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Yoko la studentessa asiatica – 1. parte: Ricordi dal passato

By 29 Giugno 20242 Comments

Questa mattina mi sono recato in ufficio come faccio tutti i giorni da circa dieci anni. Scarico figli a scuola e moglie a gli uffici postali dove lavora.
Entro in ufficio e controllo velocemente la casella postale – mail – prima di recarmi a prendere un caffè. Tra le solite mail mi salta all’occhio un nome ormai svanito nei ricordi. Si trattava di una vecchia conoscenza dei tempi dell’università. Yoko Sato. Rimango perplesso all’inizio ma poco dopo mi si stampa un sorriso enorme sul viso. Preso dall’euforia vado per sedermi e mi accorgo che faccio fatica. Qualcosa nei pantaloni inizia ad indurirsi.
Yoko era una mia ex compagna di università che si era trasferita in Italia per studiare storia dell’arte. All’inizio la consideravo la classica studentessa straniera, ma col passare del tempo si è rivelata una vera e propria insegnate di vita. Subito riaffiorano alla mente vecchi ricordi. Divertimento, interazione culturale e tanta ma tanta perversione. Con lei ho fatto delle cose mai più fatte in tutta la mia vita. E si parlo di sesso. A pensarci bene il fatto la cosa mi rende triste.
Ma col passare degli anni e avendo messo su famiglia, si sa che tante cose vanne perse. Cercare il brivido veloce ad una certa età non conviene più. Troppo rischioso.
Ero curioso ed eccitato allo stesso tempo che persi di vista il caffè mattutino con i colleghi d’ufficio. Aprì subito la mail:
Caro Marco, sono anni che non ti vedo ne sento. Ho una gran voglia di tornare in Italia. Mi manca la bellezza, la cultura, il cibo e anche il buon sesso, come tu mi hai fatto conoscere. I Giapponesi non capiscono niente di donne. Non sanno come prenderle, trattarle e tanto meno soddisfarle. Mio marito è un uomo gentile, ma finisce lì. Ho due splendidi figli in età adolescenziale. Sono abbastanza grandi per stare qualche giorno senza la mamma. Ho deciso di prendermi una vacanza e passerò per Roma per un solo giorno. Tieniti pronto mio caro Marco.
Saluti baci baci Yoko.
Rimasi imbambolato davanti allo schermo. L’ultimo neurone sveglio prima del caffè era andato in tilt. Cazzo Yoko viene a Roma. Non è possibile. Cosa mi invento con mia moglie. Come faccio a prendermi un giorno di vacanza senza farlo sapere a nessuno. Dovevo trovare una soluzione e pure buona e molto plausibile. Cazzo Yoko torna a Roma. Senza rendermene conto, avevo il cazzo durissimo. Non riuscivo a non pensare a Yoko, ma sapevo quale era il rimedio per riprendere in mano le redini del mio cervello. Mi alzai e andai in bagno. Chiusi a chiave, tirai fuori il cazzo e mi segai di brutto. La sega più veloce della mia vita. Durò pochissimo e quando venni il cazzo non si voleva ammosciare. Ovviamente pensai a Yoko tutto il tempo. Uscendo dal bagno mi vide il capo ufficio. Marco hai un aspetto terribile e sei tutto sudato. Stai bene? Non risposi. Mi disse meglio che vai a casa e ti riposi per oggi. Feci di si con la testa. Andai in ufficio, presi la mia giacca e di recai verso l’uscita. Avevo bisogno di aria e di riordinare le idee. Mi chiedevo come una semplice mail mi potesse sconvolgere cosi. Sapevo già la risposta, ma volevo rifletterci con calma e rivivere qui ricordi nella mente un po’ alla volta. Mi recai in un parco dopo aver preso qualcosa da bere.
Mi sedetti su una panchina e riempì i polmoni di aria mattutina. Avevo ancora il cazzo duro che pulsava nei pantaloni. Cercai di sedermi su una panchina per evitare che qualcuno notasse i pantaloni gonfi e mi scambiasse per un maniaco. Yoko, con lei ho imparato tutto. Regole, disciplina, valori, sacrificio e tanto tantissimo buon sesso in tutte le salse.

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Giggio_30

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