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Situazioni erotiche – cap.27

Il tempo invernale veramente inclemente l’ha costretta a restare al caldo in casa. Lidia è sola in casa ed aspetta suo marito ma la sua mente è ancora all’estate precedente e d i sui pensieri focalizzavano Luca suo giovane stallone con lei si è accoppiata più volte ed ha sperimentato con lui varie situazioni erotiche fatte un po’ per divertimento sfidando le buone maniere ed il dorato mondo puritano in cui vive ma anche per la voglia di trasgressione che da un po’ di tempo la prende e che lei non fa niente perché si stemperi.

Lidia è andata in studio a lavorare e la pioggia ghiacciata l’ha costretta a rientrare prima a casa. Il tepore della casa dopo una doccia calda l’hanno convinta a restare in intimo ed ora è distesa sul divano a gambe aperte indossando una mutandina di pizzo che sta torturando e che continuando a piegarla tirala finirà per essere distrutta. Certo che la voglia di un bel cazzo come quello di Luca le potrebbe togliere le ultime tracce di una giornata intensa quasi da incubo appena trascorsa.

La mutandina a forza di essere tirata e piegata era diventata un indumento ingombrante la cui fine era già segnata: l’avrebbe tolta al più presto per potersi sentire libera tra le gambe.

Suo marito aveva telefonato verso le 18.30 dicendo che avrebbe tardato causa maltempo ed anche per il traffico intenso.

Una delle figlie era lontana all’estero e l’altra era dal fidanzato oltre il mare con il risultato che spesso Lidia era sola a casa libera di sfogare le sue voglie.

La voglia stava crescendo e lei per farsi del bene ha indossato dei sandali molto leganti a tacco alto ed ha sfilato le mutandine. Passando davanti alla cucina si è ricordata di avere in frigo un cetriolo e poi è andata in soggiorno per iniziare a masturbarsi con sempre più foga, chiudendo gli occhi e gemendo come una vera cagna in calore. Mentre mi sbattevo il cetriolo in figa in maniera sempre più violenta, immaginando di essere una troia infoiata chiavata da un gruppo di neri con il cazzo grosso e lungo.

Lidia fantasticava sui loro enormi cazzi scuri e duri come l’ebano e immaginava i loro corpi tonici e sodi ai cui fianchi desiderava aggrapparsi.

Quel sogno la stava sciogliendo. Aveva gli occhi chiusi e ansimava molto non essendoci nessuno in casa e quindi si poteva permettere di dare sfogo alle sue voglie intime e profonde.

In quella situazione di arrapamento totale le parve di sentire una voce “Signora lei essere grande porca libidinosa affamata di cazzo. Lei poteva dire noi che gli sfondavamo la sua bella figa!”

Le urla durante la chiavata solitaria con cetriolo ed il ditalino che Lidia si stava facendo arrivano fin nelle scale.

Nella sua mente Lidia pensa di aver lasciato la porta di casa aperta di proposito e immagina una voce che le dice “Lei è una zoccola, si vergogni signora, si vergogni!”. Poteva essere di un italiano ma dalla pronuncia ha riconosciuto che era la voce di uno dei senegalesi oggetto delle mie fantasie che erano accorsi con il cazzo in tiro dopo averla sentito urlare di goduria.

Nella realtà Lidia si è fatta trasportare dal piacere. L’unica porta aperta era quella del soggiorno; lo aveva fatto per darsi sicurezza ed anche perché era un’abitudine lasciarla così.

La voglia di godere e lo stato di eccitazione unito alla lussuria che l’aveva presa le faceva immaginare di ritrovarsi con alcuni sconosciuti in casa dotati di un cazzo da oltre 25 centimetri vogliosi di sfondarla tutta in una situazione tanto eccitante ed a Lidia venne da pensare che cosa ne sarebbe stato di lei.

In quel sogno ad occhi aperti uno di negri le ha preso una mano per legarla con l’altra con una manetta mentre un altro aveva in mano una videocamera.

Che cosa hanno intenzione di fare?

Ma come si sa in queste occasioni il tempo nei sogni è velocissimo e salta da una situazione all’altra.

Senza darle il tempo di chiedere uno dei negri ha detto “Cara signora lei è una grandissima troia che fa finta di non vederci quando ci si incontra per strada. Ora invece di romperle la figa ed il culo, abbiamo deciso di non darle alcun tipo di piacere. Lei continuerà ad infilarsi il cetriolo nella figa e la riprenderemo con la telecamera. Dovrà fare questo per noi quando vogliamo e per farla arrapare uno di noi una volta alla settimana verrà in casa sua e si mostrerà di fronte a lei con il cazzo in tiro proprio per stimolarla. Non provi a denunciarci altrimenti pubblicheremo il filmato in rete”

Lidia ha immaginato che per alcune settimane ogni venerdì, quando il marito era fuori con i colleghi di lavoro per noiose riunioni e lei di ritorno dal lavoro, era costretta ad accogliere a casa quei maschi che la riprendevano mentre si masturbava di fronte al cazzo in tiro di uno di loro mentre si infilava un cetriolo oppure una zucchina nella figa e loro allo stesso tempo la mi offendevano chiamandola troia ciucciacazzi, italiana razzista, signora del cazzo, succhia banane, rotta in culo e le ricordavano che se li avesse fatti incazzare avrebbero pubblicato i filmati.

Per fortuna i negri sono partiti per chissà dove e di conseguenza sono terminate le riprese con la telecamera.

Nei giorni della settimana precedenti il venerdì i ragazzi hanno rispettato i patti posti da loro stessi e, quando Lidia li incrociava per strada, continuavano a comportarsi come perfetti sconosciuti.

Lidia fin dal primo incontro mai e poi mai mi sarebbe azzardata a guardarli con disprezzo temendo una loro ritorsione.

Sembrava essere andato tutto liscio, quando un bel giorno, di ritorno da lavoro si è ritrovata in casa un suo amante estivo; lo aveva fatto entrare la figlia che era casualmente lì per salutare Lidia. Il giovane ha messo in notevole imbarazzo Lidia che non sapeva giustificare quella presenza alla figlia. Quella era decisamente una sgradita presenza che si accentuò quando le ha dato un CD in cui, lui disse, c’erano i video girati dai negri pronti per essere caricati su un sito porno. Le ha anche detto che era stato lui a organizzare tutto dando loro le chiavi di casa che aveva preso dalla borsetta durante un incontro estivo in cui lui aveva chiavato Lidia.

La donna al sentire quelle parole si è innervosita alquanto diventando rabbiosa ma neanche il tempo di manifestare il fortissimo disappunto che alla porta di casa si sono presentati gli extracomunitari che le hanno intimato con forza di spogliarsi di fronte ad una webcam “Cara troia, abbiamo un bel programmino per te!”

Lidia è stata presa dallo sconforto e si è seduta sul divano sperando che non entrasse il marito e neanche la figlia che per sua fortuna era al telefono con un’altra persona.

Salutata la figlia non certo con animo sereno ha chiesto al gruppo quale fossero le loro voglie pensando che volessero fare sesso.

Non, non era così!

L’avevano iscritta ad un portale di webcam girl in cui si sarebbe dovuta spogliare e masturbare in video chat e per ogni contatto versare a loro e al suo ex amante il ricavato delle mie ‘prestazioni’.

Da buon avvocato Lidia capiva che si trattava di un ricatto a cui non potevo sottrarsi per la gioia di quel depravato del suo ex e dei suoi compagni extra comunitari se no sarebbe finita “sul web a fare la MILF desiderata da tutti.

Passando davanti allo specchio Lidia si vede bella ed ai suoi occhi appare eccitante, si piace.

Ritorna in soggiorno e le sembra che il sogno sia stata la realtà e non se ne sa dare una spiegazione.

Le ritorna in mente Luca e lo chiama al telefono.

Da tre anni Luca convive con Laura in una bella casa.

“Ciao! Che fai?”

“Sto facendo ginnastica e sono in casa in cantina. Per fortuna ora sono solo. Lei è ancora al lavoro ma non tarda a tornare. Tu che fai? Dai, raccontami! Lo sai che ti vorrei qui?”

Luca in inverno si tiene bene e per passare il tempo diventa manico della forma fisica. E’ anche vero che è sportivo e fa regolarmente nuoto e palestra. Inutile dire quindi che ha un bel fisico accuratamente disboscato dalla delicata mano dell’estetista.

 “Ti dirò, mia cara, che avrei voglia di studiare la tua anatomia!” prosegue “Per cercare di calmarmi e distrarmi da te oggi mi sono visto su Pornhub un bel lungo porno che dal titolo interessante. Me lo sono goduto sulla TV e non sul monitor del PC”

“Di che si trattava?” gli chiede Lidia con le mani già tra le gambe a titillare nuovamente il clito.

Luca interrompe l’attività fisica e si siede su un divano della mansarda dove fa decisamente caldo, anche se è in shorts e canotta.

Mentre si siede e ascolta Lidia fa ripartire il video visto il giorno prima e si vede subito quel gran pezzo di figa della protagonista farsi un bagno in piscina, nuda ovviamente.

Lidia lo ferma e gli chiede l’indirizzo web per seguire lo stesso film insieme.

Lui descrive a lei che cosa accade e lei lo prega di aspettare per poterlo vedere insieme a distanza, ognuno in casa propria.

Le immagini sono sincronizzate quando è entrato in scena il protagonista maschile, un uomo robusto con uno slip succinto scuro.

La scena si fa eccitante e intanto anche Luca si eccita e si spoglia per farsi un bel segone davanti al porno immaginando che la donna sia Lidia.

Il giovane è sdraiato sul divano nudo e sudato, a gambe larghe col cazzo che svetta tra le sue mani. Le dita scivolano che è un piacere.

Il sentire la descrizione che le fa Luca che le descrive la scena della troietta che lecca il buco del culo del negro porta Lidia a far scivolare la mano sul suo buchino, e così si anche lei si fa un ditalino.

Nel film lui scarica un litro di sborra in faccia all’attrice e la scena cambia.

Ora Luca è da solo e si sta segando ed imita l’attore mettendosi nella stessa posa e descrivendo la sua posizione e la scena a Lidia che continua nel ditalino.

Quella sena sembra girata nella casa di Lidia solo che il colore del divano è diverso: quello di Lidia è nero e quello del film è bianco.

Il cazzo del negro è veramente lungo e lui così snello che riesce a leccarselo piegandosi su se stesso.

Luca lo riferisce alla sua amante e lei se lo immagina dentro fino alla bocca dell’utero “Sai amore che è il mio sogno da una vita, ma non ho mai provato!”

La voglia e l’arrapamento lo porta a provarci anche lui e si rende conto che lo sport in questo caso lo sta aiutando.

Infatti lentamente riesce a mettersi in una posizione che gli consente di leccare con la lingua la cappella di quei 22 cm di uccello. Per lui è la prima volta che vede così da vicino il suo cazzo, ne apprezza il sapore e gusta anche le gocce di pre sborra che escono dall’uretra. Il cazzo è così lungo e lui così flessibile che riesce a prendere bene in bocca la mia cappella giocando con la lingua e così ora a che cosa provano le ragazze ed in particolare Lidia quando lo hanno in bocca per goderselo.

Luca si convince che è una vera figata e nella sua mente nasce l’idea che lui sia un bel maschio a cui Lidia in quel momento sta facendo un pompino mentre scorrono le immagini sul video.

E’ talmente eccitato che In pochi minuti sente l’orgasmo arrivare e incredibilmente si sta sborrando in bocca. Non l’avrebbe mai creduto che la sua sborra fosse così buona la mia crema.

Ciò che accade lo racconta al telefono a Lidia la quale continua a toccarsi il grilletto prolungando il più possibile l’orgasmo. Anche lei racconta a Luca ciò che fa e le sensazioni che ha e ciò unitamente all’arrapamento contribuisce all’orgasmo di Luca ed anche al suo. La sensazione maggiore che Lidia ha è quella di sentirsi troia ma l’incredibile è che le piace esserlo al contrario di quando da donna seria ed anche repressa sessualmente ripudiava certe pratiche sessuali.

“Amore mio ho fatto tanta sborra. Era da tanto che non venivo così. Se ci fossi stata tu ti sarebbe uscita dalla bocca per quanta ne ho fatta!”

Luca si sdraia comodo e si sente esausto e sudato come avessi corso in pista chissà quale distanza.

Intanto il video è andato avanti ed il negro sta resistendo a ciò che la sua femmina sta facendo nonostante la figona che ha tra le mani gli stia leccando il buco del culo mentre lui si sta segando.

Luca intanto si gode le immagini ascoltando Lidia che al di là del telefono si sta sgrillettando accarezzandosi l’uccello, giocando con le gocce di sborra che ancora escono mentre diventa molle e leccandosi le labbra che sanno di sé.

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