venirle nel culo ma è stato diverso.
Quella sera Marina ha indossato il suo completo di pizzo nero per rendere quei momenti ancora più romantici che era un abito adatto all’occasione e poi siamo andati a cena allo snack-bar sulla spiaggia.
Il cameriere che ci ha servito continuava a girare per vedere i capezzoli di Marina che erano facilmente visibili attraverso il pizzo nero.
Dopo aver cenato siamo rimasti un po’ sul patio sul retro del bar bevendo qualche bibita senza ingurgitare bevande alcoliche. Abbiamo anche ballato un po’ e Marina con il suo aspetto e la sua fresca gioventù era al centro dell’attenzione dei presenti e lo sapeva divertendosi tantissimo. Vestita con quell’abito in pizzo nero, tutti potevano vedere ed ammirare i suoi capezzoli e la forma del suo sedere. Ballando con lei sentivo costantemente le sue tette sul mio petto e sulle mie braccia. Per mio conto le strofinavo il culo mentre tutti ci guardavano. Marina alla fine mi ha detto che la stavo facendo arrapare molto e che aveva bisogno di essere scopata.
Poiché aveva smesso di piovere e la sabbia era umida siamo tornati in camera ma, lungo la strada, Marina mi ha trascinato su una duna di sabbia, al buio mi ha tirato giù i pantaloncini e ha iniziato a succhiarmi, poi si è tolta il perizoma e mi ha spinto sulla sabbia e si è messa a cavalcioni su di me. Voleva essere chiavata e non mi sarei di sicuro negato a farlo.
Mi ha afferrato il cazzo in erezione, ha allineato la figa e si è lasciata cadere impalandosi.
Mi ha quasi mozzato il respiro mentre lo spingeva dentro con forza.
Muovendosi come un’ossessa non ci è voluto molto perché entrambi sborrassimo.
Poi ci siamo liberati della sabbia che si era incollata ai nostri corpi e che si era depositata sugli abiti ed abbiamo sentito qualche battito di mani nell’oscurità. Evidentemente qualcuno ha visto la nostra performance.

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Autore Pubblicato il: 13 Luglio 2022Categorie: Racconti Erotici, Racconti Erotici Etero0 Commenti

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