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La professoressa ricattata discende nella lussuria parte 1

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La professoressa era seduta sulla sua scrivania intenta a correggere i compiti di italiano della classe 5a. Anche se la scuola era ormai finita da una mezz’oretta non aveva alcuna fretta di tornare a casa. Suo marito era partito per l’ennesimo viaggio di lavoro verso Torino e non sarebbe tornato per almeno un’altra settimana, sua figlia Lucia sarebbe invece uscita dall’università tra qualche ora per passare poi il fine settimana in campeggio con le sue amiche. Lei se ne sarebbe andata in palestra e poi avrebbe passato il fine settimana sul divano a guardare Netflix.

Sara e Andrea erano sposati ormai da una ventina d’anni, un matrimonio perfetto e senza problemi se non fosse che da quando Andrea aveva ricevuto l’ultima promozione passava più tempo in viaggio che con lei. 

La professoressa fu interrotta dal fiume dei suoi pensieri da un secco battito alla porta. Girandosi vide Giovanni, uno dei suoi maturandi di quest’anno. Giovanni era uno studente molto brillante. A diciott’anni era alto, bello e un pò arrogante. Tuttavia era una specie di lupo solitario e malgrado la sua bellezza non aveva molti amici né una ragazza, per quanto ne sapeva lei.

“Entra pure Giovanni, non ho ancora finito di correggere i compiti”

“Non è per quello che sono qui professoressa, c’è qualcosa che voglio mostrarle”

” Non c’è problema, cosa vuoi mostrarmi?”

Giovanni apri il suo zaino e prese una vecchia rivista per adulti. Il cuore di Sara smise di battere per un secondo quando riconobbe la copertina, 5 aprile del 78. Aveva sempre pregato che nessuno scoprisse il suo vecchio segreto.

Giovanni apri la rivista mostrando un servizio intero di sei pagine della famigerata professoressa intenta a mostrare tutta la sua mercanzia in maniera molto provocante.

“Stavo esaminando vecchie cianfrusaglie in soffitta quando guarda quello che ho trovato”

Sara cercò subito di calmare il suo respiro “Giovanni, è stato molto tempo fa, non erano tempi facili e avevo un assoluto bisogno di denaro. Ti prego dimentica quello che hai visto e dammi quella copia in modo che possa bruciarla e dimenticare anch’io”.

Giovanni rimise la rivista nello zaino e si sedette sul banco davanti alla cattedra “Non credo che andrà cosi professoressa, penso invece che io e lei dovremmo avere una piccola conversazione. Chiuda la porta”

Sara si alzo e chiuse la porta, ansiosa di chiudere questa faccenda il più in fretta possibile. “A chiave” Giovanni disse mentre si alzava e andava a sedersi sulla sedia dietro la cattedra, la sedia della professoressa.

Chiusa la portata e vedendo il giovane seduto sulla sua sedia Sara non poté far altro che sedersi su una sedia in prima fila e guardare Giovanni spaventata. Non aveva uno sguardo molto rassicurante.

“Si alzi e stia dritta davanti alla cattedra professoressa”

“Preferisco sedermi in prima fila Giovanni”

“Le ho detto di mettersi in piedi davanti alla cattedra”.

Sara si alzò e obbedì spaventata, era completamente in sua balia.

“Le piace insegnare qui professoressa”

“Si Giovanni mi piace molto insegnare qui”

“Tuo marito è a conoscenza di queste foto?”

“No”

” Cosa penserebbe Lucia se le diffondessi all’università dove studia?”

“Ti prego, no. Come fai a sapere di Lucia?”

Sara iniziò a tremare rendendosi conto che si trovava in una situazione estremamente vulnerabile.

“Cara professoressa le ho appena dato tre ragioni per le quali dovrebbe valutare attentamente la proposta che sto per farle”

“Cosa vuoi Giovanni?”

“Io voglio lei”, rispose Giovanni con calma ” Voglio possederla. Voglio che lei esegua senza pensare qualsiasi ordine le dia, senza domande, senza obiezioni, senza lamentele. Se rifiuta in qualsiasi momento o se non mi obbedirà questo magazine sarà distribuito per tutto questo liceo, per l’università di Lucia e delle copie saranno inviate anche a suo marito e al suo datore di lavoro, magari anche ai suoi colleghi, chissà. Se accetta sarà solo il nostro piccolo segreto”

Le ginocchia di Sara divennero deboli, le sembrò di perdere 10 anni in un colpo solo. Non poteva permettere che queste foto fossero rese pubbliche ma quello che Giovanni le stava chiedendo..

“Le è chiara la proposta professoressa?”

“Non capisco Giovanni. Sono la tua professoressa, non mi puoi trattare cosi”

“E’ molto semplice invece, se non mi obbedirai non sarai più la professoressa, la moglie, la madre di nessuno” , Sara quasi mori sentendo quelle parole.

“E quanto dura questo ricatto?”

“Fino a quando ne avrò voglia. Ora basta parlare. Metta le mani lungo il suo corpo, di lato, stia dritta e guardi dritto davanti a lei”

Non sapendo cosa fare Sara obbedì.

Giovanni si alzo dalla sedia e lentamente fece un giro intorno a lei.

“Capisce che nel momento in cui mi disobbedirà questa sarà la sua fine vero?”

“Si Giovanni”

“Signor Giovanni per lei”

“Si, signor Giovanni”, disse Sara con una lacrima che le scivolò lungo il viso

“Sbottoni la sua camicetta professoressa”

“Ti prego non farmi questo Giovanni”

Giovanni le si avvicinò e senza preavviso le diede un forte schiaffo sulla guancia

“Troia. Fallo ora”

Sara gelò terrorizzata.

” Va bene le foto saranno distribuite a tutti per lunedì penso”

Giovanni mise le mani in tasca sorridendo, prese lo zaino e fece per andarsene.

“Aspetta”

“Si?”

“Ti prego non farlo, ti darò tutti i soldi che vuoi”

“Non mi interessano i soldi, arrivederci professoressa”

“Aspetta Giovanni, signor Giovanni, lo farò, non te ne andare”

Giovanni si girò e osservo compiaciuto la rigida professoressa sconfitta. “Allora?”

Sara iniziò a sbottonarsi lentamente la camicetta, rossa in viso e con le guance macchiate di lacrime.

“Ora il reggiseno professoressa” 

Sara mise le mani dietro la schiena e sciolse il gancio del suo reggiseno. Mettendo in mostra le sue tette grosse e ancora abbastanza sode”

Mentre Sara stava per posare il reggiseno sulla cattedra insieme alla sua camicetta Giovanni le disse “Lo metta nella spazzatura professoressa non ne avrà più bisogno d’ora in poi”

Come aveva fatto ad arrivare fino a li, Sara non capiva più niente.

“Ora la gonna professoressa, sulla scrivania” 

Sara obbedì ancora, ormai come un automa.

“Professoressa vedo che dovremo andare a migliorare la sua scelta di intimo, si tolga queste orribili mutandine e le metta nella spazzatura”

Mortificata pure per i duri commenti Sara le tolse e le mise nella spazzatura.

“Torni sull’attenti professoressa”

Giovanni si avvicino da dietro la scrivania, mise le mani in avanti e pizzicò i suoi capezzoli.

“Un pò duri professoressa. Le piace?”

Giovanni pizzicò più forte

“Mi risponda professoressa”

“No, non mi piace” mentì Sara, non capendo come una situazione del genere potesse eccitarla.

“Penso che lei mi stia mentendo e per questo sarà punita.”

“Ho sentito da Lucia che suo marito è assente per almeno una settimana e che la stessa Lucia passerà il weekend in campeggio. E ciò significa che la avrò tutta per me questo fine settimana”.

Sara ebbe un brivido fortissimo. 

“Starò da lei questo weekend professoressa. Sono sicuro che per lunedì avrà capito completamente le mie richieste”.

“Andiamo a casa sua professoressa, prenda il righello di legno con lei. Ah e non si dimentichi di portare fuori la spazzatura. Non vorremo che qualche bidello pensi male vedendo gli obrobri che butta nel cestino”

Sara non aveva mai usato il righello di legno ma sapeva che era nell’armadio, era di legno, duro, almeno un metro.

I due uscirono dalla porta e iniziarono la loro avventura.

Questo è il mio primo racconto, scrivetemi cosa ne pensate e come vorreste che la storia continuasse a mastersole95@yahoo.com. 

A presto.

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