Mi svegliai tutto sudato e con un’erezione da paura. Non riuscii nemmeno ad andare in bagno a pisciare per quanto era duro. Feci colazione in fretta e cercai di liberarmi del bisogno fisiologico nonostante l’erezione. Mi affacciai alla finestra per vedere se la Zia era uscita, fortunatamente no. Non persi tempo e mi vestì in fretta per andare a bussare alla sua porta, volevo chiederle se aveva voglia di rinfrescarsi in piscina. Io di certo morivo dalla voglia di vederla in costume.
Attraversati la strada e bussai alla porta, avevo ancora il cazzo dritto nei pantaloncini e cercai di nasconderlo. Zia aprì quasi subito, me la trovai davanti con un bellissimo vestito di cotone verde e delle espadrillas nere con la zeppa piuttosto alte. I capelli raccolti le mettevano il viso in mostra, era decisamente uno spettacolo nella sua semplicità.
“Buongiorno Zia!”.
“Buongiorno tesoro, a cosa devo il piacere?”.
“Ecco, volevo chiederti se oggi ti andava di replicare in piscina, visto che fa caldo, pensavo ti facesse piacere rinfrescarti un po’. Io ho anche la giornata libera… Ma vedo che sei già vestita, stavi uscendo?” effettivamente era già tutta in tiro, sperai che non avesse altri programmi.
“Oh mi farebbe tanto piacere tesoro, ma purtroppo ho già preso impegni.” appena finì la frase, dalla cucina uscì un uomo “Oh Roberto vieni, ti presento mio nipote.” Roberto era un suo collega di lavoro. “Sai, abbiamo scoperto che Roberto vive qui vicino, così abbiamo deciso di andare a farci una passeggiata in paese e fare colazione, giusto per passare la mattinata in compagnia.” Roberto era il classico uomo di mezza età brizzolato, non sembrava avere un bel fisico ma nell’insieme era un bell’uomo all’aspetto. Elegante e curato. Pensai che probabilmente aveva fatto colpo su Zia Manuela perché era gentile ed educato, oltre che di bella presenza diciamo. Mi salutò e si presentò con gentilezza ma il suo sorriso mi trasmise un certo senso di “viscido”, nonostante tutto.
“Bene, allora non vi rubo altro tempo, buona passeggiata!” tagliai corto e li salutai sorridente. Avevo capito che Zia aveva altri progetti, chissà cosa voleva fare o aveva già fatto con il caro Roberto… Tornai a casa mia e li vidi andar via a piedi l’uno accanto all’altra. Improvvisamente il cazzo nei pantaloni si era calmato. Tutto merito di Roberto… Passai la mattinata a sistemare la casa ma non riuscivo a non pensare a quei due in giro per il paese. Chissà se prima di bussare alla porta Roberto già si era dato da fare con Zia, era un dubbio che non mi lasciava. Mangiai un insalata al volo e mentre mi stavo preparando per buttarmi in piscina, dalla finestra vidi Zia e Roberto che tornavano a casa, lui le teneva il braccio attorno la spalla. Zia apri la porta, entrarono e poi vidi tutte le finestre chiudersi. Subito pensai a Roberto che si metteva comodo togliendosi i pantaloni davanti a Zia Manuela che si lasciava toccare da quel vecchio porco… Mi venivano i brividi solo a pensarci. Sicuramente lui non vedeva l’ora. Entrai in piscina e rimasi a guardare la casa di Zia sperando di sentire qualche rumore o qualsiasi altra cosa che mi permettesse di capire cosa stava succedendo lì dentro ma alla fine l’unico rumore che sentivo era il sottofondo delle cicale che cantavano a causa del caldo. Rimasi a bagno per diverse ore, finchè non uscii dopo aver visto le mie mani lessate. Tornai in casa ma tenevo sempre un occhio alla finestra che dava sulla casa di Zia. Era più forte di me, non potevo farci niente. Nel tardo pomeriggio, quando il sole aveva iniziato a calare, vidi le finestre aprirsi una dopo l’altra. Roberto uscì di casa e andò via da solo, mentre Zia si fece vedere dopo una decina di minuti abbondanti. Era uscita in giardino in accappatoio, che teneva ben chiuso e con i capelli bagnati. Si era sicuramente fatta una doccia, immaginai, dopo tutto il movimento che avevano fatto.
“E bravo Roberto…” pensai.
Passai la serata sul divano con una birra fredda a guardare un bel porno dove una matura si faceva ripassare per bene da un paio di operai, uno giovane e atletico, l’altro invece, abbastanza brizzolato e più in là con gli anni. Il giovane la prendeva da dietro e le infilava il cazzo tutto dritto nella figa pelosa mentre il vecchio le prendeva la testa e se lo faceva succhiare per bene. Pensai che Roberto molto probabilmente aveva ricevuto lo stesso trattamento.
Avrà goduto per bene il vecchio porco! Sperai solo che fosse venuto subito rovinando tutto e mandando all’aria i piani che aveva. Maledetto. Lo odiai tantissimo. Tirai fuori il cazzo e iniziai a segarmi guardando il giovane operaio che arrivava da dietro, mentre la bella matura, tutta sudata, saltava sul cazzo del vecchio. Lui le puntava la cappella verso il buco del culo. La vacca matura capì subito ad allargò per bene il culone per fare spazio e lasciarlo entrare. Ora il giovane la pompava a dovere e la vacca non saltava più come prima sul cazzo del vecchio, se la stava inculando per bene… Le piantava il cazzo nel culo fino in fondo, entrando ed uscendo con colpi rapidi e forti. Non poteva più muoversi la troia, iniziava a sentire il ritmo del giovane cazzo mentre iniziava ad ansimare, ed ecco che io sborravo a fiumi pensando a come avrei fatto la stessa cosa con Zia per farle scordare il cazzo di Roberto. Venni tantissimo, era tutto il giorno che il mio cazzo rischiava di scoppiare e solo adesso lo liberavo. Mi ripulii in cucina e poi tornai a sdraiarmi sul divano. La sega mi aveva svuotato per bene, ero così stanco che mi addormentai.
Il giorno dopo per fortuna avrei lavorato nel pomeriggio, mi svegliai tutto sudato e ancora stremato dalla sega della sera prima. Andai sotto la doccia e appena uscito, sentii il campanello della porta. Andai ad aprire ancora in accappatoio, era Zia.
“Buongiorno tesoro, scusa ti disturbo?”.
“Ma no Zia, dimmi pure, che c’è?”.
“Scusami tanto, ma io devo andare a lavoro e ho un problema con il condizionatore a casa, me lo hanno montato da poco ma sembra che non funzioni bene. Non è che puoi passare a dare un’occhiata più tardi? Ti lascio anche le chiavi se puoi…”.
“Ma si Zia, non c’è problema, oggi lavoro nel pomeriggio, finisco di asciugarmi e passo a controllare. Lasciami pure le chiavi.”.
“Grazie tesoro. Ecco le chiavi.” mi salutò e andò via. Indossava le stesse espadrillas del giorno prima. Guardai il suo bel culone dondolare fino alla macchina e poi la guardai allontanarsi.
Tornai in bagno ad asciugarmi i capelli, misi un paio di pantaloncini ed una maglietta e poi andai a casa di Zia.
Aprii la porta ed entrai, la casa era abbastanza simile alla mia, solo un po’ più piccola. Faceva tanto caldo, andai in cucina a cercare dell’acqua fresca. Aprì il frigorifero e trovai una bottiglia di prosecco mezza vuota.
“Hai capito Roberto… Ieri l’hai fatta anche bere eh!” presi una bottiglia d’acqua e bevvi un sorso. Mi girai e iniziai a guardarmi intorno. Non ero mai stato nella nuova casa di Zia, e così iniziai ad esplorare il nuovo ambiente. Trovai subito la camera da letto, il letto rifatto e tutto il resto in ordine. Zia ci teneva all’ordine e si vedeva da come era rifatto il letto. Dietro la maniglia della porta trovai appesi due reggiseni, uno bianco e uno nero. Presi il nero e lo annusai, l’odore di Zia era unico in tutti i sensi. Pensai bene di mettermi a mio agio e senza perdere tempo, mi tosi la maglietta e i pantaloncini, rimanendo in mutande. Avevo la mattinata libera del resto…
Continuai con l’esplorazione di casa, tenendo in mano il reggiseno di Zia. Poco dopo trovai il bagno, la cesta dei panni usati era proprio accanto la porta e ovviamente non esitai un secondo. Aprii la cesta e subito vidi un paio di slip bianchi. Li presi in mano e li guardai bene, avevano un segno scuro proprio lì in mezzo, li rimisi nella cesta e continuai a cercare. Era un peccato che fosse estate, niente calze o body… Avrei tanto voluto trovarne un paio. All’improvviso saltarono fuori degli slip neri di pizzo, il davanti tutto in pizzo lavorato, con un fantasia a fiori e il retro completamente trasparente. Le osservai bene.
“E brava Zia. Scommetto che le hai indossate per Roberto queste!” dissi tra me e me.
Le guardai bene, controllai se nel mezzo avessero qualche segno ma sembravano quasi come nuove. Le avvicinai al naso e improvvisamente un esplosione di odori mi colpì. Sentivo il sudore, un po’ di urina e quell’odore inconfondibile di salato e dolce mischiato. Guardai meglio e vidi che nel mezzo c’era un alone bianco, appena accennato ma visibile. Continuai ad annusare, mi sedetti sul water per mettermi comodo. Oramai inebriato dall’odore, tirai fuori la lingua ed iniziai a leccare le mutande. Un sapore forte e salato mi riempi la bocca. Leccai ancora, e poi ancora e ancora…
Non avevo dubbi, quello era il sapore autentico di Zia Manuela. Pensai alla sua figa che si bagnava mentre aveva addosso quelle mutandine e aveva quel dannato Roberto che le girava attorno. Divenni duro in un attimo. Tira fuori il cazzo ed iniziai a masturbarmi. Intanto avevo ancora le mutandine sotto il naso insieme al reggiseno che avevo preso in camera. Il mio cazzo diventava sempre più duro e l’odore misto al sapore di Zia cresceva sempre di più. Senza perdere tempo misi le mutandine in bocca e mentre con una mano mi masturbavo, con l’altra tenevo il reggiseno incollato al naso. Con la lingua cercavo di spremere le mutandine fino all’ultima goccia di Zia. La immaginavo come nel sogno del giorno prima, mentre era in piscina con le tettone al vento e quel costume rosso e minuscolo.
“Ohhh si Zia….” mormorai a bassa voce con la bocca piena delle sue mutandine.
Continuavo a masturbarmi sempre più forte, piano piano mangiai completamente le sue mutandine, mi riempirono completamente la bocca, non riuscivo più a parlare.
“Si. Oh si si si Zia si… Ti prego si!” le parole uscivano fuori strozzare dalla mia bocca piena.
Ora Zia era nel porno della sera prima, era sul divano, con le mani apriva il suo bel culone grosso solo per me. Non c’era Roberto tra le palle e lei se ne stava lì, zitta e in attesa mentre apriva il culone ed aspettava che entrassi dentro di lei. Puntavo la cappella contro il suo bellissimo buco, ancora chiuso, pulsante. Il mio cazzo duro come il marmo e la cappella che già grondava di piacere.
“Oh si Zia. Il tuo culone è mio si!” ansimai mentre oramai ero prossimo all’orgasmo.
Il buco di Zia continuava a pulsare, ma ecco che arrivavo io. La cappella toccava il buco, faceva un po’ resistenza ma appena spingevo un pò, Zia allentava la pressione, rilassava i muscoli ed io ero dentro. Ero nel suo culo.
“Si Zia si ora sborro per te!” alzai la testa, rimasi con il reggiseno in faccia e con la mano mi abbassai per bene le mutande per venire meglio e subito un getto di sperma bollente mi arrivò fino al mento. Fu il primo di una lunga serie di schizzi.
Un altro, poi un altro e un altro ancora. Avevo la mano piena di sperma, il reggiseno in faccia e le mutandine in bocca.
Lasciai cadere il reggiseno per terra, mi alzai lentamente e mi sciacquai la mano nel lavandino. Mi tolsi le mutandine dalla bocca e le rimisi nella cesta. Presi un po’ di carta igienica e mi pulì il mento. Senza pensarci troppo, buttati la carta nel piccolo cestino vicino il lavandino. Ed ecco che appena il coperchio a molla del cestino scattò, vidi un preservativo usato gettato lì dentro….
“Lo sapevo!” dissi ad alta voce. Presi il cestino e guardai bene il fondo, la confezione del preservativo diceva XL. Non riuscivo a credere che Zia avesse dimenticato di buttare il sacchetto, così attenta e precisa com’era. Evidentemente Roberto doveva proprio essersela scopata per bene per farla uscire di casa con la testa fra le nuvole…
Povera Zia… Ma del resto ne aveva proprio bisogno dopo tutto quello che aveva passato con il divorzio. Un bel cazzo era quello che ci voleva per lei, anche se quel viscido di Roberto non era proprio ciò che si meritava.
Decisi di tornare a casa dopo aver dato un’occhiata al condizionatore e aver risolto il problema (non era stato impostato correttamente), misi in tasca le mutandine e le portai via come ricordo, sicuramente avrei avuto modo di rimetterle al loro posto dopo essermi divertito per bene prima di andare al lavoro. Per tutta la mattinata ripensai al preservativo usato, non riuscivo proprio a togliermelo dalla testa, chissà cosa avevano combinato quei due… L’idea mi tormentava. Me ne stavo seduto sul divano con un bicchiere di acqua fresca e il cazzo nei pantaloni che pulsava sempre di più, nonostante la grande sborrata di prima era ancora in tiro, a ripensare a cosa fosse successo in quella casa. Era più forte di me, non riuscivo proprio a togliermelo dalla testa.
“Pagherei oro per vedere che cosa combina quel maiale con mia Zia!” mi ripetevo tra me e me. All’improvviso mi venne un’idea. Mi alzai di colpo, andai alla scrivania e accesi il computer. Iniziai a cercare su internet come poter installare una telecamera nascosta in casa senza usare un impianto di sorveglianza, subito trovai su Amazon ciò che faceva al caso mio: sembrava una normalissima penna a sfera ma sulla testa aveva una minuscola webcam, registrava tutto (purtroppo senza audio) e poi si connetteva via bluetooth al telefono. Non potevo farmela scappare! Era ciò di cui avevo bisogno e la comprai subito senza esitare. Il pacco sarebbe arrivato il giorno dopo, ero davvero soddisfatto. Passai il resto della mattinata sul divano, con l’aria del ventilatore che mi cullava e le mutandine di Zia sotto al naso, a volte me le mettevo direttamente in testa con la parte dell’inguine direttamente sul viso. Ero in paradiso. Fu difficile lasciarlo per andare al lavoro
Il giorno dopo quando tornai a casa trovai il pacco nella cassetta della posta. Rimasi sorpreso di quanto fosse piccola la webcam, sembrava una normalissima penna, infatti era stata incartata in una busta. Diedi una letta alle istruzioni e capì subito come funzionava, era molto semplice. Adesso dovevo solo posizionarla. Presi subito il telefono e chiamai Zia, tutto eccitato sperando fosse in casa.
“Pronto Zia, ti disturbo per caso?” mi rispose subito.
“Ciao tesoro mio, no non mi disturbi, sono appena rientrata a casa…”.
“Ah bene, sai, volevo proprio chiedertelo. Sono tornato anche io adesso dal lavoro e pensavo di passare per un caffè. Che ne dici? Posso passare al volo?” provai a chiedere.
“Ma si tesoro certo! Dammi dieci minuti che mi cambio e metto su il caffè ok?” mi rispose.
“Ti cambi? Perché Zia che cosa indossi scusa?” le chiesi ridendo con un po’ di malizia.
“Scemo che altro non sei! Sono tornata adesso a casa, fuori fa caldo e le scarpe mi stanno uccidendo… Devo darmi una rinfrescata sennò svengo. Dammi dieci minuti e poi vieni pure ok?”.
“Va bene Zia, non preoccuparti, rinfrescati pure. Ci vediamo tra poco.”.
Misi la penna in tasca ed aspettai i dieci minuti. Sembravano non passare mai. Alla fine uscì di casa ed andai a bussare alla porta di Zia. Dopo pochi secondi mi aprì. Indossava una vestaglia leggera, di cotone rosso e delle infradito con la zeppa. La vestaglia era un po’ scollata ma lei aveva provato a mettere una spilla da balia per chiudere un po’ la scollatura, ma il risultato era stato che le sue tette restavano lì dentro più strette del solito. Chissà senza spilla come sarebbero uscite fuori… Zia mi saluto con il solito bacio sulla guancia e mi fece entrare. Mi guardai subito intorno per studiare meglio dove poter piazzare la webcam.
“Vieni tesoro accomodati, il caffè è quasi pronto.” mi disse. Andai a sedermi in salotto sul divano, Zia aveva acceso il condizionatore e accanto c’era una libreria che sembrava fare al caso mio. Se avessi messo la penna lì avrei potuto riprendere il salotto per bene e sicuramente avrei avuto una bella visuale. Zia era ancora in cucina, mi alzai a feci finta di dare un’occhiata in giro, mi avvicinai alla libreria e cercai un posto dove nascondere la penna. C’erano alcuni libri e qualche soprammobile, trovai subito il punto giusto tra un libro ed una statuetta di un gatto, Zia amava tanto i gatti. Sia la statuetta che la costola del libro erano di colore scuro, come la penna. La infilai con la testa verso l’esterno, sicuramente non l’avrebbe notata, schiacciai il tasto di accensione e tornai subito verso il divano e dopo pochi secondi lei arrivò con il vassoio e le tazzine di caffè.
“Che bel servizio! Grazie!” le sorrisi prendendo la tazzina. Posò il vassoio sul tavolo, prese la tazzina e si sedette vicino a me accavallando le gambe.
“Allora Zia, che mi racconti? L’altro giorno sei uscita con quel tuo collega… Roberto giusto?” chiesi.
“Si tesoro, siamo andati in paese a fare colazione e poi una passeggiata, sai così, per passare un po’ il tempo. Lui vive lì da un po’ oramai.” mi rispose.
“Ah si? E come si è comportato? Ha fatto il gentiluomo?” chiesi ironico soffiando sul caffè bollente.
“Ma certo, si è comportato bene con la Zia… e poi scusa che vorresti dire cosi?” soffiò anche lei sulla tazzina.
“Non lo so… Sai, quando si è presentato mi ha fatto un sorrisetto che non mi è piaciuto molto. Secondo me ci vuole provare con te. Scusa se te lo dico ma mi è sembrato un po’… viscido.”.
“Ma no tesoro ma che vai a pensare! Roberto è una brava persona, lo conosco da anni e poi lavoriamo insieme. Ti stai proprio sbagliando.” mi rispose un po’ seccata, chiaramente avevo toccato un punto debole.
“Sarà… ma a me è sembrato che abbia qualche interesse. Secondo me quello vuole portarti a letto, poi sarà anche bravo come dici tu ma credo che le sue intenzioni siano quelle.” feci una pausa “Per caso è sposato?” le chiesi.
“No, è divorziato anche lui, da tanto tempo anche. Ma dove vuoi arrivare scusa?” mi chiese Zia.
“Ma no niente, è che immagino che comunque avrà le sue esigenze anche se magari ha una certa età. Tutto qui…” azzardai, sapevo che probabilmente Zia si sarebbe risentita.
“Ah si?! Bhe caro mio, allora se proprio lo vuoi sapere, vista la mia situazione attuale, non mi dispiace per niente di aver trovato in lui un amico. E ti dirò di più! Non mi dispiacerebbe per niente se Roberto mi facesse qualche avances, visto che è un bell’uomo e anche intelligente! Sai alla mia età quanti se ne trovano come lui eh!?”.
“Ma figurati Zia, non metto in dubbio che sia una brava persona, dico solo che potrebbe avere qualche interesse in più oltre all’amicizia. Non voglio che ci rimani male ecco tutto…” speravo si calmasse un po’.
“Ti ringrazio per questo tesoro, però credo sia anche giusto che io decida se fare qualche tentativo o meno prima di decidere se rimane sola definitivamente. O sbaglio?” posò la tazzina del caffè sul tavolo davanti al divano e mi abbracciò “Io sono felice che ti preoccupi per me, però non credi che dovresti anche lasciarmi un po’ correre?”. Sentivo le sue tettone che premevano contro di me, immaginai che appena si sarebbe staccata la sua vestaglia avrebbe ceduto facendone uscir fuori una. Solo al pensiero diventavo duro.
“Lo sai che ti voglio bene Zia, sei la mia Zia preferita e mi preoccupo per te.” le risposi.
“Lo so tesoro mio, anche tu sei il mio nipote preferito, nonché l’unico. Quindi ti voglio ancora più bene!” si staccò da me dopo aver detto queste parole ma la vestaglia restò chiusa. Zia riprese il suo caffè e finì di bere. Restammo ancora seduti e lei mi raccontò i piani che aveva per sistemare la casa, anche se aveva quasi finito tutti i lavori. Dopo una mezz’ora me ne andai con la scusa di dover sistemare casa e fare una lavatrice.
“Allora buona giornata nipotino mio. Torna pure a trovarmi quando vuoi, Zia è sempre felice di passare un po’ di tempo con te, e lascia stare quella storia riguardo Roberto. Vedrai che andrà tutto bene!” mi diede un bacio sulla guancia e poi andai via. Corsi subito a casa, ansioso di provare la ricezione della telecamera che avevo nascosto, mentre scaricavo l’applicazione sul telefono continuavo a ripetermi nella testa le parole di Zia: Nipotino preferito. Tesoro mio.
Non facevano altro che eccitarmi. Presi subito il telefono, aprì l’applicazione ed ecco che in pochi secondi vedevo il salotto di Zia. Non riuscivo a crederci… Lei era lì che sistemava il tavolino e il divano, la vedevo fare avanti e indietro per portare le tazzine in cucina. Rimasi a guardarla sperando accadesse qualcosa, ma tutto sembrava normale. Dopo aver sistemato il divano si sedette e accese la tv, sembrava non dovesse accadere più niente. Pensai che oramai si fosse seduta e non si sarebbe più alzata per parecchio tempo, stavo per chiudere l’applicazione e invece la vidi che si faceva aria con la mano, sembrava avesse caldo. In pochi secondi la vidi aprirsi completamente la vestaglia e scoprire tutto. Non credevo ai miei occhi, le sue tettone erano lì in bella vista e lei che si faceva aria con la mano per via del caldo. Dopo pochi secondi la vidi girare la testa, si alzò e andò a prendere il cellulare che squillava, rispose. Iniziò a parlare mentre tornò a sedersi sul divano, non aveva ancora chiuso la vestaglia. Chissà chi era al telefono, avrei tanto voluto che ci fosse l’audio per poterla ascoltare, mi chiesi se al telefono ci fosse quel porco di Roberto, sicuramente era lui.
Zia continuava a parlare quando a un certo punto iniziò ad accarezzarsi un seno. Sembrava stesse sorridendo. Con le dita sembrava stuzzicare leggermente il capezzolo e poi passò all’altro seno per fare la stessa cosa. Doveva sicuramente essere Roberto al telefono, Zia si stava toccando per lui. Iniziò a stringere con le dita il capezzolo, come se volesse farlo indurire. La mano mi andò subito dentro i pantaloncini e afferrai il mio cazzo che aveva già iniziato ad indurirsi. Andai a sedermi sul divano e mi abbassai completamente i pantaloncini e feci volare via la maglietta, restando nudo.
Zia continuava a parlare e ascoltare, come se nulla fosse. Vidi la sua mano che dal seno scese giù, andando verso linguine. Si toccò le mutandine, spostò la vestaglia ai lati e poi iniziò ad infilare la mano sotto le mutandine. Immaginai che si stesse toccando delicatamente. Il mio cazzo intanto era sempre più duro e avevo iniziato a masturbarmi, la cappella era umida e immaginavo lo fosse anche la figa di Zia. La mano sembrava muoversi di più rispetto a prima, e per quello che potevo vedere dallo schermo, sembrava sorridere. Chissà che razza di porcherie si stavano dicendo quei due al telefono…
Intanto continuavo senza sosta a fare su e giù con la mano, la mia cappella era diventata rossa e dura, immaginavo di infilarla proprio dove stavano entrando quelle dita in questo momento.
Zia aveva iniziato a muoversi un po’, come se volesse cambiare posizione. Si alzò e rapidamente fece scivolare le mutandine per terra. Chissà come erano bagnate… Tornò a sedere ma si allungò sul divano, sdraiandosi a favore di camera. Ero eccitatissimo. Riuscivo a intravedere le sua figa pelosa, avrei dato qualsiasi cosa per essere lì in ginocchio a leccarla in quel momento per farla godere come meritava, senza quel porco di Roberto al telefono. Vedevo che muoveva la mano, sembrava infilare qualche dito in mezzo al pelo e piegava la testa all’indietro, inarcandosi con la schiena. Il movimento della mano sembrava essere sempre più veloce, come quello della mia che stringeva il cazzo. Si inarcava sempre di più e muoveva la mano senza sosta, frenetica e poi all’improvviso si fermò, di colpo. Con calma tolse la mano, con il dorso sembrò asciugarsi il sudore sulla fronte. Si rimise seduta mentre ancora parlava al telefono e con calma si ricompose la vestaglia, chiudendola leggermente. Si alzò, andò a prendere un bicchiere d’acqua e tornò a sedere. Dopo aver bevuto qualche sorso attaccò il telefono e si bagnò la mano per passarsela sul collo e rinfrescarsi. Io ancora non riuscivo a credere a cosa avevo appena visto. Continuavo a masturbarmi velocemente, oramai la cappella era sempre più umida e iniziavano ad uscire le prime gocce di sperma trasparente.
Vidi Zia alzarsi, raccogliere le mutandine e andare in un’altra stanza. Poggiai subito il telefono sul divano e mentre con una mano continuavo a masturbarmi, con l’altra iniziai a massaggiarmi le palle, stringendole delicatamente, ripensando a ciò che avevo appena visto.
“Oh si Zia! Lo so che ne hai bisogno…” ansimai a voce alta “Eccolo Zia. Tutto per te si! Si Zia te lo meriti tutto si!” quasi non riuscì a finire la frase che un getto potentissimo di sperma mi uscì di colpo dal cazzo per poi piovere sul mio addome. In pochi secondi altri getti velocissimi e mi coprirono l’addome di sperma bollente. Immaginai che quello che vedevo fosse il mio addome, ma quello morbido di Zia, chissà come le avrebbe donato quello sperma addosso…
Mi concessi qualche secondo per riprendermi. Il cazzo era sfinito. Presi subito il telefono, la schermata era ancora aperta e vedevo il salotto di Zia vuoto, evidentemente era andata a cambiarsi o a farsi una doccia. Iniziai subito a smanettare con l’applicazione e in pochi secondi riuscì ad evidenziare quel tratto di registrazione e a salvarlo sul telefono. Quel video era appena diventato oro puro. Mi alzai a andai a prendere dei fazzoletti in cucina per pulirmi. Lo sperma aveva iniziato a perdere la sua densità e stava quasi per colare via. Ero completamente bagnato di sudore, andai a farmi una doccia. Quella sega, mischiata con l’emozione della scoperta, mi aveva fatto sudare tantissimo. Entrai in doccia con il cazzo che si stava ammosciando lentamente, ma nonostante questo non riuscivo a credere a ciò che avevo appena visto. Mi lavai al volo e uscì.
Sapevo che Roberto nascondeva qualcosa, anche se fino ad ora non avevo nessuna prova che fosse lui la persona con cui Zia si era appena masturbata per telefono. Dovevo andare a fondo a questa storia. Da quel momento avrei controllato periodicamente la telecamera, sia per vedere cosa avrebbe combinato Zia con Roberto se lui fosse tornato a trovarla di nuovo e sia per non perdermi un’altra splendida visione come quella.
(Racconto tratto da una storia vera. I nomi dei personaggi e alcune vicende sono stati modificati per proteggere la privacy dei diretti interessati. Per qualsiasi informazione, suggerimento o domanda potete scrivere a: forbidden.fantasy@outlook.com)




Molto bello e scritto bene complimenti
Stavo pensando no non sei pretenzioso né invadente e mi fa piacere aver trovato uno che come me da tanto…
Ne potremmo parlare per ore e ore delle ragazze viste come sciocche che aprono solo le gambe. Ma per fortuna…
Ti ringrazio, Agavebet, per il commento. Sì, volevo creare un contrasto tra le situazioni erotiche che avvengono tra le braccia…
Non mi fa male il polso, no. Anche perché sono una donna. Comunque mi piace molto il contrasto tra l'evocazione…