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Colorita e venale partecipazione

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Generalmente vado poco ai grandi magazzini, ma stavolta avevo deciso d’andarci senza dilungarmi oltremodo rompendo gl’indugi, per vedere se ci fossero delle allettanti e convenienti proposte commerciali. Girovagando fra i numerosi ripiani del supermercato, ho adocchiato una coppia che gironzolava nelle corsie e m’ha colto nel segno la donna non solamente per la sua libidinosa avvenenza, ma ugualmente per quelle di molte persone là presenti e per il suo portamento e per il contegno verso l’uomo, che poi ho smascherato essere il suo consorte.

Lei, in quella circostanza, mercanteggiandolo e reputandolo come se fosse un suo subordinato e asservito suddito, un soggetto condizionato e sottomesso, con un’intonazione di voce inflessibile dall’accento dispotico e perentorio, che gl’indicava in maniera impellente e irrimandabile, che cosa acquistare e dove collocare rigorosamente le compere dentro il carrello, mentre lui annuiva eseguendo e assentendo immancabilmente sempre con la testa piegata. Quando lei gli ha ingiunto d’avviarsi per procurarsi dei materiali per la pulitura del giardino, subito dopo si è indirizzata da sola recandosi in un altro settore dell’emporio, in quel frangente ho deciso di tallonarla, era il momento adatto. Lei si è accorta all’istante della mia figura, mentre io le ho prontamente dedicato la più sfavillante e radiosa contentezza, facendole un gesto con la testa, lei m’ha squadrato per un istante in modo titubante, forse stava ponderando se ci fossimo già conosciuti altrove, dopo ha risposto al mio sorriso proseguendo la sua ricerca fino agli scaffali degl’indumenti intimi. Ha esaminato certuni completi accorciati, né ha brandito qualcuno fra le mani per scrutarlo più adeguatamente, mentre io con l’espressione irriguardosa e impudente mi sono accostato enunciandole:

“Trovo che sia realmente un articolo notevolmente erotico e assai seducente. Sono convinto che se l’infilasse sarebbe un vero splendore, perché farebbe indubbiamente vaneggiare e non connettere, chi avesse la buona sorte di guardarglielo indossato”.

Lei mi ha scrutato in maniera sbalordita da tanta audacia e dalla mia irriverenza, bensì piuttosto che schernirmi, informandomi di togliermi dai piedi, con un risolino malizioso prontamente m’ha riferito:

“Mi dica, lo suppone seriamente? Oppure lo proclama per ossequiarmi osando in ultimo con me. Badi bene che io sono coniugata e il mio consorte sta sopraggiungendo”.

“Nessun’incertezza, sono pienamente schietto e autentico, ripeterò senza timore quello che le ho esposto. Se desidera posso ribadire ogni cosa dinanzi al suo consorte, all’opposto, se lei m’autorizza, bramerei io stesso di regalarle entrambi gl’indumenti che ha appena adocchiato”.

“Non glielo hai detto mai nessuno, che lei è effettivamente per davvero spudorato e villano?”.

“Certo che sì, naturalmente signora. Se permette mi presento, io sono Ettore e appartengo alla categoria dei romanzieri, anche se romanziere è in effetti una parola grossa, perché tratto soltanto cronache e resoconti spinti, diciamo erotici, lubrici e amorosi nell’insieme”.

“Il mio nome è Arianna, vede, il mio consorte è quello che sta arrivando da là in fondo, si chiama Rodrigo”.

Allorquando il consorte arriva nei nostri pressi la donna gli racconta quello che era accaduto, lui ha ascoltato rimanendo scettico e confuso, tuttavia non ha divulgato niente, stringendomi educatamente la mano che frattanto gli porgevo.

“Che cos’ha deciso signora Arianna? Raccoglie l’invito per l’omaggio? Dia pure a me i due tanga, nel mentre mi dirigo dalla cassiera, in seguito attenderò là di fuori, in tal modo potrete ultimare i vostri acquisti”.

Arianna ha atteso un istante prima di convincersi, dopo me li ha consegnati, io sono andato alla cassa per pagare, dando loro l’appuntamento presso la caffetteria nel lato opposto dell’ipermercato. Ci siamo accomodati a un tavolino per un caffè, io ho consegnato alla signora Arianna il pacchetto con i tanga cominciando a farle gli apprezzamenti per l’abbigliamento aperto sul collo, che lasciava intravedere parte del suo stupefacente e sviluppato seno con delle belle gambe in risalto. Abbiamo sviscerato la conoscenza, Rodrigo il consorte d’una cinquantina d’anni è un tecnico navale che sfacchina in una società multinazionale, Arianna più grande di lui di qualche anno è invece una dipendente che ha un ruolo nel settore assicurativo d’una rinomata società.

Io ho esposto descrivendo e menzionando loro, della mia sporadica occupazione di narratore, invitandoli nel mentre d’esaminare l’area nella quale li diffondo, in seguito ci siamo scambiati i rispettivi recapiti telefonici e ci siamo salutati. Ho constatato che il consorte marito era notevolmente allettato e coinvolto per i convenevoli che volgevo alla consorte, avendo la netta e coerente percezione che lui fosse un vero e proprio cuckold. Nello specifico, consiste infatti, quando alcune persone si limitino nel guardare la propria donna che scopa con altri uomini, partendo dall’area del tradimento, in altre parole sta a indicare un uomo che prova piacere nel vedere la propria compagna posseduta da un altro uomo, anche se la questione è decisamente molto più complessa e variegata. Sì, è vero, la fantasia è un ingrediente molto importante nella vita, e quindi anche della sessualità. Molto spesso le persone si preoccupano di quanto sia realistica la fantasia, e questa preoccupazione è molto più sentita quando si ha a che fare con la sessualità, ma imprigionare la fantasia entro delle regole, equivarrebbe a snaturarla privandola della sua funzione. Partendo dal presupposto che l’organo sessuale più potente che abbiamo è il cervello, non usarlo durante i rapporti sessuali, sarebbe un po’ come privarsi di un’utilissima fonte di piacere.

Divagare, almanaccare e fantasticare su persone anche diverse dal proprio partner non è strano né raro. E’ stato osservato come più la coppia sta insieme da tempo, più è frequente che nelle fantasie sessuali siano presenti elementi o persone estranee alla coppia e ciò non è affatto correlato a una cattiva relazione all’interno della coppia, ovvero la coppia sta bene insieme. Nella fase iniziale d’una coppia la dimensione fantastica eccelle e primeggia, dopo con il passare del tempo la realtà deve imporsi se si vuole che la coppia si strutturi, per cui ricorrere a delle fantasie a questo punto è un poco come dare spazio a un po’ di pepe e di brio, lasciando provvisoriamente da parte la realtà. Nel caso in cui la coppia funzioni bene e non ha problemi da un punto di vista relazionale, ha poco senso preoccuparsi di quanto reale sia la fantasia. Arianna in definitiva lo sapeva molto bene, perché la fantasia è una cosa molto intima, per cui il condividerla o meno con il partner è una scelta che non può e non deve seguire una regola, ogni persona e ogni coppia, deve sentirsi libera di scegliere come viversi questa dimensione.

La sera medesima avevo inviato a Rodrigo, il suo consorte, un comunicato richiedendogli di fotografare Arianna con indosso il tanga e di farmi recapitare le foto nella mia casella di posta elettronica. Io assai indiscreto d’adocchiare che cosa sarebbe successo, malgrado ciò nella mattinata seguente avevo già ricevuto le descrizioni esatte. L’avvenente e strepitosa Arianna era stata inquadrata sia di fronte, con lo sviluppato seno foderato con una blusa chiara, che di dietro con il cordoncino del tanga conficcato fra le chiappe. Io avevo inviato un sincero e delizioso appunto ad Arianna per elogiarla della sua totale magnificenza, invitandola sennonché a farsi fotografare con un capo d’abbigliamento procace e seducente dal consorte. Per qualche giorno Rodrigo mi spedì le foto, io nel mentre che le ricevevo stilavo ad Arianna commentando ulteriormente, facendogli ben intendere, che gli sarebbe certamente deliziato osservarmi scopare la sua consorte, accludendo ad ambedue uno dei miei racconti di dominazione e di possesso, a lei fotografie e descrizioni varie spinte, delle mie seguaci lettrici denudate che si masturbavano godendosela con manufatti d’ogni sorta. Le annotazioni alle foto e le postille ai racconti risultavano costantemente positivi e il marito quando m’inviava i messaggi di posta elettronica mi denominava in modo bizzarro nell’ordine: Barone, Intenditore e Galantuomo. Io avevo afferrato e compreso che lui fosse un individuo smanioso d’essere soggiogato, sovrastato e in ultimo bollato e interamente sminuito durante il tempo in cui concedeva la consorte. Nelle foto che lui m’inviava, Arianna indossava senz’eccezione bustini seducenti e provocanti, l’ultimo che mi pervenne in ordine di tempo, giacché si poteva ben ammirare Arianna discinta ed essenziale, era una foto con la sua fica accuratamente mostrata in primo piano bene in vista, corredata da una frase che non ammetteva sottintesi né astrazioni di sorta, riportando l’asserzione spudorata e invereconda: è là che ti guarda, che cosa le faresti?

Era giunta l’occasione e il momento d’agire, di procedere dalle visioni accennate e desiderate alla completa realtà detta sommariamente, controbattendogli che se m’avesse ospitato a casa sua lo avrebbe visto di persona, ma avrebbe dovuto presenziare spogliato e incatenato al nostro lussurioso e dissoluto amplesso. Rodrigo m’aveva replicato il giorno medesimo, offrendomi ospitalità per il sabato successivo. Io ho lestamente convalidato approvando subito, dopo mi sono organizzato nel far trascorrere loro un gustoso dopo pranzo di totale subordinazione e di gagliardo sesso. Sono arrivato alla loro villetta di campagna nel tardo pomeriggio, Arianna m’ha accolto vestita con un miniabito trasparente che lasciava vedere confusamente un completino audace e indecentemente spinto, dopo mi sono accomodato nel salotto. Abbiamo iniziato a ragionare simpaticamente di bazzecole e briosamente d’insipidezze, poi Rodrigo m’ha riferito che aveva trovato i miei racconti concupiscenti, sensuali e avvincenti, rimanendo molto ben impressionato dalla mia attitudine all’autorità e al possedimento.

“Ascolta Ettore, d’ora in poi chiamami Barone, accomodati nella mia abituale ubicazione”.

Rodrigo si sollevò dal canapè mentre io mi disposi al fianco di Arianna, collocandole una mano su d’una coscia, lasciata peraltro volutamente sguarnita dal vestito, praticandole una delicata compressione.

“Dolce e riverita Arianna, tu m’hai scritto che scorgevi alquanto stuzzicanti e toniche, le descrizioni meticolose delle mie asservite e domate lettrici. Dimmi una cosa? Gradiresti saggiare pure tu essere una mia coatta, succube, seducente e soave vittima?”.

Arianna aveva inghiottito prima di reagire, era allarmata, travagliata e finanche impensierita, s’agitava sul canapè prima che potesse contestare. Io in quel momento le tolsi la mano dalla coscia, passandole un braccio intorno alle spalle, mentre di sbieco avvistavo che Ettore si palpava la patta dei pantaloni. Dopo Arianna si sfilò il vestito, staccò il reggipetto, abbassò il tanga, mentre Rodrigo si tolse la maglietta e pantaloni e le mutande.

“Rimettiti là e siediti, aspetta, non sfiorarti, vedo che hai il cazzo duro, ma non voglio che ti masturbi. Hai capito vero?”.

Io ero ancora vestito, mi sono avvicinato ad Arianna, ho agguantato fra le mani le sue splendide e voluminose tette, le ho baciate, ho succhiato i capezzoli, le ho passato la mani pigiando sull’ano, palpeggiandole infine con bramosia le sue sode natiche estraendo dalla tasca una cordicella.

“Adesso ti do un vizioso compito, dovrai annodare le mani dietro la schiena a quel maschio tradito, non deve toccarsi però il cazzo, è chiaro?”

Mentre Arianna lo annodava con maestria, io mi sono spogliato, ho fatto inginocchiare Arianna di fronte a me intimandole di succhiarmi il cazzo. Lei non si è fatta pregare, tutt’altro, l’ha leccato, dopo lo ha pigliato in bocca, facendomelo indurire in modo spropositato. Io mi sono coricato sul scendiletto che era davanti al canapè, l’ho fatta collocare all’inverso e abbiamo dato inizio a un delizioso, piacevolissimo e lussurioso sessantanove. Rodrigo era rossiccio in viso mentre si dibatteva sulla sedia gemendo e divincolandosi. Io ho fatto rialzare Arianna e l’ho fatta adagiare sopra di me, infilandole in maniera libidinosa e concupiscente il cazzo nella fica, mentre lei sragionava dal godimento gemendo in modo vizioso.

“Ecco, sì, ora scopami porco, cavalcami come una deliziosa sgualdrina, dai, mettiti in azione, sono la tua dissoluta e scostumata squillo, fammi godere.”

Per tutto il tempo che Arianna si contorceva su di me, io le tastavo le tette, mentre udivo il suo vizioso respiro aumentare, diventando nel contempo concitato e sofferente, finché strepitò il suo passionale orgasmo dimenandosi, bloccandosi e ricominciando febbrilmente a spingere. Dopo spossata si è accasciata sopra di me, io l’ho lasciata riposare qualche istante, poi le ho ripetuto d’alzarsi e di girarsi, mi sono collocato alle sue terga e le ho infilato il cazzo alla pecorina, postura da lei prediletta scopandola con veemenza e prestanza. Mentre il mio cazzo entrava e usciva dalla sua favolosa fica, ho infilato frattanto un dito nel suo orifizio anale avvertendo e intoppando una concreta riluttanza, alquanto infoiato le enunciai:

“Interessante, molto intrigante, ritengo che questo bel didietro sia ancora intatto, ce l’hai attualmente integro. Questo bel sedere è puro e incorrotto. E’ vero Arianna?”.

“Hai perfettamente ragione Ettore, lo è. Io non l’ho mai concesso né ceduto a neppure uno”.

“Molto bene, ottimo. Sarò io il primo a collaudarlo, poi te lo violerò per bene Arianna”.

Nell’udire quel proposito, io già sragionavo su come possederla, volevo infrangere ogni regola, bramavo sconquassare quel pertugio come non mai prima d’ora mi era capitato di sperimentare, quella femmina mi sconquassava la psiche, mi scompaginava le viscere mettendomi a soqquadro le membra. Dopodiché ho acciuffato un poco di balsamo sul buchetto, ho delicatamente manomesso il pertugio con un dito, procedendo a rilento dentro e fuori, poi ho sfilato il cazzo dalla fica, ho deposto il glande sul foro e adagio l’ho invasa.

“Sento dolore Ettore, levalo, ti prego” – mi proclamò Arianna all’istante, visibilmente allarmata e ovviamente impaurita.

“Capisco, adesso però tranquillizzati Arianna, allenta un poco il passaggio, ben presto assisterai che starai meglio, ravviserai che ti conquisterà, fidati di me” – intanto che io rimanevo statico, adattandomi a quel nuovo rifugio da profanare. Dopo ho cominciato a mettermi in azione, sdrucciolando più in fondo cautamente nelle sue viscere.

“Arianna, così mi fai sragionare. Voglio che ti masturbi la fica mentre ti scopo”.

Arianna ha lestamente ottemperato, ha viziosamente adempiuto al mio depravato richiamo di maschio che la padroneggia, come se la conoscessi a fondo da tanto tempo, se la contenessi avendo la sua totale padronanza. Arianna senza battere ciglio ha annuito sottostando ed eseguendo al meglio i miei lussuriosi intenti, caldeggiando al massimo i miei focosi desideri. Adesso aveva pigliato la corretta cadenza, perché aveva iniziato abilmente e con lasciva maestria ad favorire la penetrazione con ritmati e sfrenati spostamenti della cavità pelvica. Io ambivo di governarmi, tentavo di dominarmi e di reprimere, non volevo sborrare, estraevo il cazzo e mi fermavo premendolo alla base per interromperne così l’emissione, lo bloccavo per ostruire la fuoriuscita dello sperma, volevo troncare il desiderio di eiaculare, provavo a resistere fino a quando Arianna non avesse colto un nuovo orgasmo. Ho saputo attendere, finché lei ha ripigliato a lagnarsi in maniera accesa e altisonante, l’ho lasciata terminare di bearsi, dopo ho estratto il cazzo dal suo favoloso sedere, inzaccherandole sia il culo che la fica con il mio denso e lattescente nettare.

Nel mentre mi sono diretto verso Rodrigo per slacciarlo dalle corde, dopo l’ho fatto genuflettersi prostrandosi al fianco Arianna, intimandogli in modo indilazionabile e perentorio:

“Coraggio Rodrigo, puliscile bene la fica, so che ti piace, raccogli tutto, so che sei provetto e alquanto competente, mi raccomando”.

Rodrigo ha prontamente espletato l’incarico assolvendo e adempiendo al meglio quel corrotto, traviato e vizioso compito. Ha portato a termine quella depravata mansione, ha penetrato a fondo la lingua nella fica della consorte, dopodiché radioso ed esultante ha seguitato a lambirle la zona anale, ripulendo in tal modo la mia antecedente ed esuberante sborrata.

“Bravissimo Rodrigo, hai interagito benissimo, sei degno di ricevere un’adeguata e congrua gratificazione, sarai premiato come si deve, garantito”.

“Arianna, hai notato che cazzo massiccio e solido che ha Rodrigo, sta per esplodergli, gradirebbe manipolarsi. Stavolta presumo che lo farai sborrare con le tue mani”.

La consorte iniziò a trastullare quel poderoso e fremente cazzo, perché in esigui istanti Rodrigo proruppe la sua candida e densa essenza per lungo trattenuta, eiaculando in modo consistente sulla mano dell’accalorata e lasciva scostumata donna.

“A questo punto spetta a te Arianna, placagli la sete, è da un po’ di tempo che lui aspetta, non ti pare?” – esclamò appagato e visibilmente infervorato ed elettrizzato Ettore.

Arianna frattanto si dispose cavalcioni sulla bocca di Rodrigo imponendogli di spalancare la bocca, inveendo e ingiuriando su di lui, apostrofandolo con termini scurrili e offendendolo con frasi sconce, attendendo con bramosia d’infierirgli una magniloquente penalità, una verbosa sanzione, una solenne punizione a lei gradita, che giammai lui avrebbe scordato, saturandogli in conclusione la bocca d’urina. 

{Idraulico anno 1999}

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