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Il mio nome è Mario, sono sposato da oltre tre decenni ed ho due figli ormai adulti. da almeno vent’anni desidero vedere la mia metà fare sesso con un altro uomo, possibilmente ben dotato forse perché reputo di non esserlo. Di questo mio desiderio della mia partner Laura ne è al corrente anche se fino a qualche tempo fa pensava che fossero solo fantasie ben accettate anche da lei. La mia donna l’ho conosciuta quando lei aveva 20 anni e non era vergine perché aveva già scopato con altri ragazzi avendo scoperto il fare sesso dopo i 14 anni. Ciò a me non interessava perché mi ha detto che a lei piaceva e per me non era una pregiudiziale. Inoltre già prima ancora di sposarci nei nostri discorsi abbiamo parlato di quali erano stati i nostri rapporti sessuali prima di conoscerci. Dal suo racconto seppi quando e con chi perse la verginità, con quanti ragazzi avesse fatto sesso e chi l’ha fatta godere di più. I suoi racconti anziché fammi rabbia e riempirmi di gelosia, stranamente, mi eccitavano tantissimo tant’è che ogni volta che facevamo l’amore cercavo di riportarla nel suo passato sessuale facendole ricordare le sue vecchie scopate. La cosa comunque eccitava anche lei e si sentiva chiaramente il suo piacere perché la sua figa si riempiva abbondantemente di umori.
Tra i suoi ricordi più piacevoli c’era quello con un ragazzo, di cui non era innamorata, ma a cui diede tutta sé stessa perché lui con molta tenerezza, con la scusa di consolarla da una delusione d’amore precedente, le ha insegnato diversi modi di dare e ricevere piacere. Lei da brava allieva ha imparato a fare i pompini ed a scopare in molte posizioni e in quei contesti si anche fatta sverginare il culo.
Tutte queste cose che lei ha imparato ne ho poi usufruito io anche se ho trovato tutto ‘aperto’.
Ancora oggi, quando ci accoppiamo, faccio in modo di riportarla con la mente a quelle lezioni di sesso ricordandole che a me piacerebbe che quelle cose le rifacesse con lui però con me presente e di ripeterle anche più volte. Quel mio desiderio ci eccita fortemente e nella mente mi creo immagini di lei protagonista nel succhiare il cazzo, nel cavalcare i suoi maschi impalandosi nel culo, nel farsi scopare con le gambe appoggiate sulle spalle del maschio, con lui che alterna l’entrata nel culo e nella figa.
È mia abitudine cercare di rinviare la sborrata perché voglio godermi il più a lungo possibile la figa della mia donna.
Poiché siamo veramente dei porcellini quando scopiamo, più di una volta, nei momenti più intimi ho creduto che finalmente lei avrebbe acconsentito ai mei desideri erotici ma non ho mai trovato il coraggio di riparlarne con lei durante la giornata mentre ognuno svolge le mansioni quotidiane perché le mie fantasie si dileguavano e svanivano ed allora ho pensato ad un’altra via per convincela.
In questi ultimi due anni mi attrae il mondo erotico degli omosessuali. In realtà non mi sento gay e ne cross dresser, ma ho spesso la voglia di sperimentare cosa prova una donna nel fare sesso con un cazzo. Non potendo avere una figa la mia mente la crea nel culo ed immagino che qualche cazzo di qualche non definito maschio mi scopi.
Quando mi sono deciso di fare questo passo l’ho fatto con la speranza che se andasse in porto una relazione clandestina con qualche uomo a cui piace scopare n altro maschio iniziando la scelta dell’improbabile mio partner, mettendo degli annunci o frequentando siti specializzati. Era mia speranza coinvolgere anche Laura.
I miei tentavi sono in parte la cosa riusciti. Infatti ho contattato per email una persona che avrebbe potuto realizzare i miei desideri ed il giorno del primo appuntamento abbiamo constatato che la mia idea si poteva realizzare. Il nome dell’uomo era Armando ed Il giorno stesso dell’incontro mi lui ha invitato a casa sua e dopo aver parlato del più e del meno mi ha chiesto se potevamo fare qualcosa. Non avendo mai fatto sesso con un uomo ero impacciato e timidamente ho accettato la prova. Quel giorno indossava una tuta da ginnastica ed affinché potessi essere inculato, lui si è seduto sul divano e si è levato i pantaloni. La vista di Armando mi ha sorpreso perché non avevo mai visto un uomo totalmente nudo ed i miei occhi sono subito andati a cercare il suo cazzo che mi sarei aspettato svettante tra le gambe, invece era ancora in stato di riposo ma comunque era dotato di un sesso di dimensioni interessanti.
A quel punto Armando mi ha invitato a toccargli il cazzo e dando il via al mio rapporto con persone del mio stesso sesso.
In quel momento il mio unico desiderio era quello di toccargli il cazzo per farlo indurire e lui mi ha facilitato la cosa offrendolo a me portando una mia mano a poggiarsi sopra. Era un gesto inequivocabile a cui ormai non mi potevo più sottrarre. Il suo cazzo pochi secondi dopo si è svegliato sollevandosi ai miei tocchi, la mia mano ha preso a segarlo e le dimensioni raggiunte, non ancora al massimo del turgore, erano decisamente maggiori di quelle del mio. Mi piaceva avere tra le mani quel cazzo così consistente e nella mia mente già immaginavo quale situazione piacevole si sarebbe creata se in quel momento ci fosse anche Laura ad aiutarmi in quel dolce massaggio andando anche a succhiarlo anche se la sua bocca avrebbe fatto fatica a riceverlo.
Mentre vagavo con la mente assorto nei miei pensieri erotici, una mano di Armando si poggiata sulla testa per spingerla verso il suo cazzo. In quel momento i sogni sono svaniti e sono tornato alla realtà e mi sono reso conto che per la prima volta avrei preso in bocca un sesso maschile proprio come l’avevo sognato e come lo volevo.
Con la mia immaginazione mi sono inventato la leccata di quel cazzo partendo dal glande ricordando le mosse che attuava Laura quando lo faceva con me, l’ho poi lo leccato per tutta la sua grande lunghezza arrivando alle palle che ho preso delicatamente in bocca constatando la quantità di sborra che avrei preso alla fine in bocca. Infine sono tornato al glande e con fatica, l’ho succhiato facendolo andare lentamente cercando di non ferirlo con i denti, fino alla gola.
Armando ansimava e mi incitava a prenderlo e tenerlo in bocca perché a lui piaceva moltissimo. Ai suoi respiri e grugniti intercalava parole di apprezzamento ed aggiungeva che ero la sua troia predicendo ciò che poi mi avrebbe fatto. Tutto ciò per me era una eccitante e piacevole novità.
Prima di far andare il cazzo nella gola, ho fatto per alcuni minuti un su e giù che lo ha soddisfatto, poi ho voluto superare me stesso pensando finalmente di poterlo ricevere completamente fino in fondo ma non ci sono riuscito perché quando il glande arrivava alla gola mi venivano i conati. Spingerlo fino in fondo è stata per me un’esperienza unica anche se sono riuscito a superare il senso di soffocamento ed anche i conati. Era la prima volta che facevo un pompino e mi sono sorpreso di quello che ero riuscito a fare.
Con la bocca non sono riuscito a farlo venire ed allora gli ho chiesto di fargli una sega dicendogli che desideravo vederlo schizzare. Armando ha acconsentito ed allora ho ripreso il cazzo in bocca per bagnarlo e poi cominciare la sega.
Quando è venuto è stata una cosa bellissima. Dal suo cazzo sono usciti con forza non meno di quattro fiotti di sborra che lui per non sporcare il pavimento o il divano, ha cercato di indirizzare sul mio petto.
Quella è stata la prima ed unica volta in cui i miei occhi l’hanno visto schizzare.
Conclusa la parte sessuale abbiamo preso un caffè e, poiché si stava facendo tardi, ci siamo salutati ripromettendoci un altro incontro.
Nel tornare a casa, nella mia mente, sono riaffiorate le immagini di quel bel cazzo che avevo toccato, succhiato e fatto schizzare ed ho pensato se la cosa sarebbe piaciuta anche a mia moglie.
Da quel giorno la speranza di far scopare mia moglie da un altro si è fatta sempre più forte. Avevo trovato Armando il cui cazzo era ed è tuttora disponibile che poteva dare sfogo alle fantasie di donna assatanata.
Durante le scopate con Laura, ogni volta provo ma con scarse speranze, a convincerla a fare sesso con Armando.
Con Armando, la seconda volta che ci siamo visti a casa sua, siamo andati oltre. Dopo avergli fatto la sega ed il pompino, gli ho chiesto se gli piacesse incularmi.
Il mio culo non era vergine perché avevo giocato molte volte con oggetti vari come vibratori e falli di gomma di dimensioni maggiorate. Armando sapeva che il mio culo era già stato allargato e gli ho confermato che non avevo mai preso in culo un cazzo vero; quella sarebbe stata la prima volta con un cazzo vero nel culo.
Gli ho confermato che mi sarebbe piaciuto fare questa esperienza aggiungendo che lo avrei preso dentro con il preservativo.
Lui non se lo è fatto ripetere ed ha accettato subito. Prima che mi voltassi per prenderlo alla pecorina, ho estratto da una tasca dei pantaloni il preservativo che avevo portato con me, l’ho estratto dalla bustina e con le mani l’ho fatto ricoprendo poco più di mezza asta non essendo il preservativo lungo abbastanza da rivestirlo tutto.
Le manovre di rivestimento hanno reso meno erotiche le sensazioni ed il suo attrezzo si è un po’ sgonfiato ma con un po’ di bocca son riuscito a farlo tornare in forma.
Insieme al profilattico mi ero portato anche un flaconcino di olio lubrificante che ho spalmato sia sul suo cazzo che all’ingresso del mio culo. Quando ho passato il dito sul mio sfintere il culo mi si è aperto come quando prendevo i vibratori e mi è piaciuto che quel gesto l’abbia fatto davanti ai suoi occhi.
Fatto questo Armando mi ha chiesto di appoggiare le mani sul tavolino posto davanti al divano e mi ha fatto piegare in avanti per mettermi nella posizione migliore per riceverlo.
Temendo i dolori o le fitte dovute ad una irruenta introduzione, gli ho raccomandato di entrare lentamente e gradualmente e che solo dopo avrebbe potuto entrare più a fondo dando spinte più forti.
Gli davo queste indicazioni perché già sapevo che con l’esperienza casalinga fatta con i falli e con oggetti vari, per non sentire troppo dolore all’inizio, doveva muoversi piano evitando che il mio piacere svanisse tra i dolori.
È stata la mia prima volta di un cazzo vero nel culo.
Lui ha puntato la sua cappella sul mio buco, io avevo una mano appoggiata al tavolino e con l’altra tenevo aperte le natiche aspettando il momento in cui avrebbe spinto. Quel momento non tardato ad arrivare ed il cazzo subito si è fatto strada in me. Ho sentito inizialmente un po’ di dolore e gli ho detto di essere più gentile nella prima fase di introduzione proprio quando lo sfintere si dilata.
Armando si è subito fermato e poi è penetrato in me un altro poco.
É stato molto bravo perché mi ha aperto senza che avessi dolori e mi ha fatto godere l’apertura del culo.
Tra uno stop ed una piccola il mio buco si è adattato al diametro che mi stava aprendo. Lui ha spinto per altre due o tre volte fino a che non è entrato dentro fino in fondo.
In quel momento mi sentivo dolore allo sfintere perché forse qualche parte del muscolo sera eccessivamente dilatata. Nelle mie esperienze precedenti con i giochi non ero arrivato a quel limite e mai ero arrivato a prendere dentro un qualcosa così profondamente.
Ho pertanto chiesto ad Armando di fermarsi qualche istante giusta l’attesa di far diminuire il dolore.
Infatti non appena il dolore si affievoliva dicevo ad Armando di riprendere a muoversi e così mi sono trovato a sentire il suo cazzo tutto dentro di me. È stata una sensazione estremamente bella che avrei desiderato non cessasse.
Lui subito dopo aver poggiato il suo ventre ai miei glutei ha iniziato la fase della prima uscita e lo ha fatto delicatamente ma poi è rientrato. Ha proseguito così per poco con quel su e giù aumentando di ritmo ed a me dava un piacere indescrivibile. Armando inizialmente mi ha inculato con delicatezza ma dopo ha aumentato la velocità e di conseguenza è aumentata anche la penetrazione. Mi è sembrato di sentirlo abbondantemente dentro la pancia ma è durato poco perché lui si è ritratto e nuovamente è entrato facendosi strada dentro di me. Quando i colpi sono diventati frenetici ho chiesto ad Armando di fermarsi un attimo perché mi bruciava il buco e che e che sarebbe stato meglio rimettere del lubrificante. Questa pausa, seppur breve, ha fatto diminuire la turgidità del cazzo e così, prima di ricominciare, con la mano l’ho fatto nuovamente indurire.
Mi sono rimesso in posizione e lui me si è riaffondato in me fino in fondo fino a toccare il suo ventre contro i miei glutei. Ero la sua troia e me lo diceva. Mi diceva anche che ero la sua figa e che gli piaceva moltissimo il mio culo, che mi sentiva tantissimo e che lo stavo avvolgendo come un guanto.
Io invidiavo la sua resistenza perché mi ha inculato molto bene e arrivato al punto massimo dentro di me si tratteneva parecchio godendosi l’inculata ed io il piacere derivato dall’essere aperto e di sentire un magnifico cazzo nell’intestino.
Lui non mi è venuto dentro perché voleva che lo spompinassi ancora. Così si è seduto sul divano e io, levato il preservativo (che era anche un po’ sporco) ho subito succhiato senza affondarlo fino in gola.
Affinché fosse un pompino degno di essere ricordato, Armando si è messo in piedi con me inginocchiato, mi ha messo le mani sulla nuca per dettare il ritmo del pompino. Ad un tratto, forse quando ha capito che stava per superare il punto di non ritorno, mi ha chiesto se poteva venirmi in bocca. A quella richiesta ho avuto un attimo di titubanza ma poi, eccitato dal pompino e non potendo parlare avendo il cazzo in bocca, gli ho fatto un cenno di consenso.
Lui era molto resistente, aveva degli attimi in cui si fermava e voleva che anche io facessi la stessa cosa con il mio culo, non voleva che lo stringessi. Poi riprendeva fino al prossimo momento di ferma. Infine ha superato quel momento perché la sborra ormai era intrattenibile e me lo ha detto “Ora sto per venire. Preparati!”
Ovviamente mi sono preparato a ricevere la sua sborra ed ho cercando di immaginare che effetto e che sapore potesse avere e se la sua avesse un sapore simile alla mia.
Armando arrivato al culmine ha rantolato ed ha urlato che stava venendo dichiarando ad alta voce il suo piacere nello sborrarmi.
Per venire si è fermato, con le mie mani ho afferrato le sue natiche e lui ha affondato il cazzo fino alla gola togliendomi il respiro per pochi secondi. Un istante dopo ha scaricato la sua sborra nella mia bocca.
In quel momento ho percepito gli schizzi caldi che arrivavano fino alla gola ed anche il suo sapore leggermente salato ma non disgustoso. Non me la sono sentita, come da suo desiderio, di ingoiarlo. Gli ho però promesso di ingoiarlo in un altro incontro; non ero psicologicamente preparato a deglutire la sua sborra.
Dopo la seconda volta ci sono stati altri incontri con Armando e ancora oggi continuano.
Il desiderio di vedere mia moglie Laura scopata da un altro, magari dal mio amico Armando è tuttora in me, la figa piace sia a me che ad Armando, ma forse la mia gelosia di Armando fa sì che non riesca a realizzare il desiderio di vedere il suo cazzo dentro mia moglie.
Al momento, con piacere, quel cazzo lo prendo io e l’insistenza con lei di accoppiarsi con una altro maschio è cessata.

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Autore Pubblicato il: 7 Novembre 2021Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici, Racconti Gay1 Commento

Commenti per questo racconto

  1. Kikk8 27 Maggio 2022 at 15:45

    Io penso che se riesci a farlo insieme a tua moglie ed Armando sarà magnifico..complimenti..

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