Leggi qui tutti i racconti erotici di: 1948

Nel riflettere sulla sua vita passata Marina si è resa conto che non aveva provato molte emozioni da quando si era lasciata con il suo fidanzato di malo modo poiché lui aveva un’altra donna che era incinta nello stesso periodo in cui lo era lei e lui aveva preferito stare con l’altra.
Lui era un professionista e Lucio era suo figlio mai riconosciuto. Quell’uomo con lei fino al momento della rottura è sempre stato molto attento e affettuoso e non le ha mai fatto mancare niente facendola sentire una principessa anche se nell’ultimo periodo tra lei e lui il dialogo si era smorzato.
È vero che la loro vita sessuale si era trasformata in una semplice e noiosa routine ed alla fine tra i due non c’erano rapporti soddisfacenti e gli accoppiamenti erano diventati scarsi. Forse anche per questo Marina sentiva molti stimoli sessuali ma con lui proprio niente. Poteva essere un presagio di una rottura e che lui avesse un’altra amante e quest’ultimo pensiero le faceva passare, se ce ne fosse stata, ogni voglia.
Quella situazione di quasi stagnazione sessuale dovuta a noia ed insoddisfazione, per sfogare le sue voglie, che erano arrivate a livelli notevoli, Marina ha esplorato il campo della masturbazione che con i vibratori ed i dildo di ogni forma le avrebbero potuto dare grandi godimenti surrogando cazzi veri. A sgrillettarsi ci aveva pensato tante volte ma quelle idee aveva sempre scartate, stavolta però voleva perfezionare l’autoerotismo che nel periodo iniziale era semplicemente piacere voyeuristico di sé stessa ma in seguito ha trovato altre varianti che le hanno dato grandi piaceri. Infatti a Marina piaceva specchiarsi nuda a guardare la sua silhouette a clessidra con la base raffigurata nei fianchi sodi, ma non abbondanti, che nel salire aveva la parte stretta nella vita per poi allargarsi nuovamente nel petto dove le tette avevano la forma di quelle di una vera femmina un po’ meno sode delle non grosse e né abbondanti sormontate da capezzoli lunghi e scuri che le davano il sottile piacere di essere narcisista con conseguenti soddisfazioni e piaceri.
Quando aveva il suo maschio, teneva corti i peli della figa in modo che fosse piacevole vedere e toccare la rada peluria che contrastava bene con la pelle chiara del pube e del suo corpo che da studentessa era stato motivo di invidia da parte di molte ragazze e di carezze da parte delle sue amiche più intime.
Nei miei momenti d’intimità i capezzoli erano il primo punto da cui iniziare a toccarsi per eccitarsi, li stringeva con le unghie di due dita, li tirava eccitandosi sempre di più allo scorrere dei secondi.
Marina sapeva quando far scendere una mano sulla figa godendo la decisione che metteva per trovare i punti più sensibili che non aveva trovato anche quando si mostrava sgrillettandosi al suo fidanzato.
A lei piaceva vedere aprirsi le grandi labbra di quella bella figa e si piaceva nel farsi ingrossare e scappucciare il clito che cresceva tra le sue dita accendendole la voglia e la libidine.
Utilizzando il grande specchio della sua camera, solitamente infilava due, tre ed anche quattro dita nella sua intimità e ciò la faceva esplodere. Il motivo dell’introduzione era nel convincere sé setta che la figa si sarebbe allargata ed era nella sua mente potersi mettere la mano ed il polso dentro a sostituire ciò che il suo ex non le aveva dato e se lo aveva ricevuto, quel bel momento ormai se l’era dimenticato. Il tenere le dita dentro e sgrillettarsi con le dita dell’altra mano senza estrarle e guardarsi piena le dava un grandissimo piacere. Ad accompagnare il suo autoerotismo Marina comprava molti reggiseni e mutandine di pizzo ed anche lingerie velata e trasparente che attiravano la sua attenzione e fantasia di situazioni erotiche nel navigare su internet nei vari negozi di quel genere di biancheria di lusso.
Prima della rottura Marina non indossava, se non sporadicamente, lingerie di quel tipo con mio marito e quando accadeva si sentiva in imbarazzo davanti a lui ma quella sensazione spariva appena lui usciva di casa ed allora li indossava anche durante il giorno in casa passando e ripassando a vedersi e rivedersi allo specchio in pose che con il passare dei mesi sono state sempre più pornografiche poiché cercava di imitare le situazioni dei film che vedeva sempre più spesso.
Marina era sempre più dibattuta tra l’essere una donna seria, sexy, ma senza eccessi ed anche una pervertita che guardava film porno e sé stessa allo specchio come una ninfomane incallita.
Per strada, indossando minigonne aderenti, calze con reggicalze ed in alternativa autoreggenti, reggiseno e spesso niente la, scarpe a tacco alto oppure altissimo con zeppa anche per fare la spessa quotiRina le davano la sensazione di essere pervertita ma ogni giorno, nel rituale arco di tempo dedicato ai siti porno, cercava filmati sempre diversi e sempre più spinti nell’erotismo vedendo con grande piacere filmati di scambio di coppia, BDSM, fisting estremi, torture, applicazione di piercing alle parti intime e più eroticamente sensibili, ecc.
Non bastavano le sensazioni che il mio corpo le dava, voleva qualcosa che la eccitasse maggiormente, qualcosa di profondo e di più penetrante.
Marina ha provato ad abbonarsi a dei siti pornografici per vedere film senza tagli o mascherature e la sua voglia di godere è aumentata di molto arrivando ad avere spesso due orgasmi, uno dopo l’altro, ed in alcuni casi anche tre. Per sditalinarsi e sgrillettarsi orientava lo specchio dell’anta dell’armadio della sua camera matrimoniale in modo da vedersi riflessa. Il PC con il monitor di grandi dimensioni era non lontano e per masturbarsi, dopo vari tentativi, ha trovato la posizione ed il numero di cuscini da mettere sotto la testa per guardarsi sia direttamente che riflessa.
Al lavoro, al bar, al ristorante con le amiche ed in auto i suoi pensieri si erano sempre più orientati al mondo porno.
Un giovedì le è capitato di pensarci tanto che ha dovuto accostare al marciapiede, andare su un sito di film porno e cercare gli ultimi lavori di Melena. Non poteva toccarsi la figa ma ha sollevato la mini mettendo alla luce il colore giallo intenso del suo string, le fettucce de le pinzette del reggicalze e di conseguenza la balza delle calze stesse. Lei non si è accorta che stavano passando tre ragazzine con lo zaino della scuola sul marciapiede e che una di loro si è staccata dalle altre due per andare a guardarsi nello specchietto esterno retrovisore. Proprio in quel momento lei stava guardando la scopata di un negro con una ragazza bianca.
La ragazzina ha fatto un cenno alle altre che si sono avvicinate. Marina era talmente presa dal piacere di vedere quella scopata sul display del telefonino che non si è accorta di niente. L’ha riportata alla realtà la risatina di una delle ragazze che guardavano insieme lei il video sul telefonino. Non appena le ragazze si sono viste scoperte a fare le ficcanaso si sono allontanate guardando nella sua direzione sghignazzando.
La prima mossa istintiva di Marina è stata nell’abbassarsi la mini gonna, per altro con scarso successo essendo già cortissima per come era stata tagliata, ed ha interrotto la visione facendole dimenticare la voglia di godere per un po’. Ha poi ripreso ad andare verso casa ed ha ripensato alle ragazzine che l’avevano messa in forte imbarazzo.
Dopo essersi guardata intorno attentamente per vedere se qualcuno l’avesse vista e riconosciuta, si è avviata verso casa emozionatissima con gli ormoni a mille. Mentre ero in auto cresceva in me una strana arrapante curiosità per quel video che aveva visto e di cu immaginava la fine.
Arrivata a casa, ha socchiuso le persiane, ha chiuso le finestre e si è denudata lasciando sul pavimento sia gli abiti che la lingerie distendendosi infine sul grande letto riprendendo a vedere dall’inizio il filmato interrotto dalle ragazzine.
Marina aveva la figa già molto umida e le immagini di donne scopate da uomini molto dotati l’hanno fatta tornare indietro con gli anni ma allo stesso tempo con il corpo da donna con tutti gli attributi ben esposti ai suoi stessi occhi. Lei si sentiva una ragazzina come quelle che si erano avvicinate all’auto. L’essere stata vista ha accentuato la sua eccitazione che l’ha portata a sognare di essere lì con quella ragazza così bella che indossava sempre meno vestiti e poi vederla seduta nuda sul pavimento con le gambe spalancate davanti a quello specchio a guardarsi, aprire le labbra della figa e infilare persino un dito nella sua fighetta umida.
Ciò ha dato a Marina la certezza che lo specchio a figura intera era stata una scelta non azzardata ma ben riuscita. Infatti nel vedersi pensava che quella immagine fosse della ragazza in carne ed ossa che si muoveva davanti allo specchio lasciando dietro di sé i vestiti, la giovane si è levata la camicia e mentre sbottonava i pantaloncini di jeans, con l’altra mano si ha slacciato il reggiseno lasciando cadere i due capi a terra e poi sedendosi. Restando in quella posizione davanti allo specchio ha sfilato le mutandine con un movimento sinuoso e le ha lasciate lì sul pavimento.
La ragazzina senza nome era completamente nuda con la schiena contro il comò proprio davanti allo specchio ed ha aperto le gambe per dare un’occhiata alla sua figa sentendo qualcosa di bagnato tra i glutei ancora non totalmente formati, si è anche guardata meglio per cercare di capire se avesse fatto pipì apprezzando positivamente quella sensazione.
Marina si è ricordata di quando, da teenager, ha aperto le gambe e si è guardata allo specchio proprio come la ragazzina nella sua mente. Al quel tempo lei era rimasta sbalordita nel vedere la giovane fighetta luccicante e gocciolante e non aveva potuto farne a meno di toccare per vedere di cosa si trattasse. Il suo primo pensiero è stato che si era fatta la pipì addosso, però allungando le dita, passandole sulla figa bagnata, ha constatato che non era pipì poiché era qualcosa di scivoloso ed inoltre veniva prodotto dal passare le dita su e giù ed anche a cerchi sulla fighetta. Marina non aveva mai provato niente del genere ed era così bello farlo così ha scoperto che, per la prima volta, più muoveva le dita attorno alle grandi labbra più diventava bagnata.
Per lei era un nuovo gioco giovanile che sarebbe durato per tanto tempo fino a quel giorno quando si era fermata per l’eccitazione dovuta al desiderio irresistibile di vedere un film porno sul telefonino.
Quella ragazzina quel giorno non era stata una immagine fugace. Infatti quel giorno, al rientro a casa, ha sognato di essere con lei, ha giocato con la sua figa con gli occhi chiusi per circa un minuto, poi ha usato due delle sue dita per allargarle le labbra della fighetta ed ha aperto gli occhi per guardare quelle di entrambe allo specchio.
Nella mente le è passata la frase “Oh mio dio! É bagnata e umida, forse anche più bagnata di me. Mi piace quel rosa lucido della fighetta! Oh come vorrei leccarla dopo averla sgrillettata!”
Marina ha aperto le gambe più che poteva ed ha iniziato a passare l’indice della mano destra su e giù per la sua figa bagnata e gocciolante già da alcune ore. Le è piaciuta immensamente la sensazione del dito che scivolava tra le grandi labbra bagnate della figa ed ha girato la testa per vedere la ragazza immaginaria pensando nella sua mente di fissare i suoi occhi, lei aveva il medio nella figa e nella mente l’altra sua mano l’ha portato su quell’altra giovane figa che ha anche immaginato di penetrare e, con sorpresa, ha scoperto che scivolava dentro con pochissima resistenza azzardando di spingerlo fino in fondo ricevendo sensazioni fortissime.
A quel punto i fianchi di Marina si sono mossi da un lato all’altro, su e giù, aumentando le sensazioni nel profondo della propria figa bagnata sentendosi femmina ed allo stesso tempo attrice del film porno che stava guardando.
“Se lei può farlo, posso farlo anche io!” si è detta.
Alla ragazzina si era sostituita l’attrice del film ed il dito indice si è mosso deliziosamente dentro e fuori, la mano sinistra l’ha utilizzata per andare un po’ avanti nel filmato e vedere cosa avrebbe provato la modella così anche lei avrebbe eseguito le medesime mosse quasi a sfidarla. Non vedeva l’ora di scoprire cosa l’attrice avrebbe fatto nella scena seguente.
Marina, estremamente eccitata ma anche un po’ nervosa, si è chiesta se fosse stato possibile infilare tre dita nella propria figa come vedeva nel filmato e c’era solo un modo per scoprirlo.
Ha levato il dito medio e ha iniziato a giocare con la figa bagnata lubrificando l’indice, il medio e l’anulare con i suoi succhi, ha dato un altro sguardo alla modella che spingeva tre dita in lei ed al suo volto che era stravolto dal piacere. Marina voleva provare cosa si provasse ed ha spinto tre dita ben lubrificate nella sua figa avendo una forte sensazione dalla sua figa che appariva stretta ma che si allargava per accogliere le dita all’interno. La bocca della sua figa pareva una bocca spalancata che ansimava per prendere aria. Un lungo gemito soffocato le è sfuggito insieme a “Oh mio dio, le sento così bene!” e più le sue dita andavano in profondità, meglio si sentiva, inoltre, ad ogni minuto di quell’intenso piacere, la sua figa diventava sempre più lubrificata e sempre più larga, i succhi scorrevano sulla pelle finendo sul suo sfintere ed assorbite dalle lenzuola.
Guardandosi allo secchio si è trovata molto erotica e sensuale. Si piaceva vedersi nuda, con le scarpe a tacco alto ancora ai piedi e con le dita dentro proprio come l’attrice che procedeva incurante di lei.
Mentre le tre dita toccavano l’utero, Marina ha improvvisamente sentito il bisogno di averne quattro dentro volendo imitare la ragazza del filmato che faceva altrettanto. Lei non pensava che fosse possibile introdurne così tante e si è chiesta se potesse far entrare la mano fino al polso.
Quando ci ha provato su sé stessa, Marina ha dovuto coprirsi la bocca con la mano libera per non urlare forte dando preoccupazioni ai vicini di casa. Sarebbe stato molto sconveniente farli entrare di corsa e farsi trovare nuda gocciolante e bagnata con quattro dita in fondo alla figa.
Messa così ha tenuto le dita all’interno per alcuni minuti sentendo la figa stretta rilassarsi e dilatarsi, allungarsi ed adattarsi sempre di più guardandola attentamente nello specchio.
In quei momenti Marina ha capito che le piaceva guardarsi capendo anche il perché anche l’attrice si fosse penetrata.
Per assaporare il piacere di essere allargata coma mai lo era stata, ha chiuso gli occhi ed alla riapertura Marina è rimasta molto delusa nel vedere che nella scena successiva c’era soltanto il volto dell’attrice con le dita in bocca. Quella visione è stata per lei una delusione che si è trasformata in un misto di disgusto ed anche eccitazione di provare quel lato perverso quando la modella si leccava le dita che un attimo prima erano dentro la figa.
Anche se a Marina ciò che vedeva sembrava disgustoso, lei era determinata a faro poiché la sua figa era in fiamme. La sua mente ed il suo corpo stavano facendo una battaglia ma era il suo corpo a vincere. Subito ha tirato fuori le dita dalla figa con la conseguente sensazione di vuoto interno che non le è piaciuta. A lei era piaciuto tantissimo il primo assaggio dei succhi ed anche l’inserzione di quelle dita dentro rimandando a poco dopo una nuova penetrazione per esplorarsi.
A Marina fin da subito è piaciuto il gusto dell’interno della sua figa e si ha leccato le dita fino all’ultima goccia come se fosse un dessert. Del sapore di quei succhi ne era così inebriata che non ne aveva mai abbastanza.
“Vorrei che la mia figa si bagnasse sempre così tanto perché vorrei avere i miei succhi per sempre” ed ha proseguito a toccarsi con le dita della mano sinistra portandosi quelle della destra alla bocca senza mai smettere di toccarsi ed allo stesso tempo assaggiarsi la figa che ora amava più di prima.
La scena successiva mostrava la modella che si pizzicava i capezzoli e lei ha esclamato “Dio mio!” ma la sua mano stava emulando l’attrice con la differenza che il capezzolo pizzicato le ha fatto aprire la bocca per un respiro profondo e le ha dato una scarica di elettricità che è andata direttamente alla sua figa.
Quando è cambiata la scena del film, si è voltata ed ha visto qualcosa che l’ha colpita fortemente. La ragazza si stava penetrando con un enorme giocattolo di plastica. Quelle immagini le piacevano e voleva imitarle poiché all’istante le era venuta voglia di mettersi dentro anche lei qualcosa di simile.
Marina non sapeva dove potersi procurare sul momento un oggetto simile e si è anche chiesta con cosa sostituirlo.
“Devo farlo. Devo almeno provarci!” e si è sollevata da terra e lo ha mormorato alla modella come se questa le potesse rispondere.
“Cosa posso usare? Spazzola per capelli? Uhm, non è abbastanza grande! Bottiglia di shampoo? Forse!” ed ha smesso di cercare nella sua stanza per guardare l’attrice e sentire che alla modella piaceva giocare anche con dildo, vibratori, plug, collane di perle, e che, quando non ha giocattoli in giro, usa oggetti di casa come candele, bottiglie, attrezzi, cetrioli. Ora Marina sapeva cosa doveva fare e, nuda com’era, è corsa ad aprire il frigorifero e quando l’ha aperto e ha visto dei grossi cetrioli nel vassoio delle verdure. La sua figa è diventata ancora più bagnata ed i succhi della figa sono scesi lungo la gamba regalandole una splendida sensazione.
Lei ha preso in mano tutti i cetrioli ed ha trovato quello che assomigliava di più alla taglia che stava usando la modella, si trattava di un cetriolo lungo intorno a venti centimetri ed estremamente grosso, forse era destinato ad essere buttato via.
La circonferenza poteva essere, a prima vista, preoccupante ma proprio quella dimensione eccitava la donna e non se n’è curata.
A lei è venuto spontaneo appoggiare quel frutto freddo contro la figa calda e la sensazione derivante le ha fatto piegare un po’ le ginocchia. Avrebbe voluto poterlo semplicemente spingere in profondità nella sua figa proprio in quel momento, ma ha pensato che sarebbe stato meglio farlo davanti allo specchio.
Nel guardare l’attrice scoparsi quell’enorme dildo, Marina si è resa conto che aveva doveva farsi un’altra cosa che le era sempre piaciuta ma aveva tralasciato: farsi tatuare sulla schiena un’aquila il cui becco era un dildo che finiva in profondità nella sua figa.
“Devo farli entrambi! Non importa quale faccio per primo” ha pensato e per istinto ha posizionato il cetriolo in verticale sedendosi sopra ma non è entrato neanche a metà ed allora Marina si è vista costretta ad inginocchiarsi con la schiena verso lo specchio e per la prima volta, guardandosi all’indietro, si è resa conto che culo delizioso avesse. Le è piaciuto subito l’aspetto rosa del suo buco del culo che luccicava con tutti i succhi di figa che erano gocciolati giù su di esso e le è piaciuto immensamente il suo bell’aspetto di troia con la figa aperta dai ditalini e dalle dita, sfregamenti e quant’altro le avesse fatto.
Marina ha posizionato il grosso cetriolo in verticale sul tappeto e si ha passato la punta sulle labbra della figa e “Oh, dio mio! Che bello!” ed ha iniziato ad abbassarsi senza mai distogliere lo sguardo dallo specchio nemmeno per un secondo, non era certa che potesse prendere dentro di sé quell’ortaggio enorme ma sapeva che poteva e che voleva vederlo entrare nella sua figa. Poi si è abbassata lentamente sul cetriolo duro e grosso e si è goduta tutte le sensazioni dell’apertura sia delle labbra sia della figa, abbassandosi ancora di più il cetriolo ha allargato la figa e l’ha riempita.
La sua figa era in fiamme e gocciolante, i succhi della figa scorrevano lungo il cetriolo, lei era scatenata per il piacere e la lussuria provata.
“Lo voglio tanto! Lo voglio tutto! Voglio che questo enorme e grosso cetriolo mi allarghi la figa e mi sia il cazzo della mia vita!”
Quando la parola vita è uscita dalla sua bocca, Marina si è abbassata sul pavimento prendendo l’intera lunghezza del cetriolo il più a fondo possibile cadendo in avanti per il piacevole dolore combinato con il piacere ed afferrato uno dei cuscini mettendolo sulla bocca per urlare mentre l’enorme cetriolo allungava al limite la figa che ora sembrava piccola.
È rimasta immobile per alcuni secondi assaporando la sensazione di essere così penetrata brutalmente e nella mente si è ripresentata quella ragazzina vista per strada a cui ha chiesto di muovere il cetriolo dentro di lei. Ovviamente quella ragazzina era virtuale ed era Marina stessa a muoversi lentamente su e giù sentendo dentro di lei ogni centimetro dell’enorme cetriolo.
“Non è possibile che mi stia chiavando così in profondità da un cetriolo!” si è chiesta e si è fermata per un secondo “Però mi piace, mi piace, mi piace! Lo adoro! È meraviglioso quanto si sia allargata la mia figa! Continua a muoverlo, tesoro!” ha detto credendo che la ragazza la ascoltasse “Scopami i fondo, su, sfondami!” e con questo si è tirata su fino a quando il cetriolo è stato quasi fuori dalla sua figa per poi sedersi di nuovo mettendo il cetriolo in fondo fino a quando il suo bel sedere ha battuto sul pavimento.
Marina in quel momento ha veramente perso la testa ed ha iniziato a scopare il cetriolo come un’ossessa con gli occhi dediti a guardarsi allo specchio e nella mente quella ragazza anonima al suo fianco che le teneva l’ortaggio dentro affinché non uscisse.
Poiché era in preda alla lussuria, le è venuto da toccarsi lo sfintere per vedere se il culo ne risentisse. Non appena ha toccato il buco del culo ha sentito la figa stringere il cetriolo sempre più forte e si è resa conto che stava per succedere qualcosa di importante.
“Oh, ci sono! Sìììhhhh, cos’è! Oh mio dio, sto venendooo!!
Tutto il suo corpo si è teso, irrigidito, scosso da vibrazioni e movimenti scoordinati, cadendo in avanti mettendo all’ aria il culo, la figa si è contratta più volte espellendo il cetriolo e rimpiazzando rapidamente il vuoto lasciato nella figa con quattro dita ed è stata colpita da una seconda ondata di spasmi dovuti ad orgasmi multipli e, nell’incoscienza derivante, ha aggiunto il pollice nel buco del culo rendendo gli orgasmi ancora più intensi.
Marina è così venuta a lungo ed molto intensamente. Le sembrava che quegli orgasmi fossero durati un’eternità, i succhi scorrevano lungo la mano e gocciolavano sul pavimento. Non si è neanche accorta che nel culo erano finite due dita della mano sinistra mentre quattro della le allargavano la figa. Nel contempo il corpo si muoveva come ci fossero due uomini a scoparla e, per la posizione a cui era obbligata, i suoi capezzoli induriti strisciavano sul pavimento fresco dandole in aggiunta un’altra dimensione agli orgasmi. Con l’ultimo orgasmo, decisamente troppo forte per resistere, l’ha scossa e le è arrivato a devastare il cervello facendola accasciare sul pavimento totalmente esausta.
A vederla Marina sembrava svenuta e dopo un po’ di minuti di piacere senza fine, si è risvegliata in una realtà completamente diversa ed ha capito che da quel momento non sarebbe più stata la stessa.
La ragazza che l’aveva sorpresa a guardare il film porno era scomparsa dalla sua mente, un sorriso le è apparso sul viso e la sua mente si è chiesta quali altri segreti contenesse quel fantastico sito internet di filmati che avrebbe potuto emulare realizzando le scene delle attrici.
Nei giorni seguenti sono nate in lei voglie di grande eccitazione che l’hanno portata a masturbarsi per alcune ore nella solitudine della sua casa senza che Lucio, suo figlio sapesse oppure immaginasse qualcosa. In quei momenti di intensa libidine ha navigato su internet trovando un mondo che per troppo tempo le era stato sconosciuto.
Ogni volta al termine delle pratiche di sesso solitario fine esausta restava esausta e poi cambiava il sito per nascondere il suo segreto.
Solitamente, ma non sempre, riempiva la vasca da bagno e si adagiava dentro l’acqua tiepida ripensando alle sene viste e tornava con le dita a giocare nel suo dolce nido di piacere.
Quel meraviglioso giorno è rimasto impresso nella sua mente per sempre e da allora molto è cambiato in lei. Il suo Lucio non ha avuto modo di sospettare che sua madre, che lui crede così morigerata e virtuosa, avesse una sessualità molto diversa ed aperta da ciò che si poteva supporre.
Con quel tipo di filmati Marina si era rapidamente acculturata sul mondo del porno e, per soddisfare continuamente la mia fame di curiosità, ha acquistai anche dei cosiddetti giocattoli che le hanno dato tregua in assenza di un cazzo capace di soddisfarla.
La sua vita era diventata una continua masturbazione alla ricerca di un piacere sempre più inteso e soddisfacente ma è arrivato anche il momento in cui il piacere che si procurava da sola, nonostante tutto, non era sufficiente ma capiva che, se voleva godere maggiormente, l’unica soluzione poteva essere quella di trovare un partner per le sue giornate all’insegna della lussuria.
Ma chi scegliere? Non era facile dire ad un’altra persona che voleva fare sesso in molti modi bellissimi per lei ma riprovevoli e sconci per altri. Inoltre da quando si era dedicata al sesso solitario aveva una vita che non le consentiva di avere relazioni amorose, la sua vita era vedere film porno, cercare notizie e racconti porno o molto erotici e comunque i suoi pensieri erano solo per quel mondo virtuale ma per lei soddisfacente e di conseguenza non sentiva la necessità di un’altra persona che facesse sesso con lei.
Per caso a Marina è capitato di vedere un bozzo nel pantalone del figlio e da quel momento ha iniziato a osservare la sua chiedendosi se si masturbasse, se fosse ancora vergine, se avesse mai baciato una ragazza o toccato un seno. Le è passato per la testa che fosse gay
Marina, camminando scalza per la casa, si è accostata allo stipite della porta di camera sua ed ha visto che passava ore on line in siti per adulti vedendo cose che non forse non aveva visto nella vita reale. Da quel momento Marina non si sarebbe più meravigliata di niente.
La donna ha visto che ad entrambi piacevano le sensazioni sessuali forti ed allora ho pensato suo figlio avrebbe seguito il suo esempio supponendo che un sano appetito sessuale è una buona base per vivere.
Da madre single voleva lasciargli percorrere il suo percorso di vita amoroso. Fra le tante cose che ha capito di lui c’era anche il suo bisogno di una confidente con cui condividere i desideri ed i fatti oppure magari ricevere consigli di tanto in tanto.
Il giorno in cui aveva deciso di farsi confidare i pensieri intimi e confidenziali è tornata dopo il lavoro, si sono preparata un bicchiere di vino per darsi coraggio ed ha cercato di trovare il modo migliore per affrontare l’argomento con lui.
Quando lui è tornato a casa prima di pranzo Lucio è andato direttamente nella sua stanza così come faceva quasi tutti i giorni, la madre lo ha seguito, ha fatto un respiro profondo, ha bussato alla sua porta e è entrata nella stanza per chiacchierare con lui così come farebbe ogni madre senza fargli presagire niente.
Lui ha subito acceso il PC e sembrava infastidito dal fatto fosse stato interrotto ma ha digitato alcuni tasti sul suo laptop e poi l’ha guardata. Marina ha cercato di fargli il suo miglior sorriso per fargli sapere che andava tutto bene e poi si è seduta sul letto accanto alla sua scrivania.
“Lucio, va tutto bene a scuola?”
“Certo mamma, perché me lo chiedi?”
La madre ha esitato per un momento, poi ha risposto “Beh, è che non ti vedo più con i tuoi amici”
“Te l’ho detto, ci piace giocare online” ha risposto lui un po’ irritato.
“Lo so, tesoro, è solo che non capisco perché tu non esca mai di casa. Non è salutare che tu te ne stia qui chiuso davanti ad uno schermo”
“Mamma, cosa c’è che non va?” ha chiesto quasi scocciato.
“Niente, davvero, tesoro mio! … É solo, beh, sono preoccupato per te” ha balbettato rimpiangendo un secondo bicchiere di vino per darsi più coraggio.
“Guarda che sto bene!” ha esclamato il ragazzo mentre le sue mani tornavano sulla tastiera del computer e non più parlato poiché non voleva intrusioni nella sua vita privata ma un’altra domanda Marina voleva farla “Hai una fidanzata?”
Lucio ha emesso un sospiro ed ha risposto semplicemente con un No ben chiaro.
Quella sua risposta ha rimesso in moto la mente della donna e non sapeva esattamente come chiedergli “Ti piacciono le ragazze, vero?”
“Mamma!” ha replicato infastidito alzando la voce “È di questo che si tratta?”
“Rilassati tesoro, per favore!” ha detto la mamma cercando di calmare il suo animo.
“Sto bene, ok!? E non sono gay!”
Marina ha capito che aveva oltrepassato il limite e doveva lasciarlo in pace.
Madre e figlio sono rimasti entrambi un momento in silenzio incerti su cosa dire dopo e, per rompere l’impasse, lei ha balbettato a bassa voce per non irritarlo “Sai che facevo l’infermiera e…, beh, se hai qualche domanda, sai … sul sesso, puoi chiedere a me”
Lucio è arrossito e si è limitato ad annuire con un cenno della testa.
Non volendo lasciar cadere l’argomento, Marina ha aggiunto “Tuo padre non era bravo in queste cose, quindi se hai bisogno di qualcosa, intendo qualsiasi cosa, chiedi. Ok?”
Lucio ha annuito ancora una volta e la madre ha pensato che non era il momento di insistere ed è andata via.
Nelle settimane successive ha cercato di riprendere l’argomento facendo del suo meglio per scambiare con Lucio qualche parola sul sesso ed è sembrato che lui si fosse rassegnato a parlarne, il solo fatto che abbia accettato quegli argomenti è stato comunque un inizio.
Dopo le domande riguardanti la vita amorosa di Lucio, con gran coraggio Marina ha deciso d’impulso di comprare un paio di riviste erotiche Playboy e Penthouse. Il ragazzo dell’edicola le ha fatto un sorriso ammiccante ma non ha detto nulla e le ha messe in un sacchetto di carta, poi lei è corsa alla macchina e si è diretta a casa.
L’indomani, dopo che Lucio è andato a lezione, Marina ha tirato fuori le riviste ed è stata tentata di sfogliarle ma, essendo avvolte nella plastica, ha deciso di lasciarle così come erano e di metterle sul comodino accanto al suo letto nella speranza che diventasse sua confidente, se mai lui ne avesse avuto bisogno.
Nei giorni successivi ha intenzionalmente fatto finta che niente fosse successo con le riviste accanto al suo letto e nemmeno Lucio ha detto nulla; entrambi hanno fatto finta che nulla fosse successo.
La donna si chiedeva se il figlio si fosse masturbato nel vedere le foto e ciò a lei andava bene.
Marina in un angolo segreto di un cassettone teneva nascosto un vibratore che la aiutava nella masturbazione ed ha notato che lui era diventato più attento aiutandola nelle faccende domestiche ed anche il fatto che cercasse di trattarlo come un adulto piuttosto che come un bambino.
Due settimane dopo a Marina è capitato di avere un intero martedì libero e ne ha approfittato per pulire casa. Quando ha portato della biancheria pulita nella stanza di Lucio si è incuriosita per le riviste che gli avevo lasciato ed ha aperto il cassetto del suo comodino trovandole subito. Erano anni che la donna non ne guardava una e si chiedeva se fossero sempre le stesse, per sfogliarle si è seduta sul letto di Lucio ed ha iniziato a guardare Playboy restando sorpresa nello scoprire che c’erano tanti articoli su argomenti diverse dal sesso mentre le immagini erano realizzate con gusto e le donne erano molto più belle di come me le ricordasse.
Visto Playboy, ho aperto l’altra pubblicazione, le immagini erano migliori e nel complesso belle. Nel girare le pagine ho trovato il Forum e ha iniziato a leggere. Apparentemente erano lettere di lettori che descrivevano in dettaglio le loro esperienze sessuali e si è subito assorta lasciando che la mente vagasse nella fantasia.
Una delle prime storie che ha letto è stata quella di una studentessa universitaria che ha sedotto il suo professore. Successivamente ha letto di un ragazzo che era andato a letto con la migliore amica di sua madre, da come era scritto la situazione è sembrata molto erotica e, senza nemmeno rendersi conto di cosa stesse facendo, la mano destra si è spostata sotto la minigonna andando ad accarezzarsi dolcemente la figa da sopra il leggero tessuto del perizoma. Uno dei racconti successivi era di un’avvocatessa che aveva sedotto la sua nuova segretaria e lo aveva fatto dopo l’orario di lavoro. Le sensazioni sono diventate così forti che ha lasciato cadere la rivista ed ha iniziato a pizzicarsi un capezzolo con la mano sinistra mentre la destra era impegnata tra le gambe. Quando ha raggiunto l’orgasmo, Marina si è lasciata andare sul letto con un forte gemito crogiolandomi nelle meravigliose sensazioni. Dopo un minuto o poco più, mentre ancora ansimava e si contorceva sul materasso, ha aperto gli occhi ed è rimasta scioccata nel vedere Lucio in piedi appoggiato sullo stipite della porta meravigliato.
Al che Marina è letteralmente saltata in piedi fermandomi davanti a lui lisciando verso il basso nervosamente la minigonna.
“Cosa fai a casa così presto?” ha chiesto a voce alta sentendosi più imbarazzata che mai.
“Lo sai che oggi le lezioni finiscono prima. Oggi ho solo tre ore di lezione. C’è riunione sindacale”
In quel momento la testa della donna non capiva niente ed ha chiesto stupidamente “Cosa significa?”
“Significa che oggi le lezioni sono terminate prima del solito. È come se fosse una giornata da brevis letio!” ha replicato Lucio.
Cercando di far funzionare la sua mente, Marina si è chiesta come avesse potuto fare una dimenticanza simile e si è giustificata con lui “Ero così presa dalle commissioni e poi, beh, sai, avevo perso la cognizione del tempo!”
Nel pronunciare quelle parole si è sentita sciocca, imbecille totale ed ho sentito la necessità di uscire da quella stanza. Passando velocemente davanti non ho potuto fare a meno di notare il grosso bozzo nei suoi pantaloni ponendosi la domanda “Da quanto tempo mi stava guardando?”
Per il resto della giornata Marina ho fatto del suo meglio per evitare Lucio poiché era imbarazzata ma anche arrapata ma durante la cena era evidente una certa tensione nell’aria ed aveva bisogno di affrontarlo. Alla fine ha sbottato “Mi dispiace di aver invaso la tua privacy. Non avrei dovuto essere nella tua stanza”
Lui mi ha fatto un tenero sorriso dicendo “Va tutto bene, mamma. Non è niente, non ti preoccupare”
Madre e figlio hanno mangiato in silenzio ancora per un po’ ma lei aveva un peso insopportabile nella mente ed allora temendo una sua reazione, con un po’ di ansia, ha chiesto “Hai visto cosa stavo facendo, vero?”
“Sì” è stata la sua risposta e ciò non le ha reso facile il proseguo ma è riuscita ad aprire bocca per affermare con un tono serio “Beh, so che alcune persone dicono che è peccaminoso, ma voglio farti sapere che la masturbazione è normale e salutare”
Lucio si è limitato a guardarla come se fosse a corto di parole e la madre, insistendo oltre il dovuto per qualche ragione inspiegabile, ha chiesto “Tu non lo fai?”
La faccia del ragazzo è diventata rossa ma dopo una pausa ha annuito lentamente con la testa.
“È del tutto normale tesoro. Non hai niente. Intendo dire che non c’è niente di cui vergognarsi, capisci?” e Lucio si è limitato ad annuire di nuovo.
Anche se si sentiva piuttosto imbarazzata, lei ha aggiunto “Ricordati che se hai domande oppure hai bisogno di qualcosa, chiedimi pure”
Lui ha risposto “Va bene, mamma” ed entrambe sono tornati a mangiare in silenzio e da quel giorno la sua passione per i giochi si è trasformata in qualcos’altro poiché il cambiamento non è stato solo il suo, c’è stato un cambiamento anche nella madre.
Marina è sempre stata una femmina esibizionista e l’idea di essere osservata l’ha improvvisamente eccitata. Com’era già accaduto si è stesa a letto ed ha immaginato che qualcuno sbirciasse dalla finestra o mi guardasse in qualche altro modo, lei si sentiva sexy ed anche erotica e quella sensazione le piaceva molto. Inoltre si è sentita in dovere di cambiare il suo look sia in casa che fuori indossando indumenti più eccitanti spesso senza reggiseno e le piaceva l’idea di trovare Lucio fosse già a casa tornando dalle commissioni. Se Lucio avesse guardato attentamente, avrebbe visto le tette libere sotto solo una sottile maglietta di cotone ed anche le gambe depilate e lucide dal bordo delle minigonne, peraltro cortissime, in giù che davano un look piuttosto provocatorio.
Una sera a cena, dopo che Marina aveva quasi completamente superato lo shock di essere stata sorpresa nella stanza di Lucio, lui le ha fatto una domanda fatta all’improvviso.
Lui è arrossito molto ed ha detto con imbarazzo “Beh, sai, come hai detto ….. se c’è qualcosa che voglio chiederti”
La madre era davvero eccitata per quello che sarebbe successo ed ha pensato subito che forse le avrebbe domandato qualcosa di cui aveva bisogno, di un consiglio, annuendo con entusiasmo, ha risposto “Certo! Dimmi!”
Lui ha fatto un respiro profondo e poi “Ti ricordi, l’altro giorno? Quando ti ho visto nella mia stanza?”
Immediatamente Marina ha sentito il sudore che le colava su tutto il corpo chiedendosi dove il figlio volesse andare con i suoi pensieri ed ha risposto nervosamente “Sì!” e lui freddamente se ne è uscito con “Voglio vederti di nuovo”
Quelle quattro semplici parole sono riuscite a scioccarla tantissimo.
“Che cosa??” Ha gridato Marina non credendo a quello che aveva appena sentito “Sei serio! Hai preso qualcosa?”
Lucio sollevando la testa e guardandola negli occhi, quasi balbettando “Ma hai detto che avresti fatto quello che volevo”
“Santo cielo, Lucio! Non è quello che intendevo e tu lo sai!” ha urlato sbalordita dal fatto che mai avrebbe avuto il coraggio di chiedere una cosa simile ma allo steso tempo godendo del fatto che lui si sia accorta di lei come femmina.
“Va bene!” ha mormorato e si è alzato da tavola e prima di avviarsi verso la sua stanza “Lucio, non posso credere che tu me l’abbia chiesto. Non c’è possibilità che io possa farlo” ma era un modo di dire perché Marina già si sentiva eccitata e la sua mente è stata presa dalla masturbazione che era sono fatta quella mattina e già immaginava a come avrebbe fatto a masturbarsi intenzionalmente per suo figlio sul lettone.
A lei piaceva immensamente la nuova sensazione di essere sottoposta alle voglie di Lucio ed essere a sua disposizione solo perché gli aveva comprato un paio di riviste per adulti ed anche perché mi sono fatta un ditalino mettendo in scena uno spettacolo esclusivamente per lui. Poi è andata nella sua stanza a parlargli. Ha bussato alla porta e ho sentito da parte di Lucio un urlo “Vattene!”
Nonostante il suo invito la madre ha girato la maniglia ed è entrata comunque.
Lucio era alla sua scrivania che guardava lo schermo del laptop.
Io ho ammorbidito il mio sguardo al meglio che potessi ed ho detto “Tesoro, parliamo. Lucio, mi dispiace se ti ho deluso in passato, mi dispiace veramente, scusami ma ciò che è accaduto e ciò che mi hai chiesto è una cosa che non so se potrà mai accadere. Non avrei dovuto essere quel giorno nella tua stanza e mi dispiace che tu abbia visto quello che stavo facendo”
Lucio l’ha fissata negli occhi come a pensare la risposta e poi “Va bene, mamma. Puoi chiudere la porta mentre esci?” ed è tornato con lo sguardo al computer digitando qualcosa.
Marina si è ritrovata a camminare per andare a letto e passare una delle notti meno riposanti della sua vita ma toccandosi tra le gambe per capire se l’eccitazione avvertita all’ora di cena fosse vera.
Le settimane successive sono state una tortura silenziosa poiché Lucio ha trovato mille ragioni per stare fuori casa, a casa era costantemente nella sua stanza con la porta chiusa in segno di protesta. Durante la cena restava in silenzio e la lasciasse da sola.
Una sera, dopo cena, la sua amica lesbica Rina ha intuito che qualcosa non andasse bene e Marina è scoppiata in lacrime dicendole che aveva problemi con Lucio. Lei l’ha fatto entrare nella camera matrimoniale ed ha chiuso la porta, poi si è messa dietro Marina ad accarezzarle le spalle mentre piangeva ancora ed il piacere ricevuto è stato meraviglioso, le mie emozioni sono state così forti che si è crogiolata nelle attenzioni che le dava l’amica.
“Dimmi cosa c’è che non va” le ha chiesto Rina sussurrando mentre massaggiava dolcemente i muscoli tesi e Marina ho dato inizio al racconto su Lucio ma ovviamente non potevo dirle il motivo, si vergognava troppo, le parole uscivano di bocca e si denigrava sentendosi un fallimento come madre. Rina era meravigliosa e ascoltava tutto senza giudicarla e la incoraggiava.
Dopo essermi calmata un po’, Rina l’ha avvolta tra le braccia dandole un forte abbraccio che Marina ha gradito moltissimo e poi l’ha baciata dolcemente sul collo e su una guancia. Marina ha inclinato la testa per facilitarla e l’amica è stata incoraggiata da quella reazione perché le sue mani si sono mosse lentamente sulla pancia fino a quando non ha preso a coppa le tette e le ha sussurrato con un fil di voce “Lascia che ti faccia sentire meglio, Marina”
Quelle parole hanno avuto l’effetto di farla rilassare e quasi svenire facendole sfuggire un gemito dalle labbra mentre faceva rotolare i capezzoli duri tra le sue dita. A Rina sapeva esattamente cosa le piacesse e ha iniziato a giocare su tutti i punti erogeni. I suoi baci hanno coperto per intero il collo finché non ha preso il lobo dell’orecchio tra i denti e lo ha strattonato dolcemente, giocosamente. In quel preciso istante ha fatto scorrere una mano sul ventre finché non ha premuto con forza contro il monte di venere.
La maggior parte di Marina avrebbe voluto cedere alle sensazioni e lasciare che l’amica la prendesse ma era nervosa all’idea di stare con una donna, pur essendo ormai abituata. Con un grande sforzo ha allontanato le mani dicendo “Mi dispiace tanto, Rina, ma oggi non me la sento di fare sesso con te!”
Rina ha capito la situazione e non si è per niente offesa ma si aspettava che Marina la chiamasse nei giorni seguenti per dirle come aveva sfogato le sue voglie sessuali.
L’indomani mattina Lucio è uscito per andare all’università e lei è andata in bagno ed ha fatto una lunga doccia calda cercando di lavare via tutti i suoi guai. Mentre si insaponava il petto non poteva fare a meno di ricordare la sensazione delle mani di Rina sulle sue tette ed ha ripensato a lei dicendosi che in fin dei conti era stata così gentile dandole dei momenti magici.
All’uscita dalla doccia si è asciugata ed è andata a stendersi sul suo letto con il corpo ancora eccitato e sicuramente pronto per altre attenzioni. Per dare sfogo alle sue voglie diventate irresistibili ha afferrato la piccola scatola da scarpe, che teneva nascosta nell’armadio sotto tanta lingerie, ed ha tirato fuori il suo vibratore preferito. A parte le sue stesse dita, era l’unica cosa che era entrata nella sua figa da molti mesi e che oggi si sarebbe allenata ad allargarla.
Marina si è ridistesa sul letto crogiolandosi tra le morbide lenzuola di cotone. Le dita hanno ruotato la base del giocattolo per metterlo in funzione al minimo delle vibrazioni e poi con la punta ha iniziato a stuzzicarsi i capezzoli, uno alla volta pensando ancora una volta a Rina mentre i capezzoli si indurivano immaginandola a sfregarsi e poi chinarsi per baciarli e succhiarli.
Il mio petto si sollevava ed abbassava ad ogni respiro profondo mentre Marina lavorava sulle sue protuberanze, i lombi sembravano presi da un desiderio che non si era mai spento, quindi ha fatto scorrere il vibratore lungo la pancia fino a quando non ha toccato la figa. La punta di plastica dura è scivolata facilmente sulle grandi labbra bagnate facendole fare sospiri di piacere. Dopo un minuto o due, non ha resistito e, non potendo più aspettare, ha infilato il cazzo finto nella figa. Solo allora ha ruotato di nuovo la base per aumentare le vibrazioni avendo bisogno di maggiori stimoli.
Sentendo quell’oggetto vibrare dentro di sé, Marina si è dimenticata di Rina ed ha immaginato che giovane stallone la montasse e la chiavasse.
Per qualche ragione non ben chiara, in quel momento Marina ha pensato a Lucio ed i suoi occhi sono rapidamente andati alla porta per assicurarsi che nessuno fosse lì a guardarla, come era già successo. Il ricordarsi che aveva chiuso a chiave la porta l’ha tranquillizzata ed inoltre ha pensato che suo figlio in quel momento avrebbe dovuto essere alla sua seconda ora di lezione. Lei ha fatto del suo meglio per scacciare quell’immagine ma quando ha iniziato a spingere il vibratore dentro e fuori con maggiore velocità, ho visto la faccia di Lucio e, suo malgrado, quando è venuta ho rantolato “Oh Lucio!! Sììhhh!!” ed i fianchi hanno sono andati su e giù violentemente nel tentativo di far durare l’orgasmo il più a lungo possibile prima di rotolarsi sulle lenzuola alla ricerca del sonno.
Nei giorni successivi la mente della donna era piuttosto turbata, Lucio la evitava ancora, il che in realtà andava bene dato che aveva fantasticato su di lui sia nei suoi sogni. Quando giocava con sé stessa si vergognava anche di come era comportata con Rina.
Una sera, mentre lei era a letto, insonne, pensai a ciò che Lucio aveva chiesto e è stato in quel momento che ha deciso di farlo per lui ma con due condizioni a cui avrebbe dovuto acconsentire assolutamente.
La sera successiva, quando stava per finire il primo piatto, Marina ha fatto un paio di respiri profondi ed ha detto “Lucio, ho qualcosa di cui devo discutere con te”
Lui non ha reagito ma ha alzato semplicemente gli occhi al cielo e lei ha mandato giù un lungo sorso di vino “Sai la cosa che mi hai chiesto di fare? La cosa che volevi vedere?”
Immediatamente ha visto suo figlio rianimarsi e guardarla attentamente. La donna aveva chiaramente stuzzicato il suo interesse e lui ha annuito con la testa, evidentemente voleva saperne di più.
“Beh, sono disposta a farlo” ha detto con calma e dopo una breve pausa ha aggiunto “A due condizioni”
In quel momento gli occhi di Lucio, sbalordito, seduto in silenzio, si sono spalancati “Devi essere d’accordo con tutto ciò che chiedo oppure non si fa niente. Mi ha capito bene?”
Lucio ha annuito di nuovo e gli ha detto che voleva sentire con le orecchie che era d’accordo e lui lo ha fatto.
“In primo luogo sappi che sarà un evento unico. Succederà una volta e basta, non ne parliamo mai più” e si è presa qualche secondo affinché il ragazzo elaborasse le parole stando seduto ad ascoltare attentamente.
“Secondo. In nessun caso non ne devi parlare con nessun’altra anima vivente. NESSUNO!! Compresi?” ha detto la madre fissandolo dritto negli occhi.
“Okay, sono d’accordo” ha mormorato Lucio annuendo con la testa.
“Ora vado in camera mia e poi vado a farmi un bagno. Voglio che tu venga nella mia stanza alle 8:30. Va bene?”
“Certo mamma, otto e mezza” ha risposto lui con entusiasmo.
Entrata in camera Marina si è detta che doveva essere improvvisamente ammattita e che forse era effetto dei due abbondanti bicchieri di vino, nella sua testa le parole e le sensazioni passavano di fretta senza darle il tempo di riflettere. A lei sembrava che tutto ciò che aveva proposto fosse pazzesco e doveva fermarsi prima che perdesse il controllo della situazione ma una voce interna più risoluta sottolineava che doveva osare.
Per pochi minuti, che sembravano ore, la donna è rimasta seduta sul letto nell’oscurità della sua stanza e poi è andata in bagno immergendosi nella vasca dove ha versato nell’acqua calda del bagnoschiuma per poi stendersi sotto la schiuma rilassandomi come meglio poteva.
All’uscita dalla vasca, si è asciugata con un grande telo da bagno e poi si è avvolta nell’accappatoio.
Poiché l’accoppiamento tanto sognato sarebbe stato un evento unico, voleva renderlo memorabile per sé stessa e per Lucio, allora con un rasoio elettrico ha deciso di tagliare il cespuglio di peli che era cresciuto e di cui non aveva avuto tempo per curarlo e quella era l’occasione. Marina si è ricordata di come tutte le modelle dei filmati e delle riviste avessero l’inguine e la figa splendidamente rifinita e curata, soprattutto nel perineo ed intorno allo sfintere. Durante e dopo aver completato la depilazione si è più volte guardata la figa allo specchio.
Tornata in camera sua è andata avanti e indietro guardandosi tante volte nell’amato grande specchio pensando a cosa indossare ritenendo che avrei dovuto mettere qualcosa che desse un accesso facile alle mani in modo che Lucio la potesse toccare, si è chiesta anche che cosa volesse mostrare affinché Lucio vedesse la figa con comodità oppure se dovesse fargli dare solo una rapida occhiata sotto una camicia da notte o una ultra mini gonna.
Alla fine la donna ha optato per una camicia da notte corta color lavanda che non aveva mai indossato, era un regalo di Rina per il San Valentino di quell’anno, lo avevano festeggiato insieme ma poi era rimasto nel cassetto forse nella sua speranza di vederlo indosso a me in una notte di sesso.
Quando Marina si è guardata allo specchio si è piaciuta nell’immagine che veniva riflessa. Nel muoversi ho fatto una piccola scena sexy più da donna elegante che da troia. Lei si sentiva a suo agio nell’indossare quella lingerie.
Marina si è vista allo specchio integralmente, si è piaciuta nella sua corporatura media, con gli occhi castano chiaro e lunghi capelli che aveva tinto in biondo, le tette di terza misura scarsa e un sedere ancora piuttosto sodo.
Per prepararsi all’incontro con Lucio mi è seduta davanti allo specchio per il trucco e ha aggiunto solo un tocco di colore al viso, le guance erano arrossate e stava già anticipando con la mente e con ansia ciò che sarebbe successo. Dopo aver sistemato i capelli ha guardato l’orologio ed ha visto che erano quasi le otto e mezza, quindi si è alzata e si è spostata sul letto e, volendo sembrare sexy, si è seduta contro la testiera mettendo dietro alcuni cuscini, ha poi allargato le braccia sui cuscini ed in quel momento ha sentito il cuore accelerato aspettando l’arrivo di Lucio certa che avrebbe accettato le condizioni poste.
Alle otto e mezza in punto sento bussare alla porta della camera e le parole sono rimaste in bocca. Marina è rimasta paralizzata ed è riuscita a pronunciare senza enfasi “Entra”.
Lentamente la porta si è aperta e Lucio è entrato avvicinandosi con pochi passi fermandosi esitante vicino ai piedi del letto con un’aria molto nervosa.
“Allora, sei d’accordo con tutto ciò che ho chiesto?”
Lucio ha annuito ancora una volta con la testa ed ha risposto “Sì”
Avevo deciso di andare fino in fondo in quella avventura incestuosa e si è chiesta ancora una volta “Mio figlio vuole veramente guardarmi mentre mi masturbo?” ed improvvisamente ha sentito un senso di oppressione al petto ed un leggero sudore imperlarle il corpo. Marina ha fatto un paio di respiri profondi prima di dirgli di sedersi sul letto e lui lo ha fatto fissandola negli occhi per un po’ aspettando il via allo spettacolo ma, in realtà non aveva davvero pensato a come procedere.
Cose simili non le aveva mai fatte prima, nemmeno per il padre di Lucio, quindi ha pensato di iniziare lentamente.
Molto delicatamente Marina ha cominciato ad accarezzarsi la pancia con entrambe le mani e gradualmente le ha mosse su e giù per il busto, dopo aver giocato per un po’ anche sui fianchi, si è passata le mani sulle tette e le ha prese a coppa poggiando il palmo sul tessuto sottile della camicia da notte, le dita hanno stretto leggermente la carne morbida prima di toccare i capezzoli diventati già duri e lei ha capito che non c’era modo di sfuggire all’eccitazione che stava via via aumentando.
Lucio era eccitato dall’esibizione e lo si vedeva dall’attenzione posta.
Gli occhi di Marina erano stati chiusi per tutto quel tempo e poi ha voluto vedere l’espressione del viso del figlio. Quando li ha aperti ha trovato Lucio che la fissava intensamente, in lui c’era un’espressione di meraviglia sul volto, e non di disgusto, e non ha potuto fare a meno di guardare il suo inguine scoprendo un nodulo sorprendentemente grande nei suoi jeans che le ha fatto capire quanto Lucio fosse eccitato.
Questo pensiero le ha fatto venire un brivido nella schiena ed avrebbe voluto averlo dentro di sé poiché da quel momento lei non lo vedeva più come figlio ma come un qualsiasi uomo con un bellissimo corpo e quindi un oggetto sessuale.
Le inibizioni, ormai scarse, sembravano fuori da quella camera e lei voleva fare un bello spettacolo per lui sia per eccitarlo ma anche per il proprio piacere, pertanto ha cominciato a stringere, ruotando, i capezzoli tra le dita mentre fissava il figlio negli occhi, dando loro ogni tanto uno strattone o una stretta, cosa che la faceva mugolare forte.
Molto lentamente ha fatto scivolare una mano sulla spalla ed ha fatto scivolare le bretelline del reggiseno sul braccio mentre gli occhi lo fissavano intensamente per cogliere ogni pur leggera emozione, proseguendo a guardarlo intensamente ha fatto lo stesso con l’altra spallina. La camicia da notte è rimasta al suo posto appesa al petto a dispetto della gravità.
Non una parola è stata pronunciata in quei pochi minuti fintanto che Marina ha chiesto “Vuoi vederli?”
La donna pensava che la faccia di Lucio potesse essere rossa ma sbagliava perché lui ha risposto con calma, quasi sussurrando, “Sì”
In modo molto sensuale Marina ha passato le dita sul petto ed ha tracciato delle traiettorie erotiche avanti e indietro sul tessuto di raso del reggiseno, le ha anche infilate sotto il tessuto arricciando i capezzoli senza che Lucio li vedesse e li ha tirati lentamente, centimetro dopo centimetro, ha lasciato scendere la camicia da notte fino a quando le tette, che esponeva meglio spingendo in avanti il busto, sono apparse.
Lucio è rimasto sbalordito seguendo attentamente le mosse ed a ciò che la madre mostrava come se fosse una ragazza dei film porno che ad entrambe piacevano tanto. Infatti erano le tette ad attrarre l’attenzione.
A lei è sempre stato detto che il suo seno era bello e, a giudicare dall’espressione del viso di Lucio, ne ha avuto la conferma. Infatti le tette da 3A erano ancora piuttosto sode con, nella parte anteriore, dei graziosi capezzoli rosa in quel momento duri come piccoli sassi. Ancora una volta Marina ha preso a coppa le tette per giocarci mentre guardava Lucio e gli ha chiesto “Ti piacciono, tesoro?”
Lui non ha proferito parola ma si è limitato a confermare con un mugugno per non distogliere lo sguardo dalle tette, poi si è spostato sul letto a causa del membro rigido che gli stava crescendo nei suoi pantaloni facendo venire un brivido perverso alla mamma la quale era conscia di essere la ragione del suo desiderio.
Il corpo di Marina era in fiamme e sapeva che l’orgasmo non era tanto lontano.
Ho fatto scorrere una mano dal petto lungo il ventre finché non ha afferrato il monte di Venere ed ha premuto le dita contro l’inguine assaporando sia la sensazione che aveva, sia lo sguardo sul viso di Lucio mentre lei si toccava. Marina non ha potuto fare a meno di mugolare mentre le sue dita scorrevano sul morbido tessuto che copriva la figa calda e bagnata.
Stesa sul letto ha portato, piegando lentamente le gambe verso l’alto, i piedi fino a toccare il sedere e, con il sorriso più sexy che potesse fare, ha aperto le ginocchia esponendo le sue intimità allo sguardo del ragazzo.
La camicia da notte e la mano coprivano ancora l’inguine e poco altro lasciato alla sua immaginazione. “Allora, vuoi vedermi tra le gambe, vero?” e prima che Lucio rispondesse l’ha sentito tirare un sospiro prima che pronunciasse “Sì” ed allora la madre ha strizzato l’occhio in segno di complicità ed ha levato la mano dall’inguine per afferrare l’orlo della camicia da notte. Il gesto lei lo ha fatto lentamente, ha sollevato quell’indumento verso l’alto fino a quando la figa è apparsa completamente.
Lucio le ha guardato la figa ben curata e Marina ha scoperto che le grandi labbra erano gonfie per l’eccitazione e ricoperte da un velo di rugiada. Prima di quel momento non si era mai sentita come quelle donne dei filmati ma stavolta era lei l’attrice ma nella vita reale.
Infatti era la donna era arrapatissima e pronta ad esplodere ed a mostrare come avvenivano i suoi orgasmi ma per Lucio ha deciso di rallentare.
Avendo portato i piedi a toccare i glutei, si era creato uno spazio tra lei ed il figlio e gli ha chiesto di avvicinarsi.
Marina ha intenzionalmente lasciato il clitoride spiegando al figlio le sue meraviglie accarezzandolo delicatamente. Non appena l’ha toccato tutto il corpo ha tremato per l’eccitazione e gli ha detto “Se vuoi far impazzire una donna, leccala proprio qui” scappucciando al massimo il clitoride per mostrarlo nella sua maggiore dimensione ma anche, soprattutto, nella speranza che il ragazzo si buttasse a farlo.
Alla fine del breve tutorial, Marina si è rilassata sui cuscini e con le dita ha avviato un serio ditalino. Da quel momento non si trattava più di una lezione, era il momento di togliersi di dosso l’appellativo di mamma e sostituirlo con quella di donna, o meglio, di femmina amante del figlio.
Marina non ha potuto fare a meno di toccarlo quando ha spostato un piede sulla coscia di Lucio iniziando ad accarezzarlo con le dita dei piedi mentre con le dita si sgrillettava.
Solo un momento dopo, è esplosa con uno zampillo con le dita che esploravano il suo sesso dentro e fuori.
Il corpo ha tremato così forte per gli spasmi e per così tanto tempo che ha avuto paura di poter effettivamente stirarsi un muscolo dell’addome.
Molto lentamente la mano di Lucio è andata sul davanti dei suoi jeans passando sul suo impressionante rigonfiamento. La madre era certa che stesse per venire nei pantaloni e lui ha provato sollievo quando ha spostato le dita per aprire i jeans ed ha fatto scivolare la mano dentro per poi armeggiare per un momento portando il cazzo alla luce soffusa della stanza.
Dire che sono lei sia rimasta sbalordita sarebbe un eufemismo. Infatti anche se non molto grosso, il cazzo di Lucio era più lungo di 18 centimetri. Marina si è chiesta come mai non l’avesse mai notato prima e come le ragazze a scuola e dell’università non gli fossero saltate addosso.
Incredibilmente Marina si è ritrovata a sbavare nel guardare per la prima volta il sesso eretto di Lucio in tutto il suo splendore pensando che fosse della dimensione perfetta per succhiare ed anche per farsi scopare.
Da ragazza ero una specialista dei pompini e quel cazzo sembrava perfetto da tenere in bocca per dilettarsi e farlo godere.
Quando ha guardato Lucio di nuovo in volto ha potuto vedere incertezza nei suoi occhi. La postura del suo corpo diceva “E adesso, mamma?”
Capendo il disagio della prima volta con una donna, gli ha fatto un sorriso dolce e gli ha detto “Dai, toccatelo per me, tesoro!” e l’incertezza del ragazzo è svanita rapidamente.
A Marina è parso difficile credere che suo figlio fosse completamente nudo davanti a lei mostrando il suo sesso eretto.
Lucio si è seduto sul letto ed ha iniziato a masturbarsi freneticamente. La madre era estasiata ed aveva il corpo in fiamme godendosi lo spettacolo. Poiché voleva che si godesse quel momento tanto quanto lo voleva lei ed affinché il piacere fosse duraturo gli ha consigliato con voce sensuale “Piano, tesoro, vai piano!”
La mano di Lucio ha rallentato il movimento ma era chiara l’urgenza nei suoi occhi.
Marina ha infilato tre dita andando dentro e fuori la figa in perfetta sincronia con il palmo di lui che si segava.
Lucio era vicino all’orgasmo e lei voleva venire con lui.
“Va tutto bene piccolo, lasciati andare” ha sussurrato la madre che si sgrillettava rapidamente.
Pochi secondi dopo si è vista un’esplosione dopo l’altra di sborra eruttata dal cazzo, schizzando sul petto e sull’addome.
Marina non aveva mai visto niente di così apertamente sessuale.
Quanto tempo sia passato prima che la sua mente tornasse al presente non si sa, ma quando è accaduto, entrambi erano ansimanti.
Lucio era crollato esausto sul letto, mentre la testa della donna era appoggiata sui cuscini come fosse una bambola di pezza.
Nessuno di loro due ha detto una parola per parecchio tempo.
Lucio sembrava debole per muoversi, quindi Marina ha deciso di fare la mamma e di prendere il controllo. Si ha sistemato la camicia da notte sul petto e messasi in piedi su gambe traballanti e si è diretta verso il bagno dove ha preso due salviette da bagno ed una l’ha immersa nell’acqua tiepida strizzandola prima di tornare nella mia stanza.
Lucio era ancora sdraiato sul mio letto e lei non ha potuto fare a meno di pensare a quanto fosse bello ed anche vulnerabile in quel momento. Il suo istinto materno l’ha fatta cadere in ginocchio sul pavimento accanto a lui. All’improvviso Lucio diventato di nuovo il suo bambino voleva prendersi cura di lui.
Lucio è sembrato nervoso quando lei ha appoggiato la salvietta umida sul petto per pulire delicatamente le pozzanghere di sborra.
Gli occhi di Marina erano inchiodati al cazzo vicino al suo volto sembrava un sogno quando ha stretto saldamente tra le sue dita quel cazzo.
Anche se ho avuto due sborrate, tenere in mano il cazzo del figlio le ha fatto venire un formicolio in tutto il corpo.
Marina ha fatto scorrere lentamente la salvietta bagnata su e giù per l’asta, quindi l’ha sostituita con quella asciutta, gli ha asciugato l’inguine ed infine l’ha passato sul petto e si è seduta sul letto accanto a lui fissandolo negli occhi. Lucio sembrava imbarazzato come se avesse fatto qualcosa di sbagliato.
La mamma accorgendosi di quell’imbarazzo, le si è avvicinata e l’ha abbracciato.
“Non hai niente di cui vergognarti, tesoro” gli ha sussurrato all’orecchio accarezzando la pelle della schiena ed ha aggiunto “Lucio, ricorda, questo resta tra noi!!”.
“Sì, mamma” ha risposto lui esausto ma felice.
Marina ritenendo che per quella sera fosse sufficiente, gli ha fatta un dolce sorriso con “Beh, buona notte, amore mio!”
“Notte, mamma” ha replicato lui andando verso la sua stanza.
Ma la loro notte era appena iniziata.
Infatti dopo qualche minuto Marina l’ha chiamato pregandolo di tornare da lei nel suo letto.
Entrando nella stanza l’ha accolto con un sonoro bacio e lui si è gettato su di lei con un abbraccio inondandola di baci.
Marina si è sentita sopraffatta dall’impulso di andare oltre quel semplice gesto ed ho portato la sua bocca su quella di Lucio per unire le labbra, poi ha spinto la lingua contro quella del figlio leccando le labbra chiuse poiché le teneva chiuse. Inaspettatamente però Lucio ha aperto la bocca permettendo alla lingua della madre di entrare ed aggrovigliarsi con l’altra lingua.
I due hanno continuato a baciarsi per molto tempo. Lucio si è spinto sul corpo della madre ed ha emesso dei mugolii che aspettava come li aspetta ogni femmina che piace ed è lei, da femmina esperta ed arrapata, a fare una proposta.
Si leva dal letto e va a sedersi su una delle sedie imbottite della camera e si siede. Lei ha, come si suole dire, le farfalle in pancia e la figa che pulsa.
Lucio l’ha seguita e si è allungato su di lei per trovare un contatto con la pelle.
Lui si è messo in piedi e lei si è trovata ad avere il viso all’altezza dell’ombelico, la madre ne approfitta per piegarsi in avanti per baciargli la pelle morbida respirando il suo buon profumo che emana e che sa di corpo giovane.
Marina non può fare a meno di esplorare la sua pelle leccandola e baciandola.
Lucio resta in quella posizione mentre la bocca lo esplora scorrendo delicatamente con le labbra il suo corpo.
Marina ha azzardato ad andare più in alto ed ha sentito il cuore del figlio battere forte mentre lui gemeva “Di più, per favore di più!” e lei si solleva appena ma abbastanza per trovarsi con il viso è all’altezza dei suoi capezzoli con i suoi occhi che la fissano intensamente.
“Cosa vuoi figlio mio?” chiede.
Lui balbetta “mmm, … non lo so davvero! Voglio solo …. di più, ancora una volta, dai!”
Le mani materne accarezzano la sua pancia lisciando la pelle la donna, piegandosi in avanti, poggia le labbra chiudendole su uno dei suoi capezzoli succhiandone l’areola, diventata turgida per l’eccitazione, aspirandola in bocca usando la lingua per titillarne l’estremità.
La reazione del ragazzo gli fa portare una mano dietro la testa della donna per attirarla di più a sé la quale ha spostato la bocca sull’altro capezzolo ripetendo l’azione.
Lucio ha ansimato e lo si è visto tremare sulle sue ginocchia poggiate contro la gamba della madre che la stringe fra le sue.
Marina continua per un po’ e poi si è sollevata per ritornare sulla sua bocca e subito le labbra del figlio si aprono per riceverla. Il loro peccaminoso bacio si è fatto più profondo spingendosi l’uno contro l’altro.
Durante il bacio Lucio ha spinto il suo inguine contro la coscia materna dimenandosi avanti e indietro su di lei come volesse scoparla e poi si è inginocchiato di fronte a lei, ha posato le mani sulle me ginocchia della donna facendole scivolare sulle cosce spingendole affinché si divaricassero.
Il cuore di Marina batteva forte nel realizzare lo spettacolo più bello e perverso che potesse immaginare.
Poiché la figa era totalmente glabra senza neanche un piccolo ciuffetto di peli sul pube , Lucio ha usato i pollici per aprire le grandi labbra gonfie che si sono aperte mostrando il luccichio delle parti della figa, ha fatto scivolare le dita sulle pieghe aprendole maggiormente rivelando il clitoride già gonfio mentre perle dei succhi, bianche e cremose uscivano dalla figa della madre.
Per vederla meglio Lucio ha appoggiato le mani sul letto distendo le braccia.
Il petto ed il corpo si sono sollevati ed abbassati seguendo il respiro accelerato.
Marina ha guardato Lucio gli ha chiesto “È questo che vuoi, tesoro mio? Io non so cosa sta succedendo, ma non voglio che ti fermi!”
Lui si è avvicinato per leccarle la figa raccogliendo i succhi sulla sua lingua per assaggiarla. Marina ha fatto dei mugolii ed ha aperto la bocca per fare respiri profondi ed sussultato “Sì… Oh sìì! Fallo di nuovo, ti prego!” e lui obbediente ha ripetuto la leccata.
Quella donna non era per lui la madre e si era trasformata in una femmina in calore, arrapatissima, che voleva fare sesso con lui ad ogni costo.
La figa doveva avere un ottimo sapore perché lui ha proseguito nella leccata e più leccava più i succhi uscivano.
L’istinto di maschio l’ha portato a chiudere la bocca sul clitoride tirandolo nella sua bocca, succhiando e facendo scorrere la lingua su di esso.
Marina ha ansimato e lo ha guardato anche reclino la testa sia in avanti che all’indietro per godersi maggiormente la leccata incitandolo “Di più, di più, di più, per favore non fermarti! Quello che mi stai facendo è così bello!”
Lucio ha seguito la volontà della femmina succhiando il bocciolo ricoperto di succhi ed un dito l’ha messo all’ingresso della figa e lei ne ha avvertito la pressione prima che sparisse dentro. Lucio non si è accontentato di un dito e ne ha messo altri che non ha fatto uscire ma li ha agitati sull’imboccatura, infine ha forzato l’apertura ed lei ha lanciato un urlo “Oh, noo! Questo noo!” ma lui imperterrito non ha smesso ed ha fatto sparire la nocca completamente dentro.
La figa da tanto inesplorata è sembrata stretta tanto da dare a lui il sospetto che la madre fosse vergine, eppure lui è uscito proprio da lì ma la sua ingenuità ed inesperienza gli ha fatto pensare che lo fosse nuovamente.
Lucio guardandola negli occhi, ha girato le dita con il palmo verso l’alto ed ha iniziato a spingere il pugno dentro e fuori pompando ed anche arricciando le dita per accarezzare le pareti della vagina. I movimenti hanno fatto sì che il piacere che ne aveva la portasse ad inclinare il busto e di conseguenza a sollevare le tette offrendole a lui restando in attesa della bocca.
“Ancora! Per favore, dai tesoro, non fermarti!”
I muscoli di Marina si sono irrigiditi e l’orgasmo era diventato più prossimo.
Lucio ha proseguito a succhiarle il clitoride e scoparla con le dita guardandola in volto fino a quando Marina è venuta con un forte urlo.
Le pareti della figa, nel momento dell’orgasmo, si sono mosse come se stesero facendo una sorta di mungitura ed allora lei, prima di stendersi distrutta dal piacere, ha allentato la pressione sulla mano mentre lui ha proseguito a succhiarle il clitoride tenendo il busto sollevato e gli occhi chiusi per la scarica di adrenalina.
Non c’era necessità che Lucio fosse denominato il suo amante segreto e da quel momento quel ragazzo, diventato il suo privatissimo ed esclusivo amante, ha proseguito l’azione della lingua con delicatezza finché il respiro non si è calmato. Infine lui ha pulito i succhi dalla figa con la lingua e con l’aiuto di due dita ha raccolto i succhi per farli gustare alla sua femmina.
Marina ha piegato il busto verso di lui e lo ha tratto a sé per baciarlo. La sua bocca e la sua lingua lo hanno esplorato e lei ha assaporato i propri succhi degni condimenti di tanti ditalini.
“Hanno lo stesso sapore?” ha chiesto Lucio e lei ha spiegato che ogni ditalino ha un gusto sempre diverso.
La libidine di Marina si è scatenata e si è accentuata per la lussuria ed ha chiesto timidamente “Voglio assaggiarti! Sì, dai, te lo voglio fare”
Il suo giovane amante le ha risposto con un sussurro di consenso ma è tardi e lui l’indomani mattina doveva andare a scuola però la sua mente le dice che vuole Lucio come amante esclusivo e già desidera che la notte seguente la esplori ancora. Marina non vuole fermare ciò che è nato tra loro.
Al mattino seguente, quando lei si è svegliata, si è sentita più riposata di quanto non lo fosse da molti anni, tuttavia, aveva davvero paura delle conseguenze di un rapporto sessuale con il figlio e si è posta la domanda: Lucio mi rispetterebbe ancora come madre o mi vedrebbe come una specie di puttana per quello che avevo fatto? Alla domanda non si è data una risposta.
Si è levata dal letto ed ha indossato una vestaglia.
Poco dopo l’odore del caffè appena fatto l’ha colpita ed è corsa in cucina e si aspettava di trovare il suo amante, invece la stanza era vuota. Ha trovato un breve biglietto sul tavolo, con cui lui le faceva sapere che doveva correre a scuola, che c’era caffè caldo nella caffettiera oltre ad una spremuta d’arancia nel frigo.
Qual biglietto e la colazione pronta l’hanno commossa. Forse era il modo di farsi perdonare per qualcosa oppure, forse, si è semplicemente davvero goduto il loro rapporto speciale e questo era il suo modo di farle sapere che voleva ripetere quella sessione di sesso.
Ad ogni modo Marina era felice e nei giorni successivi è stata molto contenta del comportamento di Lucio che è stato estremamente attento con lei, ma non ha mai menzionato ciò che avevano fatto, né ha chiesto un’altra lezione pratica di sesso e neanche Marina ha stimolato la sua immaginazione. Non che l’idea non le garbasse, ma onestamente per lei è stato difficile pensare ad altro quando a casa era sola con lui perché era impossibile resistere all’energia sessuale intorno a lui.
Qualche giorno dopo Rina l’ha chiamata la telefono per chieder a Marina come andassero le cose a casa e nel dialogo ha accennato a Lucio ma solo superficialmente solo lasciando intendere che in lui si stava sviluppando il desiderio sessuale e che comunque la vita, anche sul lavoro, andava molto meglio e si era ripresa dalla delusione avuta dopo la separazione brusca dal suo compagno.
L’amica ha consigliato a Marina di essere sexy e di mettere davanti agli occhi di Lucio le sue forme e gli attributi femminili “Vedrai che qualcosa ne ricaverai” ha concluso.
Marina ha seguito il consiglio ed ha subito sculettato intenzionalmente muovendo i fianchi nella speranza che lui la guardasse, inoltre nei due giorni seguenti ha girato nuda per casa coperta solo da lingerie di alta classe e tacchi alti.
Al terzo giorno con Lucio stavamo guardando un film comodamente seduti sul divano, le scene con i personaggi principali sono diventate piuttosto piccanti e nelle immagine una coppia era a letto e, sebbene fossero sotto le coperte, era chiaro che stavano simulando un accoppiamento con il maschio sopra la femmina.
Marina si sentiva estremamente eccitata e si chiedeva se lo fosse anche Lucio a cui ha lanciato un’occhiata e non ha potuto fare a meno di guardare il suo inguine non sorprendendosi di vedere un grosso nodulo nei suoi pantaloni della tuta da ginnastica e subito ho capito che si stava godendo la scena tanto quanto lei.
Al termine del film Marina si è levata dal divano ed è andata nella sua camera da letto facendo risuonare i tacchi alti e mostrando i glutei ma si è fermata dopo pochi passi per voltarsi a guardarlo e le è venuto da dire “Sto pensando di fami un bagno” e dopo una pausa studiata apposta con una voce sensuale e maliziosa ha proseguito “Vorresti venire un po’ in camera mia prima di andare a letto?”
Lucio ha annuito felicemente con la testa dicendo “Certamente, come no!”
Lei non avrebbe fatto il bagno senza di lui ed è entrata in camera stendendosi sul letto. Lucio l’ha raggiunta dopo aver spento le luci ed il televisore andando a sedersi vicino alla madre.
“Mamma! Oppure vuoi che ti chiami Marina” e lei ha appoggiato la mano destra sul cazzo eretto e si è messa a massaggiarlo dai testicoli alla punta. Lui ha chiuso gli occhi e l’ha lasciata fare.
Poi gli ha levato i pantaloni ed il boxer che nascondeva quel bellissimo cazzo che ha tenuto stretto nel pugno segandolo con movimenti lenti dalla base fino alla cima. Lui le ha appoggiato una mano sulle tette palpando una mammella.
Marina si è sbottonata la vestaglia trasparente che indossava e che aveva acquistato on line pensando al giorno in cui l’avrebbe chiavata il figlio ed ha infilato una mano nel reggiseno estraendo anche l’altra mammella.
“Amore queste sono le mie mammelle. Solo una madre può capire cosa si prova a nutrire la propria creatura dal proprio seno. Riprendi a fare ciò che facevi da neonato”
Lui ha aperto gli occhi per osservare le tette, le ha prese con entrambe le mani stringendole e giocando a titillare i capezzoli con le unghie e con la lingua.
Marina si è spostata in una posizione migliore per poter chinare la testa sulla cappella e, dopo averla leccata, ha ingoiato l’asta succhiando il glande che si è ingrossato nella sua bocca.
Il ragazzo aveva capito tutto e si stava dimostrando un ottimo allievo. Aveva imparato a fare sesso almeno nei fondamentali che alla madre piacevano tanto. Infatti la donna non ha tardato a sentire una mano del ragazzo su una coscia e ben presto Lucio ha raggiunto il sesso profumato tra le gambe, ha spostato il perizoma di lato e poi lo ha tirato per levarlo. Quella era una mossa che lei si aspettava e si è mossa per agevolargli il compito sollevando il bacino puntando le gambe e lui, prima da una parte e poi dall’altra, lo ha sfilato.
Subito dopo Marina ha aperto le gambe e Lucio ha raggiunto il sesso tanto desiderato e penetrandolo con un dito ha scoperto essere fradicio.
Il sogno di avere come amante Lucio si stava avverando.
“Marina vieni sopra di me” ha chiesto lui.
“Oh, tesoro. Vuoi entrare nella mia intimità proprio da dove sei uscito?”
“Voglio darti il mio cazzo, voglio la tua figa!”
“Lo facciamo come abbiamo visto nei film porno?” e senza che lui rispondesse si è messa a cavalcioni su di lui strusciandosi contro quel cazzo grosso e duro come quello di suo padre quando la chiavava.
Marina l’ha preso con la mano ed appena messo verticale si è seduta sopra accogliendolo completamente in lei.
“Mmm tesoro, sei tornato nella tua mamma ma questa volta da uomo con tutta la tua virilità”
Lui l’ha girata improvvisamente e di forza e lei non ha potuto che trovarselo sopra e, rientrando nella figa, ha cominciato a spingere con passione facendola genere di piacere a voce alta.
“Sei proprio bona, prendi il mio cazzo! Ecco ti sta chiavando il cazzo di tuo figlio”
Marina non capiva più niente sia per il piacere fisico sia per la perversione mentale da cui era totalmente presa.
“Oh sì tesoro dillo, dillo ancora che stai scopando tua madre”
“Si mamma, ti monto, sto scopando la figa di mia madre”
Lei era arrapatissima e non ha resistito.
Ha avuto uno degli orgasmi più belli della sua vita perdendosi in quel mare di piaceri perversi e proibiti. Aveva ragione la sua amica Rina che una volta entrate nel mondo della perversione non se ne esce perché i piaceri sono diversi e molto forti.
“Oooh amore, hai fatto godere la tua mamma come nessun altro uomo è mai riuscito a fare!”
“Marina dimmi che sei la mia troia”
“Sì tesoro, sono la tua troia, scopami, sbattimi, fammi impazzire”
Lui si è messo su di lei piegando le gambe, infilandole il cazzo completamente nella figa e, afferrandola per le spalle, ha dato inizio a montarla con forza facendola andare in estasi superando il limite mai immaginato prima. Il rumore del suo corpo che sbatteva contro quello di Lucio era molto simile allo sculacciare.
“Tesoro non smettere, mi fai morire!”
Le tette ballavano in tutte le direzioni verso il basso e Marina nel vederle muoversi nel momento di maggiore spinta ha avuto un altro orgasmo, non sapeva che ne avrebbe avuti altri ancora.
“Amore voglio che vieni dentro la tua mamma. Dammi la tua sborra calda! Ingravida la tua mamma, voglio un figlio che sarà anche tuo fratello!”
Erano idee create dalla mia perversione che ormai era libera di scatenarsi nel creare situazioni anche irreali.
Anche se delirava, lei sapevo benissimo che con scarsa probabilità sarebbe potuta restare incinta ma quelle parole hanno esaltato Lucio e lo hanno messo in condizioni di pompare la madre con ancora più forza.
Marina non capiva più niente, piangeva, rideva ed urlava il suo godere e tutta sé stessa era libera di fare e dire oscenità senza limite, quando ha sentito “Sto per venire, sborrooo, sborrooo, ti vengo nella figa, ti ingravido!!” si è fermata affinché lui la sentisse come la femmina da ingravidare e di conseguenza riempirla di sborra.
Nel sentire il seme di Lucio invadere l’intimità con dei caldi spruzzi, Marina ha avuto un ultimo orgasmo che l’ha svuotata completamente delle energie.
Appena Lucio ha finito di scaricarsi in lei si è accasciato sulla sua donna senza uscire dalla figa e si sono lasciati rotolare sul letto come un unico corpo restando entrambe di fianco.
Marina lo ha baciato con passione il viso, il collo e la bocca scambiando delle slinguate anche nella bocca. Era ben coscia che si era comportata da troia e ne era contenta e felice anche perché, da femmina qual era, il sentire la sborra uscire dalla figa e colare, le ha dato la magnifica sensazione di essere la sua amante preferita.
Quando il suo cazzo si è ritratto, Lucio si è girato a pancia in su e lei si è messa su di un fianco, gli ha accarezzato il petto e la pancia coprendolo di baci ed infine ha ripreso in bocca il cazzo per godersi il sapore dello sperma.
Marina è rimasta con lui a coccolarlo finché si è addormentato, poi ha rimesso le tette nel reggiseno e, rindossata la vestaglia, mi è levata da quel campo di battaglia andando in bagno per darsi una pulita sommaria sotto il triangolino del perizoma bagnato dalla sborra indugiando se tenerlo bagnato per annusare in altri momenti il suo profumo oppure lasciarlo nel cesto dei panni da lavare.
Tornata a letto ha guardato a lungo Lucio addormentato felice e soddisfatto.
L’indomani mattina, al risveglio, non l’ha visto ma lui ha lasciato il caffè pronto ed alla sera lei ha ricevuto un suo messaggio su WhatsApp senza testo ma con un grande cuore rosso pulsante. Marina, non essendo più vista come madre, emozionata e nuovamente arrapata, ha risposto nello stesso modo.
Prima di andare a letto, avendo volutamente fatto dei trattamenti di igiene intima anche posteriormente, si è preparata a godersi il più a lungo possibile la sborra del figlio che in piena notte le ha riempito il ventre.
Prima che lui entrasse in casa Marina ha aperto le gambe poggiandole su una poltrona con i braccioli ed ho dato il via ad un ditalino tra i migliori che si abbia mai fatto poiché nella mente già si gustava il suo cazzo sia nella figa che nel culo ma soprattutto si preparava a farmi trovare oscenamente aperta con le dita bagnate nel mezzo di un grandioso ditalino con il figlio unico e speciale spettatore. Marina ha anche pensato a come avrebbe reagito lui nel trovare le mutandine di sua madre intrise di umori e di sborra dopo il loro accoppiamento.
Quella notte Marina ha dovuto fare ancora una volta lezioni di sesso con grande suo piacere corrisposto da Lucio.
Da quel giorno e Marina, ormai donna matura, è diventata l’amante a tempo pieno del figlio e lui da studente universitario ha trovato il tempo di andarla a trovare e passando molte mattine nel letto matrimoniale, così lei ha potuto insegnare ogni genere di trucchi e giochi amorosi che lui ha imparato senza problemi. Così Marina è diventata una vera e propria porca.
I loro rendez-vous sono diventati l’occasione per sperimentare ogni fantasia e perversione erotica. Entrambe si vestono in maniera che si potrebbe definire elegantemente pornografica, cioè con indumenti intimi che svestono anziché vestire.
Si fotografano in pose da giornaletti porno oppure giriamo dei piccanti filmini che poi naturalmente rivedono durante le loro effusioni ed i risultati dei loro accoppiamenti sono fantastici tanto che Marina sta pensando di estenderli con discrezione a Rina ed a sua figlia Serena.

Lascia un commento