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Dino, la perfetta segretaria. Parte ottava.

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Scena prima.

Palestra.

Sui tappetini, in circolo Lucilla,Carla, Alessia.

Lucilla:- siamo qui insieme per parlare del nostro amico Dino, e e di come lo abbiamo cambiato da quando è stato assunto qui in azienda. Ciascuna di noi tre ha contribuito, e dobbiamo prenderne la responsabilità, anche se in realtà tutto è avvenuto in modo quasi naturale e direi, spontaneo.

Parto da una domanda: chi è adesso Dino?

Carla:- allora…inizio io,anche perché è tuttora un mio collaboratore e sottoposto. Voi sapete come la penso riguardo ai maschi… sono una femminista suprematista, almeno credo, e perciò considero gli uomini piuttosto inferiori. Dino, così timido, riservato,ipersensibile è sicuramente il mio ideale di maschio.

Ora non è più maschio ovviamente… bè , non ha più nulla davanti e ha il corpo di una femmina formosa. È diventato il mio ideale di segretaria.Che altro dire? Gli perdono certe intemperanze sessuali, perché ne ha bisogno, e perché noi padroncine ne abbiamo un certo vantaggio economico.

E poi sono gelosa di voi, lo ammetto, perché vorrei essere l’unica sua padroncina!

Lucilla:- tocca a me ora. Come ho già detto in passato per me Dino è un porcellino. Ovvero più un animaletto che una persona.

È troppo emotivo, remissivo, influenzabile, per aspirare a una seria crescita spirituale. Al contrario di voi ragazze, che avete una personalità, lui è facilmente plasmabile in ciò che gli altri vogliono. Ed è quello che è successo.

Però, nonostante questi suoi limiti gli voglio un gran bene.

Alessia:- allora…sono d’accordo con quello che avete detto voi.

Solo che io avrei voluto insegnare a Dino a essere più deciso, volitivo, intraprendente.

Invece nei fatti ho fatto esattamente il contrario.

Sono i misteri delle nostre pulsioni inconscie.

Sulla famosa partita a poker poi vi confesso un segreto.

Avevo in mano una coppia e Carla era servita con un full.

Bè, non mi entra un bel poker?

Però ho pensato che Carla ci teneva tanto, che è una cara amica, e non vi ho fatto vedere le mie carte.

Perciò, per mia scelta, Dino ha perduto le sue cosette maschili.

Cosa è diventato adesso per me?

Un tenero cucciolo dal corpo carino e strano, e che fa tanta popò ( mi piace molto fargliela fare).

Lucilla:- allora andiamo avanti col programma….vieni Dino!-

Dino entra, tutto emozionato,rosso in viso e ancheggiando vistosamente, ondeggiando come una barca sul mare mosso.

Carla in un orecchio a Lucilla:-

Hai visto come cammina? Ho aumentato ancora un po’ la dose di ormoni…si nota, vero?-

Lucilla:- Si. Però non esagerare!-

Alessia corre ad abbracciarlo, seguono subito le altre due padroncine.

Carla porta la torta.

Carla:- oggi è l’anniversario della tua grande entrata in azienda. Cento di questi giorni, tesoro!-

Mangiano, brindano, Dino spegne con un soffio le candeline.

Poi sculacciate…

Le tre padroncine si esprimono senza ritegno e senza inibizioni in questo giorno di festa. Alla fine il viso di Dino è tutto una lacrima, un rossore e un gocciolare poco attraente di muco dal naso. Del suo culone meglio non parlare, perché è ridotto in maniera indescrivibile. Un campo di battaglia. Una vera Waterloo per il povero Dino, in questa giornata di celebrazioni e di eccessi.

Alessia:- ed ora Dino, per finire, mi farai regalo della tua popò.-

Lo prende per mano e lo porta nella stanza vicino, sorreggendolo quando il ragazzo, molto provato, fa per inciampare.

Nel locale accanto c’è già il vaso ippopotamo pronto, con la scritta” Tanti auguri”.

Alessia spoglia Dino tutto nudo, mettendo in evidenza le sue grazie esagerate e doloranti.

Alessia:- ora, fai il bravo, tesoro, e mettiti in posizione.-

Dino si accovaccia in modo tanto provocante quanto istintivo, il sedere molto in fuori, la schiena inarcata. Forse è per l’effetto dell’eccesso di ormoni che assume questa postura, o per l’eccesso di sottomissione che gli è stato somministrato poco prima.

Il suo viso esprime invece, pur gocciolante di umori vari, la consueta dolcezza e timidezza.

Alessia:- festeggiamo con un regalo memorabile, amore mio.

Dino:- si

Alessia:- mi vuoi bene?

Dino:- si…

E a conferma di questa ultima impegnativa dichiarazione dà veramente il suo massimo.

Popò lunghe, grosse, larghe, a ciambella, a torciglioni…sciolte, non finiscono più!

Alessia, divertita, assolutamente esterrefatta,e commossa,ora lo pulisce tutta accudente.

E da pulire c’è n’è..

Alessia:- tesoro, sei proprio l’amico più generoso che io conosca! 

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