Skip to main content
Racconti EroticiRacconti erotici sull'IncestoRacconti sull'Autoerotismo

Per Amore Di Zia – Parte Terza (Colto In Fallo)

Diventò parte della mia routine quotidiana: dedicavo almeno un’ora al giorno a controllare la telecamera, salvando le registrazioni in cui Zia appariva svestita o completamente nuda, visto che a quanto sembrava ogni tanto aveva il vizio di girare nuda per casa, anche se non così spesso. Ovviamente quando non trovavo nulla di nuovo tornavo sul primo video. Era sempre una fonte inesauribile di seghe, soprattutto la sera, prima di andare a dormire.
Una sera mentre mi ero preparato alla solita sega con il video di zia sulla tv in salotto, ricevetti una chiamata da Davide.
“Ciao, che fai stasera?” mi chiese.
“Ehm… nulla perché?” mi aveva interrotto proprio sul più bello…
“Perché Luca ed io siamo già in macchina e stiamo venendo a prenderti. Dai che stasera offriamo noi!” il mio cazzo aveva appena iniziato ad alzarsi.
“Ehm, guarda veramente sono un po’ stanco. Non ho tanta voglia di uscire stasera.” risposi.
“Troppo tardi, siamo quasi arrivati da te!”.
“Ma che cavolo…?” mi alzai di scatto e andai a vedere alla finestra. I fari della macchina di Luca già si vedevano in fondo alla via. Avevo ancora il cazzo duro in mano.
“ Ma che fate? Dai che non sono nemmeno pronto, sono uscito adesso dalla doccia…” dissi.
“E che problema c’è? Ti aspettiamo e usciamo con calma. Su non fare la prima donna!” sentii la voce di Luca in sottofondo.
“Va bene. Aspettate cinque minuti e arrivo.” gliela diedi vinta. Andai subito in bagno, mi sedetti sul bidet e misi il cazzo sotto l’acqua fredda sperando che l’erezione sparisse in fretta. Sentivo le palle gonfiarsi. In quel momento stavo odiando Davide e Luca per avermi interrotto la sega proprio sul più bello. Mentre mi stavo vestendo suonò il campanello, andai ad aprire di corsa mentre mi mettevo dei pantaloncini, erano quei due.
“Scusa ma mi sto pisciando sotto, posso andare al bagno al volo?” mi chiese Davide.
“Si vai pure, tanto io sono quasi pronto.” con le mani facevo finta di sistemarmi i pantaloncini per nascondere l’erezione che ancora non era sparita. Nel mentre Luca era rimasto fuori, gli dissi di entrare intanto che aspettavamo Davide. Almeno il mio cazzo si era calmato un po’. Mi vestii in fretta, avevo preso una maglietta e dei pantaloncini dalla sedia della mia stanza e tornai subito in salone dove mi aspettava Luca, si era appena seduto sul divano. All’improvviso mi ricordai di non aver spento il televisore. Andai nel panico. Lo schermo fortunatamente si era disattivato dopo pochi minuti e Luca non sembrava aver visto nulla. Cercai il telecomando per spegnere subito il televisore e vidi che era sul divano accanto a Luca.
“Mi passi il telecomando al volo? E’ proprio lì accanto a te…” gli chiesi mentre iniziavo a sudare freddo, Luca si girò per cercarlo ma con la gamba toccò qualche tasto e all’improvviso lo schermo si riattivò. Proprio davanti agli occhi di Luca c’era la Zia Manuela sdraiata sul suo divano a gambe aperte mentre si sgrillettava vogliosa al telefono. Un brivido mi corse lungo la schiena e sentì il sudore freddo bagnarmi tutto.
“Bene bene… ti stavi divertendo eh? Ecco perché non volevi uscire!” disse Luca sorridente.
“Dai sta zitto! Si è vero mi stavo divertendo un po’, che c’è di male?” cercai di non farmi sentire da Davide che era ancora in bagno ma sentii il rumore dello sciacquone ed i suoi passi in corridoio. Provai a prendere il telecomando dalle mani di Luca, che però non era d’accordo. Dopo pochi secondi nella stanza apparve Davide.
“Ehi Davide guarda un po’ qui, hai capito perché non voleva uscire la nostra prima donna eh?” Luca indicava il televisore ridendo.
“Ah ti sei proprio organizzato per bene vedo, vecchio porco!”.
“Dai ragazzi smettetela. Va bene mi avete beccato, mi stavo facendo una sega prima che arrivaste voi, e allora? Che male c’è? Lo fate anche voi a casa vostra no?” risposi.
“Si si… Chi ti dice niente, però ammetti che è troppo divertente. Ti abbiamo interrotto sul più bello vero?” Davide prese il telecomando dalle mani di Luca.
“Che ne dite se finiamo di vedercelo tutti e tre prima di uscire?” premette il pulsante play ed il video ripartì, cercai di prendergli il telecomando di mano ma non se lo lasciava togliere.
“Alza il volume Davide, non si sente niente.” disse Luca.
“E’ inutile che alzi, il video è senza audio. Dai lasciamo perdere e usciamo.” cercavo di convincerli a darmi il telecomando e a spegnere.
“Ah quindi ti stai segando su un video senza audio di una zoccola che si sgrilletta? Ma che roba è scusa?” mi chiese Luca.
“Non lo so, credo sia un video di qualche telecamera di sorveglianza.” provai a tagliare corto.
“Ah si? E dove lo hai trovato?”.
“Come al solito l’ho trovato in rete, dai spegniamo e usciamo forza… non ho voglia di guardare un porno con voi!”.
“Sei sicuro? Mi sembra proprio un bell’amatoriale. Me lo passeresti? Sai voglio vedere come va a finire…” Davide rideva.
“Non te lo posso passare, almeno non in questo momento, e comunque questo video non deve uscire da questa stanza!” gli dissi.
“Perché no? Non dirmi che hai hackerato qualche sistema di sorveglianza?”.
“No ma che dici, sei matto!? E’ che quel video è personale…. Insomma conosco la donna nel video e non posso certo mandarlo in giro! Dai che avete capito, forza!”.
“Ah si? E chi è sentiamo? A noi puoi dircelo, mica andiamo a dirlo in giro!” Luca cercava di convincermi a parlare.
“Non posso dirvelo ragazzi, punto e basta, storia chiusa!” strappai il telecomando dalle mani di Davide e spensi il televisore “Adesso usciamo.” andai verso la porta, Davide e Luca mi seguirono rassegnati. L’avevo sfangata. Chiusi la porta di casa, andammo verso la macchina ma proprio in quel momento vidi che Zia Manuela era appena uscita con una busta della spazzatura. Provai a fare finta di niente sperando che tutti e tre salissimo in macchina di corsa ma Zia mi vide e mi salutò. Non potevo certo ignorarla. Risposi al saluto, evidentemente capì che avevo da fare ed andò dritta per la sua strada. Quando oramai eravamo già partiti all’improvviso Davide e Luca mi chiesero chi era la donna che avevo salutato. Gli dissi che era la famosa Zia Manuela.
“Non ci credo è proprio lei?! Non ci avevi detto che vive proprio davanti casa tua! Certo che si mantiene bene eh!” ero sicuro che l’avessero notata subito.
“Bhè si ve lo avevo detto che vive vicino a me e che è ancora una bella donna… non mi credevate?”.
“Cavolo non so proprio come fai a resisterle, io al tuo posto già ci avrei provato… vive da sola lì giusto?” Davide sembrava eccitato all’idea, non ne avevo dubbi.
“Si vive da sola, ma che credete che possa fare? Mica siamo in un film porno, come vi ho già detto certe cose sono praticamente impossibili da mettere in pratica.” Luca mi interruppe subito “Ah quindi ci hai pensato a farti la zietta eh vecchio porco!?” ora anche lui sembrava eccitato. Provai a cambiare discorso, ma loro due continuavano a stuzzicarmi, non potevo certo dirgli che ero già entrato in casa sua, che mi ero fatto una bella sega con la sua biancheria e che avevo scoperto che si scopava quel maledetto viscido di Roberto.
Arrivammo in fretta al solito pub, trovammo parcheggio ed entrammo, sperai che il discorso sarebbe cambiato presto e definitivamente. Mentre aspettavamo le nostre birre Luca mi lanciò un’altra frecciatina. “Eppure io credo di averla già vista da qualche parte…” lo sentì lo stesso anche se lo aveva detto a bassa voce.
“Che hai detto scusa?” chiesi.
“Ehm, volevo dire che mi sembrava di averla già vista da qualche parte tua zia.” ripeté.
“E dove l’avresti vista scusa?” disse Davide.
“Si infatti dove?” chiesi anche io.
“Credo che l’abbiamo vista un po’ tutti, poco fa!” Luca aveva tirato il sasso. Un sasso bello grosso.
“Che vuoi dire?” chiese Davide.
“Avete capito bene tutti e due.” mi guardò “Perché non ci dici la verità eh?” mi chiese.
“Ma che stai dicendo?!” provai a ribattere ma fu inutile, oramai avevano capito entrambi, continuarono ad assillarmi finchè non cedetti. “Va bene, vi dirò la verità…” dissi. Raccontai tutto, partendo dai primi giorni in cui lei si era trasferita, la volta in piscina quando me lo fece diventare duro con il suo costume. Raccontai anche di Roberto, di quando ero entrato in casa, del preservativo usato nel cestino del bagno, della sega che mi ero fatto con le sue mutandine e alla fine gli raccontai anche della telecamera che avevo nascosto per vedere che avrebbe combinato con quel maiale di Roberto.
“Cavolo… le hai nascosto una telecamera in casa? Certo che sei proprio un porco eh!” Davide cercò di non farsi sentire dal resto dei clienti del pub.
“Bhè mi sembra che sia servita, hai visto che cosa ha ripreso?” disse Luca.
“Senti ma, visto che oramai siamo “entrati in confidenza” diciamo, sei riuscito a riprendere altro? L’hai beccata alla fine con quel Roberto?” sentivo che Davide iniziava ad eccitarsi dal tono della voce.
“Si infatti, che altro hai visto?” chiese Luca senza nemmeno farmi rispondere.
“Ragazzi calma. Non ho ancora visto niente. Niente tranne quello che avete visto anche voi.” dissi a bassa voce.
“Scusa la domanda, ma possiamo vederlo anche noi?” azzardò Davide “Lo so che è tua zia ma è da quando siamo piccoli che facciamo fantasie su di lei. Dai per favore! Sarebbe un sogno che si avvera per tutti e tre!” ora mi stava quasi supplicando. Anche Luca si unì alla supplica.
“Ma si, in fondo che male c’è… l’avete già visto prima alla fine.” dissi “Dopo il pub torniamo a casa mia e ci guardiamo il video.” a quel punto Davide propose un altro brindisi a Zia Manuela.
Finimmo di bere abbastanza in fretta, ovviamente, pagammo il conto e tornammo subito a casa mia. Vedevo Davide e Luca eccitati, già immaginavo come ce lo avessero bello duro nei pantaloncini, come me del resto. Potevo solo provare ad immaginare che cosa la loro fantasia stesse partorendo in quei minuti. La cosa mi fece eccitare ancora di più, forse ero quello che ce l’aveva più duro di tutti in quella macchina. Arrivati a casa accesi subito il televisore e feci partire il video da capo. Ce ne stavamo comodi sul divano a guardare Zia mentre si apriva la vestaglia e si toccava… quando arrivò il momento in cui si mise la mano nelle mutandine vidi Luca che si toccava il cazzo. Più Zia si toccava e più Davide e Luca si eccitavano.
“Certo che è proprio una gran porca!” disse Davide. Ora Zia si stava dando da fare, aveva quasi raggiunto l’orgasmo. Era un peccato che il video non avesse l’audio.
“Mamma mia ma come fai a resistere? Al tuo posto sarei subito corso a casa sua e me la sarei fatta di brutto!” Luca si stava toccando il cazzo come se nulla fosse “Me lo sta facendo diventare duro…” disse.
“Non so che darei per avere quelle mutandine… chissà come sono belle bagnate eh?” ora anche Davide si stava toccando. Vederli che si toccavano i cazzi duri accanto a me mi eccitò più del solito, non credevo mi facesse un effetto simile quella situazione, alla fine era sempre mia Zia… ma la cosa mi piaceva, e tanto anche!
Il video arrivò al termine, Zia era venuta, probabilmente si era sbrodolata le mutandine e noi stavamo lì con la bava alla bocca. Spensi il televisore.
“Allora, che ve ne pare?” domandai.
“Da paura! Non credevo fosse così porca tua zia. Credimi, è stato più eccitante di qualsiasi altro porno abbia mai visto!” Davide era al settimo cielo.
“Forse perché è reale, e perché da piccoli era il nostro sogno erotico…” Luca aveva fatto centro “Ti prego se riprendi qualcosa di nuovo faccelo sapere, dobbiamo vederlo assolutamente!” aveva la lingua di fuori.
“Ehi ragazzi calmatevi, non ho idea di quando e se riuscirò ad avere qualcosa di nuovo.” dissi.
“Guarda quanto ce l’ho duro, mi stanno scoppiando le mutande!” Davide indicò il suo cazzo che stava per esplodere sotto i pantaloncini, la forma era ben visibile e il fatto che fosse tutto fasciato e compresso lì sotto lo faceva sembrare ancora più grande. Aveva proprio un bel cazzo, dovetti ammetterlo.
“Anche io, guarda qui che roba!” lo stesso valeva per Luca, anche il suo cazzo sembrava esplodere e sembrava gigantesco “E poi finalmente potremmo realizzare il nostro sogno, per un video così da ragazzini avremmo pagato oro!”.
“Lo so hai ragione…” gli risposi “Però che posso fare? Mica posso spiarla notte e giorno. Dovremmo aspettare e basta. Quando avrò qualcosa di nuovo ve lo farò sapere, lo prometto.” cercai di calmarli perché vedevo che erano su di giri. Intanto Davide continuava a toccarsi il cazzo, era ovvio che gli dava fastidio. Proposi un altro giro di birre, mi alzai per andare a prenderle in frigorifero e quando tornai trovai Davide in piedi.
“Scusa lo so che siamo a casa tua, ma il video di tua zia mi ha eccitato troppo…” gli risposi che me n’ero accorto “Però cerca di capirmi… posso andare al volo in bagno a farmi un sega? Non riesco a resistere! Sennò esplodo, ti prometto che pulisco tutto dopo..!” Luca scoppiò a ridere.
“E va bene… ma dopo devi pulire eh!” gli indicai la direzione del bagno, lui corse subito a chiudersi dentro. Diedi la birra a Luca e tornai in cucina per prendere il cavatappi. Mentre lo cercavo nel cassetto sentì uno strano impulso, avevo ancora il cazzo duro che non ne voleva sapere di abbassarsi. Lo toccai e con il cavatappi in mano, mentre tornavo in salone, mi fermai davanti alla porta del bagno. Mi avvicinai lentamente e vidi che la porta non era del tutto chiusa. Davide doveva essere proprio andato, completamente perso… era talmente eccitato che si era scordato di chiudere la porta. Mi avvicinai ancora e dalla leggera fessura tra lo stipide e la porta vidi Davide seduto sul water, i pantaloncini e le mutande per terra, era mezzo nudo e il suo cazzo stava in piedi tra le sue gambe. Non riuscivo a crederci… saranno stati quasi venti centimetri. Lo segava velocemente mentre la sua cappella grossa e pulsante compariva tra le sue dita. Provai un brivido, il cuore che batteva dall’eccitazione. Sicuramente stava pensando a Zia Manuela. Mi resi subito conto che mi piaceva quello che vedevo e per poco non mi sborrai nei pantaloni dall’eccitazione. Mi allontanai dalla porta senza fare rumore e tornai subito in salone, per fortuna il corridoio era abbastanza lungo da non farmi vedere da Luca che se ne stava ancora seduto sul divano. Gli passai la birra.
“Quanto credi ci metterà?” mi chiese, si stava ancora toccando il cazzo.
“Credo molto poco… mi è sembrato fin troppo eccitato, secondo me tra due minuti esce dal bagno.” gli dissi, infatti dopo pochi minuti sentimmo lo scarico del bagno e Davide tornò da noi.
“Hai pulito tutto bene si?” domandai, mi rispose di si.
“Vabbè, visto che Davide ha già dato, ti dispiace se vado pure io? Tua zia non me la riesco a levare dalla testa…” e intanto Luca continuava a toccarsi il cazzo, come se non riuscisse a metterlo nella giusta posizione.
“Bhè oramai… Fa pure!” gli dissi. Luca andò diretto in bagno, provai ad immaginare quanto fosse eccitato nonostante si stava contenendo di più rispetto a Davide.
Davide si sedette sul divano, bevvi un sorso di birra e poco dopo mi chiese se ce n’era anche per lui. Mi alzai e andai a prendergliene una in cucina. Anche questa volta però mi fermai davanti la porta del bagno, Luca l’aveva chiusa a differenza di Davide ma qualcosa mi spinse ad avvicinarmi, credo fosse lo sperma che stava spingendo contro le mie mutande per venir fuori. La scena di poco fa mi aveva eccitato da matti e mi convinsi a provare a fare la stessa cosa con Luca ma la porta era chiusa. Provai ad avvicinarmi al buco della serratura, per fortuna non c’era la chiave e il buco era libero. La scena che vidi fu quasi la stessa: anche Luca stava seduto sul water ma a differenza di Davide, si era completamente spogliato e aveva il cellulare in mano. Se ne stava tutto nudo, seduto e comodo sul water a gambe aperte, a segarsi mentre guardava un porno probabilmente. Ero sicuro che ne avesse trovato uno con una bella troia matura che somigliasse a Zia Manuela e adesso se ne stava lì comodo a segarsi quel grosso cazzo che si ritrovava. Anche lui avrà avuto quasi venti centimetri di cazzo come Davide e anche lui lo segava velocemente. Quasi riuscivo a sentire il suono della sua cappella umida che scorreva tra le sue dita. Mi toccai il cazzo anche io, avrei tanto voluto segarmi e liberarmi dallo sperma che stava riempiendo le mie palle all’inverosimile, non ce la facevo più. All’improvviso sentì una contrazione. Senza farmi sentire corsi subito in camera mia, chiusi la porta e andai verso il letto. Abbassai i pantaloncini di colpo e feci appena in tempo a tirar via le mutande per far uscire il cazzo quando due getti di sborra bollente vennero fuori con tutta la forza che il mio cazzo aveva in quel momento… Andarono a schiantarsi a terra.
Sentivo le palle contratte, fu una sborrata potentissima. Avevo il fiatone. Presi di corsa dei fazzoletti dal cassetto del comodino per pulire il pavimento, lo avevo fatto talmente di fretta che non mi ero reso conto di avere le mutande abbassate sotto le palle e il cazzo ancora mezzo in tiro di fuori. Dopo aver pulito con tre o quattro fazzoletti mi guardai la cappella, era ancora umida e grondante di sperma. Presi un altro fazzoletto per pulirla e rimisi il cazzo che aveva iniziato la sua manovra di ritiro nelle mutande. Appallottolai i fazzoletti e li nascosi velocemente sotto il letto. Cercai di sistemarmi al volo, dovevo tornare di corsa in cucina a prendere la birra a Davide prima che venisse lui a cercarmi, soprattutto prima che Luca uscisse dal bagno. Tornai subito in cucina, presi la birra e a stappai con il manico di una forchetta. Luca era ancora in bagno quando tornai in salone e passai la birra a Davide.
“Scusa se ci ho messo un po’ ma non trovavo il cavatappi.” cercai di giustificarmi. Non potevo certo dirgli che ero andato a spiare Luca mentre si segava e che mi ero sborrato nei pantaloni per colpa di quella scena…
“Lo avevi lasciato qui sul tavolino…” Davide mi indicò il cavatappi poggiato sul tavolino davanti a noi. Andai quasi nel panico, si vede che quando ero tornato da Luca con la sua birra dovevo averlo portato qui senza accorgermene.
“Ecco perché non lo trovavo! Te l’ho aperta con il manico della forchetta infatti.” avevo paura che Davide potesse pensare che fosse una scusa.
Mentre aspettavamo che Luca finisse di svuotarsi, io ripensavo a ciò che mi era appena successo. Non riuscivo a crederci, mi ero quasi sborrato addosso dopo aver visto i miei due migliori amici segarsi su mia Zia. La vista dei loro cazzi di marmo mi aveva eccitato! Non sapevo proprio che pensare, temetti per una attimo di essere appena diventato gay ma poi mi dissi che non poteva essere così. Del resto quando guardi un porno vedi anche il cazzo dell’attore che scopa la troia di turno. Pensai tra me e me che era stata la stessa cosa, solo che la mia mente aveva fatto tutto il resto dato che ero già eccitato e sapevo che loro pensavano a quella porcona di Zia Manuela. Si, doveva essere per forza così. Era stata la mia mente che aveva fatto tutto il lavoro sapendo a chi erano rivolti tutti quei pensieri. Il suono dello scarico del water mi fece tornare subito in me, Luca aveva finito e in pochi secondi tornò da noi.
“Fatto…” disse mentre si sistemava la maglietta “Bhè, direi che abbiamo inaugurato il bagno!” si mise a ridere.
“Direi di si…” gli risposi “Bhè adesso che vi siete scaricati credo sia meglio cambiare discorso altrimenti credo che la serata sarà difficile da gestire.”.
“Ehi non guardare me!” mi disse Davide.
“No… chi è che ha dato il via? Chi è che aveva la bava alla bocca?” effettivamente non poteva ribattere, sapeva di essere stato lui ad iniziare tutto. “Metti un po’ di musica e finiamo la serata dai…” gli indicai lo stereo, lui si alzò di corsa e collegò il suo telefono con il cavetto audio. Mise una compilation revival anni ottanta o qualcosa di simile e poi tornò a sedersi.
Mi chiesero che piani futuri avessi per la casa, gli raccontai di un paio di idee che avevo e loro mi diedero il loro parere, ci scordammo della storia del video di Zia abbastanza in fretta. Verso mezzanotte e mezza decisero di andare via, li salutai e augurai loro la buonanotte. Quando chiusi la porta andai subito in bagno a lavarmi i denti, mentre avevo lo spazzolino in bocca guardai più volte il water perché non riuscivo a togliermi dalla testa la scena di prima. Cercai di mantenere un po’ di autocontrollo. Sciacquai la bocca, andai in camera, presi di corsa i fazzoletti che avevo appallottolato sotto il letto e lì buttai nel cestino del bagno. Mi misi a letto, il giorno dopo dovevo lavorare e avrei fatto bene ad addormentarmi subito ma non fu per niente un’impresa facile.

Hanno visto il video di Zia, il mio video…
Si sono andati a segare nel mio bagno…
Io li ho visti, ho visto i loro cazzi…
Mi sono eccitato e ho sborrato come una fontana…

Non riuscivo a togliermi dalla testa questi pensieri. Iniziai a rigirarmi nel letto per cercare di prendere sonno, rimanendo in uno stato di dormi veglia costante. Ripensavo ai cazzi di Davide e Luca, li vedevo enormi che pulsavano e vedevo Zia sdraiata sul divano che con un dito dopo l’altro si stuzzicava la sua bellissima figa pelosa fino a farla bagnare sempre di più. Tutti i suoi peli erano bagnati, i suoi capezzoli diventavano duri e lei ansimava dalla voglia… ed i cazzi di Davide e Luca pompavano. Pompavano forte finchè non sborrarono insieme, fortissimo e all’improvviso. Uno schizzo dopo l’altro, uno più forte e rapido dell’altro. Tutti addosso a Zia Manuela che se ne stava sdraiata a far entrare e uscire le sue dita smaltate da quella figa meravigliosa. La sborra la ricopriva per quanta ne facevano… e anche lei veniva. Veniva liberandosi da tutta la voglia che aveva dentro e che la stava facendo impazzire. Venivano tutti e tre, copiosamente e lo sperma era ovunque. E io guardavo. Guardavo…

(Racconto tratto da una storia vera. I nomi dei personaggi e alcune vicende sono stati modificati per proteggere la privacy dei diretti interessati. Per qualsiasi informazione, suggerimento o domanda potete scrivere a: forbidden.fantasy@outlook.com)

Leave a Reply