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Episodio 11

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Flavia aveva passato buona parte del pomeriggio sopportando un’interminabile lezione di matematica, una materia che odiava ma che sapeva essere indispensabile per il suo futuro. Aveva sempre faticato a seguire le spiegazioni, detestava gli esercizi e usare una calcolatrice che avesse più dei tasti dei numeri e delle operazioni aritmetiche di base le sembrava di maneggiare uno strumento alieno che potesse causare la distruzione della Terra. Quel pomeriggio, poi, le funzioni e le equazioni non provavano nemmeno a entrarle in un orecchio e uscire dall’altro per il semplice motivo che la mente della ragazza era completamente occupata da altro: la situazione che era andata a crearsi le sembrava tra il grottesco e il comico, come certi film horror demenziali, sebbene virato alla pornografia.
L’insegnante, una donna sciatta, noiosa, continuava a blaterare qualcosa riguardo a numeri che facevano qualcosa, ma l’unico pensiero che aveva messo radici nella mente di Flavia era sua madre che voleva sedurre Luca perché diventasse l’amante della figlia. Scosse la testa, divertita. Roba che nemmeno nelle più squallide telenovelas…
Il giorno precedente, al primo tentativo di provarci con il ragazzo, Sam, nonostante avesse sfoderato quasi ogni arma di seduzione che possedeva, non aveva raggiunto il risultato sperato, e Luca era fuggito letteralmente in preda al panico, almeno secondo le parole di sua madre, quando la sera glielo aveva raccontato, tra il divertita e l’offesa. Come poteva quello stronzetto non gettarsi in ginocchio davanti al suo corpo perfetto e venerarla?
A quanto aveva detto, era fuggito proprio mentre stava arrivando lei dall’orgia, ma non aveva avuto la possibilità di vederlo. Se fosse accaduto il loro incontro, cosa sarebbe accaduto? Era a conoscenza del fatto che Luca, in realtà, fosse ancora innamorato di lei, lo capiva da come la guardava estasiato quando la vedeva passare, nonostante anni prima lei lo avesse allontanato in malo modo: se si fossero trovati, uno davanti all’altra sulle scale, come si sarebbe comportato lui? Di certo, non avrebbe mai provato a tornare da Sam e, forse, avrebbe tirato fuori le palle e provato con lei per davvero.
In tal caso… Flavia pensò che un’altra possibilità avrebbe anche potuto darla a Luca, se avesse provato di nuovo con lei, anche senza l’intervento di sua madre.
Le elucubrazioni che avevano occupato l’attenzione della ragazza impedendole di avere un pomeriggio fruttuoso a scuola divennero polvere quando tornò a casa e trovò sua madre seduta sulla sua poltrona preferita, nuda, soddisfatta. Sul tavolino a fianco, la sigaretta elettronica era accanto alla scatola con le ricariche profumate e un bicchiere di vetro giallo lavorato conteneva un dito di liquore. Subito pensò fosse stata una di quelle giornate proficue, in cui i suoi spettatori in videochat sganciavano token a tutto spiano, pagandola perché soddisfacesse le loro fantasie erotiche fino ad essere compiaciuti da un suo orgasmo e, nel caso pagassero abbastanza, anche da uno o più spruzzi di squirto.
– Una piacevole sessione di lavoro? – domandò la ragazza, appoggiando lo zaino su una sedia, già pregustando che, quando sarebbe giunto il pagamento dal sito per quella giornata proficua, si sarebbero potute pagare una settimana di vacanze in qualche località di montagna. O in un parco giochi, pensò la ragazza, eccitata; magari uno con delle montagne russe da paura. Sam non ci sarebbe salita per nessun motivo, ma lei avrebbero dovuto tirarla giù con la forza.
Samantha sollevò il bicchiere, che mandò riflessi sulle lavorazioni del vetro, e lo avvicinò alle labbra voluttuose. Bevve un sorso e poi, tenendolo in mano, lo appoggiò al bracciolo della poltrona. La donna sorrise. – Oh, una sessione molto soddisfacente, devo dire. – Poi il sorriso si allargò ancora di più, dando quasi l’impressione che fosse diventato maligno. – E a rendermi così porca sono sicura sia stato fottere il tuo amico.
Flavia rimase con un solo braccio nella giacca che stava togliendo. Fissò la madre, sbattendo gli occhi, come a liberarsi da una confusione mentale. Non riusciva a comprendere cosa stesse intendendo. O forse sì, ma era impossibile. – Cosa…
– Oggi Luca è tornato, – spiegò Sam ridendo, quasi stesse raccontando una barzelletta che la faceva impazzire, – tremava come una foglia, incapace di parlare. Beh, l’ho letteralmente spinto contro un muro, gli ho tirato fuori l’uccello, che va detto: non è mica male, davvero, e gliel’ho succhiato. Lo stronzetto, tra l’altro, era ancora vergine, ma lo è rimasto per poco.
La ragazza rimase ammutolita a quelle parole, immaginando sua madre che spompinava il ragazzo che ci aveva provato con lei due anni prima. E sapere che era ancora vergine… sentì la colpa ricadere su di lei, per come lo aveva trattato allora, dandogli dello sfigato.
Fu con un groppo in gola e una stretta nel petto che chiese alla madre di non usare certi termini quando parlava di Luca.
La donna annuì, comprensiva, sebbene il sorriso sornione non lasciasse il suo volto, e batté la mano libera sul bracciolo sinistro. La ragazza, finito di togliersi la giacca, si sedette accanto alla madre. – La nostra Flavia ha un debole per Luca, eh. Hai ragione, è un gran bel ragazzo.
La mano che sosteneva il bicchiere di liquore lo mise sul tavolino, si appoggiò su una gamba della figlia e la avvicinò a sé, facendo scivolare il sedere della ragazza dal bracciolo sulle cosce nude della madre.
Una domanda che albergava ormai da tempo nell’anima di Flavia finalmente ebbe modo di essere posta. – Com’è a letto Luca? Voglio dire, è bravo, ha stile… sa dare piacere?
Una nota di amarezza percorse il sorriso della madre. Il sospiro descrisse la situazione perfettamente, anche senza le parole che seguirono: – Credo sia l’amante più incapace che abbia mai avuto, che alterna timidezza e slanci di ridicola intraprendenza. Avrei diritto ad un Oscar per come ho finto di godere.
– Povera mamma, cosa ti tocca fare…
Si abbracciarono, in pochi istanti le loro labbra si unirono e una mano di Flavia strinse un seno della madre, eccitandosi. L’avrebbe ripagata del sacrificio preparando lei la cena, dopo un ditalino di ringraziamento per l’impegno profuso nel cercarle un ragazzo adatto a lei.
– Non preoccuparti, bambina mia, – lo assicurò Samantha, quando le loro labbra si separarono e prima che iniziasse il lavoro delle loro lingue, – lo farò diventare un amante perfetto.
Flavia avrebbe giurato che l’accento di divertimento che lesse nell’intonazione di voce della madre fosse dovuto all’idea di scopare ed istruire un diciottenne alla pratica del buon sesso e non a qualche sentimento che stava nascendo nel suo cuore.

Continua…

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