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La mia doppia vita (gli incontri successivi)

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La settimana passò e ci ritrovammo nel parcheggio del centro commerciale, salì in auto e questa volta ci presentammo; io usai un nome finto non volevo mantenere il più possibile l’anonimato e poi la paura che si sapesse questa mia perversione mi terrorizzava, in fondo io sono un uomo sposato.

Poi passai a dedicarmi al suo uccello spogliandolo e mettendomelo in bocca ancora moscio, lui gemeva e mi diceva cose che piano piano cominciavano a piacermi “ma che bravo pompinaro”, “fatti scopare la gola”, “mi piace la tua bocca” e mi impartiva dei comandi in maniera decisa ma non violenta “scendi con la bocca a leccarmi le palle”, “leccami la cappella” e “infilatelo più in fondo”..

Mi piaceva, mi sentivo più suo e vederlo godere mi eccitava a tal punto che mi uscì dalla bocca una frase che proprio non mi aspettavo: “vienimi in bocca, voglio che mi sborri in bocca..”  alla quale lui rispose subito con “brava la mia troia”!! Troia, al femminile! Era la prima volta che mi succedeva, mai mi sarei aspettato che si sarebbe rivolto a me al femminile e devo ammettere che nonostante il mio stupore la cosa mi portava in estasi!

Venne copiosamente ma non ingoiai, sputai in un fazzoletto. Lui era soddisfatto ma mi disse “la troia deve ingoiarlo il seme del maschio… per sta volta va bene così però la prossima volta ingoi”.

Lui ricambiò il pompino facendomi godere in poco tempo senza farmi venire nella sua bocca.

Ci rivedemmo anche un paio di giorni dopo e il copione fu lo stesso con il pompino fatto da me con maggior malizia facendolo godere nella mia bocca ma senza ingoiare.

Anche questa volta lui mi fece notare che se volevo essere davvero la sua troietta avrei dovuto ingoiare il suo sperma e mentre ricambiava la pompa gli promisi che la prossima volta avrei ingoiato tutto… ci stavo pensando da giorni ma non trovavo ancora il coraggio… ma volevo la sua sborra la bramavo, desideravo ingoiare il suo seme e divenatre le sua puttana succhiacazzi.

Una volta venuto si rivolse a me con tono deciso: “settimana prossima troviamo un posto più comodo così mi spompini con calma però mi prometti che ingoi e che mi mandi a casa bello pulito”.. mi strappò la promessa e tornai a casa dove mi masturbai furiosamente e leccai dalla mano il mio sperma pensando fosse il suo…

era cambiato qualcosa in me… ne avevo paura ma mi paiceva.

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